MARCHIO REGIONALE QUALITA’

MARCHIO REGIONALE QUALITA’ (L.R. 23/03; D.G.R. 8/5/06, 13/6/06, 26/11/07, 28/4/14, 28/5/15; D.D.S. 1/7/19, 21/1/20)  (commag69)

Soggetti interessati:

Regione Marche, ASSAM, Ispettorato Centrale Tutela Qualità e Repressione Frodi (ICQRF), Servizio Regionale Agricoltura (Servizio), Posizione di Funzione Sviluppo delle aree rurali, qualità delle produzioni ed innovazione (P.F.), Organismi di controllo (OdC), persone fisiche e giuridiche “le cui attività sono comprese tra le filiere di prodotto e/o tra i servizi correlati” interessate ad usufruire del marchio regionale “QM” per:

a)promuovere e favorire la produzione, valorizzazione e diffusione dei prodotti agricoli ed alimentari tramite adesione volontaria a specifiche norme di produzione;

b)garantire rispetto di tali norme tramite certificazione da parte di Organismi indipendenti;

c)adottare strumenti atti a garantire maggiore trasparenza al consumatore dei prodotti soggetti a marchio in relazione a: origine della materia prima, caratteristiche dei semilavorati e prodotti al consumo, con particolare attenzione ad informazione sulle caratteristiche di qualità; organizzazioni ed operatori della filiera coinvolti nella produzione, trasformazione, commercializzazione.

Iter procedurale:

Regione istituisce marchio regionale di qualità collettivo denominato “QM – Qualità garantita dalle Marche”, applicabile su prodotti ottenuti con metodi che garantiscono una “qualità significativamente superiore” a livello di sanità pubblica, tutela ambientale (ridotto uso di prodotti chimici di sintesi), salute delle piante, salute e benessere degli animali rispetto alle “norme commerciali correnti”, o alle norme di legge, o alla tutela della biodiversità, garantendo nel contempo trasparenza nella formazione del prezzo.

È compito della Giunta Regionale:

a)provvedere a registrare marchio “QM – Qualità garantita dalle Marche” (Logo riportato su BUR 107/07), essendo titolare del marchio e dei relativi diritti, per cui ne dispone cessione d’uso a produttori o commercianti che ne facciano richiesta;

b)definire elenco dei prodotti agroalimentari e servizi su cui possibile applicare marchio, che sono:

  • Classe 29: carne; pesce; pollame; selvaggina; frutta ed ortaggi conservati, essiccati e cotti; marmellata, composta; uova; latte e prodotti derivati del latte; oli e grassi commestibili; conserve;
  • Classe 30: caffè e succedanei del caffè, thè; cacao; zucchero; riso; farine e preparati fatti di cereali; pane, pasticceria e confetteria; gelati; miele; lievito; senape; aceto;
  • Classe 31: prodotti agricoli; orticoli, forestali e granaglie non compresi nelle altre Classi; animali vivi; frutta ed ortaggi freschi; sementi; piante e fiori naturali; alimenti per animali; malto;
  • Classe 32: birra; acqua minerale e gassosa ed altre bevande analcoliche; bevande di frutta; succhi di frutta; sciroppi ed altri preparati per fare bevande;
  • Classe 33: bevande alcoliche (Esclusa la birra);
  • Classe 43: servizi di ristorazione, alimentazione; alloggi temporanei;
  • Classe 44: servizi di agricoltura, orticoltura e selvicoltura.

Interessati possono chiedere iscrizione di nuovo prodotto/servizio in elenco alla Regione, allegando questionario informativo (Modello pubblicato su BUR 73/06). Se Regione, ritenuto ammissibile prodotto/servizio, chiede ad ASSAM redazione di apposito disciplinare di produzione che lo trasmette a Servizio Agricoltura, affinché lo approvi (comunicandolo a soggetto proponente) e lo iscriva (con relativo disciplinare)  nel Registro “QM” (In alternativa soggetto proponente può redigere direttamente disciplinare ed inviarlo al Servizio che lo trasmette ad ASSAM per acquisirne parere);

c)approvare regolamento d’uso del marchio QM (approvato con D.G.R. 13/3/06) e sue eventuali modifiche;

d)approvare linee guida per la redazione dei disciplinari per specifico comparto produttivo. Linee guida, approvate con G.R. 536 del 8/5/06, prevedono:

  • assenza di restrizioni territoriali che “impedisca adozione del sistema di certificazione QM ad operatori di altre Regioni o Stati membri”;
  • iscrizione di prodotto nel sistema “QM” attuato solo dopo verifica sbocchi di mercato;
  • rispondenza a realtà produttiva di riferimento;
  • criteri di trasparenza e semplicità (evitare prescrizioni obbligatorie, salvo che non si intende fissare livelli qualitativi superiori ai limiti di legge; fare riferimento a documenti di registrazione già prescritti);
  • requisiti oggettivi vincolanti e misurabili, il cui rispetto verificato da Organismi di controllo indipendenti e riconosciuti, che si avvalgono di laboratori autorizzati;
  • norme di produzione, trasformazione, commercializzazione che garantiscono massima trasparenza al consumatore su tutte le fasi del processo produttivo;
  • divieto di uso di “QM” per prodotti contenenti OGM a livello di materia prima, coadiuvanti, additivi, ingredienti (Nel caso di animali, questi alimentati con mangimi privi di OGM);

e)approvare manuale di gestione del sistema QM. Giunta Regionale con G.R. 438 del 28/5/15 incaricato Servizio di redigere nuovo manuale “che realizzi semplificazione iter di certificazione, anche tramite verificazione procedura SITRA con quella QM

f)approvare disciplinari di produzione di prodotti e servizi oggetto di richiesta del marchio elaborati da ASSAM (Regione può chiedere ad ASSAM di apportare modifiche od integrazioni al disciplinare), contenenti:

  • nota introduttiva in cui illustrate motivazioni di sottoporre produzione/servizi  a disciplinare;
  • scopo e campo di applicazione in cui definite caratteristiche del prodotto e sua filiera;
  • riferimenti legislativi e normativi per realizzazione e commercializzazione prodotto;
  • termini ed acronimi impiegati per designare il prodotto;
  • definizione del prodotto descrivendone caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche, organolettiche, commerciali, distributive, di vendita e/o somministrazione;
  • descrizione del processo produttivo, nelle sue fasi di produzione, trasformazione, commercializzazione, in modo da garantire massima trasparenza al consumatore e facilitare operazioni di controllo;
  • marchi utilizzati per eventuali prodotti di qualità riconosciuti da Stati membri;
  • informazioni per ogni unità minima di prodotto da fornire al momento dell’acquisto in modo da (seguire percorso del prodotto, dalla produzione primaria ad unità di acquisto). Tracciabilità del prodotto, tramite costituzione di sistema informatico imperniato su: allestimento di banche dati, memorizzazione dati in banca dati, accessibilità dei dati a tutti o soltanto ad alcuni utenti selezionati su loro richiesta. Requisiti di conformità del sistema comprendono:

Ø                  individuazione di Organizzazione capofila che coordina e gestisce filiera in merito ad aspetti specifici di rintracciabilità e sicurezza igienico-sanitaria;

Ø                  formalizzazione accordi tra diverse Organizzazioni coinvolte per attuazione sistema di rintracciabilità;

Ø                  identificazione prodotto tra le Organizzazioni coinvolte;

Ø                  registrazione flussi materiali;

Ø                  eventuale separazione del prodotto a marchio da prodotti non a marchio;

Ø                  definizione modalità e responsabilità di gestione dei dati;

  • condizioni di ammissione ad uso in concessione di “QM”, specificando sistemi di qualità, rintracciabilità, sicurezza igienico-sanitaria ed ambientale adottati nella propria struttura da ogni soggetto della filiera per rispettare standard di qualità della materia prima, semilavorati, prodotto finito prescritti da disciplinare (Dati da riportare nella unità minima di acquisto);
  • sistema di gestione ed autocontrollo attraverso redazione di specifico piano, condiviso da tutti gli attori della filiera, comprendente, “a seconda della dimensione economica”: premessa (breve descrizione struttura di controllo); documenti di riferimento legislativi; definizioni utilizzate nel piano di controllo; generalità dei soggetti coinvolti e modalità della loro adesione al sistema di controllo; requisiti oggettivi di certificazione di conformità; identificazione del prodotto oggetto di certificazione (individuarne caratteristiche chimico-fisiche, microbiologiche ed utilizzatori); descrizione processo produttivo/erogazione servizi; controlli svolti da Organismo incaricato (specificare soggetti della filiera controllati, frequenza dei controlli, modalità prelievo dei campioni, documenti verificati); identificazione punti rilevanti e modalità di rilevazione e registrazione; gestione delle non conformità da parte soggetti della filiera ed Organismo di controllo; sistema di verifica efficacia ed efficienza del piano di controllo; controlli delle etichette; modalità gestione dei ricorsi; definizione competenze minime del personale coinvolto ai fini della rintracciabilità e sicurezza igienico-sanitaria; metodi di conservazione dei documenti di registrazione.

Approvazione del disciplinare da: comunicare ad interessati; pubblicare su BUR; conservare da parte del Servizio per metterlo a disposizione di “chiunque voglia prenderne visione”;

g)istituire Comitato regionale per la Qualità Agroalimentare (CQA), la cui nomina è avvenuta con D.D.S. del 5/6/06;

h)individuare nell’ASSAM, l’Autorità pubblica regionale di controllo per le produzioni contraddistinte con marchio “QM” e negli Organismi, pubblici o privati, autorizzati le strutture di controllo dei disciplinari. Ammessi  Organismi di controllo di altri Stati membri, purché in possesso degli stessi requisiti;

i)svolgere, tramite Istituto di certificazione, funzione di garanzia nei confronti del consumatore finale circa  origine e qualità dei prodotti/servizi oggetto di “QM”, “fermo restando la responsabilità dei produttori in merito alla sicurezza del prodotto ed alla veridicità della comunicazione”;

j)rilasciare licenza di uso del marchio a titolo oneroso ai soggetti richiedenti e disporne l’eventuale sospensione e revoca. (Impossibile utilizzare marchio “QM” se privo di licenza);

k)istituire Unità di Vigilanza Territoriali (UTV) sia per prodotti a marchio regionale, sia per le altre produzioni regolamentate (DOC, DOCG, IGT, DOP, IGP, prodotti biologici, carne con etichettatura particolare).

È compito del Servizio:

a)proporre a Giunta Regionale regolamento d’uso del marchio e sue modifiche;

b)proporre a Giunta Regionale linee guida per redazione dei disciplinari;

c)istituire Giunta di Appello, le cui decisioni sono insindacabili e vengono ratificate agli interessati entro 30 giorni

È compito della P.F.:

a)procedere alla nomina dei componenti del Comitato Qualità Agroalimentare;

b)curare gli adempimenti per depositare il marchio “QM” presso Camera di Commercio di Ancona ai fini della sua registrazione;

c)predisporre il manuale di qualità e le procedure gestionali di “QM” a livello cartaceo od informatico, da rendere disponibile a tutti i soggetti richiedenti, nonché a fornire informazioni su: struttura responsabile;  iter da seguire per iscrizione di prodotti/servizi e relativi disciplinari di produzione nel Registro “QM”; modalità di rilascio della licenza d’uso; diritti e doveri del richiedente/concessionario;

d)riesaminare, almeno ogni anno, sistema di gestione “QM”, in base a: relazioni semestrali di OdC; controlli effettuati; pareri del Comitato di Qualità Agroalimentare; eventuali segnalazioni pervenute da soggetti esterni (Riesame riguarda quantificazione degli obiettivi inerenti “QM”, verifica eventuali scostamenti e loro eventuale aggiornamento);

e)tutelare tenuta, aggiornamento e pubblicazione su BUR e sito web della Regione dei disciplinari, riportando: prodotto e/o servizio interessato; data di approvazione della Giunta Regionale; redatto da …; edizione o revisione numero …;

f)istituire e tenere aggiornato il Registro del marchio regionale “QM”, in cui riportare per ogni prodotto/servizio  oggetto di marchio:  data e numero di registrazione del prodotto e/o servizio approvato; classe di appartenenza; disciplinare approvato; numero di revisione del disciplinare; numero e data della Delibera di approvazione del disciplinare; stato d’uso del marchio (attivo, sospeso, revocato); Organismi di controllo; riferimenti alla pubblicazione del disciplinare su BUR e sito web Regione. Informazioni sul Registro rese accessibili a chiunque ne faccia richiesta al Servizio;

g)predisporre modulistica, approvata con D.G.R. 30/6/2006 pubblicata su BUR 73/06;

h)stipulare convenzione per concessione d’uso del marchio “QM” con il richiedente, previo invio da parte di questi di: certificato di iscrizione a Camera di Commercio; dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante possesso delle risorse umane e materiali idonee per gestione del marchio; relazione tecnico-economica sull’attività svolta; dichiarazione dei competenti organismi di voler aderire a “QM”; indicazione di OdC (Se P.F. ritiene documentazione incompleta ne richiede integrazione da consegnare entro 10 giorni)

i)iscrivere soggetto nel Registro del Marchio nella sezione dei concessionari di prodotto e/o servizio di riferimento.

j)autorizzare ad eseguire controlli su prodotti/servizi a marchio “QM” ad  Organismi privati che inviano richiesta (Modello riportato su BUR 73/06), specificando: prodotto/servizio e relativo disciplinare di riferimento iscritto in Registro; possesso dei requisiti previsti; accettazione delle disposizioni regionali in materia di controllo. Allegare: atto costitutivo e statuto di Organismo; certificato di iscrizione e vigenza a Camera di Commercio; certificato di accreditamento SINCERT; schema illustrativo degli organi sociali e dei mezzi finanziari disponibili; schema di certificazione applicato e tariffario; documentazione attestante competenza ed esperienza nel settore agroalimentare. Autorizzazione ad eseguire controlli concessa purché:

  • domanda presentata completa della documentazione prescritta
  • organismi operanti in conformità a norme UNI EN 45011 per settore agricolo/alimentare ed in possesso di comprovata esperienza nel settore agroalimentare
  • non svolta attività di consulenza nei settori relativi alle attività oggetto di controllo
  • utilizzati per attività di controllo laboratori autorizzati da MISA.

Organismi di controllo iscritti in apposito Elenco, tenuto costantemente aggiornato da P.F. e messo a disposizione di interessati

Requisiti da mantenere per tutta la durata del riconoscimento. Ogni variazione intervenuta nei requisiti di autorizzazione o nell’attività di certificazione (verifiche, piani di controllo, etichettatura lotti) subito comunicata a P.F. OdC deve inoltre sottoporsi a controllo U.T.V., pena applicazione di sanzioni;

k)approvare piani di controllo, predisposti da ASSAM e da Organismi di controllo riconosciuti, al fine di contrastare eventuali abusi e contraffazioni del marchio nei punti vendita e nei mezzi di comunicazione, coinvolgendo concessionari del marchio ed Associazioni di consumatori. Fermo restando facoltà di ogni Organismo di controllo di organizzare la propria attività “nella maniera ritenuta più funzionale, occorre assicurarsi che non vi siano disparità di trattamento tra operatori aderenti al sistema, anche mediante fornitura di indicazioni in merito a: frequenza; principali elementi di controllo; classificazione delle non conformità rilevate”. Servizio al riguardo dovrà “raccordarsi con Enti di controllo istituzionali per evitare duplicazioni e condividere informazioni”;

l)approvare disciplina per attività di tutela del marchio “QM” con DDS 35 del 1/7/2019 che ne prevede l’attuazione da parte del Nucleo Operativo di Tutela (NOT), composto da:

  • responsabile del NOT, avente il compito di:

1)     indicare le priorità del programma di tutela;

2)     valutare in sede di programmazione delle attività di tutela le risorse necessarie;

3)     individuare gli addetti alla tutela tra dipendenti di Regione ed ASSAM tra soggetti in possesso di comprovata esperienza nel campo della certificazione agroalimentare (se indicati soggetti esterni alla Regione ed ASSAM questi in possesso di diploma di scuola media superiore o laurea ad indirizzo agrario). Di tali soggetti conservata scheda, in cui evidenziati potenziali conflitti di interesse;

4)     programmare ed eseguire la formazione ed aggiornamento del personale addetto;

5)     inviare una relazione annuale predisposta dal coordinatore al Gruppo operativo del marchio (GOM) ed al Servizio;

6)     garantire il rispetto delle condizioni previste dal DDS 35 del 1/7/2019

  • funzionario coordinatore dell’attività di tutela avente il compito, in collaborazione di UTV, di:

1)     predisporre il programma annuale di tutela del marchio “QM” procedendo alla sua attuazione e monitoraggio;

2)     coordinare il personale coinvolto nell’attività di tutela;

3)     organizzare la tenuta ed archiviazione della documentazione;

4)     tenere conto di eventuali segnalazioni e reclami pervenuti;

5)     predisporre relazione annuale da inviare al responsabile del NOT in cui evidenziare attività svolta;

6)     valutare verbali di audit di tutela ed ispezioni esplorative, coinvolgendo GOM nei casi rilevanti e sollecitando intervento di P.F. a tutela del marchio “QM”;

7)     chiedere eventuale affiancamento agli addetti alla tutela delle figure tecniche con competenze specifiche (loro attività “descritta e motivata nella relazione annuale”)

  •   addetti alla tutela, individuati dal responsabile del NOT, aventi il compito di:

1)     effettuare attività di tutela tramite: audit di tutela eseguiti da almeno 2 addetti (di cui 1 in possesso di attestato di partecipazione al corso di 40 ore per valutatori dei sistemi di gestione qualità); ispezioni esplorative eseguite da 1 solo addetto (anche non in possesso di attestato) da concludersi con segnalazione al coordinatore di NOT (se durante ispezione accertata irregolarità, questa può assumere forma di audit di tutela); verifiche tramite web;

2)     redigere verbale su attività svolta;

3)     inviare verbale insieme con eventuale documentazione raccolta e campioni prelevati al coordinatore NOT

  •   concessionari del marchio e tecnici da loro individuati che possono affiancare NOT nell’attività di tutela, tenendo conto dei potenziali conflitti di interesse, soprattutto nelle attività esplorative, segnalandone esito a P.F.

Attività di tutela, in cui compresa anche attività di vigilanza realizzata da UTV, consiste in:

  • verificare che produzioni/servizi, in cui completate attività di certificazione da parte di OdC autorizzato, rispondono ai requisiti previsti nei disciplinari (se non sussistono tali requisiti attività ispettiva estesa alle fasi di produzione della materia prima, trasformazione, confezionamento)
  • vigilare su prodotti similari che con false indicazioni su origine, specie, natura, qualità specifiche dei prodotti possono determinare confusione nei consumatori e recare danno alla produzione a marchio
  • verificare rispondenza tra quantità dei prodotti tutelati sottoposti a controllo di OdC incaricati e quella immessa sul mercato
  • eseguire controlli su eventuali pubblicazioni abusive su stampa, TV, internet
  • realizzare tavoli di concertazione e stipulare accordi e protocolli di intesa con Organizzazioni professionali agricole, Camera di Commercio, Associazioni dei consumatori, distribuzione organizzata

P.F. approva entro 15 Febbraio piano annuale di tutela comprendente ispezioni esplorative e verifiche tramite web (possibile intensificare attività di tutela tramite audit mirati in caso di evidenti irregolarità, criticità, segnalazioni particolari, risultati negativi di attività di vigilanza attuata da UTV). Per anno 2020 piano di tutela approvato con DDS 4 del 21/1/2020 che prevede esecuzione di almeno 10 audit di tutela distribuiti su tutto il territorio regionale sulle vendite al dettaglio di aziende scelte in modo casuale, pur tenendo conto di fattori di rischio così da “massimizzare efficacia dell’attività di tutela” (di ogni estrazione redatto verbale, in cui riportare: modalità di estrazione attuata tramite estrazione di 1 Comune rappresentativo per popolazione residente per Provincia, 3 punti vendita presenti nel suddetto Comune di cui almeno 1 appartenente alla distribuzione organizzata; eventuali motivi per cui individuati particolari territori o tipologie di aziende o di prodotti interessati; esiti di estrazione). Possibile individuare ulteriori punti vendita da sottoporre ad audit o ispezione esplorativa (anche di Comuni confinanti indipendentemente dalla popolazione residente), tenendo conto di: dislocazione territoriale dei punti vendita; criticità legate a determinate tipologie di prodotti; informazioni acquisite nel corso delle ispezioni esplorative ed eventuali segnalazioni provenienti da concessionari o consumatori. Audit preceduti da istruttoria amministrativa, consistente nell’acquisizione di: informazioni disponibili su prodotti e filiere coinvolte; analisi delle evidenze scaturite da eventuali ispezioni esplorative e da verifiche web (esclusi audit scaturiti senza soluzione di continuità da ispezioni esplorative e quelli coincidenti con audit di vigilanza); elenchi degli esercizi commerciali con prodotti a marchio “QM” richiesti ai concessionari.

Attività di tutela eseguita senza preavviso, fermo restando che in caso di prelievo di campioni o “necessità di contestare una irregolarità” viene inviata preventiva comunicazione al destinatario di audit (punto vendita, concessionario del marchio, aderente alla filiera), in cui evidenziare: motivi di audit; eventuali prelievi da eseguire; documentazione necessaria; figure professionali “di cui è richiesta la presenza”. Esiti dell’attività di tutela trasmessi al coordinatore del NOT, che li archivia in uno o più documenti aggiornati almeno ogni 6 mesi e li rende noti al responsabile ed ai componenti del NOT

P.F., su proposta del coordinatore del NOT, può irrorare sanzioni previste nel regolamento del marchio “QM”;

m)indicare ASSAM, come Autorità pubblica di controllo sulle produzioni di qualità (APC);

n)ricevere comunicazioni da OdC, NOT e U.T.V. su eventuali abusi rilevati nell’uso del marchio con relativa proposta di sanzioni;

o)svolgere attività di promozione istituzionale del marchio regionale, avvalendosi di soggetti specializzati in materia di comunicazione, nonché di ASSAM. Contributo erogato ad ASSAM in 2 soluzioni:

  • anticipo, pari a 80% di importo totale, su richiesta ASSAM e previo invio dichiarazione attestante avvio del progetto ed impegno a restituire anticipo percepito se importo finale da liquidare è inferiore a quello anticipato;
  • saldo entro 60 giorni da invio alla P.F. di copia della documentazione giustificativa delle spese sostenute;

p)promuovere costante formazione ed aggiornamento professionale del personale coinvolto nella gestione del marchio “QM”. Nuovo personale assunto deve possedere appropriati titoli di studio o conoscenze su principi della qualità delle produzioni agroalimentari ed aspetti inerenti alla certificazione (Conoscenze acquisite eventualmente mediante “affiancamento a personale competente”).

Gruppo di lavoro “QM” ha il compito di:

a)predisporre sistema documentale marchio “QM”;

b)fornire supporto tecnico nella gestione delle problematiche derivanti ad attivazione del “QM”.

Focus Group (composto per ogni singolo prodotto/servizio da 1 o più rappresentanti delle Organizzazioni professionali, imprenditori, esperti, comunque non oltre 12 membri) ha il compito di: collaborare con ASSAM nella redazione e revisione dei disciplinari di produzione, o nella valutazione dei disciplinari predisposti da soggetti terzi tenendo presente:

a)in caso di prodotti costituiti da ingredienti non presenti nel circuito “QM”, possibilità di approvvigionamento da altri circuiti di qualità certificata (DOP, IGP, STG), purché garantita assenza di OGM e coerenza con politica regionale su qualità agroalimentare (Ammesse limitate eccezioni per spezie, additivi, coadiuvanti tecnologici, ingredienti minori presenti in quantità inferiori a 5%, comunque non caratterizzanti prodotto);

b)qualità nutrizionali dei prodotti da evidenziare in etichetta e nelle attività di comunicazione e divulgazione di marchio;

c)eventuali deroghe al disciplinare da concedere in via eccezionale in caso di “criticità documentata riconducibile a situazioni di carattere ambientale, meteorologico, logistico, organizzativo”, mantenendo comunque “qualità finale del prodotto significatamene superiore a norme commerciali correnti” e rivedendo adeguatezza sistema di controllo. Deroghe a modalità di presentazione prodotto debbono sempre assicurare “informazione corretta e facilmente comprensibile” al consumatore. In caso di deroghe.

Focus Group convocato con preavviso di 3 giorni ogni volta che necessario. A conclusione di riunione redatto verbale da inviare ai suoi componenti, che potranno entro 15 giorni presentare eventuali modifiche od osservazioni.

Nucleo Operativo di SI.TRA. (Sistema tracciabilità regionale), istituito presso ASSAM, ha il compito di:

a)modificare modello SI.TRA. al fine di:

  • indirizzarlo verso consumatore (portare a conoscenza parametri legati a qualità del prodotto desumibile da disciplinare);
  • diffondere concetto di prodotto certificato con costituzione di filiera a valle della produzione, mediante uso dei dati personali nel sistema;
  • creare insieme dei dati inerenti a soggetti fornitori dei prodotti certificati a marchio “QM” o DOP/IGP o biologici;
  • creazione reti tra soggetti per garantire rintracciabilità del prodotto a marchio;
  • garantire maggiore visibilità tramite il sito regionale alle aziende a marchio “QM”

b)formare (anche mediante e learning) operatori interessati e fornire a questi assistenza, in particolare su: nuovo modello di tracciabilità della produzione; concetto di rintracciabilità statica non più “lotto per lotto”, ma caratterizzata su fornitori, origine di prodotti, caratteristiche dei prodotti

ASSAM ha il compito di:

1)         realizzare, approvato manuale, nuovo sistema di gestione SITRA volto a:

  • valorizzare qualità del prodotto a marchio QM, garantendo al consumatore parametri legati a qualità del prodotto (v. aspetti nutrizionali) desumibili dai disciplinari;
  • passaggio da concetto di filiera a quello di prodotto certificato con costituzione di filiera a valle della produzione, tramite utilizzo di scambio dati presenti nel sistema;
  • creazione sistemi per tipologia di prodotto fornito riconosciute nel circuito QM, in quanto soggetti fornitori di prodotti certificati (QM, DOP, IGP, biologici);
  • creazione reti tra soggetti al fine di garantire rintracciabilità del prodotto a marchio;
  • assicurazione maggiore visibilità, tramite sito, ad aziende che forniscono prodotti a marchio QM;
  • implementare attività di formazione ed informazione;
  • non pregiudicare uso di SITRA in altri ambiti di interesse per ASSAM;

2)         redigere disciplinari di prodotti e servizi a marchio, o valutare disciplinari predisposti da soggetti terzi in conformità con Linee guida emanate da Giunta Regionale. Parere può essere positivo, positivo con riserva (cioè richieste integrazioni o modifiche), negativo esplicitandone motivazioni;

3)         istituire e coordinare attività dei Focus Group;

4)         collaborare nella tutela e promozione del marchio;

5)         svolgere funzioni di Autorità pubblica di controllo (APC) per produzioni DOP/IGP/STG, certificazione carne bovina Bovinmarche, prodotti a  marchio “QM” controllando a tal fine Organismi privati di controllo autorizzati. Per tale compito si può avvalere del sistema di tracciabilità delle produzioni agroalimentari SI.TRA. (in grado di fornire in tempo reale ad operatori e consumatori informazioni su origine delle materie prime, identità soggetti coinvolti nelle diverse fasi del processo produttivo, metodi utilizzati nel corso del processo).

Unità Territoriale di Vigilanza (U.T.V.) ha il compito di:

a)vigilare su ASSAM, quale Autorità pubblica di controllo, e su Organismi di controllo, pubblici e privati, individuati dai concessionari per prodotti oggetto di “QM”;

b)trasmettere a P.F. e soggetto concessionario, in caso rilevate infrazioni gravi (v. perdita mantenimento requisiti di riconoscimento, mancata attuazione piano di controllo presentato, mancata trasmissione al Servizio dei dati su attività svolta), entro 3 giorni da accertamento infrazione, relazione in cui evidenziare tipologia di infrazione e  proposta di sospensione o revoca autorizzazione.

Giunta di Appello ha il compito di:

a)valutare ricorsi presentati dai concessionari del marchio o da Organismi di controllo in merito ai provvedimenti sanzionatori applicati.

Comitato per Qualità Agroalimentare (CQA) ha il compito di:

a)svolgere funzione consultiva e di supporto tecnico scientifico e giuridico alle attività di gestione e promozione del marchio “QM”, anche acquisendo pareri e proposte di Focus Group.

