FATTORIE SOCIALI

FATTORIE SOCIALI (L.R. 21/11; D.G.R.M. 9/2/10, 18/04/16)  (turism16)

Soggetti interessati:

Imprese agricole, singole od associate, attraverso utilizzo di propria azienda, o soggetti iscritti ad Albo regionale delle cooperative sociali qualora svolgano attività agricole ai sensi di art.2135 del Codice Civile che intendono esercitare:

a)       servizi educativi e didattici, quali: agri-asili; agrinido (v. scheda “turism38”); centri per infanzia con attività ludiche e di aggregazione finalizzate alla scoperta del mondo rurale e dei cicli biologici e produttivi agricoli;

b)       servizi sociali od assistenziali, quali: attività di riabilitazione, ospitalità e integrazione sociale, rivolte ad anziani, soggetti con disabilità, dipendenti da alcole e stupefacenti, traumatizzati psichici, ex detenuti;

c)       servizi socio sanitari quali terapie assistite con animali, terapie con prodotti agricoli di produzione aziendale, terapie con medicine naturali o non convenzionali;

d)       reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati ed in condizione di disagio

purché:

–          titolari di fascicolo aziendale;

–          attività svolta in rapporto di connessione con attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento, che deve rimanere comunque principale, cioè “tempo lavoro attribuito ad attività agricola è superiore a quello attribuito ad attività di agricoltura sociale e personale assunto con qualifica non agricola risulta numericamente inferiore al personale normalmente impiegato per ordinaria gestione od organizzazione di attività primaria”;

–          immobili in cui esercitata attività di agricoltura sociale in possesso delle “caratteristiche strutturali ed attrezzature previste da normative di settore e regolamento regionale, pur rimanendo immobili a destinazione di uso agricolo”;

–          titolari di imprese agricole o membro di famiglia agricola od 1 o più collaboratori (anche esterni) in possesso delle qualifiche professionali richieste per esercitare attività previste e nel rispetto delle “normative che regolano il settore interessato”.

Beneficiari di attività di agricoltura sociale sono soggetti pubblici o privati.

Iter procedurale:

Giunta Regionale adotta, sentite Organizzazioni professionali agricole e del terzo settore e previo parere di competente Commissione Assembleare, un regolamento contenente:

a)       tabelle formulate per calcolo delle ore lavorative relative ad attività agricola ed attività di agricoltura sociale e criteri di conteggio;

b)       criteri e modalità per verifica del rapporto di connessione;

c)       ogni altra disposizione necessaria.

Attività di agricoltura sociale soggetta ad autorizzazione od accreditamento previsti da vigenti normative di settore.

Imprese agricole possono stipulare apposite convenzioni con Enti pubblici per la prestazione di attività di agricoltura sociale, avvalendosi “delle risorse umane e strumentali nella disponibilità dell’azienda”.

Con DGR 345 del 18/04/2016 sono state definite modalità di istituzione di Elenco regionale degli operatori di agricoltura sociale (EROAS), presso Servizio Regionale Agricoltura. Imprenditori agricoli o soggetti iscritti in albo delle cooperative sociali, che svolgono attività di impresa agricola  ai sensi di art. 2135 del Codice Civile, in possesso di partita IVA, fascicolo aziendale SIAN, iscrizione nel registro delle imprese agricole di Camera di Commercio presentano domanda (modello Allegato B pubblicato su BUR 51/16) di iscrizione in EROAS mediante PEC inviata a regione.marche.agricoltura@emarche.it, allegando:

  1. copia documento di identità in corso di validità
  2. relazione su attività di agricoltura sociale esercitata o che si intende intraprendere

Esclusi da iscrizione (salvo nel frattempo vengano riabilitati) quei soggetti che sono:

  1. sottoposti a misure di prevenzione, in quanto pericolosi per sicurezza pubblica
  2. dichiarati delinquenti abituali

Servizio Regionale Agricoltura provvede a:

  1. verificare correttezza e completezza degli elementi riportati in domanda
  2. verificare eventuali carichi pendenti dal Casellario giudiziario
  3. consultare fonti di certificazione dati aziendali (registro stalla, registro UMA, fascicolo aziendale AGEA)
  4. verificare possesso dei requisiti previsti da Legge da parte del richiedente

Ai fini istruttori si esegue anche sopralluogo, allo scopo di accertare: superfici dichiarate con quelle effettivamente coltivate; tipologia di coltivazione in atto; consistenza di allevamenti; disponibilità di fabbricati in azienda da destinare ad agricoltura sociale; rispetto del format messo a punto da Regione per le diverse tipologie di agricoltura sociale; apposizione di marca da bollo su originale di domanda.

A conclusione istruttoria viene redatto un verbale (modello pubblicato su BUR 51/16) e predisposto il certificato di iscrizione ad EROAS, recante codice univoco di iscrizione in Elenco (codice composto da sigla Provincia,  numero progressivo, anno iscrizione, sigla AS). Certificato inviato ad impresa ed al Comune dove esercitata attività. Se istruttoria si conclude con esito negativo, inviata comunicazione ad interessato, mediante PEC, evidenziando “cause ostative ad iscrizione con adeguate motivazioni”.

Iscrizione e cancellazione da Elenco da parte Dirigente Servizio Regionale Agricoltura entro 60 giorni da invio istanza (altrimenti silenzio assenso). EROAS consultabile sul sito della Regione, riportando tutti gli elementi utili “con riferimento ad impresa e servizi di agricoltura sociale offerti”.

Trasferimento di titolarità di impresa iscritta in EROAS considerato come nuova iscrizione per cui subentrante deve presentare domanda secondo procedura di cui sopra. Se subentro avviene nell’ambito del nucleo familiare a seguito di decesso di imprenditore agricolo, iscrizione rimane valida per tutto il tempo necessario a completare le procedure di successione più altri 2 mesi, purchè inviata a Regione il certificato di morte di imprenditore. A seguito della avvenuta successione, ditta subentrante (impresa individuale o associata) presenta domanda secondo modalità di cui sopra.

Imprenditori iscritti in Elenco sono tenuti a:

a)       inviare a Comune, nel cui territorio ricade immobile, comunicazione di inizio attività di agricoltura sociale per cui ottenuta autorizzazione, specificando tipologia di attività che si intende svolgere (In caso di variazione tipologia di attività, comunicazioneentro 10 giorni, attestando mantenimento requisiti di legge). Comune informa Servizi Regione preposti in materia di agricoltura e sociale delle comunicazioni pervenute;

b)       comunicare a Servizio Regionale Agricoltura ogni variazione intervenuta in aziendaentro 30 giornidal suo verificarsi, provvedendo ad aggiornamento del fascicolo aziendale.

Comuni esercitano controlli su attività di fattorie sociali, almeno ogni 3 anni, mentre controlli su rispetto “requisito di principalità agricola” spettano a Servizio Regionale Agricoltura e controlli su autorizzazione e accreditamento delle strutture e dei servizi svolti da Enti competenti in base a normativa di settore, controlli in materia di igiene, sicurezza alimentare e degli ambienti di lavoro effettuata da Organismi preposti.

In caso di inadempienza, sanzioni applicate da Comuni e Regione in base a competenza. Regione invia a Comune elenco dei soggetti a cui applicate sanzioni per adozione provvedimenti di sospensione o cessazione di attività. Provvedimenti di sospensione o cessazione di attività comunicati a strutture regionali competenti in materia sociale od agricoltura, anche ai fini di revoca di eventuali contributi concessi.

Regione emanato con D.G.R.M. 9/2/2010 provvedimento di sostegno alle fattorie sociali al fine di: favorire modelli di diversificazione di attività agricola; contrastare la emarginazione sociale; agevolare inserimento di soggetti svantaggiati. Domanda presentata a Servizio Decentrato Agricoltura, competente per territorio, allegando:

a)       progetto di fattoria sociale, evidenziando investimenti da realizzare e personale specializzato da coinvolgere (psicologi, assistenti sociali)

b)       accordo sottoscritto da soggetto proponente ed altri soggetti di Associazione, in cui indicati ruoli e responsabilità di ogni partecipante.

Servizio Regionale Agricoltura redige graduatoria, tenendo conto seguenti priorità:

–          aziende agricole biologiche o in conversione al biologico

–          eventuali convenzioni con Enti ed Istituzioni socio-sanitarie

–          qualità di forma associativa

–          coinvolgimento di figure professionali qualificate

–          partecipazione finanziaria del proponente

–          tipologia dei servizi offerti

Entità aiuto:

Ammesse spese per:

a)       piccoli interventi (Non oltre 15.000 €) per realizzazione od adeguamento di spazi e strutture destinati a ospitalità, ricettività a fini terapeutici e riabilitativi, purché necessari e strettamente funzionali ad attività;

b)       acquisto materiali di prima dotazione necessari per svolgere attività (scarponi, guanti, protezioni);

c)       avvio od introduzione o gestione di servizi di accoglienza ed assistenza;

d)       assicurazione delle persone coinvolte nell’attività;

e)       garanzie fidejussorie e spese di progettazione nel limite di 3%.

Contributo per spese di avvio e gestione dell’attività sociale, compreso personale impegnato nel progetto pari a 65% nel 1° anno e 35% nel 2° anno.

Aiuti pari a 100% (65-35% in caso di avvio, introduzione, gestione dei servizi di accoglienza ed assistenza) per investimenti inferiori a 70.000 € erogato nell’ambito del regime “de minimis” (300.000 € di aiuto negli ultimi 3 anni)

Sanzioni:

Imprenditore agricolo che esercita attività di agricoltura sociale senza presentare comunicazioni relative ad esercizio di tale attività: multa da 1.000 a 4.000 € + chiusura esercizio + divieto di attività per 1 anno.

In caso di mancato rispetto dei limiti e delle modalità di svolgimento attività indicate nella comunicazione o in caso di altre violazioni di legge: multa da 500 a 3.000 € + sospensione esercizio attività da 10 a 30 giorni. In caso di recidiva nei 2 anni successivi: sospensione attività da 20 a 40 giorni. In caso di ulteriore reiterazione di infrazione: cessazione attività.

Se Servizio Regionale Agricoltura accerta venire meno requisiti di base per intraprendere attività di agricoltura sociale, Comune, entro 10 giorni da comunicazione Regione: ingiunge ripristino dei requisiti mancanti entro 6 mesi + nei casi più gravi sospensione attività fino ad avvenuto ripristino requisiti + cessazione attività se ripristino requisiti non attuato nei termini fissati.

Rimangono applicabili sanzioni vigenti nel settore dove esplicata attività di agricoltura sociale.

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