STRUTTURE TURISTICHE ALBERGHIERE ED EXTRA

STRUTTURE TURISTICHE ALBERGHIERE ED EXTRA (Legge 217/83, 284/91, 203/95, 106/14, 124/17, 205/17; D.P.C.M. 13/18; L.R. 9/06; D.G.R. 27/1/07, 17/9/07, 15/10/07, 19/11/07; Reg. Marche 1/3/07) (turism04)

Soggetti interessati:

Imprese individuali, cooperative, consorzi di imprese, Enti ed Associazioni che dispongono di:

  1. strutture ricettive alberghiere, cioè “esercizi organizzati per fornire al pubblico, con gestione unitaria, alloggio, con o senza servizio autonomo di cucina ed altri servizi accessori per soggiorno, compresi eventuali servizi di bar e ristorazione”. Si distinguono in:
  • alberghi o hotel: esercizi ricettivi aperti al pubblico che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente ristorazione, in almeno 7 camere e suite. Consentita presenza di unità abitative munite di cucina o posto-cottura in misura non superiore a 30% di quella complessiva dell’esercizio. Superfici minime delle camere pari a 8 mq. per singola e 14 mq. per doppia + 6 mq. per ogni ulteriore posto letto, escluse le superfici accessorie;
  • “meublè” o “garnì”: alberghi che forniscono alloggio con prima colazione, senza servizio di ristorazione;
  • centro benessere: albergo dotato di impianti ed attrezzature finalizzati a fornire ad ospiti servizi specializzati per benessere fisico e psichico. Escluse case di salute o stabilimenti di cura, dove prevalgono servizi di natura medica ed assistenziale;
  • residenze turistico alberghiere: strutture ricettive aperte al pubblico, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente ristorazione in almeno 7 unità abitative, anche ubicate in immobili diversi da quello principale a distanza inferiore a 50 m. o in una parte separata dello stesso immobile con ingresso indipendente. Strutture dotate di servizio autonomo di cucina o posto cottura (Solo 30% delle unità abitative possono esserne prive). Superfici minime di residenze alberghiere sono pari a 8 mq./1° posto letto e 6 mq./ogni ulteriore letto con un massimo di 4 posti letto in caso di monolocale per solo pernottamento. Se locale dotato di soggiorno + pernottamento, superficie maggiorata di 6 mq.; in caso di bilocale con soggiorno e pernottamento separati superficie maggiorata di 8 mq. (In tali circostanze possibile aggiungere un posto letto su richiesta del cliente, da rimuovere non appena questi parte);
  • alberghi diffusi (comprese residenze d’epoca, esercizi di affittacamere, case ed appartamenti per vacanza, ricettività rurale): strutture ricettive aperte al pubblico, che forniscono alloggio anche in stabili separati, purché ubicati nel centro storico o borgo rurale e distanti non oltre 500 m. da edificio principale, in cui ubicati servizi di ricevimento e portineria ed altri servizi accessori, compreso eventuale servizio ristorazione. Edifici possono essere ammodernati, senza alterare aspetti architettonici originali. Gestione albergo diffuso in mano di unico soggetto giuridico, titolare della autorizzazione, mentre fornitura di servizi diversi da alloggio affidata ad altri soggetti in possesso di autorizzazione per attività svolta, previa stipula convenzione (Responsabilità complessiva di attività di ricezione rimane al gestore alloggi). Offerta servizi nei diversi edifici di albergo diffuso deve garantire: almeno 7 camere od unità abitative; area di ricevimento in edificio principale; locale bar; sala comune di soggiorno in numero adeguato a struttura ricettiva; caratteristiche edilizie architettoniche dei diversi edifici riconducibili a “specifica identità culturale ed ambientale”; presenza di adeguata segnaletica in ogni edificio indicante servizi offerti; personale servizio di portineria e ricevimento funzionante 16-24 ore (di notte addetto disponibile a chiamata) con conoscenza di 2 lingue straniere; cambio biancheria nelle camere od unità abitativa ad ogni cambio di cliente, comunque tutti i giorni; riscaldamento presente in tutti gli edifici; servizio di ristorazione tipico del territorio; servizio di colazione. Superfici minime di edifici componenti albergo diffuso è di 8 mq. per camere ad 1 letto, 12 mq. per camere a 2 letti (Superficie aumentata di 5 mq./ogni letto aggiunto). Ammessa in camera aggiunta di 1 letto surichiesta del cliente, purché superficie camera di 12-15 mq. (Letto aggiunto rimosso alla partenza del cliente). Superfici minime di unità abitative di albergo diffuso pari a 8 mq./1° posto letto e di 5 mq./ogni ulteriore posto letto fino ad un massimo di 4 letti in monolocale adibito a solo pernottamento. Aggiungere 5 mq. se monolocale attrezzato a soggiorno e pernottamento. In caso di bilocale con soggiorno e pernottamento separati, superficie minima aumentata di 7 mq. Se ricettività superiore a 6 camere o 6 unità abitative per edificio occorre applicare norme vigenti su abbattimento barriere architettoniche. Comune può consentire deroga se “dimostrata impossibilità di abbattimento barriere architettoniche ed adeguamento locali per persone diversamente abili in relazione ad elementi strutturali esistenti o per presenza di fabbricati di particolare pregio architettonico” residenze d’epoca,

cioè strutture ricettive:

  • ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico, architettonico, culturale che mantengono inalterate aspetti architettonici originali anche dopo interventi di ammodernamento, restauro;
  • inserite in contesti ambientali di particolare valore storico, culturale, paesaggistico;
  • dotate di mobili di pregio, arredi di epoca, opere d’arte;
  • fornito alloggio in camere ed unità abitative.
  • residenze d’epoca, cioè strutture ricettive ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio architettonico, storico e culturale, che offrono alloggio in camere ed unità abitative

Requisiti dei servizi, dotazioni, impianti, attrezzature sono quelli indicati per alberghi a 3 stelle, con superficie minima di camera ad 1 letto di 8 mq. (14 mq. per camera a 2 letti, 20 mq. per camera a 3 letti).

Calcolo delle superfici effettuato comprendendo spazi aperti sui singoli locali, con esclusione di bagni ed ogni altro ambiente accessorio. Altezza minima utile dei locali è quella fissata nei regolamenti edilizi. Locali bagno delle strutture ricettive alberghiere annessi a singola camera od unità abitativa, forniti di apertura all’esterno o di impianti di aspirazione forzata idonei a consentire ricambio di aria. Locali da bagno in comune, dotati di vano antibagno. Pareti del bagno rivestite fino a 2 m. con materiale impermeabile e lavabile. Strutture ricettive alberghiere possono fornire servizi annessi “funzionalmente collegati a struttura principale”, purché loro gestione coincide con gestione della strutture principale.

