FONDO ESERCIZIO ASSOCIAZIONI ORTOFRUTTA

FONDO ESERCIZIO ORGANIZZAZIONI ORTOFRUTTA (Reg. 1308/13, 891/17, 892/17; D.M. 13/8/19)  (ortofr37)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF), Ministero Economia e Finanze (MEF), AGEA, Organismi pagatori (Op), Servizio Regionale Agricoltura (Servizio), Organizzazioni produttori (OP) o Associazioni di Organizzazioni produttori (AOP) ortofrutticole riconosciute (comprese loro filiali controllate per almeno il 90% da queste), nonché singoli produttori ortofrutticoli

Iter procedurale:

Nello statuto di OP/AOP deve sussistere sempre l’obbligo per i soci di versare contributi per la costituzione e gestione di un “Fondo di esercizio” (Fondo) annuale, secondo l’importo fissato con delibera dalla stessa OP/AOP, anche in forma differenziata per prodotto o per gruppo di associati, tenendo conto del loro diverso grado di partecipazione al programma operativo (PO), purché:

–          tutti i produttori possano beneficiare del Fondo e partecipare democraticamente alle decisioni riguardanti il suo utilizzo ed i contributi da versare al Fondo stesso

–          non venga pregiudicata la natura collettiva del PO (cioè coinvolge un numero significativo di operatori)

–          il contributo dovuto dall’operatore sempre calcolato in base al volume ed al valore del prodotto da questo commercializzato

OP gestisce il Fondo attraverso la costituzione di un conto corrente (bancario o postale) dedicato (C/Cd) solo alle operazioni inerenti al PO, in modo da consentire agli Organi di controllo ed ai revisori esterni un’agevole “identificazione, verifica e certificazione annua delle entrate e delle uscite” (compresi casi di compensazione finanziaria). In casi eccezionali, debitamente giustificati, Organismo pagatore può concedere deroghe al C/Cd purché:

–          risulti garantita la tracciabilità delle operazioni finanziarie;

–          relazione del collegio sindacale o del revisore dei conti, o di un professionista iscritto all’Albo dei revisori dei conti attesti la corretta gestione di tale conto;

–          ogni operazione venga registrata (riportare: tipologia di intervento; beneficiario e committente; data e valuta) entro  il 15 Febbraio successivo.

Se le spese relative all’attività ordinaria di OP e quelle relative al PO non sono separabili, è ammesso il trasferimento di queste ultime sul conto corrente ordinario, previa documentazione a supporto.

AOP, che presenta un PO (su delega totale o parziale di OP), gestisce i Fondi di esercizio trasferiti dalle OP aderenti tramite C/Cd a cui applicate le procedure precedenti. Se OP delega intera gestione del Fondo ad AOP, Servizio decide in merito all’obbligo di tenere il C/Cd, fermo restando la tracciabilità dei flussi finanziari di OP da e verso i propri soci e la AOP

OP/AOP comunica entro il 15 Febbraio al Servizio e ad Op, tramite SIAN, l’importo indicativo del contributo che UE, soci e stessa OP/AOP dovrebbero versare al Fondo per anno successivo, calcolato in base a valore della produzione commercializzata (VPC) riferita a: soci produttori in regola con la tenuta del fascicolo aziendale vigenti al momento di invio del PO o di sua modifica (in tal caso considerare i soci vigenti al 1 Gennaio successivo); periodo 1 Gennaio – 31 Dicembre di anno considerato. VPC di OP è considerata in base ai dati di bilancio ed alle fatture di vendita (compresi, in caso di vendita al dettaglio, gli scontrini fiscali) emesse da OP, sue filiali e soci (compresi quelli di altre OP) limitatamente ai prodotti ortofrutticoli oggetto di riconoscimento (VPC di AOP è considerata in base alla produzione commercializzata da AOP e da OP socie limitatamente ai prodotti ortofrutticoli oggetto di riconoscimento). In modo più specifico rientra nel VPC il valore di:

a)vendite dei prodotti freschi, direttamente fatturate da OP/AOP, o da loro filiali, o da soci delegati all’emissione di fatture (Se i soci aderiscono ad OP dopo l’invio della domanda sono considerati, ai fini del calcolo di VPC, solo a partire dall’annualità successiva);

b)vendite dei prodotti freschi fatturate da soci su delega di OP;

c)vendite dei prodotti da parte di soci di altre OP/AOP;

d)vendite dei prodotti trasformati da OP/AOP, o da loro filiali o da soci, direttamente o tramite terzi, fino ad un massimo di VPC pari a: 53% per succhi di frutta; 73% per succhi concentrati; 77% per concentrato di pomodoro; 62% per ortofrutticoli congelati; 48% per conserve di frutta e verdura; 70% per funghi in scatola del genere Agaricus; 80% per frutta temporaneamente conservata in salamoia; 80% per frutta essiccata; 27/% per ortofrutticoli trasformati; 12% per erbe aromatiche trasformate; 41% per paprika in polvere;

e)vendite effettuate da AOP relativamente alla quota di prodotto conferita da OP;

f)sottoprodotti;

g)indennizzi percepiti dalle compagnie assicurative per contratti stipulati da OP o soci produttori a copertura delle perdite del raccolto nell’ambito delle misure di prevenzione e gestione delle crisi;

h)prodotti inviati alla distribuzione gratuita;

i)imballaggi utilizzati per il confezionamento dei suddetti prodotti (se fatturati in modo distinto);

j)vendite di prodotti da parte di nuovi soci acquisiti da altre OP da tenere in considerazione per calcolo di VPC da annualità successiva a quella di adesione e solo se hanno ottenuto il recesso da OP di provenienza. Entità di VPC è dato dal valore del prodotto calcolato al prezzo di liquidazione (valore da sottrarre al VPC di OP di provenienza, che è tenuta a rilasciare al socio specifica attestazione “per gli anni utili”)

Da VPC di OP/AOP occorre invece detrarre:

a)valore delle vendite dei prodotti da parte di soci a cui concesso recesso da OP/AOP. In caso di nuovi soci non provenienti da altra OP, il valore del prodotto acquistato da terzi è pari al prezzo medio di vendita realizzato dal socio;

b)valore dei prodotti ortofrutticoli eventualmente acquistati da terzi e compresi nei punti precedenti;

c)valore dei prodotti ortofrutticoli provenienti da: aziende ubicate in altri Stati; soci aderenti ad OP/AOP non transnazionali;

d)spese per: trasporti interni eccedenti i 300 km. (da intendere come distanza tra i punti di raccolta/imballaggio centralizzati di OP, con esclusione delle aziende di singoli produttori soci ed il punto da cui OP effettua la distribuzione del prodotto e la sua immissione sul mercato); trasporti esterni;

e)sconti/abbuoni, ristorni connessi a rettifiche degli importi delle singole fatture di vendita;

f)spese sostenute nella fase successiva all’uscita del prodotto da OP/AOP (v. spese doganali od assicurative);

g)IVA

Per OP/AOP di recente costituzione che non dispongono di tali dati, considerare il VPC dichiarato ai fini del riconoscimento.

VPC relativo al prodotto acquistato da terzi, o conferito da soci di OP/AOP non transnazionale (e proveniente da aziende situate in altri Stati) è calcolato applicando il prezzo medio di vendita del prodotto da parte di OP nel periodo di riferimento (dato dal rapporto tra il valore delle vendite, con esclusione del prodotto ritirato dal mercato, ed il quantitativo venduto). Nota integrativa di bilancio deve evidenziare attività principale riferita ai prodotti oggetto di riconoscimento ed acquisti da terzi

Cooperative socie comunicano ad OP/AOP tutte le informazioni e la documentazione necessaria per il calcolo di VPC.

VPC proveniente da OP/AOP che controllano filiale deve essere superiore a VPC proveniente da soggetti diversi da OP/AOP. VPC è determinato “all’uscita dalla filiale” se OP fornisce a questa prodotto dei soci per la vendita o regolamento interno di OP consente ai soci di trasferire il prodotto direttamente alla filiale (se al controllo della filiale concorrono soci produttori occorre il consenso del Servizio). Se capitale di filiale detenuto da 2 o più OP/AOP VPC è ripartito tra queste in proporzione alla quota di prodotto conferito da ognuna

Se il prodotto perde valore (pari almeno al 35%) per motivi non imputabili alla responsabilità di OP/AOP e che esulano dal suo controllo (v. verificarsi di calamità naturali accertate dagli Organi competenti, o riduzione eccezionale dei prezzi), VPC da considerare è pari al 65% di VPC del precedente periodo

Servizio può chiedere (schema pubblicato su G.U. 243/19) a OP/AOP di fornire certificazione di VPC, eventualmente inserita nella nota integrativa al bilancio o presentata insieme alla domanda di aiuto a saldo.

VPC dichiarato è verificato da: Servizio al momento dell’istruttoria di approvazione del PO; Op al momento della liquidazione dell’aiuto

Servizio entro il 15 Dicembre informa OP/AOP circa l’entità dell’aiuto finanziario concedibile e le modalità della sua erogazione, tenendo conto delle spese previste per le azioni riportate nel PO

Entro il 31 Gennaio OP/AOP comunica al Servizio l’importo attualizzato del Fondo, in base al calcolo definitivo di VPC dell’anno precedente.

Regioni dove il livello dell’aggregazione è inferiore al 20% della produzione ortofrutticola regionale possono chiedere al MIPAAF di avviare, nei confronti della Commissione UE, la procedura di autorizzazione per la concessione di AFN (Aiuto Finanziario Nazionale), da aggiungere al Fondo di OP/AOP, evidenziando i dati relativi alla limitata aggregazione territoriale e l’importo richiesto. MIPAAF entro il 20 Novembre precedente definisce livello di aggregazione presente nella Regione.

Aiuto concesso ad OP richiedenti in relazione alla produzione ottenuta da questa nella Regione, purché VPC medio ottenuto in tale Regione per i 3 esercizi precedenti risulti aumentato di almeno il 3% rispetto ai 3 anni precedenti l’anno di invio della domanda. AOP che attuano un PO totale chiedono AFN per OP aderenti

Entità aiuto:

OP/AOP ortofrutticole costituiscono un C/Cd per la gestione del Fondo, destinato al finanziamento esclusivo del PO, alimentato entro il 15 Febbraio da:

a)contributi finanziari della stessa OP/AOP (per il 50%), costituiti da: fondi propri di OP/AOP; quote dei soci produttori versate, anche sotto forma di compensazione (se autorizzata da OP/AOP) con somme dovute loro dalla stessa OP/AOP per prodotti conferiti o rimborsi spese;

b)aiuti UE (versati sotto forma di anticipi ed acconti) fino al 50% delle spese sostenute per realizzare il PO, comunque mai superiore al 4,1% di VPC calcolato sull’entità del Fondo. Contributo UE può essere elevato:

  • di 0,5% per azioni di prevenzione e gestione della crisi, fino a non oltre 1/3 del Fondo (0,6% se tali azioni sono attuate da AOP a cui viene delegato realizzazione di PO da parte di OP aderenti);
  • al 60% (comunque mai superiore al 4,6% di VPC), su richiesta di OP alla Regione, se è soddisfatta almeno 1 delle seguenti condizioni:

1)       PO è presentato da OP operanti in più Stati membri che partecipano ad azioni transnazionali;

2)       PO è presentato da 1 o più OP che partecipano ad azioni svolte nell’ambito di un programma di filiera interprofessionale;

3)       PO investe solo la produzione biologica e tale metodo viene riportato sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari;

4)       PO è presentato da una OP nata dalla fusione con un’altra OP riconosciuta;

5)       PO è presentato da una OP ricadente in uno Stato membro/Regione dove il livello di aggregazione della produzione ortofrutticola è inferiore al 20%;

6)       PO riguarda solo azioni intese a promuovere il consumo di ortofrutticoli presso bambini delle scuole.

  • al 100% per:

1)        quantitativo di prodotto ritirato dal mercato, comunque mai superiore al 5% di VPC medio conseguito da OP nei 3 anni precedenti (in mancanza di tale dato, fare riferimento a VPC usato per il riconoscimento della OP);

2)       azioni connesse all’orientamento (coaching) di altre OP/AOP o gruppi riconosciuti o singoli produttori

Spese esternalizzate eccedenti il 40% non beneficiano di aiuti UE

c)eventuale Aiuto Finanziario Nazionale (AFN) concesso in quelle Regioni dove la produzione aggregata inferiore al 20% di quella totale regionale (calcolata da MIPAAF in base ai dati forniti entro 30 Novembre dalla Regione, tenendo conto del rapporto tra VPC prodotto nella Regione negli ultimi 3 anni e commercializzato da OP/AOP/Gruppi di produttori e valore della produzione ortofrutticola regionale), purché:

