RECEPIMENTO NAZIONALE PAC

RECEPIMENTO NAZIONALE PAC (Reg. 1307/13, 807/17; D.M. 09/03/16, 28/09/17, 07/06/18, 13/5/20, 5/6/20; D.G.R. 30/03/15, 02/10/2017, 28/12/17)  (cee61)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAF), Ministero Economia e Finanze (MEF), AGEA, Organismi pagatori riconosciuti, Regioni, agricoltori attivi

Iter procedurale:

MIPAAF ha definito, con D.M. 07/06/2018, come modificato da D.M. 09/08/18, le disposizioni nazionali per l’applicazione della PAC I Pilastro ed in particolare:

Art. 1 ambito di applicazione del decreto riguardante i pagamenti diretti PAC previsti dal Reg. 1307/13

Art. 2 definizioni concernenti:

  • “mantenimento della superficie in stato idoneo al pascolo o alla coltivazione”, tramite l’esecuzione di almeno una pratica colturale annuale, che consente l’accesso alla superficie, ai fini del pascolamento o dello svolgimento delle ordinarie operazioni colturali, senza necessità di interventi preparatori, “che vadano oltre il ricorso a metodi e macchinari agricoli ordinari”, e rispondano ai criteri riportati in Art. 4 ed a quelli della condizionalità
  • “prati permanenti”, cioè superfici non arate da almeno 5 anni, comprese quelle su cui attuate pratiche locali tradizionali individuate da AGEA nel Sistema di Identificazione delle Particelle Agricole (SIPA) su indicazione della Regione.
  •  “attività agricola minima”, riguardante almeno 1 pratica colturale annuale da attuarsi sulle superfici agricole, rispondente ai criteri riportati in Art. 4 a quelli della condizionalità. Regione può individuare e comunicare ad AGEA le superfici agricole mantenute naturalmente su cui è consentita l’attività agricola ad anni alterni
  • “superfici agricole mantenute naturalmente” sono quelle a prato permanente situate ad un’altezza superiore a 2.000 m. per le Alpi occidentali, 1800 m. per le Alpi orientali, 1700 m. per gli Appennini, caratterizzate da vincoli ambientali tali da consentirne la conservazione anche in assenza di pascolo o di ogni altra operazione colturale. Regione può individuare ulteriori superfici al riguardo, comunicandole ad AGEA
  • “bosco ceduo a rotazione rapida”, considerato come superficie agricola, se costituito da pioppi, salici, eucalipti, robinie, paulownia, ontani, olmi, platani, acacia saligna, le cui ceppaie rimangono nel terreno dopo la ceduazione, con nuovi polloni che si sviluppano nella stagione successiva ed avente un ciclo colturale inferiore a 8 anni
  • “successione anticipata”, comprende il consolidamento dell’usufrutto in capo al proprietario, nonchè tutti i casi in cui l’agricoltore ha ricevuto, a qualsiasi titolo, l’intera azienda (od una sua parte) gestita in precedenza da un altro agricoltore, a cui il primo può succedere per “successione legittima”

Art. 3 requisito di agricoltore in attività (verificato da AGEA) è applicato a quei soggetti che, al momento dell’invio della domanda unica, dimostrano di possedere almeno 1 dei seguenti requisiti:

  1. iscrizione ad INPS come coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali, coloni, mezzadri
  2. possesso di una partita IVA attiva in campo agricolo, e di dichiarazione annuale IVA (o, se esentato, di comunicazione delle operazioni rilevanti a fini IVA) relativa all’ultimo anno disponibile (comunque non oltre 2 anni precedenti l’invio della domanda unica), da cui si evince l’esercizio dell’attività agricola. Per le aziende, la cui superficie ricade per oltre il 50% in zona montana e/o svantaggiata, è sufficiente il possesso della partita IVA attiva in campo agricolo
  3. in caso di persone fisiche o giuridiche che svolgono attività agricola, ma risiedono in territorio extradoganale, la partita IVA può essere sostituita dall’iscrizione ad un registro vigente presso il Comune di riferimento, da cui si evince l’esercizio dell’attività agricola.

Le precedenti disposizioni non si applicano alle persone fisiche o giuridiche che hanno percepito nell’anno precedente pagamenti diretti PAC per un importo inferiore a 1.250 € (5.000 € per le aziende aventi superfici agricole per oltre il 50% ubicate nelle zone montane e/o svantaggiate).

Regione, in base a criteri oggettivi e non discriminanti, può escludere (comunicandolo ad AGEA) dalle zone svantaggiate quelle zone in cui i vincoli naturali sono stati superati tramite investimenti o attività economiche, o di cui si dimostra una normale produttività dei terreni, o dove vengono adottati metodi di produzione o sistemi agricoli che consentono di compensare il mancato guadagno e/o i costi aggiuntivi.

Art. 4 attività agricola può essere esercitata in una o più delle forme previste dal Reg. 1307/13 cioè: produzione, allevamento o coltivazione di prodotti agricoli; mantenimento della superficie agricola in uno stato idoneo al pascolo o alla coltivazione; svolgimento di un’attività agricola minima.

Superficie a pascolo, ai fini dell’ammissibilità a pagamento diretto, comprende: superfici dove sono attuate pratiche locali tradizionali; superfici mantenute naturalmente e caratterizzate da pendenze superiori al 30%; superfici con particolari vincoli ambientali che ne riducono sensibilmente la produttività e non ne consentono lo sfalcio.

Il pascolamento è considerato attività agricola se viene esercitato mediante: uno o più turni annuali con durata complessiva di almeno 60 giorni; una densità di bestiame, nell’anno di invio della domanda, non inferiore a 0,2 UBA/Ha (tale rapporto è calcolato in base al numero medio annuo degli animali posseduti dal richiedente e registrati al pascolo nella Banca Dati Nazionale BDN ed alla superficie aziendale complessiva a prato permanente, salvo quella su cui si attuano pratiche agronomiche diverse dal pascolamento).

Se il Comune di ubicazione dei pascoli non coincide con quello di allevamento (o con un  Comune limitrofo) occorre dimostrare il pascolamento mediante l’apposita documentazione ASL attestante la movimentazione dei capi verso le località di pascolo. Regione può definire deroghe al pascolamento in termini di durata o di carico del bestiame, comunicandole ad AGEA. Regione Marche, con DGR 1591 del 28/12/17, ha stabilito per tutti i pascoli posti ad un’altezza superiore a 600 m. che:

a)il carico di bestiame annuo è pari almeno a 0,075 UBA/Ha che, rapportato ai 60 giorni annuali minimi di pascolo, corrisponde a  0,45 UBA/Ha.

b)pascolamento può essere attuato in 1 o più turni annuali, aventi una durata complessiva  di almeno 60 giorni.

In deroga per le pratiche di pascolo riconosciute come “di uso o consuetudine locali”, Regione può ammettere nel calcolo della densità del bestiame anche i capi appartenenti a codici di allevamento non intestati al richiedente,  previa comunicazione ad Agea del provvedimento in questione e delle superfici interessate. Regione Marche, con D.G.R. 241 del 30/3/2015, ha riconosciuto, quale uso e consuetudine locale di pascolo, l’affido di animali alla “Fida del Catria”, purché:

  • deroga limitata alle sole particelle ubicate nei Comuni di Cantiano, Cagli e Frontone riportate nell’Allegato pubblicato sul BUR 31/15
  • pratica esercitata a titolo gratuito a favore degli agricoltori appartenenti ad allevamenti storici (prima del 2014) aderenti alla “Fida del Catria, nonché a giovani imprenditori insediati nei Comuni di cui sopra e limitrofi;
  • carico del pascolamento almeno pari a 0,2 UBA/ha.;
  • pascolo attuato mediante 1 o più turni, aventi durata complessiva di almeno 120 giorni.

Attività agricola di mantenimento ed attività agricola minima è ammessa se:

a)previene la formazione di potenziali inneschi di incendio

b)limita la diffusione di piante infestanti

c)mantiene in buone condizioni le piante perenni, garantendo un loro equilibrato sviluppo vegetativo, secondo forme di allevamento “di uso consuetudine locali”

d)non danneggia il cotico erboso dei prati permanenti

In deroga i criteri agricoli di mantenimento delle superfici ricadenti nei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) o nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) oggetto di pratiche tradizionali, possono essere definiti nell’ambito delle misure di conservazione e dei piani di gestione adottati dagli Enti gestori. Regione invia ad AGEA tali criteri e le aree SIC e ZPS dove vengono applicati:

Art. 5 superficie minima della particella oggetto di domanda di aiuto è fissata in 0,2 Ha. Si considera ammissibile a premio una particella a prato permanente per il:

a)100% della superficie, in caso di prati permanenti cespugliati, arborati e/o con roccia affiorante aventi tara  fino al 5% (80% se la tara è compresa tra 5% e 20%; 50% se la tara è compresa tra 20% e 50%)

b)30% della superficie, in caso di tara compresa tra 50% e 70% su cui attuate pratiche tradizionali (50% qualora la copertura di erba e di altre specie da foraggio non è prevalente, in quanto su tale superficie insistono anche piante foraggere non erbacce tradizionalmente pascolate che insieme alle precedenti coprono oltre il 50% di questo)

c)0% della superficie, in caso di tara superiore al 50% e non ricorrono le condizioni di cui alla lettera b)

Superficie ammissibile deve essere a disposizione del richiedente entro il 15 Maggio dell’anno di invio della domanda, garantendo il mantenimento delle condizioni precedenti per l’intero anno civile, salvo casi di forza maggiore o circostanze eccezionali.

Al fine della coltivazione della canapa, le etichette poste sugli imballaggi delle sementi vanno allegate alla domanda unica. In caso di semine successive all’invio della domanda unica, le etichette andranno trasmesse ad AGEA entro il 30 Giugno (o al massimo entro il 1 Settembre).