Ammesse deroghe nella superficie delle camere in caso di bambini accompagnati di età inferiore a 12 anni (In tal caso non ammesso letto aggiunto).

Strutture ricettive gravate da vincoli di destinazione derivati da incentivi turistici erogati in base a leggi nazionali o regionali possono essere autorizzate da Comune, “se ne riconosce opportunità a fini turistici e nel rispetto delle destinazioni urbanistiche”, a riconvertirsi da tipologia ad un’altra di struttura ricettiva.

Negli edifici destinati ad albergo sottoposti a tutela di Soprintendenza o ad altre forme di tutela ambientale od architettonica ammesse deroghe, concesse da Comune e comunicate a Provincia, ai requisiti strutturali e dimensionali “al fine di salvaguardare la loro integrale conservazione e preservazione” (Dimensioni delle camere comunque non inferiori a quelle indicate sopra)

2) strutture ricettive all’aria aperta, distinte in:

  • villaggi turistici: esercizi aperti al pubblico “attrezzati su aree recintate per sosta e soggiorno, in tende, roulottes, unità abitative ed altri allestimenti minimi per turisti sprovvisti di mezzi autonomi pernottamento”;
  • campeggi: esercizi ricettivi aperti al pubblico, allestiti ed attrezzati su aree recintate per sosta e soggiorno di turisti provvisti di tende, caravan, autocaravan, altri mezzi mobili di pernottamento;
  • campeggio di transito in caso offra servizi a clientela praticante il turismo itinerante con sosta non oltre 48 ore;
  • centro vacanze: campeggio dotato di impianti sportivi e di svago con annessi servizi commerciali e di ristorazione
  • marina resort, cioè esercizi ricettivi  organizzati per la soste a e pernottamento di turisti all’interno di proprie unità da diporto ormeggiate nello spazio di acqua appositamente attrezzato. Giunta Regionale determina requisiti dei Marina Resort entro 28 Febbraio 2018.

Campeggi aperti dopo 20/7/2006 dotati di aree di sosta attrezzata non inferiore a 1.000 mq. dove permesso sostare per non oltre 48 ore.

Nelle strutture ricettive all’aria aperta consentita presenza di piazzole per turisti forniti di mezzi propri di pernottamento tipici del campeggio, nonché di tende, caravan e strutture stabili minime installate a cura del gestore campeggio nel limite massimo del 25% della capacità ricettiva e solo in caso di avvenuto rilascio delle prescritte autorizzazioni edilizie da parte dei Comuni prima del 20/7/2006

Allestimenti mobili per pernottamento (v. caravan, mobil house) riconducibili a qualsiasi titolo nella disponibilità del gestore e collocati a servizio dei clienti nel limite massimo del 60% della capacità ricettiva, non soggetti a permesso di costruzione, ma a denuncia inizio attività, purché conservano “meccanismi di rotazione” e non sussistanocollegamenti permanenti con terreno o con impianti idrici, fognari, del gas.

Nel periodo di chiusura di tali strutture, mezzi di pernottamento dei clienti e relativi accessori possono essere tenuti in custodia, anche nella medesima piazzola, purché non utilizzati.

Regione Marche, con Regolamento regionale n. 2 del 1/3/07, ha fissato criteri per limitare da parte strutture ricettive alberghiere ed all’aria aperta:

  • consumo energetico. Almeno 22% di energia elettrica consumata all’interno di struttura ricettiva deve provenire da fonti di energia rinnovabile, in particolare utilizzata per riscaldamento locali od aree comuni, ottenimento di aria calda per uso sanitario. Finestre dei locali debbono avere livello di isolamento termico ed acustico adeguato a condizioni climatiche ed inquinamento acustico della zona;
  • consumo idrico ed inquinamento. Flusso di acqua da docce e rubinetti non superiore a 12 litri/minuto nelle strutture alberghiere e 10 litri/minuto nelle strutture ricettive ad aria aperta. Acque reflue adeguatamente trattate, anche tramite sistema di trattamento interno a struttura;
  • igiene e sicurezza. Ricambio di asciugamani e lenzuola almeno 1 volta/settimana in strutture ad 1 e 2 stelle (Almeno 2 volte/settimane nelle strutture ricettive di categoria superiore);
  • razionalizzazione raccolta rifiuti. Separare rifiuti secondo modalità di raccolta differenziata attuata da Comune sede di struttura ricettiva e garantirne trasporto verso “sito appropriato più vicino” se tale servizio non reso da Comune;
  • formazione personale dipendente relativamente ad applicazione misure ambientali intraprese Almeno 1 attività di formazione all’anno;
  • informazione agli ospiti su politica ambientale adottata ed azioni realizzate. Informazioni fornite ad arrivo ospite tramite opuscoli messi a disposizione nei locali comuni o nelle camere. Nei bagni e toilette presenti informazioni su risparmio idrico e modalità di smaltimento dei rifiuti.

Raggiungimento standard ambientali previsti da Regolamento regionale attestato da Giunta competente per territorio, su richiesta strutture ricettive, previa verifica rispetto requisiti di cui sopra (A tal fine Comune può chiedere documenti, certificazioni ed altre informazioni utili);

3) centri vacanza per minori: strutture ricettive destinate a bambini di età inferiore a 14 anni, aperti nei periodi  di vacanza, estiva o invernale, finalizzate allo sviluppo sociale e pedagogico del bambino, con personale specializzato e personale medico o garantita, mediante convenzione, assistenza sanitaria per immediato soccorso;

d)centri vacanze per anziani: strutture ricettive destinate a persone anziane, aperte “solitamente nel periodo delle vacanze estive ed invernali, in ambienti salubri particolarmente adatti al riposo e vita sociale”, dotate di personale medico o garantendo, mediante convenzione, assistenza sanitaria per immediato soccorso. Escluse strutture destinate ad assistenza di persone anziane;

4) case religiose di ospitalità gestite da Enti religiosi che offrono ospitalità a pagamento nel rispetto del carattere religioso della struttura (Accettare regole di comportamento e limitazioni di servizio);

5) strutture ricettive rurali (country house) con esclusione di attività agrituristiche: fabbricati siti in zone agricole o borghi rurali individuati da Comuni, trasformati a seguito lavori di ammodernamento che non alterano elementi architettonici originali, in strutture ricettive dotate di camere o appartamenti autonomi tra loro, arredati in modo consono a struttura rurale del fabbricato, dotati di spazi comuni esterni attrezzati per svago e muniti di servizio autonomo di cucina e ristorazione a favore delle persone alloggiate, loro ospiti o quanti usufruiscono di tali strutture in occasione di manifestazioni e convegni. Superficie minima della camera ad 1 letto è di 8 mq., camera a 2 letti è di 12 mq. (5  per ogni letto in più); nel caso di strutture preesistenti superficie minima di 7 mq. per camera ad 1 letto, 11 mq. per camera a 2 letti. Superficie minima per appartamenti con servizio autonomo di cucina è di 26 mq. per dare alloggio a non oltre 4 persone (5 in caso di bambini fino a 12 anni). Superficie minima dei bagni privati fissata in 3 mq. (Secamera senza bagno, almeno 1 bagno comune con accessori adeguati al numero di persone ospitate). Servizi prestati a favore degli ospiti sono i seguenti:

