VITELLONE E/O SCOTTONA AI CEREALI

VITELLONE E/O SCOTTONA AI CEREALI (DM 16/10/2015)  (bovini 27)

Soggetti interessati:

Chiunque intende adottare sistema di qualità nazionale (SQN) certificato per vitelloni iscritti a Libro genealogico, o figli di genitori iscritti a Libro genealogico .

Iter procedurale:

MIPAAF approvato con DM 16/10/2015 pubblicato su GU 250/15 disciplinare di produzione di “Vitellone e/o scottona ai cereali” che prevede:

  • tipologie e tecniche di conduzione allevamento:
  • animali ammessi sono maschi e femmine della specie Bos Taurus, appartenenti a razze da carne o a duplice attitudine (compresi incroci tra tali razze), allevati in ambiente protetto (stalla), a stabulazione libera in BOX multipli, per periodo minimo di 5 mesi per maschi e 4 mesi per femmine (compresa fase di accrescimento e finissaggio), macellati ad età compresa tra 12 e 22 mesi. Esclusi bovini sottoposti a trattamenti terapeutici con corticosteroidi
  • tecniche di allevamento e di alimentazione uniformi per tutti gli animali aziendali e non solo per quelli oggetto di SQN, salvo per aziende con unità indipendenti
  • tecniche di alimentazione basate su piani di razionamento alimentare, che tengono conto di esigenze nutrizionali dei bovini nelle diverse fasi di sviluppo (in particolare nella fase di accrescimento e finissaggio). Razione giornaliera, preparata con unifeed, contenente:
  • percentuale di fibra tale da garantire un valore superiore a 25% su sostanza secca
  • quota di insilato di pianta intera di mais inferiore a 12 kg in fase di accrescimento
  • negli ultimi 60 giorni, quota di amido incrementata secondo norme di finissaggio, mentre quota di insilato diminuita almeno del 25%

Razione alimentare priva di grassi animali aggiunti, costituita solo da: cereali e derivati; leguminose; oleaginose; bietole e derivati; foraggi freschi (cereali da foraggio, erba medica, trifoglio, erba da  prati naturali ed artificiali); foraggi essiccati; insilati di pianta intera (cereali ed insilati di erba); grassi vegetali; mangimi completi e complementari costituiti dalle suddette materie prime; eventuali integratori vitaminici minerali ed additivi autorizzati per alimentazione animale.

Reperimento di alimenti zootecnici presso fornitori in possesso di dichiarazione di conformità ai requisiti di qualità del prodotto (in particolare assenza di grassi animali). In mancanza, Organizzazione, che gestisce disciplinare, deve eseguire ispezioni ed analisi semestrali.

Alimenti zootecnici identificati e conservati in modo idoneo, separati da alimenti non previsti dal disciplinare e/o destinati ad altre specie animali.

  • scelta di animali. Bovini appartenenti a razze da carne, o a duplice attitudine, o loro incroci, la cui carne rientra nella classe di conformazione S – E – U – R e classe di stato di ingrassamento 2- 3
  • strutture di stabulazione costruite con materiali idonei, in modo da assicurare condizioni ambientali (temperatura, circolazione di aria, umidità, concentrazione di gas e polveri) capaci di non nuocere ad animali. Fronte mangiatoia di almeno 60 cm/capo; superficie di lettiera a disposizione pari ad almeno 4 mq/capo (se bovini allevati su grigliato, superficie ridotta a 3 mq/capo); esistenza locale adibito ad infermeria
  • sistema di produzione e rintracciabilità riguardante:
  • allevatore aderente a disciplinare, che si impegna a rispettare seguenti prescrizioni:
  1. disponibilità, ai fini del controllo, di schede in cui riportata razione alimentare somministrata
  2. documenti di acquisto del mangime (quali cartellini di accompagnamento), da cui possibile verificarne formulazione ed assenza di grassi animali aggiunti. Nel caso di alimenti autoprodotti, conservare documento di acquisto di semente e verifica dei quantitativi prodotti
  3. disponibilità di marchi auricolari, passaporto, mod. 4, per tutti i soggetti allevati, al fine di verificare età di animale, Paese di nascita e di ingrasso
  4. aggiornamento mensile di registro di carico e scarico dei bovini allevati e degli alimenti
  5. conservazione documenti di trasporto degli alimenti complementari, rifiutando consegna di mangimi provenienti da fornitori privi di certificazione attestante assenza di grassi animali aggiunti
  6. allevamento dei bovini nel rispetto delle condizioni sopra riportate, avviandoli alla macellazione ad età di 12-22 mesi, accompagnati da Mod. 4, di trasporto, passaporto, certificato di intervento fecondativo. Al riguardo occorre aggiornare il registro anagrafe del bestiame e rilasciare il certificato di avviamento a macellazione (modello pubblicato su GU 203/13), attestante il possesso da parte del bovino dei requisiti previsti dal disciplinare (copia del certificato conservata in allevamento, mentre originale accompagna animale al macello)
  7. qualora si intende riportare in etichetta razza: acquisizione documento rilasciato da Ente riconosciuto attestante iscrizione di animale a Libro genealogico o figlio di genitori iscritti. Se invece si vuole evidenziare tipo genetico: acquisizione certificato di intervento fecondativo su cui riportata razza del padre. Per animali nati all’estero: acquisizione documentazione attestante la razza
  8. possesso di un manuale di buone pratiche di allevamento, comprendente: anagrafe e rintracciabilità degli animali; gestione approvvigionamenti ed alimentazione; gestione sanitaria; benessere animali; gestione zootecnica; pulizia, disinfezione e derattizzazione; formazione del personale
  9. conservazione della suddetta documentazione per almeno 2 anni a disposizione degli Organi di controllo
  • stabilimento di macellazione aderente a disciplinare che si impegna a rispettare seguenti prescrizioni:
  1. verifica appartenenza bovino al circuito SQN, acquisendo certificato di avviamento alla macellazione fornito da allevatore
  2. accertamento di razza o tipo genetico, in base ai documenti di cui sopra, qualora si intende riportare tali informazioni in etichetta
  3. confronto del marchio auricolare con quanto riportato nel documento di trasporto/passaporto, annotando sul registro o sul Mod. 4 il numero del marchio da abbinare al numero progressivo di macellazione assegnato alla carcassa
  4. inserimento ordine di ingresso dei bovini alla macellazione su supporto informatico di stabilimento
  5. pesatura e successiva classificazione delle carcasse divise in 2 mezzene. Solo per carcasse classificate in categoria A e E (non ricadenti nelle classifiche commerciali delle categorie O e P) e negli stati di ingrassamento 1 – 4 – 5, possibile apporre etichette in prossimità del taglio della mezzena, attestanti appartenenza della carne a SQN “Vitellone o scottona ai cereali”. Informazioni stampate in etichetta ricavate da passaporto del bovino, o da banca dati nazionale (BDN) e riportare in banca dati informatica di stabilimento, in modo da garantire correlazione  tra carico di ogni capo macellato con lo scarico delle carni ottenute (se ciò non avviene, si avrà blocco stampa di etichette)
  6. registrazione in banca dati dello stabilimento della spedizione delle carni (mezzene, quarti) evidenziando destinatario, e conseguente rilascio di certificato SQN “Vitellone o scottona ai cereali” (riportare codice a barre per favorire flusso di informazioni) attestante il possesso, da parte di ogni porzione di carne venduta, dei requisiti prescritti dal disciplinare (copia di certificato conservato in stabilimento)
  7. garantito idoneo funzionamento del sistema informatico e capacità del personale incaricato della sua gestione
  8. archiviazione dei documenti su supporto cartaceo od informatico da conservare per almeno 2 anni a disposizione di Organi di controllo
  • laboratorio di sezionamento/porzionamento aderente a disciplinare si impegna a rispettare seguenti prescrizioni:
  1. garantire identificazione di tutti i prodotti come SQN “Vitellone o scottona ai cereali” tramite sistema informatico di tracciabilità delle carni ed apposizione di etichetta sui prodotti
  2. sottoporre mezzene, quarti, sesti ottenuti da stabilimento di macellazione, ad operazioni di sezionamento (possono avvenire anche in strutture contigue a quella di abbattimento e macellazione)
  3. usare solo mezzene già identificate mediante etichetta apposta nella parte oggetto di taglio
  4. comunicare ad Organismo di controllo, modalità di identificazione e controllo dei bilanci di massa, in modo da garantire, durante operazioni di sezionamento, la non commistione con carni non a marchio (documenti da conservare, in forma cartacea od informatica, ai fini del controllo). Organismo di controllo deve approvare tali modalità prima di accettare l’incarico
  5. acquisire dati in modo informatizzato, leggendo codice a barre riportato in etichetta di macellazione
  6. tagliare mezzena in funzione ordine del cliente. Al termine di tale operazione, stampare etichette di sezionamento da apporre su ogni taglio destinato ad essere commercializzato, inserendovi il codice presente in etichetta di macellazione, da caricare poi in banca dati del laboratorio
  7. costituire lotti di lavorazione con carne etichettata “Vitellone o scottona ai cereali” identificati con codici a barre
  8. inserire dati relativi a carne SQN, in banca dati, rieticchettando questa se precedete etichetta riporta codice a barre illeggibile
  9. disossare/porzionare singole lavorazioni, o lotti omogenei di prodotto, accertando assenza di commistione con altre carni non a marchio; apposizione di etichetta su tali prodotti stampate in numero di singole lavorazioni/lotti
  10. rilasciare, al momento di spedizione della carne, certificato “Vitellone o scottona ai cereali”, attestante, per ogni porzione di carne fornita, la sua appartenenza a SQN
  11. attivare un sistema informatico capace di gestire inserimento dati e stampa di etichette di sezionamento/porzionamento da apporre su carni o confezioni, in modo da assicurare correlazione tra carico di ogni consegna di carne da stabilimento di macellazione, con scarico di carni ottenute spedite al cliente (spedizioni da registrare in banca dati, evidenziando destinatario)
  12. garantire formazione del tecnico incaricato di caricare dati e gestire sistema informatico
  13. garantire archiviazione e conservazione su supporto cartaceo od informatico delle informazioni e documenti relativi a SQN “Vitellone o scottona ai cereali”
  • punto vendita aderente a disciplinare che si impegna a rispettare seguenti prescrizioni :
  1. comunicare preventivamente ad Organismo di controllo designato, modalità (manuali/informatizzate) di identificazione, rintracciabilità, stoccaggio, lavorazione, vendita delle carni e relativo bilancio di massa, in modo da evitare commistione con carni non a marchio. Organismo di controllo approva tali modalità prima di accettare incarico
  2. imputare dati nel sistema di identificazione informatizzato basato su lettura del codice a barre riportato in etichetta di macellazione/sezionamento, che identifica mezzena e/o altri tagli di carne certificata
  3. adottare un sistema informatizzato che garantisce:  stampa automatica di etichette da apporre sulle carni poste in vendita o sulle confezioni di prodotti preincartati; in modo da stabilire una connessione  tra carico di ogni consegna di carne da stabilimento macellazione o da laboratorio di sezionamento con scarico delle carni vendute al consumatore finale
  4. registrare spedizioni di carni in banca dati
  5. garantire addestramento del tecnico incaricato di inserire dati e gestire sistema informatizzato
  6. archiviare documenti relativi a carne “Vitellone o scottona ai cereali” per almeno 2 anni
  7. controllare ad arrivo della merce che ogni singolo taglio sia: munito di etichetta; accompagnato da documento di trasporto e certificato “Vitellone o scottona ai cereali” ; scaricato in banca dati, evidenziando codice a barre assegnato per carne pesata dei diversi tagli; mantenuto in cella o nel banco vendita separatamente da carni non a marchio  (nel caso di una sua lavorazione, usare metodo del “tutto pieno, tutto vuoto”, lavorando in tempi specifici solo carni a marchio); identificato mediante etichette previste da disciplinare ed accompagnato da certificato SQN “Vitellone o scottona ai cereali”
  8. stoccaggio della merce, mantenendo etichetta originaria se carne non sezionata. Dopo sezionamento, la carne viene identificata con etichetta riportante codice di rintracciabilità, che correla i diversi tagli eseguiti con il certificato consegnato da stabilimento di macellazione o da laboratorio di sezionamento
  9. banco vendita: merce esposta al consumatore in modo separato per singolo lotto, identificata con etichetta o cartellini contenente codice identificativo (numero del lotto) che consente di collegare taglio ad etichetta (può essere lo stesso certificato SQN). Se nel banco vendita “al libero servizio” merce esposta preincartata, questa viene prelevata da cella e lavorata al momento di pesatura, con contestuale stampa di etichetta, riportando codice di rintracciabilità. Punto vendita che vende direttamente al consumatore finale solo merce preconfezionata prodotta presso laboratorio di sezionamento, senza ulteriori manipolazioni, può non aderire a disciplinare.
  • etichettatura delle carni di mezzene o sezionate deve riportare seguenti:
  1. informazioni obbligatorie: codice identificativo o di rintracciabilità tale da garantire nesso tra carni ed animale di provenienza; Paese di nascita; Paese in cui attuato ingrasso; numero di autorizzazione di stabilimento di macellazione del bovino e Paese dove ubicato (dicitura “macellato in ____“ nome Paese); numero di autorizzazione del laboratorio di sezionamento della carne  e Paese dove ubicato (dicitura “sezionato in ____” nome del Paese); dicitura SQN “Vitellone ai cereali”  o SQN “Scottona ai cereali”; marchio collettivo identificativo di SQN
  2. informazioni facoltative: razza o tipo genetico del bovino; animale alimentato senza grassi animali aggiunti; età di animale; sesso di animale. Vietato uso di indicazioni  o di segni che possono generare confusione con DOP/IGP
  • sistema di autocontrollo da parte di operatore, o di Organizzazione aderente a SQN svolto direttamente, o tramite ispettori esterni incaricati. Attività eseguita, tramite periodiche verifiche in tutte le fasi della filiera, a livello documentale e/o visite in loco, secondo un piano di controllo, in cui evidenziare: responsabile del controllo; trattamento delle non conformità rilevate; azioni correttive da adottare. Piano di controllo deve essere: ritenuto adeguato da Organismo di controllo designato al momento della sua adesione a SQN; disponibile  in forma cartacea presso ogni aderente. Al termine di ispezione redatto un verbale, in cui riportare: dati di operatore; oggetto della verifica; eventuali osservazioni
  • comunicazione dei dati su base informatica da parte di Organismo di controllo designato relativi a: elenco di allevamenti aderenti, con rispettivo codice di identificazione; elenco di macelli e laboratori di sezionamento, aderenti con relativo codice di identificazione; elenco punti vendita aderenti
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