DISTRIBUZIONE CARBURANTI

DISTRIBUZIONE CARBURANTI (Legge 162/93, 27/12, 124/17; .D.P.R. 444/98; D.Lgs. 32/98, 99/04, 8/16; L.R. 27/09, 16/20; Reg. Marche 2/11; D.G.R. 7/2/11; D.D.S. 9/2/11)  (meccag07)

Soggetti interessati:

Ministero Sviluppo Economico (MISE); Regioni; Agenzia della Dogana e Monopoli (ADM); Comando provinciale Vigili del Fuoco (VVFF); Enti locali; Camera di Commercio Industria, Artigianato, Agricoltura (CCIAA); imprese di trasporto pubblico o in possesso di servizi ausiliari; Amministrazioni comunali esercenti servizi di trasporto in forma diretta; cittadini in possesso di veicoli a motore; imprese che intendono installare:

  • impianti distribuzione per autotrazione è il complesso “commerciale unitario costituito da 1 o più distributori e dai serbatoi dei carburanti con  le relative attrezzature,  locali ed attività accessorie ubicato lungo la rete stradale ordinaria e lungo le autostrade che erogano gasolio, benzina, gas di petrolio liquefatto per autotrazione (GPL), gas metano, olio lubrificante, nonché tutti i carburanti per autotrazione in commercio, comprese colonnine per alimentazione di veicoli elettrici”. Distributore può essere composto da:

a)1 o più pompe a semplice, doppia o multipla erogazione di carburanti e da 1 di metano o GPL od idrogeno e dalle relative miscele a doppia erogazione (Nel caso di impianto a metano, la capacità nominale dell’impianto, escluso lo stoccaggio, è adeguata al numero di erogatori installati, comunque superiore a 350mc./ora/erogatore doppio); 1 o più contatori o misuratori volume carburante erogato;

b)1 dispositivo per quantificare l’ importo da pagare;

c)1 o più pistole di intercettazione con relative tubazioni di connessione;

  • impianto self-service pre-pagamento è il complesso di apparecchiature a moneta, o a carta magnetica, o a lettura ottica per l’erogazione automatica di carburante, di cui utente si serve direttamente con pagamento anticipato (anche avvalendosi di “carta di credito”) senza assistenza di apposito personale;
  • impianto self-service post-pagamento è il complesso di apparecchiature per erogazione automatica del carburante usato direttamente da utente con pagamento effettuato dopo il prelievo del carburante al personale incaricato che prevede al controllo del sistema di erogazione del carburante ed alla cassa centralizzata;
  • impianto di distribuzione di carburante per:
  1. a)natanti da diporto ed avio ad uso pubblico, inteso come impianto ubicato all’interno di aree aeroportuali e portuali, destinato solo al rifornimento di natanti ed aeromobili;
  2. b)motovela e motopesca, inteso come impianto ubicato in zone portuali, usato solo da soggetti che si riforniscono di carburante esente da accisa;
  • impianto ad uso privato (compresi contenitori o distributori mobili atti a rifornire di carburante macchine ed automezzi esistenti nell’azienda agricola) ubicato in aree di proprietà privata/pubblica non aperte al pubblico (v. stabilimenti, cantieri, magazzini, depositi) e “destinato all’esclusivo rifornimento di mezzi, ad eccezione di proprietà, locazione ed uso del titolare di autorizzazione”. Impianto può:

a)erogare gasolio, benzina, GPL, metano mediante: “apparecchiature automatiche per aspirazione o con qualsiasi mezzo non automatico, comunque provvisto di idoneo sistema di misurazione dell’erogato”; serbatoi interrati e, nel caso di gasolio usato solo in contenitori/distributori, omologati ed aventi capacità non superiore a 9 mc.;

b)detenere olio lubrificante in confezioni regolamentari;

  • impianti ad uso privato per trasporto pubblico locale, ubicati all’interno di aree di proprietà privata/pubblica non aperte al pubblico e destinati ad esclusivo rifornimento di veicoli utilizzati per trasporto pubblico

Considerati incompatibili, in relazione agli aspetti di sicurezza della circolazione stradale, impianti:

  • ubicati all’interno di centri abitati delimitati dai Comuni che risultano:

a)privi di sede propria per cui il rifornimento ad utenza o all’impianto stesso avviene sulla carreggiata;

b)situati all’interno di aree pedonali;

  • ubicati all’esterno dei centri abitati delimitati dai Comuni che risultano:

a)ricadenti in corrispondenza di biforcazione di stravedi uso pubblico (incroci a Y) e ubicati sulla cuspide degli stessi con accessi su più strade pubbliche;

b)ricadenti all’interno di curve aventi raggio minore di 100 m., salvo in caso di unico in Comuni montani;

c)privi di sede propria per cui il rifornimento ad utenza o all’impianto stesso avviene sulla carreggiata;

