RETE ESCURSIONISTA MARCHE

RETE ESCURSIONISTICA MARCHE (L.R. 2/10; D.G.R.M. 1/8/11, 27/6/12, 23/10/12)   (turism39)

Soggetti interessati:

Regione, soggetti interessati a svolgere attività escursionistica, cioè “attività turistica ricreativa sportiva prevalentemente al di fuori dei centri urbani, nella visita od esplorazione di ambiente naturali, anche antropizzati, senza ausilio di mezzi a motore”!

Iter procedurale:

L.R. 2/10 istituisce “Rete escursionistica Marche” (RESM), costituita da “un insieme di strade carrarecce, mulattiere, tratturi, piste ciclabili riportati sulle carte di Istituto geografico militare o su cartografia regionale e comunale, o comunque esistenti con evidenza nel territorio, piste, strade vicinali, interpoderali e comunali ubicate prevalentemente fuori da centri urbani”.

Giunta Regionale nell’ambito della viabilità inserita nella RESM può individuare quella di interesse pubblico in base a “funzioni e valori sociali, culturali, ambientali, paesaggistici, didattici e di tutela del territorio insiti in questa e riconosciuti nelle attività ad essa pertinenti e correlate”.

La RESM è considerata risorsa essenziale del territorio regionale, inserita nel sistema cartografico informativo regionale. Strumenti di pianificazione territoriale regionale e provinciale e quelli urbanistici comunali recepiscono sistemi dei percorsi escursionistici individuati da RESM.

Giunta Regionale elabora schema dei percorsi (escursionisti, ciclabili, ippici) facenti parte di rete regionale e definisce con D.G.R.M. 1108 del 1/8/2011 il processo di pianificazione della RESM che punta a:

1)       assicurare raccordo con pianificazione avviata nel settore a livello internazionale e nelle Regioni limitrofe;

2)       favorire modello di fruizione del territorio in termini ecologici, sociali, economici;

3)       ridurre carico turistico delle aree naturalistiche più fragili;

4)       incentivare sviluppo attività turistiche, favorendo positive ricadute su economia locale, specie quella montana;

5)       promuovere integrazione con sistema dei trasporti pubblici locali e rete di ospitalità diffusa;

6)       favorire riciclo di infrastrutture esistenti recuperando quelle incompiute od abbandonate (v. rete ex ferrovie, strade campestri, argini dei fiumi, antichi sentieri);

7)       garantire possibilità di fruizione e scoperta dei valori ed aree interessanti delle Marche attraverso “servizio natura” e “sentieri storici” di tipo autoguidato;

8)       rispondere ad esigenze di fruizione territoriale anche da parte persone diversamente abili attraverso realizzazione “Percorsi per tutti”.

Pianificazione di RESM comprende:

1)       realizzazione del catasto regionale dei sentieri a cura della Provincia e della Regione (per raccolta di sintesi finali). A tal fine Province ed Aree protette provvedono a:

·         suddividere delle zone in ambiti omogenei denominati aree (zone corrispondenti a territorio di Provincia o Parco nazionale è molto vasta e quindi suddivisa in non più di 2 aree dove linea di demarcazione costituita da catena montuosa, corso di acqua In genere confine di area rappresentato da confine amministrativo di Comune identificati con lettera) e settori (porzione di territorio entro area con caratteristiche e geografiche e morfologiche omogenee dove possono essere individuati fino a 100 sentieri o percorsi numerati da 1 a 99 i cui confini rappresentati da fondo valle, direttrici stradali);

·         individuare sentieri esistenti compresi nelle varie aree, in cui ogni tratto di questo andrà codificato secondo sistema di riferimento CAI;

·         acquisire per ogni sentiero individuato informazioni necessarie a sua schedatura (stato di mantenimento, segnaletica, soggetto gestore, peculiarità culturali o di altra natura);

·         elaborare “Piano della mobilità dolce” attraverso: analisi del territorio; individuazione dei percorsi da inserire in RESM; eventuali interventi da eseguire con relativa stima dei costi per attivazione e manutenzione ordinaria di ogni percorso, motivata scala di priorità, tempi di realizzazione. Piano distinto in percorsi pedonali, itinerari ciclabili e ippici, tenendo presente flussi turismo ed esigenze popolazione residente. Proposta di piano trasmessa a Regione che istituisce tavolo di lavoro a cui potranno intervenire come esperti tecnici di Province, Aree protette, CAI.

