TUTELA ARIA

TUTELA ARIA (D.Lgs. 152/06)   (teramb17)

Soggetti interessati:

Ministero Ambiente Tutela Territorio e Mare (MATTM), Istituto Superiore per Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), Autorità competente per controllo (Regione), Enti locali, chiunque dispone di stabilimenti, compresi impresi termici, che producono emissioni solide, liquide, gassose convogliate (emissione di effluente gassoso da 1 o più punti specifici di impianto) o diffuse in atmosfera di sostanze inquinanti (cioè in grado per caratteristiche quantitative o qualitative “di ledere o costituire pericolo per salute umana o per qualità di ambiente), fermo restando che per:

  • impianti di incenerimento e coincenerimento ed altri impianti di trattamenti dei rifiuti valori limiti di emissione fissati in D.Lgs. 133/05
  • impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale (AIA), questa sostituisce autorizzazione alle emissioni ai fini della costruzione ed esercizio di impianto

Esclusi da autorizzazione emissioni in atmosfera:

  • impianti di deposito di oli minerali, compresi gas liquefatti, i cui gestori comunque sono tenuti ad adottare misure per contenere emissioni diffuse e rispettare eventuali prescrizioni adottate da Autorità competenti
  • impianti ed attività riportati in Allegato IV a D.Lgs. 152/06 pubblicato su G.U. 186/10 “le cui emissioni sono scarsamente rilevanti agli effetti di inquinamento atmosferico” (tra queste rientrano, in base a DM 15/01/2014, anche gli impianti di trattamenti delle acque e le linee di trattamento dei fanghi di acque reflue con potenzialità inferiore a 10.000 abitanti in caso di trattamento di tipo biologico, o inferiore a 10 mc/ora se acque trattate con procedimento chimico/fisico), pur applicandosi valori limite di emissione e prescrizioni specificamente previsti “all’insieme di impianti ed attività di stabilimento ricadenti in ogni categoria di elenco” (Nel caso di impianti che usano combustibili di cui ad Allegato X di D.Lgs. 152/06 pubblicato su G.U. 186/10 debbono rispettare limiti previsti per questi). Se in stabilimento presenti sia impianti od attività riportate in Allegato IV, sia non incluse in elenco, autorizzazione si applica solo a questa ultima. Ministero può emanare decreto di aggiornamento di elenco, sentendo Regioni ed Associazioni rappresentative di categoria, o definire casi in cui può consentire utilizzo di sostanze inquinanti classificate con rischio R45, R46, R49, R60, R61, R68 “in considerazione di scarsi quantitativi di impiego o ridotte percentuali di loro presenza in materie prime o emissioni”
  • dispositivi mobili utilizzati all’interno di stabilimento da gestore diverso, purché in modo occasionale. Autorità competente può comunque chiedere che gestori comunicano “in via preventiva, data di messa in esercizio di impianto o avvio attività o data inizio di ciascuna campagna di utilizzo di impianti mobili”. Se invece usati in modo continuativo, gestore stabilimento deve inserirli in domanda autorizzazione
  • impianti impiegati in difesa nazionale

Iter procedurale:

Obiettivo è quello di prevenire e limitare emissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera, promuovendo con priorità impiego di energia elettrica ottenuta da fonti rinnovabili attraverso concessione di incentivi da parte di MATTM (v. contributi per realizzazione impianti o certificati verdi per loro gestione aventi validità di 12 anni).

Chiunque intende realizzare un nuovo stabilimento o trasferirlo da un luogo all’altro che produce emissioni deve chiedere specifica autorizzazione (singolo impianto o singola attività in questo presente non soggette a distinte autorizzazioni), allegando:

  1. progetto di stabilimento, in cui descritti: impianti ed attività; tecniche adottate per limitare le emissioni; quantità e qualità di emissioni; modalità di esercizio; quota punti di emissione individuata in modo da garantire adeguata dispersione di inquinanti; parametri caratterizzanti esercizio e quantità; tipo e caratteristiche merceologiche di combustibili utilizzabili; “minimo tecnico definito tramite parametri che lo caratterizzano”;
  2. relazione tecnica in cui descritto: ciclo produttivo complessivo, con inseriti impianti ed attività; periodo previsto intercorrente tra messa in funzione e messa a regime impianto.

