LINEE GUIDA FORESTALI

LINEE GUIDA FORESTALI (D.M. 16/6/05) (bosco30)

Soggetti interessati:

Ministero Ambiente ed Agricoltura, Regioni, operatori forestali

Iter procedurale:

Fissate con D.M. 16/6/2005 le “Linee guida di programmazione forestali” volte a conseguire i seguenti obiettivi strategici di politica forestale:

1)       tutela ambiente, tramite mantenimento, conservazione, appropriato sviluppo della biodiversità negli ecosistemi forestali e miglioramento del loro contributo al ciclo del carbonio; mantenimento della salute e vitalità dell’ecosistema forestale; mantenimento conservazione e sviluppo delle funzioni protettive nella gestione forestale, in particolare riguardo ad assetto idrogeologico e tutela delle acque;

2)       rafforzamento competitività filiera foresta – legno tramite mantenimento e promozione delle funzioni produttive della foresta (Prodotti legnosi e non) ed interventi volti a favorire settore della trasformazione ed utilizzazione della materia prima legno;

3)       miglioramento delle condizioni socio economiche locali, tramite promozione interventi per tutela e gestione ordinaria del territorio capace di stimolare occupazione diretta ed indiretta, formazione operatori forestali ed ambientali, guide ed addetti alla sorveglianza del territorio, incentivazione di iniziative che valorizzano la funzione socio-economica della foresta, assicurando adeguato ritorno finanziario a proprietari o gestori.

Per raggiungere questi obiettivi occorre una buona conoscenza del territorio e pianificazione forestale e vari livelli, a cui partecipano “tutte le componenti sociali interessate”, nonché una ricerca sviluppata negli aspetti naturalistici (tutela biodiversità con conservazione in situ ed ex situ del patrimonio forestale; ruolo delle foreste nel ciclo di carbonio), economici (Indagini di mercato sui prodotti forestali legnosi e non legnosi, turistico ricreativi), innovazione tecnologica (Miglioramento macchinari per esbosco ed uso del legname, sviluppo arboricoltura da legno, incentivo del riciclo e riutilizzo).

Regioni debbono verificare “stato e caratteristiche delle risorse forestali con particolare riferimento alla biodiversità” e sulla base di ciò procedere alla redazione di Piani forestali “per ambiti territoriali specifici” (v. Aree naturali protette o siti Natura 2000), finalizzati a:

1)       mantenere e sviluppare le risorse forestali ed il loro contributo al ciclo del carbonio, tramite pratiche di gestione forestale volte a:

  1. a)mantenere e migliorare il valore economico, ecologico, culturale e sociale delle risorse forestali (v. acqua, suolo, flora e fauna)
  2. b)tutelare quantità e qualità delle risorse forestali nel medio e lungo periodo, adottando tecniche che minimizzano danni diretti ed indiretti alle stesse
  3. c)mitigare ed adattare le foreste ai cambiamenti climatici, mediante impiego di pratiche volte a massimizzarne la capacità di assorbimento del carbonio e realizzazione di opere di imboschimento e rimboschimento

2)       mantenere salute e vitalità dell’ecosistema forestale, tramite:

a)monitoraggio periodico delle foreste, in relazione a fattori di perturbazione biotici (insetti e patogeni) e abiotici (incendi e fenomeni climatici)

b)prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi (lotta AIB), da attuarsi mediante operazioni selvicolturali di pulizia del sottobosco e cure colturali del soprassuolo (potatura, diradamento)

c)riduzione al minimo dei rischi di degrado degli ecosistemi forestali

d)pratiche forestali rispettose dei processi naturali, favorendo biodiversità ed evitando di impiegare pratiche selvicolturali in grado di influire negativamente sulle risorse idriche e sugli ecosistemi fluviali

e)utilizzo nelle azioni di imboschimento e rimboschimento di specie autoctone o di provenienza locale, “adatte alla stazione fitoclimatica e comunque non invasive”

f)riduzione al minimo dell’impiego di prodotti chimici, “prendendo in considerazione misure alternative selvicolturali e biologiche”

g)incentivazione di misure atte a ridurre l’inquinamento atmosferico

h)adozione di azioni atte a: ridurre danni diretti ed indiretti da “agenti inquinanti”; recuperare “funzionalità dell’ecosistema forestale”

3)       mantenere e promuovere le funzioni produttive delle foreste, tramite:

a)miglioramento ed accrescimento del patrimonio boschivo e delle diverse attività economiche dei beni e servizi da questo fornite nel medio-lungo periodo

b)utilizzo dei prodotti forestali legnosi e non legnosi ad un livello tale da assicurare un rinnovo ciclico dei prodotti prelevati

c)realizzazione e mantenimento di infrastrutture (strade, piste da esbosco, ponti), in modo da: assicurare un efficiente utilizzo dei prodotti e servizi del bosco; minimizzare impatti negativi su ambiente

d)potenziamento del settore della trasformazione, commercializzazione ed utilizzo della materia prima legno

e)incentivazione delle opere di rimboschimento per la produzione legnosa

f)promozione (in primo luogo nei contesti rurali ed aree montane) della produzione di legno “quale fonte di energia rinnovabile”, con relativa  creazione di filiere collegate allo sfruttamento energetico delle biomasse forestali

g)promozione della certificazione forestale e rintracciabilità del legno utilizzato, anche a fini di azione di contrasto al fenomeno dell’importazione di legname tagliato illegalmente

h)maggiore attenzione al processo di conversione delle aree agricole abbandonate in aree boschive, se questo aumenta il valore economico, ecologico, sociale dell’area

i)creazione di Albi delle imprese qualificate operanti nel settore forestale

4)       mantenere, conservare e sviluppare la biodiversità negli ecosistemi forestali, tramite:

a)conservazione e miglioramento di questa a livello di ecosistema, specie, varietà

b)inclusione, nella pianificazione forestale, dei “biotopi ecologicamente importanti, ecosistemi forestali protetti e rari, aree ripariali e biotopi umidi, aree con specie endemiche, habitat di specie minacciate, risorse genetiche protette od in via di estinzione”

c)divieto di introduzione “specie aliene potenzialmente invasive” ed adozione di azioni di mitigazione dell’impatto per quelle già introdotte

d)promozione di forme di conservazione ex situ del patrimonio genetico forestale necessarie per integrare la conservazione in situ

e)mantenimento e valorizzazione di sistemi di gestione forestali tradizionali

f)realizzazione delle infrastrutture in modo da minimizzare i danni agli ecosistemi forestali (specie quelli rari, sensibili, rappresentativi delle riserve genetiche)

g)rinnovamento, crescita e mantenimento delle risorse e varietà forestali dalla pressione delle popolazioni animali (comprese quelle al pascolo)

h)mantenimento ed incremento della biodiversità minacciata da pratiche di gestione forestale invasive, specie “nelle aree ad elevata antropizzazione ed utilizzazione agraria”

i)prevenzione della perdita di biodiversità a causa di eccessiva frammentazione del territorio e cambiamento dell’uso del suolo

j)istituzione di nuove aree protette e loro corretta gestione

5)       mantenere e sviluppare le funzioni protettive nella gestione forestale, tramite:

a)mantenimento e potenziamento della funzione forestale al fine della protezione di: suolo da erosione e da altri fenomeni idrogeologici avversi (v. Frane, alluvioni, valanghe); centri abitati ed infrastrutture

b)censimento e redazione piani di gestione per “aree forestali che rivestono specifiche  e riconosciute funzioni protettive”

c)particolare attenzione prestata alle operazioni selvicolturali su suoli sensibili ed aree soggette a possibile erosione, nonché su aree con funzione di protezione e regimazione delle acque, dove occorre evitare uso di tecniche inappropriate e di macchinari non idonei, anche per evitare effetti negativi su qualità e quantità delle risorse idriche

d)realizzazione di infrastrutture (v. piste, vie di esbosco) in modo da minimizzare impatto sui suoli (in particolare quelli soggetti a “fenomeni di erosione, degradazione, compattazione, nonché impermeabilizzazione, preservando funzionalità idraulica e livello naturale dei corsi di acqua”)

6)       mantenere e sviluppare altre funzioni del bosco, così da migliorare le condizioni socio economiche locali, tramite:

a)gestione sostenibile degli ecosistemi forestali anche dal punto di vista economico

b)accorpamento della gestione e, dove possibile, della proprietà forestale (attualmente molto frazionata)

c)formazione ed addestramento degli operatori forestali sui temi della sicurezza, guida, polizia provinciale, guardie venatorie

d)tutela e valorizzazione delle funzioni non produttive delle foreste (quali socio-economiche, culturali, ricreative, paesaggistiche), anche ai fini di nuove opportunità di occupazione e di sviluppo economico

e)esecuzione periodica di interventi di tutela e manutenzione del territorio

f)promozione dell’educazione ambientale a tutti i livelli scolastici

g)concessione di eventuali agevolazioni fiscali per promuovere gestione forestale sostenibile.

Posted in: