Documento programmatico

Premessa

Il Comparto agricolo ed agroalimentare in Italia rappresenta circa il 16% del Pil Nazionale, con 1,5 Milioni di Aziende agricole, circa 6.000 imprese cooperative con oltre 860.000 soci. Dunque un settore strategico per l’economia del paese, settore che sconta problemi strutturali estremamente penalizzanti, primo fra tutti la frammentazione.

L’agricoltura italiana, così come quella marchigiana, è caratterizzata da una forte perdita di competitività lungo la filiera, causa di forte riduzione dei redditi delle imprese (circa il 25% negli ultimi 10/12 anni con un sempre maggior numero di imprese agricole che hanno un reddito negativo).

Considerate le premesse  espresse, nasce  nelle Marche il Coordinamento Associativo “Agrinsieme Marche”  formato dalle Organizzazioni Sindacali Agricole – Cia Marche, Confagricoltura Marche  e Copagri Marche – e dall’Alleanza delle Cooperative Italiane –  Settore Agroalimentare, a sua volta formato da Agrital Agci, Fedagri Confcooperative e Legacoop Agroalimentare, per rispondere a due esigenze principali:

Definizione di strategie comuni di sviluppo agricolo e agroalimentare che possano favorire uno sviluppo economico generale del Paese e della nostra regione.

  • Definizione di politiche comuni atte a garantire e migliorare il reddito delle imprese agricole e cooperative agricole favorendone il collocamento dei loro prodotti sul mercato.

Agrinsieme nasce da radici, storie e valori diversi ma vuole divenire un momento di incontro per rappresentare interessi comuni e promuovere politiche volte al sostegno dell’intero comparto agricolo e agroalimentare.

  

OBIETTIVI

 Obiettivo n° 1

Rafforzamento del Sistema Agroalimentare Marchigiano

  •  Sostenere l’Aggregazione delle Imprese, la Cooperazione e l’efficace regolamentazione dei mercati.

È indispensabile che la politica regionale metta al centro della propria agenda il tema dell’aggregazione in agricoltura, promuovendo apposite leggi e favorendo le imprese che intendono allargare i loro mercati, sviluppando inoltre strumenti volti a rafforzare le relazioni tra imprese agroalimentari e il mondo della distribuzione organizzata.

 

Le Marche hanno bisogno di una filiera agricola organizzata in grado di dare risposte concrete alla moltitudine di piccole  e piccolissime aziende che punteggiano il nostro territorio.

 

  • Sostenere la ricerca e l’innovazione

Va promossa la conoscenza nel comparto agricolo, sostenendo la ricerca e l’innovazione in ogni sua forma, rafforzando i legami tra mondo produttivo e istituti di ricerca.

Inoltre si chiede alla politica locale di istituire dei tavoli di coordinamento tra le varie strutture che svolgono attività di ricerca, perché spesso queste non dialogano tra loro e quindi non vengono perseguiti obiettivi comuni.

 

  • Sostegno al Made in Italy e al Made in Marche in Italia e all’Estero

La nostra Politica Regionale non deve mai dimenticare l’importanza di promuovere le sue produzioni in Italia e all’estero, così che il nostro territorio sia noto a tutti e le sue eccellenze alimentari travalichino i confini regionali.

La Regione Marche dovrà affrontare in un arco temporale assai breve, il cambiamento avvenuto nel mondo in un decennio, cambiamento che rende del tutto obsolete alcune politiche regionali sui singoli settori. Si dovrà pertanto analizzare i singoli settori dell’agroalimentare (opportunità e criticità) e, alla luce di questa analisi contestualizzata ad oggi, mettere mano a piani strategici di settore.

La Regione Marche dovrà promuovere idonee politiche di promozione che tengano conto delle reali esigenze delle imprese agricole e agroalimentari,  associandole a programmi d’internazionalizzazione in grado di garantire una diffusione dei nostri prodotti all’estero.

Seppure sia lodevole il lavoro svolto fin qui dalla Regione Marche per l’attivazione di un marchio regionale “Qm”, oggi questo strumento si trova ingessato in mille complicazioni burocratiche e operative che non lo rendono a tutti gli effetti fruibile.

 

  • Favorire il ricambio generazionale

Promuovere un sistema di azioni svolte a favorire concretamente il ricambio generazionale in agricoltura promuovendo l’aggregazione fondiaria e la nascita di nuove imprese associate.

Favorire l’accesso al credito per i giovani e quanti ritengano interessante intraprendere l’attività agricola mediante l’utilizzo di strumenti nuovi, fondi di garanzia e convenzioni con gli istituti di credito.

Sostenere inoltre una politica di agevolazioni per le imprese agricole promosse dai giovani imprenditori.

 

  • Incentivare il mercato del lavoro

Organizzare incontri con le parti sociali, sindacati dei lavoratori, Direzioni Territorali del Lavoro , INPS e INAIL, per individuare misure di contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento degli operatori così da limitare anche le infiltrazioni malavitose in agricoltura.

 

Promuovere nel contempo momenti di concertazione per individuare misure atte a premiare l’impresa virtuosa in materia di occupazione mediante la riduzione dei costi del lavoro o la flessibilità delle operazioni in campagna (contrattazione di secondo livello).

 

Farsi portavoce nei tavoli nazionali dell’esigenza di introdurre un regime amministrativo e contributivo semplificato e meno oneroso per i rapporti di lavoro stagionali e di breve durata, garantendo nel contempo una maggiore efficienza della Pubblica Amministrazione nella gestione della previdenza agricola.

 

  • Rafforzare gli strumenti per il credito

La Regione Marche deve farsi promotrice verso gli Istituti di Credito e i Confidi per l’individuazione di strumenti innovativi per favorire l’accesso al credito delle imprese agricole e agroalimentari che realizzano investimenti.

Si rende necessaria l’implementazione di una progettualità nuova da parte della Regione Marche, che tenga conto di filiere complesse che vedono coinvolte sempre un maggior numero di imprese

 

  • Promuovere nuovi  stili alimentari fra i giovani e nelle scuole

 

E’ ormai risaputo che  stanno pericolosamente crescendo nella popolazione giovanile i problemi legati ad una cattiva abitudine alimentare e alla pratica di stili di vita poco sani: aumento allarmante dei giovani in sovrappeso o con problemi di obesità grave, con le sicure implicazioni legate al prevedibile incremento delle malattie cronico-degenerative in età matura, diffusione dei disturbi del comportamento alimentare soprattutto in età adolescenziale, come la bulimia e l’anoressia, legate ad un rapporto patologico con il cibo.

 

Questi preoccupanti fenomeni testimoniano che i giovani non conoscono, o quanto meno non utilizzano) la “dieta mediterranea”, che al contrario è sta riconosciuta dall’UNESCO nel 2010 “come modello virtuoso di salute e Patrimonio dell’Umanità”.

 

L’Italia, Paese d’origine di questa dieta, possiede una “fortuna” alimentare unica al mondo, creata nei secoli dal lavoro dei nostri agricoltori, frutto di una storia plurimillenaria che ha visto sviluppare il rapporto uomo-cibo sulle direttrici del costante confronto interculturale e della tensione ad armonizzare le ricchezze territoriali con i bisogni delle popolazioni e le locali risorse umane.

 

A tale scopo, quindi, va attivato un percorso organico di educazione alimentare e di promozione di nuovi stili alimentari, ad iniziare dalla scuola.

 

AGRISIEME, anche per la più incisiva realizzazione dell’Expò 2015, assegnato all’Italia (Milano) sul tema decisivo “NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA”, si impegna a sostenere l’attuazione de “Le linee guida per l’educazione alimentare nelle scuole” come varate dal MIUR nel settembre 2011, finalizzate a informare in modo interdisciplinare tutta l’attività didattica e consistenti in una poderosa campagna di educazione, formazione di nuovi stili alimentari e di consumo consapevole nelle scuole, sicuro volano per un incisivo cambiamento, perché là, in quelle aule, siedono i consumatori ed i dirigenti futuri del Paese.

 

 Obiettivo n° 2

Una sistematica azione di semplificazione burocratica

 

Le imprese agricole e agrolimentari italiane scontano uno svantaggio competitivo con le altre imprese europee causa l’eccessiva mole burocratica che caratterizza l’intero sistema italiano.

La nostra regione non è esente ad inefficienze burocratiche che penalizzano fortemente le nostre imprese  in ogni loro attività.

Si rende necessaria l’introduzione di un sistema normativo snello, efficace e moderno, che fissi regole giuste e trasparenti,  e che non costringa le nostre imprese a produrre pile di documenti, spesso inutili ma fonte di costi.

L’intero sistema di Bandi pubblici legati al PSR Marche soffre oggi di una eccessiva mole di burocrazia che impedisce alle imprese di fruire al meglio dei contributi, dovendo queste provvedere al compilazione e presentazione di una serie infinita di documenti, che scoraggiano tutti ma in primis le imprese più piccole o quelle che devono effettuare degli investimenti in un lasso di tempo breve.

 

I numeri della rappresentanza Agrinsieme

L’A.C.I. Agroalimentare (Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital) nelle Marche rappresenta un fatturato di circa € 770.000.000, 9.000 soci e circa 3.200 posti di lavoro. Le Organizzazioni Professionali Agricole C.i.a., Confagricoltura e Copagri rappresentano circa 57.000 associati e poco meno di 8.000 lavoratori dipendenti.

 

 

 

Fermo lì 16 marzo 2013

 

 

 

CIA:                                                                  NEVIO LAVAGNOLI

 

COPAGRI:                                                      GIOVANNI BERNARDINI

 

CONFAGRICOLTURA:                              GIOVANNI MANZOTTI

 

A.G.C.I. AGRITAL:                                      MASSIMO SERENA

 

LEGACOOP AGROALIMENTARE:         TEODORO BOLOGNINI

 

FEDAGRI:                                                       PATRIZIA MARCELLINI

 

Print Friendly
Posted in: