NORME TUTELA CONCORRENZA

NORME TUTELA CONCORRENZA (Legge 287/90)  (commag44)

Soggetti interessati:

Imprenditori, consumatori

Iter procedurale:

Autorità garante della concorrenza e del mercato con sede in Roma, operante in piena autonomia tramite organo collegiale, costituito da Presidente e 4 membri nominati di intesa da Presidenti della Camera e Senato, che durano in carica 7 anni (rinnovabili) e non possono esercitare (pena decadenza) alcune attività professionali e di consulenza od essere amministratori o dipendenti di Enti pubblici o privati o ricoprire altri uffici pubblici.

Autorità mantiene contatti con Amministrazioni pubbliche ed Enti di diritto pubblico, a cui chiedere informazioni, e con Comunità Europea.

Autorità delibera norme concernenti propria organizzazione e funzionamento, trattamento giuridico ed economico del personale, gestione spese di funzionamento tramite bilancio di previsione approvato entro 31 Dicembre e rendiconto della gestione finanziaria, da approvare entro 30 Aprile (Entrambi soggetti a controllo della Corte dei Conti e pubblicati su Gazzetta Ufficiale).

Normativa su tutela concorrenza e mercato applicata a “intese o abusi di posizione dominante e concentrazione di imprese”, cioè ad “accordi e/o pratiche concordate tra imprese, nonché deliberazioni di consorzi, Associazioni di imprese ed altri organismi similari”. Vietate, e quindi nulle, intese tra imprese che hanno come effetto quello di impedire concorrenza anche tramite:

a)       fissazione diretta od indiretta prezzo di acquisto o vendita o altre condizioni contrattuali;

b)       impedimento o limitazione della produzione, sbocchi, accessi al mercato, investimenti, sviluppo tecnico e progresso tecnologico;

c)       ripartizione mercati o fonti di approvvigionamento;    

d)       ripartizione mercati o fonti di approvvigionamento;

e)       applicazione nei confronti di rapporti commerciali con altri contraenti di condizioni oggettivamente diverse su analoghe prestazioni, cioè da determinare svantaggi nella concorrenza;

f)        subordinazione conclusione contratti ad accettazione da parte dei contraenti di prestazioni supplementari che per natura od usi commerciali non hanno alcun rapporto con oggetto di contratto stesso.

Vietato uso da parte di impresa in posizione dominante all’interno del mercato nazionale di:

a)       imporre direttamente od indirettamente prezzi di acquisto, vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose;

b)       impedire o limitare produzione, sbocchi od accessi al mercato, sviluppo tecnico o progresso tecnologico a danno dei consumatori;

c)       applicare nei rapporti commerciali con altri contraenti condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, così da determinare svantaggi ingiustificati per concorrenza;

d)       subordinare conclusione contratti ad accettazione da parte di altri contraenti di prestazioni complementari che per natura ed usi commerciali, non hanno alcuna connessione con oggetto dei contratti stessi.

Autorità garante concorrenza può autorizzare per limitato periodo, intese vietate, purché consentono miglioramento nelle condizioni di offerta sul mercato con benefici sostanziali per consumatori ed in grado di assicurare ad imprese necessaria concorrenza sul piano internazionale (aumento della produzione, miglioramento qualitativo di produzione o distribuzione o progresso tecnico o tecnologico), comunque sempre senza applicare costrizioni tali da eliminare “concorrenza da parte sostanziale del mercato”. Autorità può revocare autorizzazione in deroga previa diffida qualora accertati abusi o vengono meno presupposti ad autorizzazione. Richiesta deroga presentata ad Autorità, che entro 120 giorni decide se autorizzarla o meno.

Si ha concentrazione quando 2 o più imprese procedono a fusione o 1 o più soggetti in posizione di controllo di 1 o più imprese acquisiscono, tramite acquisto di azioni o del patrimonio o contratto, controllo di insieme o parti di più imprese, o 2 o più imprese procedono a costituzione impresa comune. Non si ha controllo quando:

a)       Banca od Istituto finanziario acquista partecipazione di impresa per rivenderla sul mercato, purché durante 24 mesi di partecipazione eserciti diritti di voto;

b)       si ha coordinamento nel comportamento di imprese indipendenti.