  • su “specifica richiesta di OP inviata alla Regione entro termine da questa fissato, indicando dati utili per verificare se il VPC medio ottenuto nella suddetta Regione si è incrementato del 3% rispetto al VPC medio dei 3 esercizi precedenti
  • mai in sostituzione dei contributi di competenza di OP e/o dei soci
  • interventi con AFN (quali: acquisizione di capitale fisso; formazione; misure di crisi; misure ambientali da attuarsi nella suddetta Regione) distinti dal costo del PO e volti ad incrementare la concentrazione dell’offerta e della base sociale in tale Regione
  • specificati indicatori per favorire il monitoraggio di quanto attuato con AFN
  • Regione entro 20 Gennaio comunica elenco di OP che hanno fatto richiesta di accesso ad AFN (Modello pubblicato su G.U. 243/19) a MIPAAF, affinché comunichi a sua volta alla Commissione UE elenco delle Regioni rientranti in tale situazione ed importo di AFN loro concedibile

AFN interviene in entità mai superiore a: 80% della quota versata dai soci o da OP/AOP al Fondo; importo notificato alla Commissione UE. Ritiro dei prodotti dal mercato a fini di beneficenza ed attività di coaching non concorrono al calcolo di AFN, in quanto finanziati al 100% dalla UE. AGEA eroga AFN (compresi eventuali anticipi) a seguito di messa a disposizione delle risorse da parte di MEF;

d)anticipi versati da OP/AOP o dai soci produttori, in attesa del saldo UE o di eventuale AFN, per “evitare il ricorso allo scoperto oneroso”. In caso di intervento di AFN, Fondo è incrementato con un importo pari alla spesa corrispondente a AFN;

e)versamenti riconducibili al pagamento di IVA o di altri oneri obbligatori, riportati nelle fatture pagate da OP/AOP per forniture e/o servizi con prelievo su C/Cd

Prelievi dal conto corrente del Fondo riguardano:

a)pagamenti delle spese sostenute direttamente da OP;

b)rimborsi delle spese sostenute dai soci (eventualmente cumulati alle somme liquidate loro per prodotti conferiti) effettuati mediante bonifico bancario/postale o compensazione (autorizzata dal socio) con contributi che questo deve versare ad OP/AOP;

c)addebiti riconducibili a pagamenti effettuati da OP per forniture e/o servizi riguardanti il P.O. eseguiti sul conto ordinario;

d)addebiti, riconducibili ad anticipi versati da OP/soci produttori, per il pagamento dei beni strumentali effettuato con prestiti cambiari in scadenza entro il 15 Febbraio per “evitare il ricorso allo scoperto oneroso” (in genere attuarti dopo incasso del contributo UE o AFN mediante giroconto con accredito su conto ordinario).  

Prelievi e versamenti da effettuare entro il 15 Febbraio, pur se ammessi prelievi per effettuare pagamenti entro il 30 Aprile successivo

Se dal C/Cd vengono effettuati per errore pagamenti per forniture e/o servizi non riguardanti il PO tali importi vanno subito riaccreditati e le relative operazioni evidenziate in contabilità. Bolli e competenze vanno stornati dal C/Cd

Aiuti UE e AFN “non possono essere considerati come fondi in diminuzione dei contributi dei soci” o di OP/AOP.

Fondo entro il 15 Febbraio successivo deve azzerarsi, per cui eventuali residui attivi presenti a tale data trasferiti al Fondo istituito per annualità successiva

Sanzioni:

Se a seguito di verifica svolta dopo approvazione del PO si rileva una riduzione di VPC: Fondo di esercizio approvato viene ridotto in proporzione + applicata sanzione

Se dai controlli si rileva un VPC effettivo inferiore all’importo utilizzato per il calcolo dell’aiuto, o il Fondo è alimentato in modo non conforme o viene distolto dalle sue finalità, o il PO è attuato in modo non conforme a quello approvato: aiuto al Fondo è revocato + recupero dell’aiuto versato in caso di errore manifesto o di una somma pari al doppio dell’importo versato in caso di frode, o di una somma maggiorata del 50% negli altri casi, a cui applicati interessi legali maggiorati di 3 punti + cauzione incamerata in entità pari alla gravità dell’irregolarità commessa

OP/AOP che ottiene l’aiuto mediante una dichiarazione “falsa o imputabile a grave negligenza”: esclusa dall’aiuto per anno in corso ed anno successivo a quello in cui irregolarità viene rilevata

Se la domanda di aiuto è presentata in ritardo: aiuto ridotto di 1% per giorno di ritardo.

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