Superficie ammissibile, fermo restando l’utilizzo agricolo prevalente, può essere destinata ad attività non agricole purché:

a)tale superficie non risulti occupata per oltre 60 giorni in modo da non interferire con l’attività agricola principale

b)non vengono utilizzate strutture permanenti che interferiscono con lo svolgimento dell’attività agricola

c)superficie viene mantenuta in buone condizioni agronomiche ed ambientali

Art. 6 pagamenti diretti PAC non sono erogati per importi inferiori a 300 €, al netto di eventuali sanzioni e riduzioni

Art. 7 importo del pagamento di base da concedere all’agricoltore in un dato anno è ridotto del 50% per le somme eccedenti i 150.000 € (se l’importo così ridotto supera comunque i 500.000 €, la parte eccedente di tale somma non viene concessa).

L’importo di cui sopra è calcolato detraendo dal pagamento di base PAC le spese sostenute nell’anno precedente per: salari e stipendi legati all’esercizio dell’attività agricola (in mancanza di tali dati si utilizzano quelli più recenti a disposizione); imposte ed oneri sociali sul lavoro; contributi previdenziali ed assistenziali pagati dall’imprenditore per la propria posizione contributiva e per quella dei familiari impegnati nell’attività agricola.

Non sono ammesse variazioni giuridiche, societarie e/o relative alla consistenza aziendale intervenute dopo il 18/10/2011 allo scopo di eludere le riduzioni suddette

Art. 8 la percentuale di aumento del massimale nazionale del pagamento di base è fissato al 3% (percentuale ridefinita annualmente con decreto MIPAAF, sentita Conferenza Stato-Regioni)

Art. 9 al valore iniziale (anno 2015) unitario dei diritti all’aiuto spettanti all’agricoltore si applica il processo di convergenza, per cui se tale valore iniziale risulta inferiore al 90% del valore unitario nazionale verrà aumentato di 1/3 della differenza tra questo ed il 90% del valore unitario nazionale. Per finanziare tali aumenti viene ridotta in proporzione alla differenza esistente tra il valore iniziale unitario dei diritti  superiore a quello medio nazionale e tale valore (riduzione comunque mai superiore al 30% del valore iniziale). Aumenti e diminuzioni dei suddetti valori unitari avvengono con gradualità uniforme a partire dalla domanda 2015 e fino al 2019. Con la domanda 2019 il valore unitario di ogni diritto all’aiuto deve essere non inferiore al 60% del valore unitario nazionale 2019, salvo che tale procedura non determini una riduzione superiore a 30% del valore unitario iniziale.

Art. 10 è istituita una Riserva nazionale, tramite la riduzione del 3% del massimale del pagamento di base. Possono presentare domanda ad AGEA di accesso alla Riserva nazionale tutte le persone fisiche o giuridiche, il cui legale rappresentante abbia età compresa tra 18 e 65 anni, per una superficie minima di 1 Ha. I diritti della Riserva sono assegnati con priorità a:

a)giovani agricoltori e ad agricoltori che iniziano l’attività agricola (cioè a persone fisiche  o giuridiche che nei 5 anni precedenti non hanno esercitato l’attività agricola, né il controllo su una persona giuridica dedita all’attività agricola)

b)agricoltori che hanno titolo a ricevere i diritti all’aiuto o ad aumentare il valore dei diritti esistenti a seguito di una decisione giudiziaria o di un provvedimento amministrativo definitivo emanato dall’Autorità competente

c)agricoltori attivi, ricadenti in: zone montane (come classificate nel PSR); programmi di ristrutturazione e sviluppo connessi ad interventi UE, nazionali, regionali o di altri Enti pubblici (compresi quelli previsti nei Piani di Sviluppo Rurale e nei Programmi Operativi Regionali) per i quali il relativo impegno è scaduto entro i termini di invio della domanda unica

d)agricoltori attivi per superfici situate in zone con svantaggi specifici definiti nell’ambito del PSR

Se le risorse della Riserva non sono sufficienti per fare fronte a tutte le richieste presentate nell’ambito delle priorità a) e b), AGEA procede ad una riduzione lineare del valore dei diritti di aiuto assegnati, mentre per soddisfare tutte le richieste relative alle priorità c), e d), AGEA può procedere ad una loro ulteriore riduzione (fino a 1,5%).

Riserva può determinare assegnazione di nuovi diritti (con valore pari a quello della media nazionale) agli agricoltori che ne sono privi, o aumentare il valore dei diritti detenuti (comunque fino al valore della media nazionale e per 1 sola volta), tenendo sempre conto del numero di Ha. ammissibili detenuti dagli agricoltori a titolo di proprietà o di affitto al 15 Maggio.

Accesso alla Riserva è consentito 1 sola volta per la stessa superficie, anche se la richiesta per la priorità c) non esclude quella per la priorità d) e viceversa, mentre la richiesta di accesso per la priorità a) esclude sempre quella per la priorità b) e viceversa.

