CANCRO BATTERICO ACTINIDIA

CANCRO BATTERICO ACTINIDIA (D.M. 7/2/11; D.G.R. 25/9/15 )  (ortofr55)

Soggetti interessati:

Imprenditori agricoli ai sensi di art.- 2135 del Codice Civile produttori di actinidia, Servizio Fitosanitario Regionale e Nazionale,

Iter procedurale:

Con D.M. 7/2/2011 il MI.P.A.A.F. adottato provvedimento di lotta al batterio Pseudomonas Syringae pv. Actinidiae (PSA)

Servizio Fitosanitario Regionale effettua indagini sistematiche mediante ispezioni visive di piante ospiti su territorio di competenza per accertare presenza dei sintomi di cancro batterico di actinidia e, se del caso, esegue appropriate analisi batteriologiche, in particolare nei campi di piante madri, vivai, impianti di produzione di polline e su materiale vegetale coltivato a scopo ornamentale.

Proprietario o detentori a qualsiasi titolo di piante di actinidia debbono segnalare ogni sintomo sospetto di cancro batterico di actinidia a Servizio Fitosanitario che, in attesa di conferma, può attuare interventi cautelari, compreso divieto di movimentazione del materiale vegetale. Obblighi non applicati nella zona di contenimento, cioè in quella zona “dove la diffusione del cancro batterico di actinidia è tale da rendere tecnicamente non possibileeradicazione nel breve periodo ed è necessario contenimento di organismo nocivo ed eliminazione delle fonti di inoculo al fine di perseguire sua eliminazione come obiettivo di lungo termine”

Servizio Fitosanitario Regionale a seguito azione di monitoraggio istituisce nel territorio di competenza:

–          “area contaminata”, cioè appezzamento di terreno in cui coltivata unica specie precedentemente indenne, in cui rilevata presenza di PSA in 1 o più piante di actinidia

–          “zona di contenimento”

–          “zona di sicurezza”, cioè area avente raggio di 500 m. intorno ad area contaminata o zona di contenimento

Delimitazioni delle aree di cui sopra sono revocate se per almeno 2 anni consecutivi accertata assenza di PSA.

Se confermata presenza di PSA in una pianta od appezzamento, Servizio Fitosanitario istituisce zona delimitata ed adotta seguenti misure:

–          nelle aree contaminate:

1)       effettua continui monitoraggi;

2)       prescrive adeguati trattamenti alle piante per impedire diffusione malattia;

3)       prescrive capitozzatura od asportazione delle parti colpite dalla pianta con taglio da effettuare almeno a 70 cm. da parte colpita od estirpazione di piante colpite o di intero appezzamento in funzione del rischiofitosanitario. Materiale derivante da potatura od estirpazione distrutto mediante bruciatura od interramento profondo in loco;

–          nelle zone di sicurezza:

1) effettua monitoraggi intensivi nella stagione vegetativa in cui avvenuto accertamento malattia ed in quella successiva;

–          nelle zone di contenimento:

1)       adotta specifico piano di azione, comprendente:

a) taglio e bruciatura parti di pianta con presenza di cancro lungo tronco e cordoni ad almeno 70 cm. da lesione necrotica (Se lesione rilevata in prossimità di punto di innesto, estirpare la pianta). Dopoestirpazione è opportuno disinfettare terreno con calce spenta ed attendere almeno stagione successiva prima di reimpiantare actinidia. Attrezzi di potatura disinfettati, mentre ferite di potatura effettuate sul tronco e cordoni disinfettate e protette con mastici adeguati. Opportuno effettuare interventi fitosanitari cautelari su tutto impianto;

b) rimozione del cordone portante il ramo avvizzito in assenza di cancro accertato, tramite taglio ed almeno 70 cm. sotto le alterazioni visibili. Attrezzi di potatura e taglio sulla pianta disinfettati e materiale dirisulta smaltito in modo idoneo;

c) esecuzione di idonei trattamenti fitosanitari cautelari su piante con presenza di maculature fogliari e su tutto impianto;

d) asportazione e bruciatura od interramento profondo in loco del materiale vegetale infetto derivante da tagli ed estirpazioni. Se non possibile bruciare subito materiale occorre allontanarlo da impianto, cospargerlo con calce spenta e coprirlo con materiale impermeabile per evitare diffusione del patogeno. Vietato trinciare residui infetti e portare materiale infetto fuori azienda;

e) esecuzione di trattamenti fitosanitari con prodotti autorizzati in impianti ricadenti in zone di contenimento, in particolare in coincidenza con eventi che favoriscono diffusione batterio (v. potatura, raccolta, caduta foglie, forti venti);

2)       assicura adeguata informazione ed assistenza tecnica ad azienda agricola presenti per adozione strategia di controllo prevista dal piano.

Produzione di piante e materiale di moltiplicazione di actinidia consentito solo in zone indenni da PSA (cioè sito di produzione in grado di garantire adeguato isolamento microbiologico) impiegando materiale controllato e seguendo seguente procedura:

–          individuazione della “fonte primaria”, cioè della pianta capostipite sottoposta ad attenti controlli fitosanitari, a carico di interessato, presso laboratorio accreditato per attestare assenza di organismi nocivi. Pianta conservata in serra, posta ad almeno 50 m. da impianto di actinidia;

–          serra contenente “fonte primaria” deve garantirne isolamento da fenomeni meteorici e microbiologici;

–          piante madri costituite con materiale proveniente da fonte primaria. Campi di piante madri se realizzati in:

1)       “aree delimitate” debbono essere ubicate in “siti di produzione indenni da PSA” ed in serre a distanze di almeno 50 m. da impianti di actinidia;

2)       in “zone indenni” debbono essere ubicate in terreni rispondenti ai normali requisiti di idoneità agronomica e sanitaria su cui non coltivate piante di actinidia ed ad almeno 500 m. da impianti di actinidia.

Campi di piante madri protetti da rete antigrandine, numerando singole piante all’atto di impianto e riportando numeri progressivi su mappa, disposti su file distinte per accessione, difesi da parassiti ed infestanti riportando le operazioni colturali attuate in apposito registro, isolati da afflusso di acque superficiali, con sesto di impianto tale da consentire normali operazioni colturali, non irrigate a pioggia ed utilizzando sempre attrezzature preventivamente disinfettate.

Se nei campi madri rilevata presenza di PSA, Servizio Fitosanitario prescrive estirpazione e distruzione delle piante infette e messa in quarantena delle piante presenti nell’intero campo sino a tutto il successivo ciclo vegetativo, nonché adeguati interventi da eseguire sulle piante presenti in campo;

–          produzione materiale di moltiplicazione. Vivai:

1)       se ubicati in “zone delimitate” debbono essere realizzati in siti indenni da PSA, piante collocate in serra a distanza di almeno 50 m. da impianti di actinidia, mentre se ubicati in “zone indenni da PSA” distanti almeno 500 m. da impianti di actinidia;

2)       realizzati solo con piante ottenute da materiale di moltiplicazione prelevato da piante madri, registrando numero assegnato a piante da cui prelevato materiale;

3)       realizzati su terreni rispondenti dal punto di vista di idoneità agronomica e sanitaria, su cui non coltivate piante di actinidia da almeno 2 anni;

4)       difesi in modo attivo da parassiti ed infestanti (interventi riportati su registro);

5)       non irrigati con sistemi a pioggia, salvo disposizioni Servizio Fitosanitario;

6)       realizzati con piante suddivise in lotti omogenei, ben individuabili riportati con mappa, in file complete, distinte per specie, varietà e clone (separate tra loro da distanza di almeno 1 m.);

7)       isolati da influsso di acque superficiali, con sesto di impianto tale da consentire normali lavorazioni e relativi controlli;

8)       oggetto di interventi di potatura da effettuarsi separatamente per ogni lotto con attrezzi disinfettati.

Se nei vivai rilevata presenza di PSA, Servizio Fitosanitario prescrive estirpazione e distruzione di piante di intero lotto risultato infetto e messa in quarantena dei lotti contigui sino a tutto il ciclo vegetativo successivo, nonché eseguiti interventi su piante suscettibili ed ambiente di coltivazione.

Commercializzazione di piante di actinidia e materiale di moltiplicazione presente in vivaio ubicato in “zona di sicurezza” consentita previa autorizzazione di Servizio Fitosanitario, solo nel periodo di riposo vegetativo della pianta successivo ad ultimo accertamento della malattia;

–          micropropagazione. Espianti iniziali prelevati solo da piante madri con registrazione numero assegnato a pianta da cui prelevato materiale. Nella moltiplicazione in vitro possibile raggiungere fino a 15 subcolture. In fasedi allungamento o radicazione, ammesso periodo di conservazione in frigorifero. Durata complessiva di subcolture di proliferazione nella fase di moltiplicazione inferiore a 4 anni mentre periodi di conservazione in frigoinferiore a 12 mesi. Dopo tale periodo ripartire con nuovi germogli sterili. Vasi di coltura contrassegnati singolarmente con numero, data e fase colturale. Operazioni di trapianto annotate ogni giorni su registro con pagine numerate e vidimate da Servizio Fitosanitario, mantenuto a disposizione per controllo. Vietata utilizzazione sostanze con possibile azione mutagena, né sistemi di colture con organismi batterici per agevolare specifiche fasi. Nel procedimento di moltiplicazione adottare seguenti prescrizioni:

1)       terreni di colture non debbono favorire proliferazione superiore a 5 nuovi assi per subcoltura;

2)       eliminati germogli eventualmente originati da tessuti indifferenziati;

3)       eliminata parte basale del ciuffo di germogli al momento del trapianto ove più frequente proliferazione del tessuto indifferenziato;

4)       utilizzati solo germogli originati da gemme ascellari, eliminando colture vitrescenti o altre anomalie morfofisiologiche;

–          etichettatura di piante di actinidia e relativi materiali di moltiplicazione solo dopo che Servizio Fitosanitario eseguiti opportuni controlli, a spese di interessato, e ne autorizza applicazione. Annotare nel registro vidimato dal Servizio Fitosanitario estremi di etichette e relativo movimento di piante e materiali di moltiplicazione acquistati, detenuti, venduti.

Costitutori di nuove varietà di actinidia prima di cedere a terzi materiali di moltiplicazione selezionato, debbono verificare che piante madri sono indenni da organismi nocivi elencati in Allegato III del D.M. 7/2/2011 pubblicato su G.U. 69/11, inviando risultati delle analisi eseguite presso laboratori accreditati a Servizio Fitosanitario.

Vietato trasportare fuori da aree delimitate materiale vegetale di actinidia, incluso legname e polline di piante, con espressa esclusione di frutti, salvo autorizzazione del Servizio Fitosanitario

Regione Marche con D.G.R. 791 del 28/9/2015 definito modalità per concedere contributi ad imprenditori agricoli in possesso di piante di actinidia colpite da Pseudomonas ed obbligati alla loro estirpazione, purché:

–          in possesso di fascicolo aziendale validato da cui risulti superficie oggetto di intervento;

–          in possesso di partita IVA;

–          in possesso di superficie aziendale oggetto di estirpazione in qualità di proprietario, comproprietario, affittuario, usufruttuario. In caso di comproprietà od affitto occorre dichiarazione sostitutiva di notorietà del proprietario;

–          iscrizione a Registro delle imprese di Camera di Commercio;

–          non risultare al momento di invio domanda in stato di insolvenza o sottoposto a procedure concorsuali;

–          in regola con versamento contributivi previdenziali ed assistenziali;

–          destinatario di provvedimento di prevenzione, controllo, eradicazione del cancro batterico di actinidia emanato da Servizio Fitosanitario;

–          rispettato regime “de minimis” agricolo (cioè non oltre 15.000 € di aiuti percepiti nei 2 esercizi precedenti ed anno in corso)

Soggetti interessati presentano domanda di aiuto a Servizio Decentrato Agricoltura, competente per territorio, allegando:

1)       dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante superficie di actinidia da estirpare;

2)       provvedimento di Servizio Fitosanitario Regionale in cui si impone ad agricoltore di estirpare impianto di actinidia

Servizio procede entro 30 giorni ad istruttoria domanda, accertando: possesso dei requisiti di accesso ad aiuti; rispetto condizioni di ammissibilità;:importo di spesa ammissibile. In sede di istruttoria, Servizio può chiedere integrazioni o chiarimenti

Erogazione di contributo in unica soluzione dopo aver accertato esistenza di malattia in azienda ed avvenuta estirpazione delle piante oggetto di contributo

Entità aiuto:

Regione Marche stanziato 18.760,41 € da erogare a produttori obbligati ad estirpare piante di actinidia a seguito di provvedimento di Servizio Fitosanitario Regionale nell’ambito del regime “de minimis” agricolo (cioè non oltre 15.000 € di aiuto percepito nei 2 esercizi precedenti ed anno in corso)

Aiuto commisurato a superficie di actinidia estirpata a parziale copertura delle perdite subite, tenendo conto:

–          valore di mercato dei vigneti distrutti definito in base a valore di prodotti e piante prima di insorgenza malattia;

–          perdita di reddito dovute ad obblighi di quarantena e difficoltà di reimpianto e rotazione obbligatoria delle colture imposte in ambito di programma pubblico di lotta a Pseudomonas

–          costi direttamente collegati a piante colpite da Pseudomonas detratti costi per normali interventi su actinidia

Contributo massimo comunque erogato non oltre: 4.800 €/ha. per 1° anno di impianto; 8.000 €/ha. per 2° anno di impianto; 12.000 €/ha. da 3° a 15° anno; 6.000 €/ha. per oltre 16° anno di impianto. Se risorse finanziarie disponibili non sufficienti si procederà a riduzione proporzionale di aiuto

Contributo non cumulabile con altre forme di aiuto pubblico erogate per estirpazione piante, compresi eventuali indennizzi assicurativi

Sanzioni:

Chiunque introduce nel territorio italiano materiale vegetale di actinidia contenente organismi nocivi: multa da 5.000 a 30.000 €

Chiunque non rispetta divieti di diffusione, commercio, detenzione di vegetali o materiali vegetali contenenti organismi nocivi: multa da 1.000 a 6.000 €

Chiunque non osserva obblighi e divieti fissati in merito ad introduzione, circolazione e transito di vegetali, prodotti vegetali proveniente da zone protette: multa da 2.500 a 15.000 €

Chiunque non ottempera a prescrizioni impartite da Servizio Fitosanitario Regionale: multa da 500 a 3.000 €

Chiunque non osserva prescrizioni nella messa a dimora delle piante: 15 giorni di tempo da notifica per adempiere, altrimenti multa da 200 a 1.200 €

Sanzioni raddoppiate in caso di soggetti professionali che si occupano di progettazione e manutenzione di parchi e giardini

Chiunque esegue trattamenti di quarantena disposti da Servizio Fitosanitario in impianti non riconosciuti o non rispettando prescrizioni date: multa da 1.000 a 6.000 €

Chiunque produce, detiene o pone in vendita vegetali o prodotti vegetali a base di actinidia per cui i controlli fitosanitari hanno dato esito non favorevole: multa da 5.000 a 30.000 €

Chiunque sostituisce materiali vegetali oggetto di ispezione con altri: multa da 3.000 a 10.000 €

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