CONSERVAZIONE BIODIVERSITA’

CONSERVAZIONE BIODIVERSITA’ (Legge 1096/71, 195/15; D.M. 06/07/12; L.R. 12/03, 36/08; D.A. 88/19; D.G.R. 09/02/10, 27/10/14, 11/03/19; D.D.S. 19/03/18; Reg. Marche 10/04)  (teramb09)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole Alimentari  e Forestali (MIPAAF), Ministero Istruzione, Università, Ricerca (MIUR), Istituto Superiore per Ricerca e Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), Istituti di ricerca, ASSAM, Organizzazioni che svolgono attività in materia di conservazione, caratterizzazione, raccolta ed utilizzazione, di:

  • risorse genetiche vegetali, comprendenti: piante agricole, foraggiere, vitigni, orticoltura,   frutticoltura, piante ornamentali, medicinali ed aromatiche, silvicoltura e foreste, funghi;
  • risorse genetiche animali, comprendenti: animali di allevamento, fauna selvatica che potrebbe   risultare utile in agricoltura,

aventi valore effettivo o potenziale per alimentazione ed agricoltura, originarie di specifico territorio, o, pur essendo di origine autoctona, introdotte da lungo tempo nel territorio di riferimento, naturalizzate ed integrate tradizionalmente nella sua agricoltura/allevamento, o scomparse dal territorio di origine ma conservate in orti botanici o centri di ricerca/conservazione di altre Regioni o Paesi.

Agricoltore custode, cioè qualunque “soggetto pubblico o privato che, a qualunque titolo, provvede alla conservazione delle risorse genetiche a rischio di estinzione iscritte nel Registro regionale”, nell’ambito di azienda agricola, o in situ secondo modalità fissate da Regione (nel caso di allevatori secondo disciplinari dei Libri genealogici).

 

Iter procedurale:

Approvate con Legge 194/15 “Disposizioni per tutela e valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare”, finalizzata alla tutela delle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali dal rischio di estinzione ed erosione genetica, anche tramite tutela del territorio rurale, limitando fenomeni di spopolamento e preservando il territorio da fenomeni di inquinamento genetico e perdita di patrimonio genetico. Sistema nazionale di tutela e valorizzazione della biodiversità comprende:

  1. anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare, istituita presso MIPAAF, in cui riportare “tutte le risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali di origine vegetali, animale o microbica, soggette a rischio di estinzione o di erosione genetica”. Iscrizione di una risorsa genetica in anagrafe è subordinata ad istruttoria per verificare se sussistono tutti i seguenti requisiti:
  • corretta caratterizzazione ed individuazione della risorsa
  • sua adeguata conservazione in situ nell’ambito di aziende agricole, o ex situ
  • indicazione corretta del luogo di conservazione
  • eventuale possibilità di generare materiale di moltiplicazione

Specie, varietà, razze già individuate da repertori o Registri vegetali di Regioni, o da Libri genealogici e registri anagrafici, nonché tipi genetici autoctoni animali in via di estinzione secondo FAO sono inseriti di diritto in anagrafe. Escluse varietà geneticamente modificate. Risorse genetiche iscritte in anagrafe mantenute sotto responsabilità e controllo pubblico, non assoggettabili a diritto di proprietà intellettuale o di altro diritto che ne limiti accesso o riproduzione da parte di agricoltori, compresi brevetti di carattere industriale, né possono essere oggetto di privativa per ritrovati vegetali, o di brevetti (anche per materiali parzialmente derivabili da quelli iscritti in anagrafe o per loro parti e componenti)

  1. rete nazionale della biodiversità di interesse agricolo, coordinata da MIPAAF di intesa con Regioni, composta da:
  • strutture locali, regionali, nazionali per conservazione del germoplasma ex situ
  • agricoltori ed allevatori custodi

Rete svolge attività diretta a: preservare risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali dal rischio di estinzione e di erosione tramite conservazione in situ, o nell’ambito di aziende agricole, o ex situ; incentivare loro reintroduzione in coltivazione o altre forme di valorizzazione