Ai fini realizzazione, censimento dei percorsi, Regione concede con D.G.R. 1477 del 13/10/2012 contributi a favore di Provincia e soggetti gestori aree naturali protette che presentano specifica domanda, allegando:

·         relazione esplicativa di progetto, con individuazione cartografica dei percorsi selezionati;

·         indicazione del soggetto preposto al monitoraggio e manutenzione dei percorsi;

·         quadro economico e percentuale di cofinanziamento del progetto.

Servizio Sistema Aree Protette esegue istruttoria, valutando completezza documentazione inviata e rispetto dei termini fissati e redige graduatoria, tenendo conto delle seguenti priorità:

·         pianificazione: 5 punti se percorsi oggetto di censimento inseriti  nell’ambito di piano quadro “mobilità dolce” o analogo processo di pianificazione predisposto da Provincia/Comune

·         numero Enti beneficiari: 8 punti se percorsi interessano territorio di 4 o più Enti beneficiari; 6 punti se percorso interessa territorio di 3 Enti beneficiari; 4 punti se percorsi interessano territorio di 2 Enti beneficiari; 2 punti se percorso riguarda territorio di 1 Provincia o 1 area protetta

·         lunghezza complessiva del percorso: 20 punti se oltre 100 km.; 15 punti se tra 51 e 100 km.; 10 punti se tra 20 e 50 km.; 5 punti se tra 10 e 20 km.; 3 punti se meno di 10 km.

·         percentuale di cofinanziamento aggiuntivo oltre al minimo di 50%: 1 punto ogni 2% in più di cofinanziamento fino a 15 punti

A parità di punteggio, priorità data a progetto che prevede maggiore lunghezza del percorso ed in caso di ulteriore parità a percorso più lungo ed infine a progetto con data anteriore di protocollo.

Dirigente Servizio approva graduatoria, pubblicandola su sito www.natura.regione.marche.it o comunicando mediante lettera raccomandata esito domanda a soggetto richiedente       

2)       criteri e prescrizioni per progettazione e realizzazione di itinerari escursionistici. RESM costituisce sistema integrato di itinerari percorribili a piedi, in bicicletta o a cavallo, di breve, media, lunga distanza, eventualmente anche attrezzati e dotati di idonea segnaletica. Si avranno:                  

·         percorsi di interesse regionale: percorsi nazionali ed europei; percorsi interregionali individuati insieme da 2 o più Regioni di notevole valore ambientale storico paesaggistico; percorsi plurigiornalieri entro aree Parco

·         percorsi di interesse locale: collegamenti a percorsi di trekking nazionale, europeo od interregionale; percorsi di rilevante interesse ambientale e storico paesaggistico

·         percorsi speciali o percorsi accessibili a diversamente abili, sentieri natura forniti di adeguati supporti didattico informativi (Se possibile in più lingue).

Individuazione percorsi da inserire in catasto regionale va motivata, tenendo conto impatto su ambiente. Escluso tracciare nuovi percorsi, o inserire percorsi utilizzabili con più mezzi, salvo “brevi tratti che rivestono carattere di eccezionalità non altrimenti risolvibili”, o dove possibile percorrere itinerario con più mezzi senza alterare fondo del percorso stesso, o senza problematiche di sicurezza per pubblico. Progetti di percorsi debbono prevedere riqualificazione di spazi circostanti con realizzazione di infrastrutture per loro ottimale fruizione, evitando comunque impatto negativo di queste su paesaggio/ambiente

Segnaletica dei sentieri è quella adottata da CAI riportata in D.G.R.M. 1108 del 1/8/2011;

