PSR E AREE NATURA 2000

PSR E AREE NATURA 2000 (Reg. 1305/13; D.A. 12/3/18 Mis. 12.1; D.G.R. 3/4/19; D.D.S. 18/4/19) (PSR08)

Soggetti interessati:

Regione, Servizio Decentrato Agricoltura (SDA)

Agricoltori, ai sensi di articolo 2135 del Codice Civile, e Enti gestori delle aree Natura  2000 che intendono intraprendere seguenti Azioni relative a:

1)       misure di conservazione degli Habitat 6210 e 6510 nei siti Natura 2000, attraverso:

–         invio di animali al pascolo dopo 31 Maggio nei pascoli ubicati ad oltre 900 m. di altezza (ammessa deroga su non oltre 20% della superficie a pascolo, purché questa non concessa nei 4 anni precedenti per stesso appezzamento

–         periodo di pascolamento recintato, in condizioni di sovraccarico temporaneo, nelle aree interessate da invasione di specie erbacee dominanti, in modo da assicurare prelievo da parte del bestiame anche delle essenze vegetali meno appetibili, che altrimenti potrebbero proliferare

–         controllo meccanico delle specie arbustive (tramite trinciatura, gestione del trinciato e manutenzione del pascolo), che tendono ad invadere le praterie di tali territori al fine di un miglioramento qualitativo dei pascoli estensivi  e facilitare così la diffusione delle essenze protette

–         raccolta del fiorume su superfici di almeno 250 mq./Ha di pascolo (area esclusa da pascolamento), in modo da avere idoneo materiale di propagazione per trasemine

–         elaborazione di un piano di pascolamento aziendale, firmato da un tecnico abilitato (in cui indicare aree a rischio di erosione a causa di eccessivo calpestio o pendenza, dove prevedere limitazioni al pascolamento) e sua applicazione mediante uso di recinzioni o guida degli animali al pascolo da parte di personale addetto

–         esecuzione, entro termine di utilizzo del pascolo, interventi di miglioramento delle sue caratteristiche agronomiche, quali: dispersione delle deiezioni accumulate nelle aree di maggiore concentrazione e sosta del bestiame al pascolo; miglioramento della biodiversitàdei pascoli più degradati mediante trasemina con materiale raccolto nelle aree a fiorame

–         attività di gestione razionale del pascolo, avente durata minima di 120 giorni, salvo vincoli di tipo idrogeologico

–         garantita fornitura di acqua in punti di abbeverata localizzati in luoghi strategici per ogni comparto pascolivo, così da evitare eccessivi spostamenti di animali

–         organizzazione del pascolamento da parte del gestore tramite suddivisione della superficie a pascolo in specifici comparti, affinché animali “abbiano gradualmente a disposizione, per intera durata del pascolo, superfici pascolive di estensione tale da consentire agli animali di usare razionalmente la vegetazione fresca presente”, evitando nel contempo eccessivo carico di bestiame ad ha.

–         utilizzo, per quanto possibile, di specie diverse di animali in successione nel pascolo

–         carico di bestiame compreso tra 0,5 e 2 UBA/Ha di superficie a pascolo (escluse le tare). Nel calcolo del bestiame considerare solo capi bovini, equini, ovini e caprini allevati in azienda come risultanti in BDN e superfici a pascolo presenti nel fascicolo aziendale tenendo conto che: un toro, vacca ed altro bovino di oltre 2 anni ed un equino di oltre 6 mesi è pari a 1 UBA; un bovino da 6 mesi ad 1 anno è pari a 0,6 UBA; un bovino da meno di 6 mesi è pari a 0,4 UBA; un ovino e caprino è pari a 0,15 UBA

2)       misure di conservazione per mantenimento di avifauna nelle aree habitat 6200 e habitat 6510 dei siti Natura 2000 attraverso:

–         non lavorazione di almeno il 50 % della superficie a seminativo fino al 31 Agosto, salvo aree classificate come montane ai sensi di Direttiva CE 268/75

–         esecuzione trebbiatura dei cereali autunno vernini con taglio ad almeno 30 cm. da terra e mantenimento delle stoppie fino al 31 Agosto. Ammesse deroghe in caso di allettamento del cereale e suo utilizzo in aziende zootecniche

–         creazione di fasce inerbite durevoli con priorità per quelle a fianco di canali, corsi d’acqua, siepi, strade interpoderali, aree con vegetazione naturale aventi larghezza pari a 6 m. e con sviluppo in lunghezza di almeno 100 m/Ha (4 m. di larghezza e 150 m/ha di lunghezza nelle zone montane). Nel calcolo possono rientrare anche fasce inerbite di 6 m. di raggio intorno a querce camporili

–         creazione di fasce inerbite durevoli a fianco di zone umide, falesie, calanchi di larghezza  pari a 20 m. per intera lunghezza

–         fasce inerbite (collocate fuori dalle fasce tampone di cui alla condizionalità PAC e non utilizzate come aree di interesse ecologico per gli impegni “greening” della PAC) sfalciate 1 sola volta/anno, nel periodo invernale (comunque entro mese di Febbraio)

3)       misure di conservazione nelle aree habitat 91E0 (foreste alluvionali, ripariali e paludose presenti lungo i corsi di acqua, o rive di bacini lacustri, o in aree con ristagni idrici) e habitat 92A0 (boschi ripariali a dominanza di Salix e Populus presenti lungo corsi di acqua) dei siti Natura 2000 attraverso:

–         creazione di fasce inerbite durevoli a fianco di habitat forestali ZPS di larghezza pari a 20 m. sviluppati per tutta la lunghezza del confine boschivo

–         fasce inerbite (collocate fuori dalle fasce tampone di cui alla condizionalità PAC e non utilizzate come aree di interesse ecologico per gli impegni “greening” della PAC) sfalciate 1 sola volta/anno, nel periodo invernale (comunque entro mese di Febbraio)

4)       redazione piani di gestione 5 anni di aree aperte (piano di pascolamento) per aziende con oltre 10 ha. di pascolo, in cui riportare: nome di azienda o CUAA; descrizione di azienda (tipo di conduzione, SAU, UBA, titolo di possesso, ha. di superficie a pascolo, altre superfici a pascolo, periodo di pascolamento); quadro delle particelle condotte da azienda distinte per superfici interne ed esterne ad aree SIC e ZPS e per tipologia di utilizzo del pascolo; cartografia in scala 1: 10.000 indicante superficie a pascolo, con sovrapposta cartografia fitosociologica fornita da Ente gestore in scala 1: 2.000, indicante diverse formazioni vegetali e tipologie di impegno da attuare con suddivisione dei lotti di pascolamento per aree con quota superiore a 1.000 m., aree invase da Brachipodio, cardi ed altre specie erbacee o arbustive di cui si intende effettuare gestione, aree a rotazione anticipata del pascolo (al 15 Maggio), aree a rischio di erosione; schema di utilizzo del pascolo (carico totale di bestiame, numero di lotti, sequenza di occupazione dei lotti, durata totale e parziale del pascolo, carico UBA/lotto) ed eventuali modalità di delimitazione dei lotti (recinti fissi, mobili, pascolo guidato)

5)       creazione di:

  1. a)fascia inerbita non lavorata sul margine superiore dei calanchi pari almeno a 8 m. di ampiezza
  2. b)fascia inerbita di almeno 10 m. di ampiezza in aree cartografate da Ente gestore, purché:
  • seminate su queste: miscuglio di trifogli, medica, lupinella, sulla e colza
  • superficie inerbita sfalciata 1 sola volta/anno, dopo 31 Luglio
  • non ottenuta alcuna produzione agricola da tali superfici, compreso l’utilizzo diretto con pascolo
  • vietato l’uso del diserbo chimico e dei fanghi di depurazione

6)       recupero delle aree di prateria nei siti Natura 2000 invase da arbusti, attraverso:

–         decespugliamento parziale degli arbusti negli arbusteti e praterie naturali o coltivate presenti nel sito, con taglio degli arbusti al livello del colletto o trinciatura e materiale di risulta da asportare completamente (in caso di trinciatura, tale materiale disperso nell’area circostante)

–         aree di intervento individuate da Ente gestore con specifica cartografia o a seguito di un progetto di decespugliamento trasmesso all’Ente gestore, in cui si prevede per tali aree l’esecuzione di interventi negli anni successivi al primo (in modo da evitare ricrescita delle essenze legnose)

–         superficie minima pari a 1 ha. di intervento

7)       recupero di aree di prateria degradate dalla presenza di specie erbacee invasive, attraverso:

–         gestione delle popolazioni di Brachipodio, cardi ed altre specie erbacee invasive negli arbusteti e praterie naturali e coltivate presenti nel sito da attuarsi in 2 fasi: nel 1° anno intervento meccanico primaverile – estivo o estivo (a seconda delle aree) con asportazione o trinciatura del materiale sfalciato seguito dal pascolo nella stagione autunnale; nei 3 anni successivi esecuzione di pascolo nel periodo Maggio – Luglio purché recintato ede in condizioni di sovraccarico temporaneo, in modo da assicurare alimentazione del bestiame anche con essenze vegetali meno appetibili

–         gestione di specie rizomatose (v. asfodelo, felce aquilina) con sfalcio meccanico seguito dal pascolo ripetuto in tutti gli anni previsti per il recupero di habitat

–         rispetto dei periodi e delle soglie previste all’interno delle diverse aree di intervento, individuate nell’ambito di un progetto avente durata di almeno 4 anni trasmesso all’Ente gestore

purché:

–         superficie investita da impegno ricade nelle aree individuate dalla Regione Marche come siti Natura 2000 per specifica Azione da applicare (Elenco dei siti riportato in DDS 170 del 18/4/2019)

–         in possesso delle superfici oggetto di domanda alla data del 15/5/2019

–         superfici condotte in base alle diverse tipologie di titoli di conduzione ammesse nel fascicolo aziendale

–         sostegno concesso in base ad impegni stabiliti dagli atti delle Misure di conservazione emanati da Ente gestore di area Natura 2000

–         assunto periodo di impegno di 1 anno a partire da 15 Maggio durante il quale è vietato modificare superfici e capi oggetto di contributo in tale periodo. Se durante periodo annuale di impegno beneficiario trasferisce, totalmente o parzialmente, l’azienda ad altro soggetto, mantiene il diritto all’aiuto se subentrante è agricoltore attivo e si assume impegni di cui sopra per periodo residuale, altrimenti deve rimborsare aiuti percepiti. Beneficiario e subentrante sono tenuti ad inviare, tramite PEC, a SDA modello AGEA inerente “cambio di beneficiario”

Iter procedurale:

Regione Marche. emanato con DDS 170 del 18/4/19, bando ad evidenza pubblica, a seguito del quale soggetti interessati presentano domanda di pagamento, tramite SIAN, entro 15 Maggio 2019, avvalendosi di CAA riconosciuto o libero professionista accreditato, a cui conferito mandato (da conservare nel fascicolo aziendale e registrare in SIAN), seguendo seguente procedura:

–         compilazione e stampa della domanda su SIAN, contrassegnata con numero univoco (Barcode)

–         apposizione firma del beneficiario (sottoscrizione autografa) sulla  domanda cartacea (da inserire nel fascicolo aziendale detenuto dal CAA, ai fini di successivi controlli). In alternativa è possibile da parte dell’utente che ha registrato le proprie credenziali anagrafiche sul portale AGEA sottoscrivere la domanda con firma elettronica mediante codice OTP. In tal caso AGEA, a seguito della verifica di abilitazione dell’utente, invia a questo il codice OTP mediante SMS sul suo cellulare, affinché possa digitarlo ai fini del rilascio della domanda.

–         rilascio telematico della domanda tramite SIAN.

Domanda, per essere ammissibile, una volta rilasciata su SIAN, va inserita entro 20/6/2019 su SIAR, seguendo seguente procedura:

1)       compilazione di apposita pagina predisposta per caricamento contenente: anagrafica della ditta (inclusa PEC); ID della domanda presentata su SIAN; Misura e Sottomisura di riferimento; tipologia di domanda (iniziale o modifica); SDA competente per territorio

2)       sottoscrizione (in formato digitale utilizzando carta Raffaello o altra carta servizi abilitata dal sistema) della dichiarazione attestante di: aver presentato domanda su SIAN, specificandone ID; aver sottoscritto domanda con firma OTP o firma autografa su modello cartaceo depositato presso CAA/libero professionista mandatario; confermare tutte le dichiarazioni ed impegni presi con la domanda rilasciata su SIAN

3)       caricamento (in formato PDF) della domanda rilasciata su SIAN senza firma o con firma OTP, nonché dei documenti prescritti, pena inammissibilità della domanda, quali:

Ø       per Azioni 1 e 4: piano di pascolamento di 5 anni firmato da tecnico abilitato, in cui evidenziare piano di turnazione del pascolo dove si prevede suddivisione delle superfici a disposizione in appositi comparti, affinché mandria al pascolo abbia a disposizione per intera durata del servizio, superfici a pascolo di estensione tale da consentire agli animali al pascolo di usare razionalmente vegetazione fresca presente, evitando nel contempo per intera durata del pascolamento eccessivo carico di bestiame ad ha. Nel progetto riportare: CUAA e denominazione di beneficiario; dati di consistenza zootecnica e superfici a pascolo per definire carico di bestiame; durata del pascolamento; mappa in cui specificate aree di pascolamento (delimitazione e superficie); eventuali aree precluse al pascolamento; turnazione degli animali nelle aree identificate e periodi in cui si presume presenza del bestiame (salvo modifica per situazioni contingenti); aree sottoposte ad eventuali interventi agronomici (v. eliminazione meccanica di specie invasive, aree dove eseguiti interventi di dispersione delle deiezioni o trasemina)

Ø       per Azione 2: relazione firmata da tecnico abilitato corredata da planimetria catastale con individuazione delle superfici interessate dagli impegni e delimitazione delle fasce inerbite

Ø       per Azione 3: relazione firmata da tecnico abilitato corredata da planimetria catastale, in cui riportate fasce inerbite durevoli e habitat forestale di riferimento

Ø       per Azione 5a: cartografia in cui riportata fascia inerbita non lavorata sul margine superiore dei calanchi, specificandone lunghezza

Ø       per Azione 5b: cartografia in cui riportata fascia inerbita di 10 m. di ampiezza ricadente nelle aree cartografate da Ente gestore, specificandone lunghezza

Ø       per Azione 6: progetto firmato da tecnico abilitato, che, in base ad area individuata da Ente gestore non beneficiaria della stessa Azione negli anni precedenti, descrive e localizza operazioni di decespugliamento (o dichiarazione sostitutiva notorietà attestante estremi del piano di decespugliamento trasmesso all’Ente gestore)

Ø       per Azione 7: dichiarazione sostitutiva notorietà attestante estremi del progetto di recupero delle aree di prateria degradate inviato all’Ente gestore

4)       rilascio telematico su SIAR di tali documenti con relativo codice attributivo fornito da tale sistema

Se presentate su SIAR entro termini fissati più domande, si considera valida l’ultima pervenuta

Possibile presentare, tramite SIAN:

1)                   “domanda di modifica” (specificare numero domanda iniziale, pena sua inammissibilità) entro 31/5/2019 di: appezzamenti/particelle richieste a premio (anche in aumento); codici di allevamento; riferimenti bancari/postali per il pagamento. Domanda da caricare su SIAR entro 20/6/2019

2)                   “domanda  di ritiro parziale” (riguardante: cancellazione di singoli appezzamenti/particelle in domanda; riduzione di superficie dichiarata per singoli appezzamenti/particelle; aggiornamento della consistenza zootecnica e riduzione delle quantità richieste a premio) o “domanda di ritiro totale” fino a quando non aperta sul portale SIAN la fase di istruttoria, con pubblicazione di possibili inadempienze riscontrate in domanda o intenzione di svolgere controlli in loco. Domanda caricata su SIAR entro 10 giorni successivi a presentazione su SIAN

3)                   modifica per cause di forza maggiore e circostanze eccezionali, dovute all’impossibilità di rilasciare scheda valida dal fascicolo aziendale o questa rilasciata con dati non corretti a causa del malfunzionamento del sistema informatico. Agricoltore, rimossi tali impedimenti, presenta nuova domanda ai sensi di Art. 4 del Reg. 640/14 entro 30/9/2019, da caricare su SIAR entro 10 giorni successivi, comunque entro 10/10/2019

In caso di più domande di modifica presentate, si considera valida l’ultima pervenuta

Domanda può essere corretta o adeguata in qualsiasi momento, in caso di errore palese riconosciuto dall’Autorità competente, in quanto eseguito in buona fede e facilmente individuabile, quale: errore materiale di compilazione della domanda; compilazione incompleta della domanda; contraddizione tra elementi in domanda e nei documenti allegati. Non si considera errore palese: mancata od errata indicazione degli interventi oggetto di domanda; mancata od errata presentazione documentazione obbligatoria per ammissibilità

Se richiedente non intende interagire con Regione può delegare un soggetto terzo, previo invio di comunicazione a Regione, con firma autentica (Allegare documento identità di legale rappresentante), contenente: dati del soggetto delegato; attività delegate; durata delega (in genere fino a completamento della pratica)

Richiedente, dopo invio della domanda, deve comunicare a SDA eventuali variazioni intervenute nei dati riportati nella stessa

Possibile eseguire istruttoria preliminare, purché: evitata disparità di trattamento tra beneficiari; basata su strumenti geospaziali; risultati inseriti entro 10/6/2019 su SIAN in modo che beneficiario entro 19/6/2019 possa correggere eventuali anomalie rilevate

Istruttoria viene eseguita da SDA entro 180 giorni, accertando esattezza dei dati dichiarati in domanda e sussistenza dei requisiti di accesso.

Sono considerate non ammissibili domande: presentate oltre termini fissati; presentate da soggetti non aventi requisiti richiesti dal bando; firmate con modalità diverse da quelle previste; erronee (salvo errori palesi riconosciuti da Amministrazione). Inammissibilità della domanda comunicata ad interessato, specificando motivo e termine (10 giorni)  entro cui possibile presentare riesame al Comitato di Coordinamento Misura (CCM) che, nei 20 giorni successivi, decide nel merito. Qualora riesame venga respinto, interessato può rivolgersi al TAR entro 60 giorni dalla notifica, o al Capo dello Stato entro 120 giorni dalla notifica.

A conclusione di istruttoria, SDA invia elenchi delle domande ammissibili a Servizio Agricoltura Regionale, che, entro 10 giorni, approva elenco unico regionale, senza procedere alla formazione di alcuna graduatoria, da pubblicare sul sito istituzionale di Regione (www.norme.marche.it). Tale pubblicazione funge da comunicazione di conclusione del procedimento per i richiedenti, al fine di consentire loro di presentare eventuale ricorso entro 60 giorni successivi al TAR o entro 120 giorni al Capo dello Stato.

Qualunque comunicazione avviene tramite PEC

A livello di controllo si dovrà accertare in particolare:

  • esistenza e congruità dati anagrafici del dichiarante presente in anagrafe tributaria
  • presenza titoli di conduzione di azienda in riferimento al fascicolo aziendale alla data di 11 Novembre 2018
  • esistenza di particelle dichiarate nel catasto terreni
  • individuazione grafica di particelle identificate a livello catastale
  • disponibilità delle superfici aziendali al 15/5/2019
  • continuità della conduzione e registrazione dei contratti
  • superficie indicata da 1 o più produttori alla data del 15/5/2019 non superiore a superficie grafica
  • superfici richieste ad aiuto compatibili con uso del suolo presente in SIGC
  • consistenza zootecnica di azienda (anche tramite verifica incrociata con BDN)
  • compatibilità di quanto dichiarato in domanda PSR con quanto dichiarato in altri regimi di aiuto
  • presenza di certificazione bancaria inerente codice IBAN
  • controlli specifici previsti per Misura

AGEA, a conclusione dei controlli, comunica, tramite portale SIAN, ad interessato esito positivo della domanda. Se invece procedimento amministrativo si chiude con esito negativo, la comunicazione ad interessato è eseguita da Regione.

Pagamento  di aiuto eseguito da AGEA a seguito invio elenchi di autorizzazione alla liquidazione da parte di Regione, dopo che esito dei controlli (amministrativi ed in loco) sono stati positivi. AGEA può versare per aziende a campione,  nel periodo  compreso tra 16 Ottobre e 1 Dicembre anno di domanda un anticipo (fino a 75%), dopo espletamento controlli amministrativi/informatici (compresi quelli previsti in ambito SIGC) su 100% delle domande ammissibili.

Pagamento AGEA avviene entro 30/6/2020 mediante accredito su conti correnti bancari o postali, intestati al beneficiario ed indicati in domanda. In caso di modifica del codice IBAN, occorre inviare subito comunicazione ad AGEA e Regione, corredata da certificazione di Istituto di credito (documentazione da conservare nel fascicolo aziendale).

Contro provvedimenti di decadenza di aiuto ammesso ricorso presso Autorità giudiziaria.

Entità aiuto:

Per bando 2019 stanziati 3.500.000 €, a cui possono aggiungersi ulteriori risorse se necessario per garantire piena copertura delle domande

Concesso contributo, per compensare gli agricoltori dei costi aggiuntivi  e/o dei minori ricavi derivanti dall’adozione delle pratiche di cui sopra, pari a:

  • 170 €/ha di superficie a pascolo per rispettare gli impegni dell’Azione 1 (premio ridotto a 150 €/Ha se non attuato pascolamento recintato)
  • 120 €/ha di superficie a cereale autunno vernino per rispettare gli impegni dell’Azione 2 (premio ridotto a 45 €/Ha in caso di deroga al taglio dei cereali a 30 cm dal suolo e di altri seminativi) e 150 €/ha per creazione di almeno 2.000 mq/ha di fasce inerbite durevoli
  • 150 €/ha. di superficie a seminativo per creazione di fasce inerbite di almeno 2.000 mq. relative ad Azione 3
  • 100 €/ha. per i primi 20 ha. di redazione del piano di gestione del pascolo (40 €/ha. per superficie a pascolo da 20 a 99 ha.; 15 €/ha. per superficie a pascolo da 100 a 200 ha., comunque nel limite massimo di 6.700 €/azienda) relativa ad Azione 4. Contributo concesso “una tantum” al momento di invio della domanda, che non potrà essere ripresentata nei 5 anni successivi (Periodo di validità del piano)
  • 60 €/ha. per creazione di fascia non lavorata sul margine superiore di calanchi per almeno 8 mq. avente estensione di almeno 800 mq./ha. relativa ad Azione 5.a e 130 €/ha. per creazione di fascia inerbita di almeno 10 m. di ampiezza ed estensione di almeno 1.000 mq./ha.relativa ad Azione 5.b
  • 200 €/ha. di superficie oggetto di decespugliamento relativa ad Azione 6
  • 170 €/ha. di superficie a prateria degradata recuperata relativa ad Azione 7

Azione 1 è cumulabile con Azioni 2 e 3 ed Azione 4 è cumulabile con Azioni 6 e 7 (importo complessivo erogabile non superiore a 200 €/ha.), mentre Azioni 2 e 3 e Azioni 6 e 7 non sono cumulabili tra loro. Cumulo dei contributi delle varie Azioni mai superiore a 500 €/ha.

Azioni 1 e 4 non sono cumulabili con Misura 10.1.c (gestione sostenibile dei pascoli), mentre Azione 5 non è cumulabile con Misura 10.1.b2 (margini erbosi multifunzionali)

Sanzioni:

Domanda (compresa quella di modifica) presentata con ritardo inferiore a 25 giorni rispetto ai termini fissati: aiuto ridotto di 1% per giorno di ritardo.  Domanda inviata dopo 10/6/2019 su SIAN e dopo 20/6/2019 su SIAR, o dopo comunicazione a beneficiario delle inadempienze o intenzione a svolgere controlli in loco, o qualora modifica non riporta estremi di domanda iniziale: domanda inammissibile

In caso di mancato rispetto impegni di condizionalità o di impegni specifici della Misura: riduzione o esclusione da beneficio, in funzione di gravità, entità e durata di inadempienza.

In caso di superficie dichiarata in quantità superiore di oltre il 3% o a 2 ha. rispetto a quella accertata: aiuto ridotto di 1,5 volte la differenza riscontrata, comunque non oltre il 100%  dell’importo richiesto calcolato in base alla superficie dichiarata. Sanzione ridotta del 50% se differenza tra superficie dichiarata ed accertata inferiore a 10% di quella rilevata e nessuna sanzione irrorata a beneficiario in passato. Se applicata un’altra sanzione nell’anno successivo: beneficiario paga sanzione piena per domanda di anno successivo + versa conguaglio relativo alla sanzione ridotta di cui ha beneficiato nell’anno precedente