MATERIALE MOLTIPLICAZIONE PIANTE DA FRUTTO

MATERIALE MOLTIPLICAZIONE PIANTE DA FRUTTO (D.Lgs. 414/98, 124/10; D.M. 24/7/03, 4/5/06, 6/12/16, 31/07/17)  (ortofr42)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF), Servizio Fitosanitario Centrale (SFC), Servizio Fitosanitario Regionale (SFR),  fornitore (Persona fisica o giuridica che esercita professionalmente attività di produzione, protezione, trattamento, importazione, commercializzazione materiali di moltiplicazione o piante da frutto) e chiunque intende commercializzare nella CE (vendita, conservazione a fine di vendita, qualsiasi fornitura o trasferimento di materiale di moltiplicazione o piante da frutto a terzi “mirante a sfruttamento commerciale con o senza compenso”)

  1. materiali di moltiplicazione piante da frutto (sementi, parti di piante, portainnesti), piante da frutto (destinate ad essere piantate per la produzione di frutta) e loro ibridi di seguenti specie: scalogno, cipolla, cipolletta, porro, aglio, cerfoglio, sedano, asparago, bietola a coste, rapa rossa o barbabietola, cavolo laciniato, cavolfiore, cavolo broccolo, cavolo di Bruxelles, cavolo verza, cavolo cappuccio bianco e rosso, cavolo rapa, cavolo cinese, rapa di primavera e di autunno, peperone, indivia riccia o scarola, cicoria Witloof, cocomero, melone, cetriolo, zucca, zucchina, cardo, carciofo, carota, finocchio, lattuga, pomodoro, prezzemolo riccio, fagiolo di Spagna, fagiolo, pisello (Escluso pisello da foraggio), ravanello, rabarbaro scorzonera, melanzana, spinacio, dolcetto, fava, arancia, limone, mandarino, pompelmo, limo, nocciolo, fragola, noce, melo, mandorlo, albicocco, ciliegio, ciliegio acido, susino, pesco, susino giapponese, pero, cotogno, ribes, uva spina, rovo, lampone, pistacchio, olivo;
  2. portainnesti e altre parti di altri generi o specie innestati su questi materiali dei generi o specie di cui sopra pianta.

Esclusi materiali di moltiplicazione e piante destinate ad esportazione verso Paesi Terzi “qualora siano correttamente identificati come tali e sufficientemente isolati”.

 

Iter procedurale:

D.Lgs. 124/10 individua MIPAAF come unica Autorità nazionale responsabile in materia di materiale di moltiplicazione che può avvalersi di Servizio Fitosanitario Nazionale per meglio svolgere seguenti compiti:

  • recepire direttive UE relative a commercializzazione piante da frutto;
  • classificare materiale di moltiplicazione (sementi, talee, marze, gemme, piante compresi portainnesti, nonché colture in vitro) in:
  • fonte primaria: materiale di origine prodotto dal costitutore  e da questi conservato;
  • materiale prebase: prodotto secondo metodi idonei a conservare identità della varietà, comprese caratteristiche pomologiche, nonché prevenzione di malattie, destinato a produzione di materiale di base o certificato diverso da piante da frutto, rispondente a requisiti specifici per materiale di base fissati da UE come attestato da ispezione ufficiale;
  • materiale base: prodotto direttamente o in numero limitato di fasi per via vegetativa da materiale iniziale secondo metodi idonei per conservazione identità della varietà (comprese caratteristiche pomologiche e prevenzione di malattie), destinato a produzione di materiale certificato, rispondente ai requisiti fissati per materiale di base da UE come attestato da ispezione ufficiale;
  • materiale certificato:
  1. materiale di moltiplicazione prodotto direttamente per via vegetativa da materiale di base o prebase (se destinato a produzione di portainnesti da sementi certificate di materiale di base o certificate di portainnesto) destinati a produzione di piante da frutto, rispondenti a requisiti specifici fissati da UE come attestato da ispezione ufficiale;
  2. piante da frutto ottenute direttamente da materiale di moltiplicazione certificato, di base o prebase, destinato a produzione di frutti, rispondente a requisiti specifici fissati da UE come attestato da ispezione ufficiale
  • materiale CAC: materiale di moltiplicazione e piante da frutto avente identità varietale ed adeguata purezza, destinato a produzione di materiale di moltiplicazione o produzione piante da frutto o produzione frutti rispondenti ai requisiti CAC
  • recepire schede tecniche di produzione materiale moltiplicazione approvato da UE;
  • istituire Servizio Nazionale di Certificazione (SNC), con il compito di coordinare attività tecnico-amministrativa e tecnico-scientifica relative alla certificazione del materiale di propagazione vegetale;
  • istituire Comitato Nazionale per la Certificazione (CNC) con durata di 4 anni (componenti riconfermati per 1 volta), avvalendosi di gruppi di lavoro anche con esperti esterni al fine di:
  • proporre disciplinari di produzione per certificazione delle singole specie;
  • proporre a MIPAAF riconoscimento Centri di conservazione e moltiplicazione, tenendo conto istruttoria eseguita da SFR;
  • eseguire, su incarico MIPAAF, controlli su idoneità Centri di conservazione e moltiplicazione, nonché su modalità di esecuzione attività di controllo nel processo di certificazione;
  • proporre iscrizione di cultivar, cloni, selezioni certificabili a registro nazionale;
  • proporre modalità di esecuzione controlli nel processo di certificazione;
  • proporre a MIPAAF riconoscimento di materiali da iscrivere nel Registro nazionale;
  • fornire parere su riconoscimento Organismi interprofessionali che chiedono di operare con SNC;
  • proporre circolari esplicative e modulistica per attuazione processo di certificazione;
  • esprimere parere su equivalenza schemi di certificazione adottati da altri Paesi;
  • proporre programmi di formazione ed aggiornamento del personale in SNC;
  • predisporre relazione annuale su programma nazionale di certificazione;
  • istituire segreteria operativa al fine di: fornire supporto ad attività di CNC; pubblicizzare provvedimenti presi; predisporre modulistica necessaria ad attuazione certificazione; conservare ed aggiornare Registro nazionale delle accessioni di cultivar, cloni, selezioni;
  • determinare standard tecnici per esercizio attività di vigilanza e controllo;
  • fissare entità compensi che SFR può chiedere ad aziende per esecuzione controlli;
  • istituire Registro nazionale delle accessioni di cultivar, cloni, selezioni certificabili, Registro nazionale delle varietà di piante da frutto ammesse a commercializzazione e Registro nazionale varietale per le ortive, in cui riportati nominativi fornitori e laboratori autorizzati. MIPAAF può delegare persone giuridiche di diritto pubblico tenuta Registro;
  • istituire Comitato consultivo per materiali di moltiplicazione e le piante da frutta, con il compito di fornire pareri a MIPAAF in merito a “requisiti qualitativi del materiale di moltiplicazione, nonché su attività tecnico-scientifiche di competenza MIPAAF Comitato dura in carica 4 annie si riunisce almeno 2 volte anno.

