LOTTA VIRUS VAIOLATURA DRUPACEE

LOTTA VIRUS VAIOLATURA DRUPACEE  (ortofr40)

Soggetti interessati:

Chiunque possiede albicocchi, ciliegi, peschi, susini, “tutti i portinnesti di drupacee” e della specie sensibili al virus PPV impiegate a fini ornamentali

Iter procedurale:

D.M. 28/7/2009 impone la lotta obbligatoria contro Plum Pox Virus (PPV) responsabile della “vaiolatura delle drupacee” (Sharka), assegnando a Servizio Fitosanitario Centrale di definire modalità di esecuzione di monitoraggio, prelievo campioni, esecuzione analisi

Servizio Fitosanitario Regionale competente per territorio deve:

  • predisporre idonee misure di prevenzione per evitare diffondersi della malattia;
  • adottare azioni di controllo;
  • regolamentare attività di prelievo e produzione di materiale di moltiplicazione vegetale in funzione di stato fitosanitario del territorio;
  • eseguire accertamenti annuali su piante e frutti di albicocco, ciliegio, pesco, susino per verificare presenza o meno di virus PPV tramite ispezioni visive ed analisi di laboratorio attuate presso strutture accreditate. Ispezioni ufficiali eseguite con priorità su campi di piante madri, campi collezione, vivai, frutteti di nuovo impianto ubicati in zone indenni. Se confermata da analisi di laboratorio presenza di infezione da virus PPV, Servizio individua area contaminata;
  • delimitare, sulla base stato fitosanitario del territorio, zone indenni (territorio esente da virus PPV o dove questo eradicato ufficialmente), area contaminata (campo di produzione o vivaio dove accertata con analisi di laboratorio presenza del virus PPV. Area contaminata considerata eradicata se a seguito di ispezioni ufficiali effettuate nei 3 cicli vegetativi esecutivi, non rinvenute altre piante con sintomi PPV o se tutte le piante di drupacee presenti in area contaminata o zone tampone eliminate), zone tampone (zona di almeno 1 km. di larghezza che separa zona indenne e area contaminata), luogo di produzione indenne da virus PPV (luogo dove accertata, con prove scientifiche, assenza del virus)
  • comunicareentro 31 Dicembre a Servizio Fitosanitario Centrale e MI.P.A.A.F. stato fitosanitario del territorio, rappresentando su supporto cartografico, zone delimitate così da migliorare conoscenza diffusione del virus PPV in ambito internazionale;
  • pubblicizzare nelle forme più opportune le aree delimitate;
  • ordinare estirpazione piante con sintomi sospetti di virus PPV senza necessità di altre analisi nelle aree contaminate (piante capitozzate o disseccate in modo da impedire emissione di polloni)entro 15 giorni da notifica prescrizione, comunque entro inizio nuova stagione vegetativa successiva (Operazioni eseguite a cura e spese di proprietario o conduttore e sotto controllo di Servizio Fitosanitario Regionale) o distruzione intero impianto se piante infette superiore a 10% (IN casi di grave rischio anche3 percentuali minori);
  • autorizzare impiego di piante affette da PPV per prove scientifiche “purché non creino rischi di diffusione dell’organismo nocivo” (Piante conservate in “serre a rete antinsetto). Al termine prova, comunicazione distruzione piante a Servizio Fitosanitario;
  • evitare nelle aree contaminate prelievo di materiale di moltiplicazione di piante drupacee presente;
  • dichiarare area contaminata dopo 3 cicli vegetativi consecutivi con presenza di virus PPV e zone di insediamento “quando diffusione organismo nocivo sia tale da rendere tecnicamente non più possibile eradicazione malattia”
  • adottare nelle zone di insediamento seguenti misure:
  • procedere a nuova delimitazione, tenendo conto di monitoraggi eseguiti
  • fornire adeguata informazione ed assistenza tecnica ad aziende frutticole presenti per adozione strategie volontarie di controllo e favorire impiego varietà resistenti;
  • vietare prelievo di materiale di moltiplicazione di piante drupacee suscettibili
  • adottare nelle zone tampone (cioè zone aventi almeno 300 m. di larghezza che separano zona indenne da area contaminata o zona indenne da zona di insediamento) le seguenti misure:
  • eseguire monitoraggi annuali negli appezzamenti di specie sensibili ricadenti in questi territori per verificare presenza di virus PPV;
  • procedere, se rilevati sintomi sospetti del virus PPV su pianta ospite, ad istituire area contaminata ed applicare le disposizioni previste  per questa eventualmente previo campionamento ed analisi di laboratorio;
  • vietare esercizio di attività vivaistica rivolta a produzione di piante e materiale di moltiplicazione di specie sensibili a PPV;
  • vietare prelievo di materiale di piante drupacee sensibili;
  • autorizzare produzione vivaistica di piante e materiale di drupacee solo in aree indenni, salvo specifiche autorizzazioni concesse da Servizio Fitosanitario per:
  • produzione vivaistica ed allevamento di piante madri in zone indenni, in zone di insediamento e zone tampone, purché tale attività venga svolta in serra, adottando un sistema di protezione antiafidi, ed in assenza di piante drupacee nel raggio di 20 m.;
  • autoproduzione di varietà locali, sotto controllo ufficiale dello stesso Servizio in zone di insediamento e zone tampone, purché il materiale di moltiplicazione e piante prodotte siano impiegate solo nella zona di produzione.

Nuovi campi di produzione nelle zone indenni debbono risultare distanti almeno 300 m. da frutti di drupacee sensibili;

  • autorizzare produzione di piante drupacee in vivaio solo partendo da materiale certificato, o da portainnesti ottenuti da seme certificato, altrimenti occorre rispettare seguenti vincoli:
  • costitutori di nuove varietà di drupacee, prima di cedere a terzi il materiale di moltiplicazione selezionato, debbono accertare che piante madri siano conformi a standard tecnici emanati dal Servizio Fitosanitario, inviando a questo risultati delle analisi di laboratorio eseguite;
  • piante madri contrassegnate allevate in aree, dichiarate indenni al Servizio Fitosanitario e controllate mediante ispezioni visive ed analisi di laboratorio a spese del vivaista, che è tenuto altresì a comunicare al Servizio Fitosanitario Regionale, prima del prelievo, risultati delle analisi di laboratorio, nonché quantità del materiale di moltiplicazione che intende prelevare da ciascuna pianta madre contrassegnata;
  • se rilevata presenza di PPV nei campi di piante madri, oltre ad istituire area contaminata, occorre procedere a distruzione delle piante presenti in vivaio, ottenute con materiale prelevato dalle piante madri risultate infette;
  • vivaisti ed agricoltori utilizzatori di materiali di moltiplicazione proveniente da altri Paesi debbono comunicarlo a Servizio Fitosanitario Regionale.

Autoproduzione ammessa solo utilizzando materiale di moltiplicazione certificato;

  • imporre a vivaio distruzione di tutte le piante appartenenti ad un lotto risultato infetto. Servizio Fitosanitario Regionale, previa valutazione del rischio fitosanitario, può autorizzare spostamento e commercializzazione dei restanti lotti presenti in vivaio, purchè analisi condotte su campioni rappresentativi, ufficialmente prelevati da Servizio Sanitario (oneri a carico di vivaista), hanno fornito esito negativo
  • autorizzare spostamento e commercializzazione con passaporto UE di tutte le piante sensibili APPV presenti in un vivaio esistente che viene a trovarsi in una zona tampone di area contaminata, purchè le analisi di campioni rappresentativi ufficialmente prelevati da Servizio Fitosanitario Regionale (oneri a carico di vivaista), hanno fornito esito negativo;
  • fornire massima divulgazione presso vivaisti, frutticoltori, operatori della filiera ortofrutticola di: conoscenze sintomi e pericolosità del virus; stato fitosanitario del territorio (in particolare delimitazioni operate); disposizioni di lotta obbligatoria applicabili in ogni zona; modalità produzione di piante e materiali di moltiplicazione di drupacee; limitazioni ad attività vivaistica da adottare;
  • raccogliere segnalazioni obbligatorie di ogni caso sospetto di PPV fornite da chiunque, provvedendo ad ispezioni visive ed eventuali analisi virologiche ufficiali. Segnalazioni di partite di frutti con sintomi di PPV, corredate da copia della documentazione commerciale emessa da ditte che commercializzano e industrie di trasformazione, nonché di organismi incaricati di certificazione qualitativa dei prodotti ortofrutticoli, laboratori pubblici e privati (compresi quelli di ricerca);
  • comunicare subito comparsa di PPV nelle zone indenni a: Servizio Fitosanitario Nazionale; altri Servizi Fitosanitari Regionali; vivaisti; frutticoltori; operatori della filiera ortofrutticola del territorio interessato;
  • autorizzare, a fini di ricerca scientifica e varietale, importazione, movimentazione, detenzione di piante infette da PPV per prove o scopi scientifici, nonché lavori di selezione varietale.

 

Sanzioni:            

Chiunque non ottempera a prescrizioni di Servizio Fitosanitario Regionale: multa da 500 e 3.000 € + esecuzione delle disposizioni da parte del Servizio Fitosanitario a spese del trasgressore (v. estirpazione frutteto).

Chiunque non rispetta divieti di diffusione, commercio e detenzione di vegetali con organismi nocivi: multa da 1.000 a 6.000 €

 

Entità aiuto:

Regioni, al fine di prevenire gravi danni per economia di zona agricola, possono stabilire misure di sostegno ad aziende frutticole e vivaistiche a cui è stata prescritta da Servizio Fitosanitario Regionale estirpazione o distruzione obbligatoria a causa presenza di PPV

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