CREDITO IMPOSTA AGRICOLTURA

CREDITO IMPOSTA AGRICOLTURA (Legge 208/15)  (credit16)

Soggetti interessati:

Imprese attive  nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, pesca ed acquacoltura, nonché della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, pesca ed acquacoltura che effettuano acquisto di beni strumentali nuovi nell’ambito di un progetto di investimento.

Escluse imprese in difficoltà finanziaria.

Iter procedurale:

Interessati presentano apposita comunicazione ad Agenzia delle Entrate, secondo modalità e termini da questa fissati, che informa imprese circa autorizzazione o meno ad usufruire del credito di imposta.

Per avvalersi dei benefici in oggetto, imprenditore evidenzia credito nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di maturazione del credito ed in quelle dei periodi successivi, “fino a quello nel quale si conclude utilizzo”, senza dover rispettare limite di 250.000 €/anno prescritto da Legge 244/07.

Entità aiuto:

Stanziati 617.000.000 € per ognuno degli anni 2016, 2017, 2018, 2019 per concessione di aiuti nei limiti ed alle condizioni previste da normativa UE in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo, forestale, zone rurali ed ittico, al fine di agevolare l’acquisto (anche mediante contratti di locazione finanziaria) di macchinari, impianti ed attrezzature varie destinate  a strutture produttive esistenti, o impiantate nel territorio italiano. Aiuti concessi sotto forma di credito di imposta fino ad un massimo di 1.500.000 € per piccola impresa, 5.000.000 € per media impresa, 15.000.000 € per grande impresa, commisurato a “quota del costo complessivo dei beni acquistati di cui sopra, eccedente gli ammortamenti dedotti nel periodo di imposta, relativi alle medesime  categorie di beni di investimento della stessa  struttura produttiva, ad esclusione  dei beni che formano oggetto di investimento agevolato”  (nel caso di leasing anche se non esercitato il riscatto, assumere come riferimento costo  sostenuto dal locatore per acquisto di beni, con esclusione delle spese di manutenzione).

Credito di imposta  non cumulabile con aiuti “de minimis”  e con altri aiuti di Stato aventi per oggetto stesso bene, ma utilizzabile  solo in compensazione del versamento di imposte, a decorrere dal periodo di imposta in cui eseguito l’investimento.

Sanzioni:

Se beni oggetto di agevolazione non entrano in funzione entro 2° periodo di imposta successivo  a quello di acquisizione/ultimazione, o se prima del 5° periodo di imposta successivo a quello di entrata  in funzione, i beni sono dismessi o ceduti a terzi, o destinati  a finalità diverse da esercizio di impresa: credito di imposta rideterminato,  escludendo  costo non ammortizzato di investimenti agevolati  per parte che eccede costi di nuove acquisizioni.

Credito di imposta  indebitamente utilizzato rispetto ad importo rideterminato: versato entro termine pagamento a saldo  di imposta  sui redditi inerente il periodo di imposta in cui accertate violazioni.

Se a seguito di controlli, Agenzia delle Entrate  accerta indebita fruizione, anche parziale, di credito di imposta a causa del mancato  rispetto delle norme, o della inammissibilità dei costi sulla cui base definita l’agevolazione: recupero di importo fruito  + interessi legali + sanzioni.

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