  • sostituzione biancheria ad ogni cambio di cliente ed almeno 2 volte alla settimana;
  • pulizia camera ad ogni cambio del cliente ed almeno 2 volte alla settimana;
  • chiamata di allarme in ogni bagno;
  • in ogni bagno presente biancheria e prodotti igienici da bagno adeguati a numero persone ospitate in camera;
  • riscaldamento su tutto l’esercizio;
  • dotazione delle camere; sedia per letto, illuminazione centrale, piano di appoggio laterale al letto, sgabello o ripiano per bagagli, specchio con presa di corrente per camere senza bagno;
  • linea telefonica esterna ad uso comune;
  • servizio fax;
  • servizio di prima colazione ed eventuale ristorazione in locale apposito “caratterizzato da offerta di prodotti tipici locali”

Tali strutture possono ricadere anche in aree di valore paesistico ed ambientale previste dal PPAR o degli strumenti urbanistici comunali.

Country house continuano ad essere disciplinate da L.R. 3/02. Oneri di urbanizzazione per opere necessarie a realizzazione suddette strutture non sono dovuti

6) residenze d’epoca extra alberghiere sono strutture che offrono alloggi in camere o unità abitative ubicate in  complessi immobiliari di particolare pregio storico, architettonico e culturale, assoggettati ai vincoli dei beni culturali. Attività ricettive rurali e residenze d’epoca extra alberghiere possono offrire alle persone ospitate pasti e bevande, giornali e riviste, materiali per uso fotografico e di registrazione audiovisiva, cartoline e francobolli, attrezzature di carattere ricreativo

7) case per ferie (compresi pensionati universitari, case della giovane, foresterie e simili, comprese quelle di Enti regionali per diritto allo studio): strutture attrezzate per soggiorno temporaneo di persone o gruppi gestite (non in forma di impresa e fuori dai circuiti commerciali) da Enti pubblici, Associazioni o Enti religiosi senza scopo di lucro, per conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, di studio, religioso, sportive (Tali Associazioni esercitano attività ricettiva solo per propri associati), nonché da Enti o imprese per soggiorno dei propri dipendenti o familiari (o, mediante convenzioni, dipendenti o familiari di altre imprese, Associazioni, Enti). Case per ferie dotate di 8  di superficie minima per camera ad 1 letto, 12 mq. per camera a 2 letti (4 mq. per ogni letto in più). Altezza minima locali di 2,40 m. in Comuni sopra 600 m. e 2,70 m. negli altri Comuni. Superficie minima bagni di 3 mq. con almeno lavabo, bidet, vasca o doccia, wc (Se camera priva di bagno, almeno 1 vano wc e locale bagno o doccia ogni 8 posti letto ed 1 lavabo ogni 5 posti letto). Per case per ferie esistenti al 24/9/07 consentito mantenimento di attuali superfici di camere e bagni fino ad eventuale realizzazione di lavori di ristrutturazione o ampliamento, purché non inferiori a 7 mq. per camera ad 1 letto, 11 mq. per camera a 2 letti, 3 mq. per ogni letto aggiunto, 2 mq. per bagno. Consentito surichiesta del cliente aggiunta occasionale e temporanea di letto sovrapposto, purché superficie di camera singola di almeno 8 mq., di camera doppia di almeno 12 mq., con incremento di 4 mq. per ogni letto in più e purché letto aggiunto rimosso a partenza di cliente. Arredamento minimo di camera composto da letto, sedia o sgabello, armadio, cestino rifiuti. Locale comune di soggiorno distinto da zona pranzo, almeno pari a 0,5 mq./posto letto effettivo. Pulizia camera una volta al giorno, idonei dispositivi antincendio ed impianti elettrici conformi, cassetta pronto soccorso, apparecchio telefonico in camera, presenza costante di energia elettrica ed acqua calda (Obbligo riscaldamento locali solo se strutture ricettive aperte anche nel periodo 1 Ottobre – 30 Aprile), cambio biancheria settimanale o ad ogni cambio di cliente, pulizia giornaliera dei locali, mentre servizio biancheria da bagno su richiesta.  In tali strutture ammessa somministrazione di cibi e bevande (Escluse bevande alcoliche di gradazione superiore a 21% vol.) alle persone alloggiate ed alle persone che “utilizzano la struttura in conformità alle finalità sociali cui è destinata”;

8) ostelli per la gioventù: strutture ricettive gestite da Enti ed Associazioni senza scopo di lucro attrezzate per soggiorno e pernottamento di giovani e loro accompagnatori. In tali strutture ammessa somministrazione cibi e bevande a persone alloggiate. Strutture aventi superficie minima di 8  per camera ad 1 letto, 10 mq. per camera a 2 letti, 4 mq. per ogni letto aggiunto (In caso di strutture preesistenti al 24/9/2007: 7 mq. per camere ad 1 letto, 9 mq. per camere a 2 letti, 3 mq. per letto aggiunto) con altezza minima di 2,70 m. (2,40 m. in caso di Comuni oltre 600 m.); superficie minima dei bagni di almeno 3 mq. con dotazione minima di lavabo, bidet, wc, vasca o doccia (In caso di camera senza bagno, dotazioni igienico sanitari comuni in misura di 1 vano wc e locale bagno o doccia ogni 8 posti letto e lavabo ogni 5 posti letto); camera da letto dotata almeno di 1 letto, 1 sedia o sgabello, 1 armadio, 1 cestino per rifiuti; 1 o più sala in comune per superficie globale di almeno 0,8 mq./posto letto (1 mq. se sale comuni coincidono con quelle destinate a consumazione pasti) e 20 mq. globale; impianti elettrici; dispositivi antincendio a norma; servizio di ricevimento clienti assicurato almeno 8 ore su 24; pulizia camera almeno 1 volta al giorno; apparecchio telefonico comune; cassetta di pronto soccorso; fornitura costante di energia elettrica ed acqua calda; riscaldamento dei locali solo se strutture aperte nel periodo 1 Ottobre – 30 Aprile; cambio biancheria ogni settimana e ad ogni cambio di cliente (Fornitura biancheria da bagno su richiesta); in caso eccezionale ammessa sovrapposizione di letto al letto base che deve essere rimosso a partenza del cliente;

9) rifugi alpini: strutture ricettive ubicate in zone montane predisposte per ricovero, ristoro, soccorso alpino. Rifugi custoditi e, nel periodo di chiusura del locale, convenientemente dotato per ricovero di fortuna, sempre aperto ed accessibile dall’esterno;