Operazioni di concentrazione preventivamente comunicate ad Autorità se fatturato realizzato a livello nazionale superiore a 250.000.000 € e quello di impresa oggetto di acquisizione superiore a 25.000.000 € (Nel caso di Istituti bancari e finanziari 1/10 di attivo di stato patrimoniale; nel caso di assicurazioni, pari a valore dei premi incassati). Autorità comunica entro 5 giorni operazione di concentrazione a Presidente Consiglio Ministri e Ministero Sviluppo

Autorità valuta se operazioni di concentrazione comportano o meno rafforzamento di posizione dominante di impresa sul mercato, in modo da eliminare o ridurre sostanzialmente concorrenza, tenendo conto possibilità di scelta di fornitori ed utilizzatori, posizione di mercato impresa, loro accesso a fonti di approvvigionamento o sbocchi di mercato, strutture dei mercati, andamento domande. Autorità vieta concentrazione o la autorizza prescrivendo determinate misure precauzionali.

Autorità entro 30 giorni da notifica comunica ad impresa avvio o meno di istruttoria.

In caso di concentrazione a seguito offerta di pubblico acquisto comunicazione a Commissione nazionale per società ed Autorità che notifica avvio istruttoria entro 15 giorni.

Autorità conclude istruttoria entro 45 giorni (Ammessa proroga di 30 giorni se non fornite informazioni richieste), informando impresa e Ministero Sviluppo Economico delle conclusioni.

Autorità durante istruttoria può ordinare sospensione realizzazione concentrazione fino a conclusione di istruttoria ed eventualmente vietarle se rientra in una delle condizioni di limitazione della concorrenza, oppure comunica ad imprese interessate propria autorizzazione o richiesta di modifiche ad operazione al fine di “eliminare elementi eventualmente distorsivi di concorrenza”.

Si ha controllo di impresa quando “in presenza di diritti, contratti o altri rapporti giuridici si ha possibilità di esercitare influenza determinante su attività di impresa”, tramite diritti di proprietà o godimento su totalità o parti del patrimonio di impresa o diritti che conferiscono influenza determinante su composizione, deliberazioni, decisioni organi di impresa. Controllo acquisito da persona/impresa o gruppo di persone/imprese titolari di diritti o beneficiari di contratti o che hanno potere di esercitare diritti derivanti.

Norme su concorrenza, concentrazione, controllo applicate anche ad imprese pubbliche o a prevalente partecipazione statale, salvo quelle che “esercitano gestione di servizi di interesse economico generali o operano in regime di monopolio sul mercato”. Tali imprese se intendono rendere disponibili a società da esse partecipate beni o servizi “di cui abbiano disponibilità esclusive” debbono farlo “a condizioni equivalenti alle altre imprese direttamente equivalenti”.

Autoproduzione di beni e servizi per uso proprio non consentito a società controllate di Ente pubblico operante in regime di monopolio, salvo per motivi di ordine pubblico, sicurezza pubblica, difesa nazionale, concessioni di telecomunicazioni

Autorità:

1)       valutati elementi in suo possesso o quelli portati a sua conoscenza da Amministrazioni pubbliche, Associazioni consumatori, “chiunque vi abbia interesse” verifica esistenza o meno di infrazioni in materia di concorrenza;

2)       svolge indagini conoscitive di natura generale nei settori economici “in cui evoluzione degli scambi, comportamento dei prezzi o altre circostanze fanno presumere che concorrenza sia impedita, ristretta, falsata”;

3)       notifica entro 120 giorni da comunicazione, altrimenti non può più procedere, salvo caso di comunicazione non veritiere od incomplete, in caso di infrazione, apertura di istruttoria ad imprese ed Enti interessate, affinché possano essere ascoltati o presentare deduzioni. Durante istruttoria Autorità può chiedere ad imprese, Enti o persone di fornire informazioni o documenti (tutelati da segreto), eseguire ispezioni in loco, disporr perizie;

4)       delibera adozione di misure cautelari in caso di urgenze per “rischio di danno grave ed irreparabili per concorrenza”, comunque non rinnovabili o prorogabili;

5)       fissa, in caso ravvisate infrazioni, ad imprese ed Enti interessati termine per eliminazione delle infrazioni, pena notifica provvedimento di sanzione con termini di pagamento, previa diffida.

Imprese entro 3 mesi da notifica apertura istruttoria, può presentare impegni tali da far venire meno “profili anticoncorrenziali oggetto di istruttoria”. Autorità valuta tali impegni, può renderli obbligatori per impresa e chiudere procedimento senza accertare infrazione. Autorità può riaprire procedimento se modificata “situazione di fatto rispetto ad elemento su cui si fonda decisione”, o impresa contravviene ad impegni presi, o decisione si fonda su informazioni incomplete, inesatte, fuorvianti                                                 

Qualora abuso di posizione dominante o concentrazione riguardano imprese operanti in settori sottoposti a vigilanza di più Autorità, ognuna può adottare provvedimenti di propria competenza. Nel caso di imprese di assicurazione, provvedimenti presi dopo aver sentito ISVAP, che si pronuncia entro 30 giorni. Nel caso di banche provvedimenti di Autorità garante e Banca d’Italia adottati entro 60 giorni.

Autorità segnala situazioni distorsive  derivanti da provvedimenti legislativi “al Parlamento e Presidente Consiglio dei Ministri, Ministeri competenti, Enti locali interessati, nonché esprime pareri per rimuovere e prevenire distorsioni svolgendo funzione consultiva nei confronti di Presidente Consiglio Ministri, a cui presenta entro 30 Aprile relazione su attività svolta nell’anno precedente.

Consiglio Ministri determina criteri in base ai quali Autorità può in via eccezionale autorizzare “per rilevanti interessi generali di economia nazionale” operazioni di concentrazione altrimenti vietate, purché non comportino eliminazione concorrenza dal mercato e comunque fissando termine per ristabilire condizioni di piena concorrenza. Nel caso ad operazioni di concentrazione partecipano Enti od imprese di Stato, Presidente Consiglio Ministri può vietare operazioni “per ragioni essenziali di economia nazionale”.

Decisioni di Autorità per concorrenza pubblicate entro 20 giorni in apposito bollettino.

Ricorsi contro provvedimenti amministrativi adottati da Autorità proposti presso Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, mentre azioni di nullità di atti o risarcimento di eventuali danni subiti o provvedimenti di urgenza per violazione norme su concorrenza promossi davanti a Corte di Appello, competente per territorio

Entità aiuto:

Al funzionamento Autorità garante concorrenza si provvede mediante contributo peri a 0,08 per mille del fatturato risultante da ultimo bilancio approvato da società di capitale con ricavi oltre 50.000.000 €, comunque non superiore a 100 volte la misura minima. Per anno 2013 tale contributo versato direttamente ad Autorità entro 30/10/2012 mentre a partire da anno 2014 versato entro 31 Luglio.

Eventuali variazioni di misura e modalità del contributo adottate da Autorità con propria delibera nel limite massimo di 0,5 per mille di fatturato risultante da bilancio approvato prima di delibera.

Presidente Consiglio Ministri determina indennità spettante a Presidente e membri di Autorità, pianta organica di Autorità (Non oltre 150 persone) da assumere mediante pubblico concorso (Personale in servizio presso Autorità non può assumere altro impiego, incarico, attività professionale, commerciale, industriale), a cui aggiungere non oltre 50 persone a tempo determinato ed esperti esterni

Sanzioni:

Soggetti che non forniscono informazioni e documenti richiesti da Autorità a fini istruttori: multa fino a 25.000 € (Elevata a 50.000 € se forniscono informazioni o documenti non veritieri)

Se impresa non rispetta misure cautelari imposte da Autorità a tutela di concorrenza: multa fino a 3% del fatturato

Se impresa non rispetta impegni presi a tutela della concorrenza: multa fino a 10% del fatturato

In caso di infrazioni gravi o prolungate nel tempo: multa fino a 10% del fatturato impresa od Ente interessato di ultimo esercizio chiuso

Se impresa non ottempera a diffida inviata: multa di importo minimo pari a 2 volte sanzione già applicata e massimo fino a 10% del fatturato + sospensione attività impresa fino a 30 giorni in caso di reiterata intemperanza

Se operazione di concentrazione attuata senza preventiva autorizzazione di Autorità o senza rispettarne prescrizioni: multa non inferiore a 1% e superiore a 10% del fatturato impresa oggetto di concentrazione + ripristino condizioni di concorrenza effettiva, eliminando effetti distorsivi

Se imprese non ottemperano ad obblighi di comunicazione preventiva di concentrazione: multa fino a 1% fatturato anno precedente.