AUTORIZZAZIONE AGRITURISMO

AUTORIZZAZIONE AGRITURISMO (Legge 96/06; D.Lgs. 228/01; D.M. 3/6/14; L.R. 21/11; Reg. Marche 4/11/13, 5/4/15; D.G.R. 27/11/18; DDS 19/12/18)  (turism12)

Soggetti interessati:

Servizio Regionale Agricoltura (SRA), Servizio Decentrato Agricoltura (SDA), Comando Forestale dei Carabinieri (CFC), Comuni, Sportello Unico Attività Produttive (SUAP).

Imprenditori agricoli, singoli o associati, ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile, titolari  di partita IVA, iscritti alla Camera di Commercio industria, artigianato, agricoltura (CCIAA), con codice ATECO agricolo 01 (entro 30 giorni dall’avvio dell’attività agrituristica o di una sua variazione, aggiornare la posizione in CCIAA, comunicando il tipo di attività agrituristica esercitata), in possesso di fascicolo aziendale (aggiornato e validato entro il 31 Maggio), che intendono, anche avvalendosi della collaborazione di familiari (ai sensi di art. 230 bis del Codice Civile) e/o del “personale dipendente regolarmente assunto per l’attività aziendale, o di lavoratori esterni all’impresa” (solo per lo svolgimento di attività e servizi complementari e purché il personale impiegato nella gestione ordinaria dell’attività agricola risulti sempre numericamente superiore), svolgere attività agrituristica nella propria azienda, purché:

  1. a livello stagionale (soggiorno dei singoli ospiti mai superiore a 3 mesi consecutivi);
  2. in rapporto di “connessione con l’attività di coltivazione del fondo, silvicoltura ed allevamento degli animali” che deve rimanere principale (“principalità agricola”). A tal fine si procede a comparare le ore di attività agricola con quelle necessarie ai servizi agrituristici (utilizzare le tabelle pubblicate su BUR 90/13) che debbono risultare inferiori. Per il conteggio delle ore si procede nel seguente modo:
  • riguardo alle coltivazioni, prese a riferimento le attività agricole effettivamente esercitate nel corso dell’anno come desumibili dal fascicolo aziendale
  • riguardo agli allevamenti, presa a riferimento la consistenza attuale degli animali o la media dell’anno precedente, come desumibile dall’anagrafe zootecnica (BDN) o dai registri di stalla
  • riguardo all’attività agrituristica preso a riferimento il numero dei posti letto, posti a tavola (come riportato in SCIA) ed il periodo di attività

Per le aziende ricadenti nelle zone montane e svantaggiate, ai sensi della Direttiva CE 268/75, il tempo dedicato all’attività agricola viene moltiplicato per un coefficiente pari a 3 (2 in caso di aziende biologiche o in conversione non ricadenti nelle zone montane e svantaggiate).

Il requisito di connessione si ritiene presunto nel caso di aziende dotate di almeno 2 ha. di superficie agricola utilizzata (SAU) contingua, che: offrono ospitalità completa a meno di 10 persone/giorno; somministrano meno di 20 pasti/giorno; dispongono di meno di 4 piazzole di sosta per l’accoglienza di autocaravan, o roulotte, o tende da tenere presente ogni tipo di attività agrituristica deve essere svolta in tempi separati (v. ospitalità nei mesi estivi e somministrazione dei pasti in inverno)

  1. non configurabile come esercizio pubblico commerciale di ristorazione, o albergo, o affittacamere.

Ammessa seguente tipologia di attività agrituristica:

  • ospitalità in:
  • fabbricati aziendali adibiti a destinazione abitativa, con esclusione di quelli di categoria di lusso;
  • fabbricati strumentali all’attività agricola esistenti sul fondo ed edificati da almeno 10 anni(Per quelli realizzati dopo il 1967 la decorrenza viene misurata in base alla data di abitabilità o agibilità). Esclusi da tale vincolo fabbricati ricadenti nelle aree interne, così come individuate dalla Legge 147/13, purché: regolarmente accatastati e compatibili con l’attività agrituristica; non destinati a camere, appartamenti, cucine, sale per la somministrazione di alimenti e bevande, sale comuni, sale museo per l’attività agrituristica. Sempre escluse invece, in quanto non compatibili con l’attività agrituristica; le serre; gli immobili per allevamento zootecnico a carattere industriale; le tettoie aperte;
  • locali ubicati in nuclei o borghi rurali (così individuati dagli strumenti urbanistici comunali) nella disponibilità dell’imprenditore agricolo
  • immobili destinati all’abitazione propria dell’imprenditore, che non dispone di fabbricati e strutture nel fondo coltivato, purché ubicati nello stesso Comune o in un Comune contiguo

Fabbricati per l’attività agrituristica sono considerati costruzioni strumentali per l’attività agricola per cui non rientrano nella tipologia degli immobili a destinazione abitativa (esclusi gli edifici di abitazione).

Negli edifici utilizzati per l’attività agrituristica sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione (anche con aumento volumetrico consentito dalla normativa urbanistica comunale) e recupero di unità edilizie fatiscenti o parzialmente demolite (ammessa loro completa demolizione e successiva ricostruzione anche in area diversa), purché:

  • ricadenti in particelle agricole accatastate in possesso dell’azienda;
  • sia possibile reperire idonea documentazione (compreso materiale fotografico) attestante la loro organizzazione, tipologia e volumetria preesistente;
  • nel rispetto delle normative edilizie vigenti e delle caratteristiche rurali dell’edificio, che deve conservare il suo aspetto complessivo e quello dei singoli elementi architettonici (uso di: materiali, per quanto possibile, connessi all’edilizia sostenibile; tecniche tipiche della zona).

Vietata la realizzazione di nuove costruzioni, o nuovi volumi tecnici, o impianti sportivi ricreativi, salvo se:

  • inerenti a strutture igienico sanitarie
  • impossibile utilizzare a tale scopo immobili esistenti per motivi strutturali e di sicurezza;
  • mantenuta la tipologia, gli elementi architettonici ed i materiali tipici dell’edilizia rurale del luogo, per cui strutture e volumi risultano adeguatamente inseriti nel contesto locale.

Nel caso di sistemazioni esterne utilizzare piante di specie autoctone.

Nelle strutture destinate all’ospitalità occorre prevedere il superamento delle barriere architettoniche, tramite l’adeguamento dei locali all’accoglienza di persone con disabilità fisica (in strutture con meno di 6 camere, almeno 1 stanza deve risultare accessibile  a persone con ridotta o impedita capacità motoria). Comune può concedere deroghe se dimostrata l’impossibilità tecnica di procedere all’adeguamento a causa di elementi strutturali ed impiantistici dell’edificio, o perché questo risulta di particolare pregio architettonico.

È ammessa l’ospitalità nel limite di 40 posti letto (elevato a 55 nelle aree montane e svantaggiate, o nei Parchi nazionali e regionali, o nelle aree a vincolo di tutela integrale ai sensi del PPAR).  Se l’ospitalità comprende la somministrazione della prima colazione, la materia prima utilizzata al riguardo deve essere tracciabile e provenire da: aziende agricole singole ed associate della Regione per almeno il 65% del suo valore economico; artigiani alimentari della zona od aziende di trasformazione dei prodotti agricoli della Regione per almeno il 20%; distribuzione commerciale ordinaria per non oltre il 15%.

