ENERGIE RINNOVABILI

ENERGIE RINNOVABILI (Legge 27/12; D.Lgs. 28/11; L.R. 20/03)  (energy17)

 

Soggetti interessati:

Ministero Sviluppo Economico (MISE) Ministero Ambiente Tutela Territorio e Mare (MATTM), Autorità per Energia Elettrica e Gas (AEEG); Gestore Servizio Elettrico (GSE); AGEA; imprese operanti nei settori industriale, artigianale, terziario, agricoltura iscritte nel registro delle imprese della Camera di Commercio; soggetti pubblici (Comuni, aziende municipalizzate); Associazioni senza scopo di lucro.

 

Iter procedurale:

D.Lgs. 28/11, come modificato da ultimo da Legge 205/17, prevede:

Art. 3 Fissa quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo totale lordo di energia da conseguire a livello nazionale entro 2020 pari a 17% (per quanto concerne le varie forme di trasporto almeno pari a 10%). Modalità di calcolo dei suddetti obiettivi riportate in Allegato I  pubblicato su GU 71/11.

Art. 4 Costruzione   ed esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili disciplinate da procedure amministrative semplificate, comprendenti: autorizzazione unica, procedura abilitativa semplificata, comunicazione relativa ad attività di edilizia libera.

Gestore di rete per realizzare opere di ritiro di energia prodotta da una pluralità di impianti chiede specifica autorizzazione.

Art. 5 Costruzione   ed esercizio di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, nonché opere ed infrastrutture connesse, è soggetta ad autorizzazione unica. MISE individua con decreto, per ogni tipologia di impianto e di fonte energetica, interventi di modifica sostanziale di impianti oggetto di autorizzazione unica.

Art. 6 Per  attività di costruzione ed esercizio di impianti alimentati da fonti rinnovabili applicata procedura abilitativa semplificata che prevede presentazione al Comune da parte di proprietari/ possessori di immobile, a mezzo cartaceo o telematico, almeno 30 giorni prima di inizio lavori, di dichiarazione, corredata da una relazione a firma di progettista abilitato, comprensiva di:

  1. elaborati progettuali attestanti: compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici approvati; rispetto delle norme di sicurezza e quelle igienico sanitarie
  2. elaborati tecnici relativi a connessione, redatti da gestore di rete.

Comune, se rileva assenza di 1 o più delle condizioni stabilite, notifica all’interessato  ordine di non eseguire l’intervento ed in caso rilevata falsa attestazione da parte di professionista, informa Autorità giudiziaria e Consiglio dell’Ordine, fermo restando possibilità di ripresentare dichiarazione con le modifiche ed integrazioni necessarie a renderla conforme. Se Comune non procede, decorsi 30 giorni attività di costruzione si intende assentita.

Se necessari atti di assenso comunali, Comune provvede ad emanarli entro il termine di 30 giorni (se ciò non avviene, interessato può “adire i rimedi di tutela”).  Se necessari atti di assenso di competenza di altre Amministrazioni, Comune provvede ad acquisirli d’ufficio entro 20 giorni tramite Conferenza dei Servizi.

Sussistenza del titolo è attestata da copia della dichiarazione, in cui riportata: data di ricevimento; elenco documenti presentati; attestazione di professionista abilitato; atti di assenso necessari.

Interessato comunica al Comune data di conclusione dei lavori da effettuarsi entro 3 anni da chiusura di procedura abilitativa semplificata. Se ciò non avviene, parte non ultimata è soggetta a revoca di dichiarazione.

Ultimato intervento, progettista o tecnico abilitato rilascia il certificato di collaudo finale, nonché la ricevuta di presentazione di variazione catastale, o dichiarazione che opera non comporta modifiche di classamento catastale.

Regione può estendere soglia di applicazione di procedura semplificata ad impianti di potenza nominale fino a 1 Mw., definendo casi in cui realizzazione ed esercizio di impianto assoggettati ad autorizzazione unica.   Regione definisce anche modalità con cui: Comuni trasmettono titoli abilitativi rilasciati; sono corrisposti al Comune gli oneri istruttori commisurati a potenza di impianto.

Comunicazione relativa ad attività in edilizia libera, di cui al D.Lgs. 387/03,  continua ad applicarsi agli impianti in oggetto, con Regione che può estenderne applicazione a: impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza nominale fino a 50 Mw;  impianti fotovoltaici di ogni potenza da realizzare su edifici, salvo caso applicazione di valutazione impatto ambientale e tutela di risorse idriche

Art. 7 comunicazione di inizio lavori al Comune è sufficiente nel caso di:

  1. installazione di impianti solari termici, aderenti o integrati a tetti di edifici esistenti, con stessa inclinazione ed orientamento di falda ed i cui componenti non modificano sagoma di edificio stesso
  2. superficie di impianti inferiore a quella del tetto dove realizzati
  3. interventi esclusi dal campo di applicazione del codice dei beni culturali e paesaggio
  4. impianti realizzati su edifici esistenti e loro pertinenze, esclusi rivestimenti di pareti verticali esterne di edifici
  5. impianti realizzati fuori da zona A

MISE definisce, con decreto, modalità per posa in opera di impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, destinati al riscaldamento e climatizzazione di edifici.

