PSR E COOPERAZIONE AMBIENTALE

PSR E COOPERAZIONE AMBIENTALE (Reg. 1305/13; D.A. 12/03/18; Mis. 16.5; DGR 19/11/18, 16/12/19; DDS 24/12/19, 6/4/20)  (PSR16)

Soggetti interessati:

Servizio Regionale Agricoltura (Servizio), Servizio Decentrato Agricoltura (SDA)

Soggetto promotore (Comune capofila nel cui territorio ricade, in tutto od in parte, l’Accordo) di un Accordo Agroambientale di Area inerente la tutela del suolo e la prevenzione del rischio idrogeologico ed alluvioni (AAA TSDA), che, al momento dell’invio della domanda, risulta in possesso di:

  • fascicolo aziendale aggiornato
  • idonea capacità amministrativa, valutata in base alle competenze di tipo tecnico amministrativo e finanziario nell’utilizzo dei fondi pubblici possedute dal personale coinvolto, anche a tempo parziale, nel progetto. Competenze (desumibili dal curriculum) si intendono acquisite se viene utilizzato personale in possesso di laurea, od iscritto nell’Albo regionale dei facilitatori di AAA (da tenere presente l’incompatibilità vigente tra la figura del facilitatore e quella del tecnico progettista dei singoli progetti inseriti  in AAA)
  • progetto di cooperazione funzionale ad AAA TSDA in cui evidenziata:

a)durata (almeno 3 anni)

b)priorità in grado di far conseguire al progetto un punteggio almeno pari a 0,20

c)coerenza del progetto con Linee guida definite con G.R. 1519/18

d)area oggetto di intervento (eventualmente distinta in Ambiti di Gestione delle Terre AGT ed in Unità Omogenee UO)

e)problematiche ambientali da affrontare

f)interventi da eseguire con i relativi tempi

  • delega rilasciata dai partner di AAA TSDA a presentare domanda ai sensi della Misura 16.5 secondo termini e modalità previsti dal bando
  • autorizzazione rilasciata al Sindaco a svolgere tutte le attività inerenti la presentazione e gestione di AAA TSDA
  • impegno a formalizzare AAA TSDA in caso di approvazione del finanziamento, definendo ruolo del soggetto promotore/capofila

Soggetti partner possono essere agricoltori singoli od associati, Comuni, Consorzio di bonifica, Organismi pubblici/privati di gestione associata dei beni agrosilvopastorali, Enti gestori di aree protette

Iter procedurale:

D.G.R. 1519 del 19/11/2018 definisce le Linee guida per attivare gli AAA TSDA, che prevede interventi sia nelle superfici agricole che nel reticolo idrografico territoriale attivati da un soggetto promotore. Progetto di area articolato nelle seguenti fasi:

  1. individuazione dell’area di AAA, in cui presente “potenzialità intrinseche di fenomeni indesiderati di dissesto idrogeologico, in base alle criticità espresse nel periodo recente”. Area identificata in base alle seguenti caratteristiche:

–          ampiezza non eccessiva (sempre inferiore a 50 kmq.), in modo da rendere possibile un’efficace coinvolgimento degli agricoltori presenti nel territorio ed una migliore gestione delle acque superficiali

–          presenza  integrale di 1 o più bacini idrografici tra loro non separati o non contenenti al loro interno di aree escluse

–          contenimento al suo interno di aree potenzialmente a rischio di dissesto idrogeologico, in base ai criteri del PAI regionale

–          contenimento al suo interno, in caso siano previsti interventi di consolidamento degli argini e mantenimento delle sezioni di deflusso dei corsi di acqua, aree geografiche identificate nella Carta regionale 1:50.000 come unità omogenee (UO) per il tratto fluviale interessato

–          adattamento dell’area ai limiti dei fogli di mappa catastale individuati per Comune

–          presenza di significativi caratteri ambientali, valutata a livello di: geologia; geomorfologia e bacini idrografici; idrogeologia e reticolo idrografico; paesaggio; elementi botanico vegetazionali; copertura della terra e rispettivi sistemi di sua gestione/uso

–          presenza di rischi potenziali di degrado dei suoli, o di dissesto idrogeologico, o di alluvioni, valutata a livello di: caratteristiche dei suoli tipici dell’area; fattori di pericolo dovuti ad un’erosione idrica superiore ai limiti di tolleranza; superfici a rischio idrogeologico secondo metodologia PAI e criticità rilevate nel recente periodo; criticità rilevate nei corsi di acqua con relative esigenze di protezione delle sponde o di mantenimento delle sezioni di deflusso

–          descrizione dei principali modelli di gestione nel medio lungo periodo, che deve tenere conto delle esigenze: di tipo produttivo; di vita dei residenti; di conservazione ambientale. Nel modello di gestione specificare il peso dei vari sistemi ed il loro ordine di importanza rispetto agli obiettivi di tutela del suolo e prevenzione del dissesto, al fine di ridurre i rischi di degrado

  1. analisi dell’area oggetto di intervento, indicando i suoi punti di forza e di debolezza, al fine di “definirne esigenze e fabbisogni specifici”. Analisi è svolta su:

–          scala territoriale con interventi a carattere trasversale, integrati tra loro, da intraprendere all’interno degli Ambiti Omogenei di Riferimento (AOR), nel rispetto delle norme vigenti, del quadro dei vincoli e degli impegni agroforestali, quali:

a)azioni per conservare le proprietà idrologiche dei suoli, in termini di: capacità di ritenzione; volumi di acqua disponibile per le piante; permeabilità ed infiltrazione dei suoli

b)azioni per migliorare la gestione delle superfici agricole, utilizzando tecniche specifiche per ambito geografico compreso: il completamento ed ammodernamento delle sistemazioni idraulico agrarie per regolare il deflusso delle acque meteoriche in eccesso e prevenire così l’erosione idrica del suolo; il miglioramento della gestione agronomica dei suoli, in funzione delle loro caratteristiche ed ambiente di appartenenza (Fertilizzazione dei suoli, avvicendamento delle coltivazioni, esecuzione delle lavorazioni)

c)azioni volte alla salvaguardia e riqualificazione del paesaggio

d)azioni mirate ad aumentare la resistenza delle sponde dei corsi d’acqua ed a migliorare la regolarità del deflusso delle acque meteoriche

–          scala locale con interventi specifici differenziati per Ambiti di Gestione della Terra (AGT). Tali analisi specifiche possono riguardare anche ambiti fluviali identificati come UO, costituenti sub bacini omogenei dal punto di vista energetico o aventi scambi/effetti con tratti omogenei adiacenti a monte/valle del corso d’acqua (solo tramite una visione globale dell’intero tratto fluviale si può programmare interventi in grado di risolvere le criticità emerse in un determinato punto di questo). AGT identificano, nell’ambito di AAA, aree geografiche omogenee, riconoscibili per tipo di copertura e di gestione delle superfici. Di ogni AGT indicare, oltre al numero identificativo: posizione geografica mediante cartografia digitale 1:10.000; caratteristiche biofisiche attuali (forma ed estensione, tipologia dei substrati e del suolo, superficie coltivata e non); fattori che nel tempo hanno incrementato i rischi di dissesto idrogeologico; sistema di gestione di AGT (da intendere come insieme di azioni significative da attuare per la tutela del suolo e la prevenzione del dissesto idrogeologico). AGT possono essere costituiti da seminativi avvicendati, vite, olivo, fruttiferi, bosco e pascoli, scarpate poderali, terrazzamenti, aree in frana, scarpate stradali ed aree contigue, aree di pertinenza di fossi collettori permanenti. Individuazione delle UO per la gestione fluviale avviene attraverso le seguenti fasi:

a)identificazione delle aste fluviali/corsi di acqua, specificando nel progetto: numero identificativo di queste e loro denominazione; delimitazione geografica della sorgente fino al punto di confluenza con un altro corso d’acqua mediante cartografia digitale in scala 1:10.000; caratteristiche dell’alveo (larghezza, pendenza, sponde, aree di pertinenza)

b)delineazione dell’intero bacino idrografico da cui dipende il corso d’acqua identificato mediante cartografia digitalizzata in scala 1:10.000 o 1:5.000

c)individuazione delle singole UO, tramite la definizione dei confini (a monte o a valle) del tratto di corso d’acqua considerato e del relativo microbacino di deflusso, tenendo conto di: confini fisiografici regionali appenninici; presenza di opere idrauliche di tipo trasversale (v. dighe o altre opere minori) che hanno potuto determinare modifiche geomorfologiche, con conseguenti variazioni nelle dinamiche di deflusso; confluenze idrauliche in grado di evitare eccessive frammentazioni e semplificazioni (delineazione di UO deve essere rapportata all’intervento da eseguire, garantendo la regolarità del deflusso dell’intero bacino e la conservazione delle strutture fluviali). Per ogni UO individuato descrivere:

Ø       caratteristiche biofisiche attuali dell’alveo (sponde, vegetazione ripariale, caratteri ed entità del deflusso idrico, caratteristiche delle acque)

Ø       caratteristiche delle superfici esterne dell’alveo

Ø       principali fattori che hanno aumentato nel tempo i rischi di irregolarità del deflusso e l’instabilità delle sponde

Ø       sistema di gestione di UO (inteso come insieme delle azioni attivate a tutela delle acque e prevenzione del rischio di instabilità delle sponde e di irregolarità del deflusso)

–          elementi di criticità, definendo “le determinanti che hanno generato nel tempo i fenomeni indesiderati (impatti), a cui si vuole dare soluzione”. Analisi delle criticità eseguita a scala territoriale di ambito geografico e di dettaglio per ogni AGT e UO individuato

–          punti di forza in AGT e UO (quali: presenza di agricoltori residenti; bassa presenza di infrastrutture, come strade od opere idrauliche, incidenti sul deflusso delle acque; presenza di acque naturali e di elementi di interesse paesaggistico come boschi, scarpate naturali, praterie; differenziazione degli usi delle terre; presenza di allevamenti e sistemi di gestione a basso impatto; elevata sensibilità della popolazione residente verso la salvaguardia dei beni comuni)

–          punti di debolezza in AGT e UO (quali: tendenza all’abbandono delle terre coltivate; diminuzione della popolazione residente; carattere torrentizio dei corsi d’acqua; morfologia fluviale e dei versanti collinari vulnerabili ai cambiamenti climatici; caratteristiche del fondo e delle sponde dei corsi d’acqua facilmente erodibili; tempi lunghi di riqualificazione fluviale e di stabilizzazione dei versanti)

  1. strategia del progetto comprende: scelta degli obiettivi del progetto da raggiungere; tipologie degli interventi da realizzare nell’area (in base all’analisi eseguita e tenuto conto dei fabbisogni da soddisfare), con le relative priorità (Interventi da riportare in specifica tabella); destinatari a cui sono rivolti gli interventi; risultati previsti dagli interventi eseguiti
  2. obiettivi del progetto sono quelli di:

–          tutelare la risorsa suolo attraverso: diminuzione delle aree a rischio di erosione; aumento della sostanza organica nei suoli; adattamento dei regimi idrici dei suoli ai cambiamenti climatici (v. diminuzione dei giorni con stress idrico per le piante)

–          proteggere le terre e ridurre i rischi di dissesto idrogeologico e le alluvioni attraverso: diminuzione dei fattori di rischio di erosione (agendo su lunghezza dei versanti, pendenze, pratiche colturali); diminuzione dei fenomeni di erosione canalizzata; soliflussi e captazioni; aumento di strutture permanenti utili a diminuire il rischio idrogeologico (strade poderali, canali a terrazza, scarpate poderali, opere di integrazione delle sistemazioni idraulico agrarie, fasce inerbite, siepi, filari); aumento della diversificazione nell’uso della terra; aumento delle aree di interesse naturalistico; agevolazione dell’integrazione degli strumenti urbanistici con le esigenze di gestione delle aree agricole e forestali

–          proteggere i corsi d’acqua attraverso: aumento dei tratti fluviali dotati di adeguate protezioni contro l’esondazione; diminuzione degli accumuli di materiale negli alvei; ripristino delle caratteristiche di resistenza delle sponde al carattere torrentizio dei corsi d’acqua; miglioramento nella conduzione delle acque meteoriche tramite terre esterne all’alveo

Nell’ambito degli obiettivi indicati individuare 1 o più interventi specifici riferiti ad un determinato contesto ambientale (quali: ambito di gestione delle terre AGT; unità omogenee dei corsi di acqua UO) ed interventi a carattere trasversale riferiti all’intera area geografica coinvolta in AAA

  1. piano degli interventi e delle azioni da intraprendere per raggiungere i precedenti obiettivi debbono tenere conto degli indirizzi previsti nel PAI e delle possibilità offerte dal PSR, con particolare riferimento alle Misure: 1.1 (formazione inerente alla gestione del territorio rivolta agli addetti del settore agricolo e forestale); 1.2 (azioni informative e dimostrative inerenti alla gestione del territorio rivolte agli addetti del settore agricolo e forestale); 4.3.a (interventi di miglioramento di strade interpoderali e vicinali funzionali al progetto di prevenzione del rischio idrogeologico); 4.4.1 (sostegno agli investimenti non produttivi volti a ridurre l’erosione superficiale e la tutela delle acque superficiali e profonde); 5.1 (sostegno agli investimenti di prevenzione volti a ridurre le conseguenze delle calamità naturali ed avversità atmosferiche di rilievo comprensoriale ed aziendale);  8.2 (impianto e mantenimento di sistemi agroforestali); 8.3.2 (prevenzione dei danni alle foreste causati da incendi, calamità naturali ed altri eventi catastrofici tramite investimenti destinati a ridurre il rischio idrogeologico); 10.1b (aiuti per superfici agricole dove sono presenti margini erbosi, contigui a strade e corsi d’acqua, ritenuti funzionali al progetto di prevenzione del rischio idrogeologico); 16.5 (sostegno alle azioni collettive per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico ed al miglioramento dell’ambiente). L’individuazione delle azioni trasversali da applicare sull’intera area di AAA avviene tenendo conto dei seguenti criteri:

–          esistenza di una struttura organizzata in grado di applicare i nuovi modelli di gestione territoriale, partendo dalle attività produttive e dalle infrastrutture presenti nell’area;

–          coinvolgimento nella suddetta struttura di esperti e funzionari operanti in Organismi pubblici e privati, che intervengono, direttamente od indirettamente, nell’area;

–          esigenze di formare al riguardo facilitatori e soggetti promotori;

–          risoluzione di questioni relative all’integrazione ed applicazione del quadro normativo vigente, connesso alle attività produttive e di tutela ambientale;

–          formazione tecnica incentrata sulle problematiche dell’area e sulle soluzioni individuate;

–          piano di gestione dell’area da adottare dopo la realizzazione degli interventi in cui indicare le attività ed i soggetti che dovranno, nel tempo, garantirne la funzionalità

Individuazione delle azioni specifiche da attuare per AGT diverse dagli obblighi già vigenti (v. condizionalità, greening, ecc.), ma integrabili o complementari con questi (v. canali a terrazza base larga o strada fosso; realizzazione di siepi con essenze autoctone o di fossi collettori; inerbimento delle superfici agricole; interventi su strade vicinali di accesso alle superfici agricole). Soluzioni progettuali da scegliere, tenendo conto dei seguenti criteri:

–          interventi debbono integrarsi all’interno dell’area, tenendo conto delle priorità dei fabbisogni;

–          azione va attivata a seguito di una valutazione relativa al miglioramento delle dinamiche di deflusso delle acque meteoriche;

–          interventi riguardano superfici connesse a porzione di territorio beneficiario della nuova struttura;

–          opere attuate senza smontare le strutture poderali esistenti (v. scarpate verdi, strade in terra), ma ripristinando, ove possibile, opere danneggiate o scomparse (v. fossi collettori, drenaggi, canali, siepi);

–          utilizzo, ove possibile, di tecniche di ingegneria naturalistica;

–          esecuzione di interventi volti a rafforzare le connessioni ecologiche ed a valorizzare i servizi ecosistemici;

–          efficacia dell’intervento, valutata in base alla misura del superamento dei fattori limitanti su cui si intende intervenire;

–          carattere multidisciplinare della progettazione

Interventi specifici per UO individuati in base a: analisi di contesto; valutazione delle criticità idrauliche e relativi rischi (priorità per il mantenimento di un regolare deflusso delle acque meteoriche tramite il consolidamento degli argini). Interventi nei corpi d’acqua comprendono azioni volte a: mantenere in efficienza o a ripristinare le opere idrauliche esistenti; conservare la funzionalità di alveo in rapporto alle eventuali riduzioni della sezione di deflusso; rispettare gli equilibri dell’ecosistema fluviale. In questa ottica rientrano interventi di tipo selvicolturale (compreso sistema di gestione delle formazioni riparie nel breve e medio periodo, taglio della vegetazione nelle aree golenali o in prossimità ed entro l’alveo), o relativi a: mantenimento e ripristino di opere idrauliche (longitudinali e trasversali) e dei presidi idraulici; consolidamento delle sponde naturali; mantenimento delle sezioni di deflusso (anche con interventi in alveo)

  1. piano degli indicatori individuati in relazione con obiettivi del progetto in modo da essere capaci di “misurare che cosa è stato effettivamente fatto, quali cambiamenti gli interventi hanno indotto e quale livello di soddisfazione (insoddisfazione) hanno generato presso i destinatari” (dati utili per il monitoraggio e per la valutazione dell’efficacia delle attività svolte). Nello specifico saranno definiti:

–          indicatori di realizzazione volti a misurare quanto realizzato in beni e servizi dal progetto, in termini di: entità della spesa totale; numero dei partecipanti coinvolti; giorni di formazione/informazione realizzati; superficie agricola coinvolta dai diversi interventi (distinte per: tipo di gestione agricola; contesto ambientale di appartenenza);

–          indicatori di risultato, volti a misurare i cambiamenti generati dall’azione attuata a livello di: gestione aziendale e prevenzione dei rischi; miglioramento della gestione dei suoli e prevenzione della loro erosione idrica. Indicatori valutati in termini di: numero di aziende agricole aderenti; estensione in ha. delle terre agricole e/o forestali coinvolte nel miglioramento della gestione e prevenzione della erosione idrica dei suoli;

–          indicatori relativi all’indice di gradimento degli utenti, cioè delle persone beneficiarie dei beni prodotti dagli interventi attuati

  1. struttura organizzativa dove evidenziare i soggetti coinvolti nella gestione di AAA, con loro ruolo e responsabilità
  2. elaborazione di un Piano di comunicazione che consenta in fase di attuazione di AAA

Giunta Regionale con D.G.R. 1579 del 16/12/2019 ha stabilito che AAA TSDA attuato attraverso una fase preparatoria (riguardante promozione di Accordo tramite azione di animazione sul territorio ed elaborazione di studi di fattibilità) ed una fase di gestione operativa (riguardante elaborazione del progetto di Accordo ed esecuzione delle fasi di attuazione degli interventi che richiedono la partecipazione attiva di agricoltori ed altri soggetti partner)

Ogni AAA TSDA per una migliore gestione dell’Accordo istituisce una Cabina di regia, composta da: 1 rappresentante del soggetto promotore; 1 rappresentante per ogni Comune aderente; 1 rappresentante del Contratto di fiume interessato ad AAA TSDA; facilitatore iscritto nell’Elenco regionale (obbligatorio); beneficiari pubblici dell’Accordo; 1 o più rappresentanti delle imprese aderenti all’Accordo; eventuali altri soggetti incaricati con specifiche competenze. La Cabina di regia ha il compito di:

  • coordinare la fase attuativa del progetto di AAA TSDA e del relativo monitoraggio delle misure individuali e di quelle di sistema;
  • gestire il monitoraggio di AAA TSDA e provvedere alla redazione di report semestrali sullo stato di attuazione delle misure intraprese;
  • rilevare miglioramenti ottenuti da AAA TSDA, tramite verifica di efficacia dei singoli interventi e livello di adozione delle buone prassi di gestione dei suoli da parte degli agricoltori

