VENDITA OLIO DI OLIVA

VENDITA OLIO DI OLIVA (Reg. 2568/91, 2815/98, 29/12, 1335/13; D.P.R. 458/99; Legge 1407/60, 1104/62, 35/68, 313/98, 204/04, 134/12, 9/13; D.Lgs. 426/99; D.M. 10/11/09, 03/12/15; D.G.R.M. 31/12/01, 30/9/03) (olio18)

Soggetti interessati:

Ministero Agricoltura Alimentazione Foreste (MIPAAF), Ispettorato Centrale per Controllo Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), AGEA, Regione, chiunque produce, trasforma (frantoio), confeziona (impresa di condizionamento), vende nella CE olio prodotto da lavorazione olive senza aggiunta di sostanze estranee sia tal quale o incorporato in un prodotto alimentare delle seguenti tipologie:

  1. olio di oliva vergine, ottenuto con processi meccanici o fisici che non comportano alterazioni ad olio, sottoposto solo al trattamento di lavaggio, decantazione, centrifugazione, filtrazione (Esclusi oli ottenuti mediante solvente o con coadiuvanti ad azione chimica o biochimica o con processi di riesterificazione e qualsiasi miscela con oli di altra natura), avente mediana dei difetti compresa tra 0 e 3,5 e mediana del fruttato superiore a 0 suddiviso in:
  • olio extravergine di oliva: olio di oliva con punteggio organolettico superiore a 6,5; acido oleico inferiore a 0,8 gr./100 gr.; mediana dei difetti pari a 0; mediana del fruttato superiore a 0 indice di perossido inferiore a 20; esteri etilici di acidi di grassi minori di 35;
  • olio di oliva vergine “fino”: olio di oliva con punteggio organolettico superiore a 5,5; acido oleico inferiore a 2 gr./100 gr.;
  • olio di oliva vergine corrente: olio di oliva con punteggio organolettico superiore a 3,5; con acido oleico inferiore a 2 gr./100 gr. indice di perossido inferiore a 20 mediana dei difetti inferiore a 3,5; mediana del fruttato superiore a 0;
  • olio di oliva lampante: olio oliva con punteggio organolettico inferiore a 3,5; acido oleico superiore a 2 gr./100 gr.;
  1. olio di oliva raffinato, ottenuto da raffinazione olio di oliva vergine, con acido oleico inferiore a 0,3 gr./100 gr. indice di perossido inferiore a 5;
  2. olio di oliva, composto da un taglio di olio di oliva raffinato con olio di oliva vergine (diverso da quello lampante); acido oleico inferiore a 1 gr./100 gr. indice di perossido inferiore a 15;
  3. olio di sansa di oliva greggio, ottenuto mediante trattamento con solvente o processi fisici della sansa di oliva, escluso olio ottenuto attraverso riesterificazione e miscelazione oli di altra natura;
  4. olio di sansa di oliva raffinato, ottenuto da raffinazione di olio di sansa di oliva greggio; acido oleico inferiore a 0,3 gr./100 gr; indice di perossido inferiore a 5
  5. olio di sansa di oliva, ottenuto da un taglio di olio di oliva di sansa raffinato con olio di oliva vergine diverso da quello lampante, con acido oleico inferiore a 1 gr./100 gr. indice di perossido inferiore a 15 Sono compresi oli incorporati in prodotti alimentari

 

Iter procedurale:

Vietato agli Stati membri aumentare prezzo degli altri oli vegetali per favorire vendita di olio di oliva di produzione nazionale.

Soggetti interessati inviano domanda di iscrizione per impianti di condizionamento degli oli extravergini di oliva e degli oli vergini di oliva (Modello riportato su BUR 96/03) in apposito elenco nell’ambito SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) a Servizio Decentrato Agricoltura, impegnandosi a disporre di “un sistema di magazzinaggio che consenta di accertare la provenienza degli oli che recano una designazione di origine, che entro 30 giorni:

  • esegue istruttoria (Richiesta documenti integrativi da inviare entro 30 giorni pena annullamento domanda), accertando: disponibilità impianti condizionamento, tenuta contabilità, deposito separato da altri oli, soprattutto in caso di oli con denominazione di origine, accettazione controlli da parte ICQRF;
  • comunica conclusione istruttoria a Servizio Agricoltura, che provvede nei 30 giorni successivi a riconoscere impianto, attribuendo codice alfanumerico (composto da sigla Provincia e 3 numeri in ordine progressivo), ed iscriverlo in elenco SIAN.

Regione comunica entro 30 giorni impianti riconosciuti ad ICQRF.

Impianti condizionamento comunicano a SIAN data di inizio e fine attività di confezionamento.

In caso di irregolarità riscontrate o dismissione impianto, Servizio Regionale Agricoltura provvede a revocare riconoscimento, pubblicando entro 31 Dicembre su BUR elenco delle imprese di condizionamento autorizzate.

Frantoi ed altri operatori della filiera debbono essere registrati in SIAN, secondo modalità fissate da AGEA.

SIAN rende disponibile a MIPAAF, ICQRF, Regioni, Organizzazioni professionali categoria informazioni concernenti imprese registrate.

Frantoi, imprese di condizionamento, commercianti di olio sfuso sono obbligati a tenuta di registro per ogni stabilimento e deposito in cui annotate produzioni, movimenti e lavorazioni di olio extravergine di oliva e olio di oliva vergine (v. scheda “olio09”). Nel caso di lavorazione per conto terzi, registro tenuto da chi procede materialmente alla lavorazione. Nel caso di oli DOC od IGP tali obblighi assolti dalle disposizioni comunitarie e nazionali vigenti per tali oli. In caso di olivicoltori che commercializzano olio allo stato sfuso e/o confezionato ottenuto solo da olive provenienti dalla propria azienda, molite presso il proprio frantoio o prezzo terzi, obbligo della tenuta registro si intende assolto da insieme di informazioni presenti su SIAN, sistema informativo geografico GIS, relativa documentazione commerciale ed amministrativa.

AGEA comunica:

  1. ogni mese a MIPAAF e Regione quantità di olive importate provenienti da Stati CE o Paesi Terzi;
  2. entro 30 Giugno numero domande di aiuto inviate da produttori di olive di Stati CE, specificando quantità olive molite ed olio ottenuto in frantoi ubicati in Italia.

Vietato impiego nella produzione di sostanze chimiche non autorizzate.

Caratteristiche dei suddetti oli riportate in Allegato I pubblicato su G.U.CE 250/19. Vengono determinate in base ai seguenti metodi di analisi:

  1. determinazione (con metodo a freddo), degli acidi grassi liberi per l’olio di oliva ed olio di sansa di oliva, espressi in percentuale di acido oleico (Allegato II pubblicato su G.U.CE 202/16)
  2. determinazione degli acidi perossidi (Allegato III pubblicato su G.U.CE 273/16)
  3. determinazione del contenuto di cere (Allegato IV pubblicato su G.U.CE 248/91)
  4. determinazione della percentuale di 2-gliceril promopalmitato (Allegato VII pubblicato su G.U.CE 248/91)
  5. analisi spettrofotometrica (Allegato IX pubblicato su G.U.CE 90/13)
  6. determinazione della composizione degli acidi grassi (Allegato X pubblicato su G.U.CE 128/02)
  7. determinazione dei solventi alogenati volatili (Allegato XI pubblicato su G.U.CE 248/91)
  8. valutazione, su richiesta del produttore, delle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini (Allegato XII pubblicato su GUCE 250/19), dove il capo panel può certificare questi (quindi consentirne l’indicazione in etichetta) con i termini: robusto (percezione del gusto superiore a 6); medio (percezione del gusto da 3 a 6); delicato (percezione del gusto inferiore a 3); fruttato; fruttato verde; fruttato maturo; equilibrato; olio dolce. Se il capo panel non conferma la categoria dichiarata a livello di caratteristiche organolettiche, l’interessato può chiedere a MIPAAF/Regione di incaricare altri panel  riconosciuti ad eseguire contro analisi (caratteristiche dell’olio si intendono conformi a quelle dichiarate se 2 contro analisi le confermano, altrimenti, indipendentemente dai difetti rilevati, la classificazione  è dichiarata incoerente e le spese delle contro analisi rimangono a carico di interessato)
  9. determinazione degli stigmastadieni (Allegato XVII pubblicato su G.U.CE 250/19)
  10. determinazione degli trigliceridi con ECN 42 (Allegato XVIII pubblicato su G.U.CE 250/19)
  11. determinazione della composizione e del contenuto di steroli e dei composti alcolici mediante gas cromatografia con colonna capillare (Allegato XIX pubblicato su G.U.CE 250/19)
  12. determinazione del contenuto di cere e metil ed etil esteri di acidi grassi (Allegato XX pubblicato su G.U.CE 23/11)
  13. presenza di oli vegetali estranei negli oli di oliva (Allegato XX bis pubblicato su G.U.CE 338/13)

MIPAAF con DM 03/12/15 ha autorizzato fino al 18/12/2019 il laboratorio del Centro Agrochimico regionale di ASSAM, ubicato a Jesi via Roncaglia 20 a rilasciare certificati di analisi nel settore oleicolo per quanto concerne: acidi grassi liberi; analisi spettrofotometrica ad ultravioletti; numero di perossidi. Autorizzazione revocata se laboratorio ASSAM perde accreditamento per le suddette prove da parte di ACCREDIA. Laboratorio ASSAM deve comunicare ogni cambiamento intervenuto nella struttura societaria, ubicazione del laboratorio, dotazione strumentale, impiego personale, pena sospensione di autorizzazione. Sui certificati di analisi rilasciati e su ogni tipo di comunicazione pubblicitaria/promozionale necessario indicare che autorizzazione Ministero riguarda solo determinate analisi. MIPAAF può sempre verificare sussistenza dei requisiti oggetto di autorizzazione (perdita requisiti comporta revoca autorizzazione).

Verifica caratteristiche organolettiche di oli di oliva vergini effettuata da Comitato di assaggiatori riconosciuti da MIPAAF.

Vietata detenzione negli stessi locali o in locali intercomunicanti di impianti di lavorazione di olio extravergine di oliva, olio vergine, olio vergine corrente con olio di sansa di oliva. Nel caso di stoccaggio, olio immesso in recipienti numerati comunicati ad ICQRF, recanti categoria olio di oliva, contenuto e quantità (Ogni recipiente munito di dispositivo di taratura per valutare quantità di olio da questo detenuto). Oli estratti dai contenitori solo per essere confezionati in recipienti di capacità inferiore a 10 litri.

Oleina, morchie, altri sottoprodotti lavorazione olio di oliva o oli estratti da sanse di oliva e denaturati nello stabilimento prima di circolare con apposita bolletta accompagnamento.

Obbligo per persone fisiche o giuridiche che detengono a fini esercizio della loro professione o commerciale, olio di oliva ed olio di sansa “dalla fase di estrazione al frantoio fino ad imbottigliamento” di tenere registro di entrata ed uscita per ogni categoria di oli. Stato membro deve accertarsi rispetto di tale obbligo.

Oli di oliva ed oli di sansa di oliva commestibili destinati al consumatore finale presentati preimballati in imballaggi di capacità massima di 5 litri (inferiori a 25 litri se tali oli destinati al consumo in ristoranti, ospedali, mense ed altre collettività simili) provvisti di sistema di chiusura che perde la sua integrità “dopo prima utilizzazione” e recante specifica etichetta.

Oli di oliva vergini proposti in confezioni in pubblici esercizi, salvo loro uso in cucina e preparazione pasti, debbono possedere idonei dispositivi di chiusura “in modo che contenuto non possa essere modificato senza che confezione sia aperta o alterata ed essere etichettati in modo da recare almeno origine del prodotto e lotto di produzione”

Nel commercio al minuto è vietato  a partire da 01/11/2003 vendere olio di oliva ed olio di sansa:

  • contenente tenore di tetracloroetilene superiore a 0,1 mg/kg. Tali oli non possono beneficiare ne di aiuto al consumo, ne di restituzione alla esportazione;
  • in recipienti preconfezionati e chiusi in modo da perdere la loro integrità dopo la prima utilizzazione, aventi capacità inferiore a 5 litri (Ammessi contenitori di litri 0,10; 0,25; 0,50; 0,75; 1,00; 2,00; 3,00; 5,00). Sono esclusi trasporti di olio di oliva da frantoio a deposito produttore o da questo a magazzino del primo acquirente. Stato membro può ammettere confezioni fino a 25 litri nel caso di vendita a ristoranti , ospedali, mense, ed altre collettività simili..

Su recipienti di stoccaggio riportare, in modo chiaro e leggibile, categoria di olio di oliva, indicazione capacità totale, numero identificativo, designazione origini di olio, indicazione “prima spremitura a freddo” o “estratto a freddo”. Inoltre impianto stoccaggio munito di dispositivo di misurazione per valutazione della quantità di olio contenuto.

Partite di olio confezionate ma non ancora etichettate detenute in magazzino, debbono essere identificate mediante cartello recante: lotto; numero confezioni; loro capacità; designazione prodotti (compresa origine ed eventuali indicazioni facoltative)

Su etichetta apposta su recipienti o su stesso recipiente riportare, a partire dal 1/11/2003,  “nel campo visivo principale” le seguenti indicazioni obbigatorie:

  • denominazione vendita e numero riconoscimento stabilimento di condizionamento;:
  • per olio extravergine di oliva dicitura “olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente da olive ed unicamente mediante procedimenti meccanici”;
  • per olio di oliva vergine: dicitura “olio di oliva ottenuto direttamente dalle olive ed unicamente mediante procedimenti meccanici”;
  • per olio di oliva composto da olio di oliva vergini e raffinati dicitura “olio contenente esclusivamente oli di oliva che hanno subito un processo di raffinazione ed oli ottenuti direttamente dalle olive”;
  • per olio di sansa di oliva: dicitura “olio contenente esclusivamente oli derivati dalla lavorazione del prodotto ottenuto dopo l’estrazione dell’olio di oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive”, o “olio contenute esclusivamente oli provenienti dal trattamento della sansa di oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive”;
  • termine di conservazione tramite dicitura “da consumarsi preferibilmente entro …” seguito da data (Non oltre 18 mesi da imbottigliamento)
  • condizioni particolari di conservazione di oli al riparo da luce e calore.

In base a Legge 204/04 su etichetta degli oli di oliva vergini ed extravergini obbligatorio riportare altresì “indicazione del luogo di coltivazione e molitura delle olive”. A tal fine impresa per ogni stabilimento tiene apposito registro di carico e scarico (v. scheda “olio05”), preventivamente vidimato da ICQRF, dove riportare, entro 3° giorno lavorativo successivo. “movimenti per ogni tipo di olio introdotto ed uscito, di cui si intende dichiarare origini” (Annotazioni controllabili mediante documenti giustificativi delle movimentazioni). Impresa entro 10 Aprile e 10 Ottobre invia ad ICQRF riepilogo delle registrazioni effettuate nel semestre precedente dei quantitativi di oli acquistati, confezionati, venduti, giacenti.

In base a Reg. CE 1308/13 e Legge 88/09 obbligatorio riportare su imballaggio o etichette designazione dell’origine (Nome geografico di Stato membro o della Comunità o di Paese Terzo dove olive raccolte o in cui situato frantoio nel quale estratto olio) degli oli di oliva extravergine e vergine, denominazione di origine protetta od indicazione geografica protetta in conformità a disciplinare di produzione se ricorrono tali circostanze. Se olive raccolte in Stato membro/Paese Terzo diverso da quello dove estratto olio, riportare come designazione di origine dicitura “olio (extra)vergine di oliva ottenuto nell’Unione o in (denominazione di Stato membro interessato da olive raccolte (nell’Unione) in (denominazione di Stato membro/Paese Terzo interessato). Vietato usare designazione di origine nel caso di “olio di oliva composto da oli di oliva raffinati e da oli di oliva vergini” e per “olio di sansa di oliva”. In caso di miscele di oli di oliva (vergini ed extravergini) originari di più Stati membri e/o Paese Terzo riportare come dicitura “miscela di oli di oliva comunitari” o “miscela di oli di oliva non originari dell’Unione Europea” o “miscela di oli di oliva originari dell’Unione Europea e non originari dell’Unione” (Stessa dicitura da riportare su documento di accompagnamento).

In base a Legge 9/13 indicazione di origine di oliva vergini riportata in modo ben visibile “nel campo visivo anteriore del recipiente o etichetta in caratteri superiori a 1,2 mm.” (In deroga stessi caratteri di denominazione vendita, medesimo campo visivo e rilevanza cromatica). Nel caso di miscela di oli di oliva in altro Stato membro o Paese Terzo, indicazione di origine subito preceduta da termine “miscela” con maggiore evidenza rispetto ad altre indicazioni di vendita.

Indicazioni facoltative da riportare sull’etichetta o documento di accompagnamento per oli venduti allo stato sfuso o confezionato possono essere:

  1. identificativo alfanumerico dell’impresa di condizionamento riconosciuta;
  2. dicitura “prima spremitura a freddo” riservata agli oli di oliva vergini od extravergini ottenuti, a temperatura inferiore a 27°C, mediante prima spremitura meccanica della pasta di olive, utilizzando un sistema di estrazione di tipo tradizionale con presse idrauliche;
  3. dicitura “estratto a freddo”, riservata agli oli di oliva vergini od extravergini ottenuti, a temperatura inferiore a 27°C, mediante processo di percolazione o centrifugazione della pasta di olive. In tal caso (come per la lettera b), il frantoiano deve comunicare, prime dell’inizio della lavorazione ad ICQRF il tipo di impianto ed il sistema di rilevamento/registrazione della temperatura usato;
  4. caratteristiche organolettiche (quali gusto e/o odore) degli oli di oliva vergini od extravergini, purchè basate su metodi di analisi ufficiali UE. Ammesso riportare in etichetta menzioni quali: piccante; fruttato maturo o verde; amaro; intenso; medio; leggero; ben equilibrato; dolce. In tal caso il frantoio deve comunicare, prima dell’inizio della campagna, ad ICQRF il laboratorio presso cui eseguire le analisi;
  5. acidità massima prevista alla scadenza del termine minimo di conservazione, purchè corredata (nello stesso campo visivo e con caratteri aventi le stesse dimensioni) da: indice di perossidi; tenore in cere; assorbimento all’ultravioletto;
  6. campagna di raccolta se l’olio contenuto nell’imballaggio proviene al 100% da tale campagna (indicare in etichetta campagna di commercializzazione, o mese di estrazione dell’olio dalle olive ed anno di raccolta). Stato membro può stabilire (decisione notificata alla Commissione) che la campagna di raccolta venga riportata obbligatoriamente nell’etichetta degli oli di oliva ottenuti dalle olive raccolte nel suo territorio e destinati esclusivamente ai mercati nazionali;
  7. denominazione “miscela di oli vegetali (o nomi specifici degli oli vegetali componenti) e di olio di oliva”, seguita dalla percentuale dell’olio di oliva presente nella miscela se superiore al 50% indicata eventualmente in etichetta mediante immagini o simboli grafici.

