LOTTA CONTRO CERAMBICIDE E TARLO ASIATICO

LOTTA CONTRO CERAMBICIDE E TARLO ASIATICO (D.M. 12/10/12; D.G.R. 27/12/13, 10/12/18)   (bosco11)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Foretali (MIPAAF), Regione, Consorzio Bonifica Marche, Servizio Fitosanitario Regionale (SFR), Regioni, Comuni, Comunità Montane, soggetti privati che intendono importare da Paesi Terzi piante destinate alla piantagione il cui diametro di radici o fusto misurato al colletto è superiore ad 1 cm. delle seguenti specie: Acero, Ippocastano, Olmo, Carpino, Faggio, Platano, Pioppo, Prugno, Cedro, Betulla, Pyrus, Nocciolo, Rosa salcia, Ontano, Corniolo, Cotonastro, Biancospino, Lagerstroenia, Melo.

Iter procedurale:

MIPAAF con D.M. 12/10/2012, ha decretato lotta obbligatoria contro il fitofago Cerambicide Asiatico (Anoplophora chinensis) attraverso:

  1. ammessa importazione nel territorio nazionale delle suddette specie di piante sensibili a Cerambicide asiatico, anche nanizzate, originarie di Paesi Terzi diversi da Cina se:
  2. piante coltivate per tutto il loro ciclo di vita in luogo di produzione registrato e controllato da Autorità competente Paese Terzo, situato in zona indenne da organismi nocivi;
  3. piante coltivate per almeno 2 anniprima di esportazione in luogo indenne da Cerambicide. registrato e controllato da Autorità competente Paese di origine (sottoposto ad almeno 2 ispezioni annuali per accertare presenza di organismo nocivo), protette contro introduzione di Cerambicide (eseguiti opportuni trattamenti preventivi ed esistenza di zona cuscinetto di almeno 2 km) e ispezionate subito prima di esportazione (Prelevato campione almeno pari a 1%);
  4. piante coltivate da portainnesti che soddisfano requisiti lettera b) innestati con marze di spessore inferiore a 1 cm, oggetto di ispezione;
  5. piante importate ispezionate alla frontiera o presso luogo di destinazione per rilevare tracce di organismo nocivo da Servizio Fitosanitario Regionale.

In caso di piante importate dalla Cina occorre che queste:

  1. sono accompagnate da certificato attestante numero di registrazione dello stabilimento di produzione (Servizio trasmette elenco dei luoghi di produzione CINA redatto da Organismo locale per protezione vegetali), comprese eventuali segnalazioni che luogo di produzione non conforme o che organismo nocivo rilevato su piante ottenute in tale luogo di produzione e che piante coltivate per tutto il loro ciclo di vita in luogo di produzione registrato, controllato da Organismo nazionale cinese, indenne da organismi nocivi (nella rubrica “Luogo di origine” indicare nome di zona indenne) o piante coltivate per almeno 2anni prima di esportazione in luogo di produzione indenne, registrato e controllate (sottoposto ad almeno 2 ispezioni annuali su almeno 10% prodotti inferiori a 4.500 piante o 450 piante per lotti di dimensione superiore, da cui emersa assenza di tale organismo (in particolare radici o fusto) o piante coltivate da portainnesti o innestate con marze che soddisfano precedenti requisiti;
  2. sono ispezionate al loro ingresso in Italia da Servizio Fitosanitario Regionale per verificare assenza di Cerambicide;
  3. esecuzione su ispezioni ufficiali da parte Servizio per rilevare presenza di organismo nocivo, evidenziando “eventuali indizi di contaminazioni su piante ospiti nel territorio di propria competenza”. Risultati ispezioni notificati da Servizio Fitosanitario Regionale a quello Centrale entro 31 Marzo, che, a sua volta, trasmette dati a Commissione Europea ed altri Stati membri entro 30 Aprile. In caso di rinvenimento di organismo nocivo in area indenne o su “specie di pianta non nota come piante ospite”, Servizio Fitosanitario Regionale notifica evento entro 3 giorni lavorativia Servizio Centrale che lo comunica entro 2 giorni lavorativi a Commissione Europea e Stati membri. Se rilevata presenza di Cerambicide, Servizio Regionale invia entro 25 giorni a Servizio Centrale relazione su misure che si intendono adottare. Se risultati di ispezioni confermano presenza di Cerambicide, Servizi definiscono zone infestate e zone cuscinetto;
  4. definizione condizioni di spostamento da zone delimitate nella UE solo se:
  5. accompagnate da passaporto fitosanitario;
  6. coltivate per almeno 2 anni prima di trasporto in luogo di produzione registrato sottoposto ad almeno 2 ispezioni annuali in cui non rilevata presenza di organismo nocivo, situato in zona delimitata in cui piante coltivate “protezione fisica totale per impedire introduzione organismo specificato”, avvalendosi di portinnesti innestati con marze ottenute nelle stesse condizioni.