Se caratteristiche strutturali o architettoniche di edifici rurali esistenti non consentono l’adeguamento alle normative igienico sanitarie, è consentito l’utilizzo di locali aventi altezza almeno pari a 2,20 m. purché volume disponibile per posto letto almeno pari a 18 mc. per camera ad 1 letto e 23 mc. per camera a 2 letti, fermo restando obbligo di assicurare altezza minima di 2,5 m. e superficie minima di 7 mq. per stanza da 1 letto e 11 mq. per stanza a 2 letti, con incremento di 4 mq. per ogni letto in più. Superficie minima di unità abitativa attrezzata per pernottamento e soggiorno e dotata di servizio autonomo di cucina è di 26 mq. che possono alloggiare non oltre 4 persone (5 in caso di bambini fino a 5 anni). Ammessa aggiunta di culla o letto supplementare per bambini con meno di 12 anni su richiesta di ospite, senza che questo determini aumento numero complessivo di posti letto indicati in SCIA (Per questo non previsto neppure alcun conteggio ulteriore per determinazione tempo lavoro). Se in SCIA indicate superfici prive di posti letto destinate a soggiorno, salotto, zona giorno o simili, uso di queste a fini di aumentare capacità di alloggio è sanzionata. Alloggio agrituristico deve rispettare normativa urbanistica ed igienico sanitaria e prevedere: fornitura acqua potabile; letto, comodino, sedia e poltrona per persona; armadio, tavolino o piano di appoggio, cestino rifiuti per camera; tabella informazioni con numeri telefonici di emergenza ed attrezzatura di pronto soccorso per struttura; servizi igienici e sanitari dotati di wc, bidet, lavabo, vasca da bagno o doccia in termini di 1 ogni 6 persone comprese persone del nucleo familiare; pulizia ambiente e cambio biancheria ad ogni nuova presenza ospiti (comunque almeno 1 volta alla settimana)

  • ospitalità in spazi aperti, opportunamente attrezzati per la sosta di turisti muniti di “mezzi di pernottamento autonomi e mobili”, nel limite di 25 piazzole in aziende aventi almeno 3 ha. di SAU contigua. Tipologie e caratteristiche degli alloggi, strutture ed attrezzature utilizzate al riguardo sono definite dalla Giunta Regionale, fermo restando che non è previsto l’utilizzo di unità abitative fisse (comprese casette di legno o bungalow), mentre è ammessa l’installazione di strutture (autocaravan, camper, roulotte, tende) di facile rimozione e l’uso di case mobili (anche messe a disposizione dell’imprenditore agricolo, purchè non oltre il 25% delle piazzole disponibili. Locazione turistica di piazzola a stesso ospite non oltre 3 mesi continuativi. In caso di ospitalità in alloggio ed in piazzole di sosta, capacità ricettiva complessiva di azienda agrituristica non oltre 80 persone. Non rientra in attività agrituristica fornitura servizio di rimessaggio dei terreni di azienda agricola per roulotte, autocaravan o altri veicoli o case mobili. Nel caso di terreni di azienda ricadenti solo parzialmente in zona montana, capacità ricettiva massima determinata in rapporto ad ubicazione di immobili e prevalenza di ubicazione dei terreni aziendali. Ogni piazzola deve avere:
  • almeno 60 mq., compreso posto auto, “a prova di acqua e polvere, realizzabile anche con inerbimento terreno”;
  • in prossimità “colonnina con possibilità di attacco per presa corrente elettrica;
  • idonei recipienti per la raccolta differenziata di rifiuti solidi.

Servizi igienico sanitari preferibilmente entro struttura edilizia esistente composti da wc, lavabo e doccia ogni 4 piazzole di sosta. Previsto inoltre locale multiuso di facile accesso dotato di “lavelli, lavatoi, fontanella in quantità adeguate rispetto a numero di piazzole esistenti”;

  • ospitalità in fabbricati ed in spazi aperti con capacità ricettiva complessiva non superiore a 80 persone
  • somministrazione di alimenti e bevande, intesa come vendita per il consumo sul posto dei prodotti enogastronomici forniti dall’azienda agrituristica ai propri ospiti, utilizzando prioritariamente prodotti della “tradizione e tipicità della cucina rurale marchigiana”, costituiti per:
    1. almeno 80% del valore della materia prima usata (calcolata su base annua) dalla produzione aziendale (25% nel caso di aziende biologiche, che offrono solo alimenti e bevande biologici, o di aziende ricadenti nelle aree montane e svantaggiate ai sensi della Direttiva CE 268/75), anche se lavorata tramite terzi, purché venga conservata la documentazione relativa a tali lavorazioni e mantenute le caratteristiche originali della produzione tipica
    2. non oltre il 20% del valore della materia prima usata (prioritariamente costituita da produzioni DOP, IGP, STG, DOC, DOCG, IGT, o riconosciute come tradizionali ai sensi del D.Lgs. 173/98, o biologiche, o a marchio “QM” Qualità garantita dalle Marche) da acquisti effettuati presso: artigiani alimentari della zona, iscritti alla CCIAA e all’Albo delle imprese artigiane, purchè dimostrano che la materia prima impiegata nella trasformazione ha prevalente origine regionale; aziende di trasformazione dei prodotti agricoli operanti nella Regione
    3. almeno il 30% del valore della materia prima usata proveniente da aziende agricole, singole od associate, della Regione, purché il prodotto risulti tracciabile.
    4. Non oltre il 20% del valore della materia prima usata dalla distribuzione commerciale ordinaria

Per vino, olio vergine ed extravergine di oliva, prodotti orticoli, carne fresca o trasformata (bovina, equina, suina, ovina, caprina, di bassa corte, ungulati, lepri, selvatici da piuma) e miele, la materia prima di provenienza regionale deve essere pari al 100%. In presenza di cause di forza maggiore (quali: calamità atmosferiche o naturali, fitopatie o epizoozie che hanno colpito l’impresa agricola accertate dagli Organismi competenti), la Regione può autorizzare una deroga alle suddette percentuali per la durata dell’evento, purché l’operatore abbia inviato una specifica comunicazione al Comune, dove ricade l’attività agrituristica.

Fanno eccezione prodotti che, pur utilizzati come ingredienti nelle ricette tradizionali marchigiane, non rientrano nelle trasformazioni tipiche della Regione.

Il calcolo del valore della materia prima è effettuato tenendo conto di: prezzi di vendita al dettaglio (rilevati sulla base del prezziario della CCIAA o dei mercati agricoli di zona); prezzi di vendita effettivamente realizzati dall’azienda nell’anno precedente se questa effettua anche la vendita diretta.

Ammesso numero dei posti a tavola fino a 70 (Elevato a 100 se la quota di prodotti agricoli aziendali somministrata è pari almeno al 65%, a cui aggiungere almeno un altro 20% proveniente da aziende agricole, singole o associate, della Regione, purché tracciato. Il numero massimo di pasti somministrabile nell’anno è calcolato in base al rapporto di connessione e capacità di auto approvvigionamento dell’azienda.

Tutti i prodotti utilizzati nella somministrazione di alimenti e bevande (compresa la prima colazione) sono riportati nei registri contabili dell’azienda, mentre in SCIA occorre indicare il numero totale dei pasti somministrabili nell’anno. Idoneità dei locali, immobili ed attrezzature usate per la produzione, preparazione, confezione, deposito e vendita delle sostanze alimentari e bevande (v. cucina e laboratorio di preparazione e somministrazione) deve tenere conto delle particolari caratteristiche di ruralità ed avere:

  • superficie adeguata a numero posti a sedere. Superficie minima (superiore a 15 mq.) valida solo per nuove autorizzazioni, mentre per strutture esistenti ammesse anche inferiori;
  • pareti lavabili e disinfettabili (utilizzare piastrelle, pitture idrofughe) “sino ad altezza adeguata”;
  • pavimento ben connesso, lavabile e disinfettabile, sistemato in modo da facilitare evacuazione acque di lavaggio;
  • soffitto facile da pulire e che non permetta formazione di muffe o caduta polvere;
  • finestre e porte costruite in modo da impedire accumulo di sporcizia e, se apribili verso esterno, protette da dispositivi antinsetti ed altri animali nocivi. Se altezza o finestre, tenuto conto di ruralità costruzione, non sufficienti per idonea aerazione od illuminazione, occorre prevedere “sistemi meccanici per il ricambio dell’aria e sistemi di illuminazione artificiale”;
  • lavabo con erogatore acqua corrente potabile, calda e fredda, con rubinetteria non azionabile manualmente, distributore sapone ed asciugamani a perdere, contenitori per rifiuti con coperchio azionato a pedale;
  • cappa sovrastante punto cottura dimensionata in modo da garantire efficiente captazione di fumi e vapori e loro convogliamento ad esterno;
  • tavoli da lavoro con superficie lavabile e disinfettabile;
  • armadietti chiusi dove riporre stoviglie ed ingredienti (Materiali per pulizie e disinfezione riposti in locale od armadio di uso separato rispetto a quello di alimenti);
  • frigorifero (anche di tipo non industriale) di capacità adeguata e dotato di termometro;
  • spogliatoio obbligatorio in caso di attività di produzione, preparazione, somministrazione e vendita di alimenti e bevande, eventualmente coincidente con antibagno di servizio igienico destinato ai soli operatori del settore alimentare.