Qualunque modifica introdotta a livello di indicazioni obbligatorie e/o facoltative da riportare in etichetta non può impedire la commercializzazione, fino all’esaurimento delle scorte, degli oli di oliva etichettati prima della data di entrata in vigore delle nuove disposizioni.

Stati membri possono vietare produzione sul loro territorio di miscele di oli di oliva ed altri oli vegetali per consumo interno, senza vietare la commercializzazione di “siffatte miscele di oli provenienti da altri Paesi, né vistare la produzione sul loro territorio di miscele da commercializzare in altro Stato membro od esportazione”. Ad eccezione di prodotti alimentari solidi conservati solo in olio di oliva (v. conserve di tonno e sardine), evidenziare in etichetta “al di fuori della lista di ingredienti, attraverso termini, immagini, simboli grafici, denominazione di vendita del prodotto”, seguita da indicazione percentuale di olio di oliva rispetto a peso netto totale del prodotto alimentare, o rispetto al peso netto delle materie grasse (“percentuale di materie grasse”). In tali prodotti alimentari le denominazioni degli oli si possono sostituire con la dicitura generica “olio di oliva” o “olio di sansa di oliva” (in cui venga impiegato questo olio).

Per riportare tali indicazioni facoltative in etichetta o documenti di accompagnamento, interessati debbono:

  1. fornire giustificazioni ad impiego di tali indicazioni mediante: dati di fatti o dati scientificamente provati; risultati di analisi su campioni rappresentativi; informazioni amministrative o contabili;
  2. comunicare preventivamente ad ICQRF inizio attività indicante: denominazione o ragione sociale; codice fiscale o partita IVA; sede stabilimento e eventuali depositi; indicazione se impianto usato per ottenere oli di 1° spremitura a freddo e oli estratti a freddo; descrizione tipo di impianto; sistema di rilevamento e registrazione della temperatura adottato; indicazione fase in cui avviene rilevamento della temperatura. Comunicazione inviata rimane valida fino ad avvenute modifiche nei dati inviati. In caso di indicazione in etichetta delle caratteristiche organolettiche o della acidità massima, mostrare ad Organi di controllo idonea documentazione attestante esecuzione esame organolettico e/o analisi chimica delle partite di prodotto oggetto di qualificazione;
  3. riportare su documenti usati per movimentare olio: categoria e quantità di olio; data di emissione; nominativo ed indirizzo di speditore e destinatario; denominazione di origine; dicitura “prima spremitura a freddo” o “estratto a freddo”

Prodotti confezionati entro 13/12/2014 rispettando vecchia normativa possono, secondo Reg. 1335/13, essere commercializzati fino ad esaurimento scorte.

Legge 9/13 considera pratica commerciale ingannevole:

  • applicazione di diciture, immagini, simboli grafici evocativi di “specificazione geografica di origine di oli vergini di oliva non corrispondente ad offerta origine territoriale delle olive”;
  • omissione di indicazioni rilevanti circa zona geografica di origine oli di oliva vergini che possono generare “convinzione che olive utilizzate siano di provenienza territoriale diversa da quella effettiva”;
  • attribuzione valutazioni organolettiche ad oli di oliva diversi da extravergini non previste da Reg. 2568/91 e riportate ad inizio di presente scheda

Vietato registrare come marchio di impresa “segni idonei ad ingannare pubblico su provenienza geografica di materia prima di olio di oliva vergini”. Marchi già registrati contenenti tali indicazioni decadono per illiceità, con titolare avente obbligo di:

  • dare notizia della decadenza e relativi motivi di illiceità, a proprie spese, su almeno 2 quotidiani a diffusione nazionale;
  • avviare procedure per ritirare subito dal mercato prodotti contrassegnati con marchio decaduto (Ritiro completato entro 1 anno da dichiarazione decadenza).

Stato membro informa Commissione, altri Stati membri, interessati in merito a nome ed indirizzo Organismo di controllo incaricato di verificare veridicità delle informazioni in etichetta (in particolare conformità denominazione con contenuto recipiente). In caso di irregolarità accertate per produttori, confezionatori o venditori in etichetta ubicati in altro Stato membro, Organismo controllo di tale Stato membro chiede verifica.

Prodotti fabbricati ed etichettati nella CE o legalmente importati ed immessi in libera pratica prima di 01/01/2013 rispettando vecchia normativa possono continuare ad essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.

Uffici doganali eseguono controlli su olio importato, il cui esito comunicato a raffineria.