Ai fini rilascio autorizzazione per stabilimenti nuovi, Autorità competente indice Conferenza dei servizi, che procede ad “esame di interessi coinvolti in altri procedimenti amministrativi” (v. quelli del Comune). Per rinnovo ed aggiornamento di autorizzazione, Autorità competente, previa comunicazione a Comune interessato che può esprimere parere entro 30 giorni, avvia procedimento entro 30 giorni.

Eventuale richiesta di integrazione documenti inviata entro 30 giorni ad Autorità competente che deve esprimersi entro 120 giorni (150 giorni se richiesti documenti integrativi), altrimenti gestore stabilimento nei 60 giorni successivi, chiede a MATTM (notifica di richiesta inviata anche ad Autorità competente) di esprimersi, sentito Comune interessato, entro 90 giorni, fatto salva sospensione (per non oltre 30 giorni) per richiesta integrazioni.

Autorizzazione stabilisce:

  1. modalità di captazione e convogliamento delle emissioni;
  2. valori limite di emissione; metodi di campionamento e di analisi; criteri di valutazione delle conformità dei valori misurati ai valori limite delle emissioni convogliate; periodicità dei controlli da parte del gestore; quota dei punti di emissione individuata; minimo tecnico di impianti; portate di progetto tali da consentire che emissioni “diluite solo nella misura inevitabile dal punto di vista tecnologico dell’esercizio”;
  3. prescrizioni specifiche per emissioni diffuse nell’intento di contenerle;
  4. valori limite annuali di emissione di ogni inquinante di impianti ed attività di stabilimento;
  5. periodo che deve intercorrere tra messa in esercizio (comunicata ad Autorità competente almeno 15 giorni prima) e messa a regime di impianto;
  6. data di comunicazione ad Autorità competente dati relativi ad emissioni prodotte “in periodo continuativo di marcia controllata decorrente da messa a regime”, durata di tale periodo (almeno 10 giorni), numero campionamenti da eseguire.

Autorità di controllo esegue prime verifiche circa rispetto autorizzazione entro 6 mesi da messa a regime di 1 o più impianti od avvio di 1 o più attività in stabilimento

Trasferimento di stabilimento da un luogo all’altro equivale ad installazione di nuovo impianto.

Autorizzazione ha durata di 15 anni. Domanda di rinnovo inviata per analoga durata almeno 1 anno prima di scadenza, con possibilità di continuare attività impianto anche dopo scadenza autorizzazione in caso di mancata pronuncia di Ministero nei termini previsti. Autorità competente può imporre rinnovo di autorizzazione prima di scadenza se modifica di prescrizioni di autorizzazione ritenuta necessaria per rispettare valori limite di qualità dell’aria.

Gestore che intende apportare modifica a stabilimento ne da comunicazione ad Autorità competente o, se modifica è sostanziale (cioè comporta aumento o variazione qualitativa delle emissioni o altera condizioni di convogliabilità delle stesse), presenta nuova domanda di autorizzazione con conseguente aggiornamento di questa da parte di Autorità competente a seguito di “istruttoria limitata ad impianti ed attività interessati dalla modifica o ad istruttoria complessiva se dimostrata tale esigenza in relazione ad evoluzione situazione ambientale o delle migliori tecniche disponibili”. Se modifica non sostanziale, aggiornata autorizzazione esistente. Se Autorità competente non si esprime entro 60 giorni, gestore può eseguire modifica non sostanziale comunicata, fatto salvo potere di Autorità competente di provvedere successivamente. Rinnovo di autorizzazione, a differenza di aggiornamento, prevede: decorso di nuovo periodo di 15 anni. MATTM provvede con decreto ad indicare a stabilimento per cui non obbligatorio effettuare comunicazione. Autorità di controllo è tenuta ad eseguire presso impianti, tutte le verifiche necessarie per accertare rispetto dell’autorizzazione. Autorità competente verifica se emissioni diffuse da ogni impianto ed attività è tecnicamente convogliabile in base a migliori tecniche disponibili ed in tal caso “ne dispone la captazione ed il convogliamento”. In particolare situazioni di rischio sanitario, Autorità competente dispone obbligo di captazione e convogliamento delle emissioni diffuse, anche se tecnica individuata non ottimale.

In caso di impianti con identiche caratteristiche tecniche e costruttive, nonché chimico fisiche delle emissioni, Autorità competente può considerare questi come unico impianto localizzato in stesso stabilimento “ai fini di determinazione dei valori limiti di emissione e “disponendo convogliamento ad 1 solo punto di emissione”.

In caso di emissioni convogliate queste debbono avere unico punto di emissione e valori limite applicato a questa, salvo caso di impossibilità tecnica “anche per ragioni di sicurezza o tenuto conto delle condizioni tecniche ed economiche” dove ammesso impianto con più punti di emissione. In tal caso valori limite riferito al complesso di emissioni di impianto, purché emissioni di tutti gli impianti presentano caratteristiche chimico fisiche omogenee ed applicato a ciascun punto di emissione, valore limite più restrittivo.

Autorizzazione può prevedere che valori limite riferiti a media ponderata delle emissioni di sostanze inquinanti appartenenti a stessa classe e con caratteristiche fisiche omogenee provenienti da diversi punti di emissione.

Autorizzazione stabilisce apposite prescrizioni volte a limitare diluizione di emissioni. Adeguamento alle suddette disposizioni realizzato entro 3 anni successivi a 1° rinnovo o ottenimento di autorizzazione o nel caso di impianti in deroga nel più breve termine possibile.

MATTM individua con decreto, sulla base delle migliori tecniche disponibili, valori limite di emissione (Riferiti a volume di effluente gassoso rapportato a condizioni normali, previa detrazione del tenore volumetrico di vapore acqueo), tenore volumetrico di ossigeno di riferimento derivante dal processo (Se tenore effettivo diverso da quello di riferimento, applicare coefficiente di correzione a concentrazioni di emissioni misurate) e prescrizioni da applicare alle emissioni convogliate e diffuse di impianti ed alle emissioni diffuse da attività esistenti prima di 1/1/1998prima di 1/1/2006 e nuovi. Normativa esistente a livello regionale deve tenere conto di quanto decretato da MATTM, eventualmente applicando “sulla base di appositi valori limite di emissione e prescrizioni più restrittivi, anche inerenti condizioni di costruzione e di esercizio e combustibili utilizzati, purché ciò sia necessario al perseguimento ed al rispetto di valori ed obiettivi di qualità dell’aria”

Per impianti vigenti o nuovi, autorizzazione integrale ambientale (AIA) stabilisce, oltre valori limite di emissione, anche prescrizioni inerenti condizioni di costruzione o di esercizio e combustibili utilizzati o valori limite più restrittivi, tenendo conto valori fissati nelle normative nazionali o regionali, complesso delle emissioni di impianti ed attività esistenti in stabilimento e nella zona e relativo stato di qualità dell’aria.

Per sostanze per cui non fissati valori limite, questi riportati in autorizzazione “con riferimento a quelli previsti per sostanze simili sotto il profilo chimico ed aventi effetti analoghi su salute ed ambiente”.

Valori limiti applicati a periodo di normale funzionamento di impianto con esclusione di periodi di avviamento e di arresto e periodo in cui rilevate anomalie o guasti tali da non consentire rispetto dei valori (Autorizzazione può riportare specifiche prescrizioni per tali periodi, con particolare riferimento ad emissione di sostanze cancerogene per cui fissati appositi valori limite). Se guasti od anomalie non consentono di rispettare valori limite di emissione, occorre informare Autorità competente entro 8 ore successive, affinché disponga riduzione o cessazione di attività o altre prescrizioni, fermo restando obbligo per gestore di ripristinare “funzionalità di impianto nel più breve tempo possibile e di sospendere esercizio se anomalia o guasto può determinare pericolo per salute umana”, adottando comunque tutte le precauzioni per ridurre al minimo le emissioni durante periodo di avviamento, arresto, guasto, anomalia.

Impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale (AIA), riportare in autorizzazione valori limite e prescrizioni.

In Allegato VII a D.Lgs. 152/06 pubblicato su G.U. 88/06 riportati criteri per valutazione di uniformità dei valori misurati ai valori limite di emissione fissati (Metodi di campionamento, analisi di emissioni, principi di misurazione, modalità di monitoraggio delle emissioni). Tali elementi sono riportati in autorizzazione ed oggetto poi dei controlli. In caso di modifiche dei metodi di monitoraggio nell’ambito di autorizzazione, Autorità competente provvede eventualmente a modifiche valori limite di emissione. Gestore deve utilizzare metodi di monitoraggio indicati in autorizzazione (Metodi diversi non accettati) e mettere a disposizione risultati derivati.

Se controlli simultanei effettuati da gestore ed Autorità competente sono differenti, accertamento va ripetuto. In caso di risultati divergenti ottenuti con metodo di riferimento e metodo di monitoraggio indicato in autorizzazione, Autorità competente aggiorna metodi indicati in autorizzazione ed eventualmente valori limite di emissione. Difformità dei risultati non utilizzabili “ai fini della contestazione del reato per superamento dei valori limiti di emissione”.

Ai fini sanzionatori, superamento di valori limiti di emissione solo se rilevati da Autorità competente in base a metodi di campionamento ed analisi di cui ad Allegato V a D.Lgs, 152/06. Se gestore accerta difformità di risultati nei controlli, comunicazione ad Autorità competente entro 24 ore da accertamento

Per specifiche categorie di stabilimento individuate in base a produzioni effettuate, Autorità competente può adottare autorizzazioni di carattere generale per ogni attività in cui stabilire: valori limite di emissione e prescrizioni “anche inerenti condizioni di costruzione, esercizio e combustibili utilizzati”; tempi di adeguamento, metodi di campionamento ed analisi periodicità dei controlli; modelli semplificati di domanda di adesione in cui “quantità e qualità delle emissioni deducibili da quantità materie prime ed ausiliarie utilizzate”.

Per impianti per cui adottata autorizzazione generale, ammesso invio domanda autorizzazione ad emissioni. A tal fine gestore presenta almeno 45 giorni prima di installazione nuovo impianto o modifica impianto, domanda di adesione ad autorizzazione generale ad Autorità competente, che può negarla se non rispettati requisiti previsti da autorizzazione generale o piani/programmi nazionali o situazioni di rischio sanitario o zone con particolare tutela ambientale. Se modifica tale da non fare più rientrare impianto in autorizzazione generale, occorre presentare richiesta di autorizzazione emissione.

Autorizzazione generale vale per chiunque vi aderisce per 10 anni, con possibilità di rinnovo, previo invio almeno 45 giorni prima della scadenza, nuova domanda di adesione ad autorizzazione generale, pena “stabilimento si considera in esercizio o senza autorizzazione ad emissioni”

Disposizioni su autorizzazioni generali non applicate in caso di emissione sostanze cancerogene, tossiche per riproduzione e mutagene o sostanze con tossicità particolarmente elevata.

Articoli 273 e 274 del D.Lgs. 152/06 riguardano grandi impianti di combustione, inclusi quelli di multicombustibili, con relativa raccolta e trasmissione dati su loro emissioni, destinati alla produzione di energia termica e/o elettrica, con esclusione di:

  1. impianti i cui prodotti della combustione utilizzati per riscaldamento diretto, essiccazione o qualsiasi altro trattamento di oggetti o materiali (v. forni di trattamento termico);
  2. impianti di post combustione, cioè ogni dispositivo tecnico per depurazione di effluente gassoso mediante combustione non gestito come impianto indipendente
  3. dispositivi di rigenerazione di catalizzatori di craking catalitico;
  4. dispositivi di conversione del solfuro di idrogeno in zolfo;
  5. reattori utilizzati nell’industria chimica;
  6. batterie di forni per coke;
  7. cowpers di altiforni;
  8. ogni dispositivo tecnico usato per propulsione di veicolo;
  9. turbine a gas usate su piattaforme offshore e impianti di rigassificazione di gas naturale liquefatto offshore;
  10. impianti azionati da motori diesel, benzina, gas.

In merito ad impianti con emissioni di composti organici volatili (COV), Allegato III di D.Lgs. 152/06 pubblicato su G.U. 88/06 stabilisce valori limiti di emissione, modalità di monitoraggio e controllo, criteri di valutazione delle conformità, dei valori di emissione, modalità di redazione piano di gestione dei solventi. Se nello stesso stabilimento esercitate più attività che singolarmente superano soglie di consumo di solvente, applicate ad ogni attività valori limite per emissioni convogliate ed emissioni diffuse e prescrizioni in queste disposte (Analoghi vincoli per attività connesse che possono influire su COV, compresa pulizia delle apparecchiature, ma non dei prodotti). Gestore invia ad Autorità competente domanda di autorizzazione ad emissione o di adesione ad autorizzazione generale in caso di nuovo impianto o modifica di impianto che incide su emissioni COV. In autorizzazione riportare consumo massimo teorico di solvente consentito e conseguente emissione totale annua, nonché periodicità di aggiornamento del piano di gestione, utilizzo delle migliori tecniche disponibili (uso di materie prime ridotto o nullo tenore di solventi organici, ottimizzando gestione di attività, installando idonei dispositivi di abbattimento).

Domanda autorizzazione ad emissioni COV inviata da gestore stabilimento. Autorizzazione prescrive che emissioni provenienti da stabilimenti siano immediatamente adeguate a quelle prescritte in D.Lgs. 152/06. Se gestore dimostra che pur utilizzando le migliori tecniche possibili impossibile rispettare il valore limite per emissioni diffuse, o rispetto di tali limiti “non è tecnicamente ed economicamente fattibile”, Autorità competente può consentire deroghe, purché ciò non comporti rischi per salute umana od ambiente, comunicandolo a Ministero Ambiente.

Se 2 o più attività eseguite nello stesso luogo superano singolarmente soglie, Autorità competente può applicare valori limite ad ogni attività o applicare valore limite totale riferito a somma di emissioni di tali attività. Gestore impianto che utilizza dispositivo di abbattimento che consente rispetto limite di emissione pari a 150 mgl/Nm3 (50 mgl/Nm3 in caso di combustione) deve: rispettare valori limite di emissioni convogliate, purché sin dalla data di adeguamento, emissioni totali non superano quelle prodotte in caso di applicazione delle prescrizioni di cui ad Allegato III di D.Lgs. 152/06.

Autorità competenti inviano a MATTM ogni 3 anni entro 30 Aprile relazione su applicazione emissioni COV.

Articoli 276 e 277 di D.Lgs. 152/06 riguardano controllo di emissioni COV derivanti da deposito di benzina e sua distribuzione dei terminali ad impianti di distribuzione, nonché recupero di COV prodotti durante operazioni di rifornimento di autoveicoli presso impianti distribuzione carburanti.

In caso di impianti termici civili di potenza nominale inferiore a 3 MW ma superiori a 0,035 MW (per quelli di potenza superiore seguire procedure di cui sopra), installatore verifica e dichiara che impianto è:

  1. conforme a caratteristiche tecniche previste in Allegato IX a D.Lgs. 152/06 pubblicato su G.U. 186/10 “pertinente a tipo di combustibile utilizzato ed ulteriori caratteristiche tecniche previste dai piani e programmi di qualità dell’area”;
  2. idoneo a rispettare valori limite di emissione riportati in Allegato IX a D.Lgs. 152/06 pubblicato su G.U. 186/10 o i più restrittivi valori limite previsti da piani e programmi di qualità dell’aria.

Dichiarazione da allegare a dichiarazione di conformità e messa a disposizione da installatore del responsabile di esercizio e di manutenzione impianto entro 30 giorni da conclusione lavori. Nella dichiarazione di conformità da inviare ad Autorità competente, installatore indica elenco delle manutenzioni ordinarie e straordinarie necessarie ad assicurare rispetto dei valori limite, affinché responsabile di esercizio e manutenzione impianto lo inserisca nel “libretto di centrale” (Se responsabile non ancora nominato, documenti trasmessi a soggetto committente che entro 30 giorni da nomina li invia al responsabile esercizio).

Responsabile esercizio e manutenzione in via “libretto di centrale” integrato ad Autorità competente entro 30 giorni da redazione e provvede a controllare valori di emissione di impianti almeno 1 volta all’anno. Valori misurati, data di misurazione, metodi di misure utilizzati, soggetto che ha effettuato la misura allegati a “libretto di centrale”, insieme a documenti o dichiarazioni attestanti “espletamento delle manutenzioni necessarie a garantire rispetto valori limite emissione”. Ai fini del campionamento, analisi, valutazione emissioni di impianti termici applicare metodi previsti in Allegato IX a D.Lgs. 152/06 pubblicato su G.U. 186/10.

A partire da 29/10/2006 installatore verifica rispetto valori limite di emissione e mette a disposizione dati rilevati di responsabile di esercizio e manutenzione che li allega al “libretto di centrale”.

Personale addetto a conduzione impianti termici civili di potenza nominale superiore a 0,232 MW deve avere almeno 18 anni ed essere munito di patentino di abilitazione rilasciato da Autorità regionale che disciplina “opportune modalità di formazione, nonché modalità di compilazione, tenuta, aggiornamento di un registro dei soggetti abilitati”. Previsti 2 gradi di abilitazione: patentino di 1° grado abilita alla conduzione di impianti termici per il cui mantenimento in funzione richiesto “certificato di abilitazione alla condotta di generatori a vapore” (Possesso di tale certificato consente ove previsto da Regione, rilascio patentino senza necessità esame); patentino di 2° grado che abilita alla conduzione degli altri impianti.

Patentino revocato in ogni momento in caso di irregolare conduzione di impianto. A tal fine Autorità competente comunica ad Autorità che ha rilasciato patentino le irregolarità rilevate. Sospensione o revoca del certificato di abilitazione alla condotta generatori di calore non indice sul patentino.

Controlli sul rispetto di valori di emissione di impianti termici effettuati da Autorità competente anche avvalendosi di ISPRA, ARPAM.

Installazione di impianti termici centralizzati imposta da regolamenti edilizi comunali in interventi di ristrutturazione e nuova costruzione se previsti da piani regionali di miglioramento qualità dell’aria.

Ai fini della prevenzione e limitazione di inquinamento atmosferico, D.Lgs. 152/06 disciplina caratteristiche merceologiche utilizzabili in impianti termici, compresi quelli civili di potenza termica inferiore a 0,035 MW, in cui ammesso solo uso dei combustibili indicati in Allegato X a D.Lgs. 152/06 pubblicato su G.U. 88/06 alle condizioni ivi previste (Tali materiali non usati come combustibili se costituiscono rifiuti). Ministero Ambiente fissa, con decreto, previa autorizzazione Commissione Europea, valori limiti massimi per contenuti di zolfo nei combustibili o gasolio più elevati rispetto a quelli indicati in Allegato X qualora a causa di “mutamento improvviso nell’approvvigionamento di petrolio greggio, prodotti petroliferi od altri idrocarburi non sia possibile rispettare tali valori limite”

Impianti con potenza termica nominale superiore a 6 MW (compresi quelli di potenza nominale per singolo focolare superiore a 1,16 MW) debbono essere dotati di rilevatori di temperature “effluente gassoso” ad uscita impianto: analizzatore per misurazione e registrazione in continuo di ossigeno libero e monossido di carbonio; regolazione automatica sul rapporto aria – combustibile. Tali misurazioni non necessarie, nel caso di impianti di combustione per cui nell’autorizzazione ad emissioni in atmosfera prescritto “valore limite di emissione in atmosfera per monossido di carbonio e relativa misurazione in continuo”.

Laboratori chimici di dogana analizzano caratteristiche di olio combustibile pesante, gasolio, gasolio marino prodotti od importati (Esclusi combustibili destinati alla trasformazione prima di combustione finale e combustibili usati ai fini di trasformazione industria raffinazione) ed entro 31 Maggio comunicano esito controlli ad ISPRA, che entro 31 Maggio trasmette a MATTM “relazione circa tenore di zolfo dei combustibili prodotti, importati, utilizzato nell’anno precedente e caso di applicazione delle deroghe”.

MATTM invio entro 30 Giugno a Commissione UE documento elaborato sulla base dei dati forniti da ISPRA

Gestori depositi fiscali di combustibili importati da Paesi Terzi o Paesi UE e gestori impianto di produzione combustibili e inviano entro 31 Marzo ad ISPRA e Ministero Ambiente (Modello riportato in Allegato X a D.Lgs. 152/06 pubblicato su G.U. 88/08) “dati concernenti quantitativi e contenuto di zolfo in tali combustibili prodotti od importati e destinati a commercializzazione su mercato nazionale nel corso anno precedente”.

MATTM istituisce con decreto Commissione “per esame delle proposte di integrazione ed aggiornamento di Allegato X a D.Lgs. 152/06 presentate da Amministrazioni dello Stato e Regioni”.

Non sono sottoposti  a procedura autorizzativa, stabilimenti per cui autorizzazione rinnovata a naturale scadenza o sottoposta a modifiche sostanziali qualora anteriori al 1998 in quanto Autorità competente procede comunque a rinnovo di autorizzazioni ricadenti nella normativa e già esentati da autorizzazione.

Allegati a D.Lgs. 152/06 attinenti ad emissioni in atmosfera modificati con decreto MATTM anche a seguito di modifiche delle “modalità esecutive e caratteristiche di ordine tecnico” determinante della Comunità Europea.

MATTM mette a disposizione del pubblico le domande di autorizzazione, provvedimenti adottati da Autorità competente, risultati attività di controllo, elenchi di attività autorizzate forniti da Autorità competente.

Mancanza di un atto precedente di competenza di Regione impedisce a MATTM subentrato nell’istruttoria di concluderla (Ministero si può avvalere di ISPRA).

Ministero Ambiente istituisce Commissione per raccolta, elaborazione e diffusione tra Autorità competente di dati ed informazioni rilevanti per valutazione migliori tecniche disponibili e rilascio di autorizzazione. Commissione composta di 1 rappresentante MATTM (che la presiede), 1 del Ministero Salute, 1 del Ministero Sviluppo Economico, 5 di Regioni (Nessun compenso o indennità o rimborso spesa dovuto a membri della Commissione).

Sanzioni:

Chiunque inizia ad installare o gestisce stabilimento senza autorizzazione, o continua esercizio con autorizzazione scaduta, decaduta, sospesa o revocata, o sottopone stabilimento a modifiche sostanziali senza autorizzazione: arresto da 2 mesi a 2 anni o multa da 258 a 1.032 €. €

Chiunque sottopone stabilimento o modifiche non sostanziali senza effettuare comunicazione prevista: multa pari a 1.000 €.€

Chiunque nella gestione di stabilimento viola valori limite di emissione o prescrizioni stabilite da autorizzazione o da Allegati I, II, III, V di D.Lgs. 152/06 o da piani e programmi, “o altrimenti imposte da Autorità competenti”: arresto fino ad 1 anno o multa fino a 1.032 €. Se valori limite contenuti in autorizzazione integrata ambientale (AIA) applicate sanzioni previste in questa. Si applica sempre arresto fino ad 1 anno se superamento valori limite determina anche superamento limite qualità dell’aria previsti da normativa vigente.

Chiunque avvia impianto od inizia attività senza comunicarlo a Regione e Comune, o non adotta tutte le misure necessarie ad evitare aumento, anche temporaneo di emissioni: arresto fino a d 1 anno o multa fino a 1.032 €. €

Chiunque non comunica ad Autorità competente dati su emissioni impianto: arresto fino a 6 mesi o multa fino a 1.032 € €

Chiunque viola disposizioni vigenti in materia di controllo delle emissioni COV derivanti da deposito di benzina e distributori di benzina: multa da 15.493 a 154.937 € (In caso di recidiva: sospensione autorizzazione).

Installatore che al momento di installazione o modifica di impianto termico civile, o responsabile manutenzione impianto non redige o redige in modo incompleto atto di conformità, o non lo mette a disposizione del responsabile dell’esercizio nei termini prescritti, o non lo trasmette insieme a dichiarazione di conformità, o soggetto committente che non mette a disposizione del responsabile di esercizio atto ed elenco operazioni dovuti nei termini prescritti: multa da 516 a 2.582 €. €

Installatore e responsabile manutenzione che mantiene in funzione impianto termico civile non conforme: multa da 516 a 2.582 €. €

Se impianto non rispetta valori limite di emissione, responsabile esercizio e manutenzione per impianto non soggetto ad obbligo di verifica valori di emissione, o installatore e responsabile di esercizio se rispetta valori di emissione non verificati o non dichiarato in atto di conformità, o responsabile di esercizio e installatore se rispetto limiti di emissione verificati dichiarato nell’atto di conformità, riportati nel “libretto di centrale”, controlli e manutenzione prescritti, ma superata durata ciclo di vita impianto: multa da 516 a 2.582€.

Responsabile esercizio che non effettua controllo annuale emissioni: multa da 516 a 2.582€.€

Se impianto non rispetta caratteristiche tecniche o valori limite di emissione: obbligo di adeguamento entro termine fissato, altrimenti impianto non utilizzato.

Chiunque conduce impianto termico civile di potenza superiore a 0,232 MW senza essere munito di patentino: multa da 15 a 46 €. €

Chiunque impiega negli impianti combustibili non idonei o utilizzati come combustibili dei rifiuti: arresto fino a 2 anni o multa da 258 a 1.032 € (Nel caso di impianti termici civili di potenza inferiore a 0,035 MW: multa da 200 a 1.000 €. Multa non applicata se da documentazione relativa ad acquisto risulta caratteristiche dei combustibili conformi a quelle di legge)

Se non installati rilevatori di temperatura di effluenti gassosi o per misurare quantità di monossido di carbonio rilasciata, o responsabile della manutenzione non accerta tale mancanza: arresto fino ad 1 anno o multa fino a 1.032 €. €

In caso di inosservanza delle prescrizioni in autorizzazione, in relazione a gravità infrazione applicata:

  1. diffida, con assegnazione termine entro cui eliminare irregolarità;
  2. diffida e contestuale sospensione temporanea autorizzazione relativa ad impianti ed attività per cui accertata violazione, o se manifestano situazioni di pericolo per salute od ambiente;
  3. revoca autorizzazione relativamente ad impianto ed attività per cui accertata violazione in caso di mancato adeguamento impianto a prescrizioni imposte con diffida o reiterate inosservanze di prescrizioni contenute in autorizzazione con situazioni di pericolo o danno per salute od ambiente.