Sala ristorante destinata, oltre a somministrazione pasti ad ospiti od avventori, anche ad esposizione e vendita di prodotti in apposito armadio o reparto, previa adozione di accorgimenti igienico sanitari necessari (Per tali finalità escluso locale cucina). Servizi igienici identificabili con quelli di camere se somministrati pasti solo ad ospiti alloggiati e camere vicine a sala da pranzo (Se ristorante aperto a tutti occorrono specifici servizi igienici)

Per aziende che offrono ospitalità completa fino a massimo di 10 persone o somministrazione massima di 20 pasti/giorno, ammesso uso di:

  • servizio igienico familiare, purché: dotato dei requisiti di cui sopra e diverso da servizi igienici destinati ad alloggio di ospiti; tutti i familiari dimostrano di avere acquisito idonea formazione;
  • cucina della famiglia di imprenditore, anche avente dimensione inferiore a 12 mq., purché nel documento di autocontrollo evidenziato:
  • idonea formazione di tutti gli addetti (compresi familiari) alla conoscenza norme vigenti su manipolazione di alimenti e bevande;
  • separazione tra materie prime per alimenti e bevande destinati a terzi, rispetto a quelle destinate a consumo familiare;
  • preparazione alimenti destinati a familiari “in tempi differenziati rispetto a quelli offerti ad ospiti”
  • somministrazione di spuntini e bevande che esclude attività di cottura e “non coinvolge generi ad alta deperibilità, quali panna, crema, maionese” occorre:
  • ricavare, eventualmente nella stessa cucina familiare, “un settore delimitato almeno su 3 lati con accorgimenti quali pannelli mobili rientranti e dotato di piano di lavoro lavabile e disinfettabile”;
  • 1 servizio igienico ogni 25 persone (Oltre 25 persone almeno 2 servizi igienici di cui 1 per portatori di handicap) se somministrati spuntini a meno di 8 ospiti e 16 pasti/giorno sufficiente servizio igienico familiare. Servizi igienici per personale di cucina può non essere adiacente a cucina stessa (comunque facilmente fruibile), mentre servizi igienici destinati al pubblico non comunicanti direttamente con locali di conservazione, preparazione, trasformazione, consumo di alimenti, dotati di: pavimento e pareti di altezza adeguata, lavabili e disinfettabili, con lavabo dotato di rubinetteria con comandi non azionabili manualmente e di acqua corrente calda e fredda; carta igienica; dispensatore detergente liquido; distributore di asciugamani a perdere; contenitore per rifiuti con coperchio azionato a pedale; sufficiente aerazione (anche a mezzo sistema meccanico di ricambio di aria).
  • organizzazione di degustazione prodotti aziendali (compresa mescita vino) comprende “preparazione di servizio di ristorazione non completo fornito a titolo gratuito finalizzato principalmente a valorizzare e promuovere corretto utilizzo enogastronomico dei prodotti aziendali” da attuarsi in locali a norma per preparazione e somministrazione di alimenti. Non rientra in tale attività semplice degustazione di prodotti agricoli non elaborati dal punto di vista enogastronomico (v. frutta, verdura, formaggio, salumi, olio) in quanto ricadente in attività agricola. Per preparazione di degustazioni utilizzabile laboratorio polifunzionale aziendale o cucina familiare se degustazione limitata a 20 persone. Se degustazione organizzata fuori da azienda agricola, anche in occasione di fiere, manifestazioni, eventi promozionali, attività è considerata agrituristica solo se svolta non a titolo oneroso;
  • servizi ricreativi, sportivi, divulgativi o culturali, passeggiate a cavallo, pesca sportiva su laghetto aziendale, escursioni con guida esercitata in modo autonomo o dietro pagamento di corrispettivo nel rispetto della normativa regionale in materia di professioni turistiche. Attività finalizzate a valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale svolte sia all’interno che all’esterno di beni fondiari nella disponibilità di azienda, anche in convenzione con Enti locali. Piscine in dotazione debbono essere rispondenti ai requisiti di D.G.R. 23/7/2012 (v. scheda “turism33”). Impianti sportivi a carattere ricreativo realizzati nel rispetto di regolamenti urbanistici comunali, purché funzionali al soggiorno o ospitalità temporanea ed adeguatamente inseriti nel contesto rurale. Nessun corrispettivo richiesto per attività e strutture sportive o ricreative (quali campi da tennis, bocce, golf, calcetto, pallavolo, pallacanestro o piscina) utilizzate solo da ospiti;
  • fattoria didattica, in cui l’azienda accoglie scolaresche o altri ospiti, al fine di:
  • far conoscere il territorio rurale, l’agricoltura ed i suoi prodotti ed in generale il legame esistente tra le tradizioni alimentari gastronomiche ed il patrimonio storico culturale;
  • educare al consumo consapevole, tramite la comprensione delle relazioni esistenti tra produzione, consumi alimentari ed ambiente, nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile;
  • far conoscere sia i cicli biologici degli animali e vegetali, sia i processi di produzione, trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli

Per svolgere tali attività occorre frequentare un corso, organizzato da ASSAM o da Enti di formazione accreditati (in tal caso il corso va approvato dalla Regione),  a cui possono partecipare tutti gli imprenditori agricoli di cui ad art. 2135 del Codice Civile, o qualunque soggetto che lavora in azienda (compresi coadiuvanti familiari e dipendenti). Regione può esonerare dal partecipare al corso i soggetti che hanno già svolto attività nel settore (almeno 15 giorni negli ultimi 3 anni), o hanno partecipato a corsi analoghi. Corso, avente durata di almeno 30 ore, con verifica finale, comprende seguenti moduli formativi: analisi del contesto di riferimento dal punto di vista normativo, assicurativo, fiscale, sicurezza e norme igieniche (almeno 6 ore); elementi di conoscenza su ambiente, territorio, alimentazione e salute (almeno 6 ore); rapporto con il mondo della scuola e progetto didattico (almeno 6 ore); laboratorio sul percorso didattico e comunicazione (almeno 12 ore). Commissione di esame è composta da almeno 3 persone, scelte tra i docenti del corso. Prova di esame, a cui possono partecipare solo quanti hanno frequentato almeno 80% delle ore di lezione, consiste in un colloquio su: materie del corso; descrizione del percorso didattico che si intende attuare in azienda. Superamento dell’esame, comporta il rilascio dell’attestato di idoneità;

  • attività e servizi complementari che non generano corrispettivo autonomo rispetto a servizi precedenti offerti ai soli ospiti, che fruiscono di ospitalità e/o di somministrazione di alimenti/bevande, quali cura del benessere e della salute (centri benessere, centri termali, fattoria della salute, centri sportivi e simili, attività di convegni), purché esercitata nel rispetto della normativa di riferimento.

