PROGRAMMAZIONE NAZIONALE (Legge 662/96; D

PROGRAMMAZIONE NAZIONALE (Legge 662/96, 448/01, 289/02, 205/08, 99/09; D.Lgs. 173/98, 228/01; D.M. 10/11/06; Del. CIPE 21/3/97, 11/11/98)  (progr02)

Soggetti interessati:

Soggetti pubblici e privati, Amministrazioni statali e regionali, Enti locali

Iter procedurale:

Definiti a livello nazionale seguenti livelli di programmazione:

a)       PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA: accordo tra soggetto pubblico competente e parti pubbliche o private “per attuazione di interventi diversi, riferiti ad unica finalità di sviluppo che richiedono una valutazione complessiva delle attività di competenza”. Nell’ambito della programmazione negoziata (compreso Patto Territoriale e Contratto di Area) occorre verificare l’obiettivo occupazionale, con possibilità di revoca del contributo se si registra uno scostamento di obiettivo occupazionale previsto tra 30% e 50%. Legge 99/09 disciplina programmazione negoziata ed incentivi per sviluppo del territorio, interventi di reindustrializzazione aree di crisi, incentivi per ricerca, sviluppo ed innovazione, tenendo conto di:

–          semplificazione norme concernenti incentivazione attività economiche (chiarezza e celerità, modalità di concessione ed erogazione aiuto, anche ricorrendo a buoni e voucher);

–          riduzione misure di incentivazione da parte Ministero Sviluppo Economico;

–          differenziazione misure di incentivo in funzione dimensione intervento agevolato o dei settori economici di intervento;

–          priorità per erogazione incentivi attraverso programmi negoziati con soggetti destinati ad interventi;

–          preferenza per iniziative produttive con elevato contenuto di innovazione di prodotto o processo;

–          snellimento attività di programmazione con fissazione termini certi per conclusione procedimenti amministrativi;

–          razionalizzazione modalità di monitoraggio, verifica e valutazione degli interventi;

–          adeguata diffusione di investimenti produttivi su intero territorio nazionale, tenuto conto livelli di crescita ed occupazione specie dei distretti industriali in crisi;

–          individuazione criteri per aiuti e risorse a piccole e medie imprese (almeno 51%) di risorse disponibili non già destinate ad altre finalità;

–          adozione forme di fiscalità che favoriscono creazione nuove attività di impresa specie in aree obiettivo di convergenza CE   

b)       INTESA ISTITUZIONALE DI PROGRAMMA: intesa tra Amministrazione centrale e Giunta Regionale per realizzare piano pluriennale di interventi di interessi comuni o funzionalmente collegati. Ministero Bilancio “di intesa con ogni Regione”, individua interventi e risorse disponibili su bilancio Stato, Regioni, CE, Enti pubblici interessati e redige programmi di intesa aventi durata di 3 anni, contenenti:

–          interventi nei settori di interesse comune Stato-Regione da attuare;

–          accordi di programma quadro che dovranno coinvolgere Enti locali, Enti subregionali, Enti pubblici, soggetti privati interessati al processo di promozione occupazionale;

–          criteri, tempi e modi per sottoscrizione singoli accordi di programma quadro;

–          modalità verifiche periodiche ed eventuale aggiornamento di obiettivi generali e strumenti attuativi di intesa.

       Intese prima della sottoscrizione ufficiale, approvate da CIPE   

c)       ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO: accordo tra Enti locali e soggetti pubblici o privati promosso entro “Intesa istituzionale di programma” per definire programma esecutivo di interventi di interesse comune, comprendente:

–          attività da realizzare, tempi e modalità di esecuzione, procedure;

–          soggetti responsabili della attuazione delle singole attività;

–          eventuali accordi di programma ai sensi Legge 142/90;

–          eventuali conferenze di servizio o convenzioni necessarie per attuare accordo;

–          impegni di ciascun soggetto partecipante al progetto;

–          procedimenti di conciliazione nel caso di conflitti tra soggetti partecipanti;

–          risorse finanziarie, pubbliche o private, necessarie per attivare progetto;

–          procedure e soggetti responsabili per azioni monitoraggio e verifica risultati.

Accordo di programma quadro è vincolante per tutti i soggetti partecipanti.

d)       PATTO TERRITORIALE: accordo tra Enti locali ed Enti pubblici locali con rappresentanze locali delle categorie lavoratori ed imprenditori e con soggetti privati (v. Scheda “progr04”);

e)       CONTRATTO DI PROGRAMMA: contratto tra Amministrazione statale competente, grandi imprese, consorzi di piccole-medie imprese “per realizzare interventi oggetto di programmazione negoziata”. Con D.M. 10/11/06 Ministero Sviluppo Economico provvede a riesaminare alcuni contratti programma inizialmente esclusi tra cui Consorzio Piceno CONSID (Modulo agroalimentare);

f)        CONTRATTO DI AREA: accordo tra Amministrazioni regionali e locali, rappresentanze lavoratori e dei datori di lavoro, imprenditori singoli per realizzare azioni finalizzate ad attivare nuove iniziative imprenditoriali e creare nuova occupazione nei settori industria, agro-industria, servizi, turismo, produzione di energia elettrica o termica da biomasse. Accordi da realizzare in aree interessate da grave crisi occupazionale accertata da Ministero Lavoro ricadenti in territorio Ob. 1, 2 e 5b. Possono sottoscrivere accordo anche Enti pubblici economici, società a partecipazione pubblica, Banche ed altri operatori finanziari.

       Affinché si possa attivare contratto di area occorre disponibilità di:

–          aree attrezzate per insediamenti produttivi;

–          progetti investimento per pluralità nuove iniziative imprenditoriali nei settori di cui sopra;

–          soggetto intermediario avente requisiti previsti da CE per ottenere sovvenzioni globali;

–          responsabile unico individuato tra soggetti pubblici firmatari che coordina attività responsabili delle singole misure ed interviene per impedire verificarsi di ritardi nella esecuzione. Inoltre svolge funzioni di arbitrato in caso di divergenze tra soggetti attuatori e presenta relazione semestrale a Ministero Bilancio su stato attuazione contratto, evidenziando progetti non attivati o non completabili e risorse inutilizzate.

       Contratto di area deve contenere:

–          obiettivi inerenti nuove iniziative imprenditoriali ed eventuali infrastrutture connesse;

–          tempi e modi di attuazione interventi, nonché soggetto attuatore;

–          responsabile unico della attuazione del contratto di area;

–          costi e risorse finanziarie necessarie, specificando risorse pubbliche e private;

–          intesa tra le parti sociali ed accordo tra Amministrazioni ed Enti pubblici coinvolti nel progetto, comprendenti: adempimenti, anche di tipo infrastrutturale connessi ad interventi previsti; atti da adottare per semplificare procedimenti amministrativi e di spesa; casi di variazione di strumenti urbanistici; termini entro cui espletati atti ed adempimenti; rappresentanti di soggetti pubblici delegati; impegno a verificare coerenza del contratto con programmazione e risorse statali e regionali.

Ministero Bilancio, tramite Organismi convenzionati, esegue istruttoria e, tenendo conto risorse disponibili, approva contratto mediante sottoscrizione entro 60 giorni da accertamento sussistenza requisiti. Ammessi protocolli aggiuntivi a contratto di area in relazione ad ulteriori investimenti.

Responsabile unico del contratto invia a Cassa Depositi e Prestiti elenco interventi previsti con indicazione risorse necessarie per ciascuno di questi. Cassa dispone, entro 30 giorni, erogazione importi dovuti.

g)       CONTRATTI OD ACCORDI DI FILIERA AGROALIMENTARI: contratti od accordi tra soggetti della filiera agroalimentare e MI.P.A.F. finalizzato a realizzare investimenti integrati a carattere interprofessionale (v. scheda “progr20”). Con Legge 205/08 MI.P.A.F., al fine di favorire integrazione di filiera del settore ittico e rafforzamento dei distretti della pesca nelle aree sottoutilizzate, promuove contratti di filiera di distretto a rilevanza nazionale con operatori, anche associati, della filiera, per realizzare investimenti aventi carattere interprofessionale, coerenti con orientamenti CE in materia di pesca.

h)       DISTRETTI RURALI ED AGRO-ALIMENTARI DI QUALITA’. Regione individua:

–          Distretti rurali in territori “caratterizzati da un’identità storica e territoriali omogenea derivante dall’integrazione fra attività agricole ed altre attività locali, nonché dalla produzione di beni o servizi di particolare specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali”

–          Distretti agro-alimentari di qualità in aree “caratterizzate da significativa presenza economica e da interrelazione ed interdipendenza produttiva delle imprese agricole ed agro-alimentari, nonché da una o più produzioni certificate e tutelate ai sensi vigente normativa comunitaria o nazionale, oppure da produzioni tradizionali o tipiche”;

i)         CONTRATTI DI COLLABORAZIONE. Amministrazioni pubbliche possono stipulare contratti di collaborazione con imprenditori agricoli “anche su richiesta delle Organizzazioni professionali agricole” per:

–          promozione delle vocazioni produttive del territorio e la tutela delle produzioni di qualità e delle tradizioni alimentari locali;

–          valorizzazione delle peculiarità dei prodotti tipici, biologici e di qualità;

–          assicurare la tutela delle risorse naturali, della biodiversità, del patrimonio culturale e del paesaggio agrario e forestale;

j)         CONVENZIONI TRA AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE ED IMPRENDITORI AGRICOLI per “favorire svolgimento attività funzionali alla sistemazione e manutenzione del territorio, salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, cura e mantenimento dell’assetto idrogeologico, tutela vocazioni produttive del territorio” attraverso  “concessioni amministrative, riduzione tariffarie, realizzazione opere pubbliche”, stipula di contratti di appalto di importo inferiore a 50.000 EUR per imprenditori agricoli e 300.000 EUR per imprenditori in forma associata;

k)       TAVOLO AGRO-ALIMENTARE istituito presso Presidenza Consiglio Ministri convocato almeno ogni trimestre, a cui partecipa anche delegazione Consiglio Nazionale dei Consumatori.      

Comitato Interministeriale per Programmazione Economica (CIPE) approva “intese istituzionali di programma” (Contratti di programma, patti territoriali, contratti di area) e delibera riparto delle risorse

CIPE effettua monitoraggio periodico delle domande presentate sui vari strumenti di programmazione e loro stato di attuazione, avvalendosi di ISTAT e Camera di Commercio. CIPE approva entro 30 Giugno relazione su interventi effettuati anno precedente da inviare a Parlamento.

Entità aiuto:

Ammesse spese sostenute 6 mesi prima presentazione Patto (12 mesi prima per spese progettazione ed acquisto suolo). Agevolazioni pubbliche (Contributo in conto capitale, prestiti agevolati) non superiore a 70% costo complessivo investimento.

CIPE destina “finanziamenti revocati ad iniziative di programmazione negoziata nel settore agro-alimentare a sostenere nuovi Patti Territoriali e Contratti di Programma riguardanti settore medesimo”. Ministero Attività Produttive e MIPAF emanano bandi di gara per Patti territoriali da realizzare con le risorse revocate. Agli investimenti realizzati con i contratti programma si applicano i limiti contributivi previsti dalla CE.

Ministero Attività Produttive istituisce Fondo di investimento per sviluppo in cui far confluire risorse del Fondo unico per incentivi alle imprese + disponibilità assegnate a programmazione negoziata (Patti territoriali, Contratti di area, Contratti di programma) + risorse assegnate da CIPE + economie derivanti da procedimenti di revoca totale o parziale di interventi in tali misure. 3% del Fondo per infrastrutture destinato a favore dei beni culturali.

Concessione di finanziamenti agevolati mediante contributo in conto interessi nei limiti fissati da CE per singoli territori nazionali per incentivare investimenti in area e distretti industriali in crisi. Risorse da destinare ad accordi programma per aree e distretti industriali in crisi sono quelli già disponibili presso Agenzia   

CIPE destina parte delle risorse del Fondo per aree sottoutilizzate (FAS) a sostegno di economia reale nel limite di 50.000.000 €. In caso di provvedimento di revoca di agevolazioni alle imprese si ha “iscrizione a ruolo di importi corrispondenti e relativi interessi, rivalutazioni e sanzioni nei confronti di tutti gli obbligati e quindi anche nei confronti di soggetti che hanno prestato garanzia fidejussoria in relazione ad agevolazioni revocate”   

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