Controlli attuati da ICQRF che può avvalersi di AGECONTROL e per caratteristiche organolettiche da un “panel di assaggiatori riconosciuti” da Stato membro. ICQRF predispone piano annuale dei controlli a campione presso imprese, esercizi commerciali, fornitori, frantoi, “oli di oliva commercializzato” (cioè quantitativo di olio di oliva e di sansa consumato in Stato membro o esportato) in base ad analisi del rischio comprendente:

  • categoria olio, periodo di produzione, prezzo oli rispetto a quello di altri oli vegetali, operazione di miscelazione e confezionamento, impianti e condizioni di stoccaggio, Paese di origine/Paese di destinazione, mezzo di trasporto, volume della partita;
  • posizione di operatori nella catena commerciale, volume e/o valore e gamma di categorie di oli commercializzati, tipo di attività economica svolta (molitura, immagazzinamento, raffinazione, miscelazione, confezionamento, vendita al minuto);
  • risultati controlli precedenti (in particolare numero e tipo di carenze accertate), qualità oli commercializzati, livello di prestazione di attrezzature tecniche adoperate;
  • affidabilità sistema di qualità degli operatori e sistemi di autocontrollo rispetto a conformità norme di commercializzazione;
  • luogo di esecuzione controllo (v. primo ingresso in CE, luogo di produzione, o confezione o vendita);
  • altri elementi che possono incidere su rischio di non conformità.

Stati membri sulla base di analisi di rischio di non conformità, definiscono numero minimo di operatori o di partite e/o quantitativi minimi oggetto di controllo (almeno 1 controllo di conformità/1.000 t. di olio di oliva commercializzato). Prelievo campioni secondo norme ISO 661 per preparazione campioni per prove e norme ISO 5555 per campionamento (Per perdite di oli con imballaggi immediati, prelievo di campione eseguito in base a metodo riportato in Allegato I bis pubblicato su G.U.CE 338/13. In caso di oli sfusi, campioni prelevati secondo istruzioni impartite da Stato membro). Campioni posti subito al riparo da luce e fonti di calore ed inviati a laboratorio per analisi entro 5° giorno lavorativo successivo a quello di prelievo (Se ciò impossibile, campioni conservati in modo da evitare degrado o danneggiamento durante trasporti o stoccaggio). Controlli eseguiti, entro fine del mese successivo a quello di invio richiesta, riguardanti:

  • corrispondenza tra oli di oliva introdotti ed usciti da stabilimenti;
  • quantitativi ed origine singole partite di olio extravergine e vergine confezionati recando “designazione dell’origine” o composizione di miscele;
  • conformità qualità olio a classificazione della ditta valutata da Comitato assaggiatori. Capo Comitato è responsabile di organizzazione e funzionamento di accertamento convoca assaggiatori per eseguire prova, provvede a pulizia ed archiviazione utensili, preparazione e codificazione per eseguire prova (analisi eseguite su identici lotti di confezione, procedendo a prelievo di campioni in base a quantità di olio contenuta in ogni bicchiere per assaggio pari a 15 ml a temperatura di 28°C). Assaggiatore prende parte a prova di assaggio se riconosciuto ed iscritto ad elenco MI.P.A.A.F., non fumare per almeno 30 minuti prima di prova, non usare profumi, cosmetici o saponi il cui odore persiste al momento prova, lavarsi spesso mani per eliminare ogni odore, non magiare da almeno 1 ora prima di assaggio, comunicare a capo Comitato di “trovarsi in condizioni di inferiorità fisiologica tali da compromettere senso di olfatto o gusto o in condizioni psicologica alterate”. A conclusione prova, redatto verbale contenente: numero verbale; data ed ora del prelievo campione; descrizione partite di olio con riferimento a quantitativo provenienza; tipologia, recipiente; nominativo del capo Comitato; attestazione requisiti dei campioni; nominativi assaggiatori partecipanti a Comitato; dichiarazione attestante rispetto delle condizioni per eseguire prova organolettica di cui sopra; orario di inizio e chiusura di prova. Risultati analisi confrontati con parametri fissati da CE nel Reg. 2569/91. Se risultati analisi non corrispondono a caratteristiche oli di oliva o olio di sansa, impresa può chiedere ad ICQRF di eseguire controanalisi da parte di assaggiatori terzi almeno 1 mese prima di scadenza termine durata prodotto, salvo se campione prelevato meno di 2 mesi prima di tale scadenza.. Caratteristiche dichiarate conformi se entrambe controanalisi confermano classificazione dichiarata, altrimenti costi controanalisi a carico di interessati
  • quantitativi di oli giacenti nella impresa di confezionamento;
  • mantenimento requisiti per rilascio riconoscimento;
  • identificazione del lotto “di cui si intende dichiarare origine durante fasi della produzione e commercializzazione”;
  • separazione fisica di prodotto oggetto di denominazione da altri prodotti durante lavorazione e stoccaggio;
  • rispetto capacità massima degli imballaggi;
  • conformità del sistema di chiusura “che perde la sua integrità dopo la prima utilizzazione”;
  • conformità delle etichette alle normative vigenti, con particolare riferimento a “correttezza e chiarezza delle indicazioni riportate” e designazione di origine olio (corrispondenza zona geografica in cui olive raccolte e quello dove situato frantoio per estrazione olio);
  • requisiti olio sfuso anche nei confronti fornitori;
  • documenti di accompagnamento dove riportare: tipologia, origine, quantità di olio; data emissione; nominativo ed indirizzo di speditore e destinatario.

Analisi e controanalisi eseguite sempre entro durata minima dei prodotti confezionati (In caso di oli sfusi, entro 6° mese successivo a prelievo campione)

Controlli possono essere richiesti da Commissione Europea, Organismo di controllo di altro Stato membro, Associazioni produttori, specificando: data di prelievo ed acquisto di olio; nome o ragione sociale ed indirizzo di stabilimento in cui avuto luogo prelievo ed acquisto olio; numero partite in questione; copia delle etichette riportate in imballaggio; risultati analisi o controperizie indicanti metodi utilizzati; nome ed indirizzo di laboratorio/esperto in questione; nome ed indirizzo del fornitore di olio dichiarato da stabilimento di vendita. Stato membro comunica ad interessato entro fine 3° mese successivo numero di riferimento attribuito a domanda “e del seguito ad essa accordato”

Per anni 2013, 2014, 2015 Legge 134/12, come modificata da Legge 9/13, consente ad Autorità di controllo che “procedono alla ricerca del contenuto di alcuni esteri più metil alcoli esteri” in oli di oliva vergine nella cui designazione di origine riportata “Italia” di pubblicare risultati (aggiornati mensilmente) su sito internet di MI.P.A.A.F.

Stato membro comunica a Commissione misure adottate per esecuzione controlli (nonché ogni loro modifica) ed invia entro 31 Maggio a Commissione Europea:

  • relazione su verifiche attuate, risultati ottenuti ed eventuali sanzioni comminate (Modello Allegato XXI pubblicato su G.U.CE 90/13)
  • relazione per anno precedente, contenente: domande di verifica ricevute; numero verifiche eseguite e quelle ancora in corso; verifiche effettuate da altro Stato membro dove ricade produttore, confezionatore, venditore; “seguito dato alle verifiche effettuate e sanzioni applicate” per categoria di infrazione rilevata; eventuali “difficoltà incontrate e miglioramenti suggeriti per controlli”

Autorità garante per concorrenza vigila su andamento prezzi e adotta atti per impedire “pratiche concordate tra imprese aventi per effetto od oggetto di ostacolare, restringere, falsare in misure consistente la concorrenza all’interno del mercato nazionale oli di oliva vergini, tramite determinazione prezzi di acquisto o vendite del prodotto”. A tal fine Autorità presenta relazione anche a Parlamento.

Al fine di prevenire frodi, ammissione al regime  di perfezionamento attivo di oli di oliva o alla lavorazione per conto di committenti stabiliti in Paesi Terzi subordinata a preventiva autorizzazione MI.P.A.A.F.

Uffici di sanità marittima, aerea, di frontiera rendono accessibili ad Organi di controllo ed Amministrazioni interessate, le informazioni a disposizione circa origine di olio di oliva vergine ed olive, anche attraverso collegamento a sistemi informativi e banche dati elettroniche, salvo casi di dati per cui vige segreto istruttorio.

Vendita sottocosto di oli di oliva extravergini comunicata a Comune dove ubicato esercizio commerciale, almeno 20 giorni prima di inizio, ed eseguita 1 sola volta nell’anno. Vietata comunque vendita sottocosto da parte esercizio commerciale che rappresenta “congiuntamente a quelli dello stesso gruppo di cui fa parte”, oltre 10% superficie vendita complessiva di Provincia di riferimento.

 

Sanzioni:

Chiunque detiene per vendita o mette in commercio per consumo alimentare olio che non possiede le caratteristiche prescritte o che alle analisi rileva presenze di sostanze estranee o fornisce reazioni o possiede sostanze chimico fisiche “atte ad indicare la presenza di olio estraneo o di composizione anomale”, o chiunque vende olio con denominazione diversa da quella prescritta: multa di 400 €/q.le di prodotto irregolare. Sanzione ridotta del 50% in caso di lieve irregolarità. Se irregolarità commessa da “produttore diretto che abbia venduto modeste quantità del suo prodotto”: multa fino a 1.500 €. €

Chiunque vende, pone in vendita, mette altrimenti in commercio con il nome di “olio” o “olio di oliva” prodotti non derivati dalla lavorazione di oliva, o miscele di olio di oliva con altri oli vegetali commestibili, o oli vegetali commestibili diversi da quelli di oliva colorati artificialmente, o comunque contenenti sostanze estranee o grassi naturalmente colorati allo scopo di correggerne colore: multa da 200 a 1.500 €/q.le di prodotto irregolare, “salvo che il fatto non costituisca reato”

Chiunque vende, pone in vendita, o mette altrimenti in commercio oli vegetali commestibili diversi da olio di oliva non con la denominazione di “olio di seme” (Denominazione riportata in fattura, documento accompagnamento, recipiente): multa da 500 a 3.000 € “salvo che il fatto non costituisca reato”.

Chiunque effettua la raffinazione di oli di qualsiasi specie o dei grassi concreti  destinati ad usi commestibili con metodi diversi da quelli ammessi per la raffinazione di oli di oliva, o produce, vende, detiene per uso alimentare tali prodotti ottenuti con processo di esterificazione negli stabilimenti di lavorazione di oli di qualunque specie destinati ad usi commestibili, salvo il caso di “impianti resi inservibili”, nonché glicerina in tali stabilimenti o in locali a questi connessi, o lavorati in questi stabilimenti anche oli ad uso industriale: arresto fino a 3 mesi + multa da 4.500 a 45.000 € (Sanzioni raddoppiate in caso di particolare gravità o ridotte del 50% per lievi infrazioni)

Chiunque vende olio di oliva non confezionato od ottenuto con procedimenti non conformi: multa di 100 €/q.le di prodotto + arresto fino ad 1 anno. Nei casi di particolare gravità: pena raddoppiata.

Chiunque trasporta oleine, morchie, sottoprodotti non denaturati o privi di documenti accompagnamento: multa da 500 a 1.500 €.

Chiunque confeziona, detiene, vende olio di oliva vergine ed extravergine non rispettando norme su etichettatura, o detiene insieme olio extravergine di oliva, olio vergine, olio vergine corrente con olio di sansa: multa da 500 a 3.000 € + confisca prodotto.

Chiunque non immette olio in contenitori numerati: multa di 250 €/100 kg. di olio + confisca prodotto.

Imprese che non rispettano obbligo di annotare su registri di carico e scarico provenienza olive lavorate: multa da 500 a 3.000 € + sospensione riconoscimento da 1 a 6 mesi

Chiunque non riporta in etichetta data di scadenza del prodotto: multa da 1.000 a 8.000 € + confisca del prodotto

Chiunque commette reato di adulterazione o frode in vendita di oli di olive vergini: confisca di denaro, beni o altre utilità di cui condannato non può giustificare provenienza o di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulti essere titolare in valore sproporzionato rispetto al proprio reddito dichiarato o propria attività economica

In caso di recidiva: sospensione attività dell’industria o commercio per periodo da 30 giorni a 3 anni + pubblicazione sanzione su 1 o più organi di informazione nazionale a spese trasgressore.

Chiunque commercializza come DOP un olio che non ha ancora riconoscimento, od immette in commercio come olio extravergine di oliva un olio tagliato per oltre 75% con olio proveniente da altro Stato membro, o che non riporta su etichetta od imballaggio denominazione prevista per le DOP: multa di 500 €/q.le di olio commercializzato

Chiunque non riporta su imballaggio o etichetta estremi di identificazione impresa di condizionamento riconosciuta: multa da 50 a 300 €.€

Se produttori di oli vergini, extravergini, lampanti non tengono in base a Legge 9/13 aggiornato un fascicolo aziendale: multa da 500 a 3.000 € + divieto di commercializzare tali prodotti + sospensione del riconoscimento da 1 a 6 mesi esclusi da tale obbligo, secondo Legge 154/16, produttori che producono solo per autoconsumo meno di 350 kg. di olio per campagna.

Qualora accertata “non corrispondenza tra designazione di origine dei quantitativi di oli di oliva vergini uscita da impresa o designazione dell’origine dei quantitativi di oli di oliva vergine utilizzati”: sospensione riconoscimento da 1 a 6 mesi. In caso di recidiva revoca riconoscimento.

Enti operanti nell’ambito della filiera di oli vergini di oliva sono responsabili dei reati commessi a loro vantaggio da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione, direzione di Enti ed unità organizzativa dello stesso o sottoposte a vigilanza e direzione di questi. Responsabilità di Ente sussiste anche qualora autore del reato non identificato o non è imputabile

Ai delitti di adulterazione o frode di oli di oliva vergine commessi per ottenere ingiustificato profitto mediante più operazioni continuative nel tempo: non applicata sospensione indagini preliminari nel periodo feriale che comunque non può avere durata superiore a 20 mesi

Condanna definitiva per delitto di alterazione o contraffazione di oli di oliva vergini comporta: pubblicazione sentenza a spese del condannato su almeno 2 quotidiani diffusione nazionale + divieto per 5 anni di “porre in essere qualsiasi condotta commerciale ed attività pubblicitaria, anche per interposta persona, finalizzata a promozione di oli di oliva vergini” + divieto di ottenere iscrizioni o autorizzazioni per svolgimento attività imprenditoriali di accesso a contributi, finanziamenti, mutui agevolati da parte di Stato, Unione Europea, altri Enti pubblici per svolgimento di attività imprenditoriali

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