Macellazione di bovini, equini, suini, ovini e caprini ammessa solo in impianti autorizzati. In deroga ammessa attività di macellazione fino a 2 capi suini, 2 capi ovicaprini + 2 capi di selvaggina di taglia grossa allevata o 8 agnelli, capretti, suinetti di peso vivo inferiore a 15 kg. nei locali autorizzati da ASL annessi ad azienda agrituristica, purché dotati di:

  1. dimensioni minime di 18 mq. (6 di lunghezza x 3 m. di larghezza), atti a garantire adeguata separazione tra fasi di stordimento, dissanguamento, scuoiamento, depilazione, eviscerazione e sezionamento in quarti. Ammesse deroghe a dimensioni minime se attività settimanale di macellazione inferiore a 2 capi adulti o 4 capi di peso vivo inferiore a 15 kg. delle specie di cui sopra (Deroghe non ammesse per impianti consortili. Per tenere conto di tradizioni Marche che vedono nei mesi invernali maggiore consumo di carni suine da usare per insaccati e di carni ovicaprine in corrispondenza di festività (quali Pasqua, Natale, Ferragosto), in tali locali ammessa macellazione di unica specie per totale di 6 capi/settimana, purché minore a 104 capi macellati/anno. Per animali di peso inferiore a 15 kg. limite è di 8 capi suini (1 UGB corrisponde a 5 suinetti o 20 suini, per cui 1 suino = 4suinetti di peso inferiore a 15 kg.) e 4 ovicaprini (1 UGB corrisponde a 10 ovini o caprini o 20 agnelli o capretti di peso inferiore a 15 kg.) per un massimo di 12 capi macellati/settimana (fermo restando che nel periodo invernale o festivo macellata unica specie);
  2. adeguate attrezzature per stordimento di animali prima di macellazione;
  3. attrezzature ed utensili idonei sotto profilo igienico sanitario per operazioni di sollevamento completo di carcassa, in modo da consentire svolgimento operazioni su animale sospeso. Durante operazioni di macellazione animale non deve mai venire in contatto con pareti e pavimento. Se altezza locale non consente di appendere animale al soffitto, ammesso solo per fasi di dissanguamento ed asportazione di testa e zampe, uso di attrezzature che lo sollevano comunque dal suolo;
  4. rimozione, stoccaggio, smaltimento materiale a rischio e dei sottoprodotti di origine animale. Ammesso deposito temporaneo di tale materiale, appositamente imballato ed etichettato (riportare data di confezione, peso, descrizione contenuto), in frigorifero/congelatore identificato ed usato solo per questo scopo, in attesa di venire ritirato da ditta autorizzata (Tenere specifico registro al riguardo);
  5. cella frigorifera avente capacità adeguata a contenere prodotti della macellazione, che può coincidere con quella di vendita diretta o quella presente in cucina/laboratorio di preparazione, purché garantita separazione tra carni fresche di specie diverse e tra queste ed altri prodotti alimentari conservati in regime di temperatura controllata per evitare contaminazione crociata;
  6. acque di lavaggio, se aziende non collegate ad impianti di pubblica fognatura, smaltite sul suolo mediante sistema autorizzato da ASL.

Per macellazione di animali di bassa corte (polli, tacchini, faraone, anatre, oche, quaglie, piccioni, conigli, ecc.) ammessa macellazione fino a 7.000 unità/anno per volatili da cortile e selvaggina da penna e fino a 3.000 unità/anno per conigli (comunque non oltre rispettivamente 100 e 50 capi/giorno), purché:

  1. animali di proprietà di gestore attività agrituristica;
  2. macellazione di avicoli e conigli attuata in momenti diversi;
  3. in locale adeguato dotato di:
  • adeguato sistema di illuminazione ed aerazione;
  • pavimento lavabile e disinfettabile con pozzetto munito di griglia e sifone per raccolta e smaltimento acque reflue (In caso di macellazione di 10 capi/giorno, comunque non oltre 40 capi/settimana, sufficiente che pavimento “sistemato in modo tale da garantire rapido allontanamento acque di lavaggio”);
  • pareti rivestite con materiale lavabile e disinfettabile di altezza adeguata;
  • soffitto facilmente pulibile;
  • attrezzature idonee sotto profilo igienico sanitario per stordimento animali prima della macellazione;
  • modalità di macellazione conformi a normativa vigente;
  • utensili idonei a macellazione, facilmente lavabili e disinfettabili;
  • attrezzature e dispositivi che impediscono contatto di carcasse con suolo o pareti;
  • contenitori idonei che permettono trasferimento carni macellate in appositi frigoriferi destinati a tale utilizzo;
  • contenitori lavabili e disinfettabili, muniti di chiusura dove deporre sangue e sottoprodotti della macellazione in attesa di ritiro entro 24 ore da parte di ditta specializzata. Se ciò impossibile, materiali appositamente imballati (Riportare data confezionamento) depositati in frigorifero o congelatore dedicato in attesa di essere ritirati da ditta autorizzata, previa tenuta di registro di carico e scarico (In alternativa ammesso smaltimento in concimaia o mediante sistemi di compostaggio aziendale di sottoprodotti di categoria 3);
  • finestre, porte, scarichi protetti da dispositivi contro insetti ed animali nocivi;
  • lavandino munito di acqua calda e fredda, dispensatori di sapone liquido, asciugami di carta a perdere;
  • servizi igienici non comunicanti con locale macellazione e non usati da ospiti.

In impianti registrati ammessa macellazione di avicunicoli, purché in giorni diversi da suini, ovicaprini, selvaggina di grossa taglia.

Macellazioni sempre riportate in apposito registro dove annotare: data macellazione, numero e specie capi macellati. Su tale registro, veterinario ASL appone firma dopo ogni controllo. Macellazione consentita se animali in regola con anagrafe di animali

In locale usato per macellazione consentito eseguire altre lavorazioni (v. sezionamento carcasse ed altre lavorazioni, salvo trasformazione carni), purché svolte in tempi diversi e dopo idonea pulizia e sanificazione dei locali stessi.Locali, attrezzature, utensili usati per macellazione puliti e disinfettati dopo ogni operazione

Impianti di macellazione possono essere consortili, purché macellati in questi solo animali allevati da aziende associate e nei limiti di cui sopra. Macellazione per conto terzi consentita solo in impianti autorizzati ai sensi di Reg.853/04.

Operatore agrituristico deve comunicare preventivamente a veterinario ASL, giornate ed orari di macellazione, al fine di programmare esecuzione controlli sulla base di analisi dei rischi, salvo quelle fino a 500 macellazioni/anno.

Bollatura carni suine, ovicaprine, selvaggina di grossa taglia eseguita da Autorità competente, riportando: indicazione ASL competente e dicitura “Regione Marche” e “C.S. Agriturismo”. Bollatura carni di volatili da cortile, selvaggina da penna allevata e conigli con bollo a placca, riportando: ragione sociale, sede azienda, dicitura “Agriturismo”

Lavorazione delle carni ottenute da macellazione aziendale od extraziendale, compresa lavorazione prodotti di seconda trasformazione (v. Insaccati freschi o stagionati) secondo tecniche tradizionali del luogo avviene in locale autorizzato o nella cucina-laboratorio di preparazione degli alimenti, in date ed orari definiti nel piano di autocontrollo, comunque:

  1. in momenti diversi da quelli destinati ad altre preparazioni alimentari;
  2. effettuati da personale in possesso di idoneità sanitaria ed adeguatamente informato;
  3. indicando tali lavorazioni nella relazione tecnica allegata a notifica sanitaria di inizio attività (NIA), dove specificare modalità operative e caratteristiche tecniche della lavorazione stessa.

Preparazione di conserve vegetali, confetture e marmellate può avvenire nella cucina-laboratorio in giorni in cui locale utilizzato solo per tale scopo, impiegando metodi che garantiscono “distruzione di eventuali spore diClostridium Botulinum nella materia prima” (v. Sterilizzazione per almeno 3 minuti), o impedimento di loro sviluppo nel prodotto finale (v. acidificazione fino ad un ph inferiore di 4,6). Modalità di lavorazione riportate nel manuale di autocontrollo e nella relazione tecnica allegata a NIA (specificandone modalità operative e caratteristiche tecniche).

