FONDO SICUREZZA INTERNA UE

FONDO SICUREZZA INTERNA UE (Reg. 513/14, 514/14, 1973/15, 1977/15)  (cee01)

Soggetti interessati:

Stati membri, Autorità giudiziarie e di polizia

Iter procedurale:

Commissione Europea, con Reg. 513/14, istituito Fondo sicurezza interna per finanziare cooperazione di polizia, prevenzione e lotta a criminalità, gestione delle crisi per periodo 1/1/2014 – 31/12/2020, il cui obiettivo generale è quello di garantire elevato livello di sicurezza in UE e seguenti obiettivi specifici:

a) prevenire criminalità, combattere reati gravi transfrontalieri e criminalità organizzata, compreso terrorismo, potenziare coordinamento e cooperazione tra Autorità di contrasto ed Autorità nazionali o altri Organismi UE (Europol) e con Paesi Terzi interessati ed Organizzazioni internazionali;

b) aumentare capacità di Stati membri di gestire rischi per sicurezza e le crisi, prepararsi e proteggere popolazione ed infrastrutture critiche da attentati terroristici e altri incidenti di sicurezza;

A livello operativo perseguiti seguenti obiettivi volti a promuovere e sviluppare:

a) misure per rafforzare capacità di Stati membri di prevenire criminalità e contrastare reati gravi, transfrontalieri e criminalità organizzata, compreso terrorismo. In particolare tramite partenariati pubblico privati, scambio diinformazioni, accesso a dati, tecnologie interoperabili, statistiche comparabili, comunicazione pubblica, azioni di sensibilizzazione;

b) coordinamento amministrativo ed operativo, cooperazione, comprensione reciproca e scambio di informazioni tra Autorità di Stati membri, altre Autorità nazionali, europee, altri Organismi UE, Paesi Terzi, Organizzazioni internazionali;

c) attività di formazione, riguardanti competenze tecniche e professionali, conoscenza obblighnbi in materia di rispetto dei diritti umani e libertà; programmi di scambio per finalità di contrasto in modo da affermare cultura europea in materia di giudiziaria e di polizia;

d) promuovere e sviluppare misure, garanzie, meccanismi e migliori prassi per tempestiva identificazione, protezione e sostegno di testimoni e vittime di reato (compreso terrorismo);

e) misure finalizzate a rafforzare capacità amministrativa ed operativa di Stati membri di proteggere infrastrutture critiche in goni settore di attività economica, anche tramite partenariato pubblico privato e migliore coordinamento, collaborazione, scambio e diffusione di esperienze ad interno UE e con Paesi Terzi;

f) creazione di connessione tra settori a livello UE e nazionale nel campo di allarme rapido e cooperazione in caso di crisi, compresi centri di situazione crisi per elaborare in tempi rapidi quadro completo ed accurato, coordinando interventi e condividendo informazioni pubbliche e riservate;

g) misure per rafforzare capacità amministrativa ed operativa di Stati membri e UE di elaborare valutazioni esaustive di rischi e minacce, al fine di consentire a UE di sviluppare approcci integrati in base a valutazioni comuni e condivise di situazioni di crisi, rafforzando comprensione reciproca delle diverse definizioni dei livelli di minaccia adottate da Stati membri e Paesi partner;

h) assistenza tecnica su iniziative di Stati membri e Commissione

Nel realizzare seguenti azioni, particolare attenzione a favore di bambini e minori non accompagnati:

a) miglioramento cooperazione di polizia e coordinamento tra attività di contrasto (in particolare eurogol, Europost, Squadre investigative), forme di cooperazione transfrontaliera, accesso e scambio di informazioni e tecnologia interoperabili;

b) lavoro di rete, partenariato pubblico privato, fiducia, comprensione, apprendimento reciproco, individuazione, scambio, diffusione di know how, esperienze, migliori prassi, condivisione di informazioni, sviluppo analisi condivise di situazione attuale e futura, pianificazione di emergenze;

c) attività di analisi, monitoraggio, valutazione, compresi studi e valutazione dei rischi e e misure, valutazione di impatto in base a riscontri coerenti con priorità UE;

d) attività di sensibilizzazione, divulgazione, comunicazione;

e) acquisizione, manutenzione di sistemi informatici UE e nazionali e loro successivo potenziamento, compresa verifica compatibilità dei sistemi, dispositivi, infrastrutture di sicurezza (in particolare sistemi di informazione e comunicazione) ai fini di lotta a criminalità informatica;

f) scambio, formazione, addestramento di personale ed esperti di Autorità competenti, compresa formazione linguistica, esercitazioni, programmi congiunti;

g) utilizzo, trasferimento, verifica, convalida di nuove tecnologie, compresi progetti pilota o di ricerca nel settore di sicurezza finanziaria da UE;

Azioni in Paesi Terzi coordinate da Commissione e Stati membri riguardano:

a) migliorare cooperazione di polizia e coordinamento tra Autorità, comprese squadre investigative comuni e qualsiasi altra forma di operazione transfrontaliera congiunta, scambio ed accesso ad informazioni e tecnologie interoperabili;

b) lavoro di rete, fiducia, comprensione, approfondimento reciproco, individuazione scambio, diffusione di know how, esperienze e migliori prassi, condivisione di informazioni, sviluppo di condivisa capacità di analisi di situazione attuale e futura, pianificazione di emergenze;

c) scambio, formazione, addestramento di personale ed esperti di Autorità competente.

Programmi nazionali da sottoporre ad esame ed approvazione di Commissione perseguono con priorità misure intese a:

–          prevenire tutti i tipi di reati e contrastare reati gravi, transfrontalieri e criminalità organizzata, combattere traffico illecito di sostanze stupefacenti, tratta di esseri umani, sfruttamento sessuale dei minori, individuare e smantellare reti criminali, lotta a corruzione, proteggere economia da infiltrazioni criminali e ridurre incentivi mediante sequestro, congelamento, confisca dei proventi di reato;

–          prevenire e combattere criminalità informatica, aumentare livelli di sicurezza per cittadini ed imprese nel ciberspazio, potenziando capacità di Autorità di polizia e giudiziaria, al fine di proteggere cittadini contro attacchi informatici;

–          prevenire e combattare terrorismo, contrastando reclutamento mediante politiche locali di prevenzione, escludendo terroristi da accesso a fondi e materiali, tracciando le loro operazioni, protezione di passeggeri e merci, migliorando sicurezza di esplosivi, materiali chimici, biologici, radiologici, nucleari;

–          aumentare capacità amministrativa ed operativa di Stati membri, proteggendo infrastrutture critiche, stabilendo forme di cooperazione tra pubblico e privato per coordinare e pianificare le emergenze, nonché scambio e diffusione delle informazioni e buone pratiche tra operatori pubblici e privati;

–          aumentare resilienza di UE di fronte a crisi e calamità, promuovendo politica UE di gestione dei rischi, progetti a sostegno di risposta coordinata ed efficace a crisi, creando collegamento tra esistenti capacità e competenze anche nei settori di salute, protezione civile, terrorismo;

–          conseguire partenariato più stretto tra UE e Paesi terzi per realizzare le priorità di cui sopra.

Commissione può modificare, aggiungere, eliminare priorità strategiche dei programmi nazionali, nonché finanziare azioni trasnazionali o azioni di particolare interesse UE, purché coerenti con priorità individuate. Azioni internea UE riguardanti in particolare:

a) attività preparatorie, monitoraggio, amministrative e tecniche e sviluppo di meccanismo di valutazione necessario per attuare politiche in materiali di cooperazione di polizia, prevenzione e lotta contro criminalità e gestione di crisi;

b) progetti internazionali che coinvolgono 2 o più Stati membri o 1 Stato membro e 1 Paese terzo;

c) attività di analisi, monitoraggio, valutazione di minacce e rischi e di impatto basate su riscontri empirici e coerenti con priorità identificate a livelli UE, nonché progetti intesi a monitorare attuazione diritto di UE ed obiettivi strategici di UE in Stati membri;

d) progetti volti a promuovere lavoro di rete, partenariato pubblico privato, fiducia e comprensione, apprendimenti reciproci, individuazione e diffusione di migliori prassi ed approcci innovativi a livello UE, programmi di scambio ed informazione;

e) progetti a sostegno di sviluppo strumenti metodologici (in particolare statistici, metodi, indicatori comuni);

f) acquisizione, manutenzione e/o successivo potenziamento di attrezzature tecniche, competenze, dispositivi ed infrastrutture di sicurezza, edifici e sistemi di tecnologie di informazione e comunicazione, anche ai fini dicooeprazione UE in sicurezza informatica e lotta contro criminalità informatica;

g) progetti di sensibilizzazione a politiche ed obiettivi di UE presso parti coinvolte e pubblico compresa comunicazione istituzionale su proprietà politiche di UE;

h) progetti innovativi volti a sviluppare nuovi metodi o tecnologie trasferibili verso altri Stati membri (in particolare sperimentazione e convalida risultati progetti di ricerca finanziati da UE nel settore di sicurezza);

i) studi e progetti pilota

Azioni di Commissione anche in Paesi terzi al fine di:

a) migliorare cooperazione di polizia e coordinamento tra Autorità di contrasto, Organizzazioni internazionali (comprese squadre investigative), scambio ed accesso ad informazioni e tecnologie interoperabili;

b) lavoro di rete, fiducia, comprensione, apprendimento reciproco, individuazione, scambio, diffusione di know how, esperienze e migliori prassi, condivisione delle informazioni, sviluppo di condivisa capacità di analisi di situazione attuale e futura, pianificazione di emergenza ed interoperabilità;

c) acquisizione, manutenzione e/o successivo potenziamento di attrezzature tecniche, compresi sistemi tecnologie di informazione e comunicazione;

d) scambio, formazione, addestramento di personale ed esperti di Autorità competenti (compresa formazione linguistica);

e) attività di sensibilizzazione, divulgazione, comunicazione;

f) valutazione dei rischi, minacce, valutazione di impatto;

g) studi e progetti pilota

Strumento fornisce sostegno finanziario per far fronte a necessità urgenti e specifiche in eventuali situazioni di emergenza

Modalità di applicazione del presente regolamento sono state definite con Reg. 514/14 e riportate nella scheda “Fondo migrazione UE”, a cui si rimanda

Con Reg. 1973/15 e 1977/15 definite modalità di segnalazione irregolarità relative a Fondo migrazione UE e Fondo sicurezza UE. Stato membro entro 30 Maggio, 30 Agosto, 30 Novembre, 28 Febbraio deve trasmettere a Commissione relazione in cui segnalate irregolarità riguardanti importi superiori a 10.000 € di contributo UE ed oggetto di 1° verbale amministrativo o giudiziario (cioè prima valutazione scritta redatta da Autorità competente che in base a fattispecie accerta esistenza di irregolarità, fermo restando possibilità di rivedere o revocare tale accertamento alla luce di sviluppi dei procedimenti amministrativi). Nella relazione iniziale Stato membro riporta:

a) nome e codice comune di identificazione di programma nazionale e riferimento al progetto;

b) identità di persone fisiche e/o giuridiche coinvolte ed altri soggetti partecipanti ad esecuzione di irregolarità e loro ruolo, salvo casi in cui tale indicazione irrilevante data natura di irregolarità stessa;

c) Regione od area in cui irregolarità commessa;

d) disposizioni violate;

e) data e fonte di 1° informazione che ha determinato sospetto di irregolarità;

f) pratiche seguite per commettere irregolarità;

g) se pratica sospetto di frode;

h) modo in cui irregolarità scoperta;

i) eventuali altri Stati membri e Paesi Terzi interessati;

j) periodo e data in cui commessa irregolarità;

k) data di 1° verbale amministrativo o giudiziario relativo ad irregolarità;

l) importo totale di spese del progetto espresso in contributo UE, nazionale e privato;

m) importo interessato da irregolarità espresso in contributo UE e nazionale;

n) in caso di sospetta frode e se contributo pubblico non versato a beneficiario, importo che sarebbe stato indebitamente pagato se irregolarità non scoperta espresso in termini di contributo UE e nazionale;

o) natura di spesa irregolare;

p) eventuale sospensione dei pagamenti e possibilità di recupero di somme versate

Stati membri non segnalano a Commissione irregolarità relative a:

1)       casi di mancata esecuzione, in tutto od in parte, di progetto a seguito di fallimento di beneficiario. Irregolarità commesse prima di fallimento, o in caso di sospetta frode sempre segnalate a Commissione;

2)       casi segnalati spontaneamente, prima o dopo versamento contributo pubblico, da beneficiario ad Autorità competente, comunque prima del rilevamento di irregolarità da parte di questa;

3)       casi rilevati e corretti da Autorità competente prima di includere spese in dichiarazione di spesa presentata a Commissione

Se disposizioni nazionali prevedono il segreto istruttorio, comunicazione delle suddette informazioni subordinate ad autorizzazione di Autorità giudiziaria o Tribunale

Se alcune informazioni di cui sopra non disponibili o da rettificare, Stati membri forniscono dati mancanti o rettificati, unitamente a relazioni su provvedimenti presi dopo0 segnalazione di irregolarità.

Stato membro tiene informata Commissione in merito ad avvio, conclusione, rinuncia a provvedimenti per adozione di misure o sanzioni amministrative o penali in relazione ad irregolarità segnalate, nonché esito di tali provvedimenti. Riguardo ad irregolarità sanzionate, Stati membri indicano se:

a) sanzioni sono di carattere amministrativo o penale;

b) sanzioni risultano da violazione del diritto UE o nazionale e dettagli di sanzioni;

c) è stata accertata frode

Su richiesta di Commissione, Stato membro fornisce informazioni relative a specifiche irregolarità, specie se queste possono avere ripercussioni ad esterno del proprio territorio, evidenziando Stati membri interessati

Commissione può usare qualsiasi informazione comunicata per via elettronica da Stati membri per eseguire analisi del rischio ed elaborare relazioni al fine di definire atti volti ad individuare più efficacemente i rischi. Informazioni fornite sono coperte da segreto di ufficio e beneficiano di stessa protezione sulla privacy stabilita da legislazione nazionale, per cui non possono essere rivelate a persone diverse da quelle istituzionali che debbono conoscerle a causa delle loro funzioni, né essere usate per fini diversi da tutela di interessi finanziari UE, salvo che Stato membro non dato esplicito consenso

Commissione esercita potere di delega per periodo di 7 anni a decorrere da 21/5/2014 (prorogabile per altri 3 anni, salvo che Parlamento europeo o Consiglio non si oppongono almeno 3 mesi prima di scadenza), con invioentro 9 mesi da scadenza di relazione su esercizio di delega. Delega revocata in ogni momento da Parlamento europeo o Consiglio, i cui effetti decorrono da giorno successivo a pubblicazione decisione su G.U.CE senza comunque pregiudicare validità di atti delegati in vigore. Non appena adottato atto delegato, Commissione lo notifica a Parlamento e Consiglio, che possono sollevare obiezioni entro 2 mesi (prorogati di 2 mesi su loro richiesta), altrimenti atto di intende approvato

Su proposta di Commissione, Parlamento europeo e Consiglio riesaminano Regolamento entro 30/6/2020

Entità aiuto:

Stanziato 1.004.000.000 € destinate per 662.000.000 € a programmi nazionali e 342.000.000 € ad azioni di UE, assistenza tecnica, assistenza emergenziale

Parlamento europeo e Consiglio definiscono stanziamenti annuali nei limiti di bilancio. Fondi a Stati membri ripartiti in base a: entità di popolazione locale (peso 30%); estensione di territorio nazionale (peso 10%); numero di passeggeri (peso 15%) e numero di tonnellate di merci (peso 10%) sottoposte a controlli nei loro porti ed aeroporti internazionali; misura inversamente proporzionale al prodotto intenro lordo (peso 35%). Dati statistici forniti da Commissione al 30/6/2013. Ad Italia assegnati 56.631.761 €

Ogni Stato membro nell’ambito dei propri programmi nazionali destina:

–          almeno 10% a gestione dei rischi per sicurezza e crisi e proteggere popolazione ed infrastrutture da attentati terroristici;

–          almeno 20% a prevenire la criminalità;

–          non oltre 8% a manutenzione sistemi informatici UE e nazionali;

–          non oltre 8% ad azioni in Paesi terzi;

–          non oltre 5% maggiorato di 200.000 € (comunque non oltre 800.000 €/anno) ad assistenza tecnica

Ammesso scostamento da tali percentuali minime se motivato nel programma nazionale (Minori risorse non pregiudica realizzazione di obiettivo pertinente)

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