PERICOLOSITA’ INCENDI BOSCHIVI

PERICOLOSITÀ INCENDI BOSCHIVI (Legge 353/00; D.P.C.M. 3/6/05, 1/7/11, 10/1/20; D.M. 20/12/01, 19/1/12; L.R. 6/05; D.G.R. 29/05/17, 10/7/17, 12/6/18) (bosco01)

Soggetti interessati:

Presidente Consiglio Ministri (PCM), Ministero Interno, Servizio Nazionale Protezione Civile (SNPC), Regione Dipartimento di Protezione Civile (DPC), Comuni, Unioni Montane, Sala regionale operativa unificata permanente (SOUP), Corpo Nazionale Vigili del Fuoco (CNVVF) e Vigili del Fuoco (VVF), Comando Carabinieri Forestale Stato (CCFS), Prefetture, Associazioni di volontariato iscritti ad Albo (Gruppi volontariato), Direttore operazioni di spegnimento (DOS), Responsabile operazioni di soccorso (ROS), chiunque opera nella lotta attiva agli incendi boschivi (lotta AIB)

Iter procedurale:

PCM, con decreto del 1/7/2011, ha emanato seguenti disposizioni:

  • adozione di un Bollettino di previsione nazionale degli incendi boschivi, strutturato su scala provinciale, in cui riportare “scenario di previsione di natura probabilistica delle condizioni di suscettività ad innesco e propagazione di incendi boschivi, articolato su 3 livelli, con stima delle stesse fino a 24 ore e rappresentazione della loro tendenza fino a scala temporale più opportuna”. Informazioni utili a DPC “a supporto delle attività di flotta aerea in modo da modulare, in termini di massima proficuità, la gestione organizzativa della flotta stessa”. Bollettino reso disponibile a CCFS, CNVFF, Prefettura, Regioni, allo scopo di assicurare idonei flussi informativi in merito alle “condizioni di suscettività ad innesco e propagazione degli incendi boschivi”, sono responsabili della fruizione del Bollettino per la strutturazione delle proprie attività, anche in assenza di valutazioni ed analisi di dettaglio circa diversi livelli degli pericolosità di incendi boschivi nel territorio di competenza”
  • stretto coordinamento dei Centri funzionali istituiti sul territorio con le Amministrazioni competenti, al fine di “ridurre i rischi di incendi boschivi e contenere, per quanto possibile, i danni da questi causati, nell’ottica della salvaguardia delle persone, beni ed ambiente”
  • attivazione di: piani di previsione, prevenzione e lotta AIB (Piani AIB); sala operativa unificata permanente (SOUP)
  • definizione, con CCFS e CNVVF, di specifiche intese locali, nell’ambito delle quali inserire il ruolo degli operatori forestali e dei volontari
  • potenziamento dei sistemi antincendio regionali e locali, anche tramite impiego di mezzi aerei integrati con i mezzi terrestri
  • tempestiva comunicazione degli incendi in atto al DPC
  • costante aggiornamento dei punti di approvvigionamento idrico
  • avvio, nei confronti dei cittadini, di un sistema di comunicazione diretto a divulgare l’informazione relativa agli incendi boschivi ed alle conseguenze sociali ed ambientali che ne derivano

PCM, con decreto del 10/1/2020, ha definito le direttive che SNPC e Regioni debbono seguire per istituzione del Direttore delle operazioni di spegnimento (DOS) degli incendi boschivi, come individuati nel Piano regionale per la previsione, prevenzione e lotta attiva contro di questi (Piano AIB) e nei relativi documenti attuativi, in cui vengono definite: le diverse tipologie di scenario di incendio boschivo con i relativi modelli di intervento in base alla complessità degli scenari stessi; modalità di raccordo con le strutture operative di SNPC; organizzazione delle operazioni di spegnimento ed impiego del DOS, evidenziandone criteri:

–          territoriali, cioè zone di competenza del servizio, in modo da assicurarne un rapido intervento sul campo e la possibilità di spostare DOS da un territorio ad un altro in funzione delle esigenze organizzative. In ogni zona si forma un gruppo di DOS, che debbono lavorare insieme e partecipare, nel corso dell’anno, ad esercitazioni, incontri, briefing svolti nel proprio territorio;

–          temporali, in cui occorre programmare una turnazione continua di DOS nel corso dell’anno, con possibilità di potenziare la loro presenza nel periodo di massima pericolosità degli incendi boschivi, in modo da garantire direzione delle operazioni di spegnimento H24

In caso di incendio boschivo complesso, SOUP valuta lo scenario e dispone l’invio sul campo del sistema di risposta antincendio boschivo, in accordo con modello di intervento definito nel Piano AIB. In caso di incendio in una zona di interfaccia urbano-forestale (cioè “in quella zona, area, fascia in cui interconnessione tra abitazioni o altre strutture antropiche ed aree naturali o vegetazione combustibile è molto stretta”), DOS, ROS e CNVVF collaborano nel coordinare gli interventi, fermo restando il rispetto delle reciproche funzioni. In caso di incendi in aree protette si applica quanto previsto nel Piano AIB.

SOUP (in base a: valutazione dello scenario di incendio boschivo; programmazione del servizio; zone di competenza; tempi di intervento) dispone l’invio sul campo/cambio di DOS (Se in una zona utilizzati tutti i DOS disponibili, SOUP mobilita DOS di zone limitrofe), affidandogli seguenti compiti:

a)individuare caratteristiche di incendio boschivo e zona interessata (scenario di incendio)

b)elaborare idoneo piano di attacco ad incendio (comprende attività di spegnimento, bonifica, controllo) per ottenere un rapido spegnimento dei fronti di fiamma attivi e messa in sicurezza dell’area

c)dirigere le operazioni di spegnimento nella circoscrizione di competenza, controllare fronti attivi fino alla loro bonifica e pianificare attività di controllo

d)chiedere eventuale intervento della flotta aerea antincendio di Stato tramite SOUP, come previsto nel Piano AIB

e)coordinare sia attività di spegnimento da terra delle squadre di intervento e dei relativi mezzi (anche di Amministrazioni/Enti/Organizzazioni diverse), sia attività dei mezzi aerei della flotta antincendio boschivo regionale e statale

f)assicurare sicurezza a quanti operano a terra ed in volo (in particolare gestire gli interventi dei mezzi aerei secondo regole della sicurezza aerea)

g)comunicare le informazioni in suo possesso e riceverle da tutte le altre figure coinvolte nell’attività

h)collaborare con le Forze di Polizia per l’attività di polizia giudiziaria (a tal fine, durante le operazioni di spegnimento, tutela l’area di insorgenza dell’incendio in modo da evitare ogni possibile inquinamento di questa e favorisce l’attività di repertazione da parte di Arma dei Carabinieri ed altri organi di Polizia)

i)redigere rapporto per ogni intervento svolto da inviare a SOUP, in cui riportare incendio, mezzi coordinati, attività eseguite. Regione predispone un sistema per la compilazione (compreso modello), acquisizione, archiviazione (in formato elettronico) dei rapporti dei DOS per ogni giorno di impiego ed ogni incendio di riferimento

Regione organizza corsi di carattere tecnico/pratico per la preparazione di soggetti incaricati di svolgere attività DOS, a cui possono accedere personale dipendente di Amministrazione pubblica o incaricati di pubblico servizio in possesso di: laurea in materia agraria, forestale, ambientale; almeno 5 anni di esperienza lavorativa (documentabile) nel coordinamento del personale impiegato nel settore antincendio boschivo (v. tecnico in materia forestale o della protezione civile; agente di polizia locale, guardia parco); esperienza pregressa documentabile (anche di tipo universitario) nel settore antincendio boschivo. Per facilitare il “processo di selezione in ingresso” al corso, Regione può organizzare corsi di preparazione ai test psico-attitudinali di ingresso sui compiti che DOS deve svolgere, nonché su conoscenze in materia: forestale (v. riconoscimento specie forestali più rappresentative); incendio boschivo (classificazione del combustibile, tipologia di incendi, mezzi/attrezzature e tecniche di lotta, conoscenza ed uso della cartografia tradizionale e del GIS); quadro normativo di riferimento

Superata la selezione soggetto partecipa al corso, avente durata almeno di 56 ore, articolato in lezioni in aula ed esercitazioni, le cui materie (v. Allegato A pubblicato su G.U. 56/20) riguardano in particolare: ecosistema del bosco ed incendi boschivi; normativa nazionale e regionale di riferimento; componenti dell’organizzazione regionale del Piano AIB e coordinamento con altre strutture; sicurezza degli operatori (a terra ed in volo) e delle operazioni con relativa responsabilità del DOS; aspetti comportamentali inerenti alla funzione del DOS; elementi base di cartografia; sviluppo e propagazione degli incendi (tipologia di incendi e scenari operativi); scenario di incendio in base al territorio; principi di AIB (tempestività, concentrazione delle forze, impiego razionale delle risorse); procedure operative (attivazione del DOS; suo arrivo su incendio; assunzione della direzione; carattere del comando; attività da svolgere durante le operazioni di spegnimento, bonifica e termine dell’intervento; passaggio di consegne tra DOS); attrezzature e cartografia a disposizione del DOS; strategia di intervento per spegnimento; scelta delle tecniche di attacco (diretto, indiretto, controfuoco, fuoco di chiusura, attacco misto o combinato); risorse terrestri per gestione di intervento; uso dell’acqua; velivoli AIB regionali e della flotta aerea nazionale; intervento dei mezzi aerei nazionali; impiego operativo dei veicoli AIB; bonifica e messa in sicurezza dell’area; fuoco tattico; controllo di area incendiata; comunicazione tra operatori ed alla popolazione; rapporti con i media. Obiettivi del corso sono quelli di:

a)far conoscere le componenti dell’organizzazione regionale antincendio boschivo, procedure operative, componenti dello Stato coinvolte nella lotta AIB (loro contributo e ruolo);

b)saper gestire e coordinare tutte le risorse disponibili nell’ambito delle procedure operative regionali e relazionarsi con personale AIB ed altri soggetti non AIB coinvolti nell’attività di spegnimento;

c)far conoscere modelli organizzativi del sistema AIB con relativi ruoli e compiti;

d)saper valutare, per ogni tipo di incendio, strategia e piano di attacco tramite lettura del territorio e condizioni meteoclimatiche, nonché possibile evoluzione ed idonee tecniche di lotta per le diverse fasi di spegnimento;

e)saper gestire flusso delle informazioni in modo da rendere il processo di comunicazione efficace, rapido e sicuro (in particolare quello con mezzi aerei);

f)saper eseguire valutazioni intermedie in modo da superare problematiche specifiche e contingenti;

g)conoscere gli elementi di base della sicurezza aeronautica in riferimento al servizio AIB e saper gestire in sicurezza l’intervento di aerei ed elicotteri;

h)saper redigere un rapporto sull’attività svolta

Al termine del corso gli allievi sono sottoposti ad un test di valutazione (occorre fornire almeno 80% di risposte esatte) e ad una prova pratica (accertare capacità di utilizzo delle comunicazioni TBT nella lotta AIB). In caso di mancato superamento della prova, candidato potrà frequentare nuovo corso ed effettuare nuova prova di valutazione non prima di 2 anni. Se invece prova viene superata, candidato, prima di assumere ruolo di DOS, deve svolgere un “periodo di affiancamento” con DOS già in servizio (Durata di tale periodo è stabilita dalla Regione in base alla frequenza e tipologia degli incendi boschivi)

Formazione dei DOS di CNVVF è regolamentata da questo (eventualmente integrata, a seguito di convenzione con Regione, della parte relativa al Piano AIB).

DOS per mantenere il proprio ruolo deve partecipare:

a)corso di aggiornamento annuale predisposto da Regione, riguardante: attività AIB svolta nei principali incendi regionali/nazionali; aggiornamento delle tecniche di spegnimento e procedure operative; utilizzo di appositi simulatori per mettere in pratica conoscenze teoriche;

b)eventi organizzati da Regione ed Enti delegati (almeno 1/anno) quali: esercitazioni specifiche sul territorio; debriefing dopo incendi boschivi; incontri tecnici con strutture operative; cantieri di fuoco

Regione predispone un sistema di attivazione dei DOS, che prevede seguenti azioni:

a)individuazione da parte di Amministrazioni/datori di lavoro del personale preposto a svolgere compiti di DOS;

b)esecuzione, a cura del medico della struttura, degli accertamenti sanitari per valutare idoneità psico-fisica del personale individuato;

c)partecipazione del suddetto personale a specifici corsi per DOS (compresi quelli di aggiornamento) con esito positivo alle prove di valutazione;

d)stipula di idonea (tenere conto dei compiti assegnati a DOS) polizza assicurativa per responsabilità civile valida, senza clausole restrittive, su tutto il territorio nazionale;

e)istituzione del Registro regionale del personale DOS (iscrizione al Registro obbligatoria per esercitare l’attività operativa), sempre aggiornato ed allegato al Piano AIB

Partecipazione di CNVFF al sistema dei DOS è definito sulla base di accordi sottoscritti con Regione

DOS per svolgere la propria attività dispone dei seguenti strumenti:

–          casacca ad alta visibilità con segno distintivo caratterizzante figura di DOS;

–          apparecchi di trasmissione fonica e dati (cellulare con batteria di scorta e caricabatteria; radio portatile con batteria di scorta);

–          strumentazione necessaria per documentazione fotografica e video;

–          binocolo, penna e fogli per appunti;

–          GPS per localizzazione esatta di incendio e rilevamenti successivi (perimetro ed area percorsa dal fuoco), cartografia operativa AIB del territorio di competenza;

–          eventuale tablet per consultazione dei dati (cartografia, meteo, banca dati AIB)

Giunta regionale approvato con D.G.R. 792 del 10/7/17 Piano regionale di attività di “previsione, prevenzione e lotta attiva contro incendi boschivi per periodo 2017/19, comprendente:

–          parte generale, in cui riportato:

  • descrizione del territorio, con riferimento ad aree boscate, arboree, cespugliate;
  • banche dati regionali, quali: Banca dati forestale (costituita da: sistema informativo forestale regionale; piani di gestione del patrimonio regionale o forestale; sistema informativo montagna); banche dati cartografiche ed informatiche regionali; banca dati Autorità di bacino. Banche da aggiornare ogni anno, contenenti: dati su incendi boschivi degli ultimi 5 anni; reti di avvistamento e telecomunicazione esistenti; interventi infrastrutturali e selvicolturali effettuati; mezzi e materiali disponibili presso Organismi preposti; dati su personale addetto alle attività di previsione, prevenzione e lotta ad incendi e loro dislocazione sul territorio; procedure di lotta attiva contro incendi boschivi;
  • cartografia di base su adeguata scala (almeno 1:50.000), in cui evidenziare: centri operativi; dislocazione delle squadre di intervento; mappe relative ad obiettivi da difendere; aree percorse dal fuoco; vegetazione; uso del suolo; viabilità e punti di approvvigionamento idrici;
  • analisi statistica su periodicità e frequenza degli incendi boschivi nella Regione);
  • obiettivi prioritari da difendere, tenendo conto di: presenza antropica (abitazioni, industria, commercio, turismo); pregio vegetazionale ed ambientale; aree naturali protette; aree boscate limitrofe ai precedenti punti; giovani rimboschimenti; difficile accessibilità da terra;
  • modello organizzativo, specificando strutture e forze da impiegare, compresi eventuali accordi tra Regioni, Enti locali, Organizzazioni private;

–          attività di previsione, in cui riportato:

  • condizioni che favoriscono innesco e propagazione di incendio (v. condizioni climatiche, geomorfologia, caratteristiche vegetazionali), nonché cause di incendio volontarie (vandalismo, attività di caccia, uso del suolo diverso da quello naturale), cause involontarie (comportamenti imprudenti di viaggiatori o agricoltori o turisti), cause non classificabili;
  • aree percorse dal fuoco nell’anno precedente (da rappresentare in cartografia);
  • carta del rischio di incendio boschivo (CRIB), di immediata consultazione, comprendente:

a)prerequisiti, riguardanti: boschi di conifere in purezza; incendi storici (1987-2000) individuati per punti ed aree incendiate; punti di approvvigionamento idrico;

b)metodologia basata su adozione di una griglia spaziale rettangolare, aggiornata ai vertici chilometrici al reticolo GAUSS (celle di ampiezza di 100 ha.), a cui agganciato un data base contenente indici di pericolo per danno ambientale potenziale;

c)indici tematici (quali indici della vegetazione o dei tipi forestali);

  • ruolo assegnato ai vari soggetti impegnati nella lotta AIB, quali:

a)Regione (in particolare DPC), a cui assegnato il compito di:

Ø      redigere pianificazione a livello regionale;

Ø      promuovere gli indirizzi in merito alla lotta AIB;

Ø      dichiarare apertura e chiusura del periodo di alto rischio di incendio boschivo, emanando e diffondendo in tale periodo bollettini di previsione meteorologici di pericolo incendi boschivi;

Ø      gestire aspetti tecnici amministrativi atti a dichiarare lo stato di emergenza;

Ø      organizzare e mettere a disposizione servizi di supporto aereo e di radiocomunicazione dedicati;

Ø      predisporre programma annuale di formazione dei volontari;

Ø      promuovere accordi di collaborazione con Regioni limitrofe per attività di reciproco aiuto nell’ambito della prevenzione e lotta AIB degli incendi che si sviluppano lungo confini;

Ø      garantire il funzionamento di SOUP;

Ø      garantire la presenza di propri funzionari nei punti di coordinamento per incendi di particolare gravità;

Ø      pianificare attività di volontariato nella lotta AIB, organizzando pattuglie di avvistamento e spegnimento;

Ø      aggiornare ogni anno elenco dei Gruppi di volontari, che intervengono nella lotta AIB;

Ø      definire indicazioni di tutela idrogeologica di aree percorse dal fuoco;

Ø      valutare la possibilità di costituirsi parte civile a seguito di incendi boschivi;

Ø      promuovere rapporti convenzionali con Enti, Amministrazioni, Istituti utili alla lotta AIB;

Ø      sostituire eventualmente le Unioni Montane nella pianificazione della turnazione dei volontari;

Ø      attivare risorse UE, statali, regionali per la prevenzione e lotta AIB;

Ø      chiedere intervento di Direzione regionale CNVVF  per lo svolgimento di esercitazioni (comprese quelle organizzate da Enti locali), volte a simulare situazioni di emergenza (anche con la presenza di volontari e di altre Istituzioni pubbliche), sulla base di approvate uno specifico programma di addestramento predisposto in comune con CNVVF  (analogamente CNVVF può consentire partecipazione di DPC e Gruppi del volontariato alle proprie esercitazioni)

b)Province, a cui assegnato il compito di:

Ø      attivare piano regionale degli avvistamenti;

Ø      aggiornare percorsi dei nuclei di avvistamento mobile nella zona oggetto di segnalazione incendi, al fine di aumentare la vigilanza ed adozione di deterrenti;

Ø      garantire, insieme ai Comuni limitrofi della zona di operazione, fluidità nella circolazione su intera area, anche per disincentivare curiosi

c)Unioni Montane, a cui assegnato il compito di:

Ø      partecipare con proprio rappresentante al coordinamento delle attività di lotta AIB;

Ø      garantire migliore logistica possibile per organizzare punto di coordinamento avanzato (PCA);

Ø      provvedere al rifornimento di beni di conforto al personale impiegato nella lotta AIB;

Ø      provvedere ad organizzare intervento dei Gruppi di volontariato, in stretto rapporto con Province, per avvistamento di incendi e azioni di spegnimento, nonché a collaborare con Regione nella reperibilità settimanale dei suddetti volontari nel territorio di competenza;

Ø      coordinare l’acquisizione di attrezzature e mezzi da parte dei Comuni;

Ø      pianificare, in raccordo con DPC (eventualmente con Ente Parco), le attività agri-silvo-pastorale utili alla prevenzione degli incendi boschivi;

Ø      partecipare con proprio responsabile al punto di coordinamento avanzato durante gli incendi;

Ø      stipulare convenzioni con cooperative agricole e forestali per contribuire alla lotta AIB;

Ø      mettere a disposizione dei volontari propri mezzi per lotta AIB;

d)Comuni, a cui assegnato il compito di:

Ø      aggiornare lo scenario di rischio degli incendi boschivi, ai fini della redazione del piano di emergenza comunale;

Ø      fornire supporto tecnico logistico alle operazioni di spegnimento degli incendi boschivi;

Ø      mettere a disposizione di CNVVF attrezzature e mezzi operativi disponibili sul territorio;

Ø      garantire attività di vigilanza (anche notturna) di incendio in raccordo con DPC, mediante impiego di personale dipendente e/o volontario comunale;

Ø      predisporre ed attuare piano comunale di Protezione Civile, integrato con piano del rischio incendi boschivi;

Ø      promuovere specializzazione dei volontari in ambito di lotta AIB, sostenendone l’attività;

Ø      partecipare con proprio personale al punto di coordinamento costituito per incendi boschivi;

Ø      fornire beni di conforto al personale impegnato nella lotta AIB;

Ø      certificare la presenza di volontari impegnati nelle lotta AIB;

Ø      collaborare con Enti e strutture partecipanti ad attività di lotta AIB;

Ø      ricevere tempestive comunicazioni su incendi da SOUP, in modo da fornire supporto logistico necessario a CNVVF ed attivare procedure di soccorso alla popolazione;

Ø      istituire Catasto degli incendi boschivi per applicare divieti, prescrizioni e sanzioni nelle zone boschive e su pascoli percorsi dal fuoco;

Ø      provvedere, entro 90 giorni dall’approvazione del Piano regionale, a censire, tramite l’apposito catasto, i terreni percorsi dal fuoco negli ultimi 5 anni. Il catasto viene aggiornato ogni anno ed esposto per almeno 30 giorni all’Albo pretorio comunale per eventuali osservazioni. Decorso tale termine, Comuni esaminano le osservazioni pervenute ed entro 60 giorni approvano gli elenchi definitivi con le relative perimetrazioni. E’ ammessa la cancellazione dagli elenchi dei terreni solo dopo che siano trascorsi i periodi dei divieti

Ø      compilare, entro il 31 Ottobre, l’elenco della superficie boschiva danneggiata dal fuoco, da inviare, con relativa planimetria, alla Regione ed al Ministero Ambiente

e)Corpo Nazionale Vigili del Fuoco (CNVVF), a cui assegnato il compito di:

Ø      concorrere alla lotta AIB;

Ø      costituire, ove necessario, punto di coordinamento avanzato (PCA);

Ø      collaborare con Regione a programmare lotta AIB;

Ø      collaborare alla formazione ed addestramento di volontari alla lotta AIB;

Ø      curare aggiornamento dei punti di approvvigionamento idrico e dei dati territoriali significativi;

Ø      presidiare con proprio personale SOUP nel periodo di massima pericolosità, assicurando coordinamento delle azioni di spegnimento;

Ø      assicurare presenza presso incendi boschivi di ROS e DOS delle squadre di spegnimento a terra;

Ø      coordinare le squadre di volontari presenti nell’area di intervento;

Ø      comunicare costantemente a SOUP segnalazione di incendi boschivi e di vegetazione erbacea ed arbustiva pervenute dai propri Comandi provinciali;

Ø      mettere a disposizione della Regione squadre per l’attività di sorveglianza ed avvistamento;

Ø      assicurare, sulla base di specifica convenzione, uso di elicotteri per lo spegnimento degli incendi boschivi;

Ø      comunicare ogni giorno consistenza operativa e dislocazione dei dispositivi attivati

f)Comando dei Carabinieri Forestali di Stato (CCFS), a cui assegnato il compito di:

Ø      svolgere attività di prevenzione degli incendi boschivi tramite sorveglianza del territorio (specie di aree a rischio);

Ø      acquisire e trasferire al SOUP segnalazioni di incendi boschivi che giungono al 1515;

Ø      condurre attività investigative;

Ø      svolgere attività di monitoraggio e di accertamento a seguito di incendi boschivi, con perimetrazione delle aree percorso dal fuoco;

Ø      svolgere attività di: ricognizione, sorveglianza ed avvistamento incendi; previsione del rischio incendi; collaborazione a redazione informativa della cartografia delle aree percorse dal fuoco; studio delle cause determinanti gli incendi boschivi; operazioni selvicolturali di pulizia e manutenzione dei boschi; formazione, informazione, educazione;

Ø      vigilare sullo stato di pericolosità degli incendi boschivi, insieme a stazioni dei Carabinieri e Comuni, al fine di: comunicare subito al Prefetto e al CCFS andamento dell’incendio; promuovere l’immediata mobilitazione dei Gruppi di volontari; razionalizzare l’uso di opere e mezzi localmente esistenti per la lotta AIB

g)Coordinamento Provinciale CCFS e Comando Provinciale CNVVF a cui assegnato il compito di:

Ø      tenere informato SOUP sugli interventi in corso;

Ø      chiedere personale e mezzi alle Associazioni del volontariato e cooperative agricolo-forestali;

Ø      coordinare le operazioni aeree con quelle terrestri e predisporre personale di collegamento sul luogo di incendio.

h)Prefettura, a cui assegnato il compito di:

Ø      essere costantemente aggiornata da CNVVF e SOUP su insorgenza e propagazione degli incendi boschivi di particolare entità;

Ø      adottare provvedimenti di sgombero della popolazione e fornitura a CNVVF e CCFS dei mezzi necessari per fronteggiare incendi boschivi

i)Capitaneria di porto – Guardia costiera, a cui assegnato il compito di assicurare, in caso di incendi boschivi lungo la fascia costiera, supporto al sistema di lotta AIB;

j)Gruppi di volontariato ( Gruppi AIB) a cui assegnato il compito di:

Ø      collaborare nella pianificazione predisposta da Comuni, Unioni Montane per lotta AIB (punti di avvistamento, pattuglie di spegnimento e loro reperibilità settimanale);

Ø      acquisire da Regione dispositivi di protezione individuale specifici per lotta AIB e di dotarsi di idonea certificazione medica per svolgere tale attività;

Ø      partecipare ad incontri annuali condotti da personale CNVVF;

Ø      assicurare loro impegno in ogni fase di lotta AIB

k)qualunque cittadino avvisti o abbia notizia di un incendio boschivo deve subito comunicarlo alla più vicina stazione dei Carabinieri, che provvede a segnalarlo al Coordinamento Provinciale di CCFS, Prefettura, Questura, Comando Provinciale CNVVF. Amministrazioni pubbliche possono utilizzare soggetti che prestano servizio civile a fini di “ricognizione, sorveglianza, avvistamento, allarme per la lotta contro gli incendi boschivi, nonché alla prosecuzione di interventi straordinari di CNVVF”

  • bollettino meteorologico di previsione del pericolo di incendio boschivo emanato dal Centro funzionale regionale durante periodo 15 Maggio – 15 Settembre dal Lunedì al Sabato, in cui riportare: previsioni meteorologiche su scala regionale valide per giorno successivo; grado di pericolosità di eventuali incendi boschivi definito per aree omogenee; tendenza della pericolosità (in diminuzione, stazionaria, in aumento) per le 2 giornate successive. Livello di pericolosità (definito in base alle condizioni meteo e loro effetti sul grado di umidità della vegetazione) considerato:

1)       basso, se evento può essere fronteggiato con i soli mezzi ordinari, senza particolare dispiegamento di forze;

2)       medio, se evento può essere fronteggiato con rapida ed efficiente risposta del sistema di lotta AIB;

3)       alto, se evento può raggiungere dimensioni tali da richiedere concorso di lotta aerea statale;

–          azioni di prevenzione, in cui riportare:

  • operazioni selvicolturali di pulizia e manutenzione del bosco (con possibilità di interventi sostitutivi, specie nelle aree a più elevato rischio, nei confronti del proprietario inadempiente) riguardanti: riduzione della biomassa combustibile (in particolare quella secca a terra e in piedi) anche mediante esecuzione di cure colturali intercalari ed introduzione di forme di governo che garantiscono minore infiammabilità del bosco; ripristino e mantenimento di efficiente viabilità forestale; opere di sistemazione idraulico forestali; creazione di viali parafuoco di tipo verde e non “tabula rasa”; ripristino e mantenimento in efficienza di punti di prelievo di acqua. Nella D.G.R. 792 del 10/7/17 pubblicata su BUR 83/17 sono riportate in modo dettagliato le operazioni selvicolturali da intraprendere per leccete, querceti di roverella e rovere, cerreti, orno-ostreti, castagneti, faggete, formazioni riparie, latifoglie varie (pure o miste), rimboschimenti a prevalenza di conifere, arbusteti e cespuglieti
  • interventi selvicolturali strutturali ed infrastrutturali con finalità di lotta AIB finanziati con PSR Marche 2014/20 Sottomisura 8.3 o con  risorse di bilancio destinate ad Unioni Montane per prevenire incendi boschivi, quali:

a)opere di prevenzione incendi in aree perimetrali (cioè in zone ecotonali e di mantello tra boschi ed arbusteti, seminativi e prati pascoli) e lungo viabilità principale (strade e piste forestali) e secondarie (mulattiere e sentieri), comprendenti: opere di ripulitura di tali aree per una profondità minima di 10 m. e massima di 20 m. (da attuarsi mediante: potatura verde e secca raso tronco fino a 1/3 di altezza della pianta con diametro inferiore a 20 cm. e ad ½ di altezza per piante di diametro superiore; taglio raso di polloni, piante secche, arbusti con successivo passaggio di motocespugliatore; eliminazione del materiale di risulta); opere di ripulitura e manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità principale e secondaria (fascia da ripulire pari almeno a 5 m. per mulattiere e 3 m. per sentieri); sistemazione di scarpate che presentano piccoli smottamenti o dissesti;

b)ripristino e mantenimento di vegetazione erbacea, con eventuale presenza di arbusti ed alberi forestali, negli inclusi particellari non boscati e nelle aree aperte limitrofe alle superfici boschive. Intervento prevede: eliminazione totale o parziale di arbusti che hanno invaso l’incluso (lasciare qualche esemplare sparso o gruppetto di arbusti in posizioni lontane dal bosco); diradamento/potatura delle piante forestali nate nello spazio aperto; ripulitura delle fasce ecotonali per profondità di almeno 5 m.;

c)elaborazione di: cartografia tecnica, corografia e relazione tecnica sulle aree di intervento, specificando: operazioni da intraprendere; analisi dei prezzi e stima dei lavori; cronoprogramma (lavori da concludersi entro 1 Luglio o da eseguire in estate per aumentarne efficacia preventiva); piano di manutenzione delle opere;

  • classificazione delle foreste in:

a)medio rischio di incendio boschivo quali: castagneti; faggete; latifoglie varie (pure o miste); formazioni riparie;

b)alto rischio boschivo quali: leccete; quercete di roverella e rovere; cerrete; orno – ostreti; robineti – alianteti; rimboschimenti a prevalenza di conifere; arbusteti e cespuglietti; suoli e soprassuoli potenzialmente forestali

  • sistemi di monitoraggio e controllo remoto degli incendi boschivi, avvalendosi del progetto “Smoking cam” che prevede:

a)acquisto ed installazione di 34 videocamere digitali ad alta risoluzione per potenziare sistemi già esistenti e realizzare nuove installazioni (di cui 26 fisse);

b)acquisto di: 11 monitor da 50 pollici e 9 monitor da 45 pollici in videowad; 2 tavole multitocco; 1 casco di realtà virtuale; 3 link radio digitali; 6 sistemi di visualizzazioni immagini in SOPU; 1 sistema di gestione e visualizzazione videocamere per sale operative di Protezione Civile corredate da relativi software;

c)acquisto di: 7 nuove stazioni operatrici in banda UHF; up grade tecnologico per 18 stazioni riparatrici in banda UHF (esistenti e nuove) con relativi armadi, antenne e sistemi multipli;

  • azione di prevenzione degli illeciti, mediante controllo capillare del territorio, in particolare delle aree a rischio da parte di CCFS;
  • azioni dirette a prevenire l’innesco degli incendi boschivi, specie nei periodi a maggiore rischio. A tal fine dichiarato stato di grave pericolosità di incendio su tutto territorio boschivo della Regione nel periodo dal 1 Luglio al 15 Settembre (Particolari condizioni meteoclimatiche possono rendere necessario un anticipo o un prolungamento di tale periodo da adottare mediante specifico Decreto emanato da DPC, sentito CCFS). In tale periodo è vietato accendere fuochi nei boschi ad una distanza inferiore a 200 m. da questi, salvo:

a)fuochi per cottura di vivande in aree attrezzate (fuori da queste consentito solo a chi lavora nei boschi);

b)fuochi nelle radure dei castagneti da frutto per bruciare il materiale vegetale derivante dalla ripulitura di questi, nonché nel sottobosco per raccogliere frutti;

c)carbonaie autorizzate dalla Giunta Regionale;

d)cumuli di materiale vegetale durante la ripulitura di incolti, colture erbacee ed arboree (sempre comunque ad una distanza di almeno 200 m. dal bosco);

e)fuochi in caso di lotta AIB.

Nell’accensione dei suddetti fuochi adottare le “necessarie cautele affinché scintille e braci non siano disperse, non vi sia continuità con altro materiale infiammabile e l’operatore assista di persona fino a quando il fuoco sia completamente spento”.

Fuori del periodo a rischio, la distanza di sicurezza scende a 100 m. a partire dalla quale è ammesso accendere fuochi o dar fuoco a paglia, stoppie e materiale vegetale derivante da colture erbacee ed arboree, distruzione di erbe infestanti, rovi e simili, purché detto materiale sia raccolto in cumuli ed operatore assista di persona fino a quando fuoco non risulta spento.

E’ comunque sempre vietato a distanze inferiori a 200/100 m. dal bosco: far brillare le mine; usare apparecchi a fiamma od elettrici per tagliare metalli; usare motori, fornelli od inceneritori che producono faville o braci; fumare o gettare mozziconi ancora accesi; bruciare stoppie e residui erbacei, arbustivi, arborei non raccolti in cumuli.

In aree non a rischio incendio è sempre vietato:

1)       dare fuoco alla vegetazione erbacea, arbustiva, arborea in: terreni calanchivi o soggetti a dissesto idrogeologico; terreni incolti; pascoli permanenti; terreni non coltivati in cui si manifesta “processo di colonizzazione di specie pioniere”;

2)       dare fuoco ad arbusti, erbe palustri, materiale vegetale lungo gli argini dei fiumi, laghi, corsi d’acqua;

3)       esercitare il pascolo su superfici di almeno 0,5 Ha. investite dal fuoco nei 3 anni successivi all’evento.

In deroga a tali divieti è ammesso accendere il fuoco “in campagna per i periodi consentiti dagli usi agricoli locali, purché l’incendio di dette materie non arrechi danno immediato a persone, animali e cose”.

Comandi militari “nell’esecuzione di esercitazioni, campi e tiri sono tenuti ad adottare tutte le precauzioni necessarie per prevenire gli incendi nei boschi”

Sindaci, Presidenti di Unioni Montane, CCFS provvedono a dare la massima pubblicità alle suddette disposizioni, “anche mediante affissione di manifesti”

  • manutenzione e controllo della permanenza dei punti di prelievo idrico (pubblici e privati) per i mezzi aerei e di terra, preventivamente autorizzati da postazione di CNVVF presso SOUP, il cui elenco viene aggiornato ogni anno;
  • attività informativa e campagna di sensibilizzazione/educazione al problema degli incendi boschivi e della tutela dei boschi condotta dagli Enti locali tramite mass media (stampa e televisione);

–          lotta attiva agli incendi boschivi (lotta AIB), in cui riportare:

  • attività di:

Ø       ricognizione (attuata con aerei leggeri, in particolare nelle aree obiettivo e nei periodi di maggior pericolo) e sorveglianza (attuata nelle aree di maggiore pregio o a rischio, in modo continuativo, con squadre attrezzate, o sistemi fissi di monitoraggio, o rete di vedette) da parte di CNVVF e CCFS;

Ø       avvistamento (effettuato con mezzi aerei, o con sistemi di avvistamento fisso da terra) da parte di Regione, con supporto di Gruppi del volontariato ed Enti locali;

Ø       allarme (istituiti centri di ascolto in cui raccogliere le segnalazioni) e segnalazione. Chiunque avvisti o abbia notizia di insorgenza di incendio boschivo deve chiamare numero di emergenza 115 di CNVVF o 1515 di CCFS o 840001111 del SOUP. Numeri di emergenza attivano direttamente SOUP che dovrà raccogliere informazioni in merito a: nominativo e numero telefonico del segnalante; zona di incendio boschivo (Provincia, Comune, località) o di interfaccia; entità e descrizione di incendio/fumo; tipo di vegetazione e bosco interessato (incolto, pascolo, pineta, querceta ecc.); presenza di abitazioni, elettrodotti, strade e ferrovie; presenza di pericoli immediati per immobili; presenza di infrastrutture e vie di accesso. Segnalazioni sono trasferite a CNVVF che provvede a: inviare una squadra per valutare entità di evento (Tempi intercorrenti tra inizio di incendio, sua segnalazione ed intervento delle squadre di spegnimento pari a 40 minuti); rendere disponibili le informazioni sugli interventi in atto, tramite SOUP, a CCFS;

  • azioni di spegnimento, utilizzando squadre di intervento dislocate sul territorio (delimitare loro area di intervento ed obiettivi prioritari da conseguire), impiegabili  pure per azioni di ricognizione, sorveglianza, avvistamento, bonifica delle aree perimetrali percorse dal fuoco (repressione di braci e piccoli focolai, al fine di evitare che, a seguito di vento o rotolamento di braci, incendio non riprenda vigore o si propaghi). Squadra è guidata da un responsabile (impartisce direttive sull’attività da svolgere, facendo in  modo di tenere sempre unità la squadra e da valutare, in autonomia, eventuali criticità o difficoltà nella esecuzione dei compiti affidati, così da evitare rischi alla squadra), nonché munita di mezzi fuoristrada, apparecchiature GPS e di avvistamento, dispositivi di protezione individuale, radio (fisse e portatili) in grado di mantenere il contatto con centrale operativa. CNVVF, in base a pericolosità di incendio può:

a)chiedere di far confluire sul posto, oltre alla propria squadra di vigili del fuoco, Gruppi di volontari, coordinandone attività e certificandone presenza presso incendio boschivo;

b)attivare un Punto di coordinamento avanzato (PCA);

c)nominare ROS con il compito di coordinare gli interventi nell’area dall’inizio fino alla conclusione delle opere di bonifica;

d)tenere sempre informata SOUP ed avanzare richiesta di personale volontario;

e)nominare, in caso di necessità di intervento del mezzo aereo, DOS con il compito di: coordinare i nuclei a contatto con incendio con il mezzo aereo; provvedere a sgomberare area interessata per lancio di liquido estinguente; segnalare al mezzo aereo i limiti dell’area di intervento; chiedere eventuale disattivazione di linee elettriche; evidenziare ostacoli al volo;L segnalare al mezzo aereo necessità di ripetere lanci;

f)chiedere intervento del mezzo aereo a SOUP;

  • azione di sorveglianza. Concluse le operazioni di bonifica, DOS/ROS può lasciare sul campo volontari che effettuano, per il tempo da essi stabilito, ulteriore opera di controllo per confermare lo spegnimento dell’incendio o segnalare la sua ripresa;
  • attività di coordinamento di lotta AIB svolta da CNVVF, che interviene su tutti i soggetti partecipanti alla lotta AIB;
  • assetto organizzativo regionale di lotta AIB, comprendente:

a)sottoscrizione di accordo di programma tra Regione e CNVVF per la messa a disposizione (soprattutto nel periodo di massima pericolosità degli incendi boschivi) di squadre di vigili del fuoco per lotta AIB, insieme a Gruppi di volontari organizzati da Regione;

b)istituzione presso DPC di SOUP, attiva tutto l’anno per 24 ore/giorno, per svolgere azione integrata di coordinamento delle azioni di avvistamento e spegnimento degli incendi boschivi, mantenendo contatti con DPC, elicottero regionale, Prefetture, Unioni Montane, Comuni, ANAS, Ferrovie dello Stato, eventuali altri Organismi interessati. Nel periodo di massima pericolosità di incendi boschivi, operante presso SOUP una postazione di CNVVF, presidiata da personale qualificato, con il compito di coordinare le iniziative tecniche di spegnimento e chiedere l’intervento di aereo nazionale. Al verificarsi delle situazioni di allarme, crisi, emergenza, SOUP istituisce uno strumento tecnico di supporto per coordinare le azioni nella Regione;

c)istituzione di punto di coordinamento avanzato (PCA) da parte di CNVVF in prossimità di incendio (costituito da funzionario di CCFS, CNVVF, Comune/Unione Montana, eventualmente Ente Parco), al fine di:

1)       decidere strategia di attacco al fuoco;

2)       valutare passaggio da incendio boschivo ad incendio interfaccia (o viceversa) con relative fasi organizzative e di coordinamento;

3)       raccordarsi con: Comune, Prefettura, Regione (anche per garantire attività di sicurezza pubblica); CCFS per attività investigativa;

4)       gestire ogni attività ritenuta utile allo spegnimento di incendio;

5)       coordinare attività su intera area dei nuclei di contatto con incendio;

6)       tenere sempre informato SOUP;

7)       autorizzare l’utilizzo di Gruppi di volontari;

d)nuclei a contatto con il fuoco (costituiti da personale CNVVF, a cui si possono aggiungere persone di cooperative agricolo-forestali e Gruppi di volontari, operanti secondo le direttive di ROS/DOS), incaricati di: accogliere le segnalazioni di criticità di incendio boschivo; allontanare soggetti non accreditati dalle zone di operazione (eventualmente coadiuvati da Forze di polizia); coordinare le operazioni aeree con quelle terrestri, fornendo indicazioni per un ottimale utilizzo dei mezzi aerei;

e)centro operativo aereo unificato (COAU), istituito presso DPC, con il compito di:

1)       acquisire richiesta di impiego dei mezzi aerei delle Regioni e Forze Armate, sollecitandone l’intervento ed inviandoli nelle varie zone di pericolo, in base alle indicazioni di CCFS e di DOS/ROS (in merito ai punti di prelievo per approvvigionamento idrico di questi e dei mezzi di terra, previa verifica della loro fruibilità, cioè assenza di ostacoli, e comunicazione al proprietario);

2)       tenere costantemente aggiornata evoluzione degli incendi;

3)       effettuare operazioni di evacuazione del personale in pericolo;

4)       effettuare ricognizioni per prevenire incendi

f)istituzione presso CCFS del Centro Operativo Regionale (COR) per gli incendi boschivi che funziona 24 ore al giorno nel periodo 8 Luglio – 16 Settembre ed ha il compito di:

1)       tenere contatti con SOUP;

2)       tenere diario aggiornato degli avvenimenti;

3)       diramare direttive aGLI Enti locali per interventi terrestri di lotta AIB;

4)       inviare a COAU richieste di intervento, tenendolo aggiornato sulla situazione di incendi, impiego del personale e dei mezzi;

5)       archiviare copie di tutte le comunicazioni ed atti relativi alla sua attività;

6)       tenere tabella dei turni di servizio del personale impegnato nelle varie attività;

7)       individuare personale qualificato, capace di assumere il comando dei nuclei di lotta AIB;

8)       chiedere invio di mezzi aerei od altri mezzi per evacuazione del personale minacciato

–          formazione del catasto degli incendi boschivi, da tenere aggiornato ogni anno, sulla cui base applicare vincoli di inedificabilità previsti dalla legge. Dopo ogni incendio boschivo, Comune e CCFS eseguono sopralluoghi congiunti per delimitare le aree percorse dal fuoco, producendo cartografie georeferenziate di queste, complete di ogni informazione sulla proprietà e tipologie forestali danneggiate;

–          azione di vigilanza, al fine di prevenire e reprimere le violazioni compiute in materia di incendi boschivi, svolta da CCFS (in particolare Nucleo investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) che:

a)investiga sulle cause degli incendi boschivi, anche per individuare eventuali responsabili di azioni colpose o dolose;

b)redige ogni anno una relazione sugli incendi boschivi ed attività svolta;

–          sezione specifica riguardante le aree naturali protette regionali, dove si prevede di potenziare le misure di previsione e prevenzione alla lotta AIB da assegnare ad Enti gestori di queste

Regione Marche con D.G.R 547 del 29/05/17 ha approvato una convenzione valida per il periodo 01/01/2017 – 31/12/2019  con CNVVF al fine di:

  1. definire procedura operativa per migliorare il coordinamento tra Regione e CNVVF nelle situazioni di allarme, crisi e/o  emergenza nelle Marche
  2. attivare una maggiore collaborazione tra SOUP e sala operativa di CNVVF,  tramite sistemi di comunicazione radio, telefonia, video dedicati, mantenuti sempre operativi
  3. attivare, in forma stagionale e/o permanente, eventuali distaccamenti volontari  di CNVVF nel territorio regionale, in base ad una specifica programmazione concordata tra Regione e CNVVF.  Regione  potrà concedere al riguardo contributi a livello logistico, strumentale, finanziario
  4. collaborare all’acquisizione ed all’eventuale ricovero (gratuito), presso sedi dei comandi provinciali di CNVVF,  delle attrezzature di proprietà della Regione per gli interventi di protezione civile, nonché concedere (in comodato d’uso gratuito) proprie attrezzature e mezzi a Regione per potenziare il quadro dei mezzi di intervento e soccorso disponibili in ambito regionale
  5. attivare interventi di lotta AIB, per cui Regione ritiene necessario il concorso di CNVVF
  6. formare ed addestrare volontari ed altri soggetti del sistema regionale di protezione civile nelle materie del soccorso pubblico, cultura antincendio, difesa civile. Corsi da realizzare presso strutture CNVVF  o di Regione, secondo programmi annuali formulati congiuntamente
  7. attivare un servizio elicotteristico per il soccorso urgente alla prevenzione e lotta AIB, costituito da operatori specialistici di CNVVF,  in base ad uno specifico accordo di programma con Regione
  8. mettere a disposizione sulla base di convenzione annuale di risorse per il personale CNVVF  impiegato nelle finalità di cui sopra
  9. realizzare ogni possibile ulteriore collaborazione tra CNVVF e Regione per preservare l’incolumità dei cittadini nelle Marche

 Durante la fase di allerta, allarme e/o  emergenza, Direzione Regionale CNVVF, su richiesta del Dirigente DPC:

  1. mette a disposizione personale qualificato nella gestione delle sale operative
  2. attiva ogni azione  utile per tutelare l’incolumità delle persone ed integrità dei beni, nonché realizzare un soccorso tecnico urgente.

Giunta Regionale con DGR 790 del 12/6/2018 ha definito una convenzione per anno 2018 con il Dipartimento CNVVF per:

1)       potenziare il dispositivo di lotta AIB nelle Marche nel periodo 21 Luglio – 29 Agosto 2018 mediante l’impiego di personale richiamato in servizio fuori dall’orario di lavoro ordinario e di risorse strumentali di CNVVF, con costi a carico della Regione;

2)       coordinare le operazioni di spegnimento degli incendi boschivi, mediante l’uso di: personale qualificato (compreso impiego di Gruppi di volontari); risorse a terra; mezzi aerei antincendio (di intesa con la Regione);

3)       fornire supporto da parte di CNVVF alle attività di SOUP in caso di incendi boschivi e situazioni di emergenza;

4)       effettuare attività di formazione a fini di lotta AIB nei confronti di Gruppi di volontari. DPC può affidare al personale di CNVVF tale attività, il cui compenso rientra nell’importo complessivo concordato

5)       attivare forme di collaborazione tra DPC e CNVVF, comprese le esercitazioni organizzate dal DPC

Nell’ambito della convenzione, DPC:

1)       fornisce informazioni su: stato di pericolosità degli incendi boschivi; previsioni meteorologiche per il rischio di incendi boschivi;

2)       mette a disposizione, per spegnimento degli incendi boschivi, Gruppi di volontari adeguatamente formati, muniti di: idonei dispositivi di protezione attestato di idoneità psicofisica in corso di validità. In caso di incendio boschivo, ROS/DOS arrivato sul posto può chiedere a SOUP l’invio di volontari AIB più vicini alla località di incendio a supporto. SOUP, in base alla programmazione giornaliera, provvede ad attivare tali volontari, comunicandolo (con relativa denominazione, consistenza e provenienza) a ROS/DOS ed a CNVVF. Gruppi di volontari giunti sul posto si presentano a ROS/DOS, mostrando scheda operativa di intervento (Modello pubblicato su BUR 56/18), contenente dati identificativi del personale componente la squadra e relativi mezzi a disposizione. In base alla potenziale operatività del gruppo, CNVVF fornisce al caposquadra indicazioni in merito al loro utilizzo nello spegnimento di incendio. Caposquadra sovrintende alle operazioni di lotta AIB da parte dei componenti del suo Gruppo, garantendo:

a)attuazione delle direttive di CNVVF, comprese quelle fornite durante i corsi di formazione (in particolare per quanto concerne: salute e sicurezza; uso delle attrezzature in dotazione; uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale);

b)immediato allontanamento dal luogo di intervento del componente della squadra inadempiente, comunicandolo a ROS/DOS;

c)mantenimento di contatti costanti con ROS/DOS, fornendo informazioni sull’aggregazione di piccoli Gruppi di volontari in Gruppi più ampi (in modo da garantire una maggiore efficacia di intervento) con relativa nomina di un unico caposquadra;

d)operatività del Gruppo i cui componenti debbono mantenersi a “contatto vista/voce” (Evitare loro dispersione);

e)comunicazione a ROS/DOS del termine dell’attività del proprio Gruppo (volontario può essere impiegato per non oltre 9 ore consecutive, con adeguati turni di riposo, come attestato dal modello A – pubblicato su BUR 56/18- sottoscritto, contenente data ed orario di fine turno). ROS/DOS può autorizzare la fine delle attività del Gruppo anche prima del termine previsto se non più necessarie, fermo restando che caposquadra non potrà lasciare il luogo di intervento fino a quando tutti i componenti del Gruppo non hanno abbandonato la località dell’incendio;

3)       istituisce Comitato Provinciale di Protezione Civile (Comitato), composto da: Prefetto; rappresentanti delle Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia Finanza); Regione; Comando provinciale CNVVF; 4 rappresentanti della Provincia (aventi competenza nella viabilità, scuola, edilizia, ambiente); rappresentante delle Unioni Montane; referente provinciale dei Gruppi di volontariato; rappresentante della Regione per i fiumi; esperti nei rischi di tipo sismico, rifiuti industriali, sanitario, incendi; esperti degli Enti di gestione dei servizi essenziali (ANAS, ENEL, Autostrade, Trenitalia, telefonia, gas); Guardia costiera

4)       si attiva per: acquisire e/o confermare le credenziali di accesso al sistema SNIPC da attribuire alla Direzione regionale CNVVF; svolgere attività di formazione ai volontari AIB;

5)       fornisce supporto per le radiocomunicazioni alternative di emergenza;

6)       assicura il funzionamento di SOUP

Nell’ambito della convenzione, Direzione Regionale CNVVF si impegna a:

1)        attivare dal 21 Luglio al 29 Agosto 2018: 8 squadre (cioè 2 per Provincia), con 40 operatori di CNVVF in servizio dalle ore 8 alle 20, a cui si aggiungono 1 unità DOS e 1 unità ROS per ogni Comando provinciale, con possibilità, in caso del protrarsi di incendio, di prolungare/anticipare tale orario per brevi periodi, riconoscendo al personale i relativi straordinari. In caso di incendi di particolare gravità o di più incendi in contemporanea, CNVVF assicura l’intervento di ulteriori operatori ROS/DOS (comunque non oltre 2 unità), a seguito di una motivata richiesta inoltrata dal Comando Provinciale CNVVF interessato, valutata la situazione vigente e previa comunicazione (tramite PEC) a SOUP del previsto inizio e fine intervento delle unità aggiuntive. Direttore Regionale CNVVF  e Dirigente DPC, in caso di necessità, possono distribuire le squadre in modo diverso nel territorio regionale. Squadre dotate di automezzi ed attrezzature necessarie a spegnere gli incendi boschivi, attivate direttamente dal Comando di riferimento. Personale CNVVF comunica a SOUP gli interventi intrapresi nei confronti degli incendi boschivi, anche per attivare eventuali azioni di supporto a tutela della incolumità pubblica e privata. CNVVF, oltre a coordinare le squadre di intervento, può svolgere attività di: monitoraggio, vigilanza e prevenzione nelle aree interessate da possibili incendi boschivi; intervento per fronteggiare altre emergenze, comprese operazioni di soccorso a favore di cittadini e del territorio della Regione Marche;

2)        assicurare il coordinamento dei Gruppi di volontari AIB;

3)        avvalersi, nell’ambito dell’attività di spegnimento degli incendi boschivi del supporto dei CCFS presenti sul posto per raggiungere i siti oggetto di intervento ed acquisire dati sulle caratteristiche vegetazionali ed orografiche degli stessi;

4)        assicurare, in caso di incendi boschivi verificatisi dopo le ore 20 o in periodo diverso dal 21 Luglio – 29 Agosto 2018 il richiamo in servizio e l’invio di 1 o più squadre per la durata necessaria all’emergenza (Comando Provinciale CNVVF comunica a SOUP inizio e termine di tale attività);

5)        assicurare, in caso di necessità l’intervento dei mezzi della flotta aerea di Stato e di quella regionale, comunicandolo a SOUP;

6)        assicurare la presenza in SOUP di un operatore CNVVF dal 21 Luglio al 29 Agosto 2018, dalle ore 8 alle ore 20;

7)        assicurare la presenza in SOUP con compiti di coordinamento di un funzionario tecnico di CNVVF dal 21 Luglio al 29 Agosto 2018, dalle ore 8 alle ore 20 nei giorni festivi e prefestivi e dalle ore 14 alle ore 20 nei giorni feriali (o in orario e periodo diverso, su richiesta della Regione, in caso di interventi rilevanti in corso, riconoscendo eventuali straordinari al personale);

8)        inviare a SOUP tutte le informazioni utili per l’attività di protezione civile (v. soccorsi a popolazione);

9)        coordinare le iniziative tecniche relative allo spegnimento degli incendi boschivi, tra cui: valutazione della richiesta di interventi aerei; disattivazione delle linee elettriche aeree; raccordo con Sala operativa della Protezione Civile;

10)     assicurare scambio di informazioni con DPC riguardanti la lotta AIB

Eventuali controversie insorte nell’esecuzione della convenzione in oggetto saranno risolte davanti al TAR delle Marche

Definito con DGR 789 del 12/6/2018 un accordo, avente validità fino a  31/12/2018, tra Regione e CCFS in cui questo si impegna nel:

  • Settore della Protezione Civile, a svolgere le seguenti attività:

a)promuovere l’aggiornamento, formazione ed organizzazione del personale, avente specifiche competenze in materia di lotta AIB

b)organizzare le attività di prevenzione, sorveglianza, avvistamento ed allarme degli incendi

c)reprimere illeciti amministrativi e reati, assicurando fonti di prova per le attività di indagine

d)impegnare i Nuclei Investigativi Antincendi Boschivi (NIAB) di CCFS nelle attività di indagine e repertazione, per accertare  le  cause di innesco degli incendi e le conseguenti responsabilità penali

e)collaborare ad aggiornare il Piano regionale di lotta AIB e la Carta del rischio incendi boschivi

f)eseguire i rilievi e la perimetrazione delle aree percorse dagli incendi, anche al fine di consentire ai Comuni di realizzare il relativo catasto (risultato di tali rilievi trasmesso, su sopporti informatici, alla Regione con cadenza annuale)

Nel periodo 1 Luglio – 15 Settembre il Comando Provinciale di Ancona dei CCFS:

a)assicura il costante collegamento tra i Reparti dei CCFS e SOUP

b)garantisce l’operatività 24 ore/giorno del numero verde 1515

c)mantiene collegamenti con: Comando unità forestali ambientali e agroalimentari dei Carabinieri;  112 di Arma dei Carabinieri

d)svolge attività di coordinamento operativo dei Reparti di CCFS, e di supporto alle attività da questi svolte in materia di: prevenzione, sorveglianza, avvistamento, allarme incendi; attività investigativa e  repressione di illeciti; repertazione per accertamento delle cause di innesco; polizia giudiziaria e amministrativa; monitoraggio e controllo del territorio

  • Settore della prevenzione di incendi boschivi, a svolgere le seguenti attività:

a)rafforzare nel periodo di massimo pericolo di incendi boschivi la propria organizzazione sul territorio, allo scopo di incrementare la lotta AIB (specie nelle aree  a maggiore rischio di incendio boschivo), in funzione di: andamento stagionale climatico; previsioni di rischio (tenere conto dei dati della Carta del rischio incendi boschivi); bollettini di allerta per incendi boschivi;

b)organizzare l’attività di controllo sul territorio, ai fini della prevenzione, assicurando l’operatività delle pattuglie, in funzione delle aree, giorni e fasce orarie a maggiore rischio di incendio

Attività di sorveglianza, ricognizione, avvistamento svolta da CCFS concorre a: ridurre i tempi di intervento delle forze impegnate nelle operazioni di spegnimento; assicurare fonti di prova o repressione di reati ed illeciti amministrativi.

SOUP potrà chiedere la collaborazione tecnica di CCFS per raggiungere i siti e acquisire conoscenze sulle loro caratteristiche vegetazionali ed orografiche, allo scopo di trasmettere, in tempo reale, alla Postazione 1515 ogni informazione utile a reprimere le violazioni compiute in danno dell’ambiente.

Nei “soprassuoli boschivi” distrutti o danneggiati dal fuoco è vietato per:

  • 15 anni mutare destinazione alle aree distrutte o danneggiate;
  • 10 anni realizzare edifici o “strutture ed infrastrutture finalizzate agli insediamenti civili od alle attività produttive”, salvo casi in cui la licenza sia stata rilasciata precedentemente. In ogni atto di compravendita riguardante tali aree od immobili occorre, pena nullità dell’atto, riportare il suddetto vincolo;
  • 10 anni il pascolo e la caccia;
  • 5 anni l’attività di rimboschimento e di ingegneria forestale, salvo specifica autorizzazione della Regione (Ministero nel caso di aree protette) “per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente l’intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici”.

Autorità giudiziaria, in caso di trasgressione, può disporre, con sentenza immediatamente esecutiva, il ripristino entro 6 mesi dello stato dei luoghi prima dell’incendio, a spese e cura del trasgressore.

Alla ricostruzione dei boschi incendiati, con priorità per quelli ricadenti nelle aree protette, provvede la Regione con appositi finanziamenti (anche derivanti dal pagamento di eventuali sanzioni da effettuare sul conto corrente postale intestato alla Regione), disponendo anche l’occupazione temporanea d’urgenza senza corrispondere alcuna indennità al proprietario.

Entità aiuto:

Per anno 2018 stanziati:

  • 530.000 € a CNVVF per:

a)copertura delle competenze del personale VVF da richiamare in servizio fuori da orario di lavoro ordinario nel periodo 21 Luglio – 29 Agosto 2018 per complessivi 40 giorni, nonché  spese per esigenze logistiche e strumentali connesse a prestazioni rese da CNVVF debitamente rendicontate da versare entro il 30 Novembre 2018

b)copertura assicurativa di responsabilità civile (Esclusa quella per dolo o colpa grave) per eventuali danni cagionati a terzi in conseguenza delle attività nelle forme previste per dipendenti regionali impegnati in attività di protezione civile a favore di: Direttori operazioni di spegnimento (DOS); Direttore regionale e Comandanti provinciali di CNVVF, responsabili dello spegnimento; funzionari tecnici di VVF operanti nella Direzione regionale, personale VVF impegnato a qualsiasi titolo nella lotta attiva agli incendi boschivi

  • 70.000 € a CCFS per spese sostenute relativamente a:

a)formazione ed aggiornamento del personale per gli specifici compiti assegnati

b)carburante ed oneri per mantenere in efficienza gli automezzi di proprietà

c)gestione e funzionamento degli Uffici

d)corresponsione di compensi accessori e/o riconosciuti al personale impegnato nelle attività di: prevenzione ed accertamento degli illeciti negli incendi boschivi; rilevazioni previste dal Piano regionale di lotta agli incendi boschivi

e)corresponsione di compenso orario a volontari, fissato in base a tabelle provinciali degli operai agricoli

Sanzioni:

Chiunque non rispetta le norme sulla prevenzione degli incendi boschivi: multa da 51 a 516 €.

Chiunque cagiona incendio nei boschi, selve, foreste, vivai forestali destinati al rimboschimento: arresto da 4 a 10 anni in caso di incendio doloso (Se incendio è causato per colpa: arresto da 1 a 5 anni). Sanzioni aumentate del 50% se incendio causa pericolo per edifici, o “danno grave, esteso e persistente per l’ambiente”, o danno in aree protette.

Chiunque non rispetta il divieto di portare gli animali al pascolo sui terreni colpiti da incendio nei 10 anni successivi: multa da 30 a 50 €/capo.

Chiunque non rispetta divieto di cacciare sui terreni colpiti da incendio nei 10 anni successivi: multa da 200 a 400 €.

Chiunque costruisce edifici o strutture produttive, od infrastrutture nelle superfici colpite da incendio nei 10 anni successivi: demolizione delle opere + ripristino dei luoghi a spese del trasgressore.

Chiunque non rispetta divieti prescritti nel periodo di massimo pericolo degli incendi boschivi: multa da 1.032 a 10.327 €. Multa raddoppiata se la trasgressione è commessa dal personale impegnato nella lotta antincendio. Se la trasgressione riguarda esercenti di attività turistica: multa da 1.032 a 10.327 € + revoca della licenza.

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