Interventi di installazione di impianti per produzione di energia termica da fonti rinnovabili diversi dai precedenti, in edifici esistenti o in spazi privati liberi annessi destinati a produzione di acqua calda ed aria sono soggetti solo a preventiva comunicazione.

Installazione di pompe di calore da parte di installatori qualificati destinate a produzione di acqua calda ed aria in edifici esistenti o in spazi privati liberi annessi è considerata estensione di impianto idrico sanitario vigente.

Art. 8 Regione, al fine di favorire uso di biometano  nei trasporti, provvede a:

  1. semplificare il procedimento di autorizzazione di nuovi impianti di distribuzione di metano od adeguamento di quelli esistenti
  2. dichiarare opere di pubblica utilità, rivestendo così carattere di indifferibilità ed urgenza, gli impianti di distribuzione metano e le condotte di allacciamento a rete esistente di metanodotti

Art. 10 Impianti  alimentati da fonti rinnovabili accedono ad incentivi se rispettano i requisiti e le specifiche tecniche riportate in Allegato II pubblicato su GU 71/11.

UNI e CEI  trasmettono, con cadenza biennale, a MISE e MATTM  rassegna delle vigenti normative tecniche europee (compresi i marchi di qualità ecologica, etichette energetiche, norme tecniche di elaborazione), al fine di aggiornare Allegato II.

A partire da 29/03/2011  impianti solari fotovoltaici con moduli a terra in aree agricole, beneficiano di incentivi solo se: loro potenza nominale è inferiore a 1 Mw;  risultano collocati a distanza inferiore a 2 km.  e non destinato  a tali impianti oltre il 10% di SAU disponibile del proprietario. Limiti non applicati in terreni abbandonati da oltre 5 anni,  nè ad impianti che hanno conseguito titolo abilitativo entro 29/03/2011.

Art. 11 Progetti di nuovi edifici o progetti di ristrutturazione rilevanti di edifici esistenti debbono prevedere l’uso di fonti rinnovabili per la copertura del consumo di calore, elettricità e raffreddamento,  tenendo conto che nelle zone urbanistiche A le soglie percentuali di utilizzo delle fonti energetiche (riportate in Allegato III pubblicato su GU 71/11) sono ridotte del 50% (Regione può con proprie  leggi definire soglie più elevate). Non osservanza di tale obbligo comporta il diniego al rilascio del titolo edilizio. Esclusi edifici soggetti a vincoli culturali o paesaggistici e quelli per cui il progettista “evidenzia che il rispetto delle suddette prescrizioni implica alterazioni incompatibili con loro caratteristiche o aspetto”. Impianti alimentati da fonti rinnovabili realizzati a tale scopo accedono ai benefici pubblici (compreso accesso a fondi di garanzia e rotazione), limitatamente alla quota di fonte rinnovabile eccedente a quella necessaria per il rispetto dei suddetti obblighi.

Nei piani di qualità dell’aria Regione può prevede che valori di Allegato III pubblicato su GU 71/11 vengano assicurati, in tutto od in parte, ricorrendo a fonti rinnovabili diverse dalla combustione di biomassa, se ciò è necessario per assicurare il raggiungimento e/o il mantenimento di idonei valori di qualità dell’aria.

Art. 12 Progetti di nuovi edifici o di ristrutturazioni rilevanti di edifici esistenti, che assicurano la copertura dei consumi di calore, elettricità, raffreddamento in misura superiore al 30% rispetto ai valori minimi obbligatori riportati in Allegato III pubblicato su GU 71/11, beneficiano, in sede di rilascio del titolo edilizio, di:

  1. bonus volumetrico del 15%,  fermo restando il rispetto della distanza minima tra edifici e dalla strada e fatto salvo la zona A
  2. non essere sottoposti al parere consultivo di Commissione edilizia

Soggetti pubblici possono concedere a terzi superfici di loro proprietà (compresi siti ed aree militari) per realizzare impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Art. 13 Nei contratti di compravendita o di locazione di edifici, o di singole unità immobiliari deve essere sempre presente una clausola attestante che acquirente o conduttore ha ricevuto idonee informazioni e documentazione inerente alla certificazione energetica di questi. Nel caso di locazione disposizione si applica solo per edifici ed unità immobiliari dotati di attestato di certificazione energetica.

A decorrere dal 01/01/2012  annuali  commerciali di vendita debbono riportare indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione energetica.

Art. 14 GSE,  in collaborazione con ENEA, realizza un portale informatico recante:

  1. informazioni su incentivi nazionali per fonti rinnovabili di produzione di energia elettrica, calore e freddo, con relative condizioni e modalità di accesso
  2. informazioni su benefici netti, costi ed efficienza energetica di apparecchiature e sistemi per uso di calore, freddo ed elettricità da fonti energetiche rinnovabili
  3. orientamenti che consentono ai vari soggetti interessati alla pianificazione, progettazione, costruzione e ristrutturazione di aree industriali e residenziali di considerare adeguate combinazioni di fonti energetiche rinnovabili, tecnologie ad alta efficienza, sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento
  4. informazioni riguardanti buone pratiche adottate da Regione per sviluppare energie rinnovabili e promuovere risparmio ed efficienza energetica
  5. informazioni in merito a procedimenti autorizzativi adottati da Regione per installazione di impianti a fonti rinnovabili

GSE  può stipulare accordi con Autorità locali e regionali per elaborare programmi di informazione, sensibilizzazione, orientamento e formazione, al fine di informare i cittadini su benefici ed aspetti pratici circa sviluppo ed impiego di energia da fonti rinnovabili. Programmi, coordinati con i precedenti, sono riportati nel portale informatico

Art. 15 Qualifica professionale di installatore per esercitare attività di installazione e manutenzione straordinaria di caldaie, caminetti, stufe a biomassa, sistemi solari fotovoltaici termici su edifici, sistemi geotermici a bassa entalpia e pompa di calore, è  conseguita se acquisita  a partire da 01/08/2013   previo periodo di formazione condotto secondo le modalità riportate in Allegato IV pubblicato su GU 71/11. Regione attiva direttamente il programma di formazione per installatori di impianti a fonti rinnovabili, o procede a riconoscere soggetti fornitori di formazione, comunicandolo a MISE e MATTM.  Se Regione non provvede, ENEA  mette a disposizione programmi di formazione per il rilascio di tale attestato, e stipula accordo con Regione al riguardo.

Riconoscimento di qualifica rilasciata da altro Stato membro avviene in base a criteri di equivalenza.

Titoli di qualifica sono resi accessibili al pubblico per via informatica a cura del soggetto che li rilascia.

Art. 16 – 17 – 18 – 19 riguardanti sviluppo di rete elettrica, e rete di distribuzione elettrica, nonché compiti di AEEG  in materia di accesso a reti elettriche.

Art. 20-21  riguardanti collegamento di impianti di produzione di biometano a rete di gas naturale ed incentivi per biometano immesso nella rete del gas naturale.

Art. 22  sviluppo di infrastrutture destinate ad installazione di reti di distribuzione di energia da fonti rinnovabili per riscaldamento e raffreddamento assimilate ad ogni effetto (esclusa disciplina IVA)  ad opere di urbanizzazione primaria.

Comuni definiscono specifici piani di sviluppo di teleriscaldamento e teleraffrescamento per incrementare l’uso di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Istituito, presso Cassa conguaglio del settore elettrico, un Fondo di garanzia, a sostegno della realizzazione di rete di teleriscaldamento, alimentato con corrispettivi applicati al consumo di gas metano (pari a 0,05 c €/Smc) versati da utenti finali.

Art. 23 disciplina il regime di sostegno ad energia prodotta da fonti rinnovabili e all’efficienza energetica, e prevede una graduatoria degli interventi, a tutela degli investimenti effettuati, ed una flessibilità nella struttura dei regimi di sostegno.

Nei confronti di legale rappresentante che ha sottoscritto richiesta, o di soggetto responsabile di impianto, o di direttore tecnico, o di soci in caso di società, o di amministratori con poteri di rappresentanza, che hanno fornito dati non veritieri o dichiarazioni false, si procede al recupero delle somme eventualmente erogate e alla esclusione da incentivi per almeno 10 anni da data di accertamento

Art. 24 Produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio dopo il 31/12/2012  beneficia di incentivi tali da assicurarle un’equa remunerazione  dei costi di investimento e di esercizio, per un periodo pari alla vita media convenzionale della specifica tipologia di impianto a decorrere dalla sua entrata in esercizio, tenendo conto del valore economico di energia prodotta. Incentivi sono riconosciuti tramite contratti di diritto privato (contratto tipo definito da AEEG) sottoscritti tra GSE  e soggetto responsabile del nuovo impianto, o del potenziamento di impianto esistente (solo per produzione aggiuntiva),  o di centrale ibrida (solo per quota di produzione da fonti rinnovabili). In  caso di impianti  solari fotovoltaici, entità di incentivo è superiore per gli impianti ad alta concentrazione (400 soli), tenendo conto del maggior rapporto tra energia prodotta e superficie utilizzata. In caso di biomasse, biogas, bioliquidi, entità di incentivo tiene conto di:

  1. provenienza della materia prima
  2. esigenza di destinare: biomasse legnose (trattate solo per via meccanica) ad uso termico; bioliquidi sostenibili ad uso di trasporto; biometano a reti di gas naturale e per trasporto
  3. uso efficiente di: biogas (ottenuto da reflui zootecnici, o da rifiuti e sottoprodotti di attività agricole, alimentari, agro industriali, allevamento e forestali, o da prodotti ottenuti con colture dedicate non alimentari); biomasse e bioliquidi sostenibili; biogas (ottenuto da filiere corte nell’ambito di contratti quadro o intese di filiera)
  4. realizzazione di impianti operanti in cogenerazione
  5. esercizio da parte di imprenditori agricoli di impianti (in particolare di micro e mini cogenerazione)    alimentati da biomasse e biogas ed asserviti ad attività agricola
  6. produzione da impianti in esercizio da almeno 2/3 di loro vita utile, oggetto di interventi di rifacimento (totale o parziale). Incentivo minimo riconoscibile per rifacimento parziale in impianti di potenza non superiore a 1 Mw pari a 25% (50% in caso di interventi di rifacimento totale)  dell’incentivo spettante ad impianti nuovi (per impianti alimentati a biomassa, compresi quelli alimentati con frazioni biodegradabili di rifiuti, incentivo elevato a 80% in caso di rifacimento parziale e 90% (in caso di rifacimento totale). Nessun incentivo in caso di: manutenzione ordinaria; adeguamento dell’impianto a norme di legge; produzione derivante da impianti già beneficiari di incentivi

Produzione di energia elettrica da impianti di potenza da determinare (differenziata in base alle diverse caratteristiche delle fonti rinnovabili impiegate), comunque non superiore a 5 MW elettrici per impianti  eolici  e 1MW elettrici per impianti alimentati da altre fonti rinnovabili, ha diritto ad incentivi purchè:

  1. incentivo risulta diversificato per fonte e scaglioni di potenza, al fine di favorire la riduzione dei costi
  2. incentivo da applicare è quello vigente al momento della entrata in esercizio dell’impianto.

Produzione di energia elettrica proveniente da impianti di potenza nominale superiore ai valori minimi fissati, ha diritto ad un incentivo in base al ribasso d’asta conseguito da GSE,  tenendo conto di: scaglioni di potenza; caratteristiche tipologiche di impianto; economia di scala delle diverse tecnologie. Asta, attuata  con frequenza periodica, indicando: requisiti minimi dei progetti; stabilità finanziaria dei soggetti partecipanti; meccanismi di garanzia nella realizzazione degli impianti autorizzati; fissazione dei termini per loro entrata in esercizio; contingente di potenza di impianto, anche riferita a più tecnologie e specifiche categorie di interventi; incentivo da riconoscere al vincitore.

AEEG definisce:

  1. modalità con cui le risorse per incentivi trovano copertura nel gettito della tariffa per l’energia elettrica
  2. prezzi minimi garantiti, o integrazione dei ricavi conseguenti alla partecipazione al mercato elettrico, per produzione di impianti a fonti rinnovabili, che continua ad operare senza incentivi e la cui produzione non è assicurata dalla partecipazione al mercato elettrico. A tal fine intervento di AEEG  mira ad assicurare l’esercizio conveniente di tali impianti (specie di quelli alimentati a biomassa, biogas, bioliquidi)

MISE,  con decreto, definisce gli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, mediante impianti che usano tecnologie sperimentali, compresi quelli di potenza fino a 5 MW  alimentati con fluidi geotermici a media ed alta entalpia.

Art. 25  impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili entrati in vigore entro 31/12/2012  beneficiano di incentivi vigenti al momento di avvio del loro esercizio, o del loro adeguamento alle norme di D. Lgs 28/11.

Residui di macellazione, sottoprodotti di attività agricola, agroalimentare e forestale non sono considerati liquidi, anche se subiscono, nel loro sito di produzione o in un impianto di conversione in energia elettrica, un trattamento di liquidazione o estrazione meccanica.

Tariffe  fisse onnicomprensive,  nonché fattori moltiplicativi, rimangono costanti per intero periodo del diritto per tutti gli impianti in esercizio al 31/12/2012.

Valore di riferimento resta fermo a quello fissato per impianti in esercizio al 31/12/2012.

Incentivazione alla produzione di energia elettrica  da impianti solari fotovoltaici che entrano in esercizio dopo il 31/05/2011 è disciplinata con decreto MISE, che tiene conto di:

  1. determinazione del limite annuale di potenza elettrica cumulativa per impianti fotovoltaici interessati ad ottenere tariffe incentivanti
  2. determinazione di tariffe incentivanti, calcolate in base a: riduzione costi di tecnologie e di impianto; incentivi applicati in altri Stati membri
  3. previsioni di tariffe incentivanti e quote differenziate in base a natura dell’area di sedime

Incentivi a impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili applicati anche ad impianti a biogas di proprietà di aziende agricole o gestite in connessione con aziende agricole, alimentari, allevamento e forestali entrati in esercizio prima di 01/01/2008.

Periodo residuo di incentivo calcolato sottraendo alla sua durata naturale il tempo trascorso tra data di entrata in esercizio commerciale di impianto a biogas e 31/12/2017.

Art. 26 Incentivi di cui ad art. 24  non sono cumulabili con altri incentivi pubblici,  salvo produzione di energia elettrica da impianti da fonti rinnovabili di potenza non inferiore a 5 Mw  o derivanti da conversione del settore bieticolo purché:

  1. aventi accesso a fondi di garanzia e fondi di rotazione
  2. in caso di altri incentivi pubblici non eccedenti 40% del costo di investimento per impianti fino a 200 Kw (30% per impianti fino a 1 Mw; 20% per impianti fino a 10 Mw). Per Impianti fotovoltaici su scuole pubbliche o paritarie, o strutture sanitarie pubbliche o edifici amministrativi di Regioni/Enti locali, soglia di cumulabilità è fissata al 60% del costo di investimento
  3. per soli impianti di potenza elettrica fino a 1 Mw  di proprietà di aziende agricole o gestiti in concessione con aziende agricole, agroalimentari, allevamento, forestale alimentati da biogas, biomasse, bioliquidi sostenibili soglia di cumulabilità fissata al 40% del costo di investimento
  4. con fruizione della detassazione dal reddito per impresa di investimenti in macchinari ed apparecchiature
  5. per impianti cogenerativi e trigenerativi alimentati da fonte solare o da biomassa o da biogas derivanti da prodotti agricoli, allevamento, forestali (inclusi sottoprodotti)  ottenuti nell’ambito di intese di filiera, o di contratti quadro, o di filiere corte (entro raggio di 70 km da impianto di produzione di energia elettrica), soglia di cumulabilità fissata a: 40% del costo di investimento

Art. 28  interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e incremento di efficienza energetica di piccole dimensioni realizzati dopo 31/12/2011  incentivati in base ai seguenti criteri:

  1. incentivo deve assicurare equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio commisurato a: produzione di energia termica da fonti rinnovabili, risparmi energetici generati da interventi
  2. periodo del diritto ad incentivi inferiore a 10 anni da data di conclusione intervento
  3. Incentivo rimane costante per tutto il periodo, tenendo conto del valore economico di energia prodotta o risparmiata
  4. incentivo assegnato solo ad interventi che non beneficiano di altri aiuti statali, fatto salvo fondi di garanzia, fondi di rotazione, contributi in conto interesse
  5. incentivi assegnati tramite contratti di diritto privato tra GSE e soggetto responsabile di impianto. MISE fissa, con decreto, valore di incentivi, tenendo conto di: effetto scala; requisiti tecnici minimi dei componenti, impianti ed interventi; contingenti incentivabili per ogni applicazione; eventuali obblighi di monitoraggio a carico di beneficiario; modalità di erogazione incentivi; condizioni di cumulabilità con altri incentivi pubblici; modalità di aggiornamento di incentivi (ogni 3 anni)

AEEG  definisce modalità con cui risorse per erogazione di incentivi trovano copertura a valere sul gettito delle componenti tariffarie di gas naturale.

Art. 29 “Certificati bianchi” per cui:

  1. stabiliti obblighi a carico di imprese  di distribuzione da raccordarsi con obiettivi nazionali di efficienza energetica
  2. disposto passaggio a GSE di attività di loro emissione e gestione del registro e della borsa dei medesimi
  3. approvate nuove schede standardizzate
  4. raccordato periodo del diritto dei certificati con vita utile di impianto
  5. individuate modalità per ridurre tempi ed adempimenti per ottenere i certificati
  6. stabiliti i criteri per determinare il contributo tariffario a carico dei soggetti obbligati al conseguimento degli obiettivi di risparmio di energia primaria per coprire i costi sostenuti

Ai  fini di applicazione del meccanismo dei “certificati bianchi”, risparmi realizzati nel settore dei trasporti sono equiparati a quelli di gas naturale, mentre il risparmio di energia realizzato tramite interventi di efficientamento delle reti elettriche e di gas naturale concorre a raggiungere gli obblighi delle imprese di distribuzione senza beneficiare dei “certificati bianchi”.

Impianti cogenerativi entrati in esercizio dopo 01/04/1999 hanno diritto, se non accedono a “certificati verdi”, ad un incentivo pari a 30% di quello definito da Legge 99/09  per 5 anni purché ogni anno continuano ad essere cogenerativi.

Art. 30 ENEA:

  1. invia a MISE almeno 15 schede standardizzate per qualificare i risparmi nell’ambito dei “certificati bianchi”, in particolare per i seguenti settori:   diffusione di automezzi elettrici, o a gas naturale, o a GPL; settore informatico; illuminazione pubblica LED e terziario; impiantistica industriale; distribuzione idrica; sistema di telecomunicazioni e tecnologie della comunicazione; recupero di energia; settore residenziale, terziario, industriale (v.  gruppi frigo, pompe di calore, elettrodomestici)
  2. pubblica casi studio e parametri standard come guida per facilitare la realizzazione degli interventi

Art. 31  Fondo rotativo concede a Regioni, Enti locali, Enti pubblici finanziamenti a tasso agevolato, aventi durata massima di 180 mesi con copertura degli oneri di gestione del Fondo (pari a 1,5%) da parte di Cassa Depositi e Prestiti.

Art. 32 MISE  individua interventi  e misure per lo sviluppo tecnologico ed industriale in materia di fonti rinnovabili e di efficienza energetica, in base ai seguenti criteri:

  1. interventi delle misure coordinati in modo da raggiungere obiettivi nazionali
  2. interventi e misure prevedono sostegno a: progetti di sviluppo sperimentale tecnologico ( in particolare in infrastrutture di rete elettrica,  sistemi di accumulo, gassificazione, pianificazione di: biomasse, biocarburi di nuova formazione, tecnologie innovative di conversione di energia solare fotovoltaica ad alta concentrazione;  progetti di innovazione dei processi e di organizzazione dei servizi energetici; creazione, ampliamento, animazione poli di innovazione; fondi di progettualità per interventi di installazione di fonti rinnovabili e risparmio energetico a favore di Enti pubblici)

Art. 33 incentivato impiego di biocarburanti (cioè carburanti liquidi o gassosi ricavati da biomassa) nei trasporti in modo da rappresentare entro 2014 almeno 5% dei consumi.