  1. portale nazionale della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare istituito presso MIPAAF, al fine di:
  • costituire un sistema di banche dati interconnesse su risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario, individuate, caratterizzate e presenti nel territorio nazionale
  • consentire diffusione delle informazioni su risorse genetiche locali di interesse alimentare ed agrario, al fine di ottimizzare interventi volti a loro tutela e gestione
  • consentire monitoraggio stato di conservazione della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare in Italia

Enti pubblici di ricerca comunicano al Portale, anche tramite rispettive piattaforme di documentazione, risultati delle ricerche effettuate su risorse genetiche locali di   interesse alimentare ed agrario

  1. Comitato permanente per biodiversità di interesse agricolo ed alimentare, istituto presso MIPAAF, composto da: rappresentante MIPAAF (lo presiede), 6 rappresentanti di Regione, 1 rappresentante MIUR, 1 rappresentante Ministero ambiente ed 1 di Ministero Salute; 3 rappresentanti di agricoltori ed allevatori custodi Comitato dura in carica 5 anni ed ha il compito di:
  • individuare obiettivi e risultati delle singole azioni contenute nel Piano nazionale su biodiversità di interesse agricolo
  • raccogliere richieste di ricerca avanzate da soggetti pubblici e privati e trasmetterle ad Istituzioni scientifiche competenti
  • favorire scambi di esperienze ed informazioni, al fine di garantire applicazione della normativa vigente in materia
  • raccogliere proposte di intervento volte a tutela ed utilizzo sostenibile delle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali, coordinando azioni da realizzare
  • favorire trasferimento di informazioni ad operatori locali
  • definire sistema comune di individuazione, caratterizzazione e valutazione di risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali
  • svolgere funzioni del soppresso Comitato permanente per risorse genetiche

MIPAAF determina modalità di funzionamento del Comitato e di integrazione  dei suoi componenti con rappresentanti di Enti di ricerca ed inoltre invia una relazione annuale su attività del Comitato alla Camere.

Amministrazioni centrali, regionali, locali, nonché Enti ed Organismi pubblici interessati sono tenuti a fornire dati ed informazioni a soggetti del sistema nazionale di tutela  e valorizzazione della biodiversità.

MIPAAF e Regioni possono:

  1. promuovere attività di agricoltori custodi nonché, insieme ad Università, progetti per la trasmissione delle conoscenze acquisite in materia di biodiversità ad agricoltori, studenti, consumatori, tramite attività di formazione ed iniziative culturali
  2. individuare soggetti pubblici e privati di comprovata esperienza in materia, presso cui attivare conservazione ex situ delle risorse genetiche. Regioni individuano agricoltori custodi, anche su richiesta di questi, per attuare conservazione in situ o nell’ambito di aziende agricole delle risorse genetiche vegetali a rischio, al fine di incentivare e promuovere la loro attività e provvedere alla loro iscrizione alla rete nazionale della biodiversità
  3. realizzare campagne promozionali di tutela e valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare tramite:
  • istituzione di appositi itinerari, volti a far conoscere risorse genetiche iscritte in anagrafe nazionale della biodiversità
  • indicazione luoghi di conservazione in situ, on farm, ex situ e luoghi di commercializzazione dei prodotti connessi alle stesse risorse, compresi punti di vendita diretta

MIPAAF istituisce “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”, quali ambiti locali derivanti da accordi tra agricoltori locali, agricoltori e allevatori custodi, Gruppi di Acquisto Solidale, Istituti scolastici ed Universitari, Centri di ricerca, Associazioni per tutela della qualità della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare, mense scolastiche, ospedali, esercizi di ristorazione, esercizi di ristorazione, esercizi commerciali, PMI artigiane di trasformazione agricola ed alimentare, Enti pubblici. Accordi possono avere per oggetto:

  1. studio, recupero e trasmissione di conoscenze su risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali
  2. realizzazione forme di filiera corta di vendita diretta, scambio ed acquisto di prodotti agricoli ed alimentari nell’ambito di circuiti locali
  3. studio e diffusione di pratiche biologiche ed altri sistemi colturali a basso impatto, volti al risparmio idrico, minore emissione di anidride carbonica, maggiore fertilità dei suoli, minore utilizzo di imballaggi  per distribuzione e vendita dei prodotti
  4. studio, recupero e trasmissione di saperi tradizionali relativi a colture agrarie, naturale selezione di sementi per fare fronte a mutamenti climatici e corretta alimentazione
  5. realizzazione di orti didattici, sociali, urbani e collettivi, quali strumenti per valorizzare varietà locali, educazione ad ambiente ed a pratiche agricole, aggregazione sociale, riqualificazione di aree dismesse o degradate e di terreni agricoli inutilizzati

MIPAAF istituisce in data 20 Maggio la “Giornata nazionale della biodiversità di interesse agrario ed alimentare” che non determina riduzione orario di lavoro, o giornata di vacanza/scuole in ufficio pubblico. Nell’ambito di tale giornata organizzate cerimonie, iniziative, incontri, seminari (in particolare nelle scuole), dedicati ai valori della biodiversitàagricola e modalità di tutela e conservazione del patrimonio esistente.

Regioni nell’ambito del PSR promuovono progetti volti a realizzare, presso scuole di  ogni ordine e grado, azioni volte alla conoscenza dei prodotti agroalimentari e delle risorse locali.

Piano triennale del Consiglio nazionale di ricerca agricola prevede interventi per ricerca su biodiversità di interesse agricolo ed alimentare e su tecniche volte a favorire, tutelarla , svilupparla, nonché interventi per il recupero di pratiche corrette in materia di alimentazione umana ed animale con prodotti geneticamente non modificati e risparmio idrico. MIPAAF destina parte delle proprie risorse al finanziamento di progetti innovativi sulla biodiversità, “previo espletamento di procedure selettive ad evidenza pubblica”

MIPAAF adottato, previa intesa conferenza Stato Regioni e sentito Comitato per biodiversità, con D.M. 6/7/12 Linee guida nazionale per la conservazione in situ, on farm ed ex situdella biodiversità vegetale, animale e microbica di interesse agrario, nonché aggiornamento del Piano nazionale su biodiversità di interesse agricolo (aggiornamento attuato ogni 5 anni, tenendo conto progressi compiuti nell’attuazione di tali documenti, sviluppi della ricerca scientifica, evoluzione normativa in materia a livello nazionale ed internazionale).

MIPAAF e Regioni tutelano risorse genetiche di vegetali/animali e provvedono affinché “comunità locali che ne hanno curato la conservazione partecipano ai benefici derivanti dalla loro riproduzione”. Produttori agricoli, residenti nei luoghi dove “varietà da conservazione si sono affermate”, o che “provvedono al loro recupero e mantenimento”, hanno diritto alla vendita diretta in ambito locale di modiche quantità di tali sementi o materiali di propagazione prodotti nella propria azienda. MIPAAF può stabilire, sentite Regioni, limitazioni nei quantitativi, od eventuali deroghe ai fini dell’iscrizione nei registri in caso di “coltivazione e commercializzazione di sementi e varietà prive di valore intrinseco per la produzione vegetale”.

In materia di agro biodiversità, Giunta Regionale ai sensi della LR 12/03 provvede a:

  • tutelare le risorse genetiche animali e vegetali del proprio territorio, “in particolare quelle minacciate da erosione genetica e gli agrosistemi locali, anche per favorire lo sviluppo delle produzioni di qualità”. Si ritengono meritevoli di conservazione tutte le razze, varietà, popolazione, ecotipi, cloni, cultivar di interesse scientifico ed agricolo ai fini della loro “conservazione, coltivazione, allevamento ed utilizzazione in campo agrario e forestale”, con particolare riferimento a quelli:
  1. autoctoni coltivati ed allevati, o spontanei, anche affini a specie coltivate o allevate;
  2. autoctoni spontanei caratterizzanti la vegetazione delle aree naturali, comprese le zone umide (naturali ed artificiali) ed i litorali marchigiani;
  3. non autoctoni, purché introdotti nel territorio regionale da almeno 50 anni, “integratisi negli agrosistemi locali, con caratteristiche specifiche tali da suscitare interesse ai fini della loro tutela”;
  4. non autoctoni ma sviluppati per ricostituire la diversità genetica di specie coltivate, le cui varietà locali sono quasi completamente scomparse;
  5. non più coltivati ed allevati sul territorio regionale, ma conservati presso orti botanici, Istituti sperimentali, banche del germoplasma (pubbliche e private), Università e centri di ricerca anche di altre Regioni o Paesi, “per i quali esiste un interesse economico, scientifico, culturale, paesaggistico a favorirne la reintroduzione”;
  6. specie animali autoctone e di interesse ittico-venatorio, la cui integrità genetica viene messa a rischio dai ripopolamenti.

A tal fine ASSAM ha il compito di eseguire azioni di:

  1. monitoraggio del germoplasma regionale già conservato in centri specializzati;
  2. ricerca e monitoraggio delle risorse genetiche presenti sul territorio regionale non ancora repertoriate;
  3. analisi morfo-fisiologiche ed agronomiche del materiale genetico repertoriato ed eventuali analisi molecolare;
  4. definizione della strategia di conservazione per ogni specie, compresa metodica di moltiplicazione delle sementi;
  5. valorizzazione del materiale genetico repertoriato e valutato idoneo allo sviluppo di produzione di qualità. A tal fine ASSAM fornisce, in base a L.R. 36/08, materiale per la riproduzione a soggetti aderenti alla rete
  • istituire Commissione tecnico-scientifica distinta per settore animale e vegetale, coordinata da un funzionario del Servizio Agricoltura e comprendente, tra l’altro, “un rappresentante del mondo agricolo designato di intesa tra le Organizzazioni sindacali degli agricoltori”. Commissioni istituite con D.D.S. 6 del 19/3/2018 (Elenco dei componenti pubblicato su BUR 28/1) durano in carica 5 anni ed hanno il compito di:
  1. esprimere parere circa iscrizione e cancellazione di varietà/razza da conservare da Repertorio
  2. stabilire urgenza, priorità e tipologia di intervento per ciascuna delle varietà/razze da conservare
  3. determinare criteri per individuare agricoltori custodi delle varietà da conservare “residenti negli ambiti dove esse hanno sviluppato le loro specifiche e particolari proprietà”;
  • istituire, presso Servizio Ambiente, l’Osservatorio Regionale per Biodiversità, composto da: 1 rappresentante per ogni Ente gestore di aree protette; 2 rappresentanti di Provincia; 2 rappresentanti di Comunità Montane; 2 rappresentanti di Università di Urbino; 2 rappresentanti di Università di Camerino; 2 rappresentanti di Università di Ancona. Osservatorio potrà avvalersi di Centro operativo per raccolta ed archiviazione documentazione scientifica istituito presso Parco regionale Gola della Rossa Frasassied avrà il compito di:
  1. svolgere compiti consultivi per definizione aspetti tecnico-scientifici relativi a siti Natura 2000 ed aree funzionalmente connesse;
  2. collaborare a definire redazione Linee guida per valutazione di incidenza, monitoraggio, gestione siti Natura 2000 e loro nuova perimetrazione (Lavoro affidato a Università Politecnica delle Marche ed ASSAM);
  3. programmare e coordinare indagini su biodiversità;
  • fornire supporto tecnico-scientifico ad Enti interessati nel rilevamento, sistematizzazione, mappatura del patrimonio naturale, tenendo conto metodologia adottata da Regione ed indicazioni fornite da UE e Ministero Ambiente;
  • elaborare dati raccolti con monitoraggio, in relazione a loro compatibilità con sistema informativo vegetazionale e faunistico, e loro fruibilità per redazione di report europei;
  • verificare stato di conservazione della biodiversità regionale, anche alimentando flusso dati per definizione di indicatori su biodiversità;
  • valutare effetti prodotti su biodiversità da applicazione misure di conservazione, Piani di gestione siti Natura 2000, politiche di settore (POR, PSR, FAS);
  • proporre:
  1. programmi ed interventi per mantenimento del patrimonio naturale nei siti Natura 2000 ed aree di elevata rilevanza ambientale;
  2. progetti di ricerca e tutela su biodiversità e piani di azione per salvaguardia di specie ed habitat;
  3. strategia e piano regionale su biodiversità in linea con corrispondenti strumenti formulati a livello nazionale
  4. indirizzi e Linee guida inerenti buone pratiche per tutela, pianificazione, gestione della biodiversità;
  5. organizzazione e diffusione di conoscenze acquisite anche tramite realizzazione archivi informatici e messa on line di materiali UE
  • istituire, con DGR 1188 del 27/10/2014, un marchio collettivo “Biodiversità agraria Marche” gestito da ASSAM, il cui logo è pubblicato su BUR 105/14, al fine di: promuovere conoscenza delle produzioni iscritte nel Repertorio regionale del patrimonio genetico; garantirne la conservazione; incrementarne il consumo. Marchio utilizzato da agricoltori custodi riconosciuti e convenzionati con ASSAM, nonché agricoltori aderenti a rete di conservazione regionale previa attestazione dei requisiti stabiliti da ASSAM. Soggetti di filiera  che intendono avvalersi del marchio debbono:
  1. accettare formalmente regolamento d’uso del marchio
  2. attenersi alle prescrizioni del Regolamento d’uso del marchio ed a quelle fornite da ASSAM relative alle modalità di rappresentazione di questo su materiali promozionali dei prodotti della biodiversità agraria
  3. ottenere preventiva autorizzazione scritta da parte di ASSAM, in relazione a modalità di utilizzo con allegato fac simile del marchio
  4. utilizzare marchio solo in accordo con quanto scritto nel Regolamento d’uso
  5. non alterare in alcun modo il marchio
  6. cessare subito uso del marchio, in caso di sospensione o revoca della sua licenza d’uso, sui prodotti sottoposti a sistema di controllo di ASSAM, nonché su qualunque tipo di pubblicazione o materiale promozionale che lo contengono, o aventi riferimento ad esso
  7. garantire accesso ai controlli

ASSAM esercita attività di controllo presso soggetti utilizzatori del marchio per verifica dei loro requisiti e corretto utilizzo del marchio. Se rilevate non conformità, ASSAM invia al soggetto interessato un rapporto contenente  le misure da adottare o la revoca dell’utilizzo del marchio. Soggetto interessato può presentare ricorso al Servizio Agricoltura P.F. Competitività  e Sviluppo di Impresa Agricola, le cui decisioni sono insindacabili.

Marchio utilizzato per:

  • identificazione (mediante tabelle) di varietà vegetali ed animali coltivate od allevate iscritte al Repertorio
  • materiale promozionale e pubblicitario che accompagna commercializzazione del prodotto (brochure, volantini, sito internet aziendale), purché informazioni contenute siamo tali da non indurre il consumatore a ritenere che marchio sia riferimento di qualità. Marchio non apposto su etichette, fascette, cartellini facenti parte integrante della confezione.

Marchio depositato, insieme a Regolamento d’uso, presso Camera di Commercio di Ancona.

  • istituire Repertorio regionale del patrimonio genetico, suddiviso in sezione animale e vegetale, presso ASSAM, che provvede ad iscrivere d’ufficio nella Sezione animali tutte le razze e popolazioni autoctone bovine, equine, ovine, caprine e suine per cui Ministero ha istituito Libro Genealogico. Soggetti interessati presentano domanda di iscrizione (Modello riportato su BUR 116/04), allegando relazione contenente: cenni storici ed area di origine; area di diffusione; luogo di conservazione e/o riproduzione; comportamento agronomico; caratteristiche tecnologiche ed organolettiche del prodotto; descrizione morfologica specifica; documentazione fotografica. ASSAM  istruisce le domande, che invia a Commissione tecnico scientifica per acquisizione del parere, dopo di che provvede ad iscrivere varietà o razza nel Repertorio, comunicandolo ad interessato. Analoga procedura seguita in caso di cancellazione dal Repertorio. Dati contenuti nel Repertorio sono resi pubblici
  • istituire reti di conservazione e sicurezza, a cui possono aderire Comuni, Comunità Montane, Istituti Sperimentali, Centri di ricerca, Università, Organizzazioni, agricoltori singoli ed associati, che garantiscono conservazione in situ ed ex situ del materiale genetico di interesse regionale e della sua moltiplicazione, “al fine di renderlo disponibile agli operatori ed agli Istituti di ricerca che ne facciano richiesta, sia per coltivazione, sia per eventuali programmi di miglioramento genetico”. Soggetti pubblici e privati possono chiedere iscrizione ad Elenco degli agricoltori custodi, purché ubicati nella Regione Marche ed in possesso di terreno e di “specifica esperienza o capacità professionale nella produzione di sementi” (possesso laurea in scienze agrarie o equivalente, o diploma di perito agrario od agrotecnico, o qualifica di imprenditore agricolo professionale, o dichiarazione sostitutiva notorietà attestante che ha svolto da almeno 5 anni attività di riproduzione sementi, o ha provveduto alla riscoperta e conservazione di una o più razze o varietà locali da specificare). ASSAM tiene Elenco aggiornata degli agricoltori custodi individuati dalla Commissione tecnico-scientifica
  • individuare programma di riproduzione del materiale a rischio di erosione genetica presso soggetti iscritti in Elenco degli agricoltori custodi, che inviano ad ASSAM domanda di “affido e conservazione in situ” delle suddette specie, riportando, oltre ai propri dati anagrafici, indicazione delle specie oggetto di domanda. Allegare:
    1. dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante possesso titolo di studio o di qualifica professionale o di esperienza nell’attività di riproduzione delle sementi;
    2. titolo di possesso del terreno usato per la moltiplicazione delle suddette specie vegetali;
    3. dichiarazione di impegno a:
  • coltivare in azienda non più di 1 varietà di ciascuna specie, “salvo caso di varietà non soggette ad impollinazione incrociata”, seguendo le indicazioni definite, per singole varietà e specie, dalla Commissione ed avvalendosi del supporto ASSAM
  • riconsegnare una quota di campione riprodotto, nella quantità stabilita dalla Commissione, ad ASSAM, che, accertata la sua sanità fitosanitaria, “rende disponibile il campione per le necessità degli operatori e degli Istituti di ricerca che ne facciano richiesta per coltivazione, o a fini di programmi di miglioramento genetico”. ASSAM, entro 30 giorni, comunica al richiedente esito domanda, assegnando priorità a:
  • coltivatore custode che svolge attività nella zona di coltivazione tradizionale, o nell’area di origine delle specie da proteggere;
  • coltivatore custode che ha contribuito alla conservazione della risorsa o a sua riscoperta e valorizzazione;
  • coltivatore con età inferiore a 40 anni;
  • azienda condotta con tecniche biologiche;
  • fattoria didattica iscritta nell’Elenco regionale.

ASSAM stipula convenzione con aziende prescelte per moltiplicazione, contenente:

  • modalità di svolgimento di incarico conferito;
  • indicazione delle risorse genetiche per cui agricoltore svolge attività di conservazione in situ;
  • obbligo di informare ASSAM in caso di deperimento, anche accidentale, del materiale genetico conservato;
  • impegno a non iscrivere risorse genetiche ricevute per la conservazione nel Registro nazionale delle varietà, né in analoghi Registri nazionali ed internazionali;
  • impegno a non rivendicare diritti di proprietà intellettuale sul materiale genetico ricevuto da ASSAM o su quello derivato da questo;
  • garantire accessibilità ai luoghi dove agricoltore svolge la propria attività, al fine di verifica e controllo da parte di funzionari ASSAM;
  • impegno a rispettare disciplinari di produzione redatti da ASSAM;
  • impegno a riconsegnare quantità stabilite del campione riprodotto;
  • impegno a non affidare a terzi il materiale genetico ricevuto;
  • aspetti economici del rapporto;
  • obbligo di comunicare ad ASSAM ogni mutamento nel titolo di detenzione del terreno dove attuata moltiplicazione delle specie protette;
  • durata della convenzione;
  • casi di risoluzione anticipata del rapporto.

Disciplinari di produzione redatti da ASSAM, contenenti le principali indicazioni per coltivazione, raccolta e conservazione del seme, al fine di assicurare ottimale conservazione della varietà.

Operatori agricoli ed Istituti di ricerca per utilizzo delle sementi delle varietà iscritte nel Repertorio presentano domanda ad ASSAM, specificando: finalità della richiesta; luogo di coltivazione; impegno a non utilizzare quota del campione affidato a fini commerciali; assoggettamento a controllo ASSAM.

  • approvare,  tramite Assemblea legislativa con delibera n. 88 del 11/01/19, il “Piano settoriale  di intervento per la tutela delle risorse genetiche animali e vegetali del territorio marchigiano 2019-2021” che prevede l’esecuzione di nterventi in campo agricolo, quali:
  • raccolta, conservazione, caratterizzazione, catalogazione ed utilizzo delle risorse genetiche, comprendente:
  1. conservazione del patrimonio genetico arboreo ed erbaceo presente nei campi sperimentali e nella Banca del germoplasma
  2. prosecuzione della caratterizzazione delle accessioni erbacee ed arboree per l’iscrizione al Repertorio regionale del materiale conservato presso la Banca del germoplasma
  3. aggiornamento delle schede di classificazione del materiale repertoriato per la successiva iscrizione al Registro nazionale delle varietà da conservazione, istituito presso MIPAAF
  • scambio di informazioni in materia di conservazione, raccolta ed utilizzo delle varietà locali, comprendente:
    1. approfondimento scientifico delle caratteristiche nutrizionali dei “prodotti trasformati” derivati dalle specie e varietà iscritte al Repertorio regionale
    2. collaborazione con vari soggetti per approfondimenti scientifici, storici e culturali inerenti alle varietà e razze iscritte od iscrivibili al Repertorio della biodiversità
  • informazione, diffusione e formazione sulla biodiversità agraria nelle Marche, comprendente:
  1. appuntamenti educativi sulla biodiversità, attraverso realizzazione di: “orti scolastici” presso le scuole di ordine primario; “biodiversità in cucina” per gli Istituti alberghieri; azione sperimentale di “selezione partecipata” di alcune varietà del Repertorio presso gli Istituti tecnici agrari
  2. divulgazione delle varietà autoctone iscritte al Repertorio regionale, attraverso: seminari; partecipazione a fiere e mostre agroalimentari ed enogastronomiche; realizzazione, stampa e diffusione di pubblicazioni monografiche
  3. organizzazione di eventi specifici in occasione della Giornata Nazionale della biodiversità del 20 Maggio
  4. predisposizione ed implementazione del portale riguardante gli “agricoltori custodi”, dove riportare: le caratteristiche delle accessioni coltivate presenti nel Repertorio; realtà aziendali, con relativi itinerari territoriali della biodiversità; comunità del cibo. Portale intende promuovere: attività degli agricoltori custodi; tracciabilità nell’uso delle risorse genetiche; fruibilità stagionale e valorizzazione nutrizionale dei prodotti della biodiversità preparati dalle aziende custodi
    • ristrutturazione dell’ufficio ubicato nell’azienda agricola di Carassai di ASSAM, dove realizzare il Centro regionale della biodiversità agraria, al fine di:
  1. assicurare la conservazione ex situ del patrimonio arboreo presente nel campo catalogo dell’azienda stessa
  2. creare uffici amministrativi per gestire il materiale genetico presente in azienda
  3. realizzare un laboratorio per piccole lavorazioni volte a caratterizzare le varietà autoctone (in primo luogo le caratteristiche chimico-fisiche della frutta)
  4. allestire una sala riunioni e un’area espositiva permanente in cui presentare tutte le essenze erbacee conservate presso la Banca del germoplasma di Monsampolo del Tronto, nonchè le accessioni delle piante arboree e arbustive presenti nei vivai di ASSAM

Piano Triennale 2019/2021 prevede anche l’esecuzione di interventi nel settore forestale, quali:

  • raccolta, conservazione, caratterizzazione, catalogazione ed utilizzo delle risorse genetiche forestali, comprendente:
  1. raccolta di informazioni per procedere all’iscrizione delle formazioni candidate al Libro regionale dei boschi da seme
  2. attività di moltiplicazione ed allevamento di materiale vivaistico da mettere a disposizione dei Comuni per realizzare aree verdi qualificate, urbane ed extraurbane, di loro proprietà/gestione
  3. studio delle risorse genetiche autoctone forestali, volto all’allevamento di materiale genetico utilizzabile per il rimboschimento di zone interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico o di incendio
  4. manutenzione degli arboreti da seme iscritti presenti nei vivai ASSAM di Amandola e Pollenza, Fondazione Giustiniani Bandini di Urbisaglia, nonché realizzazione in questi di un arboreto catalogo con specie di interesse regionale
  5. produzione di materiale vivaistico da introdurre nel territorio ai fini della rinnovazione naturale, mancando boschi da seme nella Regione
  6. conservazione, nella Banca genetica costituita presso il vivaio ASSAM di Amandola, del materiale di propagazione di alcune formazioni campionate
  • scambio di informazioni, comprendente incontri tecnici e/o convegni in materia di individuazione delle aree di raccolta delle specie pioniere, da utilizzare per interventi di mitigazione ambientale da parte della vivaistica pubblica e privata
  • diffusione di informazioni sulla biodiversità forestale nelle Marche, comprendente:
    1. produzione di materiale vivaistico, proveniente da formazioni candidate, da mettere a disposizione dei Comuni per realizzare aree verdi qualificate, coinvolgendo le scuole
    2. produzione di materiale divulgativo, in occasione della Festa dell’albero, inerente le formazioni più significative dal punto di vista della valenza didattica
    3. implementazione del sito web di ASSAM, dove riportare i siti di raccolta ed altre informazioni sul materiale vivaistico

Regione esegue attività di monitoraggio in itinere ed ex post, per valutare l’impatto e la ricaduta delle suddette iniziative, anche al fine di apportare modifiche al piano finanziario, in modo da rendere più efficaci le risorse impiegate

  • approvare il programma operativo annuale di intervento avente come obiettivo (per anno 2019 con D.G.R. 264 del 11/03/19 riportato nella scheda “PSR e biodiversità”.

Entità aiuto:

Per programma 2019/21 stanziati 1.265.000 € derivanti dal PSR Marche 2014/2020, di cui 350.000 € da destinare alla realizzazione del Centro regionale della biodiversità agraria.

Per programma 2018 della LR 12/03  stanziati a favore di ASSAM: 650.000 € provenienti da PSR Misura 10.2 relativa a biodiversità vegetale (di cui 400.000 € per realizzare Centro della biodiversità agraria regionale); 74.000 € derivanti da PSR Misura 15.2 relativa alla “salvaguardia e valorizzazione delle risorse genetiche forestali”.

Contributo pari a 100% per le spese sostenute per realizzare le attività previste nel programma annuale  riguardanti: personale (tecnico ed ausiliario); viaggi, vitto ed alloggio di questo; acquisto materiale di consumo e mezzi tecnici; beni strumentali fino ad un massimo di 10% del progetto (solo se attrezzature destinate al progetto); studi, ricerche e sperimentazioni; spese generali (fino ad un massimo di 5% “se direttamente collegate ad operazione finanziata e necessarie a preparazione od esecuzione”). Escluse spese connesse ad azioni di ricerca, sviluppo tecnologico, dimostrazione.

Ai partecipanti del Comitato paritetico, o Comitato ristretto, o Osservatorio della biodiversità, o Tavolo di consultazione “non riconosciuto nessun compenso, indennizzo, rimborso spese, o emolumento comunque denominato” .

Iscrizione delle “varietà da conservazione” in Registro è gratuita, esentata dall’obbligo di esame ufficiale (tenere conto dei risultati di valutazioni non ufficiali e di conoscenze acquisite da agricoltori nella coltivazione), beneficiari di “deroga alle condizioni di omogeneità, stabilità, differenziabilità”.

Ad agricoltori che producono sementi iscritte nel registro nazionale delle varietà da conservare in situ è riconosciuto il diritto,  fatto salvo quanto previsto dalla normativa fitosanitariain materia di:

  • vendere direttamente queste o materiali di propagazione di tali varietà in ambito locale (cioè nei luoghi dove queste hanno sviluppato le loro caratteristiche)
  • esercitare il libero scambio all’interno della rete nazionale della biodiversità