  • sprovvisti di servizi igienico sanitari per utenti (anche disabili). In deroga L.R. 16/20 consente ad impianti di distribuzione di carburanti per autotrazione sprovvisti di tali servizi di continuare a svolgere l’attività, purché non dotati di servizi accessori e comunque adeguati alla normativa vigente al momento della 1° richiesta di modifica inviata dopo 7/5/2020  

Iter procedurale:

Legge 124/17 stabilisce che:

  • MISE istituisce “Anagrafe degli impianti di distribuzione di benzina, gasolio, GPL e metano” (Anagrafe) presenti nella rete stradale ed autostradale nazionale, a cui può accedere, per consultazione: Amministrazioni competenti al rilascio della autorizzazione/concessione; ADM; Cassa conguaglio GPL. A tal fine  ADM  entro 30 Giugno invia i dati in suo possesso relativi ai suddetti impianti. Regione e Comuni, tramite Anagrafe, verificano che impianti di distribuzione la cui attività è sospesa, rispettano i tempi e le modalità previste dalla  normativa regionale per il regime di sospensiva
  • MISE  provvede a riorganizzare il “Comitato tecnico per la ristrutturazione della rete di carburanti”, riducendo il numero dei componenti e prevedendo  la partecipazione di 1 rappresentante delle Regioni e di 1 rappresentante dei Comuni
  • MISE  verifica che tutti gli impianti di distribuzione carburanti (impianti) siano iscritti ad Anagrafe, in base a: dati in possesso di Amministrazioni pubbliche; comunicazioni inviate periodicamente da Enti locali e ADM
  • Ufficio ADM competente rilascia al gestore di impianto il registro annuale di carico e scarico, previa verifica di iscrizione dell’impianto in Anagrafe
  • impianti che cessano attività di vendita carburante entro 14/08/2020 debbono, al fine di prevenire “insorgenza di pericoli nei riguardi di sicurezza, ambiente, condizioni igienico sanitarie”: smantellare attrezzature fuori terra; rimuovere eventuali prodotti residui presenti nei serbatoi; mettere in sicurezza le strutture interrate; eseguire indagini ambientali per accertare l’esistenza di contaminazioni. In caso di riutilizzo dell’area, titolari di impianti procedono alla rimozione delle strutture interrate ed alla bonifica del sito se accertata contaminazione (Queste procedure semplificate di dismissione non sono applicate nelle aree dove risultano sottoscritti specifici accordi da parte della Amministrazione pubblica in cui è previsto il loro ripristino). Titolari di impianto, entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività comunicano al Comune competente l’avvio delle procedure di dismissione da realizzare, con le modalità di cui sopra, entro 120 giornicomunque non oltre il 14/08/2020 (Conclusione dei lavori è attestata da una relazione, firmata dal tecnico abilitato, inviata al Comune)

Regione Marche, tramite L.R. 27/09, come modificata da ultimo dalla L.R. 16/20, promuove razionalizzazione ed ammodernamento della rete di distribuzione dei carburanti per autotrazione (rete), al fine di assicurarne una migliore efficienza dei servizi resi all’utenza. Obiettivo attivato tramite Reg. Marche n. 2 del 16/02/2011 (come modificato da ultimo dal Reg. 2/18) approvato con D.G.R. 125 del 07/02/11 comprendente:

  • classificazione degli impianti nelle seguenti tipologie:

a)stazione di servizio, cioè impianto costituito da: 1 o più distributori a semplice, doppia o multipla erogazione di carburanti (self service pre-pagamento o post pagamento), con relativi serbatoi; attività accessorie al servizio degli utenti; locale destinato agli addetti;

b)stazione di rifornimento, cioè impianto costituito da: 1 o più distributori a semplice, doppia o multipla erogazione di carburanti con relativi serbatoi; locale destinato agli addetti e ad esposizione di lubrificanti o altri prodotti per veicoli;

c)chiosco, cioè impianto costituito da: 1 o più distributori a semplice, doppia o multipla erogazione di carburanti con relativi serbatoi; locale destinato agli addetti ed eventualmente all’esposizione di lubrificanti o altri prodotti per veicoli;

d)punto isolato o appoggiato, cioè impianto costituito da 1 o più apparecchi a semplice o doppia erogazione di carburante con relativi serbatoi ed eventuale pensilina, senza alcuna struttura sussidiaria;

  • rete distributiva di carburante lungo autostrade e raccordi autostradali, nelle cui aree di servizio possono essere presenti impianti costituiti da: 1 o più distributori a semplice, doppia o multipla erogazione di carburanti con relativi serbatoi; attività accessorie al servizio di utenti. Ammodernamento della rete basata su: aggiunta di 1 o più carburanti erogabili, o colonnine per alimentazione di veicoli elettrici; sviluppo delle attività accessorie
  • rete distributiva di carburante lungo le strade ordinarie, per cui evidenziati:

a)indirizzi per sua razionalizzazione ed ammodernamento, tenendo conto delle “scelte effettuate in materia di assetto del territorio e tutela dell’ambiente”. Impianto di distribuzione e manufatti relativi alle attività accessorie (salvo quelle ricettive) può essere realizzato, in tutto od in parte, anche all’interno delle fasce di rispetto stradali, purché: nel rispetto delle norme vigenti in materia di prevenzione incendi, edilizia, ambiente, igienico-sanitari e sicurezza sul lavoro; area situata fuori dai centri abitati e non ricadente negli ambiti di tutela ambientale ai sensi del PPAR (altrimenti ammessi solo impianti di distribuzione e locali prefabbricati per le attività accessorie, muniti di servizi igienici per utenti, di non oltre 60 mq.);

b)tipologia e caratteristica degli impianti. Per promuovere l’uso di carburanti a basso impatto ambientale è consentita l’apertura di nuovi impianti di: gas naturale (compreso biometano), sia in forma compressa (GNC) che liquida (GNL); ricarica dei veicoli elettrici (con potenza compresa tra 22 e 50 kW). Nel caso di ristrutturazione di impianti esistenti, autorizzazione rilasciata solo se realizzate infrastrutture di ricarica elettrica e/o di rifornimento di gas naturale (anche solo in forma di self-service).  Deroghe a tale obbligo sono concedibili: per  impianti ubicati in aree svantaggiate; in presenza, in caso di impianti di GNC/GNL, di accessi e spazi insufficienti per motivi di sicurezza ai sensi della normativa antincendio; se lunghezza delle tubazioni di allaccio tra la rete di gas GNC e il punto di stoccaggio presso distributore risulta superiore a 1.000 m. e la pressione della rete di GNC inferiore a 3 BAR (in caso di GNL è richiesta una distanza minore, calcolata tenendo conto di: percorso stradale della tubazione più breve; viabilità pubblica; norme del codice della strada; deposito di approvvigionamento più vicino). Titolare di impianto invia richiesta di deroga ad Autorità competente che provvederà a verificare la vigenza delle suddette condizioni prima del rilascio dell’autorizzazione;

c)standard di qualità relativo alla prestazione dei servizi accessori;

d)eventuali altri criteri e parametri da applicare per l’attività di distribuzione carburanti ed attività accessorie, con esclusione di commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi a clienti diversi dagli impianti di rifornimento stradale ed autostradale (v. depositi agricoli, prodotti per riscaldamento, depositi per motopesca, impianti avio per aeromobili);

e)incentivi per la diffusione di carburanti a basso impatto ambientale e l’uso di fonti energetiche rinnovabili;

  • procedure per installazione e modifiche agli impianti della rete ordinaria ed autostradale, compresa realizzazione di servizi igienico sanitari per utenti (anche disabili) e “di apparecchiature per modalità di rifornimento senza servizio con pagamento anticipato”
  • criteri per esercitare servizi accessori per auto e per automobilisti installati presso nuovi impianti od impianti esistenti (anche in deroga alle norme di settore), quali: cartelloni elettronici dei prezzi praticati; aree di sosta per autoveicoli con parcheggi riservati ad utenti disabili; area di sosta attrezzata per autocaravan; area di sosta per motociclisti con relativi servizi; area di sosta prolungata per automezzi pesanti muniti di celle frigorifero; area di deposito di materiali pericolosi; punto telefonico, fax, e-mail; servizio sorveglianza (anche con sistemi di videosorveglianza); servizio doccia per utenti; servizio di lavanderia a gettoni; strutture riservate a bambini (v. fasciatoi, area giochi esterna); servizio informazioni sul traffico e meteorologico; internet point; servizio prelievo automatico di denaro; diffusori automatici di acqua potabile; servizi informativi di interesse turistico; attività commerciali al dettaglio relative a tutti i prodotti relativi al settore merceologico non alimentare ed alimentare (attività quest’ultima svolta nel rispetto dei requisiti richiesti al riguardo), qualificabili come esercizio di vicinato (compresa somministrazione di alimenti e bevande); rivendite generi di monopoli; rivendita di giornali e riviste; attività artigianali; attività ricettive (ostello) e di servizio; pannelli fotovoltaici o impianti da fonti rinnovabili; servizi per auto (officina meccanica, elettrauto, gommista, lavaggio, servizi di lubrificazione). Attività accessorie svolte dal titolare della licenza (salvo sua rinuncia a favore di un soggetto terzo; nelle aree di servizio autostradali tali attività sono gestite da soggetti terzi se attuate in locali diversi da quelli del titolare della licenza), con gli stessi orari e turnazioni previste per lo svolgimento di attività analoghe nel Comune (compreso eventuale servizio notturno);
  • orari di apertura e turnazioni, tenendo conto di: tipologia degli impianti; caratteristiche del territorio; interesse dell’utenza; presenza di personale addetto al servizio;
  • agevolazioni per zone montane e Comuni svantaggiati;
  • realizzazione impianti di distribuzione carburante nelle seguenti zone omogenee del piano regolatore generale del Comune:

Ø         zona 1 o zona A, corrispondente allo agglomerato urbano di interesse storico, artistico e di particolare pregio ambientale e le sue aree circostanti;

Ø         zona 2 o zona B e C, corrispondente alla parte del Comune parzialmente o totalmente edificata, diversa dalla zona A (compresi i nuovi complessi insediativi);

Ø         zona 3 o zona D e F, corrispondente alla parte del Comune destinata a: nuovi insediamenti industriali (o ad essi assimilati); attrezzature ed impianti di interesse generale;

Ø         zona 4 o zona E, corrispondente alla parte del Comune destinata ad usi agricoli, salvo quella che, a seguito di frazionamento, può essere destinata ad insediamento urbano.

Localizzazione degli impianti costituisce un semplice adeguamento agli strumenti urbanistici in zone del PRG non sottoposte a vincoli paesaggistici, ambientali o monumentali, o non comprese nelle zone omogenee A.

Nelle zone 2, 3, 4 la superficie coperta dell’impianto viene calcolata in relazione alla superficie totale (cioè impianto di distribuzione + fabbricati destinati ad attività accessorie), tenendo conto che in caso di impianto:

Ø         con oltre 2.500 mq., la superficie coperta deve essere inferiore al 10% di quella totale (comunque non oltre 1.500 mq.), con altezza massima degli edifici di 6,5 m.

Ø         fino a 2.500 mq., la superficie coperta deve essere inferiore a 8% di quella totale, con altezza massima degli edifici di 4.5 m.

Distanze da osservare nella costruzione degli edifici per le attività accessorie sono di 5 m. dai confini e di 10 m. dagli edifici esterni all’area di impianto.

Se Comune intende riservare aree pubbliche alla installazione di impianti emana un bando pubblico, assegnando priorità ai titolari di impianti localizzati nelle Marche dichiarati incompatibili con la L.R. 27/09.

Ristrutturazione parziale o totale dell’impianto nella stessa area, sostituzione del distributore a semplice erogazione con altri a doppia o a multipla erogazione, sostituzione del carburante autorizzato, riduzione/aumento del numero o della capacità di stoccaggio dei serbatoi per prodotti autorizzati, eliminazione di distributori o di carburanti autorizzati, installazione di self service pre o post pagamento, estensione del self service esistente ad altri carburanti sono operazioni soggette a SCIA da presentare al Comune competente e a ADM, allegando:

a)relazione tecnica sulle caratteristiche degli impianti e dei materiali usati;

b)planimetria in scala 1:2000 e 1:1000 inerente il progetto di impianto;

c)perizia giurata;

d)in caso di ristrutturazione parziale, dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante di non aver effettuato il completo rifacimento dell’impianto (anche in momenti successivi) nell’arco di 3 anni.

Ristrutturazione totale di impianto viene autorizzata dal Comune a seguito di collaudo, mentre eventuali modifica ad impianto è attivabile a partire da invio della SCIA

criteri per rilascio di autorizzazioni/concessioni per l’esercizio di impianti nella rete stradale ed autostradale, nonché per la loro modifica, ristrutturazione (cioè “mutamento di dislocazione di impianto”) o trasferimento di titolarità;

Ø       costante verifica dei dati relativi alla consistenza della rete di distribuzione dei carburanti. Comuni, ADM, VVFF, ANAS, Province, titolari delle autorizzazioni e gestori degli impianti sono tenuti ad inviare alla Regione i dati necessari al monitoraggio, utilizzando la modulistica predisposta dalla Regione stessa;

Ø       istituzione di Osservatorio permanente per l’analisi e studio delle problematiche strutturali e congiunturali del settore, tramite: raccolta ed aggiornamento delle informazioni sulla rete distributiva immesse nella banca dati; promozione di indagini specifiche; realizzazione strumenti di informazione periodica destinata ad operatori, Organizzazioni professionali, Istituti di ricerca, Istituti pubblici.

Comuni, nel rispetto degli indirizzi regionali, esercitano funzioni amministrative in merito agli impianti della rete stradale, autostradale e raccordi autostradali provvedendo a:

  • rilasciare autorizzazioni o ricevere Segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA) intestate al titolare di impianto (in particolare per attività accessorie);
  • approvare il regolamento comunale entro 1 anno dall’approvazione di quello regionale;
  • rilasciare autorizzazioni per installazione ed esercizio di nuovi impianti (permanenti o temporanei) ad uso pubblico lungo strade ed autostrade (Modello in Allegato a D.D.S. 9/2/2011). Se Comune è sprovvisto di impianti può concedere autorizzazione all’installazione di nuovi impianti solo se dotati di apparecchiature self service pre-pagamento, funzionanti senza presenza di gestore, purché assicurata sorveglianza. Esercizio di impianto è subordinato all’esito positivo del collaudo da chiedere almeno 60 giorni prima della conclusione dei lavori;
  • rilasciare autorizzazioni per ristrutturazione impianto a seguito invio domanda al Comune, corredata da:

a)perizia giurata di tecnico abilitato attestante conformità dell’impianto alle normative urbanistiche, fiscali, disposizioni su beni storici ed artistici;

b)dichiarazione di assenso da parte del proprietario della strada o suo concessionario;

c)pareri favorevoli in materia di sicurezza sanitaria, ambientale, antincendio rilasciati dagli organi competenti;

  • rilasciare autorizzazioni all’esercizio di impianto temporaneo (Non oltre 180 giorni, prorogabile per altri 180 giorni), al fine di non sospendere l’erogazione di carburante in caso di ristrutturazione totale o parziale di impianto autorizzato, previo invio al Comune di specifica richiesta, insieme a quella di ristrutturazione, allegando:

a)perizia giurata redatta da tecnico abilitato attestante corretta esecuzione lavori in conformità al progetto approvato;

b)parere favorevole di sicurezza sanitaria, ambientale, antincendio rilasciato dagli Organi competenti.

L’avvenuto smantellamento dell’impianto temporaneo è comunicato entro 30 giorni al Comune

  • rilasciare autorizzazioni per: modifiche o trasferimento di titolarità; trasferimento di impianti da posizione originaria ad altre sedi nel territorio comunale; prelievo e trasporto di carburanti in recipienti mobili; impianti di distribuzione ad uso privato (Modello in Allegato a D.D.S. 9/2/11) per unità da diporto ad uso pubblico, avio ad uso pubblico, motovela e motopesca esente da accisa (Al riguardo autorizzazioni rilasciate purché: nel rispetto di disposizioni urbanistico edilizie, prescrizioni fiscali, igienico-sanitarie, acustiche, sicurezza sul lavoro, antincendio, tutela ambientale e dei beni storici ed artistici; nel caso di cooperative o consorzi di autotrasportatori, “oggetto sociale prevede soltanto attività di autotrasporto”; escluso il rifornimento a mezzi di uso personale). Titolarità dell’autorizzazione non è trasferibile separatamente dall’impianto;
  • esaminare richiesta di modifiche per potenziamento di impianto (relative a: aggiunta di nuovi carburanti; sostituzione del carburante già autorizzato nei distributori installati;  variazioni numero dei distributori, sostituzione di distributori a semplice o doppia erogazione con altri ad erogazione doppia o multipla; cambio di destinazione di serbatoi o distributori di prodotti; aumento/riduzione del numero o della capacità di stoccaggio dei serbatoi e/o dei distributori; eliminazione di distributori o di carburanti già autorizzati; installazione di dispositivi self service pre-pagamento e post pagamento o estensione di quelli esistenti ad altri carburanti; attivazione o aumento dello stoccaggio di oli lubrificanti, oli esausti, gasolio per uso di riscaldamento dei locali degli impianti, nonché di ogni altro tipo di prodotto non destinato alla vendita al pubblico; trasformazione modalità di rifornimento del metano), purché eseguite nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza sanitaria, ambientale, antincendio, fiscali, urbanistico edilizie. Tali modifiche (come quella relativa a ristrutturazione parziale o totale di impianti sulle stesse aree o alle attività accessorie) sono soggette a SCIA (salvo aggiunta di carburanti non precedentemente erogati per cui occorre rilascio di autorizzazione) inviata dal gestore di impianto corredata da perizia rilasciata da tecnico abilitato asseverante conformità delle modifiche apportate;
  • inviare copia delle autorizzazioni rilasciate a Regione, VVFF, competenti Uffici finanziari, proprietari delle strade, affinché provvedono al loro collaudo;
  • inviare a Regione dati relativi agli impianti ad uso privato autorizzati;
  • eseguire verifiche di compatibilità sugli impianti esistenti con le disposizioni della L.R. 27/09, procedendo a dichiarare la decadenza dell’autorizzazione e la chiusura degli impianti incompatibili con conseguente loro smantellamento;
  • applicare sanzioni amministrative (compresa revoca, sospensione o decadenza dell’autorizzazione) in caso di irregolarità rilevate;
  • fissare orario minimo (52 ore) di apertura settimanale degli impianti della rete ordinaria con presenza di gestore, che può essere da questo aumentato fino a 62 ore, comunque nel rispetto delle seguenti disposizioni: apertura dopo le ore 5; chiusura entro le ore 22; servizio notturno attuato dalle ore 22 fino ad orario di apertura; possibilità di chiusura infrasettimanale o domenicale o festiva. Gestore impianto comunica orario a Comune (resta valido fino a successiva comunicazione di modifica), mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno almeno 30 giorni prima di inizio dell’attività. Durante orario di apertura l’erogazione del carburante è assistita da personale, specie nei confronti di soggetti disabili. Comune fissa orari di apertura e chiusura di: dispositivi self serve pre e post pagamento (Nessun vincolo o limitazione ad utilizzo continuativo di tali dispositivi, purché titolare garantisca adeguata sorveglianza); attività accessorie; “attività e servizi integrativi qualora impianto svolge servizio notturno”;
  • fissare turnazione di impianti (compresi quelli ubicati in officine, autorimesse, complessi commerciali, aree turistico ricettive), garantendo nelle domeniche, giorni festivi e di riposo infrasettimanali l’apertura di almeno il 12,5% degli impianti esistenti nel Comune, compresi quelli self service (Obiettivo deve essere quello “di assicurare il servizio di distribuzione nel modo più capillare possibile, specie nei centri urbani e lungo le principali direttrici”). Impianti con gestore che effettuano il turno domenicale, possono effettuare un turno di riposo “nel primo giorno feriale successivo”, mentre nessun recupero è dovuto in caso di giorno festivo infrasettimanale. Gestore può:

a)chiedere di effettuare giorno di riposo infrasettimanale diverso dal Sabato pomeriggio al Comune, che ha 30 giorni di tempo per rispondere (altrimenti silenzio – assenso)

b)tenere aperto l’impianto durante le festività se Sindaco con ordinanza concede deroga

c)comunicare al Sindaco il periodo di sospensione dell’attività per ferie.

Comune può concedere deroghe a suddetti orari e turni “per esigenze di carattere stagionale, turistico, o legate a manifestazioni di particolare interesse, o in caso di eventi non previsti”. Esonerati dal rispetto dei suddetti orari e turni, gli impianti di erogazione di metano o GPL, anche se inseriti in un complesso più ampio di distribuzione di altri carburanti o di impianti senza gestore;

  • applicare sanzioni amministrative in caso di irregolarità od inadempienze riscontrate

Titolare di impianto di distribuzione carburanti ha l’obbligo di:

  • presentare domanda in bollo (Modello in Allegato a D.D.S. 9/2/11) per autorizzazione all’installazione ed esercizio di un nuovo impianto (permanente o provvisorio o temporaneo) di distribuzione ad uso pubblico/privato lungo la rete stradale ed autostradale al Comune, allegando:

a)dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante: generalità del richiedente, progettista e direttore dei lavori; caratteristiche e disponibilità dell’area dove ubicato impianto; possesso dei requisiti di accesso alle attività previste dalla vigente normativa statale e regionale; numero di iscrizione al registro imprese di CCIAA;

b)relazione tecnica sulle caratteristiche dell’impianto e sui materiali usati;

c)planimetria in scala 1:2000 e 1:100 relativa al progetto di impianto;

d)perizia giurata redatta da tecnico abilitato attestante che impianto: non  ricade in una delle situazioni di incompatibilità di cui sopra (o se vi ricade, sussiste impegno ad adeguarlo entro termini di legge); è conforme alle disposizioni urbanistico – edilizie, prescrizioni fiscali, tutela dei beni storici e artistici;

e)elaborati tecnici necessari per il rilascio del titolo abilitativo edilizio, qualora non depositati presso altri uffici del Comune competente;

f)parere favorevole in materia di sicurezza sanitaria, ambientale, antincendio rilasciato dagli organi competenti;

  • iscrivere impianto ad Anagrafein quanto requisito fondamentale per la validità dell’autorizzazione rilasciata all’impianto stesso;
  • inviare richiesta di SCIA (Modello in Allegato a D.D.S. 9/2/11) al Comune e ad Ufficio ADM competente, allegando:
  1. relazione tecnica sulle caratteristiche dell’impianto e sui materiali usati;
  2. planimetria in scala 1:2000 e 1:100 relativa al progetto di impianto;
  3. perizia giurata.

Modifiche all’impianto possono essere effettuate a partire dalla data di presentazione della richiesta di SCIA;

  • comunicare al Comune la sospensione temporanea dell’attività dell’impianto per non oltre 6 mesi (Ammessa proroga di 6 mesi “qualora non ostino esigenze di utenza” o fino a quando “si protrae impedimento per cause di forza maggiore”). Al termine del periodo di sospensione occorre rimettere in funzione impianto, altrimenti Comune “diffida interessato a riattivarlo entro 30 giorni, pena decadenza dell’autorizzazione”;
  • completare la realizzazione del nuovo impianto, od il suo trasferimento in altra sede entro il termine fissato nel permesso di costruire (Per impianti lungo autostrada e loro raccordi entro 12 mesi), pena decadenza della autorizzazione. In caso documentato di forza maggiore, Comune può concedere proroga per intera durata di evento;
  • chiedere al Comune il collaudo (obbligatorio per nuovi impianti, potenziamenti, trasferimenti, aggiunta di distributori per prodotti autorizzati, aumento del numero e capacità di stoccaggio di serbatoi, installazione di dispositivi self service prepagamento soggetti ad autorizzazione o SCIA), almeno 60 giorni prima di conclusione lavori. Comune, entro 30 giorni da richiesta, convoca Commissione di collaudo (composta da rappresentante ADM, VVFF, Regione, Comune), che provvede nei successivi 30 giorni alla presenza del titolare di impianto (o suo delegato) e del tecnico responsabile dei lavori ad eseguire collaudo (durante operazioni di collaudo, impianto deve sospendere attività di erogazione dei carburanti). Comune in attesa esito di collaudo può rilasciare, su richiesta del titolare (corredata da perizia giurata firmata da tecnico abilitato attestante il rispetto delle norme vigenti), autorizzazione all’esercizio provvisorio dell’impianto, valido fino ad esecuzione del collaudo. In caso di esito negativo del collaudo, Comune fissa termine perentorio per l’eliminazione delle irregolarità rilevate e dispone un nuovo collaudo. Non sono soggette a collaudo le modifiche minori, che comunque vanno realizzate nel rispetto delle norme di sicurezza fiscali, come attestato tramite relazione rilasciata da tecnico abilitato da inviare a Comune, VVFF, ADM;
  • installare un cartello a favore del pubblico in prossimità degli accessi all’impianto, indicante: orario di apertura; turno di chiusura (infrasettimanale, domenicale e festivo); prezzi praticati;
  • compilare in base al D.P.R. 444/98 una scheda mensile/trimestrale di acquisto carburante (Modello riportato su G.U. 298/97), contenente: denominazione o ragione sociale della ditta; domicilio fiscale; numero partita IVA; estremi di identificazione del veicolo di trasporto. Al momento del rifornimento, addetto al trasporto riporta nella scheda (apponendovi firma di convalida): data; ammontare del prelievo di carburante effettuato; denominazione del gestore di impianto. Ammontare delle operazioni mensili o trimestrali riportate sulla scheda (integrate dai Km. percorsi) sono trascritte sul registro della contabilità IVA ai fini della detrazione fiscale;
  • inviare, nel caso di impianti ad uso privatoentro 31 Gennaio (pena decadenza autorizzazione), al Comune una dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante: numero e descrizione degli automezzi in proprietà, locazione, uso; carburante utilizzato nell’anno precedente; importo complessivo del fatturato annuo. Comune invia entro 60 giorni suddetti dati alla Regione;
  • consentire l’accesso agli impianti e fornire tutte le informazioni richieste ai funzionari incaricati dal Comune di eseguire i controlli;
  • chiedere al Comune, dove esisteva alla data del 18/2/2011 un solo impianto funzionante, di poter proseguire l’attività con apparecchiature di self service pre-pagamento.

Soggetti che hanno necessità di rifornire i propri mezzi sul posto di lavoro per quantitativi superiori a 30 litri inviano richiesta di autorizzazione al prelievo di carburanti con recipienti mobili (Modello in Allegato a D.D.S.9/2/11) al Comune dove ubicato l’impianto di distribuzione, allegando dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante: dati del richiedente; numero di iscrizione al registro delle imprese CCIAA; elenco dei mezzi da rifornire sul posto di lavoro. Autorizzazione (Modello in Allegato a D.D.S. 9/2/11) ha validità di 3 anni e può essere rinnovata. Gestori di impianti possono fornire carburanti solo a soggetti in possesso di tale autorizzazione. In caso di prelievi inferiori a 30 litri, nessuna autorizzazione necessaria, purché soggetti muniti di recipienti mobili conformi alla normativa vigente.

Legge 27/12 incarica MISE di definire:

a)metodologia di calcolo (ogni Lunedì) del prezzo medio per ogni tipologia di carburante per autotrazione da inviare alla Commissione UE, tenendo conto del prezzo offerto al pubblico con modalità self service

b)cartellonistica atta a pubblicizzare i prezzi applicati da ogni impianto, riportando per ogni tipologia di prodotto (nel seguente ordine dall’alto in basso; gasolio; benzina; gpl; metano) il prezzo di vendita (espresso in numero intero e prime due cifre decimali) con modalità self service (senza indicare eventuali sconti). Prezzi di eventuali tipologie di carburanti speciali riportati, su cartelloni appositi, sotto forma di differenza in aumento rispetto ai prezzi self service

Sanzioni:

Chiunque esercita deposito di oli minerali, impianto di distribuzione stradale e distribuzione automatica di carburanti senza averlo denunciato: multa da 1.032 a 5.164 €

Se nella verifica di tali impianti verificate eccedenze rispetto a registro di carico e scarico non giustificate: multa da 516 a 3.098 €. Se eccedenza rilevata non supera 1% in rapporto a quantità estratta nel periodo preso a base di verifica: multa da 154 a 929 €. Nessuna sanzione per eccedenze rilevate nel periodo preso a base della verifica inferiori a: 1% di oli combustibili di quantità estratta in depositi liberi per uso commerciale; 5/1000 di carburante registrato a contatore impianti di distribuzione automatica

Chiunque supera termini fissati per realizzare nuovo impianto o suo trasferimento di non oltre 3 mesi: multa da 2.500 a 15.000 €. Se ritardo superiore a 3 mesi: decadenza di autorizzazione.

Se impianto di carburante risulta incompatibile, o se titolare perde requisiti morali all’esercizio dell’attività commerciale: decadenza di autorizzazione + smantellamento impianto + ripristino del sito a spese del trasgressore entro termine fissato dal Comune.

Se accertata incompatibilità di un impianto dichiarato invece compatibile dal titolare, o se decorso inutilmente il termine fissato per i lavori di adeguamento di questo: sanzione da 5000 a 15.000 € + decadenza di autorizzazione (comunicata a MISE, Regione, ADM) + decadenza della licenza di esercizio +  risoluzione dell’approvvigionamento di carburante per tale impianto.

Chiunque installa o mantiene in esercizio un impianto senza autorizzazione: multa da 10.000 a 50.000 € + sospensione dell’attività fino ad ottenimento dell’autorizzazione + se questa non viene concessa, smantellamento di impianto

Chiunque modifica impianto senza autorizzazione o SCIA, o installa un impianto ad uso privato senza autorizzazione, o fornisce carburante a veicoli non rientranti nell’autorizzazione, o rifornisce utenti sprovvisti di recipienti mobili conformi alle norme di sicurezza od operatori privi di autorizzazione, o attiva impianto prima del collaudo: multa da 2.500 a 15.000 €. Multa ridotta a 150 – 300 € in caso di utilizzo di recipienti mobili di capacità inferiore a 30 l. per carburanti non conformi

Chiunque esegue modifiche ad impianto non costituenti suo potenziamento senza comunicarlo, od intraprende modifiche ad impianto in assenza di autorizzazione, o non rispetta gli orari e turnazioni, o non espone cartello circa prezzi applicati, o espone cartelli o altri mezzi pubblicitari che creano ad utente false aspettative: multa da 500 a 3.000 €

In caso di recidiva o di irregolarità particolarmente gravi: sospensione dell’attività per non oltre 30 giorni da parte del Comune

Chiunque non adegua impianto con apparecchiature per modalità di rifornimento self service con pagamento anticipato: multa da 1.000 a 5.000 € per mese di ritardo nell’adeguamento e per quantitativo erogato nell’ anno precedente.

In caso di mancato invio della dichiarazione da parte del titolare di impianto nel termine fissato per iscrizione ad Anagrafe: sanzione da 2500 a 7000 €  per ogni mancata dichiarazione per mese di ritardo + diffida del titolare a provvedere entro 30 giorni + se non rispettato tale termine dichiarazione entro 30 giorni della decadenza dell’autorizzazione e della licenza di esercizio.

Entità aiuto:

Commissione di collaudo beneficia di un rimborso spese forfetario per ogni collaudo eseguito da parte della ditta richiedente, il cui importo e modalità di pagamento sono definite da Giunta Regionale

Proventi delle sanzioni sono destinati per: 70% al Comune competente per territorio; 30% al Fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti.