CONTRIBUTI COMMERCIO

CONTRIBUTI COMMERCIO (D.G.R. 15/04/19; D.D.S. 29/04/19)   (commag10)

Soggetti interessati:

Regione PF Economia Ittica, Commercio e Tutela dei Consumatori (PF).

Micro, piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e di somministrazione al pubblico di bevande ed alimenti,  comprese quelle ubicate in Comuni con meno di 5.000 abitanti, che:

  • hanno iniziato l’attività dopo il 01/01/2018
  • risultano in possesso, al momento di invio della domanda, di autorizzazione amministrativa o di SCIA per l’esercizio dell’attività
  • presentano un volume di affari inferiore a 2.000.000 € (desumibile dall’ultima dichiarazione IVA; nel caso di impresa con attività promiscua ed unica partita IVA, il volume di affari è quello complessivo; nel caso di nuova impresa, il volume di affari non è preso in considerazione; in caso di subentro, il volume di affari è quello della ditta cedente)
  • intendono realizzare progetti di riqualificazione e valorizzazione delle proprie attività commerciali, prioritariamente ubicate nei centri storici e/o relative a nuovi esercizi condotti da giovani.

Escluse:

  1. attività commerciali quali: vendita non rivolta al pubblico (spacci interni); vendita di merci prodotte in proprio (agricoltori, artigiani); farmacie e parafarmacie (salvo le parti dell’attività commerciale); trasformazione di prodotti; monopolio (salvo le parti dell’attività commerciale); distributori automatici; commercio elettronico; rivendita di carburanti; noleggio; commercio all’ingrosso; commercio su aree pubbliche non attuato con strutture fissate al suolo (box o chioschi);
  2. attività di somministrazione di bevande ed alimenti quali: attività svolte in circoli privati e mense (quindi ad uso interno, o comunque limitato a determinate categorie ed utenze); attività artigianali per produzione propria;
  3. forme speciali di vendita di cui alla LR 27/09.

Iter procedurale:

Soggetti interessati, a seguito dell’emanazione con DDS 71 del 29/04/19 del bando ad evidenza pubblica, presentano, tramite PEC (regione.marche.finanzcom@emarche.it) ed in formato PDF, entro il 10/06/2019 domanda in bollo (Modello pubblicato su BUR 32/19) con firma digitale, riguardante 1 solo esercizio commerciale,  riportando la dicitura  LR 27/09 interventi di sostegno alle piccole imprese commerciali Bando 2019” o “LR 37/09 interventi di sostegno alle piccole imprese commerciali nei Comuni sotto 5000 abitanti Bando 2019”; nome, indirizzo, Comune, codice fiscale/partita IVA della ditta richiedente. Allegare:

  1. elenco delle spese da sostenere/sostenute, con copia dei preventivi e/o delle fatture dei lavori od acquisti da effettuare o già eseguiti. In caso di fatturazione elettronica, allegare copia della fattura;
  2. dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante che l’impresa non ha mai percepito, o almeno negli ultimi 3 anni (cioè dal 10/06/2016), contributi pubblici per lo stesso esercizio (Allegato 4 pubblicato su BUR 32/19);
  3. dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante il rispetto del regime “de minimis” (Allegato 3 pubblicato su BUR 32/19);
  4. copia dell’autorizzazione amministrativa, o della dichiarazione di inizio attività (DIA), o della SCIA presentata al Comune nel caso di apertura esercizi di vicinato, o di somministrazione di alimenti e bevande
  5. copia del documento di identità del richiedente in corso di validità

PF esegue l’istruttoria, richiedendo eventuali documenti integrativi e/o chiarimenti, da inviare entro 15 giorni, pena decadenza della domanda. PF esclude domande:

  • incomplete o errate nella loro compilazione, salvo che i dati non siano desumibili dal contesto della domanda
  • mancanti di firma o del documento di identità valido (possibile integrarlo entro 15 giorni dalla richiesta di PF)
  • mancanti dei documenti prescritti dal bando
  • inviate dopo il termine fissato, o con modalità diverse dalla PEC, o ad un indirizzo PEC diverso da quello indicato nel bando
  • riguardanti più esercizi commerciali o di somministrazione alimenti e bevande;
  • mancanti della suddivisione delle spese, in caso di attività promiscua;
  • presentate da soggetti che non hanno inviato il rendiconto del contributo 2018 entro i termini previsti, con conseguente revoca di questo
  • presentate sia per l’intervento 1 del bando (sostegno alle piccole imprese commerciali), sia per l’intervento 2 del bando (sostegno alle piccole imprese commerciali in Comuni  sotto 5000 abitanti)

PF provvede a redigere la graduatoria, tenendo conto delle seguenti priorità dichiarate al momento di invio della domanda:

  1. nuovi esercizi commerciali che hanno avviato l’attività dopo il 01/01/2018 (compreso il subentro in tali attività, ma escluso il loro ampliamento): 20 punti
  2. subentro effettuato dopo il 01/01/2018 in esercizi commerciali vigenti prima doi tale data: 10 punti
  3. esercizi commerciali i cui titolari hanno un’età compresa tra 18 e 35 anni (per società semplice ed in nome collettivo, tale requisito va posseduto da almeno 1 socio; per società in accomandita semplice, tale requisito va posseduto da almeno 1 socio accomandatario; per società semplificata a responsabilità limitata, tale requisito va posseduto da almeno 1 socio; per società a responsabilità limitata e società per azioni, priorità non assegnata): 20 punti
  4. esercizi commerciali ubicati nei centri storici (allegare dichiarazione attestante che l’ubicazione dell’esercizio commerciale ricade nel centro storico): 15 punti
  5. esercizi commerciali i cui lavori/acquisti previsti sono stati già eseguiti e fatturati per almeno il 70%: 15 punti
  6. esercizi commerciali i cui i lavori/acquisti previsti sono già stati eseguiti e fatturati per il 100%: 30 punti
  7. esercizi commerciali che non hanno mai percepito aiuti pubblici per la stessa unità: 30 punti
  8. esercizi commerciali il cui titolare (se ditta individuale), o legale rappresentante (se società) è donna: 10 punti

A parità di punteggio, la priorità viene assegnata a: rapporto più alto tra l’entità dell’investimento ammissibile ed il numero di abitanti del Comune sede di esercizio; ordine cronologico di presentazione della domanda (ora e minuti di invio PEC).

PF comunica all’interessato, nei 30 giorni successivi alla pubblicazione della graduatoria sul BUR, l’ammissione o l’esclusione della domanda dall’aiuto, specificandone i motivi.

Sono ammesse varianti al progetto approvato, purché preventivamente comunicate, tramite PEC, a PF, che “provvederà a dare l’assenso, previa verifica del mantenimento dei requisiti sostanziali”. Variante non può mai incrementare l’importo dell’aiuto approvato, mentre qualora comporti una riduzione dell’investimento, PF riduce in proporzione il contributo, previa verifica della conformità dell’intervento modificato e dei risultati conseguiti al progetto approvato.

Progetto va realizzato (cioè tutti i beni previsti sono stati consegnati, installati, fatturati e quietanzati) entro 6 mesi dalla pubblicazione della graduatoria su BUR, pena revoca del contributo, salvo proroga concessa per cause di forza maggiore o “motivi ostativi alla regolare esecuzione dei lavori”, comunque non oltre 2 mesi,  a seguito di richiesta inviata, tramite PEC, a PF almeno 30 giorni prima della scadenza dei lavori.

Beneficiari debbono, entro 30 giorni dalla scadenza del termine dei lavori, inviare tramite PEC a PF richiesta di contributo, corredata dai seguenti documenti (in formato PDF):

  1. relazione tecnica, attestante: data di inizio e fine dei lavori eseguiti; interventi eseguiti; elenco delle fatture quietanzate relative ai lavori eseguiti ed alle attrezzature e/o arredi acquistati
  2. dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante che l’impresa non ha percepito, né richiesto altri contributi pubblici sulle fatture rendicontate (Allegato 5 pubblicato su BUR 32/19)
  3. copia delle fatture quietanzate, tramite: bonifico bancario; assegno circolare/bancario (corredato da estratto conto attestante l’accredito dell’importo al fornitore); carta di credito (corredata da estratto conto attestante l’accredito dell’importo al fornitore); lettera liberatoria del fornitore (corredata dal documento di identità valido di questo). Esclusi altri documenti contabili (v. scontrini fiscali)
  4. eventuale dichiarazione attestante che il rendiconto delle spese è stato inviato insieme alla domanda iniziale

P.F. procede ad emanare il decreto di concessione del contributo, entro 60 giorni dal ricevimento del rendiconto, previa verifica dei documenti trasmessi. Somme impegnate, ma non liquidate, sono utilizzate per lo scorrimento della graduatoria.

Regione può eseguire, in qualsiasi momento, controlli per accertare lo svolgimento del progetto e la veridicità delle dichiarazioni riportate in domanda

Sanzioni:

In caso di:

  • mancata ultimazione del progetto nei termini prescritti
  • progetto realizzato in modo difforme da quello approvato, senza preventiva autorizzazione
  • concessione per lo stesso investimento di altre agevolazioni pubbliche di qualsiasi natura
  • progetto realizzato per un importo  inferiore al 70% dell’investimento approvato o a 15.000 € (al netto di IVA)
  • in caso di cessione/modificazione d’uso dei beni oggetto di aiuto o cessazione dell’attività da parte dell’impresa entro 4 anni successivi alla data di concessione dell’aiuto;
  • accertata mancanza dei requisiti per l’accesso al contributo, o non veridicità dei dati riportati nella domanda con conseguente uscita di questa  dalla graduatoria di quelle finanziabili
  • mancato invio del rendiconto nei termini previsti:

revoca del contributo + restituzione dell’aiuto eventualmente percepito maggiorato degli interessi legali.

 

Entità aiuto:

Per anno 2019 stanziati 1.000.000 € (di cui: 800.000 € per interventi a sostegno delle piccole imprese commerciali; 200.000 € per interventi a sostegno delle piccole imprese commerciali nei Comuni sotto i 5000 abitanti), a cui si possono aggiungere altri fondi di derivazione nazionale o regionale.

Contributo, concesso in conto capitale, è pari al 20% della spesa sostenuta, a partire da 01/01/2018 per un importo minimo (al netto di IVA) pari a 15.000 € e massimo pari a  60.000 €, inerente a:

  • ristrutturazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, ampliamento dei locali adibiti ad attività commerciali
  • acquisto di arredi ed  attrezzature fisse e mobili di nuova fabbricazione, funzionali all’attività di vendita e/o somministrazione di alimenti e bevande

In caso di attività promiscua (es. attività commerciale ed artigianale) svolta congiuntamente nello stesso locale, sono ammesse solo le spese (e quindi le fatture) riconducibili al commercio ed ai laboratori di produzione se funzionali all’attività di vendita.

Sono escluse le spese per:

  • deposito delle merci e/o uffici (anche contigui all’esercizio commerciale);
  • operazioni attuate in forma di leasing;
  • acquisto ed allestimento di veicoli commerciali;
  • acquisto di beni usati. In caso di fatture comprendenti sia beni di nuova fabbricazione che usati, occorre allegare una dichiarazione in cui specificare i beni di nuova fabbricazione (con il relativo importo) riportati in fattura, pena la sua esclusione;
  • riparazioni, sistemazioni, modifiche alle attrezzature vigenti;
  • stipula di contratti relativi alla fornitura di acqua, luce, gas, telefonia mobile;
  • interessi passivi, IVA, spese notarili, registrazione degli atti;
  • oneri di urbanizzazione e spese tecniche per la predisposizione degli atti comunali (DIA/SCIA, cambio di destinazione d’uso);
  • estintori e smaltimento dei rifiuti;
  • acquisto di PC portatili, notebook o simili (se oltre 1 unità);
  • distributori automatici;
  • acquisto di attivi aziendali;
  • complementi di arredo (stoviglie, posate, biancheria, soprammobili, quadri, tappeti, piante, vasi, fiori), nonché suppellettili non funzionali all’attività oggetto di intervento;
  • noleggio di apparecchiature e relativi canoni;
  • sistemazione di esterni (rifacimento e/o asfaltatura di piazzali, illuminazione, recinzione, cancelli, …);
  • fatture/ricevute di importo inferiore a 100 € (IVA esclusa);
  • progettazione e direzione dei lavori, consulenza;
  • pubblicità ed iniziative promozionali.

Agevolazioni sono concesse nell’ambito del regime “de minimis” (cioè non oltre 200.000 € di aiuti percepiti in 3 anni), con divieto di un loro cumulo con altre agevolazioni pubbliche concernenti lo stesso investimento