CAMERA NAZIONALE ARBITRALE

CAMERA NAZIONALE ARBITRALE (D.M. 20/12/06)  (enti19)

Soggetti interessati:

Agricoltura, AGEA, Organismi pagatori, Regioni

Iter procedurale:

Camera arbitrale costituita presso MI.P.A.F. al fine di conciliare controversie di valore superiore a 20.000 EUR tra AGEA ed imprenditori agricoli, o “soggetti con essi condebitori o corresponsabili”. Camera arbitrale, avente specifica autonomia funzionale nelle procedure di contenzioso o di conciliazione, provvede a:

a)       curare tenuta degli elenchi degli arbitri e dei periti, verificandone requisiti per iscrizione ad elenchi, nonché ricevendo domande di iscrizione e cancellazione. Possono essre iscritti ad elenco arbitri:

–          avvocati con almeno 5 anni di iscrizione in possesso di specifica competenza documentata in diritto comunitario, amministrativo, civile

–          professori universitari di ruolo nelle materie giuridiche

–          magistrati amministrativi e contabili con qualifica almeno pari a Consigliere di Stato

–          dirigenti del MI.P.A.F. da almeno 10 anni

Elenco dei periti in cui iscritti soggetti in possesso dei requisiti per svolgere attività di perito nei giudizi dei collegi arbitrali (v. Laureati in economia e commercio e giurisprudenza, agraria, ingegneria, architettura abilitati ad esercizio; professori universitari di ruolo in tali materie; commercialisti e revisori dei conti abilitati; diplomati in materie agricole abilitati ad esercizio della professione) in possesso degli stessi requisiti di onorabilità degli arbitri. Incompatibile contemporanea iscrizione ad Elenco dei periti e degli arbitri.

Domande di iscrizione ad Elenco degli arbitri o dei periti inviate a Camera nazionale arbitrale, allegando idonea documentazione. Direttore della Camera verifica possesso dei requisiti e procede a relativa iscrizione, nonché provvede a periodico aggiornamento di Elenco mediante iscrizione di nuovi soggetti e cancellazione di quanti hanno perso requisiti di iscrizione

b)       definire ed aggiornare codice deontologico riguardante:

–          requisiti di onorabilità: non aver riportato pena detentiva, non essere incorso in interdizione perpetua o temporanea da pubblici uffici, non sottoposto a misure preventive o di sicurezza, non aver riportato sanzioni disciplinari

–          regole etiche deontologiche quali: attuazione incarico affidato nel rispetto delle norme; difendersi da ogni tipo di pressione diretta od indiretta; valutare situazioni di possibile astensione dal giudizio “per gravi ragioni di opportunità” (in particolare esistono “rapporti professionali con una delle parti in causa”); esaminare controversia senza pregiudizio ed applicare norme con serena obiettività; evitare di comunicare alle parti proprie convinzioni  e giudizi su controversia; non avanzare “richieste economiche alla parte che lo ha designato”

–          comportamento nel giudizio arbitrale: massimo riserbo garantendo segretezza della camera di consiglio; accertare chiara esposizione delle ragioni della decisione, evitando “giudizi irriguardosi su persone estranee ad oggetto della causa, o apprezzamenti personali su capacità professionali di altri arbitri (Misurate espressioni di dissenso soprattutto con organi di informazione); non ricerca o sollecita notizie informali o informazioni private su fatti riguardanti controversia

–          correttezza: arbitro non strumentalizza proprio ruolo per ottenere benefici o privilegi; non accetta incarico o si deve astenere “quando ha rapporti professionali, di parentela, affinità affari con una delle parti, tali da poter pregiudicare la sua imparzialità”. Ciascuna parte può ricusare arbitro, entro 10 giorni dalla notifica dalla nomina, o da “sopravvenuta conoscenza causa di ricusazione”. In caso di manifesta infondatezza della ricusazione, proponente viene condannato al pagamento di una somma “pari al triplo del compenso dovuto all’arbitro unico secondo tariffari forensi”. Nonostante ricusazione, procedimento arbitrale continua “salvo inefficacia attività compiuta da arbitro”. Rinuncia ad incarico di arbitro “se non giustificata, costituisce illecito civile e disciplinare” (Possibile sua cancellazione da Elenchi)

–          decadenza di arbitro qualora ritarda od omette adempimenti connessi alle sue funzioni, avviene dopo 10 giorni da diffida su richiesta di una delle parti interessate. Si procede a sua sostituzione

–          responsabilità degli arbitri che risponde dei danni provocati alle parti, in caso di omissione di adempimenti (Omissione della pronuncia del lodo in termini stabiliti), od abbia agito con dolo o colpa grave. Azione di responsabilità promossa da una delle parti. Risarcimento non può comunque superare triplo compenso dovuto, salvo caso di dolo (In tale caso risarcimento commisurato al danno)

c)       ricevere domanda di arbitrato e di conciliazione, verificandone conformità

d)       verificare regolarità di comunicazione a tutte le parti interessate “nell’osservanza del principio del contraddittorio”

e)       ricevere nomina degli arbitri indicati dalle parti, costituendo collegio arbitrale, nonché ricusazione e sostituzione di arbitri e relativo Presidente. Possono essere nominati arbitri e Presidente solo tra iscritti in Elenchi

f)        ricevere originale del lodo e custodirlo per 5 anni insieme a fascicolo di ufficio con relativi atti e documenti

g)       assumere iniziative opportune per trattazione di più vertenze connesse

h)       fornire, su richiesta, supporto logistico a collegi arbitrali, compresa assegnazione segretario nominato in base a complessità della vertenza, con il compito di tenuta fascicolo di ufficio, stesura dei verbali, eventuali attività di materia fiscale, esecuzione comunicazioni disposte da collegio, custodia di atti e documenti di arbitrato. Elenco dei segretari in cui inseriti quanti sono in possesso di laurea magistrale o specialistica “con specifica competenza di natura amministrativa”

i)         ricevere in deposito compensi dovuti ai collegi arbitrali, amministrandoli; non risponde in caso di inadempimento delle parti

j)         svolgere attività relative alla conciliazione o altri compiti stabiliti da MI.P.A.F.

Camera arbitrale gestita da Direttore, nominato da MI.P.A.F. “tra soggetti che abbiano maturato comprovata esperienza professionale nella struttura appositamente dedicata alla risoluzione di controversie”. Direttore dura in carica 5 anni, salvo conferma, con il compito di “garantire efficiente amministrazione del giudizio arbitrale”        

MI.P.A.F. pone a disposizione di camera arbitrale personale, ufficio, strutture e risorse necessarie per assolvimento dei propri compiti.

AGEA ed altri Organismi pagatori provvedono ad inserire clausola compromissoria nei bandi ed atti di erogazione di risorse CE riportante dicitura “ogni controversia relativa a validità, interpretazione, esecuzione del presente atto è devoluta al giudizio arbitrale o alle procedure conciliative in conformità alla determinazione del D.M. 20/12/2006 e successive modificazioni ed integrazioni che le parti dichiarano espressamente di conoscere ed accettare”. Clausola sottoscritta cessa di avere efficacia in caso di:

a)       esistenza di notizia di reato relativa a fatti oggetto di domanda di arbitrato;

b)       pendenza di procedimento penale qualora per decisione del collegio arbitrale siano rilevanti i fatti oggetto del procedimento stesso;

c)       formalizzazione scheda di irregolarità relativa ai fatti oggetto della domanda di arbitrato;

d)       vigenza del provvedimento di sospensione.

Clausola arbitrale riprende ad avere valore se condizioni di sospensione vengono meno. Organismo pagatore non può aderire ad un compromesso in presenza di una causa ostativa di cui sopra, nonché in presenza di procedimenti pendenti di 1° grado se dichiarata impossibilità ad abbandonare giudizio in corso.

Convenzione di arbitrato può prevedere non impugnabilità del lodo arbitrale. In assenza di clausola compromissoria, controversia insorta e non ancora pendente davanti a giudice civile può essere “devoluta ad arbitrato” mediante atto scritto accettato dalle parti, pena sua nullità. Accettazione proposta di compromesso deve avvenire entro 60 giorni da sua proposta. Accettazione o meno della proposta di compromesso è atto libero; accettazione può sempre venire revocata prima di arrivare alla controparte.

Se controversia riguarda più soggetti compromesso accettato da tutte le parti in lite, con impegno a rinunciare ad atti pendenti davanti Autorità giudiziaria (Accettazione proposta di compromesso attuata entro 60 giorni da notifica altrimenti si prosegue con giudizio civile). Se esistono più controversie “per comunanza di fatti, ammesse solo proposte di compromesso relative a tutte le controversie connesse”.

Parte interessata deposita presso Camera arbitrale domanda di compromesso, contenente:

a)       generalità del ricorrente e suo domicilio;

b)       convenzione arbitrale, indicazione della controparte, richiesta di giudizio arbitrale;

a)       indicazione difensore ove nominato e procura alle liti;

b)       esposizione esaustiva dei fatti, formulazione quesiti, indicazione valore della controversia;

c)       indicazione mezzi di prova e documenti a sostegno della domanda, comprese dichiarazioni scritte di soggetti terzi, od esibizione di “processi verbali di polizia giudiziaria o informazioni scritte di pubblica amministrazione”, consulenze tecniche di periti di ufficio. Documenti depositati in tante copie quanti sono parti in causa e componenti collegio arbitrale.

Domande proposte con altra procedure non prese in considerazione, a differenza invece di domande riconvenzionali

Insieme a costituzione del collegio arbitrale, Camera fissa compenso dovuto e quantifica spese sostenute, comunicandolo alle parti interessate. Mancato versamento spese da una parte, può essere coperto dall’altra, “fermo restando che somme erogate portate a credito nel lodo finale”. Documentazione giustificativa delle spese sostenute depositata a disposizione delle parti presso Camera arbitrale, che versa somme percepite presso Istituto di Credito.

Membri del collegio arbitrale sono tenuti a versare 5% dei propri compensi a Camera arbitrale.

Camera arbitrale trasmette ricorso, entro 25 giorni, a controparte invitandola a nominare proprio arbitro e redigere “memorie di replica”, contenenti:

a)       generalità della parte convenuta;

b)       formulazione della difesa, indicando prove;

c)       conferimento procura delle liti al difensore;

d)       ogni altro documento ritenuto utile nel giudizio.

Parte promotrice ricorso di fronte a memorie della controparte può fare “pervenire memorie di replica entro 20 giorni successivi a ricevimento domanda”.

Se parti interessate non nominano arbitro, a ciò provvede Camera arbitrale nei 10 giorni successivi a mancata nomina

Arbitri, insieme ad accettazione incarico, rilasciano a Camera arbitrale, pena nullità procedimento, dichiarazione diretta “ad escludere fatti e circostanze che possono determinare incompatibilità” (Specificare: ogni rapporto vigente con parti in causa “che possono pregiudicare imparzialità”; ogni interesse, anche indiretto, economico o personale con materia in causa; ogni pregiudizio che incide su imparzialità giudizio), nonché impegno a rispettare D.M. 20/12/06.

Durante intero procedimento del lodo, ogni arbitro deve comunicare “ogni sopraggiunta ragione di incompatibilità nella gestione di incarico affidato”. Se incarico rifiutato, nomina del nuovo arbitro entro 10 giorni.

Collegio arbitrale, composto di 3 arbitri o, se parti in causa sono più di 2, tanti arbitri quanti sono le parti in causa con parità nel numero di arbitri di parte pubblica e privata e comunque in numero dispari, al momento di insediamento:

a)       fissa termine per pronuncia del lodo che decorre da costituzione collegio;

b)       determina valore della controversia;

c)       dispone versamento di anticipo a carico delle parti pari almeno ad 1/3 del compenso dovuto al collegio

Collegio, nella seduta successiva a sua istituzione, “esperisce tentativo di conciliazione. Se tentativo fallisce, Collegio arbitrale fissa: termine per presentazione di eventuali memorie (almeno 10 giorni); modalità di trasmissione di tali atti; modalità di ripartizione degli onorari tra Presidente ed arbitri; eventuale sospensione del giudizio arbitrale; sede di arbitrato (presso Camera arbitrale o presso studi professionali indicati da Presidente collegio); data di discussione vertenza (sempre, escluso mese di Agosto e periodo 20-31 Dicembre); modalità di comunicazione di data, ora e luogo della riunione alle parti in causa (Comunicazione ricevuta almeno 10 giorni prima) che può decidere di intervenire o meno “di persona”; modalità redazione di “verbale sintetico” della riunione; modalità di deliberazione del lodo “esperita attività istruttoria”.

Se in sede di istruttoria necessita assumere prove testimoniali delle parti contraenti, queste possono essere convocate davanti a Collegio arbitrale.

Controversie possono essere decise da arbitro unico, se le parti convengono in tal senso, od in caso di controversie di valore inferiore a 100.000 EUR. Per controversie fino a 20.000 EUR si può scegliere tra procedura con arbitro unico o procedura conciliativa. In caso di mancato accordo tra le parti, arbitro unico nominato da Camera arbitrale mediante sorteggio tra iscritti in Elenco Presidenti collegi camera arbitrale

Se controversia definita con transazione prima della costituzione collegio arbitrale, procedimento archiviato e nulla dovuto ad arbitri. Ammesso sempre tentativo di conciliazione, prima conclusione lavori del Collegio arbitrale, “anche prospettando ipotesi non verbalizzata di composizione delle liti”, di cui redatto verbale sottoscritto dalle parti, o dai patrocinatori se muniti di specifico mandato, riportando “estinzione del giudizio arbitrale”. In caso di definizione parziale della controversia, giudizio arbitrale prosegue “per residua materia del contendere e della definizione parziale è dato atto nel lodo” (Onorario del collegio arbitrale ridotto in proporzione).

Collegio arbitrale pronuncia lodo entro 180 giorni da suo insediamento (200 giorni se occorre pronunciarsi su più controversie connesse, proroga di altri 180 giorni se occorre acquisire mezzi di prova). Lodo redatto in tanti originali quanti sono le parti coinvolte e sottoscritto dagli arbitri in tempi e luoghi diversi “e si perfeziona nel momento in cui è apposta l’ultima delle sottoscrizioni” (Sufficiente sottoscrizione maggioranza degli arbitri per validità del lodo), subordinatamente agli adempimenti economici.

Lodo relativo ad ogni domanda di controversia avanzata, contenente: nome degli arbitri; sede di arbitrato; indicazione delle parti; indicazione della convenzione di arbitrato e della conclusione delle parti; sintesi dei motivi della controversia; dispositivo; liquidazione delle spese del procedimento; sottoscrizione degli arbitri o menzione del motivo per cui arbitri non hanno voluto sottoscrivere lodo. Lodo ha valenza di sentenza pronunciata da Autorità giudiziaria e viene notificato in originale ad ognuna delle parti entro 10 giorni da ultima sottoscrizione (Copia depositata presso Tribunale che lo dichiara esecutivo e lo trascrive). Contro decisione del lodo ammesso appello entro 30 giorni da notifica a Corte di Appello che decide, sentite le parti.

Collegio arbitrale può pronunciare lodo parziale. In tal caso parti in causa hanno 30 giorni di tempo per elaborare propria difesa e chiedere pronunciamento del lodo definitivo entro 90 giorni al deposito del lodo parziale.

Ogni parte può chiedere ad arbitri entro 1 anno da notifica del lodo:

a)       correzione del testo attestante che questo risulta affetto da omissioni od errori materiali;

b)       integrazione formale del testo se lodo difetta della indicazione delle parti, o clausole compromissorie, o requisiti, o assenza dei motivi del dispositivo.

Arbitri debbono provvedere entro 60 giorni da richiesta, altrimenti interviene camera arbitrale.

A conclusione del lodo, ogni parte può chiedere ritiro del fascicolo contenente atti depositati a Camera arbitrale, che è tenuta a conservarlo per almeno 5 anni da emissione del lodo.

Ogni notizia, durante svolgimento istruttoria, deve rimanere riservata. Al fine di favorire risoluzione di controversie analoghe a quelle già decise, ammesso utilizzo di notizie “omettendo il nome delle parti”.

Camera nazionale arbitrale acquisisce tutte le pronunce di giudici penali, civili, amministrativi e dei collegi arbitrali nell’intento di individuare “fenomeni rilevanti ai fini della regolarità, efficienza, economicità dell’azione della Camera arbitrale”, evidenziando eventuale sviluppo anomalo del contenzioso che dovrà essere segnalato a MI.P.A.F.

Camera arbitrale segnala a MI.P.A.F. “le fattispecie per le quali risulta utile un intervento” e cura raccolta delle deliberazioni assunte dai collegi arbitrali.

Tentativo di conciliazione se valore controversia inferiore a 20.000 EUR sempre perseguibile in ogni fase del procedimento. Istituito Comitato di conciliazione, composto da rappresentante AGEA e rappresentante CAA di riferimento o da soggetto interessato  e da direttore Camera arbitrale. Comitato può farsi assistere da uno o più esperti iscritti ad Albo degli arbitri od Elenco dei periti in relazione a natura della controversia.

Conciliazione attivata entro 15 giorni da ricevimento domanda a firma congiunta delle parti da parte Camera arbitrale, contenente: generalità delle parti ed elezione domicilio; esposizione dei fatti; formulazione del quesito; indicazione valore della controversia inferiore a 20.000 EUR; indicazione mezzi di prova a sostegno delle proprie richieste; indicazione eventuale difensore con relativa procura. Camera invia copia domanda e relativa documentazione a tutti i componenti del Comitato, nonché a controparte (Se AGEA questa deve presentare memoria scritta alla Camera entro 30 giorni).

Comitato di conciliazione ascoltate le parti, propone soluzione della controversia, che se accettata viene riportata in apposito verbale sottoscritto dalle parti, altrimenti si ricorre a giudizio arbitrale. Procedura di conciliazione conclusa entro 60 giorni da invio domanda. Conciliazione è gratuita non dovendosi alcun compenso a rappresentanti delle parti e della Camera arbitrale, mentre in caso di nomina di periti questi retribuiti secondo tariffari (Spese a carico delle parti secondo quanto stabilito dal Comitato di conciliazione). 

Entità aiuto:

Collegio arbitrale applica tariffario della Camera arbitrale diminuito del 20%, comprendente: onorari e spese degli arbitri; onorari e spese di eventuale perdita di ufficio; oneri per amministrazione della procedura; compenso del segretario pari a 8% importo dovuto a Collegio arbitrale. 

      

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