3)       modalità per tenuta, aggiornamento e pubblicità del catasto RESM (articolato in Sezioni provinciali gestite da Province) o elenco dei percorsi, cartograficamente definiti, esistenti ed oggetto di fruizione nelle Marche. Catasto istituito presso Giunta Regionale e conservato presso Province, in cui inseriti percorsi dove individuato Ente gestore “avente capacità di effettuare regolare manutenzione per garantirne nel tempo percorribilità”. Regione provvede tramite “SIT – RESM” a pubblicazione dei percorsi approvati  

Province ed Organismi di gestione aree naturali protette ubicate nel territorio regionale entro 30 Dicembre fanno pervenire proposte di rete escursionistica, sulla base delle indicazioni fornite da Comuni, Comunità Montane, rete INFEA, Associazioni di guida ambientali escursionistiche presenti nelle Marche, gruppo regionale Marche del Club Alino Italiano, a Giunta Regionale, allegando:

1)       scheda sentiero in cui riportare:

·         codice identificativo del percorso;

·         dati generalità del sentiero, identificandolo come principale, secondario, collegamento o variante;

·         rilievo del tracciato del sentiero riportato su cartografia in scala 1:10.000, evidenziando elementi lineari relativi a diversi tratti di sentiero e punti naturali che si incontrano lungo percorso (compilare scheda per singolo tratto del percorso, corredata da materiale fotografico). Delimitazione tratto del percorso dato da nodi di connessione con altri percorsi, passaggio presso strutture ricettive, punti di contatto con infrastrutture. Per ogni tratto indicare lunghezza percorso, tempo di percorrenza, difficoltà, altimetria, tipologia, ambiente, morfologia, acqua;   

2)       cartografia del percorso;

3)       classificazione del sentiero in base a sistema del Club Alpino Italiano (codice univoco di 11 caratteri, di cui il 1° indica la Regione, 2° e 3° la Provincia, 4° l’area, 5° il settore, 6° e 7° numero del percorso, 8° soggetto responsabile del percorso, 9° – 10° – 11° a disposizione per eventuali varianti);

1)       attestazione che percorsi proposti sono esistenti, aperti al pubblico transito, garantita la loro manutenzione, ordinaria e straordinaria

Provincia o Ente gestore area protetta esamina richieste pervenute in termini di coerenza e rilevanza del percorso ai fini di sviluppo rete provinciale o di area protetta ed interconnessione con altri percorsi già accatastati. Provincia o Ente gestore può chiedere modifiche a percorso.

In caso di accettazione, Provincia o Ente gestore invia a Regione:

1)       piano della mobilità dolce;

2)       elenco dei percorsi proposti da inserire nel catasto regionale;

3)       attestazione che documentazione relativa a proprietà interessate da ogni percorso è conservata presso Amministrazione stessa o che trattasi di percorso esistente già tabellato, o per cui non sussistono problematiche di libero accesso;

4)       indicazione per ogni percorso del soggetto preposto a monitoraggio e manutenzione;

5)       cartografia apposita di ogni percorso.

Regione prevede a pubblicare proposte di nuovi percorsi su BUR e nel SIT-RESM, in modo che chiunque nei successivi 30 giorni possa formulare osservazioni a Province, Parchi, Riserve naturali che dovranno inviare a Regione entro 60 giorni le proprie controdeduzioni.         

Regione valuta tutto il materiale pervenuto ed in caso positivo, con decreto del Dirigente Rete Escursionistica Regionale dea emanarsi nei successivi 60 giorni include percorso nel catasto regionale.