Prodotti lavorazione carni fresche ed insaccati, preparazione di conserve e marmellate ottenuti in cucina laboratorio destinati sia al consumo interno di agriturismo, sia a vendita diretta a consumatore finale, purché etichettati, riportando: nome ditta, denominazione di vendita, elenco degli ingredienti, indirizzo del produttore, data di produzione (Mese ed anno)

Ammessa congelazione di materia prima di origine animale e vegetale destinata a preparazione cibi da somministrare per ristorazione, purché:

  1. avvalendosi di apparecchiature adeguate, anche di tipo non industriale, “munite di termometro registratore di massima e di minima” (Prodotti mantenuti a temperatura di –18°C)
  2. derrate in perfette condizioni di salubrità e freschezza, immesse in idonei imballaggi su cui riportare giorno di congelazione. Prodotti una volta scongelati non possono essere più congelati
  3. attività di congelamento menzionata in documento di autocontrollo
  4. dimostrata idoneità materie prime usate, loro pezzatura ed attrezzature impiegate in modo da garantire rapido processo di congelamento;
  5. comunicato a cliente utilizzo di cibi congelati nella preparazione di pasti;
  6. garantita tracciabilità dei prodotti alimentari in base a norme UE, nazionali e regionali

Acque reflue di attività agrituristica considerate come domestiche, non assoggettate al rispetto limiti di legge, ma obbligo di “adeguato trattamento depurativo prima di scarico su recettore naturale”. A tal fine scarichi di acque reflue recapitati in recettori naturali strutturati e dimensionati in base a quanto previsto da Piano tutela delle acque (v. dimensione fossa Innoff). Per scarichi recapitati in pubbliche fognature occorre rispettare prescrizioni di Gestore Servizio Idrico, tenendo presente che in caso di nuovo allaccio occorre valutare “fattibilità tecnica ed onerosità”

 

Iter procedurale:

Giunta Regionale, previo parere della competente Commissione assembleare e sentite le Organizzazioni professionali agricole, ha approvato il regolamento regionale n. 6 del 4/11/2013 riguardante le modalità di esercizio dell’attività agrituristica e contenente:

  1. tabelle per il calcolo delle ore lavorative relative all’attività agricola ed agrituristica e criteri di conteggio;
  2. modalità per verificare il rapporto di connessione;
  3. tipologia dei prodotti di derivazione aziendale o locale utilizzati nella somministrazione di spuntini, alimenti e bevande;
  4. criteri per la rilevazione dei prezzi di vendita al dettaglio;
  5. caratteristiche delle aziende (definite in particolare le tecniche di produzione, accoglienza, sicurezza, didattica);
  6. criteri per classificare le aziende agrituristiche;
  7. norme e caratteristiche strutturali degli edifici e degli impianti sportivi/ricreativi;
  8. norme di carattere igienico sanitario da osservare, aggiuntive a quelle previste dai regolamenti comunali.

In base a quanto riportato nella DGR 1567 del 27/11/18 e nel DDS 447 del 19/12/18 gli imprenditori agricoli presentano su SIAR, direttamente o tramite CAA riconosciuti a cui affidato mandato (da conservare agli atti), a SDA competente domanda di iscrizione (Modello riportato su BUR 107/18) sottoscritta con firma digitale (Carta Raffaello), nell’Elenco Regionale degli Operatori Agrituristici (EROA), allegando (in forma cartacea o per via PEC):

  1. domanda rilasciata su SIAR. Nel caso di fattoria didattica riportare nella specifica Sezione di questa il percorso didattico che si intende intraprendere in azienda, mentre non è necessario indicare un fabbricato dedicato a tale attività;
  2. relazione descrittiva della situazione attuale dell’impresa e del progetto agrituristico;
  3. piano delle attività agrituristiche per cui si chiede l’iscrizione in EROA, specificando in particolare: immobili presenti nel fascicolo aziendale da destinare a tali attività (con riferimento ai loro dati catastali); attività agricole dell’impresa;
  4. documentazione fotografica;
  5. dichiarazione sostitutiva di notorietà del proprietario degli immobili/terreni (compreso il caso della proprietà indivisa) attestante il consenso allo svolgimento dell’attività agrituristica (se non già riportato nel contratto di affitto/comodato);
  6. in caso di fattoria didattica: attestato di frequentazione del corso di formazione, salvo casi di esenzione previsti dalla Regione;
  7. eventuali planimetrie;
  8. marca da bollo da 16€

CAA, prima di inoltrare la domanda, deve accertare: esistenza del fascicolo aziendale aggiornato e validato; esistenza dei requisiti per l’iscrizione; completezza della documentazione prescritta.

SDA esegue istruttoria entro 60 giorni dal rilascio della domanda su SIAR, acquisendo:

  1. certificato del casellario giudiziale (indispensabile per verificare l’esistenza di condizioni ostative all’iscrizione in EROA);
  2. informazioni sulla destinazione urbanistica dell’area dove insiste il fabbricato da iscrivere in EROA (se fabbricato non ricade nella zona agricola, occorre chiedere al Comune se in tale zona è possibile svolgere l’attività agrituristica);
  3. certificato di agibilità/abitabilità (per fabbricati costruiti dopo il 1967) ed attestato di esistenza del fabbricato da almeno 10 anni (documento non necessario per fabbricati ricadenti nei Comuni delle aree interne). Se il fabbricato è stato oggetto di recenti interventi edili occorre chiedere al Comune copia del titolo abilitativo (con le relative planimetrie), attestante l’autorizzazione ai lavori
  4. visura (su SISTER) per accertare la disponibilità del fabbricato destinato all’agriturismo (ammesso titolo di: proprietà; usufrutto; affitto scritto e registrato; comodato scritto e registrato; atto di conferimento a società agricola o a cooperativa di conduzione), nonché dati e planimetria catastale di questo

Nel corso dell’istruttoria SDA può chiedere ulteriori documenti all’azienda e/o all’Ente locale (da fornire entro 20 giorni) o decidere di eseguire un sopralluogo aziendale, al fine di accertare il possesso di:

  1. requisiti soggettivi quali: imprenditore agricolo ai sensi di art. 2135 del Codice Civile; iscrizione all’anagrafe delle aziende agricole (fascicolo aziendale AGEA validato); partita IVA (avente codice di attività agricola/agrituristica); iscrizione alla CCIAA (avente codice ATECO agricolo/agrituristico);
  2. requisiti oggettivi; quali: possesso del fondo/fabbricato (verificare validità del titolo); rispetto del rapporto di connessione dell’attività agrituristica (“principalità agricola”); classificazione dell’attività agrituristica; rispetto della percentuale di materia prima impiegata nel servizio di prima colazione e nell’attività di somministrazione di alimenti e bevande

A conclusione del controllo verrà redatto un verbale, sottoscritto anche dalla  ditta controllata, contenente: dati aziendali; nominativo del legale rappresentante dell’azienda; giorno di esecuzione del sopralluogo; sito visitato (evidenziare fabbricati e terreni).

SRA  approva o respinge la domanda entro 90 giorni (se entro tale periodo nessuna comunicazione è pervenuta, si applica il silenzio assenso) ed iscrive il richiedente in EROA, assegnando ad esso un codice univoco (composto da: ultime 2 cifre dell’anno di iscrizione; numero progressivo; sigla della Provincia; codice ISTAT del Comune), che viene riportato nel certificato di iscrizione inviato (via PEC) all’azienda, contenente: denominazione dell’impresa; nominativo del legale rappresentante con relativi dati anagrafici; sede legale; codice fiscale; numero di partita IVA; numero di iscrizione; tipologia e volume dell’attività agrituristica; dati catastali del fabbricato dove viene svolta l’attività agrituristica.

Se l’istruttoria ha dato esito negativo, inviata comunicazione al richiedente affinchè, entro i 20 giorni successivi, possa presentare richiesta di riesame a SRA, che entro 30 giorni valuta le memorie trasmesse, decidendo se accettarle (con conseguente iscrizione di azienda in EROA) o confermare l’esito istruttorio negativo.

Elenco EROA, consultabile sul sito http://siar.regione.marche.it, raggruppa le aziende agrituristiche nelle seguenti categorie:

  • aziende che offrono ospitalità (in camere, o unità abitative, o piazzole di sosta);
  • aziende che offrono ospitalità con somministrazione di prima colazione;
  • aziende che offrono ospitalità con somministrazione di prima colazione, o di mezza pensione, o di pensione completa solo agli alloggiati;
  • aziende che offrono ospitalità e somministrazione anche ai non alloggiati;
  • aziende che offrono somministrazione di alimenti e bevande;
  • aziende che organizzano solo attività di fattoria didattica;
  • aziende che offrono altre attività (quali: passeggiate a cavallo, pesca sportiva su laghetto aziendale, ecc.).

Per ogni azienda agrituristica si riporta in EROA: denominazione; sede; numero di partita IVA; recapiti telefonici (fissi, mobili, fax); email; PEC; sito web; livello di classificazione; insegna dell’agriturismo; estremi di SCIA inviata al Comune; tipologia e volume dell’attività esercitata (espressa in termini di: camere disponibili, con o senza bagno; camere per ospiti con ridotta capacità; posti letto nelle camere con eventuale prima colazione; numero delle unità abitative disponibili, evidenziando quelle attrezzate per ospiti con ridotta capacità; posti letto nelle unità abitative con prima colazione; numero delle piazzole di sosta e delle eventuali case mobili; numero dei pasti somministrati nel corso dell’anno; organizzazione di degustazioni di prodotti aziendali, o di passeggiate a cavallo, o con mountain bike, o di attività di pesca sportiva presso laghetto aziendale, o di escursioni guidate, o di attività di trekking; postazioni per osservazioni naturalistiche o paesaggistiche; organizzazione di corsi di cucina regionale/tradizionale o di altri corsi; museo della civiltà contadina; percorsi naturalistici didattici; organizzazione occasionale di spettacoli; strutture sportive a disposizione degli ospiti quali piscina, maneggio, campo da tennis, o da bocce, o da golf con massimo 9 buche, o da calcetto, o da pallavolo/pallacanestro, o da tiro con l’arco; percorso vita; attività di fattoria didattica; servizi complementari offerti, quali centro benessere, fattoria della salute, centro sportivo, attività convegnistica); indirizzo colturale prevalente; altre attività connesse esercitate (quali: agricoltura sociale, come servizi educativi, servizi sociali ed assistenziali, servizi socio sanitari, reinserimento lavorativo; vendita diretta di vino, formaggi, olio, carne fresca anche trasformata, farina, legumi, prodotti orticoli, frutta fresca/secca, miele, succhi e/o estratti di frutta/verdura, conserve, marmellate, birra, pane, pasta, ecc.; trasformazione di prodotti agricoli, anche per conto di soggetti terzi, in cantina, caseificio, frantoio, birrificio, panificio, pastificio, laboratorio di trasformazione delle carni, o miele o succhi/estratti di frutta o di verdura, o conserve o marmellate; produzione di energia; conto terzismo; attività funzionale alla sistemazione e manutenzione del territorio).

Iscrizione in EROA è sempre negata a quanti:

  • abbiano riportato nei 3 anni precedenti condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitti in materia di: igiene e sanità; frode nella preparazione degli alimenti; commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterate; frode in commercio; vendita di prodotti con marchi abusivi
  • sono sottoposti a misure di prevenzione, in quanto ritenuti pericolosi per la sicurezza e pubblica incolumità, o dichiarati delinquenti abituali.

Operatore agrituristico deve:

  • comunicare al SRA qualunque variazione intervenuta in merito a quanto riportato in EROA entro 30 giorni dal suo verificarsi
  • aggiornare e validare il fascicolo aziendale, con conseguente aggiornamento, tramite SIAR, della sua posizione in EROA (compresa: integrazione dei fabbricati dove viene svolta l’attività agrituristica; aggiunta/riduzione delle attività indicate inizialmente o del volume di attività)

E’ possibile modificare la forma giuridica/ragione sociale di un’impresa iscritta in EROA, o effettuare il subentro nell’attività agricola e agrituristica solo se:

  1. viene assicurata la continuità dei rapporti giuridici (cioè il nuovo soggetto assume la titolarità di tutti i diritti e degli obblighi vigenti e “prosegue in tutti i rapporti, anche processuali, del soggetto che ha effettuato la trasformazione”)
  2. in caso di subentro, il trasferimento della titolarità avviene a favore di familiari o, a seguito di decesso dell’imprenditore agricolo, degli eredi legittimi.

In qualunque caso di trasformazione/subentro, occorre inviare una richiesta di modifica all’EROA, corredata dalla documentazione (statuto; dichiarazione sostitutiva di notorietà) attestante il trasferimento dei diritti ed obblighi al subentrante. L’iscrizione vigente all’EROA rimane  valida per l’intero periodo necessario a verificare il possesso dei requisiti prescritti da parte del nuovo soggetto.

Ad esclusione dei precedenti casi, qualunque trasferimento di azienda agricola, che svolge attività agrituristica, è da considerare come nuova iscrizione.

Imprese agricole iscritte in EROA inviano (Modello pubblicato su BUR 109/18) tramite SIAR, al momento dell’avvio dell’attività agrituristica, al SUAP o al Comune, dove sono ubicati gli immobili utilizzati per l’agriturismo, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), in cui specificare: attività che si intende esercitare con i relativi limiti; utenze annuali; periodi di apertura. Alla SCIA occorre allegare:

  1. dettagliata relazione, da cui risulti: ordinamento colturale e zootecnico praticato; eventuali attività connesse esercitate; dotazioni aziendali (qualora l’azienda non dispone di posizione UMA su SIAR); unità lavorative impegnate in azienda ed ore complessive dedicate all’attività agricola;
  2. autorizzazione a svolgere l’attività agrituristica da parte del proprietario del fondo o dell’immobile (se diverso dall’imprenditore richiedente);
  3. scheda di classificazione (solo per le aziende agrituristiche che offrono ospitalità);
  4. planimetria, in scala adeguata, dei locali impiegati per l’agriturismo (evidenziare destinazione di ogni locale), con relativa documentazione fotografica;
  5. in caso quadro di autocertificazione da parte di tutti i soci nei casi di società (Modello pubblicato su BUR 109/18)

Comune esegue controlli in merito alla SCIA presentata, eventualmente chiedendo un “parere di competenza” (limitatamente al rispetto del requisito di “principalità agricola” ed al livello di classificazione) ad altre Amministrazioni pubbliche, che debbono rispondere entro 30 giorni.

Se l’operatore agrituristico intende variare la propria attività deve presentare una nuova SCIA. Se tali variazioni riguardano tipologie/volume di attività non indicate nell’iscrizione in EROA, l’operatore, prima  di presentare una nuova SCIA, deve aggiornare la sua posizione in EROA, tramite SIAR.

 In caso di subentro  nella gestione dell’impresa da parte di familiari, a seguito del decesso del titolare, l’attività viene esercitata, in via provvisoria, da questi per altri 2 mesi dopo la conclusione della procedura di successione, previa presentazione di SCIA da parte degli eredi (Modello pubblicato su BUR 109/18).

Regione ed Enti locali assumono iniziative in materia di formazione, riqualificazione ed aggiornamento degli operatori agrituristici.

Operatore dovrà:

  1. comunicare al Comune entro il 1 Ottobre prezzi giornalieri minimi e massimi che si intende applicare dal 1 Gennaio successivo per ospitalità negli alloggi o spazi aperti (Entro 1 Marzo è possibile comunicare eventuali modifiche alle suddette tariffe valide a partire dal 1 Giugno). Mancata comunicazione delle tariffe, comporta l’applicazione degli ultimi prezzi denunciati, fermo restando che il Comune può chiedere una riduzione delle tariffe stesse;
  2. prevedere in caso di attività non annuale, un periodo di apertura stagionale di almeno 4 mesi (eventualmente frazionabile in mesi, settimane, giorni “a discrezione dell’operatore”, comunque nel rispetto dei periodi di apertura e chiusura dichiarati), comunicato al Comune e SRA entro il 31 Dicembre. Eventuali variazioni del calendario di apertura sono comunicate almeno 10 giorni prima della loro adozione;
  3. esercitare l’attività agrituristica nel rispetto di: limiti e modalità della L.R. 21/11; regolamento regionale; quanto riportato in SCIA; tariffe esposte;
  4. comunicare l’eventuale sospensione dell’attività (Non oltre 1 anno) al Comune e SRA;
  5. esporre al pubblico, nei locali di accesso o di ricevimento degli ospiti (In caso di più immobili, è sufficiente esporlo solo in uno di questi), in modo ben visibile: copia del titolo abilitativo; marchio nazionale di agriturismo italiano istituito con DM 03/06/2014; elenco delle camere (specificando per ciascuna: servizi offerti, attrezzature disponibili, letti aggiungibili, prezzi massimi); tabella riassuntiva dei prezzi praticati, elenco dei fornitori delle materie prime utilizzate non prodotte in azienda. In ogni camera sarà inoltre esposta una tabella contenente il prezzo massimo del pernottamento ed i servizi connessi;
  6. provvedere a registrare e denunciare periodicamente le persone alloggiate all’Autorità di pubblica sicurezza, nei modi e tempi previsti dalla normativa;
  7. comunicare entro i primi 5 giorni del mese successivo gli arrivi e le presenze  secondo modalità individuate dal Servizio  Regionale Turismo;
  8. mettere a disposizione degli ospiti un foglio illustrativo dei prodotti DOP, IGP, STG, DOC, DOCG, IGT, prodotti tradizionali, prodotti a marchio “QM”, prodotti biologici offerti dall’azienda agricola;
  9. consentire il libero accesso ai locali, registri e documenti contabili ai funzionari incaricati dei controlli, nonché fornire a questi tutte le informazioni richieste
  10. non utilizzare denominazioni quali “agriturismo”, “agrituristico”, “agriturist” e simili, “anche modificate, alterate, rettificate o associate ad altre denominazioni” (come un marchio individuale o commerciale, o insegna o ragione sociale) se l’operatore non risulta iscritto in EROA, fatto salvo l’uso della denominazione “Agriturist”, da parte dell’Associazione Agriturist e dei suoi associati, ad integrazione della denominazione aziendale. È vietato altresì l’uso di denominazioni quali “ristorante”, “pizzeria”, “albergo” agli operatori agrituristici, in quanto riservate solo ai titolari delle rispettive  licenze commerciali
  11. non usare il marchio nazionale istituito con D.M. 3/6/2014 nell’identificazione dell’azienda e/o attività agrituristica (compreso il suo utilizzo sui mercati esteri) se non autorizzato dalla Regione. Marchio, di proprietà del MIPAAF, è costituito dalla “stilizzazione di casa rurale, albero, bandiera italiana che prende forma da campo arato, iscritti all’interno di girasole” e dicitura “Agriturismo Italia”. Marchio è affidato in gestione alle Regioni, che lo possono concedere in licenza d’uso alle aziende agrituristiche, purchè: esercitano l’attività agrituristica a norma di legge; risultano classificate; sottoscrivono l’impegno a rispettare le norme di uso del marchio definite nel Manuale d’uso nazionale; accettano di sottoporsi ai controlli della Regione per accertare il rispetto del regolamento d’uso del marchio (in particolare sua non apposizione su “confezioni, contenitori, etichette o presentazione di qualsivoglia prodotto, essendo questo destinato esclusivamente a qualificare le aziende, i loro servizi e l’offerta complessiva di agriturismo”) Regione iscrive le aziende a cui è stato concesso il marchio nel Repertorio nazionale dell’agriturismo

Comune in merito all’applicazione della LR 21/11, verifica:

  1. corretta esecuzione degli interventi di recupero degli immobili sotto l’aspetto urbanistico edilizio;
  2. eventuale esercizio abusivo dell’attività agrituristica, con conseguente applicazione di sanzioni;
  3. corretto uso delle denominazioni;
  4. rispetto dei criteri fissati per l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande, anche mediante sopralluogo e/o avvalendosi di: fatture di acquisto e vendita; registri di acquisto e vendita; registro dei corrispettivi; denuncia IVA; dichiarazione dei redditi;
  5. idoneità dei locali adibiti alla somministrazione degli alimenti e bevande;
  6. esposizione di: titolo abilitativo; foglio illustrativo dei prodotti offerti dall’azienda; elenco dei fornitori delle materie prime o dei prodotti utilizzati in azienda
  7. effettivo ordinamento produttivo aziendale rispetto a quanto riportato nel fascicolo aziendale ed eventuale consistenza zootecnica rispetto a quanto riportato in BDN zootecnica e nei registri di stalla

ASL rimane competente dei controlli in materia di igiene, sicurezza alimentare ed ambienti di lavoro

SRA, anche avvalendosi di SDA e CFC, in merito all’applicazione della LR 21/11, verifica:

  1. permanenza dei requisiti di iscrizione all’EROA;
  2. rispetto del requisito della “principalità agricola”, cioè tempo di lavoro dedicato all’attività agricola (comprendente attività di: coltivazione, allevamento, selvicoltura, trasformazione e vendita, attività agricole connesse come produzione di energia o conservazione dello spazio agricolo e tutela ambientale, manutenzione del capitale fondiario/agrario, direzione amministrativa e sorveglianza aziendale), eventualmente corretto con i coefficienti compensativi per le zone montane ed il biologico, superiore al tempo di lavoro dedicato all’attività agrituristica. A tal fine si può eseguire sopralluogo aziendale per verificare: colture effettivamente presenti nel fondo (in particolare quelle a maggior intensità di lavoro, come le superfici orticole, che se superiori a 2.000 mq. richiedono il dettaglio della superficie occupata dalla singola coltura); entità della superficie posseduta; capi detenuti dall’azienda; attività di trasformazione e/o commercializzazione svolta; eventuali altre attività connesse esercitate; parco macchine ordinario; numero di camere/unità abitative con relativi posti letto; numero di piazzole di sosta; esistenza di strutture sportive e/o di servizi complementari offerti. In caso di rapporto di connessione presunto, occorre verificare il possesso di una SAU superiore a 2 Ha. (come risulta dall’ultimo fascicolo aziendale validato) ed il titolo abilitativo posseduto (autorizzazione/SCIA) per attestare l’esercizio dell’attività agrituristica. Se dal controllo emerge il mancato rispetto del rapporto di connessione, l’azienda può presentare una relazione, redatta da un professionista abilitato nel settore agroforestale, “che dia contezza dei motivi e dimostri gli effetti”;
  3. livello di classificazione dell’azienda agricola che offre ospitalità (massimo 5 simboli in base al punteggio conseguito), tenendo conto delle eventuali richieste di revisione nel frattempo inviate dall’operatore. Controllo è di tipo documentale (scheda di autoclassificazione trasmessa dall’azienda; fascicolo aziendale; anagrafe zootecnica; sito internet) ed in loco (analisi del contesto aziendale e paesaggistico; accoglienza e gestione; servizi e dotazione di alloggi; servizi di ristorazione e degustazione; attività agricole e produzioni tipiche). Verbale, con esito del controllo (evidenziare se viene confermato o meno il punteggio assegnato), è notificato al Comune ed alla ditta interessata;
  4. rispetto delle percentuali relative alla materia prima utilizzata nel servizio di prima colazione e di somministrazione degli alimenti e bevande.

Controlli vanno eseguiti almeno ogni 5 anni su tutte le aziende agrituristiche, procedendo annualmente ad un campionamento delle strutture da controllare, in base alle tipologie di raggruppamento riportate in EROA. A tal fine  entro il 31 Gennaio viene effettuata l’estrazione casuale del 20% delle aziende agrituristiche abilitate all’esercizio dell’attività al 31 Dicembre precedente, detraendo dal campione in questione le aziende già controllate negli anni precedenti (al 5° anno tutte le aziende debbono risultare controllate) ed aggiungendo, a partire dal 2° anno di controllo, un ulteriore campione (pari a 5%, 4%, 3%, 2%) definito in base ad un’analisi del rischio effettuata sui seguenti parametri: aziende sottoposte in passato a controlli con rilievi; dimensione aziendale; incidenza delle produzioni vegetali/animali; presenza di attività di trasformazione dei prodotti aziendali; numero dei posti letto; numero di camere/unità abitative; numero dei pasti e dei posti a tavola previsti in SCIA. Operazioni di controllo sono articolare nelle seguenti fasi:

  • comunicazione del controllo alle ditte interessate, tramite PEC, almeno 10 giorni prima, evidenziando i documenti da fornire
  • consultazione della documentazione detenuta sia presso gli Uffici regionali (quale: domanda; relazioni; certificato di iscrizione in EROA; contratti di affitto; dichiarazione dei proprietari), sia presso altre fonti di certificazione (quali: fascicolo aziendale; anagrafe zootecnica; dati in SIAN/SIAR; registri di stalla; registro UMA; CCIAA)
  • consultazione dell’eventuale sito internet dell’azienda, dove riportate le attività agrituristiche
  • acquisizione di documentazione da parte di altre Amministrazioni pubbliche quali: SCIA agrituristica; NIA (in caso di aziende che: somministrano alimenti, bevande e/o prima colazione ottenuti nella propria cucina; conservano prodotti freschi mediante congelamento/surgelamento); autorizzazione sanitaria per piscina
  • acquisizione di: documentazione contabile (quali: fatture e registri degli acquisti e vendite; registro dei corrispettivi; denuncia IVA; dichiarazione dei redditi); tabella in cui riportata (su foglio elettronico) la materia prima prodotta dall’azienda agricola ceduta a quella agrituristica (in caso di somministrazione di alimenti/bevande, compilare un’ulteriore tabella, in cui riportare: categorie merceologiche; data del passaggio; quantità oggetto di vendita; prezzi unitari applicati; sommatoria complessiva dei prodotti ceduti all’azienda agrituristica); documentazione attestante la materia prima acquistata presso altre aziende agricole, o presso artigiani alimentari della zona, o presso aziende di trasformazione dei prodotti agricoli della Regione, o presso distribuzione commerciale ordinaria; ulteriore documentazione richiesta dal controllore
  • esecuzione da parte di SDA di un sopralluogo in azienda (comunicato a questa con preavviso di almeno 20 giorni), al fine di verificare attività esercitata dall’azienda, riscontro della documentazione agli atti, possesso dei requisiti prescritti per esercitare l’attività agrituristica, nonché in merito a:
  • attività di ospitalità: locali e piazzole di sosta utilizzate a tale scopo: esposizione del titolo abilitativo; ordinamento produttivo praticato (da confrontare con il fascicolo aziendale) ed eventuale consistenza zootecnica (da confrontare con BDN e registri di stalla); livello di autoclassificazione; annotazione nei libri contabili delle ricevute fiscali emesse; rispetto delle percentuali (in valore) di provenienza della materia prima impiegata nella fornitura della prima colazione
  • attività di somministrazione di alimenti e bevande: rispetto delle percentuali (in valore) di provenienza della materia prima utilizzata

A conclusione del sopralluogo viene redatto un verbale, di cui copia lasciata al rappresentante dell’azienda

  • documento istruttorio finale (redatto in base a: documentazione acquisita; verbale di sopralluogo; scheda di riscontro del livello di classificazione; tabella inerente approvigionamento della materia prima) inviato da SDA all’azienda agricola ed al Comune competente

Comune, entro 10 giorni dalla comunicazione da parte di SDA del venire meno dei requisiti oggettivi per l’esercizio dell’attività agrituristica, fissa un termine (inferiore a 6 mesi) entro cui tali requisiti debbono essere ripristinati (nei casi più gravi, il Comune può sospendere fino a 6 mesi l’attività agrituristica). Se i requisiti non sono ripristinati, il Comune dispone la cessazione dell’attività.

Comune comunica alla Regione:

  1. entro il 31 Gennaio l’elenco aggiornato degli operatori agrituristici, specificando: località dell’azienda; tipologia dell’attività svolta;
  2. tempestivamente le sospensioni, revoche, cessazioni intervenute nell’attività agrituristica, anche al fine di revocare eventuali contributi concessi.

Regione invia al Comune:

  1. copia della sanzione applicata, in modo che questo adotti provvedimenti connessi (sospensione o cessazione dell’attività agrituristica)
  2. comunicazione di iscrizione o cancellazione dell’azienda da EROA

Istituito presso il Dipartimento delle Politiche Europee ed Internazionali e dello Sviluppo Rurale DISR I del MIPAAF il Repertorio nazionale dell’agriturismo, in cui inserire tutti gli Elenchi regionali in modo da: raccogliere dati sulle aziende agrituristiche autorizzate in Italia; effettuare il monitoraggio sull’offerta nazionale di agriturismo; individuare le aziende abilitate ad usare il marchio “Agriturismo Italia”. I dati del Repertorio costituiscono la base per il Rapporto annuale sullo stato dell’agriturismo in Italia. Aggiornamento del Repertorio avviene tramite invio di  EROA da parte delle Regioni entro il 31 Dicembre, con eventuale integrazione dei dati presenti in questi con quelli contenuti in SIAN e nel fascicolo aziendale. Informazioni del Repertorio sono rese pubbliche e consultabili sul portale web del MIPAAF, nonché messe a disposizione, su richiesta, della Regione, insieme agli strumenti per la gestione informatizzata dell’istruttoria, iscrizione, verifica, controllo, mantenimento dei dati aziendali negli Elenchi regionali.

 

Entità aiuto:

Rilascio del titolo abilitativo per gli interventi di recupero edilizio a fini agrituristici è gratuito, previa verifica che l’azienda risulti iscritta in EROA

 

Sanzioni:

Se l’imprenditore non inizia l’attività agrituristica nei 3 anni successivi all’iscrizione in EROA (salvo caso che il mancato avvio dell’attività sia dovuto ai lavori di recupero degli immobili, purché l’attività venga comunque intrapresa entro 12 mesi dal loro completamento, come attestato dal rilascio della agibilità) o cessa attività: cancellazione da EROA + restituzione di eventuali contributi percepiti maggiorati degli interessi legali.

Chiunque esercita l’attività agrituristica, anche in forma occasionale, senza aver presentato la SCIA al Comune: multa da 2.500 a 15.000 € + chiusura dell’esercizio.

Chiunque utilizza denominazioni di agriturismo, agrituristico, agrituriste e simili, anche modificate, alterate, rettificate o associate ad altre denominazioni, non essendo operatori agrituristici: multa da 3.000 a 12.000 €

Chiunque esercita l’attività agrituristica senza rispettare nei limiti e le modalità indicate in SCIA, o non esponendo al pubblico la SCIA, o non segnalando i locali dove si svolgono attività diverse da quelle agrituristiche o non esponendo al pubblico la SCIA, o utilizzando prodotti non conformi a quanto stabilito dalla L.R. 21/11 in merito alla somministrazione di alimenti e bevande o violando le disposizioni del regolamento attuativo della LR 21/11, o in caso di violazione di altri obblighi di legge: multa previa diffida da 500 a 3.000 € + sospensione dell’attività agrituristica da 10 a 30 giorni + se operatore commette ulteriori infrazioni al riguardo nel corso dei 2 anni successivi, sospensione dell’attività da 20 a 40 giorni + in caso di reiterazione delle suddette infrazioni, cessazione dell’attività

Operatore agrituristico che non comunica l’eventuale sospensione dell’attività, o gli arrivi e le partenze entro i termini stabiliti, o le variazioni delle caratteristiche delle strutture, o comunica l’elenco dei prezzi in modo incompleto, o non compila (in modo corretto o completo) la tabella riepilogativa dei prezzi, o non espone tale tabella, o la espone applicando prezzi superiori a quelli comunicati al Comune: multa da 100 a 600 €

Se viene commessa la stessa infrazione nei 2 anni successivi: sanzione raddoppiate + chiusura dell’attività da 3 a 30 giorni. Comune può stabilire la cessazione dell’attività agrituristica in caso di: recidiva; venire meno dei requisiti prescritti; sospensione dell’attività per oltre 1 anno; non rispetto degli obblighi amministrativi di cui sopra.

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