Al fine di soddisfare la copertura del fabbisogno per i giovani è possibile applicare una riduzione lineare dei pagamenti fino a 2% del massimale nazionale.

Art. 11 domanda unica (modello predisposto da AGEA) è presentata entro il 15 Maggio (Per anno 2020 scadenza prorogata con D.M. 13/5/20 al 15/6/2020) da agricoltore in attività, previa costituzione ed aggiornamento del fascicolo aziendale.

In caso di cessione (totale o parziale) dell’azienda dopo l’invio della domanda unica, il cedente lo comunica ad AGEA entro 10 giorni successivi alla registrazione dell’atto.

Art. 12 trasferimento dei diritti all’aiuto deve avvenire mediante atto scritto, comunicato, pena nullità, ad AGEA entro il termine da questo fissato, in modo da aggiornare il “Registro nazionale titoli”. AGEA convalida il trasferimento dei diritti entro i successivi 5 giorni lavorativi.

In caso di affitto di diritti all’aiuto senza corrispondente cessione di ha. ammissibili, si ha l’obbligo di versare nella Riserva nazionale il 30% del valore unitario dei diritti trasferiti, o un importo equivalente espresso in numero di diritti all’aiuto secondo le modalità indicate da AGEA

Art. 13 pagamento delle pratiche agricole benefiche per clima ed ambiente (“greening”) sono quelle individuate in Allegato X del Reg. 1307/13 e nel decreto di emanazione del MIPAAF su indicazione delle Regioni.

Importo del “greening” è calcolato per ogni anno su base individuale (al fine di evitare doppi finanziamenti) come percentuale sul valore dei diritti all’aiuto che agricoltore ha attivato in tale anno.

Tra le pratiche “greening”, oltre alle aree di interesse ecologico (EFA), ai prati permanenti ed ai terreni a riposo di cui ai successivi articoli, figura anche la diversificazione colturale. È questa una pratica obbligatoria da applicare in aziende di oltre 10 Ha. di seminativo, che prevede la coltivazione di almeno 2 colture tra 10 e 30 Ha. di seminativo (di cui la coltura prevalente deve occupare meno del 75% della superficie) e di almeno 3 colture per oltre 30 Ha. di seminativo (di cui la coltura principale deve occupare meno del 75% e le 2 colture principali meno del 95%). Ai fini del calcolo delle quote da applicare alle  diverse colture si fa riferimento al periodo dal 1 Aprile al 9 Giugno, tenendo conto che ogni Ha. di superficie a seminativo dell’azienda viene contato 1 sola volta (in caso di più successioni colturali nello stesso anno sulla stessa superficie, le colture sono individuate tenendo conto dell’epoca di semina, o di trapianto o secondo altre condizioni precisate da AGEA).

Art. 14 al fine di proteggere “prati permanenti ad alto valore ambientale”, la Regione può individuare ulteriori superfici poste fuori dalle aree ZPS o SIC, “compresi prati permanenti su terreni ricchi di carbonio”, comunicandolo ad AGEA per il loro inserimento in SIPA e per informare gli agricoltori interessati.

AGEA verifica il mantenimento a livello nazionale del rapporto percentuale tra prati permanenti e superficie agricola totale, utilizzando il Registro nazionale dei prati permanenti istituito presso SIAN.

Gli agricoltori non possono convertire i prati permanenti in loro possesso senza preventiva autorizzazione di AGEA, da rilasciare entro 30 giorni dalla richiesta:

a) tenendo conto di: specifica situazione ambientale, agronomica e socio economica del territorio; numero di Ha. oggetto di conversione

b)obbligando l’agricoltore, nel caso sia accertata una diminuzione a livello nazionale della suddetta percentuale superiore al 3,5%, a ricostituire  (e mantenere per almeno 5 anni) una superficie a prato permanente avente lo stesso numero di Ha. di quella convertita

Art. 15 aree di interesse ecologico (EFA) possono essere costituite da:

a)terreni lasciati a riposo  (vedi  16);

b)terrazze (sono quelle riportate nella norma BCAA7 della condizionalità);

c)elementi caratteristici del paesaggio non inclusi nella superficie ammissibile, quali: siepi o fasce alberate di larghezza fino a 10 m.; alberi isolati con chioma di diametro di 4 m.; alberi in filari con chioma di diametro di 4 m.  e spazio tra le 2 chiome inferiore a 5 m.; gruppi di alberi e boschetti le cui chiome si toccano, con superficie massima di 0,3 ha.; bordi dei campi di larghezza compresa tra 1 e 20 m., su cui è assente qualsiasi produzione agricola; stagni di superficie inferiore a  0,1 ha. (esclusi serbatoi di cemento o plastica); fossati di larghezza massima di 6 m., compresi corsi di acqua aperti per l’irrigazione o il drenaggio, ma esclusi canali con pareti di cemento; muretti di pietra tradizionali;

d)fasce tampone (incluse: fasce  di vegetazione ripariale; fasce lungo corsi di acqua, aventi larghezza minima di 1 m.; fasce occupate da prati permanenti), purchè assente in queste ogni tipo di produzione;

e) agriforestali che hanno ricevuto un sostegno UE per  la loro costituzione;

f)fasce di Ha. ammissibili  lungo le zone periferiche delle foreste, aventi una larghezza compresa tra 1 m. e 10 m.;

g)superfici con bosco ceduo a rotazione rapida (specie ammissibili sono: pioppi, salici, ontani, olmi e platani), le cui ceppaie rimangono nel terreno dopo la ceduazione, i nuovi polloni si sviluppano nella stagione successiva, hanno un ciclo produttivo inferiore a 8 anni e non vi sono impiegati concimi minerali, nè prodotti fitosanitari. Su tali superfici sono invece ammessi interventi biotecnologici (quali: uso di trappole a feromoni; concimi organici; bio insetticidi)

h)superfici oggetto di imboschimento;

i)superfici con colture azotofissatrici (quali: arachide; cece; cicerchia; erba medica e luppolina; fagiolo; fagiolo dell’occhio; fagiolo d’Egitto; fagiolo di lima; fava; favino; favetta; fieno greco; ginestrino; lenticchia; liquirizia; lupinella; lupino; moco; pisello; sulla; trifoglio; veccia sativa e villosa) o miscugli di colture azotofissatrici con altre colture (fermo restando la  prevalenza delle prime) su cui è vietato l’uso di prodotti fitosanitari

Nelle fasce tampone, o lungo il bordo dei campi, o lungo i bordi forestali è ammissibile lo sfalcio o il pascolo, purchè tali superfici risultano distinguibili dal terreno agricolo adiacente.

Per semplificare il metodo di calcolo e di successivo controllo, AGEA utilizza i fattori di conversione e ponderazione riportati in Allegato II  pubblicato su G.U. 165/18 (Allegato modificabile da MIPAAF, sentita Conferenza Stato Regioni).

Art. 16 con il termine “terreno a riposo” si intende un seminativo, incluso nel sistema della rotazione aziendale, ritirato dalla produzione agricola per almeno 6 mesi (a partire dal 1 Gennaio e fino al 30 Giugno), su cui  comunque è prevista un’attività agricola minima. Può essere costituito  da:

a)terreno nudo totalmente privo di vegetazione

b)terreno coperto da vegetazione spontanea (in tal caso il periodo di riposo  continuativo minimo è di 7 mesi, cioè dal 1 Gennaio al 31 Luglio)

c)terreno seminato con specie mellifere (quali: Fiordaliso, Dondolino, Radichiella, Rughetta selvatica, Trifoglino, Calcatreppolo, Viperina azzurra, Sparviere, Sferracavallo, Ambretta, Falsa ortica, Liniola, Erba strega, Facelia, Asfodelo, Ferula, Siderite, Nascarenna, Scarlina, Spinajanca, Busnaga, Mentuccia, Nepetella) in purezza, o in miscugli (purchè tali  specie rimangono prevalenti)

In assenza di provvedimenti da parte della Regione o degli Enti gestori di SIC e ZPS, su terreni a riposo usati come EFA è vietato lo sfalcio, o ogni altra operazione di gestione del suolo nel periodo 1 Marzo – 30 Giugno. In deroga sono ammesse lavorazioni meccaniche in caso di:

a)semina di specie mellifere e di colture a perdere per la fauna

b)pratica del sovescio, in presenza di specie da sovescio o piante biocide

c)terreni interessati da interventi di ripristino di habitat e biotopi

E’ comunque sempre vietato l’uso dei prodotti fitosanitari

Art. 17 e 18 importo del premio per giovani agricoltori è calcolato in base al 50% del valore medio dei diritti all’aiuto detenuti, fino ad un massimo di: 90 Ha./giovane; 1% del massimale nazionale di aiuto (MIPAAF, sentita Conferenza Stato-Regioni, può modificare tale percentuale con decreto da emanare entro il 1 Agosto). Al fine di garantire il pagamento ai giovani agricoltori dell’aiuto dovuto, eventuali maggiori fabbisogni sono soddisfatti mediante l’utilizzo della Riserva nazionale, o, se non sufficiente, applicando una riduzione lineare su tutti i pagamenti di base inerenti all’anno di riferimento.

Art. 19 sostegno accoppiato destinato agli agricoltori  operanti nei settori di: latte; carne bovina; ovicaprini; frumento duro; colture proteiche e proteoleaginose; riso; barbabietola da zucchero; pomodoro da trasformazione; olio di oliva.

Al sostegno accoppiato viene destinato non oltre il 12% del massimale nazionale del pagamento di base  a cui si può aggiungere a partire dalla domanda unica 2019 un’ulteriore quota del massimale nazionale (fino a 0,92%) da destinare per: 0,43% al frumento duro; 0,33% al riso; 0,16% alla barbabietola da zucchero.

Per beneficiare del sostegno accoppiato occorre: richiederlo nella domanda unica; dimostrare il possesso di almeno 0,5 Ha. di colture vegetali e/o di almeno 3 UBA (animali debbono essere registrati in BDN, nonché presenti entro il primo giorno di detenzione nell’azienda del richiedente, o entro il 31 Dicembre dell’anno di invio domanda se non applicato alcun periodo di detenzione).

Art. 20  quota pari al 15,29% del sostegno accoppiato totale è riservata al premio riconosciuto al detentore di vacche da latte al momento del parto:

  1. aventi età superiore a 20 mesi
  2. che partoriscono nell’anno di invio della domanda
  3. i cui vitelli sono identificati e registrati in BDN
  4. il cui latte possiede i seguenti requisiti qualitativi: tenore di cellule somatiche inferiore a 300.000/ml; tenore di carica batterica a 30° inferiore a 40.000/ml; contenuto di proteine superiore a 3,35 gr/100 ml. Se l’allevamento risulta in regola per solo 2 dei suddetti parametri, il 3° parametro dovrà comunque rispettare i seguenti limiti: tenore di cellule somatiche inferiore a 400.000/ml; tenore di carica batterica a 30° inferiore a 100.000/ml; contenuto di proteine superiore a 3,20 gr/100 ml. In deroga i capi di allevamento inseriti nel circuito produttivo di formaggi DOP/IGP o nei regimi di qualità certificata debbono rispettare solo 1 dei suddetti parametri.

Quota pari al 5,93% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio riconosciuto al detentore di vacche da latte al momento del parto, aventi età superiore a 20 mesi associate per almeno 6 mesi ad un codice di allevamento situato in zone montane, che partoriscono nell’anno; i cui vitelli sono identificati e registrati in BDN e rispettano almeno 1 dei requisiti qualitativi di cui sopra.

Quota pari al 0,88% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio per bufale aventi età superiore a 30 mesi che partoriscono nell’anno ed i cui vitelli sono identificati e registrati in BDN.

Importo unitario del premio è determinato ogni anno in base al rapporto tra l’importo destinato alla misura ed il numero di vacche/bufale ammissibili al sostegno in tale anno.

Vacche oggetto del presente premio sono escluse dal premio per i bovini da carne

Art. 21  quota pari al 5,57% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio riconosciuto al detentore  di vacche nutrici al momento del parto, aventi età superiore a 20 mesi, iscritte nei Libri genealogici o Registri anagrafici di razza, come razze da carne o a duplice attitudine (elenco riportato in Allegato V pubblicato su G.U. 165/18 che può essere aggiornato a seguito di successivi riconoscimenti da parte della Commissione UE), che partoriscono nell’anno ed i cui vitelli sono identificati e registrati in BDN.

Quota pari al 3,13 % del sostegno accoppiato globale è riservata al premio per vacche nutrici aventi età superiore a 20 mesi iscritte nei Libri genealogici delle razze Chianina, Marchigiana, Maremmana, Romagnola, Podolica, Piemontese, facenti parte di allevamenti aderenti a piani di gestione della razza  finalizzati al risanamento del virus responsabile della Rinotracheite infettiva del bovino.

Quota pari al 1,75% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio riconosciuto agli allevatori detentori al momento del parto di vacche nutrici non iscritte nei Libri genealogici o nei Registri anagrafici ed appartenenti ad allevamenti non iscritti in BDN come da latte, che partoriscono nell’anno ed i cui vitelli sono identificati e registrati in BDN.

Quota pari al 0,88% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio per bovini macellati di età compresa tra 12  e 24 mesi ed allevati dal richiedente per almeno 6 mesi  prima della macellazione.

Quota pari al 15,18% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio per  bovini macellati aventi età compresa tra 12  e 24 mesi, allevati dal richiedente per almeno 6 mesi prima della macellazione, certificati come DOP/IGP o appartenenti ad allevamenti aderenti a sistemi di qualità nazionale o regionale, o a sistemi di etichettatura facoltativa riconosciuti (quale BovinMarche). In mancanza di tali certificazioni, bovini debbono essere allevati dal richiedente per almeno 12 mesi prima della macellazione.

Importo del premio è determinato ogni anno in base al rapporto tra l’importo destinato alla misura ed il numero di vacche nutrici/bovini macellati ammissibili al sostegno in tale anno.

I premi di cui sopra non sono cumulabili tra loro, né con quelli previsti per il settore latte.

Art. 22 quota pari al 2,03% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio per agnelle da rimonta, identificate e registrate in BDN, facenti parte di greggi aderenti a piani regionali di selezione per la resistenza alle scrapie, che prevede l’esclusione dalla riproduzione degli arieti omozigoti sensibili alle scrapie.

Quota delle agnelle da rimonta ammesse al premio per ogni gregge è determinata nel limite di:

  1. 75% delle agnelle destinate alla riproduzione, considerando una quota della rimonta pari al 20% sul totale dei soggetti adulti in riproduzione per gli allevamenti che non hanno raggiunto l’obiettivo del risanamento (cioè greggi composte solo da capi con genotipo ARR/ARR, o in cui ai fini della monta sono impiegati da almeno 10 anni, solo arieti di genotipo ARR/ARR)
  2. 35% delle agnelle destinate alla riproduzione (applicato stesso parametro per la quota di rimonta) per allevamenti dichiarati indenni

Esclusi dal premio gli allevamenti che avendo raggiunto l’obiettivo del risanamento nell’anno precedente a quello di invio della  domanda, scendono di livello sanitario con conseguente mancato riconoscimento dello status di resistenza a scrapie.

Quota pari a 1,18% del sostegno accoppiato totale è riservata al premio per capi ovicaprini macellati certificati come DOP/IGP (ogni capo ovicaprino può essere soggetto a 1 sola domanda di aiuto).

Importo unitario del premio è determinato ogni anno in base al rapporto tra l’importo destinato al finanziamento della misura ed il numero delle agnelle da rimonta/capi macellati ammissibili in tale anno.

Art. 23  quota pari al 2,11% del sostegno accoppiato totale è riservata al premio per ha. di soia seminato e coltivato in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna secondo le normali pratiche colturali, e mantenuto in campo almeno fino alla piena maturazione dei frutti e dei semi, nel limite di: 100% dell’importo unitario del premio per i primi 5 ha.; 10% dell’importo unitario del premio per oltre 5 ha. di superficie.

Quota pari al 14,54% del sostegno accoppiato globale, riservata al premio concesso per ha. di frumento duro seminato e coltivato in Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna secondo le normali pratiche colturali e mantenuto in campo almeno fino alla piena maturazione delle cariossidi

Quota pari al 3,03% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio concesso per ha. di proteoleaginose (girasole, colza), leguminose da granella (pisello, fava, favino, favetta, lupino, fagiolo, cece, lenticchia, veccia) ed erbai annuali di sole leguminose seminati e coltivati in Toscana, Umbria, Marche, Lazio secondo le normali pratiche colturali e mantenuto in campo almeno fino a: piena maturazione dei semi per le colture proteoleaginose  e leguminose da granella, l’inizio della fioritura per gli erbai.

Quota pari a 2,52% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio conceso per Ha. di leguminose da granella (pisello, fava, favino, favetta, lupino, fagiolo, cece, lenticchia, veccia) ed erbai annuali di sole leguminose  seminati e coltivati in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna secondo le normali pratiche colturali, mantenuto in campo almeno fino alla piena maturazione dei semi per le leguminose; inizio della fioritura per gli erbai.

In caso di condizioni climatiche eccezionali riconosciute che impediscono il raggiungimento della piena maturazione dei semi/fioritura la superficie di tali colture è ammessa a premio purchè “non venga utilizzata per altri scopi fino alla suddetta fase di crescita”)

Importo unitario del premio è determinato ogni anno in base al rapporto tra l’importo destinato al finanziamento della misura ed il numero di Ha. ammissibili per le colture in oggetto nell’anno di riferimento.

Art. 24 Quota pari al 4,86% del sostegno accoppiato totale è riservata al premio per ha. di riso seminato e coltivato secondo le normali pratiche colturali e mantenuto in campo almeno fino alla piena maturazione delle cariossidi (in caso di condizioni climatiche eccezionali riconosciute, che impediscono il raggiungimento della piena maturazione, la superficie di tali colture è ammessa purchè “non viene utilizzata per altri scopi fino alla suddetta fase di crescita”). Importo unitario del premio è determinato ogni anno in base al rapporto tra l’importo destinato al finanziamento della misura ed il numero di ha. ammissibili nell’anno di riferimento.

Art. 25  Quota pari al 3,68% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio concesso per ha. di barbabietola da zucchero oggetto di contratti di fornitura stipulati con industria saccarifera (contratti allegati alal domanda unica)  seminato e coltivato secondo le normali pratiche colturali e mantenuto in campo almeno fino alla piena maturazione della radice (in caso di condizioni climatiche eccezionali riconosciute, che impediscono di raggiungere la piena maturazione, la superficie è ammessa purchè “non venga utilizzata per altri scopi fino alla suddetta fase di crescita”). Importo unitario del premio è determinato ogni anno in base al rapporto tra l’importo destinato al finanziamento della misura ed il numero di Ha. ammissibili nell’anno di riferimento.

Art. 26 Quota pari al 2,41% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio concesso per Ha. di pomodoro da industria oggetto di contratti di fornitura stipulati con l’industria di trasformazione (contratti da allegare alla domanda unica in caso di produttori singoli, o da depositare in modo informatizzato, presso AGEA entro il 15 Maggio in caso di Associazione debbono sempre specificare la superficie impegnata) seminato e coltivato secondo le normali pratiche colturali e mantenuto in campo almeno fino alla sua piena maturazione (in caso di condizioni climatiche eccezionali riconosciute che impediscono il conseguimento della piena maturazione, la superficie è ammessa purchè “non venga utilizzata per altri scopi fino alla suddetta fase di crescita”).

Importo unitario del premio è determinato ogni anno in base al rapporto tra l’importo destinato al finanziamento della misura ed il numero di Ha. ammissibili nel’anno di riferimento.

Art. 27 Quota pari al 9,44% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio per le superfici olivicole coltivate in Liguria, Puglia, Calabria secondo le normali pratiche colturali da agricoltori in regola con la tenuta dei registri di cui al DM 23/12/13.

Quota pari al 2,84% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio per le superfici olivicole di Puglia e Calabria caratterizzate da una pendenza media superiore al 7,5%.

Quota pari al 2,75% del sostegno accoppiato globale è riservata al premio per superfici olivicole di particolare rilevanza economica, sociale, territoriale, ambientale, coltivate secondo le normali pratiche colturali da agricoltori in regola con la tenuta dei registri di cui al DM 23/12/13 ed aderenti a “sistemi di qualità” (cioè a disciplinari di produzione DOP/IGP).

Importo unitario del premio è determinato ogni anno in base al rapporto tra l’importo destinato al finanziamento della misura ed il numero di Ha. coltivati ad oliveto ammissibili nell’anno di riferimento

Art. 28 Agricoltori che acquisiscono nuove particelle dopo l’adesione al regime di “piccoli agricoltori” (aiuto inferiore a 1.250 €) possono non dichiararle in domanda se non vi richiedono specifici aiuti.

La validazione del fascicolo per i “piccoli agricoltori” costituisce la conferma della richiesta iniziale di aiuto, senza necessità di prestare un’ulteriore domanda alla scadenza del 15 Maggio. Modalità di ritiro o revoca dal regime dei “piccoli agricoltori” sono fissate da AGEA.

Art. 29 AGEA adegua l’entità del pagamento di base annuo ed effettua le relative verifiche.

Art. 30 AGEA definisce i criteri di controllo e le modalità operative di attuazione del DM 07/06/2018 compresi i termini entro cui debbono essere inviati i dati da inserire in SIPA al fine di trasmetterle in tempo utile agli agricoltori per presentare la domanda unica. Agricoltori depositano entro il 15 Maggio nel fascicolo aziendale il piano colturale, impegnandosi a comunicare suoi eventuali aggiornamenti. Piano colturale, su cui eseguire i controlli amministrativi per accertare il rispetto degli impegni, deve riportare, per ogni superficie a seminativo, le informazioni relative a genere, specie ed epoca di semina o di trapianto delle colture, al fine di verificare il rispetto della diversificazione colturale.

Non si procede al recupero di pagamenti indebiti di importo inferiore a 100 €. MIPAAF sentita Conferenza Stato-Regione, apporta con decreto gli eventuali adeguamenti richiesti dalla Commissione UE

MIPAAF con D.M. 5/6/2020, come modificato con D.M. 15/6/2020, ha stabilito che Organismi pagatori riconosciuti (AGEA per Marche) possono concedere anticipazioni pari a 70% del portafoglio titoli detenuto da agricoltore (come risulta dal Registro nazionale titoli di anno 2019, con esclusione di: titoli oggetto di cessione temporanea fino al 2019; titoli in corso di cessione o ceduti alla data di invio della domanda di anticipo; titoli oggetto di pignoramento), comunque per importo superiore a 300 €, ad agricoltori, che hanno presentato domanda unica nel 2020, richiedenti anticipo entro 30/6/2020. Sono esclusi da anticipazione:

a)soggetti aventi situazione debitoria con importi esigibili trascritti nel Registro nazionale debiti esigibili e non esigibili ma conosciuti da Organismo pagatore;

b)soggetti con provvedimenti di sospensione dei pagamenti relativi ad Organismo pagatore;

c)aziende in difficoltà finanziaria a causa di COVID19

Organismi pagatori concedono entro 31/7/2020, oltre ad anticipazione (coperta mediante “movimenti sulla liquidità messa a disposizione da MEF), una sovvenzione, pari al valore degli “interessi applicati alle somme anticipate” (Interessi da corrispondere su anticipi calcolati al tasso di riferimento stabilito da Commissione UE), decorrente dalla data di erogazione di anticipo e fino al 30/6/2021

Anticipazioni e sovvenzioni sono cumulabili con altri aiuti di Stato concessi nell’ambito del “Quadro temporaneo per misure di sostegno all’economia colpita da emergenza COVID19 (entro tale Quadro impresa non può beneficiare di oltre 100.000 € di aiuti)

Concessione di anticipazione rende inefficace il trasferimento di titoli successivi alla data di invio della domanda di anticipo fino alla sua compensazione.

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