VENDITE PARTICOLARI

VENDITE PARTICOLARI (D.Lgs. 114/98; Legge 173/05, 13/09; L.R. 27/09; D.G.R. 18/11/19; Reg. Marche 1/15)  (commag47)

Soggetti interessati:

Chiunque intende eseguire vendite di tipo particolare direttamente ad utente finale.

Iter procedurale:

Vendita stampa quotidiana e periodica disciplinata da normativa nazionale che prescrive:

  • prezzo di vendita stabilito da produttore non può subire variazioni in relazione a punti di vendita;
  • condizioni economiche e modalità commerciali di cessione di pubblicazioni, comprensive di ogni forma di compenso riconosciuto a rivenditori, identiche per diverse tipologie di esercizi che effettuano vendita;
  • punti vendita, esclusivi o meno, in cui previsto adeguato spazio espositivo dove assicurata parità di trattamento tra le diverse testate poste in vendita. Da precisare che in:
  • punti vendita esclusivi è possibile vendere anche altri prodotti (quali: bevande preconfezionate in lattine, tetrapak e bottigliette, esclusi latte e derivati; caramelle; gomme; cioccolatini; patatine; snack e succhi in confezioni) rimanendo comunque prevalente la vendita di quotidiani e periodici;
  • punti vendita non esclusivi è possibile trovare altri tipologie di esercizi, quali: rivendite di generi di monopolio; impianti di distribuzione carburanti; esercizi per somministrazione di alimenti e bevande; esercizi di vicinato; medie e grandi strutture di vendita; esercizi vendita liberi e prodotti editoriali equivalenti. Attività vendita stampa in tale esercizi sempre complementare ad attività primaria a cui non può essere fisicamente disgiunta
  • vietata esposizione al pubblico di giornali, riviste e materiale pornografico ed ogni materiale “che in via diretta è suscettibile di ledere conoscenze del pudore o buon costume”;

Comune, sentite Organizzazioni imprenditoriali del commercio, stabilisce criteri per apertura, trasferimento, ampliamento di esercizio di vendita in modo da:

  • favorire accesso ad informazione, garantendo fruizione del servizio tramite incremento punti vendita in aree potenzialmente più rilevanti (v. poli scolastici o universitari, ospedali, strutture ricettive);
  • tutelare zone di pregio artistico, storico, architettonico, ambientale;

Nel definire tali criteri Comune tiene conto di:

  • inammissibilità di criteri basati su: verifiche di natura economica o esistenza domanda di mercato (entità vendite di prodotti editoriali, presenza di altri punti vendita); distanza tra punti vendita; piani e programmi comunali limitanti libertà di stabilimento; zonizzazione di territorio comunale per insediamento attività di vendita di giornali o riviste;
  • apertura, trasferimento, ampliamento attività di vendita di giornali e riviste subordinati oltre a rispetto requisiti morali e professionali, destinazione d’uso di immobili;
  • attività esercitata anche su aree pubbliche o aperte al pubblico, posteggi fissi concessi da Comune, in forma itinerante o tramite distributori automatici;
  • attività esercitata con carattere stagionale (massimo 6 mesi/anno, anche non continuativi);
  • attività svolta con carattere straordinario se esercitata in occasione di singoli eventi, manifestazioni fieristiche, culturali, sportive e simili (solo per durata di tali eventi);
  • attività di vendita di stampa quotidiana e periodica esercitata in modo non esclusivo soggetta ad orario di vendita principale, non ceduta separatamente da attività di vendita primaria (trasferimento di sede può avvenire separatamente da attività prevalente)

Apertura, trasferimento, ampliamento di esercizio vendita di stampa quotidiana e periodica, anche a carattere stagionale, soggette a SCIA inviata a Comune, competente per territorio. Soggette a semplice comunicazione a Comune:

  1. vendita pubblicazioni specializzate in sedi di partiti, enti, chiese, comunità religiose, sindacati, Associazioni;
  2. vendite in forma ambulante di quotidiani di partito, sindacali, religiosi, ricorrendo a volontari a fini di propaganda politica, sindacale, religiosa;
  3. vendita in sedi di case editrici e loro redazioni distaccate di giornali da queste pubblicati;
  4. consegna porta a porta e vendita in forma ambulante da parte di editori, distributori, edicolanti;
  5. vendita giornali e riviste in strutture turistico ricettive se questo rappresenta servizio per clienti;
  6. vendita di giornali e riviste in strutture pubbliche o private a cui possono accedere determinate categorie di soggetti.

Attività viene sospesa fino a 60 giorni se vengono meno 1 o più requisiti per esercizio o attività eseguita in contrasto con normativa vigente. Se interessato non sana situazione, Comune, a conclusione periodo di sospensione, ordina chiusura di attività (Analogo provvedimento se sospensione superiore a 12 mesi, nonostante eventuale trasferimento di attività).

Vendite straordinarie sono quelle attraverso cui esercente dettagliante “offre condizioni favorevoli, reali ed effettive di acquisto dei propri prodotti” e si possono distinguere in:  

  • Vendite di liquidazione eseguite per vendere in breve tempo (Periodo inferiore a 13 settimane) tutte le merci o gran parte di queste a seguito di: cessazione attività commerciale; cessione azienda; trasferimento azienda in altro locale; trasformazione o rinnovo locali. Sufficiente comunicare a Comune, almeno 15 giorni prima, motivi di vendita, data di inizio, durata, inventario delle merci poste in liquidazione (Ammesso vendere solo merci presenti nel locale o nell’inventario comunicato al Comune). A conclusione vendite, Comune verifica quanto dichiarato da interessato ed in caso di cessazione di attività provvede d’ufficio ad ordine chiusura di esercizio. In caso di trasformazione o rinnovo locali, obbligatorio chiusura esercizio per almeno 15 giorni dopo termine vendita di liquidazione. In caso di cessazione attività, esercente non può chiedere riapertura locale per stessa attività se non dopo 180 giorni da cessazione attività. Vietato eseguire vendite di liquidazione nei 30 giorni antecedenti vendite fuori stagione, fatto salvo di cessione o cessazione attività commerciale e trasferimento di sede;
  • Vendite di fine stagione: riguarda prodotti stagionali o di moda “suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo”. Giunta Regionale, sentite le Organizzazioni delle imprese del turismo e commercio e le Associazioni consumatori iscritte nel Registro regionale, definisce il periodo e le modalità delle vendite di fine stagione, riguardante le sole merci depositate in magazzino e riportate nell’inventario presentato al Comune (vietato infatti destinare a tale forma di vendita ulteriori merci acquistate, o in conto deposito). Per l’anno 2020 sono fissati con D.G.R. 1406 del 15/11/2019 i seguenti periodi di vendita di fine stagione: dal 4 Gennaio fino al 1 Marzo; dal 4 Luglio fino al 1 Settembre

Tali vendite debbono essere presentate al pubblico tramite adeguati cartelli, indicanti “esatta tipologia e periodo di svolgimento”. Merci in vendita sono esposte con l’indicazione del prezzo praticato prima di tali vendite ed il nuovo prezzo, nonché del “relativo sconto o ribasso espresso in percentuale”. In caso siano praticati diversi prezzi di vendita, “a seconda della varietà di articoli che rientrano nella stessa voce merceologica”, nella pubblicità occorre indicare (con stesso rilievo tipografico) il prezzo più alto e quello più basso. Se è indicato 1 solo prezzo, tutti gli articoli che rientrano nella voce reclamizzata sono venduti a questo prezzo. I prezzi pubblicizzati sono applicati a qualsiasi compratore senza limitazioni in termini di quantità ed abbinamento delle vendite, fino ad esaurimento delle scorte.

È vietata: la vendita con il sistema del pubblico incanto; fare riferimento nella pubblicità (comunque configurata) a vendite fallimentari. Ogni esercente deve essere in grado di dimostrare la veridicità di qualunque asserzione pubblicitaria in termini di: composizione merceologica e qualità delle merci vendute; sconti o ribassi praticati.

Vendite promozionali attuate da esercenti al dettaglio applicando sconti (reali ed effettivi) sui normali prezzi praticati. È vietato:

  1. vendere prodotti a prezzo scontato tenuti non separati da quelli venduti a prezzo normale, salvo i prodotti alimentari
  2. eseguire vendite promozionali nei 30 giorni precedenti le vendite di fine stagione “limitatamente agli articoli di vestiario confezionati, camiceria, accessori di abbigliamento, biancheria intima, abbigliamento ed articoli sportivi, calzature ed articoli in pelle e cuoio, borsetteria, valigeria ed accessori, articoli tessili, mobili ed articoli per arredamento” (deroghe al riguardo possono essere concesse dai Comuni ricadenti in area sisma 2016)
  3. vendere prodotti a prezzi scontati nell’esercizio commerciale, avvalendosi di forme pubblicitarie ingannevoli nei confronti del consumatore (compresa esposizione dei prodotti in vetrina con cartellini indicanti il doppio prezzo) che non riportano: data della comunicazione (da inviare almeno 5 giorni prima di inizio della vendita) al Comune (esclusi dalla comunicazione esercenti partecipanti all’evento del “Black Friday”.

Mercato dell’usato. La Legge 13/09 invita Ministero Ambiente a concludere con Regioni, Province, Comuni accordi di programma, “aperti alla partecipazione di Associazioni professionali ed imprenditoriali interessate”, al fine di regolamentare la ripresa e lo sviluppo dei mercati dell’usato. Al riguardo Enti locali a partire dal 2009 individuano spazi pubblici “per lo svolgimento periodico dei mercati dell’usato”. Ministero Ambiente fissa con decreto “standard minimi che debbono avere tali mercati a tutela della concorrenza e dell’ambiente”

 

Spacci interni: vendita al dettaglio di prodotti a favore di dipendenti di Enti ed imprese, pubblici o privati, militari, soci di cooperative di consumo, aderenti a circoli privati, vendita in scuole ed ospedali “esclusivamente a favore di coloro che hanno titolo per accedervi”. Attività effettuata in locali non aperti al pubblico, che non abbiano accesso su via pubblica. Titolare per esercitare attività presenta a Comune SCIA, in cui riportare: settore merceologico (Alimentare, non alimentare); ubicazione e superficie vendita; sussistenza requisiti morali (anche professionali in caso di attività nel settore alimentare) di persona preposta a gestione dello spaccio; rispetto norme igienico sanitarie e di sicurezza alimentare; sicurezza dei locali; dotazione minima di standard di parcheggio fissata in PRG

 

Distributori o apparecchi automatici: attività soggetta a SCIA da inviare a Sindaco, specificando: sussistenza requisiti morali e professionali di titolare; settore merceologico; ubicazione apparecchio (Osservanza norme di occupazione del suolo); se questo installato su aree pubbliche o se distributori automatici installati presso locali adibiti in modo esclusivo a tale attività; apertura esercizio conforme a quella prevista per somministrazione di alimenti e bevande. Vietata vendita mediante distributori di bevande alcoliche. Su distributori automatici utilizzati evidenziare “in maniera leggibile e inamovibile” ragione sociale di impresa. Successivi trasferimenti di sede e dismissioni di questi comunicate ogni 6 mesi a Comune, mediante invio di elenco dei distributori automatici presenti nel territorio, specificando loro ubicazione, settore merceologico, responsabile dia azienda. In caso di settore alimentare elenco inviato anche ad ASUR

 

Vendita al dettaglio per corrispondenza, o tramite televisione, o internet, o altri mezzi comunicazione: attività iniziata dopo 30 giorni da invio SCIA a Sindaco, in cui esercente intende avviare attività, specificando: sussistenza requisiti morali e professionali per esercitare attività commerciale (posseduti anche da personale incaricato di vendita); settore merceologico interessato.

Vietato invio prodotti al consumatore “se non a seguito di specifica richiesta”, salvo che si tratti di campioni o prodotto omaggio, “senza spese o vincoli per il consumatore”.

In caso di vendita tramite emittente televisiva per conto terzi inviare, prima di messa in onda, dichiarazione di inizio attività da parte esercente. Durante trasmissione indicare: nome e denominazione o ragione sociale e sede di venditore; numero iscrizione a registro delle imprese; numero partita IVA. Rimangono valide disposizioni comunitarie e nazionali in materia di commercio elettronico (v. scheda “commag63”). Vietata vendita all’asta tramite mezzo televisivo o altro sistema di comunicazione.

 

Vendita presso domicilio consumatore: attività di vendita al dettaglio e raccolta di ordinativi di acquisto di beni e servizi presso domicilio del consumatore finale o “nei locali dove si trova anche temporaneamente per motivi personali, di studio, lavoro, intrattenimento o svago”. Attività iniziata dopo 30 giorni da invio a Sindaco, dove esercente intende avviare attività, di SCIA in cui specificato: sussistenza requisiti morali e professionali per esercitare attività commerciale, settore merceologico (Esclusi prodotti o servizi fitosanitari ed assicurativi, contratti per costruzione, vendita e locazione beni immobili).

Titolare può avvalersi di incaricati, purché in possesso dei requisiti morali e professionali richiesti per esercitare attività commerciale.

Titolare comunica entro 30 giorni ad Autorità pubblica sicurezza del luogo di residenza o sede legale, elenco degli incaricati e “risponde agli effetti civili dell’attività delle persone medesime”.

Durante operazioni di vendita e raccolta ordinativi di acquisto, esercente od incaricato deve esporre in modo ben visibile tesserino di riconoscimento numerato ed aggiornato contenente: generalità e fotografia dell’esercente/incaricato; indicazione della sede e dei prodotti oggetto di attività impresa; nome e firma del responsabile impresa. Tesserino ritirato nel momento di rinuncia o revoca di incarico per perdita requisiti morali e professionali.

Incaricato di vendita diretta non ha alcun obbligo di:

  • acquisto “di un qualsiasi ammontare di materiali o beni commercializzati o distribuiti da impresa affidante”, salvo campionario, né di servizi forniti da impresa, salvo quelli necessari per svolgimento attività commerciale “comunque non proporzionati al volume dell’attività svolte”
  • acquisto di una rilevante quantità di prodotti in caso di mancata o parziale vendita al pubblico ad un prezzo superiore a 90% del costo originario
  • corrispondere al momento del reclutamento di somme di denaro “di rilevante entità e in assenza di una reale contro prestazione”
  • acquistare da impresa materiali didattici o corsi di formazione non connessi o necessari ad attività commerciale da svolgere, comunque non proporzionata a volume di attività effettuata.

Incaricato deve invece:

1)       attenersi a modalità di vendita stabilite da impresa, pena “responsabilità dei danni derivanti da condotte difformi”;

2)       non riscuotere alcun corrispettivo per gli ordinativi di acquisto, né concedere sconti o dilazioni di pagamento;

3)       percepire un compenso su “provvigioni sugli affari che hanno avuto regolare esecuzione” nell’entità concordata per iscritto nel contratto. Vietati incentivi economici fondati su “mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacità di vendere, come la promozione od organizzazione di tutte quelle operazioni, quali giochi, catene di Sant’Antonio che configurano possibilità di guadagno tramite semplice reclutamento di persone in cui il diritto a reclutare si trasferisce all’infinito previo pagamento di un corrispettivo”.

Analoghe disposizioni in caso di vendita “su aree pubbliche in forma itinerante”, o per “esibizione o illustrazione di cataloghi o altre forme di propaganda presso domicilio del consumatore o nei locali dove questo si trova per motivi di lavoro, studio, cura, svago”.

 

Sanzioni:

Chiunque viola disposizioni su vendite straordinarie: multa da 500 a 3.000 €

Chiunque viola disposizioni su vendite in spacci interni, apparecchi automatici, vendita per corrispondenza, televisione o altri mezzi comunicazione, vendita a domicilio: multa da 2.500 a 15.000 € + in caso di particolare gravità o recidiva (2 infrazioni in 1 anno) sospensione attività per non oltre 30 giorni.

Chiunque promuove o realizza attività di “vendita piramidale e di giochi a catena” inducendo 1 o più soggetti ad aderire: arresto da 6 a 12 mesi o multa da 100.000 a 600.000 € + pubblicizzazione del provvedimento e comunicazione ad Associazione consumatori.

Imprese che non rispetti impegni nei confronti incaricati a vendita diretta: multa da 1.500 a 5.000 €