INFRAZIONI FONDI STRUTTURALI UE

INFRAZIONI FONDI STRUTTURALI UE (Reg. 1970/15, 1971/15, 1974/15, 1975/15; Legge 898/86; D.Lgs. 305/02, 69/03, 99/04; D.M. 21/7/06; L.R. 2/04, 21/05)  (cee58)

Soggetti interessati:

Stati membri, Ministero Economie e Finanze (MEF), Autorità di gestione, Organismi  pagatori, chiunque chiede aiuti nell’ambito di: Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA); Fondo Europeo Agricolo per Sviluppo Rurale (FEASR); Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR); Fondo Sociale Europeo (FSE); Fondo di Coesione (FdC); Fondo Europeo per Affari Marittimi e Pesca (FEAMP).

Iter procedurale:

Stati membri segnalano per via elettronica a Commissione le irregolarità, “che a livello nazionale determina avvio di un procedimento amministrativo, o giudiziario volto a determinare esistenza di un comportamento intenzionale” in particolare frode):

  1. superiori a 10.000 € di contributi da fondi
  2. oggetto di primo verbale amministrativo o giudiziario, cioè di prima valutazione scritta redatta da Autorità amministrativa/giudiziaria competente che, in base a fatti specifici, accertato irregolarità, fermo restando possibilità di rivedere o revocare tale accertamento alla luce di sviluppi successivi

Stati membri inseriscono in relazione iniziale  da inviare a Commissione entro 2 mesi da fine trimestre seguenti informazioni:

  1. Fondo, regime di sostegno, misura o operazione interessati (eventuale codice di identificazione), Organizzazioni comuni di mercato interessate, settori e prodotti in questione, linea di bilancio
  2. identità di persone fisiche e/o giuridiche coinvolte, o altri soggetti partecipanti ad irregolarità e loro ruolo, salvo casi in cui tale indicazione irrilevante ai fini di lotta contro irregolarità
  3. Regione o area in cui operazione irregolare realizzata
  4. disposizioni che sono state violate
  5. data e fonte di prima informazione che ha fatto sospettare irregolarità
  6. pratiche seguite per commettere irregolarità, con eventuale sospetto di frode
  7. modo in cui irregolarità è stata scoperta
  8. Stati membri e Paesi terzi eventualmente interessati
  9. periodo o data in cui commessa irregolarità
  10. data del primo verbale amministrativo o giudiziario relativo ad irregolarità
  11. importo totale delle spese in termini di contributo UE, nazionale e privato
  12. importo interessato da irregolarità in termini di contributo UE e nazionale
  13. in caso di sospetto di frode e, qualora contributo pubblico non versato a beneficiario, importo che sarebbe stato pagato indebitamente se irregolarità non fosse stata scoperta (espresso in termini di contributo UE e nazionale)
  14. natura di spesa irregolare
  15. eventuale sospensione di pagamenti e possibilità di recupero di quelli effettuati.

In deroga Stato membro non segnala a Commissione:

  1. casi in cui irregolarità consiste solo in mancata esecuzione, totale o parziale, di operazione rientrante nel programma cofinanziato, o nei pagamenti a titolo di regime di sostegno diretto in seguito a fallimento di beneficiario
  2. casi segnalati dal beneficiario ad Autorità di gestione, Organismo pagatore o altra Autorità competente prima del rilevamento (prima o dopo versamento del contributo pubblico) da parte di questa dell’irregolarità
  3. casi rilevati e corretti da Autorità di gestione, o Organismo pagatore, o altre Autorità competenti prima di inclusione di tali spese nella dichiarazione di spesa inviata a Commissione.

Se irregolarità relative a programmi operativi di “cooperazione territoriale europea”, segnalazione attuata  da parte di Stato membro in cui spesa sostenuta da beneficiario, che è tenuto ad informare Autorità di gestione, Autorità di certificazione del programma, Autorità di audit.

Se disposizioni nazionali prevedono segreto istruttorio, prima di comunicare le suddette informazioni occorre acquisire autorizzazione di Autorità giudiziaria/Tribunale.

Se alcune informazioni  di cui sopra non sono disponibili o da rettificare (vedi pratiche usate per commettere irregolarità), Stato membro fornisce i dati mancanti o rettificati al momento di invio a Commissione della relazione sui provvedimenti adottati dopo la segnalazione di irregolarità (relazione inviata nel più breve tempo possibile).

Stato membro tiene costantemente informata Commissione in merito ad avvio, conclusione, rinuncia o esito del procedimento, con eventuale applicazione delle misure correttive o sanzioni amministrative, specificando se :

  1. sanzioni di carattere amministrativo o penale
  2. sanzioni riguardano violazioni di diritto UE, o nazionale, nonché dettagli della sanzione
  3. accertata frode

Commissione può chiedere a Stato membro informazioni su specifica irregolarità o gruppo di irregolarità ed utilizzare tali informazione per eseguire analisi di rischio, al fine di mettere a punto “sistemi atti ad individuare più efficacemente i rischi”. Informazioni fornite  sono coperte da segreto di ufficio e beneficiano di stessa protezione della privacy concessa da Stato fornitore (in particolare non rilevate a persone diverse da quelle istituzionali incaricate, per le loro funzioni, di conoscerle salvo consenso esplicito di  Stato membro ad utilizzarle anche per fini diversi dalla tutela degli interessi finanziarie UE).

Autorità competente di Stato membro presenta domanda di assistenza ad altro Stato membro per recupero dei crediti UE, specificando: nome, indirizzo, qualsiasi altro dato utile ai fini della identificazione delle persone oggetto di indagine; natura ed importo del credito, indicando “somma dovuta a titolo di capitale, interessi, eventuali penali, ammende e spese”; eventuali generalità ed indirizzo del terzo debitore che detiene beni patrimoniali; dati relativi ad identificazione di Autorità richiedente; titolo esecutivo in base al quale si chiede il recupero; indicazione periodo durante cui possibile procedere al recupero; dichiarazione che credito non contestato nello Stato richiedente o non “espressa volontà in presenza di contestazione di recuperare il credito”; ogni altra informazione utile.

Nessuna assistenza dovuta se tra richiesta e “periodo intercorrente formazione del titolo esecutivo passati più di 5 anni” (In caso di contestazione, 5 anni decorrono da quando Stato membro stabilisce che “gli stessi non possono essere più oggetto di contestazione”).

MEF, avvalendosi di Agenzia delle Dogane ed Agenzia delle Entrate:

1)           fornisce “tutte le informazioni utili al recupero dei crediti”, salvo quelle che “possono rilevare un segreto commerciale, industriale o professionale, o la loro divulgazione può pregiudicare la sicurezza o l’ordine pubblico, o non possono essere usate per il recupero di crediti analoghi sorti nel territorio nazionale”. MEF comunica ad Autorità richiedente “motivi che si oppongono al soddisfacimento delle domande di informazione”;

2)           su richiesta di Autorità competente provvede a notificare a “destinatario tutti gli atti e le decisioni, compresi quelli giudiziari concernenti un credito o suo recupero” e ad informarlo “circa il seguito dato alla domanda di notifica”;

3)           procede al recupero del credito. Domanda di recupero credito corredata da “titolo esecutivo emesso nell’altro Stato membro e dagli altri documenti ritenuti necessari ai fini del recupero del credito” tradotti in italiano. Autorità competente può concedere dilazioni o rateazioni per pagamento del debito (con interessi per ritardato pagamento applicati a partire da “data in cui è pervenuto titolo esecutivo”). Ministero trattiene “ogni spesa connessa con procedure di recupero”. Se spesa da recuperare è molto elevata ed “operazione rientra nell’ambito della lotta contro le organizzazioni criminali”, applicate modalità particolari di recupero, comprese misure cautelari;

4)           accoglie eventuali contestazioni avanzate da interessato circa credito o titolo esecutivo, sospendendo procedura esecutiva fino ad esame del ricorso. Se ricorso accolto, ma procedura di recupero già eseguita, Ministero restituisce importo. Se invece ricorso respinto, Ministero riprende procedura esecutiva. Stato membro richiedente è responsabile delle spese e delle perdite conseguenti ad azioni riconosciute infondate;

5)           comunica documenti ed informazioni ricevute da Autorità richiedente solo a: persone interessate; Organi incaricati di effettuare il recupero; Autorità giudiziaria;

6)           comunica a Commissione Europea ogni anno: numero domande di informazione, notifica, recupero inviate e ricevute; importo dei crediti da ottenere e di quelli recuperati.

Crediti UE richiesti da altro Stato membro non godono del diritto di prelazione. Loro prescrizione avviene con disposizioni vigenti nello Stato in cui sono sorti.

Regione Marche, con L.R. 21/05, esercita funzioni di applicazione delle sanzioni amministrative in materia di Fondi strutturali UE acquisendo i proventi delle sanzioni applicate

Entità aiuto:

Il D.Lgs. 99/04 stabilisce che in caso di crediti vantati da imprenditore agricolo nei confronti di Amministrazione pubblica, questo può rivolgersi a Camera nazionale arbitrale in agricoltura, istituita presso AGEA, che definisce entro 180 giorni “la posizione del soggetto istante”. Istituti di Credito tengono conto della certificazione camerale ai fini “della valutazione complessiva delle garanzie dell’imprenditore agricolo”.

La Regione Marche, con L.R. 2/04 art. 42, ha concesso a soggetti “in condizioni economiche disagiate, documentabili con invio dell’ultima denuncia dei redditi” di chiedere rateizzazione dei crediti regionali di qualsiasi natura fino ad un massimo di 30 rate mensili (Deroghe per maggiori rateizzazioni ammesse da Regione “in presenza di particolari, documentate condizioni economiche del creditore”), a cui applicati “interessi legali calcolati a scalare”, con possibilità di estinguere debito in qualunque momento, mediante unico pagamento. Se soggetto non versa anche 1 sola rata, Regione può chiedere versamento “del residuo ammontare in unica soluzione”.

Con DM 21/07/06, MEF escluso dal recupero del credito, gli aiuti rientranti nell’ambito del regime “de minimis” (aiuti percepiti nei 2 anni precedenti ib corso non oltre 200.000 €).

Somme recuperate versate nel bilancio dello Stato se di competenza nazionale o rimborsate a Commissione se di competenza CE

Sanzioni:

Chiunque mediante esposizione di notizie false, consegue indebitamente, per se o per altri, aiuti, premi, indennità, contributi, o altre erogazioni a carico totale o parziale del Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) e del Fondo Europeo Agricolo per Sviluppo Rurale (FEASR), nonché di fondi nazionali concessi sulla base di normativa comunitaria: arresto da 6 mesi a 3 anni. Indipendentemente da sanzione penale:

–          nel caso di FEAGA: restituzione indebito da attuarsi entro 90 giorni da ricevimento ingiunzione + sospensione di qualunque versamento di aiuto, premio, indennità fino a quando non versato importo dovuto + se somma percepita superiore a 150 € pagamento sanzione pari ad importo indebitamente percepito

–          nel caso di FEASR: restituzione indebito da attuarsi entro 90 giorni da ricevimento ingiunzione + sospensione di qualunque versamento di aiuto, premio, indennità fino a quando non versato importo dovuto + se somma percepita superiore a 150 € pagamento sanzione pari a 150 – 150.000 € in relazione ad indebito percepito (30% per indebito inferiore a 10% del percepito; 50% per parte eccedente 10% fino a 30% del percepito; 70% per parte eccedente 30% fino a 50% del percepito; 100% per parte eccedente 50% del percepito)

Se domanda inoltrata tramite Associazione produttori ingiunzione al pagamento inviata anche ad Organizzazione che è tenuta “in solido con produttore al versamento delle somme dovute”. Chiunque commette stessa infrazione in tempi diversi: sanzione triplicata. Nessun rimborso richiesto per importi inferiori a 100 €

Nei confronti di operatori che “singolarmente o insieme ad altre irregolarità commesse nell’arco di un anno dalla 1° irregolarità” provocano alla UE un danno di oltre 100.000 € si applicano le seguenti sanzioni:

a) intensificazione controlli nei confronti dell’operatore inadempiente su tutte le domande aiuto UE

b) sospensione pagamento degli importi dovuti. Stato membro valuta ogni singolo caso e determina le materie ed i settori dei prodotti interessati alla eventuale sospensione, tenendo conto dello stato di avanzamento dell’indagine, entità delle risorse implicate nella irregolarità accertata o presunta, gravità irregolarità commessa. Stato membro può consentire ugualmente pagamento beneficio, purché costituita cauzione pari a 115% importo dovuto. Cauzione incamerata qualora irregolarità definitivamente accertata, altrimenti subito svincolata

c) esclusione operatore da benefici comunitari per un periodo da 6 mesi a 5 anni, compresa esclusione da bando di gara emanato da UE. Sanzione da applicare entro 4 anni da data individuazione irregolarità

Chiunque durante controlli “rifiuta di esibire o dichiara di non possedere o comunque sottrae alla ispezione e verifica la documentazione”: sanzione pari ad importo elargito.

In caso di controlli incrociati, se terzi si rifiutano di fornire documentazione prescritta: sanzione fino a 10.500 €.