UNIONI MONTANE E BOSCO

UNIONI MONTANE E BOSCO (L.R. 6/05; D.G.R. 22/10/18; DDS 17/04/19)  (bosco04)

Soggetti interessati:

Regione, Unioni Montane, Enti pubblici locali che intendono provvedere ad una costante azione di manutenzione e miglioramento del Demanio Forestale Regionale, comprendente boschi, terreni, fabbricati, strade.

Esclusi vivai regionali e tutti quei beni che la Regione intende gestire direttamente “come impianti sperimentali tartufigeni, edifici e quant’altro per scopi particolari inerenti a finalità a valenza regionale”.

Iter procedurale:

Regione Marche ha delegato alle Unioni Montane le funzioni in materia di demanio forestale, attraverso la consegna ad esse del patrimonio indisponibile regionale, riservandosi invece il compito di:

  1. approvare, con decreto del Dirigente del Servizio Agricoltura, piani di gestione del demanio forestale inviati dalle Unioni Montane;
  2. stabilire i criteri per ampliare il demanio, approvando eventuali acquisti su proposta di Unioni Montane;
  3. stabilire i criteri per rilasciare concessioni d’uso e determinare i canoni da parte di Unioni Montane;
  4. acquisire con priorità boschi ed arboreti iscritti nel Libro regionale dei boschi da seme per destinarli al demanio.

Unione Montana ha il compito di:

  1. gestire terreni e fabbricati appartenenti al demanio forestale regionale, secondo piani di gestione forestale finalizzati a: difesa del suolo e dell’assetto idrogeologico; tutela paesistico ambientale e storico-culturale; valorizzazione e promozione delle attività agro-silvo-pastorali e dei prodotti primari e secondari da queste derivate, in sintonia con le esigenze di: riqualificazione del patrimonio forestale regionale; protezione della fauna selvatica e del patrimonio biogenetico;
  2. rilasciare concessioni a carattere produttivo o per la raccolta di prodotti del bosco e del sottobosco a:
  • aziende agro-silvo-pastorali con priorità a: cooperative agricole-forestali; cooperative sociali; giovani imprenditori singoli o associati; imprenditori agricoli residenti; aziende condotte con metodo biologico o a basso impatto ambientale. Al momento della concessione viene redatto un verbale sullo “stato d’uso” e consistenza dei beni, essendo eventuali interventi di miglioramento fondiario e/o di manutenzione ordinaria a totale carico del concessionario. Rinnovo della concessione (avente durata di 3 anni) avviene a scadenza (canone rivalutato in base agli indici ISTAT), purché siano mantenute le condizioni ed i presupposti originari. Se viene meno la capacità lavorativa del concessionario o in caso di raggiunti limiti di età, si può ottenere la risoluzione anticipata della concessione;
  • aziende agro-silvo-pastorali, sulla base di una procedura di asta pubblica, in cui l’Ufficio Tecnico dell’Unione Montana ne fissa il canone minimo. Concessione (avente durata di 9 anni) segue le stesse procedure e priorità della precedente;
  • aziende per il pascolo, a seguito di richieste inviate entro il 31 Marzo all’Unione Montana  che provvede ad assegnazioni con priorità per: giovani imprenditori, singoli o associati; allevatori aderenti ad un marchio di qualità; allevatori con linea vacca-vitello; allevamenti con produzioni a basso impatto ambientale; allevamenti che impiegano reflui zootecnici. La concessione (avente durata di 9 anni) prevede un canone fissato in base al carico di UBA/ha. Prima dell’immissione del bestiame al pascolo occorre inviare la documentazione sanitaria e le autorizzazioni previste per la transumanza ed il pascolo vagante;
  • aziende ai fini dello sfalcio, da attuare entro il mese di Giugno. Concessione prevede canone fissato in base alla produttività media per ha. della superficie ed al prezzo del fieno vigente nella zona;
  • aziende ai fini della coltivazione agraria. Concessione rilasciata ad inizio dell’annata agraria a seguito di richieste pervenute entro il 30 Settembre;
  • aziende ai fini di un utilizzo dei fabbricati non a scopo agro-silvo-pastorale;
  • Ai fini di un utilizzo esclusivamente familiare. In tal caso la concessione riguarda la legna “pervenuta da tagli di avviamento e diradamento”, purché: “lavori prevedano l’accatastamento del materiale legnoso lungo le vie di accesso”; materiale legnoso sia rapidamente trasportato dalla ditta/cooperativa forestale fuori dal bosco; prezzo di cessione è pari alla differenza tra il valore commerciale della legna e le spese di esbosco;
  • In tal caso la concessione riguarda la ricerca e raccolta di funghi, tartufi, ramaglia e legna secca, frutti del bosco, piante o parti di piante non protette.

Entro 12 mesi dall’affidamento/gestione del demanio forestale, Unioni Montane approvano il regolamento per il rilascio delle suddette concessioni e definizione del canone; 

  1. collocare idonea tabellazione ai fini della perimetrazione del demanio forestale;
  2. eseguire la manutenzione ordinaria dei fabbricati rurali destinati alle attività agro-silvo-pastorali, compresa la messa a norma dei loro impianti di sicurezza;
  3. eseguire, secondo quanto previsto dalla DGR 1377 del 22/10/2018, interventi di manutenzione straordinaria delle foreste demaniali, comprendenti:
  • avviamento e conversione ad alto fusto in stazioni, con strutture e caratteristiche del soprassuolo ed a carico dei tipi forestali idonei al cambio delle forme di governo, anche in funzione della prevenzione degli incendi boschivi;
  • trasformazione di conifere e boschi misti artificiali in soprassuoli costituiti da latifoglie autoctone, anche in funzione della prevenzione degli incendi;
  • spalcature, ripuliture, sfolli, diradamenti di fustaie (anche transitorie) di vario grado di sviluppo, tenendo conto delle indicazioni del Piano regionale per l’attività di prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi;
  • ricostituzione boschiva di aree degradate, in dissesto o percorse dal fuoco, fermo restando i divieti di cui alla Legge 353/2000;
  • interventi di difesa dei versanti boscati e delle infrastrutture di servizio forestale ed ambientale (compresi fabbricati demaniali), da attuare con tecniche di ingegneria forestale e naturalistica, anche in funzione della prevenzione e contrasto agli incendi boschivi;
  • ripulitura delle radure, aree di interconnessione e pascoli limitrofi ai boschi dalla vegetazione arborea ed arbustiva invadente, anche in funzione della prevenzione degli incendi boschivi;
  • manutenzione di: sistemazioni idraulico forestali; infrastrutture di servizio forestale e turistiche esistenti; reticolo idrografico minore;
  • interventi volti : fruizione pubblica del bosco; conservazione e ricostituzione degli originari ecosistemi forestali regionali
  • ripristino della viabilità di servizio del demanio forestale regionale interessata da fenomeni franosi;
  • manutenzione straordinaria della suddetta viabilità, attraverso: manutenzione delle gabbionate od opere di ingegneria civile e naturalistica; manutenzione degli attraversamenti del reticolo idrografico minore; manutenzione dei manufatti ed opere relative alla rete drenante e scolante; manutenzione del fondo stradale del tracciato (con asportazione di eventuali accumuli di materiale vegetale, inerte e/o terroso); eliminazione di elementi vegetali invadenti la carreggiata; taglio raso-tronco e/o potatura dei rami prospicienti od invadenti le scarpate e/o la sede stradale;
  • opere di prevenzione degli incendi boschivi nelle aree perimetrali (zone ecotonali e di mantello vigenti tra boschi, arbusteti, seminativi o prati pascoli), nonchè lungo la viabilità principale e secondaria;
  • ripristino e mantenimento di una vegetazione erbacea, con eventuale debole presenza finale di arbusti ed alberi forestali, in inclusi particellari non boschivi e aree limitrofe aperte a superfici boschive;

Dirigente PF Interventi nel settore forestale provvede al riparto dei fondi ed a fissare il termine entro cui i lavori debbono essere conclusi. Liquidazione del contributo (accertando eventuale economia relativa ad IVA recuperabile dichiarata) avviene in un’unica soluzione, previo invio di:

  • certificato di regolare esecuzione dei lavori
  • relazione di fine lavori e contabilità finale
  • dichiarazione del Presidente dell’Unione Montana attestante il recupero o meno dell’IVA, soprattutto se dall’intervento derivi la produzione di materiale legnoso commerciale o di altri beni commerciabili;
  • provvedimento di liquidazione dei lavori finanziati.

Unioni Montane debbono, pena revoca del contributo e restituzione delle somme percepite maggiorate degli interessi legali:

  • eseguire i lavori nel rispetto di: normativa fiscale, antimafia, contratti pubblici; prescrizioni riportate nelle autorizzazioni rilasciate;
  • consentire l’accesso alla documentazione amministrativa e contabile ai funzionari regionali incaricati dei controlli in loco;
  1. rilasciare autorizzazioni per iniziative a carattere turistico, sportivo, ricreativo da attuarsi nel demanio forestale;
  2. rilasciare pareri tecnici e vigilare in merito alla costituzione di servitù, che incidono sulla consistenza quali-quantitativa del patrimonio assegnato. Regione Marche, sentite le Unioni Montane, decreta tali servitù, mediante la sottoscrizione di apposite convenzioni, in cui fissare eventuali prescrizioni tecniche ed il canone;
  3. predisporre piani di gestione e miglioramento dei beni demaniali, nel rispetto dei vincoli di tutela integrale. In mancanza, Unione Montana adotta progetti di intervento, affidandone i lavori, mediante convenzione, a cooperative agricolo forestali;
  4. gestire le risorse assegnate dalla Regione ed i proventi dei canoni di concessione.

Entità aiuto:

Per anno 2019 stanziati 300.000 € per interventi di manutenzione straordinaria (con contributo pari al 100% delle spese sostenute), da ripartire, in base alla superficie forestale, demaniale, tra le seguenti Unioni montane: 25.719,65 € del Montefeltro, 55.036,08 € dell’Alta Valle del Metauro, 51.333,34 € del Catria e Nerone, 37.253,58 € di Esini Frasassi, 96.140 € di Potenza Esino-Musone, 11.586,90 € di Marca di Camerino, 8.346,32 € di Monti Azzurri, 30.387,52 € di Sibillini, 4.196,61 € di Tronto e Valle Fluvione.

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