Soggetti interessati al marchio devono chiedere (Modello riportato su BUR 73/06) “concessione in uso del marchio per sé e/o per singoli aderenti alla filiera” a P.F., che rilascia concessione d’uso di “QM” a titolo gratuito, previo accertamento che richiedente:

1)         appartenga ad una delle seguenti categorie: imprese della produzione agroalimentare; imprese della commercializzazione e/o distribuzione e/o somministrazione; imprese operanti nel campo dei servizi correlati;

2)         risulta iscritto a registro imprese della Camera di Commercio;

3)         rispetta disciplinare dei prodotti e/o servizi appartenenti a classe individuata;

4)         risulta inserito nella filiera del prodotto, oggetto di marchio;

5)         si impegna a garantire corretta apposizione del marchio “QM” (v. Non alterazione del marchio), assumendone responsabilità nei confronti della Regione;

6)         si impegna a redigere piano di controllo in cui evidenziate modalità di utilizzo di “QM”;

7)         si impegna a formalizzare rapporto con Regione;

8)         rinuncia ad avanzare richiesta di proprietà od  esclusiva nella utilizzazione del marchio;

9)         indica Organismo riconosciuto di controllo tra quelli iscritti in Elenco, a cui affidare compito di verificare e certificare conformità delle produzioni ai requisiti del regolamento d’uso del Marchio.

Concessionario, stipulata convenzione con Regione, trasmette certificato di conformità ai requisiti del Regolamento del marchio e del Disciplinare di produzione rilasciato da Organismo controllo alla Regione, che rilascia licenza d’uso del Marchio, avente validità di non oltre 3 anni.

Rinnovo della licenza subordinato al rinnovo della convenzione tra concessionario e Regione e del certificato di conformità da parte di Organismo di controllo

Concessionario responsabile nei confronti della Regione, anche se non effettua direttamente apposizione del Marchio, ma dà in gestione a terzi tale operazione.

Il marchio “QM” può essere:

1)                apposto su etichette, fascette, involucri, cartelli od altro documento previsto da disciplinare, in modo comunque da garantire sempre collegamento tra marchio e prodotto. Apposizione del marchio su confezione deve avvenire nel rispetto della normativa vigente su etichettatura;

2)                utilizzato nel materiale promozionale del concessionario e degli  altri soggetti della filiera, purché nel rispetto del regolamento d’uso del Marchio;

3)                utilizzato sempre “secondo la forma integrale, i colori ed i caratteri” riportati in logo pubblicato su BUR 33/06, ed apposto in modo ben visibile. Vietato:

  • riportare elementi grafici addizionali, sottolineature, ornamenti ed aggiunte di testo che rischiano di renderne difficile la lettura;
  • snaturare immagine del logo ufficiale;
  • confonderlo od associarlo ad altre scritte  o marchi presenti su etichetta del prodotto.

Concessionari possono sempre chiedere sospensione per non oltre 12 mesi, o revoca licenza d’uso di “QM”, da riportare su Registro del Marchio.

Soggetti non concessionari possono usare marchio “QM” ad uso promozionale solo su specifica autorizzazione di P.F.

Eventuale abbinamento di “QM” con altri marchi promossi da Enti territoriali (Provincia, Comune, Unione Montana), ammesso in base a modalità previste nei singoli disciplinari.

OdC presenta a P.F. piano di controllo e tariffario relativo a prodotto per cui si chiede autorizzazione. P.F. rilascia autorizzazione ad eseguire controlli. Organismo di controllo effettua costante controlli nel rispetto delle disposizioni del disciplinare, regolamento d’uso del marchio e procedure di licenza d’uso da parte concessionario. Se OdC riscontra non conformità le comunica entro 3 giorni lavorativi a P.F., affinché possa applicare sanzioni.

Contro sanzioni decise da P.F., concessionario del marchio od OdC può presentare ricorso entro 15 giorni alla Giunta di Appello

Sanzioni:

Chiunque utilizza marchio “QM” in difformità al regolamento d’uso ed ai disciplinari: diffida, sospensione o revoca licenza d’uso con relativa annotazione del provvedimento sul registro del Marchio + eventuale “rivalsa legale per ottenere completo risarcimento di eventuali danni materiali e morali, diretti od indiretti causati da uso improprio del marchio  “QM”

Organismo pubblico o privato di controllo che ha commesso violazioni ad obblighi di controllo: azione correttiva da attuarsi nei tempi e modi fissati. Se violazione grave o ripetuta, o perdita requisiti di autorizzazione, o mancata attuazione delle azioni correttive disposte: revoca autorizzazione segnalata a concessionari interessati.