10) rifugi alpini ed escursionistici: strutture ricettive aperte al pubblico, idonee a fornire ospitalità e decoro ad escursionisti ubicate, anche in prossimità di centri abitati, comunque in luoghi favorevoli ad escursioni. Rifugi dotati di: servizio cucina od attrezzatura di cucina comune, spazio attrezzato per somministrazione e consumo di alimenti e bevande; camere con più posti letto, anche sovrapposti del tipo a castello, con almeno 8 mc./posto letto; altezza minima locali in base a regolamento edilizio di Comune; alloggio riservato per gestore in caso di rifugio custodito; locale di fortuna sempre aperto; servizi igienici proporzionati ad ampiezza di struttura; attrezzatura di pronto soccorso (Cassetta di pronto soccorso, barelle, slitta, corde) in locale separato; servizio almeno settimanale di trasporto a valle presso discariche autorizzate dei rifiuti solidi. Gestori di rifugi devepossedere idonei requisiti sanitari, conoscenza della zona (in particolare di rifugi più vicini, vie di accesso, posti di soccorso più vicini), conoscenza nozioni di pronto soccorso (Comune accerta possesso di tali requisiti tramite certificazione del Corpo soccorso alpino; non necessario in caso gestore rifugio ha qualifica di guida alpina);

l)bivacchi fissi: locali di alta montagna e di difficile accesso, allestiti con attrezzature minime per riparo degli alpinisti. Chiunque intende realizzare bivacco invia domanda al Comune, specificandone caratteristiche. Comune rilascia nulla osta, previo accertamento compatibilità con strumenti urbanistici comunali o, in mancanza, con PPAR.

11) esercizi di affittacamere: strutture ricettive composte da non più di 6 camere per 12 posti letto,  ubicate in 1 o 2 appartamenti ammobiliati nello stesso stabile in cui fornito alloggio. Affittacamere hanno conduzione di tipo familiare e fornire seguenti servizi minimi, compresi nel prezzo della camera: locali conformi a norme per civili abitazioni con superficie minima di 8  per camera ad 1 letto, 12 mq. per camera a 2 letti (5 mq. per ogni letto aggiunto. Per struttura preesistenti al 24/9/2007: 7 mq. per camere ad 1 letto, 11 mq. per camere a 2 letti); superficie minima dei bagni previsti di 3 mq. dotati di lavabo, bidet, wc, vasca o doccia (se camera sprovvista di bagno, almeno 1 bagno completo ogni 3 camere); camera dotata almeno di letto, comodino con lampada, tavola, sedia per persona, armadio, specchio con presa di corrente, cestino di rifiuti; fornitura costante di energia elettrica ed acqua calda; riscaldamento locali solo in caso aperturanel periodo 1 Ottobre – 30 Aprile. Esclusa somministrazione alle persone alloggiate di alimenti e bevande. In deroga imprese individuali, imprese familiari o società di persone iscritte a Camera di Commercio possono fornire servizio di 1° colazione, purché in locali in possesso dei requisiti igienico sanitari prescritti.

12) bed and breakfast: offerta di servizio di alloggio e prima colazione in abitazioni familiari. Locali dotati di requisiti igienico sanitari previsti per abitazione. Altezza minima interna è quella fissata da regolamenti edilizi; superficie minima camere pari a 7  in caso di 1 letto; 11 mq. per 2 letti + 4 mq. per ogni letto aggiunto. Accesso a camere indipendente da altri locali (Ammesse deroghe in caso di edifici di epoca, di particolare pregio storico ed architettonico). Camera dotata di letto, armadio (commisurato a numero posti letto), specchio, presa di corrente, comodino, sedia, cestino rifiuti, fornitura di energia elettrica, acqua calda, riscaldamento, servizio igienico ogni 6 posti letto se camera priva di bagno (bagno dotato di water, bidet, lavabo, vasca o doccia, specchio, biancheria, presa di corrente, chiamata di allarme) Attività esercitata in non più di 3 camere con massimo di 6 posti letto della casa usata e servizi assicurati ad ogni ospite per non oltre 30 giorni consecutivi “avvalendosi normale organizzazione familiare”. Usati per prima colazione almeno per 70% prodotti tipici della zona confezionati direttamente o acquistati da aziende e cooperative agricole della Regione. Tale servizio assicurato mediante uso cucina domestica, garantendo che preparazione, conservazione, somministrazione dei prodotti alimentari effettuata in modo igienico. Uso a bed and breakfast non costituisce cambio di destinazione d’uso di immobile a fini urbanistici, ma comporta per proprietario o detentore obbligo di residenza in questo o in edificio ubicato ad non oltre 200 m. di distanza durante periodo di attività. Attività di bed and breakfast non costituisce attività di impresa;

13) condhotel, cioè esercizi alberghieri aperti al pubblico, a gestione unitaria, composti da una o più unità immobiliari (o da parte di queste) ubicati nello stesso Comune, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in unità abitative a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina. Condhotel in base a P.C.M. 13/18 deve possedere seguenti requisiti:

1)                   presenza di almeno 7 camere, al netto delle unità abitative ad uso residenziale, ubicate in 1 o più unità immobiliari a distanza non superiore a 200 m. dall’edificio sede di accoglienza;

2)                   superficie netta delle unità abitative ad uso residenziale inferiore a 40% della superficie netta destinata alle camere;

3)                   presenza di una portineria unica a favore sia degli ospiti dell’esercizio alberghiero, sia dei proprietari delle unità residenziali, mentre è possibile disporre di un ingresso separato ad uso esclusivo di dipendenti e fornitori;

4)                   gestione integrata dei servizi alle camere, suites, unità abitative arredate a fini della ricettività ed unità residenziali. Atto di compravendita o di trasferimento di proprietà (a titolo gratuito od oneroso) dell’unità abitativa residenziale in condhotel va trascritto nei registri immobiliari e deve contenere: descrizione dettagliata dell’immobile oggetto di compravendita (compresa sua ubicazione all’interno di condhotel) e dell’intera struttura del condhotel; condizioni di godimento dei servizi e modalità d’uso di eventuali strutture comuni; durata dei servizi (almeno 10 anni dall’avvio dell’attività di condhotel); tutti i costi connessi alla proprietà dell’unità abitativa residenziale (distinti tra: spese obbligatorie, quali imposte e tasse; spese amministrative, quali gestione, riparazione, manutenzione delle parti comuni di condhotel); possibilità, se un’unità abitativa residenziale non viene utilizzata dal proprietario, di essere adibita, con consenso di questo, ad impiego alberghiero; modalità di utilizzo delle singole unità abitative qualora cessi l’attività di gestore unico. In caso di interruzione, “a qualunque titolo intervenuta”, dell’erogazione dei servizi comuni, il proprietario della struttura alberghiera si impegna contrattualmente a subentrare negli obblighi a carico del gestore del condhotel, o, se questo è impossibile, ad indennizzare il proprietario dell’unità abitativa residenziale;