Servizio Fitosanitario Regionale svolge funzioni di:

  • certificazione del materiale di propagazione vegetale;
  • riconoscimento idoneità dei Centri di moltiplicazione e dei vivai;
  • attività di controllo su tutte le fasi del processo di certificazione, secondo quanto stabilito dai disciplinari di produzione per singole specie;
  • redigere relazione da inviare a S.N.C. al termine campagna di certificazione su attività di controllo e certificazione effettuata e relativi dati statistici per specie, categoria e stato sanitario del materiale certificato.

Strutture pubbliche o private dei Centri per conservazione e premoltiplicazione (CCP) inviano domanda di riconoscimento (modello riportato in Allegato II a DM 31/07/2017 pubblicato su GU 191/17) a SFC, tramite SFR che concede riconoscimento purchè dotate di mezzi necessari alla conservazione e produzione, in vivo ed in vitro, di materiali di categoria “prebase”, rispondenti ai requisiti tecnici indicati nei disciplinari adottati per singole specie (in particolare i requisiti fitosanitari). Numero e dislocazione dei CCP funzionali alle necessità di conservazione del materiale “prebase” (Conservazione in ambiente protetto di piante madri e produzione in ambiente protetto di materiale di propagazione, quale gemme, marze, talee, portinnesti). Se Organismo riconosciuto rinuncia a svolgere le sue funzioni di CCP deve consegnare le accessioni in conservazione affidate. Controlli su rispondenza materiale di propagazione della categoria “prebase” effettuati da SFR (analisi presso laboratori accreditati).

Certificazione del materiale di propagazione della categoria “prebase” prodotto nei CCP avviene dopo aver verificato avvenuto attecchimento di innesto o radicazione della pianta e possesso delle caratteristiche biometriche previste dai disciplinari per singola specie. Operazioni di taglio ed innesto del materiale “prebase” ed eliminazione di piante madri deve avvenire sotto controllo del responsabile tecnico del CCP e comunicate preventivamente a SFR. Presso CCP tenute mappe relative ad esatta collocazione delle accessioni presenti, nonché registro di conduzione vidimato da SFR. CCP trasmette entro 31 Gennaio a SFR ed a Comitato nazionale per certificazione (CNC) una relazione su attività svolta anno precedente, comprensiva delle relative mappe.

Strutture pubbliche o private dei Centri per premoltiplicazione (CP) dei materiali di moltiplicazione dei fruttiferi inviano domanda di riconoscimento (modello riprotato in Allegato II a DM 31/07/2017 pubblicato  su GU 191/17) a SFC tramite SFR che concede riconoscimento purché dotate di responsabile tecnico in possesso di specifiche competenze documentate e di mezzi necessari alla conduzione di piante madri e produzione, in vivo ed in vitro, dei materiali di categoria “base” devono rispondere ai requisiti indicati nei disciplinari adottati per singola specie (in particolare per requisiti fitosanitari). Numero e dislocazione dei CP in funzione della premoltiplicazione del materiale di base (cioèallevamento in ambiente protetto od in campo di piante di categoria di “base” e produzione di piante, innestate od autoradicate secondo i disciplinari di produzione della categoria “base”). Controlli effettuati da SFR (Analisi eseguite presso laboratori accreditati). Presso CP tenute mappe indicanti esatta collocazione delle accessioni presenti nel Centro, nonché registro di conduzione vidimato da SFR. CP deve trasmettere entro 31 Gennaio a SFR e Centro Nazionale Certificazione relazione su attività svolta nell’anno precedente, comprensiva della relativa mappa. Certificazione del materiale di “base” prodotto dai CP avviene dopo verifica di avvenuto attecchimento di innesto o radicazione della pianta e possesso delle caratteristiche biometriche previste dai disciplinari per singola specie. Operazioni di taglio ed innesto del materiale di “base” ed eliminazione delle piante madri avviene sotto il controllo del responsabile tecnico del CP e comunicate preventivamente a SFR.

Domanda di certificazione dei materiali di moltiplicazione di categoria “pre base” e “base” (Modello riportato in Allegato IV a DM 31/07/17 pubblicato su GU 191/17) inviata a SFR.

Strutture e mezzi necessari alla produzione, in vivo ed in vitro, di materiali di categoria “certificato” devono rispondere ai requisiti indicati nel disciplinare adottato per singola specie (in particolare i requisiti fitosanitari).

Centri per moltiplicazione (CM) per allevamento di piante madri e produzione, nel rispetto del disciplinare di ciascuna specie, di materiale di propagazione (semi, talee, marze) di categoria “certificato” può avvenire in campo, laboratorio di micropropagazione, vivai sotto la responsabilità di vivaisti, singoli od associati. CM invia domanda di riconoscimento (Modello riportato in Allegato V a DM 31/07/17 pubblicato su GU 191/17) a SFR, che lo riconosce, purché dispone di: responsabile tecnico in possesso di specifiche competenze documentate; campi e strutture in grado di consentire lavorazione e conservazione delle specifiche produzioni; idonee attrezzature meccaniche per lavorazione, conservazione e trasporto. Presso CM tenute mappe relative ad impianti e strutture di moltiplicazione, indicanti collocazione piante madri presenti nel Centro, nonché registro di conduzione vidimato da SFR. Controlli su materiale di propagazione “certificato” a favore di persone fisiche o giuridiche autorizzate ad esercitare attività vivaistica, eseguiti da SFR (Analisi eseguite presso laboratori accreditati), al fine di accertare se materiale è virus esente (Materiale esente da virus, viroidi, fitoplasmied altri agenti infettivi noti per la specie considerata al momento della certificazione), o virus controllato (Materiale esente da virus di particolare importanza economica). In caso di piante innestate con materiale di diverso stato, certificazione allo stato più basso (virus controllato). Domanda di certificazione di materiale di moltiplicazione di categoria “certificato” (Modello riportato in Allegato VI DM 31/07/17 pubblicato su GU 191/17) inviata a SFR. Piante certificate sempre accompagnate da documento ufficiale attestante che controlli eseguiti nel rispetto dei disciplinari di produzione della singola specie. Oneri per attività di controllo del materiale certificato svolta dai SFR sono a carico dei richiedenti (Tariffe fissate da Regione) e vengono versati a Regione al momento della emissione del cartellino-certificato. CM deve trasmettere entro 31 Gennaio a SFR mappa aggiornata degli impianti e delle strutture di moltiplicazione. Certificazioni delle produzioni a vivaio effettuate dopo verifica di avvenuto attecchimento dell’innesto o della radicazione della pianta e del possesso delle caratteristiche biometriche previste dal disciplinare di produzione per singola specie. Campi di piante madri debbono avere dimensioni sufficienti a produrre ogni anno un numero di talee e marze idoneo a soddisfare prevedibili richieste di mercato (MIPAAF fissa dimensioni minime per singola specie). Operazioni di taglio ed innesto del materiale “certificato” ed eliminazione di piante madri debbono avvenire sotto controllo del responsabile tecnico del CM e comunicato preventivamente a SFR.

D.M. 6/12/2016 definisce norme per produzione e certificazione ai fini della commercializzazione di piante da frutto, con esclusione di:

  1. materiali di moltiplicazione e piante di cui dimostrata destinazione ad esportazione verso Paesi Terzi se “adeguatamente identificati e sufficientemente isolati”;
  2. materiali destinati a prove per scopi scientifici o lavori di selezione, fino al momento di loro commercializzazione

Registro nazionale delle varietà di piante da frutto (Registro varietà) tenuto aggiornato presso MIPAAF, in cui riportare per ogni varietà registrata: denominazione di varietà ed eventuali sinonimi; specie di appartenenza di varietà; indicazione “descrizione ufficiale” o “descrizione ufficialmente riconosciuta”; data di registrazione o rinnovo; data di scadenza di registrazione. MIPAAF provvede ad istituire fascicolo per ogni varietà contenente descrizione della varietà e sintesi di “fatti pertinenti a registrazione della varietà”

Varietà registrata come varietà avente descrizione ufficiale se:

  1. distinguibile, cioè chiaramente distinta in termini di caratteristiche risultanti da particolare genotipo o combinazione di genotipi, da qualsiasi altra varietà nota a data invio domanda;
  2. omogenea, cioè sufficientemente omogenea nelle sue caratteristiche ad esame di distinguibilità e di qualsiasi altra caratteristica usata per descrizione di varietà “salvo variazione prevedibile in base a particolarità di sua propagazione”;
  3. stabile, cioè caratteristiche comprese nell’esame di distinguibilità, nonché di qualsiasi altra caratteristica usata per descrizione di varietà, rimangono invariate dopo certo numero di moltiplicazioni o, in caso di micropropagazione, alla fine di ogni ciclo;
  4. disponibile campione della varietà, con stato sanitario noto;
  5. in merito a varietà geneticamente modificate, organismo geneticamente modificato autorizzato a coltivazione

Per iscrizione di varietà, costitutore di varietà o suo avente causa o rappresentante designato presenta domanda, via PEC, entro 30 Giugno per varietà ad impianto autunnale ed entro 31 Dicembre per varietà ad impianto primaverile, pena sua esclusione da piano di coltivazione anno in corso, a MIPAAF Dipartimento Politiche Europee ed Internazionali e Sviluppo Rurale Direzione generale dello sviluppo rurale Ufficio DISAV, contenente:

  1. tipo di utilizzo come pianta da frutto o portinnesto e specie botanica cui appartiene varietà;
  2. denominazione proposta per varietà;
  3. informazioni indicanti se varietà ufficialmente registrata in altro Stato membro o è protetta da privativa vegetale nazionale/comunitaria o dichiarazione di presentazione di domanda per iscrizione nel Registro di altro Stato membro per rilascio di privativa nazionale/comunitaria, indicando esito di domanda se disponibile;
  4. indicazione del costitutore (avente causa se diverso da costitutore) od eventuale rappresentante designato con sede in Italia, e del responsabile coltivazione dei materiali;
  5. azienda dove varietà è mantenuta in conservazione;
  6. metodo di ottenimento della varietà e sua origine;
  7. in caso di varietà geneticamente modificata, prova di autorizzazione di OGM a coltivazione;
  8. eventuali caratteristiche speciali ed ogni altra informazione utile a determinare caratteri distintivi della varietà, areale adatto a sua coltivazione;
  9. indicazione epoca di impianto idonea ad esecuzione prove di coltivazione;
  10. elenco di allegati

Domanda (modello riportato in Allegato I a DM 31/07/17 pubblicato su GU 191/17) è corredata da:

  1. designazione di rappresentante con sede legale in Italia (obbligo se costitutore è estero);
  2. documentazione attestante diritti acquisiti su varietà se domanda presentata da avente causa;
  3. scheda descrittiva di varietà redatta da Organismo ufficiale se varietà già ufficialmente iscritta in Registro di Stato membro o protetta da privativa nazionale/comunitaria;
  4. questionario tecnico debitamente compilata definito in base a protocolli nazionali;
  5. dichiarazione sostitutiva notorietà attestante pagamento di imposta di bollo;
  6. riproduzione fotografica di pianta e parti di pianta atti ad identificare varietà ed ogni altra informazione e denominazione ritenuta utile per esaminare domanda;
  7. se documentazione redatta in lingua straniera, sua traduzione in italiano

MIPAAF provvede ad esaminare domande e documentazione allegata ed entro 60 giorni comunica rigetto di domanda o correzioni da apportare (se rilevate anomalie o informazioni da integrare) o importo dovuto per esecuzione delle piante varietali. Richiedente invia a MIPAAF ricevuta attestante avvenuto pagamento entro 30 giorni da richiesta, pena decadenza domanda. Compensi da versare in appositi capitoli di bilancio di Regione dove ha sede legale Organismo esecutore delle prove varietali. Compensi non dovuti se controlli tecnici già eseguiti (con sufficienti garanzie) in Italia o in altro Stato aderente a UPOV (Unione protezione nuova varietà vegetali), purché a domanda allegati documenti attestanti esecuzione di tali accertamenti (compresa scheda descrittiva dei rilievi eseguiti nel corso delle prove in campo)

MIPAAF per domande idonee esegue prove di coltivazione ed individua strutture ed Enti atti ad eseguire tali prove con relativo Centro di coordinamento. Prove eseguite in conformità a:

  1. linee guida di UPOV per esecuzione di analisi di distinguibilità, omogeneità e stabilità applicabili ad esame tecnico;
  2. protocolli relativi ad analisi di distinguibilità, omogeneità, stabilità formulati da Consiglio amministrativo di Ufficio comunitario di varietà vegetali (CPVO) applicabili ad esame tecnico. Prove di accreditamento al riguardo non effettuate se documentato che già eseguite con sufficiente garanzie in base a protocolli CPVO e UPOV;
  3. disposizioni nazionali

MIPAAF approva varietà, ne accerta descrizione ufficiale ed adotta relativo decreto di iscrizione a Registro se a conclusione di iter di valutazione varietà dimostra di possedere requisiti prescritti. Per varietà ritenute non idonee e quelle non in regola, Ministero comunica a richiedente giudizio complessivo su domanda presentata

Per esecuzione di iscrizione a Registro, richiedente invia materiali necessari ad eseguire prove di coltivazione, così da accertare requisiti di varietà nei tempi e modi definiti da Ente esecutore delle prove. Al termine del ciclo di prove, Ente predispone rapporto di esame da inviare a MIPAAF

Iscrizione di varietà in Registro ha durata di 30 anni, rinnovabile per altri 30 anni, purché disponibili materiali della varietà. Costitutore o avente causa o rappresentante designato o responsabile di conservazione invia domanda di rinnovo a MIPAAF, almeno 1 anno prima di scadenza, allegando elementi di prova attestanti soddisfacimento condizioni di varietà. Se domanda non pervenuta, Ministero può di sua iniziativa, o su richiesta di soggetti pubblici/privati disporre rinnovo di registrazione di varietà, se questa riveste particolare interesse per frutticoltura nazionale, o per preservare diversità genetica e produzione sostenibile. Varietà cancellata da Registro nazionale delle varietà di piante da frutta se:

  1. in sede di esame risulta che varietà non più distinta, stabile, o sufficientemente omogenea;
  2. al momento invio domanda di registrazione o nel corso di procedura, fornite indicazioni “false o fraudolente” su fatti per cui varietà è stata registrata;
  3. richiedente ne faccia richiesta;
  4. risulta, dopo iscrizione, mancata osservanza di disposizioni legislative, regolamentari, amministrative;
  5. validità di iscrizione scaduta senza invio di alcuna domanda di rinnovo

MIPAAF notifica ad altri Stati membri e Commissione UE informazioni del Registro varietà

Istituito presso Servizio Fitosanitario Centrale (SFC) Registro nazionale di fornitori dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate a produrre frutti (Registro fornitori), costituito da insieme dei Registri di fornitori regionali. Registro comprende:

  1. nome, indirizzo, dati telefonici e di posta elettronica certificata di fornitore;
  2. attività esercitata da fornitore, indirizzo dei locali usati, principali generi o specie trattate;
  3. numero e codice di registrazione

Iscrizione avviene a seguito invio di domanda a SFR, competente per territorio. Se attività svolta in Regione diversa da quella di sede aziendale, sufficiente inviare a SFR competente, copia domanda registrazione ed autorizzazione acquisita. Esonerati piccoli produttori, commercianti al dettaglio che vendono vegetali e prodotti vegetali a persone non professionalmente impegnate nella produzione di vegetali

SFR cancella fornitore da Registro se non esercita più alcuna attività, o non rispetta requisiti prescritti di legge

Fornitore registrato deve:

  1. comunicare a SFR competente per territorio, sue generalità e PEC, nonché ogni cambiamento sopraggiunto;
  2. rendersi disponibile (o designare altra persona tecnicamente competente in materia di produzione vegetale e questioni fitosanitarie) a mantenere contatti con SFR;
  3. procedere ad ispezioni visive o ad accertamenti analitici in base a tabelle riportate in G.U. 14/17 o secondo indicazioni di SFR;
  4. consentire ad incaricati di SFR accesso per esecuzione di ispezioni o prelievi di campioni e controllo di registri e relativi documenti;
  5. predisporre durante produzione di materiali di moltiplicazione e piante da frutto, piano adeguato per generi o specie pertinenti, volto ad individuare e tenere sotto controllo punti critici del processo di produzione. Piano, mantenuto a disposizione di SFR, deve contenere:
  • categoria e tipologia dei materiali di moltiplicazione e piante usati per iniziare produzione, semina, trapianto, invasettamento e collocamento a dimora di materiale di moltiplicazione e delle piante;
  • ubicazione e numero delle piante;
  • piano e metodo e tempi di coltivazione;
  • operazioni di moltiplicazione;
  • operazioni di imballaggio, immagazzinamento e trasporto;
  • cure colturali generali;
  • operazioni di raccolta, igiene, trattamenti, amministrazione;
  1. predisporre sistema di registrazione per conservare informazioni su attività di controllo dei punti critici, riportando seguenti informazioni: piante o altri materiali acquistati per essere conservati o trapiantati in loco in fase di produzione, o ceduti a terzi; eventuale prelievo di campioni per analisi di laboratorio e relativi risultati; altri dati prescritti da SFR. Registri aggiornati almeno ogni meseper materiali ceduti ad altri fornitori o a persone professionalmente impegnate nella produzione di vegetali. Per materiali venduti a soggetti diversi da questi, ammessa registrazione cumulativa al termine di campagna di commercializzazione. Eventuali correzioni ammesse, “tenendo traccia di quanto scritto in precedenza”;
  2. conservare registrazioni per almeno 3 annida produzione dei materiali in questione;
  3. conservare registrazioni relative ad ispezioni in campo, campionamento, analisi fino a quando rispettivi materiali di moltiplicazione e piante da frutto sotto loro controllo per periodo di almeno 3 annida rimozione o commercializzazione di materiali di moltiplicazione e piante da frutto;
  4. collaborare con SFR;
  5. informare subito SFR se da controlli eseguiti emerge presenza di organismo nocivo ed adottare misure che questo propone per ridurre riserva di diffusione di organismi nocivi in oggetto

Se fornitore si limita a distribuire materiali prodotti ed imballati fuori da suo stabilimento è tenuto solo ad avere registro o conservare “tracce durevoli delle operazioni di acquisto, vendita, consegna di tali prodotti” da esibire a SFR

Fornitore che cede a terzi a qualsiasi titolo materiale di propagazione o piante è responsabile di quanto riportato in etichetta o documento del fornitore

Materiali di moltiplicazione e piante da frutto debbono essere conformi, durante produzione e commercializzazione, a prescrizioni del D.M. 16/11/2016 e fornitore rispettare disposizioni di cui sopra, e sottoposti ad ispezioni ufficiali, tenuti ben distinti da materiali di altre categorie

Conservazione e certificazione dei materiali di prebase attuato presso CCP (Centro conservazione per premoltiplicazione) gestito da organismo pubblico privato riconosciuto idoneo per alta professionalità e specifica competenza in materia di SFN, sentito parere di Gruppo di lavoro permanente. Attività svolte presso CCP coordinate a livello nazionale da SFN con lo scopo di:

  1. conservare in ambiente protetto di piante madri;
  2. produzione, in ambiente protetto, di materiale di propagazione di categoria prebase;
  3. produzione ed allevamento di piante da frutto moltiplicate a partire da piante madri prebase di conservazione per premoltiplicazione organizzata per specie o gruppi di specie

Organismi avanzano richiesta di riconoscimento a MIPAAF, tramite SFR competente, attestando possesso dei requisiti riportati in Allegato II pubblicato su G.U. 14/17. Nel caso di rinuncia da parte di Organismo riconosciuto a svolgere le funzioni di CCP deve consegnare piante madri in conservare a SFN, che provvede ad individuare altri CCP a cui affidarle. CCP operano in conformità a norme vigenti in materia fitosanitaria, disposizioni D.M. 16/11/2016, prescrizioni impartite da SFR competente a cui compete verifica di corretta applicazione di D.M. 16/11/2016 da parte di CCP

Per chiedere accettazione di pianta come pianta madre “prebase” inviare richiesta (Modello riportato in Allegato III a DM 31/07/17 pubblicato su GU 191/17), a mezzo PEC, a SFC, allegando:

  1. documentazione attestante assenza di organismi nocivi elencati in Allegato I pubblicato su G.U. 14/17 per quanto riguarda genere o specie in questione;
  2. dichiarazione relativa al luogo,modalità di conservazione in condizioni di sanità di pianta madre di prebase ed al soggetto responsabile;
  3. per accessioni di cultivar soggette a vincoli di moltiplicazione, copia di documentazione su privativa con elenco dei beneficiari;
  4. dichiarazione di appartenenza o meno di organismi geneticamente modificati

SFC accetta pianta come pianta madre di prebase se conforme a disposizioni di D.M. 16/11/2016 e corrisponde a descrizione di sua varietà in base a:

  1. descrizione ufficiale per varietà iscritta in Registri nazionali per varietà giuridicamente protetta da privativa per ritrovati vegetali;
  2. descrizione accompagnatoria di domanda per varietà oggetto di registrazione in qualsiasi Stato membro;
  3. descrizione accompagnatoria di domanda per varietà oggetto di registrazione di privativa per ritrovati vegetali;
  4. descrizione riconosciuta se varietà oggetto di tale descrizione iscritta in Registro nazionale

Pianta accettata posta in sito di conservazione. Se applicata lettera b o c pianta madre accettata solo se disponibile relazione redatta da qualunque Organismo ufficiale di UE e Paese Terzo attestante che varietà è distinguibile, omogenea, stabile. In attesa di registrazione pianta madre e materiali da questa prodotti, utilizzati solo per produrre materiali di base o certificati non commercializzati come materiali di prebase o materiali di base o materiali certificati. Se varietà in attesa di registrazione non idonea ad iscrizione a Registro, tutto il materiale da questo ottenuto va eliminato.

Se determinazione di corrispondenza a descrizione varietà possibile solo in base a caratteristiche di pianta da frutto, esame di sue caratteristiche eseguita sui frutti (piante da frutto tenute separate da piante madri prebase e sottoposte ad ispezioni visive in periodi idonei)

Per chiedere accettazione di portinnesto non appartenente a varietà come pianta madre di prebase inviata specifica domanda. SFN accetta portinnesto come pianta madre di prebase se corrisponde a descrizione di sua specie a seguito di ispezione, risultati di analisi, registrazioni e procedure utilizzate da fornitore. Pianta madre accettata posta in sito di conservazione

Materiali di moltiplicazione di varietà iscritta a Registro, diversi da piante madri e portinnesti non appartenenti ad una varietà sono certificati come materiali di prebase a seguito di invio, tramite PEC, di richiesta a SFR competente, in cui specificare: nome, cognome o ragione sociale, indirizzo, recapito di PEC e telefono di richiedente; riferimento della varietà; indicazione del Centro di conservazione per premoltiplicazione (CCP) riconosciuto in cui conservata pianta madre prebase; tipologia e quantità di materiali da certificare; per materiali protetti da privativa allegare liberatoria per utilizzo di tali materiali

Materiali sono certificati se soddisfano seguenti condizioni:

  1. sono moltiplicati direttamente a partire da pianta madre;
  2. sono corrispondenti a descrizione di loro varietà e questo è verificato;
  3. sono conservati a norma di legge;
  4. sono conformi a requisiti fitosanitari ed quelli previsti per le alterazioni

Pianta madre è stata accettata se ottenuta mediante moltiplicazione o micropropagazione. Se pianta madre di prebase o materiali di prebase non soddisfano più i requisiti, fornitore:

  1. rimuove dal sito tali materiali per utilizzarli come materiale di base, materiali certificati, o materiali CAC, purché soddisfano requisiti per tali categorie
  2. adotta misure adeguate per garantire che pianta madre o materiali nuovamente conformi a tali requisiti

Portinnesto non appartenente a varietà è certificato a seguito invio richiesta se accertato che dispone seguenti requisiti:

  1. moltiplicato direttamente da pianta madre mediante riproduzione gamica (alberi impollinatori prodotti direttamente da pianta madre mediante riproduzione vegetativa) o agamica;
  2. corrispondente a descrizione della sua specie;
  3. conservata a norma di legge;
  4. conforme a requisiti fitosanitari ed a quanto prescritto per le alterazioni

Se portinnesto non soddisfa più i requisiti, fornitore lo rimuove dal sito dove ospitate altre piante madri di prebase per utilizzarlo come materiale di base, o materiale certificato, o materiale CAC, purché soddisfatti requisiti stabiliti per rispettive categorie

SFR competente verifica periodicamente, specie dopo ogni rinnovo, corrispondenza di piante madri e materiali di prebase con descrizione di loro varietà secondo varietà e metodo di moltiplicazione usato

Fornitori conservano piante madri e materiali prebase in apposite strutture per generi e specie, in cui garantita assenza di vettori aerei di infezioni ed ogni altra possibile fonte durante intero processo di produzione. Candidate piante madri di prebase tenute in condizioni a prova di impatto isolate da piante madri di prebase in strutture idonee fino a completamento di analisi. Piante madri di prebase numerate in sito al momento loro introduzione

Piante madri materiali di prebase coltivati o prodotti, isolati dal terreno, in vasi con substrato colturale privo di terra o sterilizzato conservati mediante crioconservazione

Periodo massimo di utilizzo di pianta madre di prebase indicato in Allegato I pubblicato su G.U. 14/17. Pianta madre prebase esente da organismi nocivi elencati in Allegato I pubblicato su G.U. 14/17 per quanto riguarda genere o specie in questione se lo è ad ispezione visita in struttura, a campionamento ed analisi eseguita da SFR “nel periodo di anno più appropriato, tenendo conto condizioni climatiche e vegetative di pianta, nonché di tipologia di organismi nocivi pertinenti a pianta” (In caso di dubbio, campionamento ed analisi ripetuto). Campioni inviati a laboratori riconosciuti da SFN. In deroga se pianta madre di prebase candidata è un semenziale o prodotta mediante rinnovo, ispezione visiva, campionamento, analisi richiesti solo per virus, viroidi malattie di agenti virus simili trasmessi da polline ed elencati in Allegato I pubblicato su G.U. 14/17, purché ispezione confermato che semenziale ottenuto a partire da seme prodotto da pianta esente da sintomi causati da tali virus

Pianta madre e materiali prebase esenti da organismi nocivi elencati in Allegato I pubblicato su G.U. 14/17 se al momento ispezione visiva tali materiali esenti da suddetti organismi per quanto riguarda genere o specie in questione. In caso di dubbio SFR effettua campionamenti ed analisi. Escluse piante madri e materiali di prebase durante crioconservazione

In base ad ispezioni visive eseguite da SFR competenti, piante madri e materiali di prebase debbono risultare “praticamente prive di alterazioni” (cioè presenza di lesioni, decolorazione, callo, tumori, disseccamenti) che possono compromettere qualità ed utilità dei materiali di moltiplicazione

Fornitore può moltiplicare o rinnovare pianta madre accettata o propagarla per produrre materiale di base secondo protocollo EPPO o altri protocolli riconosciuti a livello internazionale. Fornitore può rinnovare pianta madre di prebase solo prima della fine del periodo di cui ad Allegato I pubblicato su G.U. 14/17 per quanto riguarda specie o genere

Moltiplicazione, rinnovo, propagazione mediante micropropagazione di piante madre di base per produzione di altre piante madri o materiali prebase attuata secondo protocolli EPPO o riconosciuti a livello internazionale

Conservazione di piante madri di base e certificazione di materiali di base attuata presso Centri di premoltiplicazione (CP), pubblici o privati, riconosciuti da MIPAAF, in possesso di requisiti ed autorizzazioni previste da normativa fitosanitaria. Numero di CP e loro dislocazione sul territorio in funzione a necessità di premoltiplicazione del materiale di base. Premoltiplicazione organizzata per specie o gruppo di specie allo scopo di coltivare in ambiente protetto o campo piante di categoria “base”, o materiale di moltiplicazione di categoria base

Organismi inviano domanda di riconoscimento come CP a MIPAAF, attestando di essere in possesso dei requisiti riportati in Allegato II pubblicato su G.U. 14/17. CP opera in conformità a normativa fitosanitaria, disposizioni D.M. 16/11/2016, prescrizioni di SFR (a cui compete verificare corretta applicazione del D.M. 16/11/16 da parte di CP)

Materiali di moltiplicazione diversi da piante madri di base e portinnesti non appartenenti a varietà certificate come materiali di base a seguito invio richiesta a mezzo PEC, specificando:

  1. nome, cognome, ragione sociale, indirizzo e sede legale, recapito PEC e telefonico di richiedente;
  2. riferimento della varietà;
  3. CP riconosciuto da MIPAAF in cui conservato pianta madre di base;
  4. tipologia e quantità dei materiali da certificare;
  5. per varietà e portinnesti protetti da privativa, allegare liberatoria per loro utilizzo

Materiali:

  1. moltiplicati a partire da pianta madre di base coltivata a partire da materiali di prebase prodotta mediante moltiplicazione a partire da pianta madre di base;
  2. soddisfano seguenti requisiti supplementari requisiti fitosanitari, requisiti su terreno, requisiti relativi a conservazione di piante madri di base e materiali di base, requisiti relativi a condizioni specifiche per moltiplicazione

Portinnesto non appartenente a varietà certificato come materiale di base a seguito invio richiesta se corrispondente a descrizione di specie se soddisfa requisiti di base e supplementari

Se pianta madre di base o materiali di base o portinnesto non soddisfano più i requisiti, fornitore li rimuove dal sito dove presenti altre piante madri di base e materiali di base, per utilizzarli come materiali certificati o materiali CAC e purché soddisfano criteri stabiliti per tali categorie. In alternativa fornitore può adottare misure adeguate per garantire che pianta madre o materiali nuovamente conformi a requisiti

Al momento di ispezione visiva in struttura, campo, lotto pianta madre o materiale di base deve essere esente da organismi nocivi o rientrare nei limiti di tolleranza di cui ad Allegato I pubblicato su G.U. 14/17. Ispezione visiva eseguita da SFR. In caso di dubbi, SFR effettua campionamento ed analisi di pianta madre o materiale di base. Esclusi da tale procedura, piante madri di base e materiali di base durante crioconservazione

Piante madri o materiali di base coltivati solo in terreno esente da organismi nocivi, vettori di virus elencati in Allegato I pubblicato su G.U. 14/17, la cui assenza è determinata in base a campionamento ed analisi da SFR prima che piante madri o materiali di base siano piantati (o ripetuti durante sviluppo di pianta in caso di sospetto presenza organismi nocivi). Campionamento ed analisi eseguite tenendo conto condizioni climatiche e biologiche di organismi nocivi, con esclusione di:

  1. piante con organismi nocivi non coltivate nel terreno per almeno 5 annie “non sussistono dubbi circa assenza di tali organismi nel terreno”;
  2. SFR conclude, a seguito di ispezione, che terreno è esente da organismi nocivi elencati in Allegato I pubblicato su G.U. 14/17 per genere o specie di interesse

Fornitore conserva piante madri o materiali di base in apposite strutture “a prova di insetto e che garantiscono assenza di vettori aerei di infezione e da ogni possibile fonte durante intero processo di produzione, o in campi isolati da potenziali fonti di infezione di vettori aerei, contatto tra radici, infezioni incrociate dovute a macchinari”. Distanza di isolamento tra campi fissata in Allegato I pubblicato su G.U. 14/17. Piante madri di base numerate progressivamente in modo stabile, in situ al momento di loro introduzione. Piante madri o materiale di base conservato in modo da garantirne identificazione e tracciabilità durante intero procedo di produzione

Fornitore moltiplica piante madri di base (anche per micropropagazione) a partire da materiali di prebase in una serie di generazioni per ottenere numero necessario di piante madri di base (Numero massimo di generazioni e durata di vita di pianta madre fissata in Allegato I pubblicato su G.U. 14/17). Se ammesse generazioni multiple di piante madri di base, ogni generazione diversa dalla prima può derivare da qualunque generazione precedente. Materiali di moltiplicazione di diverse generazioni sono tenuti separati

Produzione e certificazione di materiale “certificato” attuata in campi di piante madri o in laboratori di micropropagazione o in vivai sotto responsabilità di vivaisti, purché riconosciuti da SFR. Moltiplicazione organizzata per specie o gruppi di specie, al fine di coltivare piante madri nel rispetto di protocolli previsti per singola specie o produrre “materiale di propagazione certificato”.

Centri di moltiplicazione (CM) inviano domanda di riconoscimento a SFR attestando possesso di:

  1. responsabile tecnico interlocutore nei confronti di Organismi di controllo;
  2. campi e strutture atte a consentire operazioni di lavorazione e conservazione delle produzioni;
  3. attrezzature meccaniche per lavorare, conservare, trasportare solo materiale per attività di struttura

CM ed aziende vivaistiche debbono operare in conformità a normativa fitosanitaria, disposizioni di D.M. 16/11/2016, prescrizioni di SFR (a cui compete verificare corretta applicazione di D.M. 16/11/2016 da parte di questi)

Materiali di moltiplicazione diversi da piante madri e piante da frutto sono certificati a seguito invio richiesta (mediante PEC) a SFR, contenente:

  1. nome, cognome o ragione sociale, indirizzo di sede legale, recapiti telefonici e di PEC di richiedente;
  2. riferimento della varietà;
  3. Centro di moltiplicazione (CM) riconosciuto da SFR, in cui conservata pianta madre certificata;
  4. tipologia e quantità di materiali da certificare;
  5. per varietà e portinnesti protetti da privativa, allegare liberatoria per uso di tali materiali

Materiali di moltiplicazione e piante da frutto moltiplicati a partire da pianta madre certificata coltivata a partire da materiale prebase e base, numerata progressivamente in situ al momento di impianto, conservata in modo da garantirne identificazione univoca e tracciabilità durante intero processo produttivo

Portinnesto non appartenente a varietà certificato a seguito di invio domanda e soddisfacimento precedenti requisiti

Se pianta madre o materiali certificati non soddisfa più requisiti, fornitore li rimuove dal sito dove ubicate altre piante madri o materiali certificati, per utilizzarli come materiali CAC, purché soddisfano relativi requisiti (In alternativa fornitore può adottare misure atte a garantire che pianta madre o materiali nuovamente conformi a requisiti prescritti). Analogo procedimento qualora portinnesto non appartenente a varietà è pianta madre o materiale certificato

Pianta madre certificata, materiali certificati, piante da frutto debbono risultare ad ispezione visiva, eseguita da SFR o da fornitore registrato  esenti da organismi nocivi riportati in Allegato I pubblicato su G.U. 14/17 o rientranti nei limiti di tolleranza per genere o specie in questione. In caso di dubbio ammesso prelievo di campioni ed analisi presso laboratori riconosciuti. Escluse piante madri certificate e materiali certificati durante crioconservazione

Piante madri certificate coltivate solo in terreno esente da organismi nocivi e vettori di virus di cui ad Allegato I pubblicato su G.U. 14/17 per genere e specie in questione come accertato da SFR o da fornitore registrato, mediante prelievo di campioni ed analisi attuate prima che pianta sia piantata e ripetuti durante suo sviluppo se sospettata presenza di organismi nocivi, tenendo conto di condizioni climatiche e biologiche di organismo nocivo. Campionamenti ed analisi non effettuate se:

  1. piante ospitanti organismi nocivi/virus non coltivate in terreno per almeno 5 annie non sussistono dubbi circa assenza di questi nel terreno;
  2. SFR conclude, in base ad ispezione, che terreno esente da organismi nocivi e virus che colpiscono tale genere e specie;
  3. piante da frutto certificate

Pagamento di compensi dovuti per certificazione di materiali di prebase, base e certificati definito con decreto MIPAAF, su parere di Comitato Fitosanitario Nazionale

Eseguiti controlli ai fini di certificazione come materiale di base o certificato, su materiale prodotto a partire da piante madri prebase appartenenti a varietà in attesa di registrazione. Se controlli forniscono esito positivo, SFR rilascia autorizzazione a stampa ed apposizione di prescritte etichette, dopo iscrizione di varietà in Registro nazionale.

Materiali CAC diversi da portinnesti non appartenenti a varietà commercializzati solo se accertato che:

  1. moltiplicati a partire da fonte identificata di materiali registrati da fornitore;
  2. loro corrispondenza a descrizione della varietà, stabilita periodicamente mediante osservazione di caratteristiche di varietà basata su:
  • descrizione di varietà registrate e varietà protette da privativa per ritrovati vegetali;
  • descrizione di varietà oggetto domanda di registrazione in qualsiasi Stato membro;
  • descrizione che accompagna domanda di privativa per ritrovati vegetali;
  • descrizione riconosciuta di varietà;
  1. conformi a requisiti fitosanitari a seguito di ispezione visiva in strutture, campi, lotti eseguita da fornitore materiale CAC esente da organismi nocivi di Allegato I pubblicato su G.U. 14/17 per genere e specie in questione. In caso di dubbi, fornitore esegue campionamento ed analisi. Materiale CAC di specie Citrus, Fortunella Swingle e Poncirusdeve inoltre soddisfare seguenti requisiti:
  • essere prodotti a partire da fonte identificata di materiali che risulta indenne in base a campionamento ed analisi;
  • da inizio ultimo ciclo vegetativo risultano esenti in base ad ispezione visiva, campionamento ed analisi da organismi nocivi

Operazioni non applicate a materiali CAC durante crioconservazione

  1. conformi relativamente ad alterazioni. In base ad ispezione visiva, materiali CAC risultano privi di alterazioni, lesioni, decolorazioni, presenza di callo e tumori o disseccamento che potrebbero compromettere qualità ed utilità dei materiali di moltiplicazione

Fornitore deve adottare azioni necessarie per conformarsi a suddetti requisiti. Se materiali CAC non più conformi, fornitore li rimuove dal sito dove ubicati altri materiali CAC o adotta misure per garantire che tali materiali nuovamente conformi

In caso di portinnesti non appartenenti a varietà, materiali CAC debbono essere corrispondenti a descrizione di loro specie, conformi a requisiti fitosanitari e ad alterazioni. Fornitore adotta misure per adeguarsi ai suddetti requisiti. Se materiali CAC non conformi, fornitore deve rimuoverli da sito dove presenti altri materiali CAC o adottare misure adeguate per garantire che materiali nuovamente conformi

Materiali di moltiplicazione piante da frutto certificati come materiali di prebase, materiali di base, materiali certificati e piante da frutto destinate a produzione di frutti certificate come materiali certificati, commercializzati solo se:

  1. varietà a cui appartengono iscritte in Registro delle varietà nazionale o in altro Registro ufficiale di Stato membro;
  2. conformi a prescrizioni in materia di etichettatura, chiusura, imballaggio. SFR controlla che fornitore apponga etichetta conforme nella forma grafica a quella prescritta. Materiale di moltiplicazione o piante da frutto, facente parte di stesso lotto, commercializzato con etichetta unica se parte di stesso imballaggio, mazzo o contenitore. Piante da frutto di oltre 1 anno etichettate individualmente in campo prima o durante sradicamento o successivamente (In tal caso piante di stesso lotto sradicate insieme e tenute separate da altri lotti, in contenitori etichettati fino a quando non etichettate). Etichetta deve riportare:
  • dicitura “norme e regole UE”;
  • Stato membro di etichettatura;
  • SFR competente per territorio;
  • nome di fornitore o suo codice di registrazione rilasciato da SFR;
  • numero di riferimento di imballaggio o del mazzo, numero di serie, numero di settimana o numero di partita;
  • denominazione botanica;
  • categoria (numero di generazione per materiali di base);
  • denominazione di varietà ed eventuale clone. In caso di portinnesti non appartenenti a varietà, nome di specie o ibrido interspecifico in questione. In caso di piante da frutto innescate, tali informazioni fornite per portinnesto e nesto;
  • dicitura “varietà avente descrizione ufficialmente riconosciuta”;
  • quantità;
  • Paese di produzione e relativo codice se diverso da Stato di etichettatura;
  • anno di emissione. Se etichetta originale sostituita con un’altra: anno di emissione di etichetta originale;
  • passaporto delle piante UE con eventuale indicazione ZP

Etichetta stampata con inchiostro indelebile, in lingua italiana, facilmente visibile e leggibile, avente colore bianco con tratto diagonale viola per materiale prebase; bianco per materiale di base; blu per materiale certificato

Etichetta apposta su piante o parti di piante da commercializzare come materiale di moltiplicazione o piante da frutto o su imballaggio, mazzo, contenitore in cui questi racchiusi

  1. conformi a prescrizioni relative a documento del fornitore su materiali CAC;
  2. provvisti almeno di una delle seguenti indicazioni: denominazione azienda fornitrice; denominazione botanica; varietà

Tali prescrizioni non applicate in caso fornitori sono “piccoli produttori”

Per commercializzazione di varietà o tipi diversi di materiali prebase, materiali di base, materiali certificati da commercializzare insieme, necessario documento di accompagnamento redatto da fornitore sotto controllo SFR:

  1. in cui riportare le informazioni indicate in etichetta
  2. redatto in lingua ufficiale UE;
  3. consegnato almeno in duplice copia (fornitore e destinatario);
  4. riportando nome ed indirizzo di destinatario;
  5. indicante data di rilascio del documento;
  6. comprendente ulteriori informazioni su lotti in questione

Se informazioni in documenti sono in contraddizione con quelle riportate in etichetta prevalgono queste

Materiali prebase, base, certificati se commercializzati in lotti di 2 o più piante debbono essere sufficientemente omogenee e soddisfare seguenti disposizioni:

  1. piante o parti di piante poste in imballaggio o contenitore chiuso in modo tale da non poter essere aperto senza danneggiarne chiusura e mazzo legato in modo che piante o loro parti componenti non separate senza danneggiare legacci. Imballaggio, contenitore, mazzo etichettati in modo che rimozione di etichetta ne annulli validità;
  2. pianti o parti di piante formano parte di mazzo chiuso.

Materiali CAC commercializzati corredati da documento redatto da fornitore contenente:

  1. dicitura “norme e regole UE”;
  2. Stato membro dove documento redatto;
  3. SFR competente per territorio;
  4. nome di fornitore o suo numero di registrazione rilasciato da SFR competente;
  5. numero di serie individuale, numero di settimana o di partita;
  6. denominazione botanica;
  7. dicitura “materiale CAC”;
  8. denominazione di varietà o clone. In caso di portinnesti non appartenenti a varietà, nome di specie o ibrido interspecifico in questione. Per piante da frutto innestate, informazione fornita per portinnesto e nesto. In caso di varietà oggetto di privativa vegetale indicazione “PBR” o “PBR in corso di registrazione” subito dopo nome;
  9. quantità;
  10. Paese di produzione e relativo codice se diverso da Stato membro di redazione documento;
  11. data di emissione del documento

Documento di fornitore mai simile ad etichetta o documento di accompagnamento in modo da evitare ogni possibile confusione tra questi

Se materiale scortato da passaporto piante questo può costituire documento del fornitore, purché integrato dei dati mancanti e questi tenuti separati. Documento del fornitore stampato con inchiostro indelebile, in lingua italiana e facilmente leggibile

Ispezioni sono di tipo visivo, campionamento ed analisi. Nel corso di ispezione, SFR presta attenzione a:

  1. idoneità dei metodi usati da fornitore per controllare ogni punto critico del processo di produzione;
  2. competenza del personale impiegato dal fornitore per svolgere attività

SFR conserva registrazione dei risultati e delle date in relazione ad ispezioni in campo, campionamento ed analisi effettuate

Modulistica necessaria per Registro varietà, richiesta di registrazione da parte di fornitori, certificazione adottati da Direttore generale MIPAAF

Consentita fino a 31/12/2022 commercializzazione di materiali di moltiplicazione e piante da frutto prodotti a partire da piante madri prebase, base, certificate, materiali CAC esistenti prima di 1/1/2017, ufficialmente certificati o per cui soddisfatte condizioni per essere qualificati come materiali CAC e prima di 31/12/2022. Quando commercializzati tali materiali identificati mediante riferimento ad art. 54 di D.M. 16/11/16 su etichetta e su documenti di accompagnamento o del fornitore

 

Sanzioni:

Chiunque vende piante da frutto o materiali di moltiplicazione non essendo autorizzato o non chiede autorizzazione a Servizio Fitosanitario: multa da 5.000 a 30.000 €

Chiunque vende piante da frutto o materiali di moltiplicazione non ufficialmente certificate, o si limita a distribuire piante da frutto od ortive confezionate fuori azienda senza tenere registro o conservare documenti attestanti operazione compravendita, o possiede strutture non idonee alla conservazione di tali piante: multa da 1.500 a 9.000 €

Chiunque vende piante da frutto o materiali di moltiplicazione non rispettando norme prescritte per prove o lavori di selezione o conservazione diversità: multa da 1.000 a 6.000 €

Chiunque produce e vende piante da frutto o materiale di moltiplicazione non registrato o usando denominazioni di varietà non conformi: multa da 2.500 a 15.000 €

Chiunque produce e vende piante da frutto o materiale di moltiplicazione senza rispettare obblighi a suo carico, o non informa Servizio circa presenza organismi nocivi, o non concede libero accesso ai locali azienda per controlli, o non accompagna vendita prodotto con “documento di commercializzazione”, o non tiene registro in cui annotare acquisti e vendite, o non si avvale di laboratorio autorizzato: multa da 500 a 3.000 €

Chiunque vende piante da frutto o materiale di moltiplicazione senza riferimento a varietà: multa da 2.000 a 12.000 €

A queste sanzioni si aggiunge sospensione da iscrizione Albi professionali, da esercizio professione, da uffici direttivi ed organi statutari di persone giuridiche ed imprese, da Albi imprese abilitate a contratti con Enti pubblici, da esercizio attività produttiva e commerciale per un periodo da 6 mesi a 2 anni (15 giorni – 2 mesi per mancata tenuta registro varietà non brevettate).

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