Se piante non originarie da zone delimitate, ma introdotte in essa, spostate nella UE solo se luogo di produzione conforme a requisiti di cui sopra. In caso di piante importate da Paesi Terzi dove organismo notoriamente presente, spostate nella UE solo se accompagnate da passaporto fitosanitario

  1. delimitazione, a seguito rilevazione presenza di Cerambicide, di: “zona infestata” (area dove presenza Cerambicide confermata, comprende tutte le piante che presentano sintomi di malattia e, se necessario, tutto il lotto); “zone cuscinetto” (fascia perimetrale di 2 km. intorno a zona infestata ridotta a 1 km se Servizio Fitosanitario Regionale ritiene di poter tenere sotto controllo Cerambicide). Delimitazione basata su livello di contaminazione, distribuzione piante ospiti, prove di insediamento organismo nocivo. Se a seguito di monitoraggio non rilevata in zona delimitata presenza di Cerambicide per almeno 2 anni ma non oltre 4 annipossibile revocare delimitazione. Non necessaria delimitazione se:
  2. dimostrato che Cerambicide introdotto nella zona con piante già infestate e che ritrovamento isolato a piante specifica che non determina insediamento insetto;
  3. accertata insussistenza di insediamento di Cerambicide ed impossibilità a diffusione e riproduzione e abbattimento precauzionale di piante specifiche;
  4. adottate misure per rapida eradicazione di organismo nocivo, in modo da escluderne di fusione;
  5. eseguito monitoraggio per almeno 1 ciclo + 1 annonel raggio di 1 km da luogo dove rilevato Cerambicide;
  6. distruzione di tutto il materiale vegetale infestato;
  7. individuazione origine della contaminazione;
  8. attività di sensibilizzazione verso pubblico circa minaccia di organismo;
  9. adozione delle seguenti misure fitosanitarie per eradicare Cerambicide asiatico nelle zone delimitate:
  10. monitoraggio di tutte le piante sensibili presenti nel verde pubblico e privato;
  11. abbattimento di tutte le piante infestate o con sintomi di malattia, con rimozione completa di radici. Operazione da attuare prima di inizio periodo di volo di insetto;
  12. abbattimento di tutte le piante sensibili nel raggio di 100 m. intorno a piante infestate con loro preventivo esame per accertare eventuali segni di contaminazione (Servizio Fitosanitario regionale può decidere di non procedere ad abbattimento);
  13. rimozione esame e distruzione di piante abbattute, comprese radici, prendendo precauzioni per evitare diffusione di Cerambicide durante e dopo abbattimento;
  14. divieto spostamento materiale potenzialmente infestato fuori da zona delimitata;
  15. individuazione origine di contaminazione e piante associate;
  16. sostituzione specie sensibili a Cerambicide con altre piante, laddove possibile;
  17. divieto di impianto specie sensibili in zone delimitate;
  18. monitoraggio Cerambicide “in momenti opportuni sulle piante ospiti” nelle zone cuscinetto;
  19. azione di sensibilizzazione verso pubblico in merito rischi da Cerambicide e misure adottate per impedirne introduzione e diffusione;
  20. misure specifiche in grado di impedire o ritardare la eradicazione della malattia, compresa eliminazione di tutte le piante infestate o sospette indipendentemente dalla loro ubicazione o dalla proprietà (pubblica o privata).

Se risultati delle ispezioni eseguite per almeno 4 anni consecutivi confermano presenza di organismo nocivo in zona e quindi evidente che questi non può essere eradicata, Servizio può adottare misure di contenimento di organismo nella zona delimitata, quali:

  1. abbattimento piante infestate o con sintomi e rimozione completa delle radici prima di inizio periodo di volo (Solo in casi eccezionali Servizio può consentire misure di eradicazione alternative, purché altrettanto efficaci contro Cerambicide e notificate alla Commissione);
  2. rimozione, esame, distruzione di piante abbattute e loro radici, prendendo idonee precauzioni per evitare diffusione di Cerambicide;
  3. prevenzione di ogni spostamento di materiale potenzialmente infetto fuori da zona delimitata;
  4. sostituzione di piante sensibili con altre specie;
  5. divieto di piantare nuove piante sensibili all’aria aperta in zona infestata;
  6. monitoraggio presenza di Cerambicide tramite ispezioni annuali di piante ospiti ed eventuale campionamento distruttivo;
  7. attività di sensibilizzazione di popolazione su minaccia rappresentata da Cerambicide, nonché misure prese per impedirne introduzione e diffusione nella CE, compreso divieto spostamento piante sensibili;
  8. qualunque misura atta ad impedire, ostacolare, ritardare accessibilità e eradicazione di Cerambicide in piante infestate o sospette indipendentemente da ubicazione e proprietà

Servizio Fitosanitario Regionale invia:

  • entro 25 giorni da notifica presenza organismo nocivo, relazione su misure da adottare (se definita zona delimitata, descriverne posizione, mappa con confini, attuale situazione in dettaglio di organismo nocivo e misure adottate con “prove e criteri alla base di tali misure”, eventuali motivi per cui non si è proceduto a delimitare zona) a Servizio Fitosanitario Nazionale, che lo trasmette entro 5 giorni a Commissione Europea e Stati membri;
  • entro 31 Marzo relazione contenente elenco aggiornato di zone delimitate, loro descrizione, informazioni su loro posizione, mappe indicanti confini, misure adottate a Servizio Fitosanitario Nazionale, che entro 30 Aprilelo trasmette a Commissione e Stati membri

Aziende vivaistiche che coltivano o commercializzano piante sensibili all’interno di zona infestata o di insediamento o cuscinetto sono soggette a specifici controlli da parte di Servizio Fitosanitario Regionale ed hanno obbligo di:

  • tenere elenco aggiornato di piante sensibili presenti in azienda con relativa mappa;
  • eseguire su piante sensibili trattamenti insetticidi secondo indicazioni fornite da Servizio Fitosanitario Regionale.

Regione Marche, con D.G.R. 1730 del 27/12/13, ha approvato “Piano di azione regionale per contrastare introduzione e diffusione del Tarlo Asiatico delo Fusto nelle Marche” (Anoplophora Glabripennis Motschulsky) che colpisce numerose specie di latifoglie presenti nella Regione (Acero, Betulla, Acopulus, Populus, Salice, Olmo), nonché piante da frutto (quali Pomacee e Drupacee). Proprietari o detentori a qualsiasi titolo di vegetali sensibili che sospettano o accertano comparsa di organismo nocivo in aree ritenute indenni, comprese zone di cuscinetto, debbono comunicarlo a SFR che provvede ad accertamenti fitosanitari. Se accertata presenza di organismo nocivo in zone indenni, SFR ne informa Comune e Servizio Fitosanitario Centrale.

Proprietari o conduttori di piante infestate comunicano a SFR data di inizio operazioni misure fitosanitarie decise da SFR stesso

SFR, avvalendosi di collaborazione di Province, Comuni, Corpo Forestale di Stato, Aziende di servizio pubblico in aree infestate, operatori impegnati nella difesa del verde pubblico e privato, Unvieristà Politecnica delle Marche, anche in base a specifiche convenzioni ed incarichi loro affidati, provvede a:

  • eseguire in aree infestate, zone cuscinetto, zone indenni periodico monitoraggio per rilevare eventuale presenza di organismo nocivo ed “indizi di infestazione”. In particolare in zone delimitate esaminate tutte le piante sensibili nel periodo estivo (Possibilità di cogliere maggior numero di sintomi) ed in quello autunnale ed invernale (maggiore visibilità a causa caduta di foglie). In zone limitrofe o quelle delimitate, controlli a campione per individuare nuovi focolai, nonché controllate tutte le segnalazioni pervenute da soggetti professionali e privati cittadini relativi a sospetti attacchi. Monitoraggio attuato tramite osservazioni visive, anche impiegando piattaforme aeree mobili messe a disposizione da Comuni, a fini di individuazione sintomi
  • inviare entro 31 Gennaiorisultati di monitoraggio, compresa eventuale conferma presenza di organismo nocivo a Servizio Fitosanitario Centrale e Servizio Regionale Agricoltura, unitamente a proposta di aggiornamento piano di azione regionale, modifica misure adottate, aggiornamento zone delimitate (definita loro cartografia)

Dirigente SFR (informandone entro 30 giorni Servizio Fitosanitario Centrale e Servizio Regionale Agricoltura, Comuni interessati):

  1. zone infestate, in cui confermata presenza di Tarlo Asiatico, comprendente tutte le piante con sintomi causati da tale organismo nocivo
  2. zone cuscinetto: zone con raggio di 2 km. oltre confine zone infestata

SFR adotta, oltre ad azione di monitoraggio, altre misure per piante sensibili, per ridurre rischio fitosanitario, quali:

  1. in zona infestata:
  • monitoraggio intensivo di tutte le piante sensibili, anche se prive di sintomi entro raggio di 50 m. da piante attaccate, per accertare presenza di Tarlo Asiatico
  • abbattimento e cippatura di tutte le specie legnose sensibili presenti entro raggio di 50 m. da piante infestate e di tutte le piante con sintomi di attacco da Tarlo Asiatico
  • divieto di vendita, trasporto e messa a dimora di piante sensibili
  • trattamenti di insetticidi contro adulti secondo modalità fissate da Servizio
  • divieto di trasportare legname e ramaglia di risulta non cippata fuori da zone infestate
  1. in zona cuscinetto:
  • monitoraggio intensivo su tutte le piante sensibili per verificare presenza di Tarlo Asiatico
  • in caso di riscontro di organismo nocivo o suoi sintomi, abbattimento e cippatura di tutte le piante con sintomi di attacco di Tarlo Asiatico e di tutte le specie legnose sensibili presenti in raggio di 50 m. da piante infestate secondo modalità prescritte dal Servizio
  • divieto di vendita, trasporto, messa in vendita di piante sensibili
  • in caso di riscontro di organismo nocivo o suoi sintomi, trattamenti insetticidi contro adulti secondo modalità prescritte da Servizio
  • divieto di trasportare legname e ramaglia di risulta non cippati in luoghi diversi da quelli indicati da Servizio
  1. in zone fuori da quelle delimitate:
  • monitoraggio intensivo di tutte le specie sensibili per verificare presenza di Tarlo Asiatico
  • in caso di riscontro di presenza organismo nocivo o suoi sintomi, abbattimento e cippatura di tutte le piante con sintomi di attacco di Tarlo Asiatico e di tutte le specie legnose sensibili presenti entro raggio di 50 m. da pianta infestata, o in alternativa esecuzione di trattamenti insetticidi contro adulti secondo modalità prescritte da Servizio
  • divieto di trasportare legname e ramaglia di risulta non cippata in luoghi diversi da quelli secondo modalità prescritte da Servizio
  • vietata concessione di tagli a vegetazione di specie legnose sensibili in prossimità di corsi di acqua

SFR in base a nuove conoscenze scientifiche può fissare misure diverse da precedenti o disporre deroghe in casi particolari, o prendere precauzioni nei confronti di soggetti autorizzati che producono e commercializzano specie legnose sensibili al fine di prevenire diffusione di Tarlo Asiatico.

Comune procede, in caso di inadempienza da parte dei privati, su indicazione del SFR, ad esecuzione forzosa delle suddette misure, fermo restando possibilità di risarcimento delle spese sostenute

Esecuzione delle suddette misure in ambiente urbano (parchi pubblici, alberate) deve tenere conto esigenze di carattere ambientale e di rischio per popolazione e comunque trattamenti fitosanitari eseguiti nel rispetto delle leggi vigenti in materia

SFR promuove azioni di formazione ed informazione su stato infestazioni a livello regionale, normative vigenti nel settore a favore di tecnici ed operatori del settore

Dirigente Servizio Regionale Agricoltura può:

  • modificare disposizioni piano di azione in base a nuove acquisizioni tecniche volte a ridurre riscatto fitosanitario di diffusione e dannosità di organismo nocivo
  • promuovere studio e ricerche per migliorare conoscenze su biologia ed etologia di organismo nocivo, migliorare modalità di abbattimento e distruzione di vegetali sensibili infestati, sperimentare tecniche di monitoraggio per individuare nuove specie di sostituzione affidandone esecuzione a Servizio Fitosanitario Regionale
  • disporre ogni ulteriore misura fitosanitaria o prosecuzione per individuare stato fitosanitario dei luoghi per ridurre diffusione del Tarlo Asiatico

Giunta Regionale, con DGR 1667 del 10/12/18, ha definito una convenzione (esente da imposta di bollo e di registrazione) con il Consorzio Bonifica Marche, a cui affidato il compito di fornire supporto tecnico ed operativo per attuare il Piano di azione regionale volto a contrastare l’introduzione e la diffusione del Tarlo asiatico. In particolare il Consorzio si impegna ad eseguire le operazioni di:

  1. abbattimento e cippatura di tutte le piante con sintomi di attacco da Tarlo asiatico, nonché di tutte le specie legnose sensibili entro un raggio di 100 m. intorno alle piante infestate, previa valutazione di tale necessità da parte di SFR e secondo le modalità prescritte dallo stesso. Per assicurare una maggiore efficacia al Piano di azione regionale le operazioni di abbattimento e cippatura riguardano anche le piante presenti nelle aree di privati se questi acconsentono o,  in mancanza del loro consenso, a seguito di “esecuzione forzosa” richiesta da SFR. Interventi del Consorzio dovranno essere eseguiti “a regola d’arte” nel rispetto delle normative vigenti nel settore. Materiale legnoso derivante dalle operazioni di taglio e cippatura sarà collocato sul mercato a cura del Consorzio, al fine di ridurre costi per la Regione.

Consorzio si impegna ad eseguire le operazioni di abbattimento  e cippatura delle piante indicate da SFR entro 180 giorni dal trasferimento delle risorse finanziario, utilizzando le proprie risorse umane e strumentali.

Per realizzare le attività in questione, il Consorzio si comporta come stazione appaltante ai sensi del D. Lgs. 50/16 (codice degli appalti), sollevando la Regione da qualsiasi responsabilità in merito alle attività svolte dal Consorzio.

Consorzio rendiconta le attività svolte entro 90 giorni dalla loro conclusione, evidenziando i costi sostenuti ed allegando: relazione sullo svolgimento dei lavori affidati; copia delle fatture emanate dalle ditte esecutrici  dei lavori con le relative quietanze. Regione effettua verifiche sulla documentazione inviata e sui lavori eseguiti.

Entità aiuto:

Applicazione della misure obbligatorie contro Cerambicide asiatico avviene a cura e spese del proprietario o del conduttore delle piante sensibili. Regione, al fine di prevenire gravi danni per l’economia ed ambiente, può stabilire interventi di sostegno a favore dei soggetti danneggiati dall’adozione delle misure obbligatorie di cui sopra.

Regione Marche ha stanziato 80.000 € a favore del Consorzio Bonifica Marche per le attività volte a contrastare la diffusione del Tarlo asiatico, comprese (nel limite del 10%) quelle relative all’apporto tecnico amministrativo del personale del Consorzio, ai fini di: progettazione e direzione dei lavori; pianificazione e coordinamento della sicurezza di cartiere; contabilità; procedure amministrative per l’assegnazione dell’appalto; rendicontazione; collaudo.

Sanzioni:

Chiunque introduce nel territorio nazionale organismi nocivi vegetali e prodotti vegetali: multa da 5.000 a 30.000 €.€

Chiunque introduce nel territorio nazionale vegetali e prodotti vegetali soggetti a controllo fitosanitario senza documentazione prescritta: multa da 1.000 a 6.000 €. €

Chiunque introduce nel territorio nazionale vegetali e prodotti vegetali privi della prescritta autorizzazione del Servizio Fitosanitario Regionale: multa da 1.500 a 9.000 €. €

Chiunque non adempie a prescrizioni impartite da Servizio Fitosanitario Regionale nella lotta contro organismi nocivi: multa da 500 a 3.000 €. €

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