Servizio ha emanato con DDS 650 del 24/12/19, come modificato con DDS 188 del 6/4/20,  un bando ad evidenza pubblica per la Misura 16.5 inerente fase operativa di AAA TSDA, a seguito del quale i soggetti interessati presentano domanda su SIAR con firma digitale (utilizzare Carta Raffaello o altra Carta similare), anche avvalendosi di un CAA riconosciuto, entro le ore 13 del 16/4/2020, allegando:

  • progetto di AAA TSDA contenente:

a)analisi di contesto, in cui:

Ø       evidenziare criticità e fabbisogni dell’area oggetto di studio di fattibilità;

Ø       delimitare area oggetto di Accordo, evidenziando sub bacini idrografici compresi al suo interno come desumibili dalla carta regionale in scala 1:50.000

Ø       individuare e descrivere i singoli AGT e UO con i relativi sistemi di gestione della terra (agricoli, forestali, altri) adottati

Ø       eseguire analisi a scala comprensoriale (su intera area di AAA TSDA) e locale (su ogni AGT e UO) in base alle criticità dei fenomeni evidenziati verificatisi nel tempo e loro gerarchia

Ø       eseguire analisi sui punti di forza e debolezza

Ø       individuare le esigenze e fabbisogni di intervento derivati dalle analisi

b) animazione e coinvolgimento degli attori, comprendente:

Ø       azioni di sensibilizzazione ed applicazione delle politiche partecipate o metodologie bottom up per coinvolgere e far partecipare soggetti interessati ad AAA TSDA

Ø       raccolta casi concreti di maggiore rischio scaturiti dal coinvolgimento degli attori locali

Ø       scelte in merito agli obiettivi da perseguire e condivisione della strategia di progetto

  1. c)strategia o progettazione di fattibilità degli interventi, comprendente:

Ø       individuazione dei partecipanti al progetto e loro ruolo

Ø       individuazione dei soggetti esterni e professionalità coinvolte (compreso facilitatore da impiegare nel progetto)

Ø       obiettivi del progetto ed individuazione degli interventi trasversali (relativi all’intera area) ed a quelli specifici (relativi ad ogni AGT e UO)

Ø       schede per singolo intervento ed azioni specifiche per singolo ambito territoriale (AGT e UO), tenendo conto che azioni da riportare sono quelle minime previste in AAA TSDA

  • dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante che IVA è recuperabile o meno in base alla vigente normativa nazionale
  • dichiarazione di intenti tra Comuni ed aziende agricole, nonché altri soggetti pubblici/privati sottoscritta dai loro rappresentanti legali, in cui:

a)indicato il soggetto promotore di AAA TSDA a cui conferire mandato a: presentare domanda di sostegno; eseguire studio di fattibilità; intrattenere rapporti con Amministrazione pubblica per tutti gli adempimenti connessi all’attuazione del progetto

b)manifestato impegno a partecipare a tutte le fasi inerenti alla predisposizione del progetto di area

c)manifestata volontà di aderire alla costituzione di AAA TSDA in caso di finanziamento della domanda

  • curriculum del personale tecnico amministrativo impegnato in AAA TSDA, con  relativo documento di identità, se non utilizzato un facilitatore iscritto nell’Elenco regionale
  • cartografia digitale dell’area di AAA TSDA in formato shape file

Domanda viene dichiarata entro 10 giorni non ricevibile se presentata oltre il termine, o non sottoscritta, o sottoscritta da persona diversa dal legale rappresentante.

Domanda di aiuto e documenti giustificativi forniti dal richiedente possono essere corretti in ogni momento se rilevati errori palesi riconosciuti dal Servizio, in quanto effettuati in buona fede e facilmente individuabili al controllo (v. errori materiali nella compilazione o incompleta compilazione della domanda o degli allegati, informazioni contraddittorie o incongruenti tra domanda ed allegati). Non sono considerati errori palesi: mancata indicazione degli interventi oggetto di domanda; mancata presentazione della documentazione prevista; mancata o errata dichiarazione dei punteggi di priorità. La correzione di un errore palese non può mai far aumentare il punteggio di priorità dichiarato

Richiedente, se non vuole interagire con i Servizio, può delegare un soggetto terzo, previo invio al Servizio stesso di una comunicazione con firma autenticata (allegare copia del documento di identità in corso di validità), in cui riportare: dati del soggetto che ha accettato la delega; attività delegate; durata della delega (in genere fino al termine di trattazione della pratica).

Richiedente deve comunicare al Servizio eventuali variazioni ai dati riportati in domanda o nei documenti allegati.

Servizio istituisce una specifica Commissione di valutazione di AAA, che, in sede di istruttoria, può chiedere integrazioni o chiarimenti da inviare, tramite SIAR, entro un termine fissato, pena il loro mancato esame. Commissione esegue controlli amministrativi sul 100% delle domande pervenute (anche tramite incrocio dati con altre Misure del PSR ed altri regimi di aiuto), in merito a:

  1. validità tecnica del progetto;
  2. conformità del progetto alla normativa UE, nazionale, regionale e congruità dei prezzi;
  3. spesa relativa ad ogni intervento che deve risultare: imputabile ad operazione finanziata dal bando; funzionale al raggiungimento degli obiettivi fissati; pertinente, necessaria, congrua rispetto all’azione ammessa; ragionevole, giustificata, conforme ai principi di gestione finanziaria (in termini di economicità ed efficienza)

A conclusione della istruttoria da eseguire entro 90 giorni (termine sospeso per 1 sola volta e per non oltre 30 giorni per acquisire informazioni o documenti non in possesso di Amministrazione pubblica), Servizio comunica al richiedente i motivi della inammissibilità (totale o parziale) della domanda, specificando: punteggio assegnato; investimenti ammessi e non ammessi; contributo concedibile; termine per inviare memorie scritte (entro 10 giorni dalla notifica dell’esito istruttorio) alla Commissione di valutazione per il riesame, che nei 20 giorni successivi (comunque prima della pubblicazione della graduatoria regionale) decide nel merito. Se viene confermata l’inammissibilità (totale o parziale) della domanda, è ammesso il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) entro 60 giorni dalla comunicazione, o al Capo dello Stato entro 120 giorni.

Servizio redige la graduatoria delle domande ammissibili, tenendo conto delle seguenti priorità dichiarate al momento di invio della domanda:

  1. qualità del progetto integrato, in relazione alla correttezza dell’analisi, coerenza delle strategie scelte, consequenzialità degli interventi programmati (Peso 40%): 1 punto se il progetto presenta un livello molto buono in termini di analisi, in relazione alle problematiche ambientali oggetto di intervento, contesto agricolo, caratteristiche territoriali dell’area di AAA; 0,5 punti se il progetto presenta un livello buono di tale analisi; 1 punto se il progetto presenta un livello molto buono di coerenza delle strategie scelte e consequenzialità degli interventi con il perseguimento degli obiettivi e l’attivazione delle Misure del PSR a livello aziendale; 0,5 punti se il progetto presenta un buon livello di coerenza. A tal fine la Commissione si avvale di una griglia di valutazione predisposta, tenendo conto di parametri appropriati per la tipologia di AAA in questione
  2. dimensione territoriale del progetto (Peso 20%): 1 punto se la superficie territoriale dell’area ricadente nel progetto è superiore del 100% rispetto alla media della superficie dei progetti presentati; 0,75 punti se è compresa tra 25% e 100% rispetto alla media dei progetti presentati; 0,5 punti se è compresa tra -25% e +25% rispetto alla media dei progetti presentati; 0,1 punto se è compresa tra -75% e -25% rispetto alla media dei progetti presentati
  3. livello di partecipazione all’interno dell’area ricadente in AAA, in termini di superficie (ha), numero di aziende, od altro criterio territoriale valido in funzione alla tipologia di AAA ed agli obiettivi del progetto (Peso 40%): 1 punto se il livello di partecipazione risulta doppio rispetto al valore minimo di accesso fissato nel bando; 0,5 punti se il livello di partecipazione risulta superiore del 50% rispetto al valore minimo di accesso fissato nel  bando

Ammessi a finanziamento, in ordine decrescente di punteggio assegnato, fino alla concorrenza della disponibilità finanziaria, solo i progetti che raggiungono almeno 0,20 punti. A parità di punteggio, viene finanziato il progetto con la maggiore estensione territoriale

Servizio approva la graduatoria con decreto (pubblicato sul sito www.norme.marche.it), ed invia una comunicazione a quanti risultano ammessi ma non finanziati per carenza di fondi, affinché possano presentare ricorso al TAR entro 60 giorni dalla comunicazione, o al Capo dello Stato entro 120 giorni.

Beneficiario può presentare:

  • 1 sola richiesta di variante al progetto approvato (salvo caso di cambio del beneficiario) riguardante: modifiche degli obiettivi, temi e strategie del progetto approvato; modifiche tecniche sostanziali degli elementi che hanno determinato l’ammissibilità della domanda (a livello dei requisiti del soggetto richiedente o del progetto) o le priorità riconosciute; modifiche del quadro economico (salvo diversa suddivisione della spesa tra singole voci omogenee). Modifica del soggetto promotore o del legale rappresentante di questo è consentita solo se: subentro non modifichi le condizioni per cui è stato concesso l’aiuto (in primo luogo il punteggio di priorità); subentrante si impegna a realizzare gli investimenti al posto del cedente, rispettando tutte le condizioni e gli impegni riportati nel nulla osta di concessione dell’aiuto (compresa dimostrazione di aver sostenuto direttamente l’onore finanziario degli investimenti, cioè le fatture ed i relativi bonifici di pagamento sono intestati al subentrante, salvo casi di forza maggiore per decesso o inabilità di lunga durata del richiedente iniziale, per i quali è ammessa l’intestazione della documentazione di spesa a questi). Domanda di variante va inviata, tramite SIAR, al Servizio, fino a 60 giorni prima dell’invio del rendiconto, allegando:

a)relazione, in cui viene riportata natura ed i motivi della modifica da apportare al progetto approvato;

b)prospetto riepilogativo delle voci soggette a variazione

Servizio esegue l’istruttoria entro 45 giorni con l’accoglimento o meno della variante (Non modificate le condizioni di accesso e priorità assegnate in modo tale da escludere domanda da quelle finanziabili). In caso di inammissibilità, totale o parziale, della variante, viene inviata una comunicazione all’interessato, evidenziando i motivi della decisione presa ed il termine per presentare riesame al CCM. Variante può sempre essere ritirata fino a quando non è comunicata al beneficiario un’inadempienza o l’intenzione di svolgere controlli in loco. Spese per varianti effettuate in modo difforme da quelle approvate, non sono riconosciute. Maggiori spese dovute alla variante sono a totale carico del beneficiario, mentre se la variante determina una riduzione di spesa si procede ad una riduzione proporzionale del contributo

  • “adeguamenti tecnici” sono cambiamenti del progetto iniziale che non alterano la  finanziabilità dell’iniziativa (v. sostituzione del facilitatore, purché venga scelto sempre nell’Elenco regionale dei facilitatori di AAA), mentre modifiche progettuali non sostanziali sono soluzioni tecniche migliorative e variazioni di dettaglio rispetto alle finalità dell’investimento approvato. La realizzazione di queste modifiche non richiedono alcuna comunicazione preventiva, in quanto la loro valutazione è attuata dal Servizio in sede di accertamento finale (In caso di esito negativo, le spese delle modifiche introdotte sono a totale carico del beneficiario)
  • richiesta di pagamento di acconto sullo stato di avanzamento dei lavori (SAL) entro la fine sia del 1° anno, che del 2° anno di attività, tramite SIAR, allegando:

a)fatture od altri documenti contabili emessi dal fornitore, in cui riportare, pena inammissibilità della spesa: codice ID della domanda; Sottomisura di riferimento; dettaglio delle attività svolte;

b)documentazione attestante il pagamento di imponibile e di IVA (atto di liquidazione, mandato di pagamento quietanzato dalla banca);

c)materiale cartaceo e/o multimediale oggetto di rendiconto;

d)relazione finale sull’attività svolta dal facilitatore corredata da eventuale documentazione giustificativa (v. foglio delle firme delle persone intervenute alle riunioni; verbali delle riunioni; inviti; locandine; manifesti; spot; materiale fotografico);

e)check list di autovalutazione in caso di operazioni realizzate da Enti pubblici e/o Organismi di diritto pubblico;

f)schemi riepilogativi relativi all’attività svolta dal facilitatore

  • richiesta di pagamento del saldo, tramite SIAR, entro 60 giorni dalla scadenza della 3° annualità del progetto, allegando (in formato digitale non modificabile) documentazione analoga a quella riportata per SAL. Servizio provvede a liquidare il saldo entro 75 giorni dall’invio della domanda, previa verifica di: raggiungimento degli obiettivi indicati nel progetto; rispetto delle procedure previste per la individuazione/selezione del personale e dei fornitori

Beneficiario deve, pena la revoca dell’aiuto ed il recupero di eventuali contributi erogati:

a)comunicare con il Servizio solo tramite PEC al seguente indirizzo marche.agricoltura@emarche.it

b)inviare, almeno 5 giorni prima, al Servizio una comunicazione inerente alle azioni informative intraprese (convegni, seminari, incontri), specificando titolo e luogo del loro svolgimento

c)assumere l’impegno a presentare il progetto di AAA TSDA

d)realizzare l’intervento in modo conforme alle finalità della Misura ed al progetto approvato

e)realizzare il progetto e presentare il rendiconto nei tempi fissati (cioè entro 60 giorni dalla scadenza della 3° annualità del progetto)

f)conservare, per almeno i 5 anni successivi alla liquidazione del saldo, a disposizione del Servizio, Commissione Europea, tecnici incaricati dei controlli: documenti originali di spesa oggetto di contributo; documentazione attestante l’attività svolta

g)consentire, in ogni momento e senza restrizioni, l’accesso ai suddetti documenti agli Organismi di controllo

h)restituire, anche mediante compensazione con importi dovuti da AGEA, aiuti eventualmente percepiti in eccesso e/o sanzioni amministrative applicate

i)dare adeguata pubblicità al finanziamento pubblico attraverso:

1)       collocazione, per l’intera attività di informazione e comunicazione, di almeno 1 poster/cartello (avente formato minimo A3), in un luogo facilmente visibile al pubblico, dove riportare, emblema di UE, Stato italiano, Regione Marche e (su non oltre il 25% dello spazio) informazioni relative al progetto (nome, obiettivo di operazione, descrizione),

2)       inserimento, su eventuale sito web nella disponibilità del beneficiario, di una breve descrizione del progetto (evidenziare suoi obiettivi e risultati attesi) e sostegno finanziario di UE.

Suddetto materiale deve essere conservato per almeno 5 anni successivi alla domanda di saldo

Avverso all’esito istruttorio negativo della domanda di variante o di SAL o di saldo, il beneficiario può presentare una richiesta di riesame al Comitato Coordinamento Misura (CCM), che entro i 15 giorni successivi decide nel merito. Se il responso si mantiene negativo, il beneficiario può presentare ricorso entro 60 giorni dalla notifica al TAR, o entro 120 giorni al Capo dello Stato.

Servizio esegue valutazione dei risultati, fin dalla prima fase di avvio del progetto di AAA TSDA e continuare per tutto il periodo di tempo previsto per la sua realizzazione, tramite verifiche in campo, misure e test specifici per tipo di intervento attuato (in scala locale) in grado di attestare “corretta esecuzione, efficacia della risoluzione delle criticità, possibilità di gestione nel tempo degli interventi da parte degli attori locali”

Entità aiuto:

Stanziati 3.000.000 € per concedere contributi (nell’entità massima di 150.000 €/beneficiario) pari al 100% delle spese sostenute,  per:

a)coordinamento della fase attuativa del AAA TSDA sia riguardo alle misure individuali, che a quelle di sistema, comprendente: monitoraggio della fase attuativa; coordinamento delle fase di gestione; rendicontazione delle spese

b)attività di animazione e coinvolgimento dei diversi attori durante i 3 anni del progetto ed anche successivamente, al fine di: “mantenere vivo lo spirito di collaborazione tra agricoltori, amministratori locali ed altri soggetti partner”; raccolta di eventuali proposte migliorative per la gestione del territorio; verifica di eventuali criticità nell’applicazione del manuale di gestione

c)redazione del manuale di gestione dell’area condiviso da agricoltori aderenti ad AAA TSDA, amministratori locali ed altri soggetti partner, in cui individuati obblighi ed impegni di ognuno (adottato principio “erga omnes” tramite specifici regolamenti comunali)

d)comunicazione dei risultati, anche tramite strumenti di monitoraggio che ne consentono loro analisi in ogni fase. Adozione piano di comunicazione trasparente (ogni soggetto interessato deve avere accesso alle informazioni, in modo da stimolare la partecipazione attiva al AAA TSDA), in grado di valorizzare il livello di efficienza del processo in corso (individuazione dei punti critici e delle possibili azioni migliorative) ed il bilancio complessivo dell’esperienza di AAA TSDA (autovalutazione del processo in modo da renderlo confrontabile e replicabile)

e)valutazione dei risultati finali ottenuti da AAA TSDA in raccordo con il valutatore indipendente del PSR (verificato anche livello di trasparenza del processo ed il grado di partecipazione di ogni partner)

Al riguardo sono riconosciute spese per:

a)animazione e coinvolgimento dei soggetti interessati

b)elaborazione progetto di AAA TSDA

c)analisi, test, prove strettamente connesse al monitoraggio e valutazione dei risultati di AAA TSDA

d)coordinamento delle fasi di gestione, monitoraggio e rendiconto delle spese

e)redazione del manuale di gestione del territorio rivolto ad Amministrazioni locali ed a tutti gli agricoltori di area di AAA TSDA

f)autovalutazione dei risultati

g)piano di com,ubicazione versoi cittadini del territorio delle iniziative attivate e risultati ottenuti nel limite massimo di 15.000 €

In particolare sono ammesse seguenti spese per:

a)professionisti esterni incaricati di redigere progetto di AAA TSDA. Considerata complessità di progettazione, monitoraggio degli interventi, coinvolgimento del partenariato per i 3 anni di durata del progetto, il costo del facilitatore di AAA TSDA almeno pari a 50.000 €

b)rimborsi spese del personale iscritto nell’Elenco regionale dei facilitatori di AAA

c)missioni, vitto e rimborsi per personale di cui sopra , purché connesse alle attività svolte e:

–          nel caso di spese di viaggio: documentate tramite titoli di viaggio (biglietto ferroviario, biglietto del trasporto pubblico, ricevuta del taxi, ricevuta noleggio mezzo di trasporto); dichiarazione sottoscritta da interessato o scheda di missione (contenente: data; destinazione del viaggio; km. percorsi) se usati mezzi di trasporto propri  (rimborso pari a 0,28 €/km.) nonché documento di pagamento pedaggio autostradale e parcheggio

–          nel caso di spese di vitto: fatture o ricevute fiscali  contenenti generalità del contraente e del fornitore. Spese riconosciute nel limite di 22 €/pasto

d)attuazione delle azioni di animazione e comunicazione, quali: noleggio di attrezzature e locali necessari per realizzare tali attività; pubblicizzazione delle attività di animazione e comunicazione

e)redazione del manuale di gestione del territorio e relativi costi di stampa, diffusione e pubblicizzazione

Sono escluse dal contributo:

a)spese per studi di fattibilità

b)attività di ricerca e sperimentazione;

c)spese sostenute prima del rilascio della domanda in SIAR, o non transitate nel conto corrente bancario/postale presente nel fascicolo aziendale al momento di invio della domanda ed intestato al beneficiario;

d)interessi passivi; costo per polizze volte ad assicurare amministratori e dipendenti, contro i danni arrecati a terzi (beneficiari, Amministrazione pubblica); ammende; penali finanziarie; spese per controversie legali;

e)IVA, salvo casi in cui non sia recuperabile dal beneficiario, in base alla normativa nazionale vigente;

f)personale non iscritto all’Albo regionale dei facilitatori di AAA (compresi costi per le loro missioni, vitto, rimborsi);

g)spese diverse da quelle ritenute ammissibili di cui sopra;

h)spese per cui non specificato in fattura: dettaglio delle attività svolte e servizi acquisiti; codice ID domanda; Sottomisura di riferimento

i)nel caso di servizi acquisiti da Enti pubblici o da Organismi di diritto pubblico, spese per cui non viene rispettata la normativa sugli appalti pubblici