PSR BOSCO E FRANE

PSR BOSCO E FRANE (Reg. 1305/13; D.A. 12/3/18 Mis. 8.3.2; D.G.R. 24/9/18; D.D.S. 15/10/18, 26/02/19, 23/09/19) (psr10)

 

Soggetti interessati:

Regione, Servizio Decentrato Agricoltura (SDA), Province, Comuni e loro Associazioni, Unioni Montane, Enti gestori di Parchi e Riserve, Comunanze, Università agrarie ed altre associazioni agrarie, comunque denominate che amministrano diritti di uso civico, proprietari/possessori e/o titolari della amministrazione e gestione di terreni agricoli (pubblici e/o privati, o misti) e loro Associazioni (società o consorzi o Aziende di gestione di beni agrosilvopastorali), purché al momento di invio della domanda:

  1. iscritte all’anagrafe delle aziende agricole, con fascicolo aggiornato e validato (per Regione, Province, Unioni Montane, Comuni e loro Associazioni sufficiente inserire nel fascicolo le particelle catastali interessate dall’investimento). In caso di beneficiari associati sulla base di un contratto di mandato registrato, sottoscritto dal mandatario e dal legale rappresentante dei mandanti (compresi Enti locali ed Enti gestori di Parchi e Riserve) e trasmesso alla Regione riguardante delega/conferimento della detenzione e/o gestione dei boschi oggetto di sostegno, ogni partner deve riportare nel fascicolo tutte le particelle catastali boschive detenute almeno fino alla liquidazione dell’aiuto;
  2. non rientrano nelle imprese in difficoltà, né soggette alla clausola di Daggendorf, cioè non soggette ad un ordine di recupero a seguito della decisione della Commissione di dichiarare gli aiuti percepiti illegittimi ed incompatibili con il mercato interno;
  3. si impegnano a rispettare il vincolo di inalienabilità e destinazione d’uso delle superfici oggetto di intervento per almeno 10 anni in caso di investimenti immobili (5 anni per quelli mobili) a decorrere dal decreto di liquidazione del saldo;
  4. sono titolari di un conto corrente bancario/postale dedicato intestato al beneficiario e presente nel fascicolo aziendale;
  5. dispongono delle superfici oggetto di investimento per l’intera durata degli impegni previsti dal bando a titolo di: proprietà; usufrutto; contratto di affitto scritto e registrato; atto di conferimento a cooperativa di conduzione, o a società/consorzio/azienda di gestione; contratto di comodato d’uso (anche gratuito); concessione demaniale; accordi bonari di occupazione temporanea per l’esecuzione di Piani di intervento forestale. In caso di proprietà indivisa occorre disporre di contratto di affitto pro quota;
  6. investimenti siano attivati su superfici che non hanno goduto di finanziamenti pubblici per la prevenzione e riduzione del dissesto idrogeologico negli ultimi 10 anni;
  7. in caso di superfici superiori a 80 Ha., presenza di un piano di gestione forestale (o di un strumento equivalente) approvato da: Unione montana/Ente Parco nel caso di foreste demaniali regionali o di altre proprietà pubbliche; Ente amministratore del demanio collettivo nel caso di proprietà private;
  8. progetto raggiunge almeno 0,20 punti;
  9. nel caso di Unioni montane, Comuni, Enti gestori parco, soggetti a partecipazione pubblica applicato il codice dei contratti pubblici nella scelta del preventivo aggiudicatario avente il “prezzo più basso”;
  10. progetto risulta esecutivo e cantierabile, cioè munito di tutti i titoli abilitativi richiesti dalla normativa vigente;
  11. presentato 1 solo progetto, salvo caso di interventi su diversi bacini idrografici

Iter procedurale:

Regione emanato bando ad evidenza pubblica con DDS 310 del 15/10/2018, come modificato con DDS 387 del 23/09/19 a seguito del quale i soggetti interessati presentano entro ore 13 del 28 Novembre 2019, domanda su SIAR con firma digitale, eventualmente avvalendosi di CAA riconosciuti, allegando:

  1. dichiarazione sostitutiva di notorietà firmata dal legale rappresentante attestante di: essere a conoscenza del divieto di inalienabilità e modificazione di destinazione d’uso degli investimenti; non avere richiesto altri contributi pubblici per stessi investimenti; essere in possesso di atti amministrativi (riportare data e numero) rilasciati dalle Autorità competenti (quali autorizzazioni, concessioni, SCIA, permessi, nulla osta); IVA se è recuperabile o meno;
  2. in caso di Enti pubblici o soggetti privati con personalità giuridica: atto di approvazione del progetto esecutivo;
  3. progetto esecutivo, timbrato e sottoscritto da un progettista abilitato, in cui definire i lavori da realizzare ed i costi da sostenere, corredato da:
  • elaborato selvicolturale, in cui riportare:
  1. parametri geotopografici e stazionali, quali: altitudine media di ogni area di intervento; giacitura prevalente (distinta in fondovalle, mezza costa, cacuminale); esposizione prevalente; pendenza media; fascia fitoclimatica; cingolo o associazione vegetale di appartenenza; tipo forestale regionale;
  2. parametri bioecologici e selvicolturali ante e post intervento, quali: età media; composizione del soprassuolo arboreo; indice di copertura, governo e trattamento del bosco; struttura (distinta in monoplana, biplana, multiplana); sottobosco e rinnovazione (sua evoluzione post intervento);
  3. stima del legname calcolata in base alla media delle misurazioni relative alla ripresa, eseguite in aree di saggio, da relazionare alla superficie oggetto di intervento;
  4. aree di saggio (almeno 1 ogni 2 ha. di superficie boschiva di intervento), avente forma quadrata (di 20 m. di lato) o circolare (di 10 m. di raggio), segnate in modo permanente (Almeno fino alla rendicontazione e controllo in loco) a livello di terreno/albero, riportate nella planimetria e numerate, in cui rilevare per specie legnose: numero degli alberi ante e post intervento (per area di saggio, per ha., media tra le aree di saggio, numero complessivo di alberi oggetto di intervento); numero degli alberi da tagliare (per area di saggio, per ha., media tra le aree di saggio, numero complessivo di alberi oggetto di intervento); curva di distribuzione dei diametri (0–19 cm.; 20-39 cm.; 40–60 cm.; oltre 60 cm.) ante e post intervento per ha.; età (per area di saggio e media tra le aree di saggio); diametro medio dell’area basimetrica per area di saggio; ripresa (per area di saggio, per ha., media tra le aree di saggio, numero complessivo); rapporto altezza media/diametro medio ante e post intervento (per area di saggio e media tra le aree di saggio); profondità della chioma distinta in terzo superiore, metà, più di metà (media tra le aree di saggio);
  5. valore del legname in base al Prezziario regionale;
  6. modalità di ripulitura della viabilità di servizio con relativa sistemazione di ramaglia ed arbusti derivanti dall’esecuzione degli interventi (applicate prescrizioni di massima e di polizia forestale)
  7. nel caso degli interventi di sistemazione idraulico forestale: solo le opere effettuate  con tecniche di ingegneria naturalistica e/o afferenti alla categoria degli interventi integrati.

Soggetti ricadenti nel Codice dei contratti pubblici debbono sottoscrivere il Capitolato speciale di appalto e lo Schema di contratto

  • nel caso di quantificazione della superficie a rischio (potenziale o in atto) di frana, relazione geotecnica redatta da tecnico abilitato, contenente: stralcio cartografico del PAI vigente nell’area; cartografia dell’area con quantificazione della superficie interessata; superficie quantificata (in base a “Linee guida per zonazione di suscettibilità e pericolosità) a rischio frana, ai fini della pianificazione territoriale”;
  • nel caso di quantificazione della superficie a rischio (potenziale o in atto) di esondazione: mappe di pericolosità e rischio di alluvione disponibili per singolo VON sul sito www.regione.marche.it; stralcio cartografico relativo con quantificazione della superficie interessata;
  • nel caso di quantificazione della superficie a rischio (potenziale ed in atto) di valanghe: cartografia presente nel sito www.regione.marche.it e nel PAI dell’Autorità di bacino; stralcio cartografico relativo con quantificazione della superficie interessata;
  • relazione generale del progetto esecutivo, comprendente, tra l’altro, le modalità di calcolo delle superfici a rischio potenziale, facendo riferimento ai documenti di cui sopra; eventuale quadro di incidenza e piano di sicurezza e coordinamento della manodopera; eventuali motivi di assenza del piano di sicurezza o di sua predisposizione da parte di ditta affidataria prima della consegna ed avvio dei lavori;
  • elaborati grafici, comprensivi anche di quelli relativi alle strutture, impianti, opere di sistemazione e/o regimative (da inviare pure in formato di file CAD editabile);
  • planimetria in scala 1:10.000, dove evidenziare la lunghezza del tratto di viabilità al servizio forestale interessata dal progetto ed ad altri usi del suolo (comunque tratto di tale viabilità minore rispetto a quello che si sviluppa all’interno del bosco);
  • calcoli esecutivi delle strutture ed impianti;
  • piano di manutenzione delle opere, di sue parti e degli impianti;
  • computo metrico estimativo distinto per categoria di opere, redatto in base al Prezziario regionale delle opere pubbliche vigente al momento della sottoscrizione del progetto, vistato dal richiedente, inserito su SIAR e presentato in formato di foglio elettronico editabile;
  • elenco dei prezzi unitari e delle eventuali analisi dei prezzi per le opere non previste nel Prezziario, redatte in base alle indicazioni del Prezziario regionale delle opere pubbliche;
  • in caso di Enti pubblici: schema di contratto e capitolato speciale di appalto (possibile non invio di tali documenti, ma obbligo di conservarli agli atti);
  • eventuale piano particellare di esproprio, o verbale di occupazione temporanea, o accordo bonario;

Tutti gli elaborati di cui sopra debbono essere datati, firmati e timbrati dal tecnico progettista, riportando il visto di approvazione del progetto da parte della Commissione edilizia comunale;

  1. elaborati grafici comprendenti:
  • corografia, in cui evidenziare la delimitazione di: aree naturali protette nazionali/regionali; siti Natura 2000;
  • planimetria in scala 1:5000, in cui evidenziare: aree di intervento; aree di saggio; punti di vista fotografici;
  • planimetria catastale 1:5000, in cui evidenziare: area di intervento con campitura diversa per tipo di proprietà (demaniale, altra proprietà pubblica, uso civico, privata) e relativi confini di foglio; numero di particelle e foglio;
  • stralci cartografici e cartografie pertinenti a determinate estensioni relative ai fenomeni (potenziali od in atto) franosi, esondazioni, valanghe;
  • documentazione fotografica contenente vari punti di vista;
  1. piano colturale redatto secondo il Piano forestale regionale;
  2. elaborato catastale, comprendente ditte proprietarie, Comuni, fogli, particelle catastali, superficie catastale e di intervento, evidenziata per ogni particella,;
  3. cronoprogramma dei lavori;
  4. quadro economico redatto in base al Prezziario ufficiale regionale, dove rispettare anche il valore del legname in detrazione;
  5. dichiarazione attestante se IVA inerente ai lavori e spese tecniche è deducibile o meno;
  6. in caso di contributi superiori a 5.000 €: dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante il consenso all’esecuzione dei controlli antimafia;
  7. eventuali titoli abilitativi urbanistico edilizi necessari per realizzare le opere, nulla osta inerenti ai vincoli idrogeologici rilasciati da P.F. Tutela del territorio provinciale competente, autorizzazioni paesaggistiche rilasciate con procedura semplificata od ordinaria inerenti ad interventi su superfici boschive tutelate o su altre aree tutelate (non necessarie per interventi selvicolturali autorizzati ai sensi delle prescrizioni di massima e di polizia forestale). Verifica sulla necessità o meno dell’invio di tali documenti è effettuata dal richiedente e/o dal progettista, con SDA che accerta la conformità della decisione presa;
  8. in caso di soggetti di diritto privato: 3 preventivi di spesa, datati e firmati, da ditte diverse in concorrenza tra loro per lavori di progettazione, direzione dei lavori, tenuta della contabilità forestale, di cui 1 prescelto (quello a prezzo più basso) ed altri 2 di raffronto;
  9. dichiarazione sostitutiva di notorietà sottoscritta dal responsabile della tenuta della contabilità attestante se l’impresa rientra o meno tra quelle in difficoltà finanziaria, o si trova in stato di fallimento, liquidazione coatta, concordato preventivo e di non avere procedure in corso. Dichiarazione non necessaria per le imprese non tenute ad avere un documento contabile di bilancio
  10. dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante di non essere destinatario di misure di prevenzione personale o condannato, con sentenza definitiva o meno, per delitti di criminalità organizzata;
  11. in caso di interventi su superfici di oltre 80 ha.: copia stralcio del Piano di gestione forestale vigente, in cui indicata la sua conformità ad una gestione sostenibile delle foreste; eventuale accordo di programma, o contratto di mandato, o altri titoli/documenti attestanti la disponibilità dell’area (concessione demaniale, contratto di comodato d’uso gratuito);
  12. in caso di proprietà indivisa: contratto di affitto pro quota;
  13. in caso di soggetti che debbono applicare il Codice dei contratti pubblici: check list di autovalutazione per appalti predisposta da AGEA in relazione all’importo del contributo richiesto al netto di IVA (da considerare come base per l’affidamento dei lavori). Se Ente locale appalta servizi tecnici all’esterno, check list di autovalutazionepost gara;
  14. in caso di società pubblico-privato: dichiarazione del legale rappresentante allegando la documentazione prevista da Art. 17 del D.Lgs. 175/16;
  15. dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante che i documenti richiesti sono già in possesso della Regione, specificando la struttura presso la quale sono depositati e gli estremi dei procedimenti di riferimento

Domanda di aiuto ed eventuali documenti giustificativi forniti dal beneficiario possono essere corretti ed adeguati in ogni momento, se rilevati errori palesi riconosciuti dalla Regione, in quanto effettuati in buona fede e facilmente individuabili in sede di controllo (v. errori materiali o incompleta compilazione della domanda e degli allegati, informazioni contraddittorie od incongruenti tra domanda ed allegati). Non sono considerati errori palesi: mancata od errata indicazione degli interventi; mancata o errata documentazione ritenuta essenziale per i requisiti di accesso o per priorità della domanda

Qualunque modifica intervenute nei dati in domanda o nei documenti giustificativi subito comunicata alla Regione

Se in sede di istruttoria occorre acquisire ulteriori informazioni/documenti, Servizio notifica l’elenco di questi all’interessato, insieme al termine perentorio di invio, pena il loro mancato esame

Servizio esegue entro 120 giorni l’istruttoria tramite:

  1. controlli amministrativi su tutte le domande pervenute, anche incrociando i dati di queste con altre Misure del PSR o con regimi di aiuto PAC, al fine di verificare:
  • se spesa è imputabile alle operazioni finanziate con il bando
  • funzionalità della spesa al raggiungimento degli obiettivi progettuali, sua pertinenza, congruità e necessità per l’esecuzione del progetto, nonché sua conformità ai principi di sana gestione finanziaria
  • congruità dei prezzi relativi ai singoli investimenti proposti riportati nel CME valutati in base al Prezziario regionale delle opere pubbliche, o per le opere non comprese in questo con i preventivi di 3 ditte fornitrici concorrenti tra loro
  1. eventuali visite aziendali per accertare: rispondenza di quanto dichiarato in domanda; fattibilità degli interventi proposti; loro conformità agli obiettivi della Misura; situazione preesistente (accertata anche mediante documentazione fotografica); altre informazioni utili a determinare l’ammissibilità dell’investimento

Servizio, a conclusione dell’istruttoria, dichiara inammissibile la domanda se: presentata oltre i termini; non sottoscritta o sottoscritta da persona diversa dal legale rappresentante; mancante dei documenti prescritti. Nel caso di inammissibilità, totale o parziale, della domanda, Servizio lo comunica all’interessato, specificando:  punteggio assegnato; investimenti ammessi e non ammessi; contributo concedibile; termine per presentare il ricorso (entro 10 giorni) al Comitato di Coordinamento Misura (CCM). Se a seguito dell’esame del ricorso (entro 20 giorni, comunque prima della pubblicazione della graduatoria), CCM mantiene il giudizio di inammissibilità, il soggetto può presentare ricorso entro 60 giorni dalla notifica di decisione al TAR o entro 120 giorni al Capo dello Stato

Servizio redige graduatoria delle domande ammissibili, tenendo conto dei seguenti criteri:

  1. estensione (in ha.) delle aree oggetto di investimento nelle aree boschive a rischio frana, esondazione, valanghe individuate dal PAI vigente nelle Marche (Peso 30%): 1 punto se superficie a rischio frana, esondazione, valanghe coinvolta nel progetto esecutivo è superiore a 40 ha.; 0,5 punti se superficie coinvolta è compresa tra 10 e 40 ha. Per quantificare l’estensione della superficie a rischio:
  • frana, occorre produrre una relazione geotecnica redatta da tecnico abilitato, contenente lo stralcio cartografico del PAI vigente nell’area e la cartografia dell’area con quantificazione della superficie oggetto di intervento
  • esondazione, occorre utilizzare le mappe di pericolosità e di rischio alluvione
  • valanga, occorre utilizzare la cartografia presente nel sito della Regione Marche e produrre lo stralcio cartografico con quantificazione della superficie oggetto di intervento
  1. grado di pericolosità delle aree di intervento, indicato nel PAI dell’Autorità di bacino della Regione (da P1 a P4 per le aree a rischio frana, esondazione e valanghe) ed in altri PAI vigenti nel territorio Marche (Peso 40%): 1 punto per interventi su aree classificate a pericolosità P4 e P3; 0,5 punti per interventi su aree classificate a pericolosità P2 e P1. Occorre tenere presente che: P4 corrisponde a grado di pericolosità molto elevato (pari a R4 per Autorità di bacino del Tevere e H4 per Autorità di bacino del Tronto); P3 ad elevato (pari a R3 per Autorità di bacino del Tevere e H3 per Autorità di bacino del Tronto); P2 a medio (pari a R2 per Autorità di bacino del Tevere e H2 per Autorità di bacino del Tronto); P1 a moderato (pari a R1 per Autorità di bacino del Tevere e H1 per Autorità di bacino del Tronto)
  2. presenza nell’area oggetto di intervento di un Piano di gestione forestale o strumento equivalente, vigente anche per superfici inferiori a 80 ha. (Peso 20%): 1 punto
  3. accertata presenza, anche parziale, nell’area oggetto di intervento di zone percorse da incendio boschivo negli ultimi 10 anni (Peso 10%): 1 punto

Sono ammesse in graduatoria solo domande che conseguono almeno 0,20 punti. A parità di punteggio, la priorità viene assegnata alle domande che investono una maggiore superficie come risulta dal progetto esecutivo

Graduatoria è approvata con decreto del Dirigente del Servizio Agricoltura Regionale, che provvede a pubblicarla sul sito ufficiale della Regione ed a comunicare la finanziabilità o meno della domanda agli interessati, affinché questi possano presentare ricorso entro 60 giorni dalla pubblicazione  al TAR o entro 120 giorni al Capo di Stato.

Beneficiari in sede di realizzazione del progetto possono:

  • comunicare con Regione solo tramite PEC
  • qualora non intendono interagire personalmente con Uffici regionali, delegare alcune attività ad altro soggetto, previa comunicazione con firma autenticata al Servizio, evidenziando: dati del soggetto delegato; attività delegate; durata della delega (fino al termine della trattazione della pratica)
  • presentare 2 varianti al progetto approvato (oltre quella per eventuale cambio di beneficiario) riguardanti:
  1. modifiche al quadro economico, salvo diversa suddivisione delle spese tra singole voci omogenee;
  2. modifiche tecniche sostanziali degli investimenti approvati;
  3. modifiche alla tipologia degli investimenti;
  4. cambio della sede dell’investimento fisso (cioè investimento attuato su un’altra particella), se non determinato da cause di forza maggiore
  5. cambio del beneficiario, purché il subentrante si impegna a: non modificare le condizioni per cui viene concesso l’aiuto; realizzare gli investimenti; rispettare le condizioni e gli impegni riportati nel nulla osta di concessione dell’aiuto (compreso vincolo 10 anni dopo conclusione lavori); sostenere direttamente l’onere finanziario dell’investimento (fatture intestate a suo nome e da lui pagate, salvo caso di decesso o di inabilità duratura del beneficiario per cui è consentito l’invio della documentazione intestata ad esso); stipulare, in caso di concessione di anticipo, appendice di subentro della polizza fidejussoria

Variante è presentata solo tramite SIAR, almeno 60 giorni prima del rendiconto, allegando:

  1. relazione, in cui evidenziata la natura e le motivazioni della variante (sottoscritta dal progettista o dal Direttore dei lavori)
  2. quadro di confronto tra la situazione iniziale e quella derivata dalla variante in caso di opere edili
  3. dichiarazione sostitutiva di notorietà indicante il numero dell’atto autorizzativo rilasciato dall’Autorità competente, con l’elenco degli atti autorizzativi richiesti per eseguire la variante (autorizzazioni, concessioni, SCIA, permessi)

Variante può essere sempre ritirata, salvo che sia stato comunicato al beneficiario: esistenza di inadempienze; intenzione di avviare controlli in loco.

Servizio esegue l’istruttoria, entro 45 giorni, anche mediante sopralluoghi, al fine di valutare la conformità della variante ed in particolare che:

  1. nuova articolazione della spesa non alteri la finalità dal progetto iniziale;
  2. variante non comporta un aumento del contributo concesso (eventuali maggiori spese sempre a carico del richiedente), mentre in caso di riduzione degli investimenti si procede a ricalcolare il contributo in diminuzione;
  3. non modifica le condizioni di accesso, o le priorità assegnate con uscita della domanda dalla graduatoria finanziata

Servizio decide sull’ammissibilità della vairante o sua inammissibilità, totale o parziale (in questo caso notificare all’interessato le motivazioni ed i termini per presentare ricorso al CCM)

Variante eseguita in modo difforme da quella proposta, corrisponde ad una variante non approvata

  • apportare “adeguamenti tecnici” al progetto approvato, cioè modifiche che non alterano i parametri inerenti alla finanziabilità della domanda, quali:
  1. modifiche di dettaglio e soluzioni tecniche migliorative, per cui è necessario presentare SCIA, CIL, CILA
  2. cambio di sede dell’investimento ma sulla stessa particella

Nel caso degli adeguamenti tecnici è sufficiente comunicare al Servizio le modifiche apportate, prima della domanda di pagamento finale

  • “modifiche progettuali non sostanziali”, cioè soluzioni tecniche migliorative e trasformazioni di dettaglio (quali modifiche del materiale, o dei quantitativi di questo impiegati), che non richiedono comunicazioni preventive alle Autorità competenti, ma la cui valutazione avviene al momento dell’accertamento finale con spese a carico del beneficiario in caso di esito negativo

Regione può concedere aiuto sotto forma di:

  • anticipo, pari a 50% del contributo concesso, a seguito di invio domanda, tramite SIAR, corredata da:
  1. garanzia fideiussoria di tipo creditizio o assicurativo su modulistica AGEA, pari a 100% dell’anticipo richiesto, avente validità fino alla liquidazione del saldo finale ed all’autorizzazione allo svincolo da parte dell’Amministrazione competente
  2. dichiarazione di non essere destinatario di misure di prevenzione personale o condannato (con sentenza definitiva o meno) per delitti di criminalità organizzata

Servizio istruisce le domande entro 30 giorni. In caso di decadenza dell’aiuto, l’anticipo verrà restituito

  • stato avanzamento dei lavori (SAL), pari ad un minimo di 30% e massimo di 80% del contributo concesso ( se già concesso anticipo, SAL non oltre 30%), a seguito di invio domanda (al massimo 2; 1 se concesso anticipo) tramite SIAR, fino a 3 mesi prima della conclusione del progetto, corredata da:
  1. stato di avanzamento dei lavori, completo dei codici di riferimento delle voci di spesa, redatto in base al Prezziario regionale delle opere pubbliche vigente;
  2. computo metrico consuntivo, contenente un confronto con il preventivo (tenere conto del ribasso di gara, evidenziando gli oneri di sicurezza);
  3. dichiarazione di non essere destinatario di misure di prevenzione personale o condannato (con sentenza definitiva o meno) per delitti di criminalità organizzata;
  4. dichiarazione sostitutiva di notorietà del Direttore dei lavori attestante che le opere sono realizzate nel rispetto delle norme vigenti (vincoli idrogeologici, urbanistici, edilizi, ambientali, paesaggistici) con relative autorizzazioni;
  5. fatture, recanti il dettaglio dei lavori svolti, codice ID della domanda e Sottomisura di riferimento, pena loro inammissibilità;
  6. copia delle contabili di pagamento, quali: bonifici/riba eseguiti tramite banca o posta, con riferimento a fattura pagata (in caso di home banking, allegare stampa dell’operazione, attestante data e numero di transazione eseguita, nonché causale); assegni di conto corrente non trasferibili, corredati dall’estratto conto rilasciato da Istituto di Credito  attestante l’avvenuto pagamento; carta di credito e/o bancomat, corredata da estratto conto rilasciato da Istituto di Credito attestante l’avvenuto pagamento (escluse carte prepagate)

Servizio esegue istruttoria entro 45 giorni verificando: adeguatezza e completezza dei documenti presentati; conformità delle spese sostenute alla normativa UE; computo metrico  consuntivo asseverato e sottoscritto dal Direttore dei lavori, da cui si evidenzia conformità dei lavori al progetto  approvato. Prima dell’erogazione di SAL saranno eseguiti controlli in loco a campione

  • saldo, a seguito di invio di domanda su SIAR, entro 24 mesi dalla notifica del finanziamento, allegando:
  1. dichiarazione sostitutiva di notorietà del beneficiario attestante che: opere non hanno beneficiato di altri finanziamenti pubblici; estremi dell’inizio e fine dei lavori comunicati al Comune se per questi sono necessarie autorizzazioni edilizie;
  2. dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante di non essere destinatario di misure di prevenzione personale o condannato (con sentenza definitiva o meno) per delitti di criminalità organizzata;
  3. dichiarazione sostitutiva di notorietà del Direttore dei lavori, attestante: completamento delle opere finanziate; lavori riportati nei documenti giustificativi riguardano il progetto finanziato; opere sono realizzate nel rispetto delle norme vigenti in materia idrogeologica, urbanistico edilizia, ambientale, paesaggistica;
  4. computo metrico consuntivo, contenente un quadro di confronto con quello preventivo e con eventuali SAL presentati;
  5. stato finale dei lavori, timbrato e firmato dal Direttore dei lavori, completo dei codici di riferimento delle voci di spesa del progetto ammesso a contributo;
  6. disegni progettuali se intervenute, successivamente al rilascio dei titoli abilitativi iniziali, varianti approvate dagli Enti competenti;
  7. in caso di Enti pubblici o stazioni appaltanti, od Amministrazioni aggiudicatici: check list di autovalutazione dell’appalto dei lavori;
  8. fatture originali, in cui riportare i lavori svolti, codice ID della domanda e Sottomisura di riferimento, pena loro inammissibilità;
  9. copia del registro IVA sottoscritta dal beneficiario, evidenziando le fatture rendicontate;
  10. documentazione fotografica dei lavori non più visibili a seguito di loro realizzazione (v. drenaggi);
  11. copia delle contabili dei pagamenti effettuati (documenti analoghi riportati per SAL)

Servizio procede alla liquidazione del saldo, dopo aver eseguito entro 60 giorni dall’invio della domanda, un sopralluogo aziendale, volto ad accertare:

  • effettiva realizzazione degli investimenti previsti e rendicontati
  • rispetto delle prescrizioni, atti autorizzativi ed obiettivi previsti dal progetto;
  • mantenimento delle condizioni di accesso e delle priorità assegnate (Domanda si mantiene in posizione utile di graduatoria);
  • fornita adeguata pubblicità al finanziamento pubblico

Eventuali economie di spesa nell’esecuzione di servizi/lavori realizzate a seguito di ribassi in sede di affidamento pubblico non necessitano di comunicazione alla Regione.

In caso di parziale realizzazione del progetto, occorre verificare funzionalità dei lavori eseguiti. Se viene rilevato che questi non costituiscono un lotto funzionale, si ha decadenza del lotto con conseguente inammissibilità delle relative spese. Se invece è riconosciuta la funzionalità del lotto, si può ammettere le spese relative (Si ricorda che il costo di direzione dei lavori è diminuito in proporzione ai minori investimenti eseguiti), eventualmente compensate con anticipi ed acconti già erogati. Se il progetto realizzato interamente ma con una spesa inferiore, le somme non utilizzate sono considerate economie

Beneficiario deve, pena perdita del contributo e recupero degli importi percepiti:

  • realizzare e rendicontare gli investimenti, entro 24 mesi dalla concessione dell’aiuto. Ammessa proroga di 6 mesi, a seguito di richiesta del beneficiario, corredata da:
  1. relazione attestante: motivi del ritardo; misure da adottare per concludere gli investimenti; nuovo crono programma dei lavori
  2. appendice di polizza fideiussoria, nel caso sia stato erogato un anticipo, fissando nuova scadenza per l’ultimazione dei lavori
  • garantire la destinazione d’uso degli investimenti realizzati per almeno 10 anni dalla data di concessione del saldo finale per gli investimenti immobili (5 anni per gli investimenti mobili)
  • non alienare i beni acquistati o ristrutturati con il contributo per almeno 5 anni dalla data di concessione del saldo finale
  • conservare a disposizione della Regione, Commissione Europea, tecnici incaricati dei controlli la documentazione di spesa per almeno 5 anni dalla data di concessione del saldo finale
  • consentire sempre l’accesso alle aree di intervento ed alla documentazione ai soggetti incaricati dei controlli
  • restituire subito, anche mediante compensazione con altri importi dovuti da AGEA, le somme eventualmente percepite in eccesso, o le sanzioni amministrative applicate
  • dare adeguata pubblicità al finanziamento pubblico UE, tramite collocazione in luogo ben visibile dal pubblico del seguente materiale (da conservare per almeno 5 anni dalla domanda di saldo):
  1. poster (formato A3), in cui attestato il sostegno finanziario UE, in caso di contributo superiore a 10.000 €
  2. targa informativa, in cui attestato il sostegno finanziario di UE, Stato italiano e Regione Marche in caso di contributo superiore a 50.000
  3. cartellone temporaneo di “dimensioni rilevanti”, in caso di contributo oltre 500.000 € per investimenti riguardanti infrastrutture/costruzioni
  4. targa informativa permanente o cartellone pubblicitario (o adesivo ben visibile in caso di beni mobili) da installare entro la data di presentazione della domanda di saldo, in caso di contributo superiore a 500.000 €, in  cui riportare: informazioni sul progetto (nome, obiettivo, descrizione) occupanti non oltre il 25% dello spazio; emblema di UE, Stato italiano, Regione
  5. sito web di azienda, dove riportare: descrizione dell’operazione, evidenziandone finalità, risultati, sostegno finanziario UE

In caso di esito negativo dell’istruttoria in merito alla domanda di variante, o SAL, o saldo, il beneficiario può presentare richiesta di riesame a CCM, che la valuta entro 20 giorni. A seguito della notifica del provvedimento definitivo negativo, beneficiario può presentare ricorso al TAR entro 60 giorni successivi, o al Capo dello Stato entro 120 giorni successivi.

Entità aiuto:

Per bando 2018 stanziati 4.000.000 €, di cui 10% a fondo riserva per eventuali ricorsi amministrativi

Contributo in conto capitale è pari a 100% delle spese sostenute e rendicontate entro il 31/12/2023 per:

  • interventi selvicolturali e/o di sistemazione idraulico forestale, atti a ridurre il rischio idrogeologico attraverso: stabilità dei versanti e della capacità e corretto deflusso del reticolo idrogeologico (impluvi, fossi, torrenti, fiumi). Nel caso di interventi selvicolturali che prevedono il taglio degli alberi, sono ammesse solo le spese per taglio, depezzamento, sramatura, allestimento, concentramento, esbosco ed accatastamento del legname, con detrazione del valore commerciale di questo, calcolato in base alla quantità di legname stimato (espresso in q.li) nelle aree di saggio campionarie, moltiplicato per il prezzo unitario al q.le Esbosco del legname è sempre da prevedere, anche in caso di intervento sul reticolo idrografico, dove occorre allontanarlo dall’intorno degli alvei incisi e nelle relative aree di pertinenza dei corpi idrici
  • opere di: sistemazione e regimazione idraulico forestale; intercettazione e convogliamento delle acque superficiali per il loro corretto deflusso
  • opere attuate nei versanti in movimento, a carico di fondi dissestati, e nelle scarpate stradali di accesso o di penetrazione ai boschi, attuate con tecniche di ingegneria naturalistica e di bioingegneria forestale
  • progettazione, oneri per consulenti, direzione dei lavori, contabilità, certificazione della regolare esecuzione/collaudo dei lavori, studi di fattibilità connessi al progetto, nel limite del 10% dei costi precedenti, purché effettivamente sostenute, rendicontate e supportate da elaborati progettuali firmati e timbrati dal professionista. Se le spese tecniche sono emesse da una società di servizi, sono ammesse purché: società prevede tra i propri scopi sociali la progettazione e consulenza tecnica; libero professionista incaricato della prestazione è iscritto all’Ordine professionale e dipendente/collaboratore della società; viene riportato in fattura il nominativo del suddetto professionista

Non sono ammissibili:

  • spese non transitate sul conto corrente bancario/postale intestato al beneficiario e presente nel fascicolo aziendale al momento dell’invio della domanda
  • spese sostenute prima dell’invio della domanda (compreso versamento di anticipi e caparre), salvo quelle propedeutiche per prestazioni immateriali (quali onorari per professionisti e consulenti per studi di fattibilità) ammesse entro i 12 mesi antecedenti all’invio della domanda
  • IVA, purché non sia deducibile (evidenziare in domanda la normativa di riferimento)
  • spese relative alle opere forestali, di ingegneria idraulica e naturalistica non presenti nel Prezziario regionale delle opere pubbliche, o per cui non viene presentata una specifica analisi dei prezzi
  • spese per opere non più ispezionabili, non corredate da documentazione fotografica
  • interventi di manutenzione su beni immobili (quali sistemazioni idraulico forestali ed interventi di ingegneria naturalistica) e beni mobili (quali veicoli ed attrezzatura per lavori manuali) esistenti
  • spese per progetti che non offrono adeguate garanzie di cantierabilità
  • interessi passivi, ammende, garanzie, spese bancarie, oneri finanziari su mutui e capitali di rischio, spese per atti notarili necessarie alla  trascrizione di vincoli ed altre spese legali, altre imposte, oneri e tasse (salvo contributi previdenziali di liberi professionisti incaricati della progettazione e/o direzione dei lavori), polizze fidejussorie
  • spese tecniche per la compilazione della domanda
  • spese per la pubblicità dell’investimento e del cantiere
  • spese per investimenti realizzati fuori dalla Regione Marche
  • spese per trasporti e montaggi, compreso vitto ed alloggio del personale addetto a tali lavori
  • oneri amministrativi per autorizzazioni, concessioni, canoni di allaccio e fornitura di energia elettrica, gas, acqua, telefono
  • investimenti realizzati con operazioni di locazione finanziaria (leasing)
  • lavori e servizi tecnici attuati in economia o in amministrazione diretta (cioè con proprie maestranze assunte)
  • interventi previsti in altre misure e sottomisure del PSR Marche  2014/20
  • acquisto di terreni