A seguito segnalazioni pervenute, Giunta Regionale ha individuato alcuni “percorsi ecologici” aventi:

1)       interesse nazionale/interregionale comprendono: percorsi nazionali ed europei; percorsi interregionali individuati congiuntamente tra 2 o più Regioni di grande profilo ambientale, storico, paesaggistico, percorsi plurigiornalieri sviluppati nell’ambito di singoli Parchi o fra Parchi o Riserve naturali. Tra tali percorsi escursionistici, ciclabili, ippici riportati in Allegato a D.G.R.M. 946 del 27/6/2012 pubblicato su BUR 72/12, si ha:

·         antiche vie della fede (via Salaria, Romea, Lauretana) che collegano Adriatico con Roma;

·         sentiero Italia (S1) e sentiero Europa F1;

·         vie dei Parchi, comprendente Grande itinerario dei Parchi  dell’Appennino (GIPA) e Piccovia dei Parchi dell’Adriatico (CIPA);

·         Grande anello dei Sibillini (escursionistico e ciclabile);

·         Ferrovie abbandonate, quali collegamento Fano – Urbino e Porto San Giorgio – Amandola;

2)       interesse regionale e locale comprendono: collegamenti a percorsi di trekking nazionali, europei ed interregionali; percorsi di rilevante interesse sotto il profilo ambientale e storico-paesaggistico finalizzati a conservare integrità storica e del paesaggio attraversato. Tra tali percorsi si segnala: percorsi che corrono in parallelo a vie ferroviarie esistenti (ciclabili ed ippici); percorsi lungo vecchi tracciati ferroviari dimessi. quali Auditore – Urbino; Fano – Fermignano – Urbino; Fermignano – Pergola; Porto San Giorgio – Amandola (escursionistici, ciclabili, ippici); percorsi lungo antiche vie della spiritualità o vie storiche di comunicazione (escursionistici, ciclabili, ippici); percorso lungo fascia costiera parallela a via ferroviaria (ciclabile);

3)       percorsi speciali, comprendono: percorsi per tutti (cioè accessibili anche a diversamente abili come bosco e fiume nella Riserva naturale Abbadia di Piastra); sentieri natura forniti se possibile di supporto didattico informativo nell’ambito di Parchi e riserve naturali della Regione;

4)       percorsi locali che dovranno inserirsi nel quadro generale di inserimento.

Regione realizza infrastrutture leggere, mentre loro gestione e manutenzione a carico di Province, Parchi, Riserve naturali con supporto di Comuni e privati “nella considerazione che tali percorsi possono favorire attrattività di un’area ed elevarne valore e potenziale in termini turistici”. Percorsi individuati avranno sviluppo di circa 4.000 km. e saranno muniti di idonea segnaletica e manutenzione di tracciati.

Sentieri indicati come storici nella cartografia e nel catasto del RESM sono “quei sentieri e mulattiere presenti nel territorio regionale da almeno 50 anni che hanno svolto in passato funzione di via di comunicazione pedonale tra centri abitati e tra questi e zone di pascolo e coltivazione”. Su iniziativa di Enti territoriali interessati valutare possibilità di inserire sentieri storici nei beni di materiale interesse pubblico.

Soggetti proponenti inviano a Regione periodiche informazioni su consistenza e stato di manutenzione di RESM esistente, nonché proposte di modifica od implementazione della rete stessa con relativo aggiornamento del catasto da parte di Giunta Regionale.

Regione consente per viabilità inserita in catasto RESM interventi di manutenzione, ricostituzione del tracciato, apposizione di segnaletica, interventi colturali e taglio dei boschi.

Sanzioni:

Chiunque viola divieto di “alterare o modificare lo stato di fatto dei percorsi escursionistici delle vie ferrate e dei siti di arrampicata inseriti nella rete ed in particolare mutare la destinazione d’uso degli spazi, impedire il libero accesso ai percorsi ed ai siti sovrapporre altre infrastrutture o esercitare qualsiasi altra azione diretta a violare tali divieti”: multa da 100 a 1.000 €

Entità aiuto:

Con Legge annuale di bilancio fissato entità stanziamento a sostegno della RESM 

Stima per interventi di manutenzione della rete escursionistica in 1.000.000 €, con priorità per aree protette        

Stanziati 100.000 € con D.G.R. 1477 del 13/10/2012 per effettuare censimenti dei percorsi da inserire nel catasto di RESM. Contributi pari a 50% spese sostenute fino ad un massimo di 10.000 € (20.000 € in caso di progetti presentati da Province e Enti gestori aree protette associati)

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