Contributo concesso a biocarburanti, incluso biometano, purché soggetto distributore dimostriche loro produzione a partire da rifiuti, sottoprodotti, materie di origine non alimentare (incluse materie cellulosiche e legnose cellulosiche, alghe) è equivalente ad immissione in consumo di una quantità pari a 2 volte quella di altri biocarburanti. Se immessi in consumo tali biocarburanti, il contributo, ai fini dell’obbligo, è calcolato in base al contenuto energetico presente in questi.

A  decorrere dal 01/01/2012  il contributo  energetico sui biocarburanti  diversi dai precedenti è maggiorato, in base al loro contenuto energetico effettivo se sono prodotti in stabilimenti che utilizzano materie prime provenienti da coltivazioni effettuate in UE. Identica maggiorazione è attribuita a biocarburanti immessi in consumo fuori da rete di distribuzione dei carburanti, purché percentuale di biocarburanti impiegato è almeno pari a 25%.

Art. 34 AEEG  aggiorna modalità di rilascio, riconoscimento, utilizzo di garanzia di origine per elettricità da fonti rinnovabili, al fine di consentire al fornitore di energia elettrica di provare ai clienti finali  la quota o quantità di energia da fonti rinnovabili vigenti nel proprio mix energetico, senza che questo abbia rilievo ai fini di:

  1. riconoscimento di provenienza da fonti rinnovabili di elettricità munita di tale garanzia ai fini di applicazione del sostegno
  2. utilizzo di trasferimenti statistici e progetti comuni
  3. determinazione del grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di fonti rinnovabili

Art. 35 progetti comuni di produzione di energia da fonti rinnovabili possono essere promossi e gestiti con altri Stati membri (comprendente anche operatori privati) nel rispetto dei seguenti criteri:

  1. accordi promossi  qualora accertato il mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi fissati al 31/12/2016
  2. onere specifico per il trasferimento statistico e realizzazione di progetti comuni inferiore a: valore medio ponderato di incentivi di produzione elettrica da fonti rinnovabili: al netto della produzione; valore di incentivi di elettricità da fonte solare riferiti ad anno precedente stipula di accordo
  3. accordi stipulati e gestiti in modo da assicurare che energia  oggetto di trasferimento statistico o proveniente da progetto comune, contribuisca al raggiungimento di obiettivi per fonti rinnovabili
  4. misure necessarie al monitoraggio di energia trasferita

Copertura dei costi per trasferimenti statistici e per progetti comuni assicurata dalle tariffe di energia elettrica e gas naturale, secondo le modalità fissate da AEEG, dopo stipula di accordo.

Art. 36 Incentivata  importazione di energia elettrica rinnovabile da Paesi extra UE su iniziativa di soggetti operanti nel settore energetico in base ad accordi internazionali stipulati con Paesi di importazione, in base ai seguenti principi:

  1. riconoscimento di incentivo per energia rinnovabile prodotta in Paese terzo, avente pari durata, ma entità inferiore a quello analogo vigente in Italia (misura fissa in accordo)
  2. produzione ed importazione attuata con modalità tale da assicurare il raggiungimento degli obiettivi in materia di fonti rinnovabili
  3. stabilite misure necessarie al monitoraggio di energia imputata

Art. 37 Regioni  possono definire accordi per il trasferimento statistico di certe quantità di energia rinnovabile, senza che ciò pregiudichi  il raggiungimento di obiettivo fissato nella Regione oggetto di trasferimento. A tal fine Regione:

  1. può concludere intese con Enti territoriali di altro Stato membro per trasferimenti statistici
  2. assicura coerenza tra la programmazione in materia di fonti rinnovabili e quella vigente in altri settori
  3. promuove efficienza energetica in coerenza con le norme nazionali
  4. emana indirizzi  ad Enti locali per il contenimento dei consumi energetici e lo svolgimento dei procedimenti di loro competenza relativi alla costruzione  ed esercizio di impianti di produzione da fonti rinnovabili
  5. provvede ad incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili ed efficienza energetica nei limiti di cumulabilità fissati da norme nazionali

MISE  verifica il raggiungimento degli obiettivi regionali fissati con apposito decreto.

Art. 38 e 39 a  partire da 01/01/2012  biocarburanti usati nei trasporti e bioliquidi usati nella produzione di energia elettrica, termica o raffreddamento sono computati ai fini del raggiungimento dell’obiettivo nazionale, con accesso al regime di sostegno  solo se rispettano criteri di sostenibilità verificati in base a Direttiva UE 2009/30 (in  particolare per il calcolo di emissioni di gas ad effetto serra prodotte durante il ciclo di vita di biocarburanti e bioliquidi)

Art. 40 MISE   provvede ad integrare il Sistema statistico nazionale in materia di energia, al fine di:

  1. assicurare monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi intermedi al 2016 e finali in merito a quota di consumi finali lordi di elettricità, energia per riscaldamento e raffreddamento, trasporti coperta da fonti energetiche rinnovabili, tenendo conto dei progetti comuni e dei trasferimenti statistici tra Stati membri
  2. assicurare che monitoraggio di cui sopra consente di stimare per ogni Regione medesimi parametri delle quote di consumi energetici coperti da fonti energetiche rinnovabili, così da verificare il raggiungimento degli obiettivi fissati per queste

A  tal fine GSE  organizza e gestisce il sistema nazionale per il monitoraggio dello stato di sviluppo delle fonti rinnovabili, così da: misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi in ambito nazionale e regionale; stimare i risultati connessi alla diffusione di fonti rinnovabili ed efficienza energetica in termini di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. GSE  applica  metodologie idonee a fornire ogni due anni:

  1. stima delle ricadute industriali ed occupazionali connesse alla diffusione di fonti rinnovabili e promozione di efficienza energetica
  2. stima dei costi   ed efficacia delle misure di sostegno confrontati con quelli di altri Stati membri

MISE   definisce criteri per rilevare i dati necessari a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali e regionali da comunicare a Commissione Europea.

GSE,  in base ad attività di monitoraggio intrapreso, predispone una relazione sui progressi realizzati nell’uso di energia rinnovabile da inviare a MISE,  che la trasmette a Commissione. GSE, se rileva che quota di energia da fonti rinnovabili scende sotto soglia prevista, provvede ad aggiornare Piano di Azione Nazionale.

ENEA  invia ogni 2 anni a MISE e ad AEEG  un rapporto in merito allo stato e prospettive delle tecnologie per produzione di energia elettrica, calore, biocarburanti, efficienza energetica e “potenziale nazionale residuo di fonti rinnovabili ed efficienza energetica”.

AEEG  provvede a sostenere costi di GSE/ENEA  per lo svolgimento delle attività precedenti.

Art. 41 MISE  invia una relazione al Parlamento sui risultati ottenuti ed eventuali criticità incontrate.

Art. 42 GSE eroga incentivi nel settore termico ed elettrico, previa verifica della documentazione inviata dal richiedente ed esecuzione di controlli a campione (senza preavviso) presso gli impianti in merito alla loro configurazione e modalità di connessione alla rete elettrica (AGEA esegue invece i controlli in merito alla provenienza e tracciabilità delle biomasse, biogas, bioliquidi sostenibili). Se dai controlli emergono inadempienze, GSE: respinge la domanda e delibera la decadenza degli incentivi, con recupero delle somme già erogate; invia il verbale ad Autorità competente per l’applicazione delle sanzioni del caso. In deroga, al fine di tutelare la produzione di energia da fonti rinnovabili dagli impianti beneficiari al momento dell’accertamento di incentivi, GSE dispone riduzione del suddetto incentivo tra il 20% e 80%, in funzione dell’entità della violazione accertata (se la violazione viene spontaneamente denunciata dal soggetto, prima di esecuzione di un controllo, la riduzione è ridotta di ⅓)

Se in fase di istruttoria ai fini del rilascio dei titoli di efficienza energetica di cui all’articolo 29, GSE rileva la non rispondenza del progetto alla normativa vigente, ma “tali difformità non derivano né da discordanze tra quanto trasmesso dal proponente e la situazione reale di intervento, né da documenti non veritieri o da dichiarazioni false o mendaci rese dal proponente”, si procede a:

  • rigetto del rendiconto oggetto della suddetta richiesta con effetto a decorrere dal periodo di rendiconto stesso (rigetto applicato anche nei confronti delle richieste di verifica e certificazione dei risparmi già concluse)
  • annullamento del riconoscimento dei titoli, con effetto a decorrere dalla data di adozione del provvedimento relativo ad esito della verifica.

Al fine di tutelare la realizzazione degli impianti di piccola taglia (cioè con potenza compresa tra 1 e 3 kw), qualora, a seguito di verifica, emerge che in tali impianti risultano installati “in buona fede” moduli non certificati o muniti di certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento, viene applicata una riduzione del 30% della tariffa incentivante a partire dalla data di convenzione, fermo restando:

  • eventuale annullamento della maggiorazione concessa con DM 15/07/17
  • diritto di rivalsa del beneficiario nei confronti del soggetto responsabile della installazione dei moduli non conformi

Amministrazioni ed Enti pubblici, preposti ai controlli in merito al rispetto delle autorizzazioni rilasciate per la costruzione ed esercizio degli impianti da fonti rinnovabili, inviano a GSE l’esito degli accertamenti eseguiti, qualora riscontrate violazioni rilevanti ai fini della erogazione di incentivi.

GSE accerta, in base alla documentazione prodotta da interessati, “sostanziale ed effettiva rispondenza dei moduli installati ai requisiti tecnici e loro perfetta funzionalità e sicurezza”.

Al fine di tutelare produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici di potenza superiore a 3 kw  se, a seguito di tali verifiche, accertata installazione di modelli non certificati, o muniti di certificazioni non a norma, GSE applica, su richiesta di beneficiario, una decurtazione del 20% sulla tariffa incentivante di base per l’energia prodotta a decorrere dalla data di sottoscrizione della convenzione con GSE (nessuna maggiorazione di quelle previste applicata). Decurtazione è ridotta del 50% se la mancanza di certificazione, o la certificazione non a norma viene dichiarata dal beneficiario fuori dal sistema dei controlli. Fermo restando il diritto di rivalsa nei confronti dei responsabili della non conformità dei moduli, beneficiario mantiene responsabilità (civile e penale) dell’impianto, compresi i diritti ad accesso ed al mantenimento degli incentivi.

Al fine di tutelare la produzione di energia elettrica da impianti eolici, tutti gli impianti eolici già iscritti, a cui sia stato negato l’accesso agli incentivi a causa di un’errata indicazione del titolo autorizzativo in sede di loro registrazione, sono riammessi ai suddetti incentivi, purché l’errore non abbia effettivamente portato un vantaggio in graduatoria ad impianto.

GSE fornisce a MISE elementi utili per consentire a questo di definire:

  1. modalità con cui gestori di rete forniscono supporto al GSE nell’esecuzione delle verifiche ad impianti di produzione elettrica e alla certificazione delle misure elettriche necessarie al rilascio di incentivi
  2. violazioni rilevanti ai fini di erogazione degli incentivi in relazione a: ogni fonte di energia rinnovabile; tipologia di impianto; potenza nominale
  3. modalità con cui GSE invia ad AEEG esiti delle verifiche eseguite per applicazione di sanzioni

Art. 44 Costruzione  ed esercizio di opere ed impianti in assenza di autorizzazione comporta una multa da 1.000 € a 150.000 €  (determinata nel seguente modo: da 40 a 240 €/Kw  termico di potenza per impianti termici di produzione energia; da 60 a 360 €/Kw elettrico per impianti non termici di produzione di energia) + ripristino dello stato dei luoghi.

Esecuzione  di interventi in assenza di procedura abilitativa semplificata, o in difformità a quanto dichiarato nella stessa: multa da 500 e a 30.000 € +  ripristino dello stato dei luoghi.

Violazione di una o più delle prescrizioni stabilite nella autorizzazione, o in atti di assenso  accompagnatori a procedura abilitativa semplificata:  multa pari a ⅓ dei valori minimi e massimi di cui sopra,  comunque almeno pari a 300 €  + obbligo di conformarsi al titolo abilitativo + ripristino dello stato dei luoghi.

Al pagamento delle suddette sanzioni sono tenuti in solido: proprietario di impianto; esecutore delle opere; direttore dei lavori

 

Entità aiuto:

  1. Lgs. 28/11 per finanziare diffusione delle fonti rinnovabili ha istituito un fondo presso Cassa conguaglio per il settore elettrico alimentato dal gettito di tariffe elettriche e dal gas naturale in misura pari a 0,02 c€/ckw ed a 0,08 c €/Smc. AEEG  definisce le modalità con cui tali risorse trovano copertura, a valere sulla componente di tariffe elettriche e gas, comunicando  ogni anno a MISE le relative disponibilità finanziarie

LR 20/03 ad art. 12 concede€un contributo pari a 25% fino a 10.000 € /intervento e 20.000 €/beneficiario per spese effettivamente sostenute a partire da 1 Gennaio 2008 di: acquisto, trasporto, installazione in strutture edilizie di pannelli solari termici e relativi accessori (comprese spese per progettazione e direzione lavori di importo inferiore a 500 €) per produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento piscina ad uso pubblico, purché:

  • aventi superficie utile di almeno 3,5 mq. netti per pannelli a lastra piana o pannelli sottovuoto;
  • interventi localizzati nelle Marche;
  • impianti posizionati in modo da risultare orientati verso sud, con tolleranza di 10°, o posizionati su piano orizzontale;
  • prestazione di funzionamento impianto garantita per almeno 4 anni da installazione

Aiuto concesso ad imprese nell’ambito del regime “de minimis” (cioè 200.000 € complessivi di aiuti pubblici ottenuti da impresa nei 2 anni precedenti ed anno in corso). Escluse spese per: opere edili; parti di ricambio; manutenzione di pannelli installati; IVA.

Legge 27/12 ad art. 65 stabilisce che impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole non beneficiano degli incentivi previsti da D.Lgs. 28/11 salvo impianti realizzati in aree classificate agricole  al 25/03/2012, il cui impianto entri in esercizio entro 25/09/2012.

AEEG assicura priorità nella connessione alla rete elettrica solo per 1 impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza inferiore a 200 kw per ogni azienda agricola.

D.Lgs. 28/11 incarica AEEG di definire i costi connessi all’attività di controllo, da coprire con le tariffe energia elettrica, nonché le modalità con cui i proventi delle sanzioni possono essere impiegati per ridurre gli oneri tariffari, ai fini di incentivare le fonti rinnovabili

 

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