VERDE URBANO

VERDE URBANO (DGR 27/07/2015, 27/11/18)                                                   (floro 04)

Soggetti interessati:

Comuni, Unioni Montane, imprese impegnate nella realizzazione e manutenzione del verde urbano (cioè insieme di parchi e giardini pubblici e privati, parcheggi alberati, aiuole stradali, orti urbani, incolti urbani, scarpate, siepi) ed extraurbano (alberi ad alto fusto, arbusti, filari, siepi, formazioni vegetali costituenti il paesaggio rurale).

Enti accreditati dalla Regione per la formazione superiore o la formazione continua, che organizzano corsi di manutenzione del verde a favore di cittadini italiani e stranieri in possesso dei seguenti requisiti al momento di iscrizione al corso:

  • almeno 18 anni
  • diploma di scuola media o di qualifica professionale conseguita al termine di percorsi triennali
  • in caso di cittadini di Stati membri: traduzione asseverata del titolo di studio rilasciata dall’Autorità italiana (Giudice di pace, tribunale, notaio)
  • in caso di cittadini di Paesi extra UE: permesso di soggiorno (o domanda di suo rinnovo inviata all’Autorità competente); dichiarazione rilasciata dal Consolato/Ambasciata italiana del Paese di origine attestante il titolo di studio posseduto dal soggetto
  • nel caso di stranieri: conoscenza della lingua italiana (in particolare dei termini tecnici attinenti alla qualifica da conseguire)
  • idoneità psicofisica al lavoro effettuato con attrezzi manuali ed a motore
  • dispositivi individuali obbligatori (quali: scarpe antinfortunistiche; casco, dotato di cuffie e visiera, in rete o plexiglass, guanti; tuta antitaglio).

Esonerati dal corso sono i seguenti soggetti:

  1. in possesso di una qualifica professionale riconducibile a quella di “manutentore del verde”
  2. in possesso di diploma in materia agraria e forestale o laurea (anche triennale) nelle discipline agrarie, forestali, ambientali e naturalistiche
  3. in possesso di un master post universitario sulle tematiche legate alla gestione del verde e/o paesaggio
  4. iscritti ad ordini e collegi professionali del settore agrario e forestale
  5. possesso di una qualifica pubblica di livello minimo 4 EQF riconducibile alla qualifica in questione o nei settori relativi alle discipline agrarie e forestali
  6. soggetti in possesso di qualifica di operatore o di diploma tecnico agricolo rilasciato a seguito di percorsi di formazione professionale
  7. titolare, socio (con partecipazione di puro lavoro), coadiuvante, dipendente, collaboratore familiare di un’impresa iscritta al Registro delle imprese di Camera di Commercio (con codice ATECO 813000) o ad Albi delle imprese artigiane, che dimostra esperienza nel settore di almeno 2 anni a partire dal 22/02/2018 (acquisita anche tramite apprendistato, avente durata di almeno un 1 anno compiutamente realizzato)
  8. in possesso di qualifica professionale regionale acquisita a seguito di percorsi formativi autorizzati

Iter procedurale:

Regione Marche, con DGR 603 del 27/07/2015, ha approvato lo “schema di regolamento del verde urbano e formazioni vegetali caratterizzanti il paesaggio rurale marchigiano”, comprendente:

ART. 1 Ambito di applicazione, riguardante verde urbano ed extraurbano, con esclusione di vivai, orti botanici, impianti sperimentali, boschi arborei in coltura da legno e da frutto.

ART. 2 Finalità del regolamento riguardante progettazione, realizzazione e gestione del  verde urbano e delle formazioni vegetali caratterizzanti il paesaggio rurale.

ART. 3 Tutela del verde. Comune individua nel proprio strumento urbanistico aree verdi, formazioni vegetali ed elementi vegetali da tutelare in aree urbane ed extraurbane, tenendo conto dei parametri bio ecologici ed agronomico forestali. Comune indica:

  1. misure di tutela e modalità uso delle aree verdi, formazioni ed elementi individuati, tenendo conto di aspetti naturalistici e paesaggistici vegetali
  2. adeguato livello di progettazione degli interventi
  3. formazione ed aggiornamento degli addetti al settore.

ART. 4 Interventi di gestione del verde pubblico, sono coordinati da un tecnico del Comune esperto in materia. Qualunque intervento eseguito da soggetti diversi deve essere autorizzato  dal Comune stesso, che determina eventuali  cauzioni  e/o compensazioni/indennizzo/ripristino dello stato dei luoghi.

ART. 5 Area di pertinenza delle piante è quella occupata dal loro apparato radicale (alberi fino 12 m.: raggio pari a 2,5 volte circonferenza del fusto misurata a 1 m. da terra; alberi da 12 a 18 m: raggio pari a 3 volte circonferenza del fusto; alberi oltre 18 m.: raggio pari a 3,5 volte circonferenza del fusto). Area di pertinenza di arbusti e piante arbustive è definita dalla loro circonferenza, avente come centro la ceppaia ed un raggio pari a 1 volta questa. Area di pertinenza di qualunque pianta o altra formazione vegetale calcolata su singolo o su insieme  di alberi  e/o arbusti presenti in questa comunque di almeno 100 m.

ART. 6 Potatura attuata ai fini di: allevamento di giovani alberi; eliminazione di rami secchi, lesionati, o cariati; motivi statici e di difesa fitosanitaria; esigenze di contenimento spaziale; salvaguardia di pubblica e privata incolumità (rimozione elementi di ostacolo o pericolo per circolazione stradale e/o interferenza con elettrodotti o con altre utenze aeree o sotterranee esistenti, rami diffusi oltre i confini di proprietà, sono recisi solo in caso di danno o intralcio a persone, piante o cose.

In caso di piante o formazioni vegetali di particolare rilevanza, la potatura va eseguita  dopo valutazione da parte di agronomo-forestale.

ART. 7 Capitozzatura di alberi consiste nel recidere fusti e branche primarie. Non è capitozzatura il taglio in cui lasciato almeno un asse vegetativo di sostituzione, avente diametro pari almeno ad 1/3 di quello  del ramo reciso. Capitozzatura comporta taglio di albero attuato secondo tecniche tradizionali, ed è ammessa per alberi ad alto fusto in caso di:

  • alberi gravemente compromessi da precedenti irrazionali potature
  • alberi con rami malati o pericolanti
  • alberi messi a dimora in spazi non adeguati
  • alberi seccaginosi da rivitalizzare
  • alberi che interferiscono con elettrodotti e reti tecnologiche aeree

Nel caso di piante di particolare rilevanza, capitozzatura è eseguita previa valutazione da parte di agronomo forestale. Considerato che la capitazzatura danneggia la pianta a livello ornamentale, è possibile, in alternativa, il suo abbattimento ed eventuale sostituzione con specie idonee.

Per evitare diffusione di patogeni occorre sempre disinfettare gli attrezzi, prima e dopo l’intervento, e provvedere  subito allo smaltimento del materiale residuo.

ART. 8 Abbattimento di alberi da non eseguire, salvo particolari motivi  di necessità ed urgenza, nei periodi di riproduzione di avifauna e di sviluppo vegetativo (cioè nel periodo da Marzo a Settembre/Ottobre). Le ceppaie sono recise sotto il piano di campagna e ricoperte di terra, purchè non riguardanti  piante da coltivare a siepe o a ceduo.

ART. 9 Occorre provvedere alla difesa delle piante in aree di cantiere, evitando lesioni alla corteccia e radici, o rottura di rami. A tal fine piante protette da solide recinzioni (tavole di legno fino a 2 m. intorno al fusto, o altre forme), con interventi di irrigazione durante il periodo vegetativo. Transito dei mezzi pesanti è consentito solo in caso di necessità, in modo saltuario e di breve durata. In caso di transito abituale e prolungato, l’area di pertinenza deve essere adeguatamente  protetta da eccessiva costipazione del terreno. Rami e branchie che interferiscono con il cantiere vanno rialzate e piegate con idonee legature, nonché protette con materiali cuscinetto (al termine dei lavori, tali dispositivi vanno rimossi).

In caso di piante di particolare rilevanza occorre predisporre un piano agronomico forestale per la loro protezione nelle aree di cantiere.

ART. 10 Scavi in area di pertinenza di alberi per posa in opera di nuove linee elettriche, tubazioni, acqua, fognature, ecc. da eseguire adottando precauzioni adeguate per evitare il taglio delle radici. Se ciò impossibile, occorre fare tagli netti con attrezzi affilati, disinfettando poi le superfici di taglio con opportuni anticritogammici (fare asciugare per almeno 2 ore prima di reinterro). Nel caso di piante di particolare importanza occorre la perizia di un agronomo forestale, che, nel caso di scavi riguardanti alberature stradali, va inviata ad Ufficio comunale competente.

ART. 11 Espianto di alberi da un sito  ad un altro, ammesso dopo 5 anni da loro messa a dimora e nel rispetto delle corrette pratiche agronomiche, altrimenti espianto viene considerato come abbattimento. Trapianto attuato subito dopo espianto, eseguendo eventuale contenimento delle chiome, rifilatura a taglio netto e disinfezione delle radici eventualmente tagliate.

ART. 12 Salvo autorizzazioni specifiche da parte di Ufficio comunale competente per il verde è vietato:

  • danneggiare alberi ed arbusti
  • versare sostanze acide o alcaline, sali, oli minerali, o altre sostanze fitotossiche in aree di pertinenza degli alberi
  • scortecciare ed incidere fusti e rami degli alberi
  • rompere o tagliare radici, rami, fusti di alberi ed arbusti
  • affiggere su alberi, cartelli, tabelle, segnali, manifesti e simili con chiodi, filo di ferro, ecc.
  • sradicare alberi ed arbusti
  • effettuare combustione di sostanze di qualsiasi natura in aree di pertinenza delle piante
  • impermeabilizzare con pavimentazione le aree di pertinenza  delle piante
  • infiggere, nelle aree di pertinenza di alberi ed arbusti, pali e manufatti di ogni genere
  • imbrattare con vernici o altro i fusti e rami delle piante
  • riportare, terreno o altro materiale che comportano interramento del colletto di alberi ed arbusti o asportare terreno o interrare qualsiasi materiale o sostanza o compattare il terreno nelle aree di pertinenza di alberi e arbusti
  • scavare buche, nelle aree di pertinenza di alberi ed arbusti, ai fini di deposito di materiali di ogni genere, o per attività industriali, artigianali e commerciali

ART. 13 Potatura, diradamento, singoli abbattimenti, ricostituzione, sostituzione di tratti o singoli reimpianti di alberate lungo la viabilità va valutata in base alla situazione statica,  fitosanitaria, di servizio di intera alberata. Nel caso di abbattimento, Comune valuta opportunità di eseguire piantagioni sostitutive, anche introducendo altre specie. Piante di particolare rilevanza vanno opportunamente difese. In allegato I alla DGR 603 del 27/07/2015 pubblicata su BUR 66/15, indicata “età di servizio” (da intendersi come durata media funzionale ed estetica di alcune specie usate nelle alberate stradali, con esclusione di alberi secolari e di formazioni vegetali monumentali). In caso di capitozzatura e recisione delle radici, “età di servizio” ridotta fino a 50%.

ART. 14 Altre formazioni lineari lungo viabilità, qualora elementi strategici di corridoi  ecologici, vanno gestite e tenendo conto di loro caratteristiche e funzioni naturalistiche ed ambientali.

ART. 15 In merito alle aree coltivate urbane, vedere quanto riportato ad Art. 28.

ART. 18 In parchi ed aree verdi pubbliche vietato:

  • ostacolare intenzionalmente sicurezza, benessere, svago di chiunque utilizzi tali aree, anche per praticare giochi ed attività sportive fuori dalle zone appositamente attrezzate
  • eliminare, distruggere, tagliare, danneggiare in ogni modo alberi, arbusti, prati e terreno
  • raccogliere e asportare fiori, radici, semi, frutti, funghi, terriccio, muschio, strato superficiale del terreno
  • calpestare aiuole fiorite
  • provocare danni a panchine, tavoli, cestini, recinti, impianti di irrigazione, giochi, impianti di illuminazione
  • permettere ad animali, in proprio affidamento, di: danneggiare fiori, prati, arbusti e alberi; imbrattare il suolo senza raccoglierne le deiezioni solide
  • effettuare coltivazioni agricole di ogni genere allevamento di animali
  • usare concimi o fitofarmaci
  • accendere fuochi fuori da aree appositamente attrezzate
  • lavare macchine ed attrezzature varie
  • transitare e sostare con motoveicoli e autoveicoli, salvo mezzi di Organi di vigilanza e di soccorso o quelli incaricati dal Comune della manutenzione; motocarrozzette per disabili

ART. 19 Tutela di funzioni estetiche. Comune individuare le aree verdi (comprese aiuole ed aree  sparti traffico) dove sono vietati impianti pubblicitari di ogni tipo, salvo quelli relativi alla loro sponsorizzazione per la concessione a terzi del servizio di realizzazione e gestione del verde, purchè cartellonistica non risulti prevalente su sistemazione del verde pubblico”  ad insindacabile giudizio degli Uffici comunali competenti”.

ART. 20 Ai fini di impianto vegetazionale e relativo piano di manutenzione eseguita in via preliminare analisi ambientale (condizioni climatiche) e di utenza (scopi e funzioni di realizzazione), privilegiando specie vegetali autoctone, di antico indigenato e naturalizzate, resistenti alle fitopatie e a bassa intensità di manutenzione; valutando distanza e sesti di impianto, accorgimenti tesi al risparmio idrico ed energetico, coerenza con il passaggio circostante (arenili, aree protette e zone contigue, zone limitrofe a corsi di acqua, aree con elementi di naturalità diffusa). Progetti per nuove aree a verde pubblico o ristrutturazione  di piante esistenti debbono prestare attenzione al loro inserimento paesaggistico ed ambientale.

ART. 21 “Progetti colturali gestionali”, redatti da un professionista abilitato nella realizzazione o manutenzione straordinaria di parchi, aree verdi, giardini alberati, debbono comprendere:

  • studi relativi ad inquadramento paesaggistico, analisi agroforestale, geopodologica, morfotopografica, ambientale e fitosociologica, con relative tavole, corografie documentazioni fotografiche
  • elaborazioni grafiche e prospettive, al fine di definire funzioni e tipologie di impianto vegetazionale, particolari tecnici, dinamiche vegetazionali, inserimenti paesaggistici
  • descrizione dei materiali prescelti (vegetali e manufatti) e tecniche esecutive
  • piano di tutela del verde esistente (in particolare di flora e vegetazione protetta)
  • relazione tecnica, con planimetrie redatte in scala inferiore a 1:500 dello stato di fatto, aspetti agronomico forestali, situazione biomeccanica e fitopatologica della vegetazione arborea preesistente
  • relazione tecnica dei criteri adottati per le scelte progettuali, materiali vegetali e non, tecniche esecutive, aspetti bioecologici, agronomico forestali, relativamente alla fase di impianto e gestione
  • restituzioni grafiche di progetto (planimetriche ed assonometriche, sviluppo tipologico delle sezioni) in scala inferiore a 1:500 per le principali caratteristiche di: alberi/arbusti, evidenziando loro copertura a maturità; impianti di irrigazione e drenaggi; piste e/o percorsi pedonali, ciclabili, carrabili; arredi ed attrezzature ludiche; pubblica illuminazione; distanza tra alberi e manufatti ed utenze (aeree e sotterranee)
  • elenco prezzi unitari, computo metrico estimativo, quadro economico

ART. 22 Scelta delle specie da impiegare in ambito urbano effettuata tenendo conto di: clima; terreno;  finalità di impianto; volume di chioma; maturità; tipo di edifici circostanti; tipo di frequentazione delle aree circostanti; allergenicità; presenza di parassiti nei vegetali; proprietà estetiche delle piante; caratteristiche di apparati radicali. Vietata messa a dimora e propagazione di:

  1. piante infestanti (quali Alianto, Robinia, salvo quella ornamentale)
  2. piante esotiche non naturalizzate, o specie autoctone estranee al paesaggio urbano tradizionale del territorio comunale
  3. piante per cui attestata presenza nel territorio di parassiti e malattie. Ammesse specie affini, indenni da tali malattie
  4. specie di cui sono noti inconvenienti recati in ambito urbano (v. genere Populos e GinKgo)

Per impianto di nuovi alberi usare materiale vivaistico avente: fusto diritto e privo di ferite; presenza del prolungamento di  asse centrale all’interno della chioma; assenza di fusti codominanti per specie con dominanza apicale; ramificazione distribuita in modo regolare; rami senza corteccia interclusa; apparato radicale integro e ben conformato.

Nei primi 2-3 anni da messa a dimora eseguire sistemi di ancoraggio che fungono da sostegno alla pianta, senza arrecarle danno.

ART. 23 Superficie da destinare a verde pubblico calcolata al netto di pavimentazioni e percorsi ma comprendente aree sistemate a prato, o con presenze erbacee ed arbustive, o  di pertinenza delle piante arboree ed arbustive non impermeabilizzate. Piani attuativi del Comune approvati, solo previa verifica della esistenza di tutti gli elaborati relativi al “progetto colturale gestionale” del verde urbano, che debbono avere una superficie accorpata non inferiore al 50 %. Nel caso di nuove costruzioni, la documentazione va integrata con:

  • previsione di copertura arborea e arbustiva a maturità
  • indicazione della viabilità, edifici, passi carrai, utenze esistenti o di progetto, attigui o situati entro le aree di intervento del verde urbano

In merito alla quota di superficie da lasciare a verde nei nuovi insediamenti residenziali e produttivi si prevedono seguenti coperture  del suolo:

  • nelle zone residenziali e del terziario direzionali: almeno 40 % di copertura arborea ed almeno 10 % di copertura arbustiva (proiezione della chioma di alberi/arbusti  al suolo);
  • nelle zone produttive: almeno 50 % di copertura arborea, ed almeno 20 % di copertura arbustiva

Aree a prato vanno accorpate e non derivanti da spazi di risulta. In caso di frazionamento, aree debbono comunque avere dimensioni tali da consentire piantagioni o manutenzioni, salvo piccole aree (meno di 200 mq.) di verde stradale da sistemare con arbusti o pavimentazioni. In caso di verde pubblico in zone non pianeggianti la  superficie accorpata deve essere superiore a 30 % dell’estensione totale con pendenza 0, e non oltre 50 % della superficie con pendenza superiore a 5 %.

Illuminazione pubblica collocata lontana da alberi, non proiettando la luce verso chioma.

Percorsi di attraversamento delle aree verdi attuati usando materiali porosi e/o permeabili.

Nelle zone produttive occorre adottare schermature verdi sui lati prospicienti la viabilità pubblica e/o le abitazioni.

Distanza tra alberi e manufatti edilizi pari al diametro della chioma a maturità, mentre per distanze dalle utenze aeree e sotterranee occorre rispettare le norme vigenti.

ART. 24 Nei parcheggi  alberati occorre adottare soluzioni favorendo il “rapporto tra funzionalità della opera e suo inserimento paesaggistico”. Impianto di alberi deve tenere conto di orientamento dei posti auto, così da favorirne ombreggiamento. Superficie di sosta realizzata con materiali permeabili, mentre aree di manovra realizzate in asfalto o in altri materiali impermeabili.

In caso di spazi angusti, superficie a verde va recuperata tramite verde pensile e/o verticale (uso di piante rampicanti). In caso di realizzazione di parcheggi pubblici o di pertinenza di strutture ricettive o commerciali:

  • per ogni pianta: va garantita una superficie libera non inferiore ad aree di pertinenza di alberi aventi fusto di 40 cm ad altezza di 1 m., pacciamata, impiantata con specie vegetali, erbacee o arbustive, di forma varia
  • alberate distribuite in modo da fornire idoneo ombreggiamento ad automezzi in sosta
  • pavimentazione permeabile, lasciando superficie e fusto di pianta libero e protetto da calpestio o urti
  • specie scelta escludendo piante che per apparato radicale e dei frutti non compatibili con destinazione di impianto (v. pini, ippocastani, pioppi)

ART. 25 Viali alberati debbono essere capaci di connettere verde urbano con quello extra urbano e rurale. Se impossibile recuperare suolo pubblico al riguardo, si prevede impianto di alberi o siepi su proprietà  confinanti con strada, da attuarsi mediante stipula di convenzioni tra Comune e privati. In mancanza di tali condizioni, dotare di alberata solo un lato della strada. Documentazione di progetto va integrata con relazione tecnica su interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, senza arrecare danni alla vegetazione esistente. Filari di viali alberati, anche se a composizione mista, sono da considerare elementi unitari a livello gestionale.

Realizzazione di viali alberati entro nuovi comparti insediativi sulla base di programmi pluriennali di impianto.

Tra albero ed albero e tra albero ed edificio distanza da tenere è pari al diametro delle chiome a maturità.

Nei marciapiedi adiacenti agli edifici se di larghezza: inferiore a 2,5 m. piantare alberi di III grandezza o sviluppo molto contenuto; da 2,5 a 4 m. piantare alberi di II grandezza; oltre 4 m. piantare alberi di I grandezza.

ART. 27 Sistemazione del verde dove prevedere un periodo di garanzia di almeno 18 mesi o 2 stagioni vegetative dalla data di impianto. Verde pubblico realizzato da privati sarà oggetto di gestione e manutenzione da parte del Comune, solo se attuato secondo prescrizioni definite da Regione, in conformità al progetto approvato e dopo completo attecchimento di tutti i componenti vegetali. Ne deriva che nei costi di impianto occorre prevedere la garanzia di attecchimento, nonché le operazioni necessarie per favorirla (v. sfalcio dei prati, irrigazione).

ART. 28 Gestione e tutela del verde privato effettuato da proprietari “secondo standard delle buone pratiche colturali”, riportate in Allegato a DGR 603 del 27/07/2015 pubblicata  su BUR 66/15. Proprietari di formazioni vegetali monumentali, piante secolari, alberi monumentali, piante tutelate da Comune sono tenuti a gestirli secondo modalità di legge. Proprietari di piante poste ai confini di strade pubbliche sono tenuti al taglio di rami e siepi debordanti, che impediscono o limitano accrescimento di alberi posti nelle pertinenze stradali pubbliche.

Aree agricole coltivate ricadenti in ambito urbano debbono essere condotte secondo buone pratiche agricole e ambientali, in modo da evitare erosione del suolo (evitare di lavorare terreno nella fascia di 2 m. di larghezza adiacente strade o scarpate; realizzare fossi di guardia su scarpate ed altre sistemazioni idraulico agrarie necessarie; tenere puliti e funzionali fossi adiacenti strade per smaltimento delle acque piovane; evitare nelle aree in pendenza lavorazioni a ritocchino).

ART. 29 Progetti edilizi privati, anche in ambito rurale, corredati da:

  • relazione tecnica concernente il verde esistente e quello di nuovo impianto
  • planimetria di aree verdi e/o piantagioni da realizzare con indicazioni di specie, luoghi e distanze da impianto

ART. 30 Nella difesa fitosanitaria di parassiti e malattie occorre  privilegiare misure preventive come:

  • scelta di specie adeguate
  • impiego di piante sane
  • difesa di piante da danneggiamenti
  • adeguata preparazione dei siti di impianto
  • costituzione di adeguate aree di pertinenza di alberi e loro protezione,nonchè eliminazione/riduzione al minimo di interventi di potatura

ART. 31 Nei metodi di lotta ai parassiti e malattie, occorre privilegiare tecniche agronomiche o biologiche (solo in casi particolari ammessi interventi di tipo chimico), e comunicando al pubblico: data di esecuzione di intervento; elenco dei prodotti chimici/biologici e organismi utilizzati (comunque vietati se interferiscono su attività umana). Cittadino, pena sanzione, deve rispettare le prescrizioni fornite.

Vietata lotta chimica in aree pubbliche o aperte al pubblico nei centri abitati, salvo deroghe autorizzate dal Servizio Fitosanitario Regionale.

Principi attivi da utilizzare scelti se:

  • efficacia nella protezione di piante ornamentali
  • riportato in etichetta per impiego su verde ornamentale e nei confronti delle avversità indicate
  • bassa tossicità per uomo e animali
  • scarso impatto ambientale o selettività nei confronti di popolazioni di insetti utili
  • assenza di citotossicità od effetti collaterali per piante oggetto di trattamento
  • rispettate di normative vigenti
  • dosi di impiego, epoca, modalità di distribuzione dei prodotti sono tali da limitare la loro dispersione in ambiente (macchine irroratrici efficienti, assenza di vento)
  • prodotto fitosanitario NC (non classificati) o XI (irritanti) usato senza autorizzazione, mentre prodotto XN (nocivo), T (tossico), T+ (molto tossico) usato solo da persone in possesso di “patentino”
  • delimitato in modo ben evidente area di intervento per prevenire accesso ai non addetti ai lavori
  • effettuati trattamenti nelle ore di minore transito
  • informati preventivamente abitanti di zona interessata dai trattamenti chimici o biologici.

Vietato ogni intervento antiparassitario nel periodo di fioritura.

ART. 32 Lotta obbligatoria a parassiti e malattie condotta secondo prescrizioni del Servizio Fitosanitario Regionale.

ART. 33 Controllo di vegetazione spontanea differenziato in relazione a funzioni svolte dal verde urbano. In parchi, giardini pubblici, verde attrezzato, aree a maggiore fruizione pubblica usare mezzi agronomici (lavorazioni, pacciamature). In alberate stradali, aree pavimentate, piccole aiuole, aree verdi infestate da specie vegetali di difficile eliminazione, aree rurali, terreni da preparare per messa a dimora di piante ornamentali: oltre ai mezzi agronomici, ammesso impiego di diserbanti secondo seguenti modalità:

  • prodotti ad azione residuale distribuiti nel periodo autunno- invernale (specie nei primi anni di impianto)
  • erbicidi fogliari distribuiti nel periodo primaverile estivo

In aree private, urbane e rurali, ad uso pubblico: non consentito uso di prodotti chimici diserbanti, privilegiando sempre interventi di tipo fisico (v. pirodiserbanti, interventi meccanici/manuali).

Per specie rampicanti (edera) su piante arboree: eseguire interventi di contenimento mediante recisione dei fusti dei rampicanti, senza danneggiare corteccia di pianta ospite.

Tali prescrizioni non vengono applicate nelle aree destinate dal Comune ad evoluzione spontanea.

ART. 34 Chiunque non osserva le prescrizioni del Regolamento del verde urbano: multa da 25 a 500 €.

ART. 35 Proventi derivanti dalle misure di compensazione, indennizzo, cauzioni od accertamenti di inosservanze introitati da Comune in apposita voce di bilancio, per essere destinati ad incremento e valorizzazione del patrimonio vegetale e forestale, nonché a manutenzione di formazione vegetali monumentali.

Giunta Regionale, con DGR 1596 del 27/11/2018, nel recepire l’accordo Stato Regioni, ha definito le linee guida per il conseguimento della qualifica professionale di “manutentore del verde”, a seguito della partecipazione ad un corso di 180 ore (di cui 60 ore pratiche e 10 ore di esami), articolato in:

  • area normativa di 64 ore, comprendente: principali riferimenti legislativi statali e regionali in materia di verde, ambiente e norme di sicurezza (8 ore); cura degli aspetti organizzativi ed amministrativi dell’attività (8 ore); interventi tecnici forestali ed agronomici sulle formazioni vegetali singole, o in filari, o in gruppo di proprietà pubblica/privata (16 ore, di cui 6 ore pratiche); cura e prevenzione integrata nelle formazioni vegetali singole, o in filari, o in gruppo di proprietà pubblica/privata (16 ore, di cui 4 ore pratiche); cura degli aspetti relativi alla sicurezza sul lavoro (16 ore, di cui 8 ore pratiche)
  • area tecnica professionale di 106 ore, comprendente: gestione delle macchine ed attrezzature (18 ore, di cui 8 ore pratiche); potatura (38 ore, di cui 14 ore pratiche); trattamento e preparazione del terreno (10 ore, di cui 4 ore pratiche); prevenzione delle malattie e cura delle piante arboree, arbustive ed erbacee (16 ore, di cui 8 ore pratiche), sistemi di irrigazione (16 ore, di cui 8 ore pratiche); strumenti di distribuzione antiparassitari (8 ore, di cui 4 ore pratiche)

Attività formative intendono far acquisire al partecipante competenze atte a “gestire in maniera consapevole le tecniche e gli strumenti della manutenzione degli spazi verde in ambiente mediterraneo”, ed in particolare:

  • aspetti organizzativi ed amministrativi dell’attività; interventi di prevenzione e cura delle piante e dei terreni; utilizzo di macchine ed attrezzature; operazioni di concimazione e potatura sulle diverse tipologie delle piante; aspetti relativi alla sicurezza sul lavoro
  • abilità relativa a: tecniche di preparazione del terreno; semina, trapianto e messa a dimora delle piante, difesa antiparassitaria, diserbo, potatura e concimazione; utilizzo degli attrezzi agricoli e dei dispositivi di protezione individuale; sistemi di irrigazione e mezzi per la distribuzione di antiparassitari; normativa fitosanitaria (v. passaporto delle piante) con riferimento agli organismi nocivi da quarantena ed eventuali prescrizioni; applicazione di precauzioni fitosanitarie; utilizzo di elaborati progettuali da trasferire in cantiere
  • elementi relativi a: botanica generale e sistematica; coltivazioni arboree; entomologia, fitopatia e patologia; progettazione del verde; fisiologia vegetale; agronomia generale e speciale; normativa fitosanitaria sugli scarti verdi
  • operazioni inerenti a: trattamento e lavorazione del terreno; trattamenti per prevenire e curare le malattie delle piante; raccolta dei prodotti dalle piante da semina

Ente di formazione, ai fini di  un’ottimale riuscita del corso si avvale di:

  1. coordinatore del corso (laureato, abilitato all’esercizio della libera professione, con esperienza di almeno 3 anni in ambito agroforestale, biologico, naturalistico, architettura del verde e paesaggio)
  2. docenti per lezioni teoriche (richiesto analogo titolo di studio ed esperienza del coordinatore) e pratiche (laureati o diplomati con esperienza didattica di almeno 3 anni in ambito agroforestale, biologico, naturalistico, architettura del verde e paesaggio)
  3. altre figure di supporto al corso (quali tutor ed assistenti di cantiere per lezioni pratiche), da individuare in funzione della “peculiarità delle aree e delle situazioni di cantiere”, utili soprattutto in fase di avvio e di chiusura del corso per l’attività di raccolta e distribuzione dei documenti, allestimento e chiusura del cantiere, rimessa delle attrezzature
  4. allievi nel numero massimo di 18 unità (compresi eventuali uditori), che debbono frequentare almeno 80% del monte ore del corso (Ente di formazione può eventualmente prevedere modalità e tempi di recupero e riconoscere crediti formativi documentati)
  5. aula per lezioni teoriche, dotate di postazioni individuali e dispositivi ad uso didattico; attrezzature (motoseghe, attrezzi manuali per taglio, utensili per manutenzione del verde) in numero sufficiente, nonché di un mezzo con piattaforma elevatrice per esempi di potatura in altezza e di tree-climber per mostrare potature non eseguibili con piattaforma elevatrice
  6. Commissione esaminatrice composta da un funzionario nominato dalla Regione (in qualità di Presidente), e da 2 docenti (con almeno 3 anni di esperienza nel settore)

All’esame finale sono ammessi soggetti che nell’ambito delle verifiche intermedie e finale sono stati giudicati idonei del’Ente di formazione.

L’esame consistente in una prova scritta (test con risposta multipla) ed un’esercitazione pratica, riguarda argomenti trattati durante il corso. In caso di superamento dell’esame finale tenere conto anche del profitto maturato nello svolgimento dei vari moduli”.

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