PROVINCE E COMUNI

PROVINCE E COMUNI (Legge 96/17; L.R. 10/95, 18/08, 18/13, 46/13, 47/13, 13/14, 13/15, 18/16, 25/16, 28/16, 29/16, 34/16, 47/18, 8/20, 43/20; DGR 05/09/2016, 26/02/18; DDS 23/10/17, 09/03/17)  (enti32)

Soggetti interessati:

Regione, Province, Comuni, cittadini

Iter procedurale:

Regione definito con L.R. 13/15 riordino delle funzioni amministrative delle Province individuate in Allegato A pubblicato su BUR 33/15 che sono trasferite a Regione. Nel caso di affidamento delega di funzioni, Giunta Regionale applica disposizioni dettate da Assemblea legislativa nazionale.

Regione, con LR 6/16, ha riassegnato a Province “funzioni di vigilanza su caccia e pesca nelle acque interne”, ma limitatamente, come poi precisato con LR 18/16, a “quelle di vigilanza venatoria e ittica attribuite agli agenti di vigilanza e finalizzate ad accertamento delle violazioni amministrative, compresa l’irrogazione delle sanzioni amministrative e la riscossione dei proventi corrispondenti”.

Personale a tempo indeterminato trasferito, previa consultazione di Organizzazioni sindacali, a Regione è inserito nei 90 giorni successivi nella dotazione organica della Giunta Regionale a seguito della riorganizzazione dei propri Uffici. Dalla data di trasferimento del personale le risorse regionali corrispondenti alle retribuzioni del personale, compresi Dirigenti, ritornano a Regione e vanno a costituire specifici fondi destinati a Regione. Elenco del personale dipendente a tempo indeterminato e determinato (compreso quello con rapporto di lavoro in corso al momento di funzione trasferita), distinto per categoria economica e settore di appartenenza, nonché costo annuo per ognuno, tenendo conto di retribuzione annua lorda, comprensiva di salario accessorio, oneri riflessi a carico di datore di lavoro, IRAP, oneri per nucleo familiare

Procedimenti in corso nel Piano stralcio di bacino per assetto idrogeologico di bacino di rilievo regionale pendenti davanti a Province sono completati da queste al 16 Aprile 2019

Entro 15 Ottobre 2015 Giunta Regionale presenta ad Assemblea legislativa:

  1. proposte di legge per coordinamento di funzioni riallocate alla Regione e precedentemente svolte da Province
  2. eventuali proposte di atto necessario a dare attuazione a disposizioni statali in materia di mercato del lavoro e polizia provinciale escluse da L.R. 13/15

Polizia provinciale continua ad esercitare funzioni di polizia locale, comprese quelle relative al riordino delle funzioni provinciali, fino a “emanazioni di eventuali disposizioni statali in materia di polizia provinciale”

Con decorrenza da effettivo trasferimento delle funzioni, ogni riferimento a Province contenuto nella normativa regionale si intende riferito a Regione. Disposizioni abrogate o modificate con L.R. 13/15 continuano ad applicarsi fino a data di effettivo esercizio da parte di Regione delle funzioni trasferite

Rimangono affidate a Commissioni provinciali accertamento dei requisiti di idoneità ad esercizio del servizio di trasporto pubblico di persone (taxi)

Regione Marche con L.R. 10/95 ha disciplinato:

  • istituzioni di nuovi Comuni che può avvenire tramite:
  1. fusione di 2 o più Comuni contigui;
  2. erezione a Comune di “una o più borgate o frazioni di uno stesso Comune”, purché popolazione di nuovo Comune e popolazione di Comune esistente non inferiore a 10.000 abitante;
  3. fusione per incorporazione promossa da ogni Consiglio Comunale, previo espletamento di referendum consultivo svolto anche su richiesta da almeno 1/10 degli aventi diritto al voto del Comune interessate (firme raccolte nei 6 mesi antecedenti deposito di richiesta con Comune che ne accerta regolarità entro 30 giorni  dal deposito), Comuni interessati  effettuano referendum nella stessa data entro 30 giorni da completamento della verifica firme. Possono partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere il Consiglio regionale. Referendum  valido indipendentemente dal numero di votanti, con proposta che si intende approvata se “consegue maggioranza  dei voti validamente  espressi, conteggiati con scrutino separato, per ogni Comune”. Regione predispone scheda di votazione, nonché atti relativi alle modalità di scrutinio e proclamazione del risultato. Uffici comunali preposti sorvegliano la regolarità delle operazioni elettorali e proclamano risultati conseguiti, entro 20 giorni da svolgimento del referendum. Consigli comunali interessati  inviano a Giunta Regionale richiesta di fusione per incorporazione entro 30 giorni  da esecuzione referendum, allegando verbale di proclamazione del risultato del referendum, evidenziando eventuali contenziosi esistenti. Giunta regionale verifica regolarità della richiesta nei 20 giorni successivie presenta relativa proposta di legge ad Assemblea Regionale entro 30 giorni da completamento di verifica.
  • mutamento di circoscrizioni comunali che può attuarsi in caso di:
  1. distacco di frazione da un Comune e sua incorporazione in altro Comune;
  2. ampliamento territorio di un Comune a cui aggiunta parte di territorio di altro Comune.

Nel caso di lettere b) e c) non si applica limite di 10.000 abitanti di cui sopra;

  • mutamente di denominazione comunale attuato in caso di mutamento delle circoscrizioni comunali o se “ricorrono particolari esigenze toponomastiche, storiche, culturali o turistiche”;

Assemblea Regionale può approvare programma di nuova determinazione territoriale dei Comuni “nel rispetto della peculiarità storico culturale delle diverse collettività locali, tenendo conto costituzione di unioni di Comuni o trasformazione Comunità Montane in Unioni di Comuni per più razionale gestione dei servizi ispirati a criteri di economicità ed efficienza”. Programma indica misura dei contributi assegnati a fusione Unione dei Comuni.

Presidenti Province invitano Presidenti Comunità Montane e Sindaci a contribuire alla definizione del programma. Proposte inviate a Giunta Regionale che redige schema di programma a Province e Comuni interessati all’azione di riordinamento, affinché si esprimano nei 40 giorni successivi, anche a seguito di “forme di consultazione popolare”. Programma aggiornato con medesima procedura ogni 5 anni.

Procedura per istituzione di nuovi Comuni o mutamento di circoscrizioni. Consiglio comunale o maggioranza elettori residenti in Comune, frazioni (Firme autenticate con spese a carico Regione) avanzano richiesta motivata a Giunta Regionale, affinché proponga proposta di legge di modifica territoriale entro 60 giorni ad Ufficio di Presidenza Assemblea Regionale, che la invia entro 15 giorni a Consigli Provinciali e Comunali interessati per formulare entro 60 giorni “parere di merito”. Proposta di legge, con parere Enti locali, inviata a competenti commissioni del Consiglio. Dopo formulazione parere di Commissione, Assemblea delibera indizione referendum consultivo su proposta di legge (non necessario in caso di procedimento di fusione per incorporazione), la cui data è fissata da Presidente Giunta Regionale. Referendum “valido indipendentemente dal numero degli aventi diritto al voto che vi hanno partecipato”.

Nel caso di ampliamento circoscrizione modifiche di statuto entro 1 anno, nonché adegua strumenti urbanistici

Regione Marche ha approvato istituzione dei seguenti nuovi Comuni con:

  • L.R. 18/13 per Trecastelli, avente sede provvisoria nel Comune di Ripe, comprendente il territorio dei Comuni di Castelcolonna, Monterado e Ripe
  • L.R. 47/13 per Vallefoglia, con sede provvisoria nel Comune di S. Angelo in Lizzola, comprendente territorio dei Comuni di Colbordolo e Sant’Angelo in Lizzola
  • LR 25/16 per Fiastra, con sede nel Comune di Fiastra, comprendente il territorio dei Comuni di Fiastra e Acquacanina
  • LR 28/16 per Terre Roveresche, con sede provvisoria  nel Comune di Orciano di Pesaro, comprendente il territorio dei Comuni di Barchi, Orciano di Pesaro, Piagge e San Giorgio di Pesaro
  • LR 29/16 per Colli al Metauro, con sede provvisoria nel Comune di Saltara comprendente il territorio dei Comuni di Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina
  • LR 34/16 per Valfornace, con sede provvisoria nel Comune di Pievebovigliana, comprendente territorio dei Comuni di Pievebovigliana e Fiordimonte
  • LR 47/18 per Sassocorvaro Auditore, con sede provvisoria nel Comune di Sassocorvaro, comprendente il territorio dei Comuni di Sassocorvaro ed Auditore
  • L.R. 8/20 per incorporazione del Comune di Monteciccardo in quello di Pesaro

Statuto del nuovo Comune deve:

  • assicurare alle comunità di origine adeguate forme di partecipazione e decentramento dei servizi (Comuni di origine gestiscono servizi di base ed altre funzioni delegate dal nuovo Comune);
  • prevedere l’istituzione di municipi nei territori delle comunità di origine, applicando agli amministratori di questi le norme previste per i Comuni con pari popolazione. Funzionamento di tali municipi è definito con regolamento approvato dal nuovo Comune;
  • prevedere elezione degli organi a suffragio universale diretto;
  • trasferire al nuovo Comune le funzioni conferite dalla Regione ai precedenti Comuni, subentrando così nella titolarità e rapporti giuridici (attivi e passivi) vigenti dei Comuni oggetto di fusione/incorporazione ed in particolare nei loro beni demaniali, patrimoniali e del personale (“fermo restando le posizioni di carriera ed economiche già acquisite” ed il rispetto delle “procedure di informazione e consultazione” con le Organizzazioni sindacali)

Organi di governo e di revisione contabile dei preesistenti Comuni decadono ed in attesa dell’insediamento degli organi del nuovo Comune, a seguito delle elezioni amministrative attuate secondo le leggi nazionali vigenti, le funzioni governative sono esercitate da un Commissario Governativo, mentre quelle contabili continuano ad essere svolte dal Revisore contabile in carica del Comune più rappresentativo. Sindaci dei Comuni oggetto di fusione adottano, di intesa tra loro, provvedimenti per consentire il pieno funzionamento del nuovo Comune, “in modo da garantire la tutela degli interessi primari dei cittadini e la continuità nell’accesso alle prestazioni e servizi”. Per quanto non disciplinato nella suddetta intesa provvede il Commissario, eventualmente sentiti, in forma consultiva, i Sindaci in questione, costituitisi in Comitato.

Fino all’entrata in vigore degli strumenti urbanistici e dei regolamenti interni approvati dal nuovo Comune rimangono in vigore quelli approvati dai Comuni oggetto di fusione/incorporazione per i rispettivi territori

Al fine di incentivare l’integrazione istituzionale e territoriale, la Regione, con L.R. 46/13, concede “contributi o vantaggi economici o patrimoniali di qualunque genere” a:

  • Comuni risultati da fusione/incorporazione;
  • forme associative tra Comuni costituite mediante Unione di Comuni, o comunicazione riguardante l’esercizio in comune di funzioni fondamentali o servizi a questi affidati. Regione, con DDS 14 del 23/10/2017, ha emanato un bando pubblico per concedere incentivi straordinari ad Unione di Comuni non montani per la gestione associata delle seguenti funzioni:
    1. organizzazione generale dell’amministrazione
    2. organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale (quale servizio di trasporto pubblico)
    3. catasto
    4. pianificazione urbanistica ed edilizia, nonché partecipazione alla pianificazione territoriale di livello sovra comunale
    5. attività di pianificazione della Protezione Civile e coordinamento dei primi soccorsi
    6. organizzazione della gestione e servizi di raccolta, avvio allo smaltimento e recupero dei rifiuti urbani, nonché riscossione dei relativi tributi
    7. progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini
    8. edilizia scolastica, organizzazione e gestione dei servizi scolastici
    9. Polizia Municipale e Polizia amministrativa locale
    10. tenuta dei registri di stato civile e della popolazione, nonché compiti in materia di servizi anagrafici e di servizi elettorali
    11. servizi in materia statistica
  • Enti pubblici che si associano, diversi da Comuni operanti in materie di competenza regionale

Provincia delegata a:

  • adottare provvedimenti necessari a regolazione rapporti conseguenti istituzione di nuovi Comuni o mutamenti di circoscrizioni comunali;
  • determinare e rettificare confini comunali sulla base di “segni naturali” o mediante accordo tra Comuni, anche ai fini di rimuovere disfunzioni operative nella gestione economica di servizi. Se Comuni non si accordano, Provincia provvede d’ufficio o su richiesta di uno dei Comuni interessati, comunicando decisione agli altri.

Provincia invia copia provvedimenti adottati, entro 90 giorni da ricevimento delibere comunali, a Giunta Regionale che in caso di inerzia della Provincia può fissare termine di adempimento, pena intervento d’ufficio della Regione.

Procedure di istituzione di nuove Province o mutamento di circoscrizioni provinciali spetta a Comuni interessati (Occorre la maggioranza dei Comuni dell’area rappresentanti la maggioranza della popolazione dell’area, che deliberano modifiche a maggioranza assoluta dei Consigli comunali). Assemblea Regionale, su proposta di Giunta, valuta aree in cui Comuni possono proporre istituzioni di nuove Province per “favorire riequilibrio economico, sociale e culturale del territorio regionale”, fermo restando che indicazione regionale non comporta vincoli o limiti alla decisione dei Comuni al riguardo. Delibere dei Comuni inviate a Giunta Regionale che le trasmettono ad altri Comuni e Province interessate per raccogliere adesione, che si pronunciano entro 90 giorni. Se entro tale termine raggiunta adesione di maggioranza della popolazione, Assemblea regionale, su proposta di Giunta, esprime entro 90 giorni parere motivato. Delibera di Assemblea regionale, unitamente a delibere di Comuni e Provincia, inviate al Parlamento.

Comuni, beneficiari  del Fondo per fusione di cui alla LR 18/08, inviano entro 28 Febbraio successivo ai fini di rendicontazione, mediante  PEC, a Servizio Regionale Enti locali:

  • elenco degli interventi eseguiti nell’anno precedente per adeguamento organizzativo, informatico, infrastrutturale, contabile del nuovo Comune
  • atti deliberativi relativa ad impegno spesa, liquidazione, pagamento

Se spesa rendicontata ed accertata  inferiore al contributo concesso in anno precedente, contributo di anno successivo ridotto in proporzione “mediante compensazione in sede di impegno spesa e di liquidazione di spettanze relative ad anni successivi”. In mancanza di invio  del rendiconto nei termini previsti, nessun aiuto versato per anni successivi.

Servizio Regionale Enti Locali può chiedere in sede di istruttoria al Comune chiarimenti e/o documenti integrativi da far pervenire  entro 15 giorni (pena decadenza contributo), o eseguire sopralluoghi.

Entità aiuto:

Legge 96/17 ad art. 21: incrementa fondo per fusione di Comuni di 1.000.000 € per anno 2017 e 2018; prescrive che spese per personale di nuovo Comune non superi la media delle spese per personale sostenuta da ogni Comune aderente nei 3 anni precedenti; consente ai Comuni oggetto di fusione di mantenere tariffe e tributi differenziati sul territorio definiti da Enti preesistenti non oltre 5° esercizio finanziario successivo a fusione (esclusi esercizi finanziari in cui efficacia degli aumenti di tributi ed addizionali è sospesa in virtù di previsioni legislative).

L.R. 13/15 prevede, nei limiti delle risorse allocate nel bilancio di previsione, a sostenere Regione per gestire le funzioni precedentemente assegnate alle Province. Giunta Regionale è autorizzata ad apportare le variazioni al programma operativo annuale.

Regione ha istituito, con art. 21 della L.R. 18/08, così come modificata da ultimo dalla L.R. 15/17, un Fondo per la fusione dei Comuni (Entità delle risorse definite in sede di bilancio) al fine di concedere contributi per 10 anni a partire dall’anno successivo all’elezione del nuovo Consiglio comunale ai Comuni che si fondono con istituzione di nuovo Comune, o a decorrere dall’anno successivo in caso di incorporazione dei Comuni. Criteri di ripartizione delle suddette risorse, approvati con DGR 1021 del 05/09/2016, prevedono:

  • 40% da ripartire in proporzione all’estensione del territorio del nuovo Comune
  • 40% da ripartire in proporzione alla popolazione residente nel nuovo Comune determinata in base al censimento ISTAT
  • 20% da ripartire in proporzione al numero dei Comuni originari esistenti prima della loro fusione od incorporamento

Contributi sono destinati alla copertura delle seguenti spese:

  1. apertura di sportelli decentrati per l’attivazione dei Municipi
  2. acquisto di mezzi e strumenti utili a garantire l’erogazione dei servizi sull’intero territorio del nuovo Comune
  3. riorganizzazione di preesistenti strutture amministrative comunali
  4. messa in rete degli uffici comunali
  5. diffusione di servizi uniformi su tutto il territorio comunale
  6. acquisizione di servizi atti ad uniformare le procedure amministrative, i sistemi informativi, i servizi alla persona nell’intero territorio del nuovo Comune
  7. comunicazione istituzionale alla cittadinanza in merito alla costituzione del nuovo Comune
  8. miglioramento dei collegamenti tra i diversi centri abitati e le frazioni ricadenti nel nuovo Comune, in merito al trasporto pubblico locale e alla manutenzione stradale
  9. spese strumentali all’attività del nuovo Comune e consolidamento della sua gestione unitaria

Regione concede altresì a:

  • nuovo Comune derivato dalla fusione di Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti:
    1. priorità nei programmi e provvedimenti regionali che prevedono la concessione di contributi a favore degli Enti locali, per 10 anni a decorrere dalla sua costituzione (nuovo Comune equiparato ad Unione dei Comuni o Comuni associati);
    2. priorità nella cessione della quota del “patto di stabilità regionale”, qualora la Regione decida di formalizzare la “verticalizzazione del patto”;
    3. quota del Fondo regionale per interventi socio-assistenziali nella misura fissata nel bilancio regionale
  • nuovo Comune derivato da incorporazione per 10 anni dall’incorporazione: priorità nei programmi e provvedimenti regionali di settore in cui sono previsti contributi ad Enti locali; equiparazione del nuovo Comune alla Unione dei Comuni ai fini dell’accesso ai contributi riservati a queste
  • unione di 2 o più Comuni contigui, contributi straordinari per 10 anni dalla data dell’unione, commisurati alla popolazione ed al territorio dei singoli Comuni di origine, nei limiti del bilancio annuale. Se dopo 10 anni non si è deliberata la fusione dei suddetti Comuni, la Giunta Regionale presenta un’apposita proposta di legge per istituire il nuovo Comune;
  • Comune nel cui territorio esiste un Ufficio del Giudice di Pace, un contributo annuale non superiore al 30% delle spese sostenute per tale Ufficio se il Comune è compreso nell’ambito delle Unione Montane (20% per i restanti Comuni).

Regione con L.R. 43/20

–          ad Art. 11 concede un contributo straordinario al Comune di Montegrimano Terme per anno 2020 pari a 80.000 € “per far fronte a disavanzo originato da crediti inesigibili”, purché Comune documenti tali situazione, azioni di rivalsa intraprese, misura del disavanzo esistente al 4/8/2020

–          ad Art. 12 stanzia per anno 2020 250.000 € per concedere un contributo straordinario ai Comuni con popolazione inferiore a 3.500 abitanti “in situazioni di predissesto al fine di consentirne funzionalità”. Giunta Regionale definisce criteri per erogazione di tali contributi

Regione con DGR 236 del 26/02/2018,  ha stanziato 200.000 € quale contributo straordinario a favore dei piccoli Comuni (cioè con meno di 3.000 abitanti in base ad ultimo censimento Istat della popolazione residente) aventi “in corso procedure di dissesto finanziario approvato, o di riequilibrio finanziario, o che abbiano approvato un disavanzo finanziario attuale non ripianato, mediante delibere di variazione di bilancio, o di assestamento, o di accertamento circa la permanenza di equilibri di bilancio” (escluso disavanzo tecnico originato a seguito “dell’applicazione del principio di armonizzazione contabile”). Le risorse sono ripartite tra i Comuni in proporzione al disavanzo attuale certificato dal responsabile comunale del servizio finanziario (fino ad un massimo di 50.000 €), purché Comuni abbiano intrapreso azioni di rivalsa, nei casi di sentenze di condanna per responsabile civile o erariale, nei confronti di Amministratori e funzionari. Disavanzo è considerato per intero per i nuovi Comuni istituiti a seguito di fusione/incorporazione, o appartenenti ad Unioni Montane, o ad Unione di Comuni, od dispongono di convenzioni intercomunali in cui si impegnano ad esercitare insieme almeno 3 loro funzioni essenziali a favore di oltre il 50% della popolazione residente (per Comuni non rientranti in tale casistica, il disavanzo considerato, ai fini del riparto, è ridotto del 10%)

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