STRUTTURE CERTIFICAZIONE MATERIALE FRUTTA

STRUTTURE CERTIFICAZIONE MATERIALE FRUTTA (D.M. 24/7/03, 04/03/16; D.G.R. 6/12/99)  (ortofr19)

Soggetti interessati:

Ministero Politiche Agricole, Alimentari, Forestali (MIPAAF) Regione Chiunque intende conservare o produrre materiale di moltiplicazione vegetale delle seguenti categorie:

  1. fonte primaria: materiale prodotto da costitutore e conservato da questo ad aventi causa;
  2. pre-base: materiale ottenuto da piante ottenute da prima moltiplicazione di fonte primaria e mantenuto presso centro di conservazione per premoltiplicazione in numero minimo di 2 piante madri;
  3. base: materiale prodotto da piante ottenute da prima moltiplicazione del materiale pre-base, mantenendo presso centro di premoltiplicazione in numero di piante madri “variabili in relazione ad importanza e tecnologia di moltiplicazione delle specie o cultivar considerate”;
  4. certificato: materiale prodotto da piante ottenute da prima moltiplicazione di materiale base mantenuto presso centro di moltiplicazione (in numero di piante madri “variabili in relazione all’importanza e tecniche di moltiplicazione delle specie e cultivar considerata da utilizzare per produzioni commerciali da certificare”. Materiale certificato se:
  • virus esente: materiale esente da virus, viroidi, fitoplasmi ed altri agenti infettivi sistemici noti per specie considerata al momento della propagazione;
  • virus controllato: materiale esente da virus, viroidi, fitoplasmi ed altri agenti infettivi specifici di particolare importanza economica. Nel caso di piante innestate con materiale di diverso stato certificato ma sempre come virus controllato

Iter procedurale:

MI.P.A.A.F. istituisce:

  • Servizio nazionale di certificazione (SNC) volontario del materiale di propagazione vegetale che rappresenta Organismo responsabile delle “attività tecnico-amministrative e tecnico-scientifiche relative alla certificazione del materiale di propagazione vegetale”. SNC costituito da Comitato Nazionale per la Certificazione e Servizi fitosanitari della Regione
  • Comitato Nazionale per la Certificazione (CNC) comprendente anche 2 rappresentanti designati dalle Organizzazioni professionali rinnovato ogni 4 anni, a cui compete:
  • proporre a MI.P.A.A.F. riconoscimento centri di conservazione e premoltiplicazione;
  • proporre modalità di iscrizione di cultivar, cloni, selezioni certificabili a registro nazionale;
  • proporre a MI.P.A.A.F. riconoscimento materiali da inserire in registro nazionale;
  • proporre circolari esplicative e modulistica necessaria per eseguire processo di certificazione;
  • predisporre relazione annuale su programma nazionale di certificazione.

All’interno del CNC istituita segreteria operativa (Compito di pubblicizzare provvedimenti e predisporre modulistica) e gruppi di lavoro anche avvalendosi di esperti esterni.

  • Registro nazionale delle varietà di piante da frutto e relativi portinnesti, suddiviso  per generi e specie e contenente specifiche Sezioni in cui riportare  i Centri di conservazione per moltiplicazione riconosciuti nell’ambito di SNC. Nel Registro riportare:
  • denominazione delle varietà o codici di selezione
  • eventuali marchi commerciali registrati
  • eventuali sinonimi
  • costitutore, o avente diritto, o richiedente iscrizione
  • eventuale indicazione se trattasi di varietà iscritta con “descrizione ufficialmente riconosciuta” o “in corso di registrazione”
  • data di registrazione, o di suo eventuale rinnovo
  • data di scadenza della registrazione
  • eventuale codice e data di rilascio di brevetto, o privativa comunitaria, o domanda
  • eventuale clone
  • eventuale codice identificativo della accessione se si tratta di varietà con produzione di materiale certificato
  • eventuale indicazione dei Centri di conservazione per premoltiplicazione
  • eventuali annotazioni ed altre informazioni utili

Regioni esercitano funzioni di certificazione del materiale di propagazione vegetale tramite Servizi Fitosanitari a cui competono:

  1. riconoscimento idoneità centri di moltiplicazione o vivaio;
  2. attività di controllo su ogni fase del processo di certificazione secondo quanto stabilito da disciplinari di produzione per singole specie;
  3. certificazione materiali di moltiplicazione;
  4. istruzione personale impegnato nei controlli;
  5. presentazione relazione annuale su controlli eseguiti e risultati ottenuti

Certificazione volontaria del materiale di moltiplicazione vegetale comprende:

  1. conservazione per la premoltiplicazione avviene presso Centri pubblici od Organismi privati riconosciuti da MI.P.A.A.F., in modo che il loro numero e dislocazione risultino “strettamente funzionali alle necessità di conservazione del materiale pre-base”. Scopi dei centri sono conservazione in ambiente protetto di piante madri, produzione in ambiente protetto di materiale di propagazione (Marze, gemme, talee, portinnesti) di categoria pre-base. Centri per essere riconosciuti debbono avere idonee strutture e responsabile tecnico-scientifico in possesso di competenze documentate. Se centro chiude, materiale in suo possesso inviato a SNC che provvede a trasmetterlo ad altro centro;
  2. fase di premoltiplicazione attuata presso centri pubblici o privati riconosciuti da MI.P.A.A.F. in numero e dislocazione “funzionale alla necessità di premoltiplicazione del materiale di base”. Scopi di tali centri sono allevamento in ambiente protetto od in campo di piante della categoria “base” con relativa produzione di ciascuna specie secondo i relativi disciplinari di produzione. Centri riconosciuti solo se dotati di idonee strutture “in sanità dei materiali” e di responsabile tecnico in possesso di competenze documentate;
  3. fase di moltiplicazione attuata “in campi di piante madri, in laboratori di micropropagazione ed in vivai per la produzione di materiale di categoria certificato sotto la responsabilità di vivaisti singoli od associati” riconosciuti da Servizio Fitosanitario Regionale qualora soddisfatti requisiti dei disciplinari di produzione per singola specie. Scopi di tali strutture sono allevare piante madri secondo disciplinari e produrre materiale di propagazione (semi, marzi, talee) di categoria “certificato”. Centro di moltiplicazione invia domanda di riconoscimento a Servizio Fitosanitario Regionale, specificando disponibilità di: responsabile tecnico competente; campi e strutture atte a consentire lavorazione e conservazione delle specifiche produzioni; attrezzature per lavorazione, conservazione e trasporto. Servizio, eseguito controllo, rilascia riconoscimento ed autorizzazione alla certificazione genetica e sanitaria

Certificazione delle produzioni vivaistiche effettuata in vivaio a favore persone fisiche o giuridiche autorizzate od esercitata   attività vivaistica “che dichiarano di utilizzare il materiale di moltiplicazione riconosciuto dal SNC, nel rispetto dei protocolli tecnici delle singole specie”.

Tali persone debbono mettere a disposizione di Organismi controllo tutte le informazioni.

Piante certificate sempre accompagnate da documento ufficiale attestante che operazioni di controllo eseguite nel rispetto di norme di legge e disciplinare di specie.

Materiali di propagazione prodotti nel rispetto disciplinari muniti di apposito cartellino in cui riportare dati per passaporto piante e per documento commercializzazione.

Costitutore per riconoscimento delle accessioni deve:

  1. conservare “fonte primaria in idonee strutture atte a mantenere stato sanitario dichiarato dal costitutore”
  2. presentare domanda a SNC allegando:
  • documentazione atta a caratterizzare cultivar o clone
  • documentazione su stato fitosanitario degli organismi inclusi nei disciplinari di produzione della specie
  • copia autenticata del brevetto ed indicazione di azienda autorizzata a moltiplicazione per varietà brevettata o dichiarazione attestante che cultivar può essere liberamente moltiplicata

     3. consegnare a centro di conservazione per la premoltiplicazione riconosciuto da MI.P.A.A.F.        materiale di propagazione derivato da prima moltiplicazione della fonte primaria

Oneri finanziari per conservazione e produzione di materiale di moltiplicazione nei Centri di premoltiplicazione sono a carico di costitutore per le accessioni soggette a protezione; vivaisti richiedenti per le accessioni libere da vincoli di moltiplicazione. Spese di controllo da parte dei Servizi Fitosanitari Regionali stabilite da Regione “per le diverse specie nelle differenti fasi del processo di certificazione” sono dovute dai richiedenti il materiale certificato.

Possono essere iscritte nel Registro delle varietà delle piante da frutto, quelle varietà che soddisfano i requisiti indicati dal D.Lgs. 124/10, su richiesta di interessati allegando documentazione necessaria a dimostrare possesso dei requisiti come materiale di “base”, “prebase”, “certificato” o “CAC”. MIPAAF può disporre iscrizione  in Registro anche in assenza di specifica richiesta, “qualora  varietà rivesta  particolare interesse per frutticoltura nazionale”.

Aggiornamenti del Registro disposti con decreto  ministeriale da pubblicare su GU. tenendo conto che sono iscritte automaticamente al Registro varietà riconosciute da SNC.

Elenco delle varietà, cloni, selezioni ed accessioni iscritte al Registro, nonché elenco dei Centri di conservazione per premoltiplicazione pubblicati su sito del Ministero.

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