COMMERCIALIZZAZIONE FUNGHI (Reg. 1895/04; Legge 352/93; D.P.R. 376/95; D.M. 9/10/98; L.R. 17/01; D.G.R.M. 20/1/04) (fungo04)

Soggetti interessati:

Chiunque intende vendere anche in forma occasionale funghi epigei spontanei freschi o conservati

Per imprenditori agricoli a titolo principale i funghi spontanei raccolti ed assimilati ad altri prodotti agricoli e loro vendita dipende da normativa su vendite dirette prodotti agricoli

Iter procedurale:

Interessati presentano domanda (Modello riportato su BUR 121/01) a Comunità Montana o Provincia in cui ricade residenza richiedente per partecipare a corso formativo inerente in particolare a “capacità del candidato di riconoscere ed identificare le specie fungine e le conoscenze in materia di trattamento, conservazione e commercializzazione di questi”. A conclusione corso e previo superamento esame (sessione esame almeno 1 volta anno) presso Camera di Commercio (composta da rappresentante Ente competente, Assessorato Agricoltura, Assessorato Sanità e 2 esperti micologici ASL) rilasciato attestato di abilitazione (Nel caso di ditte, sufficiente abilitazione del solo responsabile tecnico della vendita), il cui modello riportato su BUR 13/04, specificando tipo di idoneità conseguita (Idoneità rilasciata per tutte le specie o solo per alcune).

Interessato presenta domanda (Modello riportato su BUR 13/04) per rilascio tesserino abilitazione alla raccolta e commercializzazione dei funghi a Comunità Montana o Provincia di residenza richiedente, allegando attestato di abilitazione rilasciato da corso. Nel tesserino riportare dicitura “Articolo 11, comma 3” con timbro e visto dell’Ente competente che “consente di incrementare fino a 4 kg. la quantità massima giornaliera raccolta”.

Autorizzazione è valida su intero territorio regionale ed è finalizzata ad esercizio commercio dei funghi epigei spontanei Se attività non esercitata in proprio, autorizzazione acquisita da addetto alle vendite.

Interessati presentano domanda autorizzazione a vendita funghi freschi spontanei a Sindaco che rilascia autorizzazione solo a chi è in possesso di tesserino di abilitazione rilasciato da Comunità Montana e Provincia e previa “certificazione di avvenuto controllo da parte ASL”

Vendita funghi secchi (Funghi che dopo essiccamento naturale o meccanico, presentano tasso di umidità inferiore a 12%) ammessa solo per seguenti specie: Boletus edulis e relativo gruppo; Cantharellus; Agaricus bisporus; Marasmius oreades; Auricularia auricola-judae, Morchella, Craterellus, Psalliota, Lentinus, Pleurotus, Lactarius, Amanita Cesarea. Vietata detenzione e vendita del fungo Trichoroma equestre. Ammesse altre specie fungine provenienti da CE, purché commercializzate in tali Paesi.

Impresa invia domanda autorizzazione per lavorazione e confezionamento funghi spontanei, freschi, secchi o conservati a MI.P.A.F., indicando nominativo del perito iscritto a Camera di Commercio responsabile delle operazioni ed esperto micologo “sotto il cui controllo avviene l’identificazione di tutte le specie”.

Vietata vendita funghi secchi allo stato sfuso, esclusi Boletus edulis e relativo gruppo ("funghi porcini"), purché autorizzata da Comune.

Su etichetta riportare dicitura "Contenuto conforme alla legge" e nome scientifico del fungo contenuto. Ammesse denominazioni aggiuntive, quali: "extra", "commerciali", "briciole", "in polvere" se rispondono a caratteristiche qualitative riportate su G.U. 249/98. Per funghi secchi porcini derivanti da altri Paesi CE ammesse altre denominazioni purché riconosciute dalla normativa vigente in tali Paesi.

Vendita solo in confezioni chiuse di quantità predeterminate con decreto Ministero Commercio, "con almeno metà di una facciata trasparente in modo da consentire il controllo del contenuto" che deve appartenere ad una stessa specie di fungo inserito intero o sminuzzato. Confezioni debbono contenere funghi secchi con meno di 25-40% unità difettose od alterate ed avere durata inferiore a 12 mesi.

Qualità dei funghi di coltivazione (AGARICUS) in tutte le fasi della commercializzazione deve essere conforme a quella riportata su GUCE 325/04. “Tuttavia nelle fasi successive alla spedizione, i prodotti possono presentare una lieve riduzione dello stato di freschezza e turgore; i prodotti classificati in categorie diverse da quella “Extra” possono inoltre presentare lievi alterazioni dovute alla loro evoluzione biologica e alla loro deperibilità”.

Ammessa vendita funghi "conservati sott'olio, sott'aceto, in salamoia, sottovuoto, al naturale, congelati, surgelati" delle specie riportate in Allegato II al D.P.R. 376/95 (ammesse altre specie provenienti da Paesi CE, qualora commercializzate in questi), purché sottoposti a trattamenti termici atti a rendere inattivi le spore di Clostridium Botulinum. Ogni confezione può contenere 1 o più specie di funghi.

Etichette debbono sempre riportare nome scientifico del fungo e per funghi freschi, che non possono essere consumati crudi, dicitura "obbligo di cottura".

Vigilanza su rispetto norme commercializzazione funghi è di competenza ASL, Corpo Forestale di Stato, Nucleo antisofisticazione dei Carabinieri, guardie venatorie provinciali, guardie giurate volontarie.

Sanzioni:

Chiunque non indica micologo autorizzato responsabile delle fasi di lavorazione e confezionamento funghi secchi: multa da 500.000 a 1.000.000

Chiunque non rispetta norme commercializzazione funghi freschi: multa da 125 a 900 EUR + ritiro tesserino da 6 mesi a 3 anni