5)                   eventuali interventi di riqualificazione (cioè interventi di restauro e risanamento conservativo, o di ristrutturazione edilizia), ammessi se consentono all’esercizio alberghiero di acquisire almeno 3 stelle (Nessun vincolo per esercizi già classificati con 4 o più stelle);

6)                   rispettata la normativa vigente in materia di agibilità per le unità abitative residenziali

Regione con propri provvedimenti, da adottare entro il 5/3/2019, disciplinano i criteri per l’avvio e l’esercizio delle attività di condhotel, fermo restando che i servizi debbono essere erogati per almeno 10 anni dall’avvio del condhotel, salvo cause di forza maggiore indipendenti dalla volontà dell’esercente (Non rispetto di tale vincolo determina un mutamento non consentito della destinazione d’uso dell’immobile). Regione può altresì prevedere appositi strumenti di pianificazione per realizzare condhotel, in modo da assicurare, di intesa con Comune interessato, un’adeguata proporzione tra le unità abitative ad uso residenziale presenti in condhotel e la ricettività alberghiera

Gestore unico si impegna a:

1)                   garantire ai proprietari delle unità abitative residenziali, oltre alla prestazione dei servizi di cui sopra, quanto stabilito nel contratto, mentre proprietari delle suddette unità abitative si impegnano a rispettare le modalità di conduzione del condhotel (v. omogeneità estetica dell’immobile in caso di interventi edilizi) definite nel contratto

2)                   identificare gli ospiti delle unità abitative residenziali, comunicando alla Questura competente le generalità delle persone alloggiate a fini del rilevamento delle presenze turistiche e dei controlli sull’esercizio della struttura

Ai fini della rimozione del vincolo di destinazione alberghiera, in caso di interventi edilizi sull’esercizio per la realizzazione di quote abitative ad uso residenziale, Regione può, se necessaria una variante urbanistica, prevedere modalità semplificate per approvazione di tale variante da parte del Comune. Se variante invece non necessaria, Comune può concedere il cambio di destinazione d’uso degli edifici destinati all’esercizio alberghiero a civile abitazione, con possibilità di loro frazionamento ed alienazione (anche per singola unità abitativa), previo pagamento dei relativi oneri di urbanizzazione e purché sia mantenuta la gestione unitaria di condhotel. Vincolo di destinazione rimosso su richiesta del proprietario della struttura alberghiera in cui si esercita condhotel, (comunque non oltre il limite del 40% della superficie netta destinata ad unità abitativa residenziale), previa restituzione di eventuali contributi ed agevolazioni percepite, se svincolo avviene prima della scadenza del finanziamento agevolato

14) case ed appartamenti per vacanze: unità abitative (Almeno 3) “gestite in modo unitario, organizzato, non occasionale”, dotate di:

  • monolocali aventi superficie inferiore a 28 mq. per massimo 4 posti letto o camere ubicate in unità abitative composte di più vani aventi superficie minima di 9 mq. se ad 1 letto, 12 mq. se a 2 letti, 6 mq. per ogni letto aggiunto;
  • locale di soggiorno in unità abitative composte da più vani senza posto letto, aventi superficie minima di 10 mq. per soggiorno di 2 persone, 12 mq. per soggiorno di 3 o più persone. In caso di posti letto posizionati nel soggiorno, superficie minima portata a 14 mq. nel caso di soggiorno fino a 3 persone ed a 12 mq. + 4 mq,/letto aggiunto (Fino ad un massimo di 4 letti) nel caso di soggiorno di 4 o più persone. Superfici minime calcolate al netto della superficie dei bagni;
  • locali di pernottamento di letti e coperte pari a numero persone ospitate, armadio, cassetto, grucce, comodini, illuminazione, lampade, tavole con sedie pari al numero posti letto;
  • locali di preparazione dei cibi dotati di cucina con 2 fornelli, frigorifero, lavello con scolapiatti, stoviglie per persona ospitata (2 coltelli, 2 forchette, 2 cucchiai, 2 piatti piani, 1 piatto fondo, 2 bicchieri, 1 tazze, 1 bicchiere);
  • ogni unità abitativa dotata di batteria di cucina, 2 coltelli, 1 spremiagrumi, 1 cavatappi, 1 caffettiera, 1 zuccheriera, 1 scolapasta, 1 mestolo, 1 insalatiera, 1 grattugia, 1 bricco per latte 1 pattumiera con sacchetti di plastica;
  • bagno avente superficie minima di 3 mq. dotato di lavabo, bidet, wc, vasca o doccia, biancheria e prodotti igienici da bagno adeguati a numero persone ospitate;
  • servizio di ricevimento e recapito;
  • corrente elettrica ed acqua calda costante, riscaldamento solo se apertura nel periodo 1 Ottobre – 30 Aprile;
  • pulizia unità abitativa ad ogni cambio di cliente;
  • assistenza per urgenti interventi di manutenzione ordinaria di unità abitativa;
  • fornitura biancheria a richiesta.

In caso di gestione da 6 a 10 unità abitative, in almeno 1 di queste garantito accesso a portatore di handicap (2 accessi da 11 a 20 unità abitative; 3 accessi se oltre 20 unità).

Esclusa somministrazione di cibi e bevande di altri servizi centralizzati. Utilizzo di tali locali a fini turistici non comporta cambio di destinazione d’uso a fini urbanistici;

15) appartamenti ammobiliati ad uso turistico: locazione di case, appartamenti, ville, casali ad uso turistico per periodi non superiori a 6 mesi/anno (Non oltre 3 mesi a stesso soggetto). Concessionari debbono comunicare a Comune periodo di svolgimento attività, requisiti degli alloggi ed arredi (Comune può procedere a loro verifica);

16) uso occasionale di immobili a fini ricettivi: consentito per periodi, anche non continuativi,inferiori a 90 giorni/anno, previo nulla osta del Comune, rilasciato dopo aver accertato finalità sociali, culturali, assistenziali, di studio o religioso o sportivo dell’iniziativa e presenza requisiti igienico sanitari e di sicurezza dell’immobile in funzione a numero utenti e tipo di attività;

17) parchi a tema: aree attrezzate per periodo non inferiore 120 giorni/anno (Trascorso tale periodo di apertura almeno 80% attrazioni deve rimanere nell’area del parco), aventi finalità turistiche, culturali, ludiche, ricreative;

18) stabilimenti balneari: strutture attrezzate per le balneazioni con ombrelloni, sedie, sdraio, lettini in genere, posti su aree di concessione demaniale. Stabilimenti balneari muniti eventualmente di attrezzature fisse di facile rimozione (v. spogliatoi, cabine, capanne, chioschi) o di impianti ed attrezzature per somministrazione di alimenti e bevande o per attività sportive e ricreative, purché in possesso delle relative autorizzazioni;

19) turismo nautico: strutture attrezzate per ormeggio o sosta di imbarcazioni da diporto stazionanti per periodi fissi od in transito (v. Porti turistici, approdi turistici, punti di ormeggio), che forniscono servizi di ormeggio, manutenzione, rimessaggio ed altri servizi complementari ad imbarcazioni da diporto e loro equipaggi;

20) turismo in mare a finalità ittica sono quelle attività finalizzate alla cattura di sgombro, palamita, orata, pagello, occhiata effettuata esclusivamente da unità ferma, mediante impiego di canne da pesca da parte di turisti, singoli od in gruppo, su imbarcazioni da diporto di proprietà o in gestione ad impresa che effettua trasporto in mare a fini escursionistici o ricreativi;

21) attività di cabotaggio turistico e noleggio nautico: attività che forniscono a turisti, singoli o di gruppo, viaggi di durata predeterminata con itinerario libero o fissato su imbarcazioni o navi da traffico o da diporto di proprietà o in gestione all’impresa, completamente attrezzato, con o senza equipaggio;

22) attività turistiche gestite in forma di impresa: quelle che per fini prevalentemente turistici trasportano passeggeri con mezzi (anche a noleggio) o gestiscono strutture ad indirizzo sportivo – ricreativo – escursionistico ad alta valenza turistica o strutture per convegni e congressi, o forniscono servizi dedicati valorizzando le eccellenze del territorio regionale mediante iniziative di promozione e commercializzazione di prodotti turistici locali

Calcolo delle superfici eseguito comprendendo spazi aperti nei singoli locali (Escluse superfici di bagni e di “ogni altro ambiente accessorio”). Altezza minima interna dei locali è quella stabilita da regolamenti edilizi. Locali bagno annessi a singole camere o unità abitative di strutture ricettive debbono avere apertura all’esterno o dotati di “impianti di aspirazione forzata idonei o consentire ricambio di aria”. Locali bagno di uso comune dotati di vano antibagno ed impianto di ventilazione naturale o forzata, con pareti rivestite fino a 2 m. di altezza con materiale impermeabile e lavabile. Nella camera consentito in deroga ai limiti di superfici di cui sopra, sistemare bambini di età inferiore a 12 anni se accompagnati. Locali riconosciuti idonei in deroga anche se presentano altezze inferiori a quelle stabilite da norme urbanistiche ed igienico sanitarie, purché almeno di 2,30 m. Ammessi interventi di eliminazione barriere architettoniche se ricettività superiore a 6 camere (Comune può derogare se “dimostrata impossibilità tecnica di abbattimento barriere ed adeguamento dei locali per accoglienza persone con disabilità fisica in relazione ad elementi strutturali od impiantistici o per presenza di fabbricati di particolare pregio architettonico”).

Giunta Regionale può definire ulteriori tipologie di attività turistiche, nonché requisiti tecnici e strutturali minimi che debbono avere tali attività, comprese modalità di rilascio della concessione demaniale marittima da parte dei Comuni.

 

Iter procedurale:

Regione promuove, tramite istituzione marchio di qualità, riqualificazione del patrimonio ricettivo.

Legge 106/14 stabilito che avvio ed esercizio di strutture turistico ricettive decorre da invio al Comune, tramite Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP), dove ricade strutture ed immobili da destinare a tale attività, Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), contenente:

  • generalità o denominazione titolare o gestore attività ed ubicazione struttura;
  • denominazione ed ubicazione della struttura ricettiva;
  • numero camere o appartamenti destinati ad ospiti, specificando ricettività complessiva e servizi igienici offerti, prezzi massimi da applicare per ogni servizio o prestazione;
  • periodo di esercizio attività annuale o stagionale (comunque non inferiore a 3 mesi consecutivi nell’anno). Strutture ricettive all’aria aperta possono esercitare attività durante intero anno o per stagione estiva ed invernale (Ammessa chiusura temporanea per un periodo massimo di 3 mesi/anno a scelta dell’operatore);
  • possesso dei requisiti previsti da normativa in materia di pubblica sicurezza, iscrizione nel registro delle imprese, notifica sanitaria prevista per somministrazione di pasti e bevande, requisiti di accesso ed esercizio di attività commerciali;
  • nel caso di rifugi alpini: altezza località e vie di accesso, tipo di costruzione con allegato prospetto esterno, planimetria, sezioni, relazione descrittiva del fabbricato.

Nelle strutture ricettive alberghiere la messa a disposizione ad uso esclusivo di ospiti e con “funzione meramente accessoria e complementare rispetto ad attività principali di saune, bagni turchi, bagni a vapore, vasche con idromassaggio e simili” non necessita di SCIA, ma della presenza di soggetti con qualifica di estetista (fatto salvo possesso dei requisiti igienico sanitari dei locali). Titolare o gestore della struttura ricettiva deve fornire al cliente necessarie informazioni su modalità corretta fruizione delle suddette attrezzature, comprese eventuali controindicazioni o precauzioni a loro utilizzo, nonché presenza personale di sorveglianza anche mediante esposizione di cartelli nei locali dove collocate le attrezzature

Per attività di bed and breakfast, “esercitata con carattere saltuario o per periodi ricorrenti stagionali”, è sufficiente comunicare a Comune periodo in cui attività non esercitata.

Comune deve:

  • verificare esistenza dei seguenti requisiti per attività ricettive:

a)rilievo planimetrico della struttura ricettiva;

b)autorizzazione sanitaria in caso di somministrazione di cibi e bevande;

c)provvedimenti di classificazione provvisorio rilasciato da Provincia;

d)nominativo del responsabile od addetto alla sorveglianza;

e)copia di assicurazione contro rischi derivanti da responsabilità civile verso clienti commisurata a capacità ricettiva della struttura;

f)requisiti strutturali dei locali, soprattutto dal punto di vista igienico e sanitario, previsti da regolamenti comunali;

g)iscrizione responsabile della struttura ricettiva al registro delle imprese di Camera di Commercio;

h)rispetto norme di edilizia urbanistica, tutela della natura, ordine pubblico e pubblica sicurezza;

  • ammettere interventi in deroga a strumenti urbanistici, finalizzati al superamento di barriere architettoniche, rispetto norme di sicurezza ed igienico e sanitarie, risparmio energetico, utilizzo fonti di energia rinnovabile, raggiungimento standard innovativi ambientali, ottenimento livello di classificazione superiore, purché “resti ferma la dotazione minima per spazi pubblici o riservati ad attività collettive, verde pubblico, parcheggio “e rispettate norme in materia sismica”. Deroghe ammesse 1 sola volta se ricomprese nei piani di recupero dei Comuni (Piani particolareggiati nel caso di Comuni costieri), per i quali non necessario parere Provincia. Ampliamenti volumetrici mai superiori a 20% volumi preesistenti e non consentiti nelle zone omogenee A del Comune. Strutture oggetto di deroga vincolate alla destinazione di uso turistico ricettivo per 20 anni da data ultimazione lavori, mediante trascrizione atto di vincolo da trasmettere a Comune; ·         consentire eventuali attività accessorie (v. somministrazione di pasti e bevande, fornitura di giornali, riviste, materiale per uso fotografico o di registrazione audiovisiva, cartoline e francobolli, installazione di attrezzature e strutture a carattere ricreativo) a favore delle persone alloggiate, o delle persone ospitate in occasione di manifestazioni o convegni (Attività accessorie affidate in gestione a terzi in possesso dei requisiti prescritti e nel rispetto delle vigenti normative in materia di sicurezza, igiene, sanità);
  • nel caso di bed and breakfast eseguire sopralluogo per accertare idoneità struttura e sua iscrizione in appositi Elenchi, dandone comunicazione a Provincia e Regione;
  • inviare entro 15 giorni, per via telematica, alla Regione “comunicazione relativa a SCIA pervenute con indicazione delle attrezzature, servizi e prezzi praticati, nonché comunicazione relativa a sospensioni e cessazioni, cambi di titolarità, di gestione e di denominazione delle strutture ricettive;
  • comunicare alla Regione entro il 31 Gennaio l’Elenco aggiornato delle strutture ricettive in attività.

Ogni variazione di denominazione della struttura ricettiva degli elementi contenuti nella SCIA segnalata al Comune entro 10 giorni dal verificarsi per: evitare omonimie tra gli esercizi ed “incertezze sulla natura e sulla classificazione degli stessi”; riscontrare la permanenza dei requisiti da parte della struttura.

Strutture ricettive realizzate con incentivi regionali o nazionali sono gravate dal vincolo di destinazione, e possono essere riconvertite in un’altra tipologia di ricettività turistica, solo se il Comune ne riconosca l’opportunità e nel rispetto del vincolo di destinazione della struttura urbanistica dell’area.

Autorizzazione va rinnovata ogni anno, mediante vidimazione dell’originale.

LR 9/06, come modificata dalla LR 8/19 istituisce, presso il Servizio regionale turismo, il Registro delle strutture extra alberghiere e delle altre strutture, a cui riconoscere il contrassegno identificativo. Giunta Regionale definisce: modalità per la costituzione e tenuta del Registro; caratteristiche e modalità di utilizzo del contrassegno.

Titolari e gestori di country-house, case ed appartamenti per vacanze, compresi Enti ed Associazioni senza scopo di lucro che gestiscono case per ferie, ostelli per la gioventù ….chiedono l’iscrizione al Registro Esercizi Comunale (REC).

Obblighi del titolare o gestore dell’attività ricettiva sono quelli di:

  1. avviare l’attività entro 180 giorni dalla data di rilascio dell’autorizzazione;
  2. comunicare al Comune la chiusura straordinaria della struttura ricettiva avente un’apertura annuale o stagionale, per un periodo non superiore a 12 mesi(Prorogabile per altri 12 mesi) in caso di ristrutturazione ed ammodernamento di questa. Periodi di chiusura superiore a 8 giornicomunicati a Comune e guida specializzata, nonché riportati su insegna della struttura ricettiva;
  3. garantire nella struttura ricettiva all’aria aperta durante periodo di apertura, sorveglianza continua tramite persona addetta;
  4. comunicare a Comune dove esercitata attività (Titolare degli stabilimenti balneari anche ad Autorità marittima competente per territorio)entro 1 Marzo, in forma telematica o cartacea, i prezzi massimi che si intendono applicare a partire da 1 Giugno ed entro 1 Ottobre prezzi decorrenti da 1 Gennaio. Nel caso di nuova struttura prezzi comunicati entro 30 giorni da apertura. Mancata od incompleta comunicazione prezzi comporta applicazione ultimi prezzi denunciati. Se regolarizzazione prezzi entro 30 giorni da scadenza termini, consentita applicazione nuovi prezzi, fermo restando applicazione sanzione. Operatori non possono praticare prezzi superiori a quelli comunicati. Comuni comunicano prezzi applicati da strutture ricettive a Regione, ai fini della promozione regionale di settore (Promozione solo di strutture ricettive che hanno comunicato prezzi) e di “fornire ad utenti informazioni su prezzi e servizi delle strutture ricettive”;
  5. esporre in modo visibile al pubblico nel locale di ricevimento degli ospiti: segno distintivo comprendente tipologia e classificazione posseduta; tabella o cartellino prezzi praticati (coincidenti con quelli comunicati a Comune); autorizzazione ad esercizio attività; copia provvedimento di classificazione; consistenza ricettiva della struttura e camere dove è possibile collocare letto aggiunto; planimetria della struttura ricettiva, evidenziando numero delle unità abitative e delle piazzole di sosta; periodo di apertura; nome del responsabile della struttura ricettiva; regolamento di organizzazione del complesso ricettivo; cartina geografica della zona; recapito di guardia medica e numero di chiamata del pronto soccorso; indirizzi utili per farmacia, ufficio postale ed altri servizi pubblici presenti in zona; modalità di inoltro reclami;
  6. esporre in ogni unità abitativa tabella contenente: prezzi praticati; denominazione e classificazione della struttura ricettiva; ora in cui deve essere lasciata libera unità abitativa; percorso di emergenza in caso di incendio (Elemento da non indicare in caso di unità abitativa con accesso autonomo dall’esterno o poste al piano terra)
  7. non dare alloggio a persone sprovviste di carta di identità o altro documento idoneo ad attestare idoneità e provvedere a far sottoscrivere scheda di dichiarazione delle generalità da parte del cliente o componente nucleo familiare o capogruppo. Schede conservate per almeno 1 annoa disposizione Organi polizia;
  8. denunciare ad Autorità pubblica sicurezza entro 24 ore da arrivopersone alloggiate (v. scheda “turism24”)
  9. comunicare ogni settimana ad Osservatorio regionale del turismo arrivi e presenze turistiche nella struttura ricettiva (In caso di appartamento ammobiliato entro 7 giorni da inizio locazione, o nel caso di bed and breakfast entro i primi 5 giorni del mese successivo);
  10. tenere registro di presenze in cui annotare arrivo, partenze e documento identificazione delle persone alloggiate;
  11. stipulare assicurazione per rischi derivanti da responsabilità civile verso clienti commisurata a capacità ricettiva;
  12. rispettare vincolo di destinazione della struttura. Ammessa possibilità di riconvertire struttura ricettiva da una tipologia all’altra tra quelle riconosciute da R. 9/06, purché Comune “ne riconosca opportunità a fini turistici e nel rispetto delle specifiche destinazioni urbanistiche”;
  13. Legge 205/17 ad art. 1 comma 1122consente ad attività turistico alberghiere con  oltre 25 posti letto esistenti al 26/04/1994 ed in possesso dei requisiti  per l’ammissione al piano di completare l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi entro 30/06/2019, previo invio entro 08/12/2018, al Comando  provinciale Vigili del Fuoco di SCIA parziale, attestante il rispetto di almeno 4 delle seguenti prescrizioni: resistenza al fuoco delle strutture, reazioni al fuoco dei materiali; compartimentazioni; corridoi; scale; ascensori e montacarichi; impianti idrici antincendio; vie di uscita ad uso esclusivo e/o promiscuo (esclusi punti dove prevista la reazione al fuoco dei materiali); locali adibiti a deposito
  14. praticare secondo quanto previsto da Legge 124/17“alla clientela finale, con qualsiasi modalità e strumento, prezzi, termini ed ogni altra condizione migliorativa rispetto a quelle applicate da stessa impresa tramite soggetti terzi”. Qualunque  patto o contratto contrario a tale disposizione è da considerarsi nullo.

Clienti, a cui applicati prezzi superiori a quelli indicati in tabella o cartellini prezzi, o che riscontrano carenza nella gestione del servizio, possono inviare reclamo documentato a Comune (Regione nel caso di strutture alberghiere ed alla aria aperta) entro 30 giorni. Comune/Regione informa del reclamo titolare e gestore della struttura, assegnando 30 giorni per presentare osservazioni. Se reclamo risulta fondato, Comune/Regione, nei successivi 30 giorni, applica sanzione amministrativa, o procede a revisione classificazione struttura ricettiva, o impone a struttura ricettiva di rimborsare a cliente importo pagato in eccedenza entro 15 giorni comunicando a Comune/Regione estremi di avvenuto pagamento. Comune/Regione è tenuto ad informare cliente circa esito del suo reclamo. Clienti o titolari e gestori struttura ricettiva possono adire a Commissioni arbitrali, istituite presso Camere di Commercio, od avvalersi di Associazioni dei consumatori o di categoria.

Comune:

  • invia entro 31 Gennaio a Regione elenco delle autorizzazioni rilasciate, revocate, sospese, diffide comminate, attività cessate, nonché cambio di titolarità di gestione e di denominazione della struttura
  • comunica a Regione entro 31 Ottobre ed entro 31 Marzo informazioni su prezzi applicati in base alle caratteristiche delle strutture ricettive

Comune esercita funzioni di vigilanza e controllo su strutture ricettive, mentre Regione ha il compito di controllare classificazione delle strutture e marchio di qualità. Comune e Provincia in caso di accertamento di inadempienze provvede, previa diffida, a comminare sanzioni.

 

Sanzioni:

Qualora a seguito di controlli, attrezzature ed impianti non risultano “in buone condizioni di funzionamento e manutenzione” o arredi con qualità inferiore a classificazione, Provincia, previa diffida ad interessato a ripristinare efficienza e decoro della struttura in congruo periodo di tempo, procede a declassificazione azienda (in caso di gravi deficienze al livello più basso). Se nessun adeguamento intervenuto, Comune procede a far cessare attività.

Venire meno rispondenza dei locali a norme vigenti in materia urbanistica, edilizia, igienico e sanitaria od uno dei requisiti obbligatori relativi al livello minimo di classificazione, Comune, previa diffida, provvede a: sospensione attività da 1 a 6 mesi per strutture alberghiere ed all’aria aperta (da 5 a 30 giorni per strutture extralberghiere).

Se viene meno uno dei requisiti soggettivi previsti per titolare o gestore, o se questi non ottemperato a prescrizioni imposte con provvedimento di sospensione nei termini fissati, o non attivato esercizio entro 180 giorni da presentazione SCIA (salvo proroga in caso di comprovata necessità) o attività stagionali non abbiano durata di almeno 3 mesi consecutivi, Comune sanziona: cessazione attività.

Gestore che non espone indicazioni al pubblico, o non comunica arrivi e partenze dei clienti, o non fornisce a Provincia informazioni richieste, o non consente accertamenti per classificazione: multa da 300 a 600 €. €

Titolare o gestore di struttura ricettiva che attribuisce a proprio esercizio dotazioni, caratteristiche, classificazioni diverse da quelle consentite, o consente sosta oltre limite fissato: multa da 500 a 1.500 €. €

Titolare o gestore che non osserva periodi apertura, o viola disposizioni in materia di uso occasionale di immobili a fini turistici: multa da 250 a 1.500 €. €

Concessione di soggiorno ad un numero di persone superiore a quello indicato in SCIA per strutture ricettive all’aria aperta: multa da 10 a 30 €/persona in più ospitata (Da 150 a 450 €/persona in caso di struttura ricettiva alberghiera).

Chiunque faccia funzionare struttura ricettiva extralberghiera (country house, residenze d’epoca, case per ferie, ostelli per gioventù, case religiose di ospitalità, centri vacanza per minori ed anziani, rifugi alpini, esercizi di affittacamere, case ed appartamenti per vacanza), nonché parchi a tema, stabilimenti balneari, strutture per turismo nautico senza aver presentato SCIA: multa da 1.000 a 5.000 € + chiusura attività. In caso di superamento di capacità ricettiva consentita: multa da 250 a 500 €.€

Soggetti responsabili di strutture ricettive turistico alberghiere che non presentano domanda di ammissione al piano straordinario di adeguamento antincendio, o non vengono ammessi al piano: divieto di prosecuzione attività + obbligo rimozione di eventuali effetti dannosi prodotti

Chiunque da in locazione appartamenti senza fornirne comunicazione: multa da 150 a 300 €.€

Chiunque esercita attività di bed and breakfast senza inviare comunicazione: multa da 100 a 300 €. €

Chiunque esercita attività di bed and breakfast in mancanza dei requisiti prescritti: multa da 150 a 500 €. €

Titolari o gestori di strutture ricettive che forniscono alimenti o bevande o servizi accessori a favore di persone non autorizzate: multa da 500 a 3.000 €. €

Mancata comunicazione dei prezzi nei termini previsti: multa da 250 a 750 €. Omessa esposizione di tabella e cartellini prezzi, o esposizione prezzi differenti da quelli comunicati a Comune: multa da 350 a 1.050 €. Applicazione di prezzi superiori a quelli comunicati: multa da 750 a 2.250 €. €

Mancata comunicazione a Comune della presenza di ospiti a fini statistici: multa da 150 a 300 €. €

Violazione di altre norme in materia di ricettività turistica: multa da 150 a 300 €. €

In caso di recidiva: sanzioni raddoppiate + sospensione attività per non oltre 60 giorni (Per casi particolarmente gravi, divieto a proseguire attività).

Titolare e gestore della struttura ricettiva rispondono in solido delle sanzioni applicate

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