CODICE BUONA PRATICA AGRICOLA (D

CODICE BUONA PRATICA AGRICOLA (D.M. 19/4/99; D.G.R.M. 3/12/07)  (teramb08)

Soggetti interessati:

Agricoltori

Iter procedurale:

MI.P.A.F. approvato con D.M. 19/4/1999 Codice di Buona Pratica Agricola, che con Riforma PAC, sancita con Reg. CE 1782/03, è diventata parte integrante del rispetto degli obblighi di condizionalità, comprendente:

–               periodi non opportuni per applicazione dei fertilizzanti:

1)          colture a ciclo autunno-primaverile: evitata concimazione azotata alla semina, ma eseguita in copertura o nei momenti di bisogno (Infiorescenza, poco prima ripresa vegetativa primaverile)

2)          colture perenni (Prati, pascoli, arboreti): concimazione subito prima ripresa vegetativa primaverile

3)          colture a semina primaverile: concimazione alla semina ammessa purché mancanza di pioggia renda improbabile dilavamento. Se alta piovosità occorre procedere a frazionamento quantitativi od impiego fertilizzanti a lenta cessione

4)          colture a ciclo breve (insalata, cavoli): evitare eccessi di concimazione.

Nel caso impiego effluenti zootecnici pianificarne distribuzione in relazione fabbisogno pianta e comunque tra fine inverno ed inizio estate (In autunno distribuzione ammessa solo per cereali autunno-vernini, colture intercalari)

–               applicazione concimi minerali su terreno attraverso spandiconcime. La regolarità della distribuzione dipende da omogeneità della granulometria, diametro medio, caratteristiche del terreno (Ridurre zollosità del terreno prima concimazione). Interramento concime tramite successive lavorazioni. Distribuzione localizzata in banda od in linea consente di concentrare gli elementi nutritivi. Distribuzione concimi liquidi avviene con macchine simili ad irroratrici a barra. Fertilizzante distribuito in modo uniforme su tutto appezzamento. Fertirrigazione con vantaggi dovuti alla poca manodopera, possibilità di accesso con coltura in atto, facilità di frazionamento azoto; svantaggi dovuti a limitazione a colture irrigue, necessità di impianto irrigazione, perdite per dilavamento. Distribuzione gassosa di ammoniaca anidra applicata su terreno a profondità di 15-20 cm.

–               applicazione effluenti zootecnici da attuare mediante:

1)          separazione delle fasi di trasporto e spandimento liquami. Trasporto su ruote con cisterne. Distribuzione con tubi avvolgibili per spandimento superficiale ed interramento (Validi per interventi primaverili, preparazione semine, colture in atto);

2)          interramento mediante dispositivi iniettori che incorporano liquame al terreno al momento distribuzione con seguenti vantaggi: riduzione odori ed ammoniaca, assenza formazione aerosol durante distribuzione, eliminazione scorrimento superficiale e di contaminazione foraggi. Dispositivi diversi per terreno arato o prato;

3)          distribuzione in superfice con dispositivi a bassa pressione, con riduzione odori, perdite di ammoniaca, formazione aerosol, migliore omogeneità di distribuzione. Soluzione ottima per spandimento liquami chiarificati per evitare intasamenti ugelli con materiale ad elevato contenuto di sostanza secca;

4)          distribuzione con tecniche convenzionali (Spandimento mediante serbatoio in interventi post raccolta) occorre fare attenzione a: condizioni umidità terreno, adozione mezzi di peso inferiore a 10 t.; adozione pneumatici larghi ed a bassa pressione; adozione maggiore ampiezza di lavoro per limitare numero passaggi e quindi eccessivo calpestamento superfice;

–               applicazione fertilizzanti in terreni in pendenza: evitare rischi di ruscellamento idrico con conseguenti perdite di elementi nutritivi. Occorre rapida incorporazione nel terreno. Evitare somministrazione in periodi di probabile ruscellamento; se possibile immediato interramento;

–               applicazione fertilizzanti su terreno saturo di acqua, inondato, gelato, innevato. Distribuzione di scarsa utilità in quanto elementi nutritivi perduti per denitrificazione. In caso terreno gelato solo in alcune ore della giornata: distribuzione con dosi molto basse di concimi azotati o liquami;

–               applicazione fertilizzanti in terreni adiacenti a corsi d’acqua. Occorre procedere a: ridurre sostanze nutrienti in soluzione ed assorbite su particelle terreno; creazione fasce di interposizione che rallentano flusso acque di scolo su superfice tramite aumento terreno scabroso; frazionamento somministrazione fertilizzanti; effettuazione colture di copertura in inverno o conservazione residui vegetali su suolo (Fascia di rispetto sempre inerbita lungo corso d’acqua in cui vietata distribuzione concimi e liquami), favorire formazione di humus stabile per rendere più compatto terreno, sistemazione idraulico-agraria, presenza di siepi;

–               avvicendamento. Evitare monosuccessione o successione di colture primaverili-estive che lasciano terreno privo di copertura vegetale da autunno a primavera. Rotazioni colturali migliori debbono assicurare copertura terreno durante stagione piovosa con inserimento di leguminose (Utilizzo azoto fissato proveniente da altre fonti). Interramento di residui colturali (v. Paglia, stocchi di mais) pratica molto efficace contro lisciviazione;

–               mantenimento copertura vegetale, tramite: vegetazione spontanea (Mantenuta più a lungo possibile “compatibilmente con esigenze di preparazione terreno per colture successive”) colture intercalari (Colture foraggere, di interesse apistico, nematocide e nematofughe), colture di copertura (Colture intercalari senza interessi economici, ma solo per intercettare azoto solubile. Inerbimento controllato). Specie prescelte (Graminacee, crucifere, composite, chenopodiacee) debbono avere basse esigenze termiche (Resistenza periodo autunno-inverno), seme poco costoso, dotate di scarsa capacità infestante per non creare problemi a coltura successiva, essere consumatrici di azoto. Tecnica colturale da adottare: preparazione terreno con lavorazione minima (Erpicatura), semina a spaglio dopo prime piogge di fine estate, interramento a 20-25 cm. a fine inverno;

–               lavorazione e struttura terreno. Inerbimento molto efficace su terreni in pendenza, evitando percolamento nitrati. Non necessario eseguire sempre lavorazione terreno (v. Frumento dopo bietola non necessita di aratura, dopo coltura da rinnovo aratura produce effetti negativi). In terreni massivi, limosi, limosi-sabbiosi necessarie lavorazioni più frequenti per creare macroporosità. Lavorazioni presemina necessarie, ma senza troppo sminuzzare terreno (Seminatrici che operano su terreni compatti o semina su sodo). Per contenimento malerbe, procedere con diserbo in presemina usando prodotti eco-compatibili;

–               sistemazione idraulico-agraria tramite creazione di fossi o dreni in modo da accelerare evacuazione acque superficiali verso affossatura. Riduzione ruscellamento superficiale e quindi erosione terreno tramite affossature e sistemi di drenaggio sotterraneo;

–               miglioramento genetico animali per potenziare attitudine produttiva o aumentando rapporto tra animali in produzione e non (Riduzione intervallo fra parti, allungamento carriera produttiva);

–               formulazione dieta tenendo conto per ogni specie e fase biologica e fisiologica, entità e qualità della produzione, equilibrio tra componenti azotate tra loro e con altre componenti, esclusione o riduzione al minimo fattore antinutrizionale, aumento percentuale sostanza secca, inclusione sostanze che permettono di ridurre azoto espulso con le urine (Carboidrati, estratti di vegetali, alluminosati);

–               strutture di allevamento.

1)          per bovini: evitare stalle aperte con zone di riposo ed alimentazione separate da zona di esercizio separate. Privilegiare soluzioni accorpate, con eliminazione zone scoperte durante stagioni sfavorevoli. Favorire soluzioni elastiche che consentono di passare da produzione liquame a deiezioni solide. Ridurre nel settore mungitura uso di acqua per lavaggio impianti e pavimenti;

2)          per suini: evitare strutture che richiedono lavaggio pavimenti con veicolazione acquosa delle deiezioni (Pavimentazione fessurata su tutta la superfice del box, svuotamento frequente dei solidi per gravità); evitare realizzazione fosse di stoccaggio liquami sotto al fessurato o ad interno ricovero (Ammesse tali fosse solo per veicolazione liquame e non per stoccaggio, con altezza inferiore a 80-100 cm.); adattare spreco acqua negli abbeveratoi; progettare ricoveri in modo da mantenere animali per tempo prolungato nello stesso ambiente riducendo così spostamenti per lavaggi;

3)          per avicoli in gabbia: installare sistemi che usano aria esausta per predisitrazione della pollina in modo da ridurre umidità ed avere azoto non maleodorante facilmente spandibile;  installazione di abbeveratoi e mangiatoie antispreco; coibentazione adeguata ricovero per maggiore ventilazione e predisitrazione pollina; riduzione numero animali per gabbia;

4)          per avicoli a terra: coibentazione ricoveri per evitare formazione condensa e quindi umidità lettiera; installazione sistemi abbeverata che evitino dispersione acqua su lettiera; evitare spargimenti mangimi su lettiera; lettiera mantenuta con spessore adeguato per incorporare deiezioni; formulazione mangime tale da ridurre deiezioni liquide;

–               caratteristiche stoccaggi per effluenti: contenitori per effluenti dimensionati tenendo conto produzione giornaliera e periodo stoccaggio (Almeno 140-150 giorni, 90-120 giorni per deiezioni pagliose e materiali solidi palabili). Evitare stoccaggio su terreno nudo se permeabile e comunque con solco perimetrale di scolo. Stoccaggio in bacini impermeabilizzati suddivisi in più comparti (Liquami conservati per almeno 40-50 giorni), aventi dimensioni inferiori a 2.000-3.000 mc. (Lasciare sempre margine di 30-50 cm. tra livello liquami e bordo bacino tenendo conto acqua piovana). Impiego mezzi di miscelazione. Per materiale palabile: costruzione concimaie impermeabili dotate di cordolo perimetrale e provviste di pozzetti di raccolta del percolato. Formazione di cumuli inferiori a 2 m. con continuo rivoltamento di letame avente almeno 3 settimane;

–               trattamento effluenti:

1)          separazione solidi dai liquami per dimensioni stoccaggio superiori a 500 mc., trasporto letame solido su terreni più distanti e reflui su quelli più vicini, evitare imbrattamenti fogliari se somministrato liquame in copertura, uso dispositivi irrogatori dotati di ugelli di piccolo diametro;

2)          miscelazione e/o omogeneizzazione per avere liquame di composizione uniforme (almeno 1 ora/settimana), stabilizzazione per ridurre processi di decomposizione sostanza organica (Eliminazione cattivi odori) e ridurre concentrazione microrganismi patogeni;

3)          esecuzione trattamento aerobico dei liquami per garantire maggiore ossigenazione a diverse profondità, limitare formazione aerosol, mantenere liquami ad idonee temperature (Almeno 4-8 ore/giorno con cicli di 10-20 minuti/ora. Maggiore frequenza se in atto processo di degradazione);

4)          trattamento anaerobico tramite impianto digestione semplificato, ottenuto con copertura contenitore stoccaggio (Recupero biogas sviluppato da fermentazione naturale), vagliatura liquami prima di inviarli a bacino coperto (Rimozione rifiuti solidi sospesi) tramite apposito bacino di sedimentazione;

5)          compostaggio dei solidi (60-70% di sostanza secca) da applicare a: deiezioni aventi contenuto di sostanza secca pari a 20-25%, deiezioni in lettiera, separazione frazioni solide fino a conseguire almeno 25% sostanza secca. Trasformazione in cumuli di tipo aperto (Frazioni solide di suini, deiezioni bovini, miscele fanghi depurazione zootecnici con residui vegetali, polline pressiccate) su platea impermeabilizzata attrezzata per convogliamento e raccolta percolati (Rivoltamento periodico del materiale). In alternativa, reattori chiusi (Idonei per pollina) dove attuare trattamento residui con ammoniaca;

6)          effluenti da silos per stoccaggio foraggi. Tendere ad insilamento di materiale con sostanza solida pari almeno a 28-30% per ridurre formazione colature. Produzione effluenti  maggiore subito insilamento. Nella costruzione silos tenere separate acque piovane  provenienti da platea da effluenti di insilato. Verificare che pavimentazione non sia  deteriorata (Stendere manto bituminoso di 5 cm.);

–               prevenzione inquinamento acque dovuto a scorrimento o percolazione sistemi di irrigazione. Fornire idonei livelli di acqua in modo da “riportare alla capacità idrica di campo lo strato di terreno esplorato dalle radici” (Conoscere caratteristiche idrologiche terreno, stima del suo stato idrico al momento adacquamento, necessità della coltura). Metodo irrigazione a scorrimento adatto per terreni profondi, argillosi e su colture con apparato radicale profondo (Metodo vietato per zone a rischio). Metodo di irrigazione per infiltrazione laterale da solchi: rischio di percolazione decresce da terreni sabbiosi, poco rigonfiabili, a permeabilità elevata a terreni argillosi, rigonfiabili, a bassa permeabilità e da colture con apparato radicale superficiale (In terreni rigonfiabili sconsigliati turni irrigui molto lunghi). Metodi di irrigazione a pioggia: porre attenzione a distribuzione irrigatori su terreno, intensità pioggia, presenza del vento. Metodi di fertirrigazione: fertilizzante immesso in acqua dopo aver somministrato 20-25% di adacquamento;

–               piani di fertilizzazione azotata, definisce quantità, tempi e modalità di distribuzione, tenendo conto caratteristiche di suolo, clima, coltura. Per redigere piano per singola coltura occorre conoscere: grado di fertilità del suolo e stima fabbisogni nutritivi piante. Piano deve evitare dilavamento nitrati, specie se attuato impiego reflui zootecnici. Redigere bilancio dell’azoto tenendo presente: apporti preesistenti da togliere al fabbisogno (Residui coltura precedente, fornitura spontanea da parte terreno, effetto precedenti concimazioni, azoto da dispersione atmosferica), immobilizzazioni e dispersioni da aggiungere a fabbisogno (Lisciviazione, riorganicazione dopo interramento residui pagliosi, efficienza effluenti zootecnici). 

Regione Marche ha definito le buone pratiche agricole da applicare, tenendo conto di:

a)          per colture erbacce ed orticole:

  • gestione del suolo, comprendente esecuzione delle lavorazioni (Ripristino porosità del suolo con lavorazioni “in tempera” ed utilizzo idonei) e regimazione acque superficiali (Manutenzione scoline e canali collettori permanenti, attuazione in zone declivi e di solchi acquai temporanei trasversali rispetto a massima pendenza; mantenimento sistema tradizionale del suolo mediante idonee lavorazioni per consentire deflusso e drenaggio delle acque);
  • avvicendamento colturale evitando le monosuccessioni;
  • fertilizzazione in base a reali esigenze nutritive della coltura, dotazione naturale del terreno, perdita ed immobilizzazioni dei macroelementi da distribuire. Individuare epoche e metodi di distribuzione ottimali in relazione ad esigenze di coltura;
  • difesa fitosanitaria tramite: identificazione del fitofago, patogeno, infestante; selezione qualitativa dei mezzi di difesa dal punto di vista fitoiatrico (Efficacia, selettività nei confronti di colture ed organismi utili, basso rischio tossicologico); idonea manutenzione e gestione delle macchine irroratrici; impiego di fitofarmaci rispettando condizioni riportate in etichetta;
  • irrigazione in funzione caratteristiche idro-pedologiche del terreno (capacità di campo e punto di appassimento), disponibilità idrica, clima, coltura;

b)          per colture arboree:

  • gestione degli interfilari secondo colture ed aree considerate con preferenza ad inerbimento, manutenzione delle scoline e dei canali collettori permanenti;
  • fertilizzazione in base a reali esigenze di coltura, dotazione naturale del terreno, perdite ed immobilizzazioni dei macroelementi da distribuire. Individuazione epoche opportune e modalità di distribuzione in relazione ad esigenze di coltura;
  • difesa fitosanitaria attraverso: identificazione fitofago, patogeno, infestante; selezione qualitativa dei mezzi di difesa dal punto di vista fitoiatrico (Efficacia, selettività nei confronti di colture ed organismi utili, a basso rischio tossicologico); idonea manutenzione e gestione delle macchine irroratrici; impiego fitofarmaci solo alle condizioni riportate in etichetta;
  • irrigazione in funzione delle caratteristiche idrico-pedologiche del terreno (capacità di campo e punto di appassimento), disponibilità idrica, clima, colture;
  • interventi di potatura effettuati “a giusto equilibrio tra entità di produzione e distribuzione”, eliminazione di parti secche e parti parassitarie malate per evitare ulteriori focolai di infrazioni o altri danni.

In particolare per singole colture si ha:

a)          per frumento duro:

  • gestione del suolo. Ammesse lavorazioni tradizionali (aratura non oltre 30 cm., se occorre interrare residui coltura precedente o rottura di prati monofiti o polifiti da eseguire in periodo estivo in condizioni di tempera del terreno, a cui far seguire 1 o più operazioni di affinamento del terreno e preparazione del letto di semina), lavorazione minima (Fresatura, erpicatura dopo coltura da rinnovo), non lavorazione (semina su sodo, eseguita previo trattamento con erbicida disseccante, sistemico non residuale). Evitare eccessiva profondità di lavorazione nei terreni acclivi di collina per evitare dissesto idrogeologico. Si procede al controllo della profondità di aratura;
  • regimazione acque superficiali piovane tramite adeguata rete scolante definita in base a pendenza media del terreno coltivato, coltura praticata, tessitura del terreno. Controlli in base a rete idrica superficiale di scolo presente in campo;
  • avvicendamento colturale. Evitare ristoppi ad eccezione di rotazione con prato poliennale. Controllo di assenza di ristoppio tra cereali;
  • fertilizzazione. Auspicabile utilizzo di analisi terreno “quale ausilio al piano concimazione poliennale”. In genere per grano duro sufficiente 100-140 unità di azoto, 80-120 unità di fosforo, 0-60 unità di potassio a seconda delle caratteristiche del terreno. Fosforo e potassio da distribuire durante preparazione del letto di semina, mentre azoto frazionato in 2 interventi a copertura in fase di viraggio (spiga ad 1 cm. e di levata). Se in presemina dati concimi complessi, contenuto di azoto non superiore a 20%. Ammendanti (letame) utilizzati solo in presemina, mentre liquami zootecnici in inverno in fase di accestimento. Controlli tramite verifica del “quaderno di campagna” e documenti fiscali acquisto fertilizzanti;
  • diserbo chimico in presemina con erbicidi disseccanti per semina su sodo, o in premergenza contro monocotiledoni o dicotiledoni con principi attivi residui antigerminelli, o in postemergenza contro monocotiledoni e dicotiledoni in relazione flora infestante presenti. Diserbo meccanico con erpice strigliatore obbligatorio in aziende biologiche;
  • difesa fitosanitaria da crittogame (v. carbone, carie, fusariosi, ruggini, septoria con opportuna concia delle sementi; oidio con trattamenti chimici in primavera) e da fitofagi (v. afidi di varie specie con prodotti chimici distribuiti quando infestazione comincia ad interessare gran parte del culmo delle foglie). Opportuno prevedere periodica revisione e taratura delle macchine irroratrici;
  • raccolta. Non si hanno problemi di carenza di prodotti chimici usati essendo molto ampio il tempo che decorre fra eventuali trattamenti e raccolta. Si consiglia di interrare la paglia dopo raccolta per mantenere quota di sostanza organica nel terreno;

b) per girasole:                  

  • lavorazione del suolo. Aratura non oltre 30 cm., e/o altri interventi di discissione che possono assicurare maggiore approfondimento da eseguire nell’estate precedente la semina, a cui far seguire in autunno ed in inverno, od inizio primavera un paio di interventi di affinamento del terreno. In caso di eccessiva presenza di infestanti ammesso intervento con disseccante chimico. Vietata aratura profonda nei terreni acclivi soggetti a fenomeni di smottamento. Semina da attuare da metà Marzo e metà Aprile;
  • regimazione acque superficiali piovane tramite adeguata rete scolante, tenendo presente pendenza media del terreno, coltura praticata, tessitura del terreno. Verifica in campo presenza di solchi e scoline;
  • avvicendamento colturale. Consigliata rotazione quadriennale per scongiurare problemi di peronospera. Vietato ristoppio. Verifica eseguita in campo o con domanda PAC;
  • fertilizzazione. Adozione piano di concimazione poliennale, in cui distribuire per ogni ha. di girasole 100 unità di azoto, 80-100 unità di fosforo, 0-80 unità di potassio a seconda delle caratteristiche del terreno. Fosforo e potassio da distribuire durante lavorazioni di fondo, mentre azoto in unica soluzione a copertura. Verifica rispetto dei massimali attraverso “quaderno di campagna” e documenti fiscali acquisto fertilizzanti;
  • difesa fitosanitaria in particolare dalla peronospera attraverso semente geneticamente resistente e conciata ed allungando rotazione;
  • diserbo chimico in presemina con erbicidi disseccanti ed in premergenza contro monocotiledoni e dicotiledoni. Uso di sarchiatura poco attuato. Opportuno prevedere periodica revisione e taratura delle macchine irroratrici;
  • irrigazione di soccorso, particolarmente utile a completa fioritura. Si preferisce anticipare semina alla 1° meta di Marzo o ridurre densità di semina (circa 6 piante /mq. in terreni più freschi o 4 piante/mq. in terreni più siccitosi);
  • raccolta attuata dopo 2-3 settimane da maturazione fisiologica quando contenuto di umidità negli acheri inferiore a 10%. Dopo raccolta attuata in forma meccanica, si procede ad interramento dei residui per mantenere sostanza organica;

c)          per barbabietola da zucchero:

  • lavorazione del suolo. Aratura a non oltre 40 cm. di profondità, a cui abbinare altri interventi di discissione per assicurare maggiore approfondimento (Utilizzo di aratro ripuntatore). Aratura profonda sconsigliata nei terreni acclivi soggetti a fenomeni di smottamento. Aratura in genere eseguita in estate precedente; in autunno eseguite 1 o più operazioni di affinamento del terreno. Semina diretta previo eventuale trattamento chimico con disseccante o meccanico leggero in relazione al grado di infestazione del terreno. Nei terreni sciolti ritardare il più possibile le lavorazioni per evitare eccessivo costipamento del letto di semina. Semina da attuare da Febbraio ai primi di Marzo;
  • regimazione acque superficiali piovane, soprattutto nel periodo autunnale quando terreno è scoperto, anche per evitare ristagno idrico molto pericoloso per coltura. Rete scolante dipende da pendenza media del terreno, coltura praticata, tessitura del terreno. Verifica in campo di rete scolante;
  • avvicendamento colturale. Consigliata rotazione quadriennale per scongiurare problemi di rizomania; consentita comunque rotazione biennale. Verifica eseguita in campo o con domanda PAC;
  • fertilizzazione. Consigliata analisi del terreno e piano di concimazione poliennale, utilizzando in media per ogni ha. 100-140 unità di azoto, 80-120 unità di fosforo, 80-100 unità di potassio. Fosforo e potassio da distribuire durante lavorazioni di fondo, mentre azoto fornito dopo emergenza della coltura prima della sarchiatura. Concimi organici (letame, compost) quando disponibili, usati in pre-aratura. Verifica rispetto dei massimali attraverso “quaderno di campagna” e documenti fiscali acquisto fertilizzanti;
  • difesa fitosanitaria da cercospora o rizomania mediante impiego di varietà tolleranti, allungando ciclo di rotazione, o prodotti chimici mirati, mentre per insetti terricoli (elateride, nottua, altica, cleono, afidi …) lotta mediante geodisinfettanti distribuiti luingo le fila alla semina e con uso di semente conciata;
  • diserbo effettuato in presemina con erbicidi disseccanti ed in premergenza utilizzando prodotto residuali, o in postemergenza. Eseguito a metà primavera sarchiatura per evitare compattamento del terreno. Verifiche tramite esame “quaderno di campagna” e documenti fiscali di acquisizione prodotti. Opportuno prevedere periodica revisione e taratura delle macchine irroratrici;
  • irrigazione da attuare, laddove possibile, tra fine Giugno e prima metà di Agosto in relazione a varietà utilizzate (precoci o tardive). Per ovviare a carenze idriche dei terreni collinari asciutti si punta su lavorazioni profonde;
  • raccolta attuata a partire dal mese di Agosto e comunque quando il titolo zuccherino si ritiene ottimale. Fare attenzione a tempi di carenza dei fitofarmaci utilizzati per combattere peronospera;

d)          per pesco:

  • lavorazioni del suolo. Evitare negli impianti, terreni aventi profondità utile inferiore a 50 cm. drenaggio non perfetto, tessitura troppo fine, ph maggiore di 8,8, calcare attivo superiore a 15%. Al momento impianto eseguito scasso profondo. Durante allevamento si eseguono lavorazioni superficiali di rinettamento od inerbimento permanente controllato con periodici sfalci per ridurre competizione idrica od operazioni meccaniche od interventi chimici con disseccanti per eliminare erbe infestanti. Nel periodo autunnale – invernale lasciare crescere erbe spontanee. Verifica in campo mantenimento copertura vegetale;
  • regimazione acque piovane superficiali per evitare erosioni, ristagni idrici e favorire accumulo di acque nel terreno. Rete scolante dipende da pendenza del terreno, coltura praticata, tessitura del terreno. Verifica in campo presenza rete idrica;
  • fertilizzazione. Auspicabile utilizzo di analisi del terreno e piano di concimazione poliennale con quantità di azoto compresa tra 100-120 unità/ha., potassio 100-140 unità/ha., fosforo 60 unità/ha. Letame, se disponibile, distribuito al momento impianto o nel periodo invernale. Verifica tramite quaderno di campagna e documenti fiscali di acquisto fertilizzanti;
  • difesa fitosanitaria contro fitofagi (quali afide verde, tripidi, tignola, cocciniglia, ragnetto rosso) si interviene con piretroidi, esterifosforici, carbammati e contro crittogame (quali bolle di pesco, corinco, mal bianco) si interviene nel periodo tra caduta delle foglie e fase dei “bottoni rossi” e nella fase pre-raccolta utilizzando prodotti rameici, dicarbossinidi, zolfo ditiocarbammati quando sussistono necessità di intervento;
  • diserbo eseguito meccanicamente nell’interfila o chimicamente lungo le file usando glyphosate. Verifica tramite quaderno di campagna, documenti fiscali di acquisto, periodica revisione e taratura delle macchine irroratrici;
  • irrigazione attuata tramite sistemi di microirrigazione a goccia, a spruzzo, o per aspersione sotto chioma;
  • raccolta attuata controllando vari parametri, quali colore della buccia, durezza della polpa, grado refrattometrico, acidità. Fare molta attenzione ai tempi di carenza o ad entità dei residui di fitofarmaci sul frutto. Verifica quaderno di campagna;
  • interventi di potatura “verde” da eseguire per allevamento o per arieggiare e far intercettare luce alla chioma della pianta. Potatura di produzione attuata ogni anno per assicurare produzione costante. Durante potatura prendere precauzioni per scongiurare infezioni (Disinfettare strumenti e ferite con composti a base di rame). Residui della potatura allontanati e bruciati per evitare problemi di diffusione patologie (Ammesso processo di compostaggio);

e)          per cavolfiore:

  • lavorazioni del suolo. Aratura eseguita in estate a profondità inferiore a 30 cm., se possibile con aratro ripuntatore. Eccessiva profondità di aratura sconsigliata in terreni acclivi di collina al fine di prevenire fenomeni di smottamento. Seguono una o più operazioni di preparazione del terreno al trapianto;
  • regimazione acque piovane superficiali al fine di evitare ristagni idrici, erosioni del suolo. Rete scolante dipende da pendenza media del terreno, coltura praticata, tessitura del terreno. Verifica in campo circa presenza rete di scolo;
  • avvicendamento colturale. Evitare monosuccessione, in genere rotazione ogni 3 anni in seguito a cereale autunno-vernino. Verifica in campo e tramite domanda PAC;
  • fertilizzazione. Esecuzione di analisi del terreno ed adozione piano di concimazione poliennale con distribuzione di azoto non oltre 120-180 unità/ha., fosforo 70-100 unità/ha., potassio 100-150 unità/ha. Fosforo e potassio da distribuire durante lavorazioni di fondo e comunque in pre-trapianto, mentre azoto per 50% in fase di pre-trapianto e 50% in copertura Concime organico (letame, compost di qualità) distribuito durante lavorazioni di fondo. Verifica tramite quaderno di campagna e documenti fiscali di acquisto fertilizzanti;
  • difesa fitosanitaria contro crittogame (alternariosi, batteriosi, marciume nero) attraverso azioni di prevenzione (adeguate rotazioni e sementi sane) e sali di rame, o contro fitofagi (nottua, cavolaia) con prodotti chimici;
  • diserbo chimico eseguito in fase di pre-trapianto (trifluralin, pendimetalin distribuiti circa 1 settimana prima del trapianto ed interrati con leggera erpicatura od irrigazione). Esecuzione di taratura macchine irroratrici. Verifica mediante quaderno campagna e documenti fiscali di acquisto prodotti impiegati;
  • irrigazione essenziale in fase post impianto al fine di garantire attecchimento delle piantine usando metodo per aspersione;
  • raccolta attuata nel periodo autunno-invernale, in relazione ad epoca di trapianto, varietà. Fare attenzione ai tempi di carenza dei fitofarmaci specie se usati nelle ultime fasi del ciclo. Dopo raccolta eseguita manualmente, interrare residui per favorire mantenimento sostanza organica. Verifica rispetto tempi di carenza mediante quaderno di campagna;

f)            per olivo:

  • lavorazioni del suolo in genere attuata su coltura promiscua per eliminare colture erbacee sottostanti le piante (Nessuna lavorazione in caso di oliveto specializzato). Attuare inerbimento permanente con periodici sfalci per ridurre competizione idrica. Durante stagione primaverile – estiva esecuzione di periodiche operazioni meccaniche od interventi chimici con disseccanti per eliminare erbe infestanti in competizione con olivo per acqua e nutrienti. Nella stagione autunnale-invernale lasciare crescere le erbe spontanee. Verificare mantenimento copertura vegetale nel periodo autunno-inverno;
  • regimazione acque piovane superficiali mediante idonea rete di scolo attuata tenendo conto di pendenza terreno, coltura praticata, tessitura del terreno. Verifica in campo presenza di rete di scolo;
  • fertilizzazione. Esecuzione di analisi del terreno ed adozione piani di concimazione poliennale con distribuzione di 50-90 unità di azoto nel periodo primaverile, 80-100 unità di fosforo e fino a 200 unità di potassio da erogare al momento di impianto in relazione a caratteristiche del terreno. Concimi organici (letame, compost di qualità) distribuiti nel periodo invernale. Verifica tramite quaderno campagna e documenti fiscali di acquisto dei fertilizzanti;
  • difesa fitosanitaria da mosca e tignola. Occorre controllare soglia di danno con trappole e poi se questa superata intervenire con dimetoato. Altri problemi fitosanitari possono derivare da rogna dell’olivo da affrontare disinfettando, con composti di rame, le ferite causate da potatura, agenti atmosferici, nonché attrezzature di potatura;
  • diserbo attuato nel periodo primaverile – estivo mediante interventi meccanici ed eventuali interventi con disseccanti chimici. Verifica quaderno campagna e documenti fiscali di acquisto prodotti, nonché periodica revisione e taratura delle macchine irroratrici;
  • irrigazione a goccia, laddove possibile;
  • raccolta da eseguire non oltre la completa invaiatura superficiale delle drupe con molitura entro 48 ore successive, al fine di ottenere olio a bassa acidità;
  • interventi di potatura da effettuarsi in autunno, prima della determinazione delle gemme a fiore o direttamente ad inizio primavera. Durante potatura adottare precauzioni per scongiurare infezioni batteriche (rogna olivo) con disinfezione a base di composti di rame. Residui di potatura allontanati e bruciati per evitare diffusione di patologie nell’anno successivo (in alternativa ammesso compostaggio);

g)          per vite da vino:

  • lavorazioni del suolo. In caso di nuovi impianti, priorità a vitigni autoctoni per prevenire problemi di calcare, siccità e con materiale certificato ed esente da virus. Per impianto esecuzione di scasso profondo, mentre durante allevamento eseguite lavorazioni superficiali o pratiche di inerbimento permanente controllato con periodici sfalci per ridurre competizione idrica. Ammesso nel periodo primaverile-estivo operazioni meccaniche o interventi chimici con disseccanti per eliminare erbe infestanti. Nella stagione autunnale.invernale lasciare crescere liberamente le erbe spontanee, di cui si verificherà il mantenimento in campo;
  • regimazione acque superficiali piovane attraverso adeguata rete scolante, la cui quantificazione dipende da pendenza del terreno, colture praticate, tessitura del terreno. Verificare in campo presenza di rete scolante;
  • fertilizzazione. Auspicabile eseguire analisi del terreno con adozione piano di concimazione poliennale mediante distribuzione di 70-100 unità di azoto, 50-80 unità di fosforo, 80-100 unità di potassio in relazione a caratteristiche terreno ed età di impianto. Fosforo e potassio distribuiti durante le lavorazioni, mentre azoto in primavera. Concime organico (letame) distribuito nel periodo invernale e comunque ad impianto. In caso di mancanza di microelementi attuare concimazioni fogliari. Verifica mediante quaderno di campagna e documenti fiscali di acquisto fertilizzanti;
  • difesa fitosanitaria da fitofagi (tignoletta, ragnetto rosso, ragnetto giallo, acariosi) combattuti chimicamente con esteri fosforici e trappole per determinare soglia di intervento, e da crittogame (peronospera, oidio, muffa grigia) utilizzando prodotti rameici, ditiocarbammati, penilannidi, dicarbossidi, zolfo e prevedendo intensificarsi interventi in condizioni climatiche avverse. Verifica mediante quaderno di campagna e documenti fiscali di acquisto dei prodotti, nonché esecuzione periodica revisione e taratura delle macchine irroratrici;
  • irrigazione da eseguire laddove possibile in caso di siccità estiva;
  • raccolta da eseguire attraverso impiego di indici di maturazione, valutando acidità e grado zuccherino. Rispettare tempi di carenza o entità di residui su uva. Verifica di questi mediante esame quaderno di campagna;
  • interventi di potatura da eseguire a fine inverno, prima della ripresa vegetativa. Attuare anche potatura verde in estate per regolare quantità di produzione e migliorare qualità del prodotto finale. Durante potatura prendere precauzioni per evitare infezioni, mediante disinfezione a base di composti di rame, di strumenti e ferite della pianta. Residui di potatura allontanati e bruciati per evitare problemi di diffusione di patologie (In alternativa ammesso processo di compostaggio);

h)          per pascolo:

  • lavorazioni del suolo. Pascoli naturali utilizzati sul posto dagli animali allo stato brado, quasi mai oggetto di lavorazioni per loro rinnovo. Disciplinato pascolamento di ovini, bovini, equini che inizia prima di Giugno fino a quando consentito da condizioni atmosferiche. Verificare rispetto del divieto di rottura del pascolo;
  • regimazione acque superficiali piovane mediante rete scolante la cui quantificazione dipende da pendenza terreni, colture praticate, tessitura del terreno. Presenza di buona copertura vegetale del pascolo consente diminuzione velocità di ruscellamento e quindi minore erosione. Evitare carico eccessivo di pascolo in quanto si potrebbe determinare perdite di terreno per erosione. Verifica in campo della rete idrica presente;
  • avvicendamento colturale non esistente in quanto pascolo permanente. Se possibile attuare operazioni di risemina per miglioramento del pascolo;
  • fertilizzazione garantita da deiezioni degli animali al pascolo e distribuzione di letame prelevato da aziende zootecniche i cui animali praticano pascolo. Pascolo deve prevedere carico bestiame non oltre 2 UBA/Ha. la cui verifica avviene in base a dotazione bestiame aziendale e superficie di pascolo disponibile. Verifica assenza di concimazioni mediante esame quaderno di campagna e documenti fiscali di acquisto fertilizzanti;
  • diserbo. Controllo infestanti in funzione essenze vegetali costituenti il pascolo, stadio di sviluppo di tali essenze specie animali al pascolo. Essenze rifiutate da animali in quanto sgradite, spinose, velenose, cespugliose da eliminare mediante interventi meccanici (periodica trinciatura) od interventi manuali localizzati di eliminazione delle infestanti. Verifica di almeno 1 sfalcio/anno rispettando essenze arboree ed arbustive protette;
  • raccolta. Produzione foraggera di pascoli naturali utilizzati direttamente da animali a stato brado. Nel caso di prato-pascolo effettuato 1 taglio annuale per ottenere fieno da usare nei mesi non pascolivi. Pascolo libero (Pone problemi di calpestio, consumo selettivo) o rotazionale con realizzazione di recinzioni e punti di abbeveraggio (utilizzo erbe nello stadio ottimale e quindi minore spreco di essenze vegetali del pascolo, esecuzione di diserbo meccanico o concimazioni organiche dopo utilizzo di erba pascolata). Verifica carico bestiame non oltre 2 UBA/ha.