DEPOSITO PRODOTTI ENERGETICI

DEPOSITO PRODOTTI ENERGETICI (Legge 205/17)                  (energy24)

 

Soggetti interessati:

Ministero Economia e Finanze (MEF), Agenzia delle Dogane, Agenzia delle Entrate, chiunque è interessato allo stoccaggio di prodotti energetici (quali: bioetanolo derivato da prodotti di origine agricola; etere etilterbutilico; additivi e riformulati prodotti da biomasse per benzina e gasolio, salvo biodisel).

Iter procedurale:

Legge 205/17 ad art. 1 commi 945-958 disciplina le modalità di stoccaggio dei prodotti energetici.

Soggetto, che intende avvalersi per lo stoccaggio di tali prodotti di un deposito fiscale o del deposito di un destinatario terzo registrato, deve chiedere una preventiva autorizzazione ad Agenzia delle Dogane all’esercizio dell’attività. Autorizzazione (recante codice identificativo del richiedente) ha validità di 2 anni. Qualora il richiedente sia già titolare nel territorio nazionale di un deposito fiscale autorizzato di prodotti energetici è sufficiente che trasmetta, prima dell’inizio di attività, una comunicazione (valida per 1 anno) ad Agenzia delle Dogane attestante che rimangono valide le condizioni sulla cui base è stata concessa l’autorizzazione.

Autorizzazione è negata, o l’istruttoria per il suo rilascio viene sospesa se ricorrono nei confronti dei richiedenti le condizioni di cui al D.Lgs. 504/95.

Autorizzazione è sempre sospesa o revocata dalla Agenzia delle Dogane o dalla Agenzia delle Entrate se il soggetto autorizzato incorre in gravi violazioni degli obblighi IVA.

In caso di persone giuridiche e di società le disposizioni inerenti al diniego, sospensione, revoca dell’autorizzazione, o alla sospensione dell’istruttoria sia applicano alle persone che ne hanno la rappresentanza o ne esercitano la gestione e il controllo.

Se viene sospesa o revocata l’autorizzazione o la licenza per l’esercizio del deposito fiscale al soggetto che ha effettuato la comunicazione, l’Agenzia della Dogana informa subito i depositari autorizzati o i destinatari registrati interessati.

Attività di stoccaggio dei prodotti energetici presso il deposito fiscale/deposito del destinatario registrato è consentita solo dopo l’acquisizione per ogni impianto da parte di della Agenzia delle Dogane (competente per ubicazione del deposito), dell’atto di assenso rilasciato dal depositario autorizzato/registrato ai soggetti autorizzati o che hanno inviato comunicazione.

Soggetti autorizzati o che hanno effettuato le comunicazioni redigono un riepilogo dei quantitativi di prodotti energetici stoccati, distinguendo tra quelli giacenti presso i depositi fiscali e quelli presso i depositi dei destinatari registrati. Agenzia delle Entrate può eseguire le necessarie indagini e controlli (anche presso il fornitore dei soggetti autorizzati), accedendo liberamente ai luoghi dove è custodita la documentazione al fine di verificare: presenza dei suddetti riepiloghi; osservanza delle disposizioni tributarie connesse alle operazioni di stoccaggio.

L’estrazione dei prodotti energetici, giacenti presso i depositi fiscali o i depositi dei destinatari registrati, di proprietà di soggetti la cui autorizzazione o comunicazione non è più efficace, è consentita solo alle condizioni definite dall’Agenzia delle Dogane.

Depositario autorizzato o destinatario registrato che consente lo stoccaggio o procede alla estrazione di prodotti energetici depositati privi di autorizzazione, o della prescritta comunicazione, o in possesso di una autorizzazione/comunicazione non valida è responsabile in solido del pagamento di IVA riguardante tali prodotti.

MEF stabilisce con decreto le modalità attuative, nonché il flusso delle informazioni intercorrenti tra Agenzia delle Dogane, Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza in merito all’anagrafe dei soggetti autorizzati, ai fini dei controlli di rispettiva competenza.

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