MULTIFUNZIONALITA’

MULTIFUNZIONALITA’ (L.R. 21/11)  (turism02)

Soggetti interessati:

Imprenditori agricoli che intendono esercitare attività connesse alla coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento che deve comunque rimanere principale, cioè “tempo lavoro attribuito ad attività agricola superiore a quello attribuito ad attività. Nel caso di cooperative sociali iscritte ad Albo, rapporto di connessione stabilito esclusivamente nell’ambito di attività svolta ai sensi di art. 2135 del Codice Civile, escludendo altre tipologie

Iter procedurale:

Regione Marche promuove la multifunzionalità dell’azienda agricola, allo scopo di:

  1. tutelare, qualificare e valorizzare risorse peculiari di ogni territorio;
  2. favorire mantenimento di attività umane nelle aree rurali con maggiore attenzione alle zone a rischio di spopolamento, agevolando insediamento di giovani e donne nel settore agricolo;
  3. promuovere differenziazione ed incremento dei redditi della famiglia agricola;
  4. favorire iniziative a difesa del suolo, territorio ed ambiente da parte di imprenditori agricoli e miglioramento della qualità della vita;
  5. salvaguardare e migliorare patrimonio naturale ed edilizio di architettura rurale.

In particolare Regione promuove:

  • agriturismo (v. scheda “turism12”), cioè forme di turismo nelle campagne nell’intento di:
  • sostenere ed incentivare produzioni tipiche, produzioni di qualità e le connesse tradizioni enogastronomiche locali;
  • diffondere conoscenza della cultura rurale, sue tradizioni ed educazione alimentare, anche tramite sostegno ad iniziative culturali del mondo rurale;
  • sviluppare turismo sociale e giovanile per consentire migliore conoscenza di ambiente, usi e tradizioni rurali;
  • agricoltura sociale (v. scheda “turism16”), comprendenti:
  • servizi educativi e didattici, quali: agri-asilo; agrinido; centri per infanzia con attività ludiche e di aggregazione;
  • servizi sociali ed assistenziali, quali: attività di riabilitazione; ospitalità ed integrazione sociale rivolte ad anziani; soggetti di disabilità; dipendenti da alcole e stupefacenti; traumatizzati psichici; ex detenuti;
  • servizi socio sanitari, quali: terapie assistite con animali o con prodotti agricoli aziendali o con medicine naturali o non convenzionali;
  • reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati ed in condizioni di disagio;
  • vendita diretta al dettaglio dei prodotti provenienti in misura prevalente dalla propria azienda, nonché prodotti derivati da trasformazione o prodotti acquistati da terzi, purché “questi ultimi siano riconducibili allo stesso comparto agronomico dell’azienda agricola del venditore” e comunque “prodotti di origine aziendale nel computo delle vendite sempre prevalenti in termini di valore rispetto a quelli acquistati da terzi”;
  • trasformazione o manipolazione di prodotti agricoli o zootecnici provenienti dal ciclo produttivo dell’impresa. Al fine di migliorare qualità o aumentare quantità o varietà dell’offerta ammessa lavorazione anche di prodotti acquistati da terzi “purché sia garantita la prevalenza di prodotti propri”. Rientrano in questo ambito, oltre ad olio e vino, prodotti freschi della panetteria, succhi di frutta, birra ed altri prodotti individuali da normativa di settore;
  • produzione e cessione di energia elettrica o calorica ottenuta da fonti rinnovabili agroforestale e fotovoltaiche, nonché carburanti e prodotti chimici ottenuti da vegetali provenienti in prevalenza dal fondo, purché nel rispetto dei vincoli e limiti previsti dalle vigenti disposizione statali;
  • attività di contoterzismo, cioè esecuzione da parte di imprenditore agricolo di prestazione servizi a favore di terzi “mediante utilizzo prevalente di attrezzature o risorse di azienda normalmente impiegate nella propria azienda agricola”;
  • sistemazione e manutenzione del territorio, salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, cura e mantenimento di assetto idrogeologico, con finalità generali di utilità collettiva. In caso di assegnazione di tali lavori, Enti pubblici possono accordare priorità ad aziende “in grado di realizzare interventi con il ricorso a tecniche di ingegneria naturalistica”;
  • trasformazione di prodotti agricoli per conto terzi. Attività è connessa quando imprese agricole, singole ed associate, ai sensi di art. 2135 del Codice Civile in possesso di fascicolo aziendale, esercitano tale servizio mediante “utilizzo di risorse umane e strumentali nella disponibilità della stessa azienda”;
  • diversificazione delle attività agricole, cioè tutte quelle attività che “pur esterne a quella agricola, risultano integrate e complementari con essa in ambito rurale e possono essere svolte in azienda indipendentemente da attività agricola, al fine di fornire occasioni di impiego ai fattori di produzione e opportunità di reddito integrative ad agricoltore e famiglia agricola”. Tipologie di attività individuiate con apposito atto di Giunta Regionale.

Regione concede contributi nel rispetto della normativa UE del regime “de minimis” ad imprenditori agricoli, singoli od associati, per esercizio attività della multifunzionalità, definendo:

  1. obiettivi da conseguire e risultati attesi;
  2. soggetti beneficiari in relazione a singoli ambiti di intervento;
  3. tipologia e misura delle incentivazioni, spese ammissibili, criteri e priorità per concessione contributi;
  4. procedure per attuazione di interventi e presentazione delle domande;

Opere ed allestimenti utilizzati per lo svolgimento delle attività multifunzionali sono vincolate alla loro specifica destinazione per almeno 10 anni a decorrere da data di liquidazione dei contributi  

In caso di mancato rispetto delle norme vigenti sulla multifunzionalità o di quanto riportato nel decreto di concessione si ha recupero delle somme erogate.

Giunta Regionale presenta ogni 3 anni alla competente Commissione assembleare una relazione su verifiche e controlli eseguiti nell’ambito della legge sulla multifunzionalità.

Entità aiuto:

Agenzia delle Entrate, con nota del 16/10/2018, precisa che l’attività agricola, oggetto di una convenzione con il Comune, finalizzata all’accoglienza ed integrazione socio educativa ed all’inserimento lavorativo di minori in situazioni di disagio, a fronte del versamento di una retta procapite (comprensiva di spese per vitto, alloggio, igiene, vestiario, lavanderia, trasporto e materiale di consumo) per ogni giorno di effettiva presenza (almeno 6 ore/giorno)  del minore nella struttura è esente dall’applicazione IVA.

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